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Influenza h1n1: Commenti, analisi, opinioni

Influenza A H1N1: che fare per protegger (Saluter, Emilia-Romagna, 14 agosto 2009, editato)

Influenza A H1N1: che fare per protegger (Saluter, Emilia-Romagna, 14 agosto 2009, editato)

Influenza A H1N1: che fare per protegger (Saluter, Emilia-Romagna, 14 agosto 2009, editato)
Influenza A H1N1: che fare per proteggere se stessi e gli altri


La malattia si presenta con manifestazioni cliniche lievi ma il virus ha dimostrato la capacit? di propagarsi rapidamente: le informazioni sui comportamenti da adottare per contrastare la diffusione e le indicazioni da seguire in caso di sintomi in depliant e locandina diffuse nelle sedi del Servizio sanitario.

Per informazioni: numero verde 800 033 033

Bologna, 14 agosto 2009


"Influenza A H1N1. La prevenzione ? nelle tue mani". Questo lo slogan che compare su locandine e depliant realizzati dalla Regione Emilia-Romagna per fornire informazioni sui semplici comportamenti da adottare per contrastare la diffusione del virus A H1N1 e sulle indicazioni da seguire in caso di sintomi.

Depliant e locandine saranno diffusi nelle prossime settimane nelle principali sedi dei Servizi delle Aziende sanitarie e negli studi dei medici e dei pediatri di famiglia.

L'influenza A H1N1 ? una infezione virale acuta dell'apparato respiratorio. E' causata da un nuovo virus influenzale A H1N1 che ha dimostrato la capacit? di propagarsi molto rapidamente in tutto il mondo. E' caratterizzata da manifestazioni cliniche lievi. Come l'influenza stagionale pu? causare complicazioni e un peggioramento di patologie croniche preesistenti.

Si trasmette da persona a persona per via aerea (tosse, starnuti), per contatto con materiale infetto (ad esempio fazzolettini usati), per contatto con superfici infette, attraverso contati stretti con persone malate (baci, abbracci).

Depliant e locandina suggeriscono che fare "per proteggere se stessi e gli altri" e contrastare la diffusione del virus: lavarsi le mani spesso, sempre con acqua e sapone, e in particolare dopo aver tossito o essersi soffiati il naso; tossire e starnutire in un fazzoletto di carta da gettare sempre dopo l'uso, mantenere pulite le superifici.

Dopo la descrizione della sintomatologia - febbre improvvisa di norma superiore a 38? e manifestazioni respiratorie (tosse, mal di gola, raffreddore) associate ad almeno uno dei seguenti sintomi: brividi, dolori muscolari, dolori articolari e, in particolare nei bambini, mal di pancia, diarrea o vomito - negli strumenti informativi messi a punto si forniscono le indicazioni da seguire in caso di malattia: rimanere a casa, a riposo, limitare i contatti con altre persone ee, in caso di contatti, indossare la mascherina igienica, mettersi in contatto con medico o pediatra di famiglia per approfondimenti sulla malattia o sui farmaci da utilizzare.

Per informazioni sull'influenza A H1N1, sui comportamenti da tenere in caso di malattia e per prevenire la diffusione del virus ? possibile chiamare il numero verde gratuito del Servizio sanitario regionale dell'Emilia-Romagna 800 033 033 (tutti i giorni feriali dalle ore 8,30 alle ore 17,30 e il sabato dalle ore 8,30 alle ore 13,30): Se necessario, gli operatori possono mettere in contatto con il Dipartimento di sanit? pubblica dell'Azienda Usl di residenza. Informazioni possono essere reperite anche sulla "Guida ai servizi - informazioni on line", consultabile su questo portale nella home page e sui siti delle Aziende sanitarie.

I primi casi di influenza A H1N1 si sono verificati in Messico nella tarda primavera. Il virus in Italia ? arrivato i primi di maggio 2009. In Emilia-Romagna i primi casi si sono registrati alla fine di maggio.

L?Assessorato politiche per la salute della Regione ha diffuso alle Aziende sanitarie le indicazioni su sorveglianza, misure di controllo e modalit? assistenziali relative alla influenza da virus A H1N1, definite e aggiornate sulla base dell?andamento della malattia in Emilia-Romagna, nel pieno rispetto degli indirizzi nazionali. Nei link, la locandina e il depliant. Nella sezione "documentazione e sistema informativo"(consultabile dalla home page) le note emesse dall'Assessorato politiche per la salute.


I materiali informativi



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<cite cite="http://www.saluter.it/wcm/saluter/news/il_fatto/2009agosto_ottobre/InfluenzaA_depliant.htm">Influenza A H1N1: che fare per protegger - Saluter</cite>
 

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Numero Monografico di Eurosurveillance, 22 ottobre 2009.

Numero Monografico di Eurosurveillance, 22 ottobre 2009.

Numero Monografico di Eurosurveillance, 22 ottobre 2009.

Eurosurveillance ha pubblicato un numero monografico sui risultati preliminari degli studi epidemiologici effettuati durante le epidemie stagionali causate dal virus pandemico H1N1 2009 in varie regioni dell'emisfero meridionale. In particolare sono disponibili le indagini condotte sulla dispersione geografica, sul tasso di attacco e sulla stima di R(0) per gli stati del Nuovo Galles del Sud e di Victoria (Australia), del Brasile, del Peru', del Sudafrica e per le popolazioni indigene dell'Oceania e delle Americhe.


Sommario


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Pandemia H1N1 2009: evoluzione dell'epidemia in Campania.

Pandemia H1N1 2009: evoluzione dell'epidemia in Campania.

