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Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 7 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 22 luglio 2011)

Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 6 scala INES/IAEA (ISPRA, aggiornamento del 1 aprile 2011, estratto, adattato)

Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 6 scala INES/IAEA (ISPRA, aggiornamento del 1 aprile 2011, estratto, adattato)

Emergenza nucleare in Giappone, aggiornamento del 2 aprile 2011 (ISPRA, estratto, adattato)


[Fonte: ISPRA, pagina originale completa, <cite cite="http://www.isprambiente.gov.it/site/it-IT/Archivio/Documenti_Home_Page/Documenti/emergenzanuclearegiappone.html">ISPRA: Documenti</cite>. Estratto, adattato.]

Emergenza nucleare in Giappone

L?ISPRA, nell?ambito dei compiti ad esso attribuiti dalla legislazione vigente quale autorit? di controllo per la sicurezza nucleare e la radioprotezione ed organo tecnico di supporto alle autorit? di protezione civile per le emergenze nucleari e radiologiche segue costantemente l?evolversi della situazione in atto presso le centrali nucleari giapponesi a seguito del forte sisma verificatosi nella giornata dell?11 marzo.

Le valutazioni che l? Istituto sta svolgendo si basano sulle informazioni ricevute quale punto di contatto nazionale nell?ambito per i sistemi di scambio rapido d?informazioni predisposti dall?Agenzia Internazionale dell?Energia Atomica in attuazione della Convenzione per la Pronta Notifica d?Incidenti Nucleari.

L?ISPRA ? in continuo contatto con l?Agenzia Internazionale per l?Energia Atomica (IAEA) e con il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sulla base dei periodici aggiornamenti ricevuti dalla IAEA, si riporta un aggiornamento della situazione presso le centrali di Fukushima Daiichi, Fukushima Daini e Onagawa, come fornito dall?Autorit? di sicurezza nucleare giapponese.


Aggiornamento delle ore 18:00 del 2/4/2011

Stato del sito nucleare

Ripristino delle alimentazioni elettriche normali

Continuano le operazioni per il ripristino delle alimentazioni elettriche con diverso stato di avanzamento per le Unit? 1-4.


Gestione dell?acqua contaminata di sito

Negli edifici turbina delle Unit? 1, 2 e 3 ? presente acqua altamente contaminata. Per l?Unit? 2, si ipotizza che essa sia stata a contatto direttamente con il nocciolo parzialmente fuso, per poi trafilare all?esterno del contenitore primario attraverso una via ancora non individuata. Per le Unit? 1 e 3 la NSC (Nuclear Safety Commission of Japan) ipotizza che si tratti di vapore condensato proveniente dal contenimento oppure acqua iniettata nell?edificio reattore danneggiato per raffreddare il combustibile esaurito. La medesima acqua si ? raccolta anche nelle trincee adiacenti agli edifici turbina 1, 2 e 3 che hanno riportato misure di intensit? di dose per l?Unit? 1 pari a 0,4 mSv/h e maggiore di 1000 mSv/h per l?Unit? 2. Non si ? potuta effettuare la misura per l?Unit? 3.

In merito alla gestione della suddetta acqua contaminata sono in corso operazioni di predisposizione all?invio di tale acqua all?interno della piscina di soppressione del contenitore primario, al fine di limitare i rilasci di contaminazione all?esterno.

Per quanto riguarda l?acqua accumulata nelle trincee si ? provveduto al parziale svuotamento con trasferimento dell?acqua contaminata nell?edificio rifiuti radioattivi.

Alla base del waste facility building dell?Unit? 6 si ? rilevata dell?acqua stagnante che sta per essere trasferita al condensatore dell?Unit? 5. La societ? esercente (TEPCO), il giorno 1 Aprile 2011 alle ore 7:04, ha testato circa 2000 litri di uno speciale agente ?anti scattering? nell?intorno della piscina comune del combustibile spento al fine di impedire la dispersione di particelle radioattive dal sito che potrebbe essere causata dalle condizioni atmosferiche.

Una chiatta statunitense che trasportava acqua dolce ha attraccato in uno speciale approdo di Fukushima Daiichi; il trasferimento di acqua dalla chiatta al serbatoio di acqua filtrata ha avuto inizio la mattina del primo aprile 2011; tuttavia, a causa del fallimento della connessione, il trasferimento ? stato interrotto dopo meno di mezz?ora. Una seconda chiatta statunitense, partita dal porto di Onahama dovrebbe essere approdata all?alba di questa mattina.


