Giuseppe
Emeritus
Re: Incontro pubblico a Verona sull' influenza
Re: Incontro pubblico a Verona sull' influenza
Errori di valutazione ci possono sempre essere visto che al suo emergere un patogeno - e l'influenza data la sua intrinseca variabilità antigenica e genetica e' fra quelli meno prevedibili - causa una immediata ondata di paura fra la popolazione e fra il personale sanitario in prima linea durante l'emergenza.
Obiettivamente, l'OMS NON POTEVA DIRE che si trattava di una forma di influenza benigna poichè non disponeva di dati sufficienti per farlo.
Lo scenario presentatosi in Messico un anno fa non era dei migliori: migliaia di persone ricoverate in ospedale con polmoniti gravi, persone giovani e senza patologie pregresse, un virus isolato che non risultava fra i recenti, almeno nelle ultime decadi.
La reattività delle difese immunologiche nei confronti dei virus influenzali non è totalmente chiara, e sebbene la seroprevalenza di anticorpi specifici fosse stata individuata in pochi individui, nati prima del 1950, l'impatto del virus H1N1 2009 non ha superato - almeno finora - i livelli delle pandemie del XX secolo, probabilmente perchè ci sono meccanismi immunologici non ancora individuati che agiscono a protezione anche dei piu' giovani con una memoria anticorpale meno ampia.
Le caratteristiche anatomo-patologiche dei danni a carico dei polmoni dovuti all'infezione da questo virus H1N1 2009 sono risultate piu' simili a quelli dovuti all'influenza aviaria che a quelli provocati dai ceppi stagionali, specie appartenenti al sottotipo A/H3N2.
Il rapido deterioramento delle condizioni di salute dei pazienti colpiti da forme gravi di infezione da virus H1N1 pandemico, la difficoltà a mantenere l'ossigenazione del sangue, la pervietà delle basse vie respiratorie, lo sviluppo di complicanze a carico del fegato, dei reni, la sovrinfezione batterica ha sicuramente avuto il suo peso nella valutazione del rischio da parte dell'OMS.
Il virus H1N1 2009 è ancora là fuori in attesa di fare il ''secondo giro'' durante l'inverno australe e accumulare mutazioni antigeniche e genetiche; quali saranno e che impatto avranno sulla trasmissibilità e virulenza non è possibile stabilirlo a priori.
Vaccini e farmaci possono fare la differenza, specie nelle popolazioni giovani nei paesi in via di sviluppo e anche nelle sovraffollate comunità urbane occidentali.
Una dose di vaccino costa di piu' o di meno di un mese di terapia intensiva?
Oppure, quante persone si possono immunizzare con i soldi risparmiati dall'utilizzo di un letto in terapia intensiva per un mese?
L'origine del virus H1N1 2009 potrebbe non essere mai chiarita; sia che il virus provenga da riassortimenti in esseri umani, oppure negli enormi allevamenti industriali nordamericani o dalla fuga inconsapevole da un laboratorio, il risultato per noi è lo stesso: rimane il rischio, potenziale, di future ricorrenze epidemiche per cui è bene restare all'erta, preparati e possibilmente non ostaggio dei management delle multinazionali, anche attraverso un rafforzamento della leadership politica e del prestigio delle istituzioni accademiche e chi le rappresenta.
Re: Incontro pubblico a Verona sull' influenza
Errori di valutazione ci possono sempre essere visto che al suo emergere un patogeno - e l'influenza data la sua intrinseca variabilità antigenica e genetica e' fra quelli meno prevedibili - causa una immediata ondata di paura fra la popolazione e fra il personale sanitario in prima linea durante l'emergenza.
Obiettivamente, l'OMS NON POTEVA DIRE che si trattava di una forma di influenza benigna poichè non disponeva di dati sufficienti per farlo.
Lo scenario presentatosi in Messico un anno fa non era dei migliori: migliaia di persone ricoverate in ospedale con polmoniti gravi, persone giovani e senza patologie pregresse, un virus isolato che non risultava fra i recenti, almeno nelle ultime decadi.
La reattività delle difese immunologiche nei confronti dei virus influenzali non è totalmente chiara, e sebbene la seroprevalenza di anticorpi specifici fosse stata individuata in pochi individui, nati prima del 1950, l'impatto del virus H1N1 2009 non ha superato - almeno finora - i livelli delle pandemie del XX secolo, probabilmente perchè ci sono meccanismi immunologici non ancora individuati che agiscono a protezione anche dei piu' giovani con una memoria anticorpale meno ampia.
Le caratteristiche anatomo-patologiche dei danni a carico dei polmoni dovuti all'infezione da questo virus H1N1 2009 sono risultate piu' simili a quelli dovuti all'influenza aviaria che a quelli provocati dai ceppi stagionali, specie appartenenti al sottotipo A/H3N2.
Il rapido deterioramento delle condizioni di salute dei pazienti colpiti da forme gravi di infezione da virus H1N1 pandemico, la difficoltà a mantenere l'ossigenazione del sangue, la pervietà delle basse vie respiratorie, lo sviluppo di complicanze a carico del fegato, dei reni, la sovrinfezione batterica ha sicuramente avuto il suo peso nella valutazione del rischio da parte dell'OMS.
Il virus H1N1 2009 è ancora là fuori in attesa di fare il ''secondo giro'' durante l'inverno australe e accumulare mutazioni antigeniche e genetiche; quali saranno e che impatto avranno sulla trasmissibilità e virulenza non è possibile stabilirlo a priori.
Vaccini e farmaci possono fare la differenza, specie nelle popolazioni giovani nei paesi in via di sviluppo e anche nelle sovraffollate comunità urbane occidentali.
Una dose di vaccino costa di piu' o di meno di un mese di terapia intensiva?
Oppure, quante persone si possono immunizzare con i soldi risparmiati dall'utilizzo di un letto in terapia intensiva per un mese?
L'origine del virus H1N1 2009 potrebbe non essere mai chiarita; sia che il virus provenga da riassortimenti in esseri umani, oppure negli enormi allevamenti industriali nordamericani o dalla fuga inconsapevole da un laboratorio, il risultato per noi è lo stesso: rimane il rischio, potenziale, di future ricorrenze epidemiche per cui è bene restare all'erta, preparati e possibilmente non ostaggio dei management delle multinazionali, anche attraverso un rafforzamento della leadership politica e del prestigio delle istituzioni accademiche e chi le rappresenta.