Nei giorni scorsi si ? parlato di un "caso Campania", e la discussione forse si ? chiusa troppo presto.

Se non ricordo male, del "caso" si ? parlato attorno al 3 novembre, sull'unica base del primo rapporto epidemiologico regionale InfluNet (il primo basato sulla rete di sorveglianza entrata in funzione dopo il 18 ottobre). L'incidenza risultava essere del 12,37 per mille, quasi il doppio di quella registrata in Piemonte, la seconda regione per incidenza.

Il successivo rapporto ha fornito invece queste cifre: 14,66 per la Campania (sempre in testa), poi Lombardia, Emilia Romagna, Marche, Lazio tutte sopra il 10 per mille. Ma il confronto che a me pare pi? significativo ? tra i dati della stessa Campania. Nel primo rapporto il numero di medici era 27, nel secondo 56. Una differenza di questa entit? non si riscontra per nessuna altra regione, e secondo i miei calcoli il campione del primo rapporto era molto sbilanciato a favore delle fasce pi? giovani.

Nel rapporto epidemiologico della prima settimana, su 401 casi 324 (69+255) cadevano nella fascia 0-14, 72 nella fascia 15-64, 5 nella fascia >64. Prendendo la fascia centrale, l'incidenza segnalata di 4,48 casi per mille assistiti significava grosso modo che c'erano stati 16.000 assistiti in quella fascia di et?. E dal momento che il numero di assistiti indicato era di 32.408 questa fascia costituiva meno del 50% del campione.

Rifacendo lo stesso calcolo per il rapporto epidemiologico della seconda settimana la percentuale ? salita a circa il 60%, sicuramente pi? rappresentativa dell'effettiva composizione della popolazione.

Questo significa che l'incidenza media di 12,37 per mille della prima settimana risentiva di una sovrastima delle fasce 0-14, che notoriamente sono anche le pi? colpite. Secondo i miei calcoli queste arrivavano a rappresentare il 39% del campione (non riproduco i calcoli sia per non annoiare sia perch? se qualcuno giunge a conclusioni diverse sar? lieto di correggermi). Il secondo rapporto le ha ridimensionate sotto il 25%, sempre un po' sovrabbondanti rispetto al 18 o 20 percento che dovrebbe costituire il loro peso effettivo sulla popolazione.

A questo punto, l'incidenza di 4,48 per mille indicata nel primo rapporto per la fascia da 15 a 64 non pu? essere considerata un valore affidabile. Analoghe considerazioni (risparmio sempre i calcoli per il motivo sopra) valgono per la fascia >64. Quanta informazione abbiamo perso a causa dell'inadeguatezza del campione? Non ne ho la pi? pallida idea, ma non ? piacevole scoprire la mancanza di dati affidabili proprio per la regione maggiormente interessata da casi gravi.
 
Re: Il caso Campania

Re: Il caso Campania

(...)

I riferimenti sono ai due rapporti di sorveglianza epidemiologica per regione della rete Influnet, dal sito del Ministero della salute:

1. settimana 43 dal 19/10 al 25/10 2009
http://www.ministerosalute.it/influenza/documenti/epidemiologica/Regioni2009_43.pdf

2. settimana 44 dal 26/10 al 1/11 2009
http://www.ministerosalute.it/influenza/documenti/epidemiologica/Regioni2009_44.pdf

Per la distribuzione della popolazione mi sono basato sulle statistiche che ho trovato sul sito della Regione (dati 2005):

http://www.statistica.regione.campania.it/tematiche/02popolazione/ann07cap02.pdf

In particolare, a pagina 33 si trovano i dati di sintesi per fasce di età, che mi sembra conveniente riportare con l'aggiunta dei rispettivi valori percentuali:

0 - 14 : 1.027.455 (18%)
15 - 64 : 3.890.161 (67%)
>64 : 871.370 (15%)
Totale 5.788.986

Aggiungo la considerazione che il rapporto di sorveglianza epidemiologica nazionale riporta, oltre ai dati della settimana più recente, anche dati aggiornati per la settimana precedente, mentre questo aggiornamento manca nel rapporto per regione. Se non si trattasse della Campania, che finora sembra essere la regione con maggiori problemi, non penso che avrei dato molto peso alla composizione del campione.

(Poi c'è sempre la possibilità che io abbia sbagliato qualcosa :confused:)

Con ancor maggiore stima.

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Pandemia H1N1 2009: evoluzione dell'epidemia in Campania.

Pandemia H1N1 2009: evoluzione dell'epidemia in Campania.

In questo thread si raccolgono informazioni, dati e aggiornamenti sull'evoluzione epidemiologica dell'influenza pandemica H1N1 2009 con speciale riferimento alla regione Campania.

Tutti coloro che dispongono di dati sul numero di casi effettivo e stimato, sugli aspetti clinici, sulla situazione sul territorio e possono documentare le fonti, possono scrivere dei post.

Il Moderatore provveder? ad escludere quei contributi che manchino di riscontri o abbiano contenuto in qualche modo non conforme con lo scopo di questo forum, che ? quello di fornire informazioni e confrontare i dati provenienti dalle piu' varie fonti.

Ringrazio fin d'ora i lettori e coloro che invieranno le loro elaborazioni.
 