Stato dei reattori

L?ente per la sicurezza nucleare giapponese NISA ha chiesto alle compagnie che eserciscono le centrali nucleari di rivedere i propri piani di sicurezza e le prestazioni dei sistemi che assicurano il raffreddamento del nocciolo e delle piscine del combustibile nel caso di Tsunami e/o di mancanza di alimentazione elettrica della centrale.

La pressione all?interno del contenitore primario delle Unit? 1, 2 e 3 si mantiene all?interno dei valori di progetto.

Prosegue l?iniezione d?acqua dolce nel recipiente in pressione delle tre Unit?; i livelli pressoch? invariati continuano ad evidenziare il parziale scoprimento del nocciolo del reattore. Nell?Unit? 1 l?iniezione avviene attraverso la linea dell?acqua d?alimento, nelle Unit? 2 e 3 ci? avviene tramite la linea antincendio.

Sono state iniettate 90 tonnellate d?acqua nella piscina dell?Unit? 1, 105 t in quella dell?Unit? 3 e 140 t nella piscina dell?Unit? 4. E? ripresa l?iniezione d?acqua nella piscina dell?Unit? 2.


Dati radiometrici e conseguenze radiologiche

I dati disponibili alla mattina del 1 aprile indicano, a circa un chilometro di distanza dalla Centrale, direzione ovest, valori compresi tra i 68.5 e 145 microSv/h, mentre alla distanza di 500 m a nord-ovest dei reattori si registra un valore di circa 930 microSv/h.

I dati di monitoraggio nelle immediate vicinanze all?esterno del sito di Fukushima Dai-ichi indicano, con l?eccezione di alcuni picchi in corrispondenza dei principali eventi occorsi, un andamento decrescente nel tempo dell?intensit? di dose (da circa 300 microSv/h del 22 marzo a poco meno di 100 microSv/h del 1 aprile).

I rilevamenti all?esterno della centrale, mostrano i valori massimi aggiornati al pomeriggio del 31 marzo essere presenti in direzione nord.

Ai confini della zona di evacuazione (20 km) si registra nella giornata del 1 aprile, un?intensit? di dose massima di 70,9 microSv/h; a 30 km il valore di picco ? pari a 36,2 microSv/h e a circa 40 km si riscontra un?intensit? di dose massima di 7,7 microSv/h. Tutti i valori massimi di misura risultano rilevati in punti in direzione NW.

Con riguardo alle concentrazioni di I-131 e Cs-137 in aria, le misure riferite al 30 marzo, rilevate mediante monitoraggio mobile, indicano concentrazioni massime rispettivamente di 180 Bq/m3 e 140 Bq/m3 a circa 35 km NW dalla centrale di Fukushima Dai-ichi.

Per quanto riguarda le altre prefetture, i dati del monitoraggio radiometrico, mostrano un generale andamento decrescente a partire dal 23 marzo. Alla data del 31 marzo 2011, in alcune prefetture i valori rilevati risultano comunque superiori alle usuali fluttuazioni del fondo ambientale.

Il grafico a cui si accede tramite il link ?Radioattivit? ambientale in Giappone? a fondo pagina mostra l?andamento della radioattivit? ambientale negli ultimi giorni in alcune Prefetture che si trovano in direzione sud dalla centrale, ricavato sulla base dei dati forniti dal Ministero dell?educazione, cultura, scienze e tecnologia del Giappone.

Presso la prefettura di Ibaraki il valore rilevato nella mattinata del 31 marzo ? pari a 0,197 microSv/h, significativamente superiore al fondo normale; l?intensit? di dose gamma nella regione di Tokio risulta, invece, solo leggermente superiore al fondo ambientale; valori pi? modesti, anche se superiori al fondo, si rilevano nelle prefetture di Miyagi, Tochigi, Gunma, Saitama e Chiba.