Nostalgia di Topo Gigio? Un Pinocchio di consolazione un'analisi "documentata" al 30 novembre 2009 della risposta italiana alla Pandemia (da WEBM.org, estratto, editato)

Nostalgia di Topo Gigio? Un Pinocchio di consolazione un'analisi "documentata" al 30 novembre 2009 della risposta italiana alla Pandemia (da WEBM.org, estratto, editato)

Nostalgia di Topo Gigio? Un Pinocchio di consolazione un'analisi "documentata" al 30 novembre 2009 della risposta italiana alla Pandemia (da WEBM.org, estratto, editato)

[Nota del Mod.: Dato il contenuto di pubblico interesse, mi pregio di pubblicare questo sommario dell'articolo a cura della redazione di WEBM.org. Invito i lettori a leggerlo nella sua interezza seguendo il link al documento PDF originale. Ringrazio la Redazione di WEBM per avermi permesso la riproduzione del testo.]

P Bruno, S Fedele: Nostalgia di Topo Gigio? Un Pinocchio di consolazione un'analisi "documentata" al 30 novembre 2009 della risposta italiana alla Pandemia - Anteprima redazionale WEBM.org; 2009;30/11: http://tinyurl.com/gigiopinocchio


anteprima redazionale WEBM.org iniziativa Influenza A H1N1 e pandemia - http://swinefluwebmorg.blogspot.com - 30 novembre 2009

Nostalgia di Topo Gigio? Un Pinocchio di consolazione - Un?analisi ?documentata? al 30 novembre 2009 della risposta italiana alla pandemia

Pippo Bruno (a), Salvo Fedele (b)

(a) Medico Igienista Palermo, (b) Pediatra Palermo
Permalink di questo articolo: http://tinyurl.com/gigiopinocchio


Quando abbiamo letto l?editoriale(1) a firma Giorgio Tamburlini, su Medico e Bambino di novembre 2009, non siamo rimasti molto sorpresi. Di fronte all?impossibilit? di contestare ulteriormente le peculiarit? (2) della influenza A H1N1swl bisognava ?esplorare? nuove argomentazioni: l?arma dei costi sembrava la pi? facile e percorribile per mantenere le proprie posizioni, ma non era cos?. Abbiamo cominciato cos? a scrivere una lettera con le nostre valutazioni. Man mano che siamo andati avanti nella scrittura ci siamo accorti per? che quello che stavamo scrivendo era in realt? qualche cosa di diverso di una semplice risposta a quell?editoriale. Il miglior modo che ci ? venuto in mente per descriverlo ? stato: un?analisi documentata della ?risposta? italiana alla pandemia (costi reali sostenuti compresi), per questo trovate questa definizione come sottotitolo di questo articolo. Il titolo ? rimasto invece quello della lettera che non abbiamo mai scritto... Infine, vorremmo richiamare l?attenzione del lettore sulla parola ?documentata?. Vi preghiamo di non fraintenderci: ogni analisi, per essere tale, deve essere per necessit? documentata. Le difficolt? che abbiamo trovato per recuperare i documenti, e cio? i dati della realt? italiana sono state per? incredibilmente alte. Questo giustifica di per s? la confusione che ruota intorno alla swine flu. Ma di chi ? la responsabilit? di questa difficolt? nel reperire dati? Anche a questo cerchiamo di rispondere con questo contributo, senza dimenticare di dar conto del ?nostro perch?? di queste scelte.

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Invito alla consultazione: Darwinflu, nuova influenza h1n1

Invito alla consultazione: Darwinflu, nuova influenza h1n1

Di recente ho scoperto un sito italiano che si occupa dell'influenza e della pandemia globale in atto.

E' di interesse per i lettori - credo - effettuare una visita a questo sito, molto ben fatto, in modo da estendere ulteriormente la prospettiva riguardo gli eventi di questi mesi, da un punto di vista professionale e non banale, legato al contingente, o alle notizie ''urlate'' o opportuniste che sovente appaiono sui media tradizionali.

L'indirizzo della home page ? questo: http://www.nuovainfluenzah1n1.info/

La presentazione contiene anche questo paragrafo che ripropongo ai lettori di FluTrackers.com, sperando di convincerli a conoscere Darwinflu.

Buona lettura.


Dal sito internet Darwinflu:

Il sito Darwin Flu ? realizzato da tre editor della rivista darwin: Anna Meldolesi, Gianfranco Bangone e Gilberto Corbellini a cui si aggiungeranno di volta in volta, su invito, dei guest editor che riferiranno di particolari aspetti disciplinari. Darwin Flu non intende limitarsi a riferire dei puri aspetti epidemiologici dell'influenza pandemica, ma di allargare l'orizzonte agli aspetti evoluzionistici del virus, con particolare interesse alle dinamiche del serbatoio animale, e alle policies dedicate al contenimento e alla mitigazione della pandemia nei vari paesi.

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Intervista a Ilaria Capua

Intervista a Ilaria Capua

Hanno 8 geni, abbastanza per seminare il caos. Possiamo paragonare i virus a una squadra di calcio di 8 giocatori: prevedere come si comporteranno ? come fare una previsione sul campionato, quando si ? nella fase del calciomercato. Utilizza questa metafora Ilaria Capua, virologa dell'Istituto zooprofilattico delle Venezie, per spiegare l'imprevedibilit? di microrganismi che, come l'H1N1, hanno un genoma misto, di origine suina, umana e aviaria.

Passati gli allarmi mediatici, l?Oms continua a temere che il virus dell'influenza A si mescoli con quello dell'aviaria, l?H5N1, ed esca dalla ricombinazione molto pi? pericoloso: la mortalit? salirebbe al 30-50%, mentre oggi si resta appena allo 0,002%, bassissima, inferiore a quella di un?influenza di stagione. ?Non possiamo dire se ci sar? davvero l'ibridazione, creando un virus chimera - spiega -. Pu? succedere, tanto pi? c'? circolazione dei due virus parentali?.

?Science? l?ha definita uno dei cervelli pi? originali del momento ed ? stata lei la prima ad avere identificato nel 2006 il corredo genetico dell'aviaria in Africa. E' ancora lei che si ? rifiutata di trasferire le informazioni al Los Alamos National Laboratory, come le chiedeva l'Oms, optando per la pi? democratica GenBank. E cos? ha contribuito a un modo nuovo di lavorare, l'?open source?, basato sulla condivisione della ricerca (un tema su cui ? intervenuta al Festival delle Scienze di Roma): e quale migliore esempio di condivisione ? il database Gisaid (www.gisaid.org) che Ilaria Capua ha promosso per contenere le sequenze geniche dei virus influenzali, animali e umani, forte dell'appoggio di 70 virologi e di 6 Nobel?

Lei continua a parlare dei pericoli, ma sono sempre pi? forti le critiche di chi ha contestato la corsa mondiale al vaccino anti-influenza. Pensa che si sia esagerato con gli allarmismi?
?Se questo fosse stato un virus aggressivo, la rapidit? con cui ? stato reso disponibile il vaccino non sarebbe stata sufficiente. Intanto si ? scoperta una sua ?predilezione? per bambini e giovani che i virus stagionali non hanno ed ? stata una sorpresa. Quando un virus emerge dal serbatoio animale e infetta una nuova specie non si sa come si comporter?. La velocit? con cui si ? propagato l?H1N1 ? stata impressionante. In una settimana si ? spostato dal Messico alla Nuova Zelanda. Produrre un vaccino era quindi l'unica cosa da fare. Perch? pensare che ci debba essere sempre un complotto??

Lei si ? vaccinata?
?S?, con mio marito e mia figlia di 5 anni?.

Ma le dosi inutilizzate sono la stragrande maggioranza: che farne?
?Non ? detto che il vaccino debba essere buttato: con questo virus avremo a che fare per molto tempo?.

La pandemia, per?, non c?? stata e ora parte dell?opinione pubblica ha scarsissima fiducia nei ricercatori.
?Sembra quasi che dispiaccia che non ci sia stata un'ecatombe. Il virus ha fatto il giro del mondo e quindi la comunit? scientifica ha fatto bene a preoccuparsi. L?H1N1 ? tra noi, anche se non ha senso l'allarmismo. Il singolo pu? fare ben poco, per? seguire le regole di una corretta igiene serve a ridurne la diffusione?.

Alcuni ?complottisti? pensano che il virus sia stato creato in laboratorio.
?Tutti i virus pandemici conosciuti si sono generati per fattori naturali. L?H1N1 ha la particolarit? di contenere un patrimonio genetico che trae origine da virus isolati da 3 specie animali (volatile, suino e uomo) in 2 emisferi. Con lo spostamento di merci e animali da un angolo all'altro del mondo e con i cambiamenti climatici la facilit? di diffusione di un virus aumenta esponenzialmente?.

Qual ? il ruolo del clima?
?I cambiamenti influenzano le migrazioni di persone e animali. Fu l'eccezionale ondata di freddo del 2005 nell'Europa dell'Est, per esempio, a far s? che i cigni, che non trovavano cibo, arrivassero in Italia, portando l'aviaria?.

In questo caso, comunque, il virus si ? dimostrato incapace di trasmettersi da uomo a uomo.
?Spaventava la somiglianza con la febbre spagnola che a inizio Novecento uccise tra 20 e 40 milioni di persone. Sull'aviaria, poi, c'? stato un eccessivo allarmismo dei media, ma va ricordato che ? un virus potentissimo in grado di uccidere in 48 ore il 100% degli uccelli infettati. Anche se non se ne parla pi?, ? ancora diffuso in molti Paesi. Oggi pu? colpire sporadicamente le persone, per?, se non ci fossero stati molti interventi a livello internazionale, ci troveremmo in una situazione ben peggiore?.

Questi ?colpi di scena? cosa insegnano sulle pandemie?
?Fino a poco tempo fa si credeva che solo alcuni sottotipi di influenza animale fossero potenzialmente pericolosi per l'uomo. L?influenza A ha dimostrato che non ? cos?. Dobbiamo impegnarci per costruire uno scambio continuo di informazioni tra ricerca biomedica e veterinaria, se vogliamo evitare altre pandemie?.

E l'H1N1? Come si comporter? adesso?
?E? dotato di un patrimonio di 8 geni, tutti frammenti di Rna fondamentali per modularne l'aggressivit? e stabilire la predilezione per certi organi. Il virus pu? andare incontro a una serie di mutazioni, ma, se disponiamo in tempo reale dei ceppi isolati dalle persone colpite, possiamo fare analisi e prevedere l'andamento della malattia. E possiamo decidere le contromisure. I virus arlecchino, in cui si combinano vari patrimoni genetici, saranno purtroppo sempre pi? frequenti. Dobbiamo essere pronti?.

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/t...g=38&ID_articolo=1648&ID_sezione=243&sezione=
 
Influenza H1N1, esperti vedono calo e poi ritorno in inverno

Influenza H1N1, esperti vedono calo e poi ritorno in inverno

Influenza H1N1, esperti vedono calo e poi ritorno in inverno

di Kate Kelland
LONDRA (Reuters) - E' improbabile che l'Europa sia colpita a breve da un'altra ondata di pandemia H1N1, ma alcune epidemie locali saranno probabili col ritorno dell'inverno nell'emisfero nord. Lo ha detto oggi il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc). (...)