Quanto ai dati di deposizione al suolo, continuano a non essere disponibili informazioni dalla prefettura di Miyagi a causa dei danni provocati dal terremoto/tsunami. Il giorno 31 marzo ? stato registrato un picco di deposizione sia di I-131 che di Cs-137 in alcune prefetture: il massimo nella prefettura di Tochigi con 1400 Bq/m2 di I-131 e 500 Bq/m2 di Cs-137; i valori sono rapidamente ritornati a quelli dei giorni precedenti (vedi grafici).

Va ricordato che i dati riportati si riferiscono ad una sola stazione di campionamento per ogni prefettura.

Per quanto riguarda l?acqua marina tenuto conto che i valori limite di concentrazione stabiliti dalle autorit? giapponesi sono 40 Bq/l per lo Iodio 131 e 90 Bq/l per il Cesio 137, la situazione ? la seguente:

  • Si registrano ancora, in prossimit? dell?acqua di scarico dell?Unit? 4, valori di concentrazione I-131 molto elevati: circa 4400 volte il valore di riferimento;
  • in aggiunta agli otto punti di campionamento di acqua marina, posti alla distanza di 30 km dalla costa e distanziati di 10 km l?uno dall?altro, sono state effettuate misure in altri due punti a minire distanza dalla costa. I valori massimi di concentrazione sono stati rilevati, per il giorno 30 marzo, in corrispondenza del punto pi? vicino alla costa e sono pari a 79,4 Bq/l per lo Iodio 131 e 7,24 Bq/l per il Cesio 137, il campionamento ? avvenuto alla profondit? di 83 metri.

Radioattivit? negli alimenti e restrizioni

Alla data del 1 aprile restrizioni dovute alla concentrazione di I-131 nell?acqua potabile sono in atto solo in alcuni villaggi della prefettura di Fukushima e riguardano solo i lattanti.

Il Ministero dell?agricoltura, foreste e pesca del Giappone ha informato la IAEA che in questa stagione, nella maggior parte degli allevamenti il bestiame ? mantenuto al chiuso. Gli animali sono primariamente alimentati con scorte di foraggio secco e grano che, non essendo esposte all?aperto, non risultano contaminate. Sono state fornite, inoltre, indicazioni agli agricoltori sulla necessit? di prevenire la contaminazione dell?acqua utilizzata per l?abbeveraggio.

Dal 1 aprile, ? stato revocato il provvedimento di blocco del consumo dell?acqua potabile per gli adulti nella citt? di Iitate; permane invece il divieto di consumo dell?acqua potabile per i bambini, anche nelle altre tre citt? di Date, Iwaki e Minamisoma, tutte nella prefettura di Fukushima.

Il 31 marzo, il Governo ha riportato che la concentrazione di I-131 nelle acque di falda presso l?Unit? 1 della centrale di Fukushima Dai-ichi era di 430000 Bq/l.

Misure su prodotti ittici sono state eseguite nelle prefetture di Chiba e Kanagawa; i risultati delle misure al 31 marzo fornivano dati per la maggior parte inferiori alla soglia di rilevazione e comunque al di sotto dei valori di riferimento per il divieto di commercializzazione e consumo.

Per quanto riguarda il pesce le misure effettuate hanno fornito dati superiori ai limiti di rilevabilit? della strumentazione per il Cs-137 soltanto per due campioni, al di sotto dei limiti stabiliti per il consumo.

Allo stato sono in essere le seguenti restrizioni sugli alimenti:

  • Fukushima:
    • distribuzione e consumo di vegetali a foglia larga, rape e latte crudo;Ibaraki: distribuzione di spinaci, Katina, prezzemolo e latte crudo;
  • Tochigi:
    • distribuzione di spinaci e Katina;
  • Gunma:
    • distribuzione di spinaci e Katina.

Esposizione della popolazione

Dai dati diffusi dalla NISA risulta che alla data del 29 marzo presso la prefettura di Fukushima erano state sottoposte a monitoraggio per la contaminazione radioattiva oltre 100000 persone. Per 102 di esse il conteggio ? risultato superiore al livello di intervento di 100000 cpm fissato dalle Autorit? giapponesi: dopo la rimozione degli indumenti contaminati i valori di contaminazione residua misurati sono stati per tutti inferiori al livello di intervento e non sono state ritenute possibili conseguenze sanitarie dannose.