[Fonte: il Manifesto, link: View Original Article ]
 
Re: Intervista a Ilaria Capua

Re: Intervista a Ilaria Capua

La ricercatrice padovana in servizio all'istituto zooprofilattico di Legnaro, una delle voci pi? autorevoli nella lotta alle pandemie influenzali, invita a non abbassare la guardia e l'attenzione sul virus A-H1N1

Impossibile prevedere se arriver? una seconda ondata dell'attuale pandemia di influenza "perch? il virus A-H1N1 ? un virus nuovo, che conosciamo appena da un anno. Quello che sappiamo ? che nelle pandemie precedenti c'? sempre stata una seconda ondata, molto spesso diversa dalla prima", ha detto la virologa Ilaria Capua, dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IzsVe), a margine dell'incontro di presentazione dei programmi del Direttorato per la Ricerca della Commissione Europea. Alla luce di quanto ? accaduto nelle pandemie del passato, "una seconda ondata pandemica potrebbe per esempio colpire una fascia diversa della popolazione. Tuttavia in questo momento qualsiasi previsione ? impossibile", ha osservato ancora Capua. Il dato reale ? che il virus H1N1 non resta uguale a se stesso: recentemente a Hong Kong sono stati individuati alcuni frammenti di materiale genetico del virus pandemico H1N1 erano presenti in un virus dell'influenza suina. In Canada il virus H1N1 si ? combinato con un virus dell'influenza stagionale e sono anche comparse mutazioni associate a forme pi? gravi della malattia. "Non sappiamo esattamente in che cosa possano tradursi questi riassortamenti, ma se non li identifichiamo - ha detto la virologa - ? impossibile fare previsioni". Per il virus trasformarsi in modo vantaggioso, ossia in modo tale da diffondersi con successo il pi? possibile, "? come trovare una squadra di calcio vincente: si mette in campo sempre quella". Per questo, ha aggiunto, "la sorveglianza ? importante". La ricerca sull'influenza deve perci? proseguire parallelamente su un triplo binario: la ricerca di base sui meccanismi di replicazione del virus e sulle eventuali modificazioni, la collaborazione con i Paesi in via di sviluppo, dove pi? probabilmente i virus influenzali possono assumere una nuova fisionomia combinandosi con altri virus, e la ricerca applicata, che permette dalla sanit? pubblica di pianificare azioni per contenere o mitigare la diffusione del virus.

http://www.tgpadova.it/index.cfm/hu...si_puo_escludere_seconda_ondata_di_suina.html
 
Re: Intervista a Ilaria Capua

Re: Intervista a Ilaria Capua

Secondo l'ultima valutazione del rischio effettuata dal Centro Europeo per il Controllo delle Malattie, pubblicata sul sito web dell'organizzazione l'8 marzo scorso (http://www.ecdc.europa.eu/_layouts/...8&SiteId=9cd14ad8-854a-4d9f-b780-fd227fbf8afe), una ondata epidemica nelle settimane a venire - primavera/estate - nell'emisfero nord ? improbabile data l'immunit? ottenuta dalla popolazione tramite infezione naturale col virus A/H1N1 2009 pandemico, sia con infezione conclamata che asintomatica o per mezzo di immunit? crociata nei soggetti piu' anziani (entrati in contatto in giovent? con varianti antigeniche simili), oppure tramite vaccinazione.

Questo a patto che il virus circolante non subisca drastiche mutazioni antigeniche tali da evadere l'immunit? acquisita, oppure mutazioni a carico delle subunit? interne in grado di modificarne la trasmissibilit? o la virulenza, o una combinazione di questi elementi.

L'emersione di una nuova variante antigenica (antigenic shift) tramite riassortimento con altri sottotipi influenzali di origine animale non pu? certo essere esclusa a priori, perci? la sorveglianza deve essere mantenuta, unitamente a una estensione della copertura vaccinale con vaccino monovalente pandemico H1N1 2009, specialmente per il personale dei servizi sanitari ed essenziali, in quei paesi dove la campagna di immunizzazione ? risultata in un completo fallimento.

E' bene ricordare per? che - come ? emerso dopo l'improvvisa comparsa del virus pandemico un anno esatto fa, diffusosi indisturbato in aree povere in un paese in via di sviluppo, il Messico - la sorveglianza veterinaria ? carente oppure la corruzione dei pubblici ufficiali da parte di grandi aziende agro-alimentari, sempre nelle stesse aree sottosviluppate, per coprire eventuali epizoosi, rende quasi impossibile scoprire una nuova variante i nfluenzale di origine animali prima che questa abbia gi? causato una epidemia nell'uomo di dimensioni tali da non poter piu' essere contenuta.
 
Re: Intervista a Ilaria Capua

Re: Intervista a Ilaria Capua

non ? piuttosto si ? trovato per dichiarare, GISAID sarebbe " apra il source" e " pubblicamente available" ,
se lo scopo reale diritto consiste di ritenere i dati dal pubblico, in modo da ridurrsi le preoccupazioni dei
chi si sottomette? (non pu? essere pubblicato)
Abbiamo genbank, di cui le sequenze sono public domain, mentre GISAID richiede il registro e la sign
dei 6 poco chiari pagina gli utente-accordi che essenzialmente sembra includere mantenendo segreto
di dati di GISAID e dal public domain.
Capua apparantly non risponde ai email e GISAID ? circondato da mistero e regole poco chiare,
nessuna discussione pubblica. Cos? inoltre la mia proposta ? rimanere senza risposta, pubblicare
almeno i dati vaccino-irrilevanti. Gli articoli pubblici (per esempio .CIDRAP, video di Capua)
sembrano prefabbricati da GISAID ed evitano discussioni, don' menzione di t questa polemica.
Quella molto polemica che quello ha condotto all'istituzione di GISAID in 2006 in primo luogo.

http://www.nature.com/nature/journal/v442/n7106/full/442981a.html
qui paragonano GISAID a HapMap, ma i dati di HapMap sono liberamente trasferibili.
I 6 mesi non sono stati realizzati, in effetti molti (pi??) Le sequenze di GISAID sono (?) be non
sia pubblicato mai.

http://revminds.seedmagazine.com/revminds/member/ilaria_capua/
qui parla di " apra il ource" e " " di public domain; per esempio in relazione ai matematici
di Cambridge. E quando pubblicate una carta dovete presentare le sequenze a genbank.
(--> nessun carte circa GISAID-sequenza-analisi)
Cos?, mentre questa ? verificata nel genbank, non ? in GISAID in it' forma della corrente di s.
Ancora questo problema sta evitando, tentativi di miglioramento sembra sgradito.
 
Re: Intervista a Ilaria Capua

Re: Intervista a Ilaria Capua

#4: ... registro ...

"confido in voi" ...
"scientific guilde usual entrance"
or the "tracing story" ...

___

http://platform.gisaid.org/dante-cm...1131&back_id=3516&parent_id=1137&node_id=3679


FAQs about GISAID

...
Q: Why is there a requirement to register in order to access the data? TOP
A: Those who register agree to terms of use for the database ...

Q: What conditions do registered users agree to? TOP
A: Registered users can upload data relating to sequences, clinical manifestations in humans, epidemiology, observations in poultry and other animals, etc. These data will be accessible to all other registered users, but not to others unless they have agreed to the same terms of use. This maintains confidentiality of the data.

The data can be used to publish resultsif the publication acknowledges the originating laboratory and the authors agree to collaborate with the data provider in further analysis and research.The data can also be used to develop vaccines and other interventions.

Q: What is happening to the intellectual property? TOP
A: Influenza viruses have not been subject to intellectual property rights historically. This tradition has been important because the required changes in influenza viruses contained in human influenza virus vaccines to match those viruses circulating currently in the field must occur at a speed far in excess of the legal process associated with the attainment of commercial protection. In order to allow rapid development of products such as vaccines and other interventions on an equitable basis by all countries and other interested parties, the convention has been for human health professionals to share virus specimens and data openly without creating barriers of exclusivity such as the filing of patents."<?XML:NAMESPACE PREFIX = O /><O:P></O:P>
 
Incontro pubblico a Verona sull' influenza

Incontro pubblico a Verona sull' influenza

Verona. ?Il virus A/H1N1 ? tra noi e sta provocando epidemie nel sud del mondo, ci attendiamo che torni a contagiare anche in Europa il prossimo autunno. Ma ci stiamo preparando all'eventualit?: il vaccino per l'influenza stagionale sar? trivalente e conterr? antigeni del virus H1N1. Chi si ? vaccinato lo scorso inverno dovrebbe essere coperto anche per la prossima stagione?.
IL DOPO ALLARME. Le parole di Donato Greco, dirigente di ricerca al Centro nazionale di sorveglianza e promozione della salute dell'Istituto superiore di sanit?, rappresentano la risposta politicamente corretta ai tanti dubbi e alle critiche sorti alla luce dell'allarme pandemia lanciato la scorsa estate dall'Oms (Organizzazione mondiale della sanit?) e recepito da molti governi. Un eccesso di zelo? Tanto rumore per nulla? Domande cui si ? tentato di rispondere, ieri in sala Marani, nell'incontro pubblico organizzato da Dialogo sui farmaci (bollettino bimestrale indipendente, di propriet? dell'Ulss 20 e dell'Azienda ospedaliera integrata) non solo per analizzare criticamente le azioni messe in atto per contrastare la pandemia causata dal virus A/H1N1, ma soprattutto per imparare dall'esperienza fatta e maturare osservazioni conclusive su basi razionali.
ALLARME GIUSTIFICATO. La prima conclusione cui si ? giunti, seppur con sfumature diverse, ? che l'Italia ha fatto bene a acquistare le dosi di vaccino, ?perch? quando ne ? stata data la disponibilit? la situazione non era ben chiara?, ha ricordato Massimo Valsecchi, direttore del Dipartimento di prevenzione dell'Ulss 20, ?l'Oms ha elevato l'allarme al massimo grado in virt? dei decessi registrati in Messico, che in realt? non erano stati catalogati in maniera corretta. Solo quando la pandemia ha raggiunto gli Stati Uniti si ? fatta chiarezza sui decessi realmente imputabili al nuovo virus, ma ormai l'Oms si era mossa e la corsa al vaccino si era doverosamente messa in movimento in Europa?.
L'ESEMPIO ASIATICA. Convinta dell'appropriatezza delle decisioni assunte dal ministero della Salute si ? detta anche Stefania Salmaso, direttrice del centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell'Iss. ?Per prepararci al futuro abbiamo guardato al passato, nella fattispecie all'influenza asiatica che nel 1969 aveva provocato nel nostro paese all'incirca 20.000 decessi. Su quei modelli epidemiologici abbiamo predisposto il piano pandemico, ipotizzando lo scenario peggiore, ossia una percentuale di decessi del 20% in soggetti sani. Il virus ? stato meno virulento di quanto ipotizzato, ma questo non significa che sia stato fatto tanto rumore per nulla. Anche una sola vita merita di essere salvata. Piuttosto che rumore, direi che sull'influenza A c'? stato troppo clamore e si ? scivolati sul terreno della bagarre?.
INFORMAZIONE CARENTE. La bassa percentuale di adesione al vaccino, secondo Valsecchi, ?deve farci riflettere, al pari del sistema di comunicazione, che in questa occasione si ? dimostrato carente. Il mondo scientifico ha fatto la sua parte, con opinioni contrapposte che alla fine hanno convinto il cittadino a lasciar perdere, ma anche l'informazione ha giocato un ruolo importante?.
Critica, in questo senso, la posizione del farmacologo Silvio Garattini, direttore dell'istituto Mario Negri di Milano, che definisce ?scandalosa la curiosit? dei media nei confronti dei morti di influenza A?.
?Il catastrofismo sposato dai media?, ha detto, ?ha costretto il cittadino a andare a cercare informazioni altrove, da fonti non attendibili, e i medici non hanno contribuito a migliorare la comunicazione?.