Esposizione dei lavoratori

Alla data del 31 marzo 21 lavoratori dell?impianto di Fukushima Dai-ichi risultano aver ricevuto dosi superiori a 100 mSv: per nessuno di essi ? stato comunque superato il limite di 250 mSv fissato dalle Autorit? giapponesi per gli interventi in emergenza. Come noto, tre lavoratori che operavano nell?edificio turbina per la stesura di cavi hanno riportato dosi elevate di radiazioni agli arti inferiori a seguito dell?esposizione all?acqua contaminata raccoltasi nell?edificio. Per detti lavoratori ? stata stimata una dose compresa tra 2 e 3 Sv alle estremit? degli arti inferiori.


Monitoraggio della radioattivit? ambientale in altri paesi europei

In Francia tracce di I-131 continuano ad essere apprezzate su prelievi di particolato atmosferico effettuati tra il 29 marzo e il 1 aprile a concentrazioni variabili tra 0,18 e 1,05 mBq/m3. E? confermata la presenza di tracce I-131 in acqua piovana coerenti con i bassi livelli misurati in aria. Quanto ai prelievi di vegetali, le ultime misurazioni hanno evidenziato valori compresi tra 0,11 e 9,05 Bq/kg di I-131 e piccole tracce di Cs-134 e Cs-137. Tracce di iodio sono state trovate su un campione di latte prelevato il 29 marzo.

In Bulgaria sono state misurate concentrazioni di I-131 in aria tra 0,09 e 0,12 mBq/m3 (Musala 25 marzo) e tra 0,2 e 0,28 mBq/m3 (Sofia 26-30 marzo). E?stata inoltre rilevata la presenza di I-131 in acqua piovana alla concentrazione di circa 0,3 Bq/L.

In Svizzera si ? misurato un valore massimo di I 131 pari a 0,003 mBq/m3 (fino al 29 marzo).

In Spagna nel periodo 21-31 marzo sono state rilevate concentrazioni di Iodio-131 in aria comprese tra 0,002 e 3,08 mBq/m3 e per il Cesio 137 comprese tra 0,002 e 0,69 mBq/m3.

In Romania presso una stazione di rilevamento della radioattivit? ambientale ? stata riscontrata presenza di I-131 con una concentrazione di 3,25 mBq/ m3 su di un campionamento effettuato dal 29 al 30 marzo.


Monitoraggio della radioattivit? ambientale in Italia

L?ISPRA e il sistema delle Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell?Ambiente effettuano il monitoraggio della radioattivit? ambientale. Sin dal 12 marzo 2011, l?ISPRA ha richiesto di intensificare le misure di particolato atmosferico allo scopo di monitorare l?andamento di una eventuale presenza di radioattivit? in aria riconducibile all?incidente nella centrale di Fukushima in Giappone. Vengono effettuate misure giornaliere con particolare riguardo alla presenza degli isotopi Iodio 131 e Cesio 137. ? stato anche richiesto di effettuare misure di deposizione al suolo con cadenza settimanale. Sono state programmate anche alcune misure su vegetali a foglia larga e latte al fine di seguire eventuali fenomeni di trasferimento dei radionuclidi nell?ambiente.

I risultati delle misure di concentrazione in aria effettuati tra il 23 marzo e il 2 aprile hanno evidenziato la presenza di piccole tracce di Iodio 131 e, in un campione, piccole tracce di Cesio 137. Sono state inoltre rilevate tracce di Iodio 131 nella deposizione al suolo. Le concentrazioni sono in generale accordo con quelle rilevate in altri paesi Europei.

All?aggiornamento dei dati alle ore 13 del 2 aprile si accede tramite il link a fondo pagina.

I valori riscontrati non hanno alcuna rilevanza dal punto di vista radiologico e sono tali da non costituire alcun rischio di tipo sanitario.

Si conferma che, sino ad oggi, la rete automatica di monitoraggio dell?intensit? di dose gamma in aria dell?ISPRA non ha rilevato valori anomali rispetto alle normali fluttuazioni del fondo ambientale locale.