http://www.larena.it/stories/Home/143309_influenza_a_il_virus_colpir_in_autunno/
 
Re: Incontro pubblico a Verona sull' influenza

Re: Incontro pubblico a Verona sull' influenza

Incontro interessante a cui ho partecipato personalmente anche se a interventi di alto livello si sono contrapposti interventi mediocri e altri assolutamente criticabili.

Ottimo l' intervento di Luigi Lopalco, membro della ECDC, che lavora a Stoccolma, a dimostrazione che basta avere la testa fuori dall'Italia per avere una visione delle cose più equilibrata. Ha letteralmente smontato le ipotesi di complotto dell' OMS e delle case farmaceutiche , mettendo in luce come i criteri di definizione della pandemia non sono mai stati cambiati, ma a cambiare è stata solo una pagina tra le tante che erano presenti sul sito e che aveva scopo divulgativo. Le case farmaceutiche, ha sostenuto, non avevano nessun interesse a produrre a vaccini e sono state tirate per la giacca e convinte solo grazie ai cosiddetti accordi secretati ( che di segreto poi non avevano nulla!) Una nuova statina risulta essere molto più remunerativa dei vaccini.
I vaccini, ha detto, non vanno enfatizzati, ma va riconosciuto la loro importanza nel salvare vite umane e la domanda da porsi è :

perchè non erano vaccinate le 243 persone decedute in Italia, in particolare quelle appartrenenti ai gruppi a rischio ?

PS: in Svezia si è vaccinata il 70% dell' intera popolazione, da noi neanche il 2%
 
Re: Incontro pubblico a Verona sull' influenza

Re: Incontro pubblico a Verona sull' influenza

Un altro intervento interessante ? stato fatto da Roberto Satolli, medico e giornalista, direttore della rivista "Tempo Medico Cuore".
Ha messo in luce come la blogosfera abbia rappresentato il vero elemento determinante e caratterizzante dell' intera stagione trascorsa e come abbia condizionato pesantemente gli orientamenti dell' opinione pubblica. Personaggi come Jefferson ( attentiallebiufale) si sono fatti prendere la mano dal successo riscosso e si sono assunti il ruolo di profeti e di depositari della verit?.
Come esempio di informazione pi? equilibrata ha citato il sito di Darwinflu di Meldolesi e Bangone.
La cronaca da parte dei giornali, secondo lui , ? stata troppo allarmistica con il resoconto quotidiano del bollettino delle vittime ( punto su cui non sono d' accordo)
Secondo lui e' importante migliorare le informazioni alla fonte, creare una cabina di regia attendibile e autorevole e controllare la cronaca quotidiana.
 
Re: Incontro pubblico a Verona sull' influenza

Re: Incontro pubblico a Verona sull' influenza

Io non sono per niente d'accordo circa il ruolo ''allarmistico'' dei nuovi media e in generale dei giornali e tv almeno in Italia.

Non solo la televisione pubblica si ? categoricamente rifiutata di trattare l'argomento in modo esaustivo ma non c'? stata neppure informazione di base su semplici atti quotidiani di prevenzione men che meno sui vaccini, sui loro rischi potenziali e benefici immediati.

Questo forum ? forse uno degli esempi di come si pu? fare ricerca di dati e informazioni su una emergenza in corso senza dar fuori di testa, presentando l'evoluzione di un evento cos? come appare dal confronto di piu' fonti e traendone le dovute conclusioni.

L'influenza pandemica H1N1 2009 al suo esordio si ? presentata come una malattia del tutto nuova, almeno per quanto concerne il suo agente causale - mai prima isolato nell'uomo - che colpiva prevalentemente giovani adulti in modo anche grave; questo un anno fa in Messico, dove alcune migliaia di persone furono ospedalizzate con polmoniti gravi e molte sono decedute.

Quale poteva essere la reazione dell'OMS? Poteva attivarsi piu' in fretta? Tentare un contenimento? Oppure minimizzare il rischio?

In realt? l'OMS non ha suggerito chiusura delle frontiere e limitazioni dei traffici commerciali e turistici, non ha imposto quarantena e ha agito nei limiti di quanto previsto dal Regolamento Sanitario Internazionale, sottoscritto da molti paesi, Italia compresa.

Io credo che il sistema informativo almeno in Italia abbia perso una occasione per distinguersi dal chiacchiericcio allarmistico e per garantire - visto che parte di questo sistema ? pubblico - che tutti i cittadini che ne avevano bisogno fossero raggiunti da informazioni essenziali su come proteggersi dalla malattia che grave o no, era comunque nuova e meritava attenzione.

Le Case Farmaceutiche fanno il loro lavoro, che ? anche quello di fare profitto e guadagnare potere da esercitare nei confronti dei governi nazionali: se gli Stati non sono in grado di far valere la loro sovranit? e imporre prezzi politici a beni di prima necessit? o farmaci salvavita, il problema non ? n? delle Case Farmaceutiche n? dell'OMS: ? degli Stati, dei loro apparati, dei loro politici e amministratori e delle leggi, magari violate da accordi sottobanco.

Se in caso di calamit? naturale, tipo terremoto, un governo pu? requisire salvo indennizzo il proprietario di un bene causa forza maggiore e per la tutela degli interessi pubblici, perch? non dovrebbe farlo per dei farmaci salvavita?

Non si pu? invocare il libero mercato, il prezzo stabilito dal mercato, quando c'? in ballo la salute pubblica di milioni di persone.

Se uno Stato non pu? garantire questo, allora la sua sovranit? ne ? intaccata e la sua indipendenza minacciata.

Bene saperlo prima. Anche per mezzo dei nuovi Media.
 
Re: Incontro pubblico a Verona sull' influenza

Re: Incontro pubblico a Verona sull' influenza

Su Garattini ci sarebbe invece molto da ridire, a iniziare da una delle prime slides presentate in cui riferiva di 216 morti in Italia e di 448 ricoveri ( sic!).
Nel mio intervento gli ho chiesto se il tasso di mortalit? in Italia non sia stato pi? di influenza aviaria, vista l' alta percentuale dei decessi.
Tutto il resto del suo ragionamento ? stato un reiterare tutti i concetti sull' epidemia inesistente, sull' inutilita' dei vaccini e dei farmaci, sugli interessi delle case farmaceutiche e cos? via.

E' arrivato a d affermare che i morti veri per influenza sono in realt? molto meno di quelli ufficiali, perch? le vere causa di morte erano altre...


Ecco una sua intervista appena rilasciata al giornale "Il Bisturi":

15 APR - ?Purtroppo sull?influenza si sono sbagliate molte cose, anche senza che ci sia stata una particolare colpa di qualcuno?. Cos? Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, in un?intervista a Il bisturi.

?Sicuramente abbiamo sbagliato la previsione del periodo in cui ci sarebbe stata l?influenza e di conseguenza non abbiamo avuto pronto il vaccino in modo adeguato?, ha spiegato il farmacologo che nei giorni scorsi ha partecipato a un convegno sull?argomento promosso dalla rivista Dialogo sui farmaci.

?Le due cose sono andate in direzione contraria?, ha illustrato Garattini. ?L?influenza ? arrivata troppo presto, mentre il vaccino un po? tardi?. Anche se non bisogna dimenticare che ?il tempo a disposizione era molto breve e probabilmente non ci sarebbe stata la possibilit? di metterlo a punto prima?. Fatto sta, che tra tempi di produzione e distribuzione dei vaccini e la messa a punto delle strategie vaccinali, nel momento in cui tutto era pronto ?l?influenza non c?era pi? perch? alla fine di novembre il picco era ? gi? passato?.

Nel frattempo sorgono per? sospetti, alimentati dalla scarsa virulenza del virus, che interessi economici abbiano contribuito a innalzare il livello d?allerta.

?C?? una commissione d?inchiesta nominata del Consiglio d?Europa per capire se l?industria farmaceutica ha condizionato gli atteggiamenti dell?Organizzazione mondiale della sanit? che ha dato certamente l?impressione, attraverso la sua azione, di una situazione catastrofica?, ha proseguito. ?Per cui i governi si sono comportati in modo adeguato?.

In realt? la catastrofe non c?? stata. ?E probabilmente anche i riferimenti erano sbagliati - ha puntualizzato Garattini - perch? fare riferimento alla spagnola evidentemente era un errore concettuale. ? chiaro che quella che ha subito l?influenza spagnola era una popolazione distrutta dalla guerra e dalla mancanza di cibo, non c?erano gli antibiotici, non c?era un vaccino. Non c?era soprattutto il Servizio sanitario nazionale che assicura un?assistenza capillare in tutto il Paese. Fare riferimento alla spagnola ? stato di certo un?esagerazione?.

Tuttavia viene da chiedersi cosa sarebbe accaduto se al posto dell?eccessivo zelo, ci fosse stata superficialit? da parte delle autorit?. In sostanza manca la controprova: l?influenza non ha avuto i disastrosi effetti temuti grazie alla messa a punto delle misure invasive che oggi consideriamo esagerate o perch?, per sua natura, non era cos? pericolosa?

?In realt? il virus era molto benigno. Sono stati infettati ufficialmente quattro milioni e mezzo di persone. Anche se il loro numero reale probabilmente ? il doppio?.

Per ora quindi, sembra esserci stato un errore di valutazione anche delle caratteristiche del virus. Ma cosa succederebbe se mutasse?

?Questo non lo sa nessuno. Anzi. Se un errore ? stato fatto, ? stato sicuramente quello di dare una sensazione di certezza quando eravamo in piena incertezza. Quando non si sanno le cose, bisogna anche avere il coraggio di dirlo alla gente?.

Sicurezza che ? stata mostrata anche sull?efficacia degli antivirali e che oggi sembra rimessa in discussione: ?Sugli antivirali - ha spiegato Garattini - la situazione ? pi? discutibile rispetto al vaccino, che in ogni caso era necessario avere a disposizione. Per gli antivirali ? emerso che l?industria non aveva reso disponibili tutti i dati e che non c?erano dati scientifici a disposizione sulla ragione per cui dovevano essere impiegati, cio? per evitare le complicazioni. Neanche un confronto fatto con l?aspirina per vedere quali erano gli effetti sulla sintomatologia?.

Antonino Michienzi

http://www.ilbisturi.it/story_6638.html
 
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