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Previsioni meteorologiche nell?area

Le elaborazioni pervenute dal Servizio Meteorologico dell?Aeronautica Militare, per la giornata del 2 aprile, indicano che in quota un vortice depressionario con centro d?azione sul Giappone settentrionale(Hokkaido) si muove velocemente verso nord-est ed al suo seguito si instaureranno correnti mediamente occidentali; al suolo, il fronte freddo gia? sul Pacifico si allontana ulteriormente verso nord-est mentre la parte occlusa della perturbazione si attarda sul Giappone settentrionale, in un contesto comunque di pressione in lenta risalita. Le previsioni indicano una nuvolosita? ancora consistente sul Giappone centro-settentrionale dove ci saranno ancora precipitazioni specie sull?isola di Hokkaido, spiccata variabilita? sul resto del paese con addensamenti piu? consistenti sui settori occidentali e schiarite anche ampie su quelli orientali. I venti in quota saranno moderati o forti da ovest/sud-ovest in rotazione da ovest/nord-ovest; al suolo, i venti si presenteranno mediamente moderati da nord-ovest con rinforzi specie al nord.

Per la giornata del 3 aprile, la pressione continuer? ad aumentare seppur in un contesto di instabilit?. Le previsioni indicano alternanza di schiarite anche ampie ed annuvolamenti anche intensi che potranno dar luogo a sporadici rovesci specie sulle aree settentrionali. In quota, i venti saranno moderati da ovest/nord-ovest e al suolo, si mostreranno da deboli a moderati da nord-ovest, con i rinforzi maggiori sulle aree settentrionali.

Per quanto riguarda le mappe di traiettoria, le masse d?aria, a partire dal punto di riferimento seguono una direttrice sud-ovest/nord-est negli strati inferiori dell?atmosfera fino al livello di 700hPa compreso, con un?eccezione in prossimita? del suolo(1000hPa) dove si evidenzia anche una direttrice nord-ovest/sud-est; a partire da 600hPa la direttrice prevalente e? nord-ovest/sud-est.

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Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 6 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 2 aprile 2011, estratto, adattato)

Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 6 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 2 aprile 2011, estratto, adattato)

Emergenza nucleare in Giappone, aggiornamento del 3 aprile 2011 (ISPRA, estratto, adattato)


[Fonte: ISPRA, pagina originale completa: <cite cite="http://www.isprambiente.gov.it/site/it-IT/Archivio/Documenti_Home_Page/Documenti/emergenzanuclearegiappone.html">ISPRA: Documenti</cite>. Estratto, adattato.]

Emergenza nucleare in Giappone

L?ISPRA, nell?ambito dei compiti ad esso attribuiti dalla legislazione vigente quale autorit? di controllo per la sicurezza nucleare e la radioprotezione ed organo tecnico di supporto alle autorit? di protezione civile per le emergenze nucleari e radiologiche segue costantemente l?evolversi della situazione in atto presso le centrali nucleari giapponesi a seguito del forte sisma verificatosi nella giornata dell?11 marzo.

Le valutazioni che l? Istituto sta svolgendo si basano sulle informazioni ricevute quale punto di contatto nazionale nell?ambito per i sistemi di scambio rapido d?informazioni predisposti dall?Agenzia Internazionale dell?Energia Atomica in attuazione della Convenzione per la Pronta Notifica d?Incidenti Nucleari.

L?ISPRA ? in continuo contatto con l?Agenzia Internazionale per l?Energia Atomica (IAEA) e con il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sulla base dei periodici aggiornamenti ricevuti dalla IAEA, si riporta un aggiornamento della situazione presso le centrali di Fukushima Daiichi, Fukushima Daini e Onagawa, come fornito dall?Autorit? di sicurezza nucleare giapponese.


Aggiornamento delle ore 22:00 del 3 aprile 2011

Stato del sito nucleare

Ripristino delle alimentazioni elettriche normali

Continuano le operazioni per il ripristino delle alimentazioni elettriche con diverso stato di avanzamento per le Unit? 1-4.


Gestione dell?acqua contaminata di sito

Negli edifici turbina delle Unit? 1, 2 e 3 ? presente acqua altamente contaminata. Per l?Unit? 2, si ipotizza che essa sia stata a contatto direttamente con il nocciolo parzialmente fuso, per poi trafilare all?esterno del contenitore primario attraverso una via ancora non individuata. Per le Unit? 1 e 3 la NSC (Nuclear Safety Commission of Japan) ipotizza che si tratti di vapore condensato proveniente dal contenimento oppure acqua iniettata nell?edificio reattore danneggiato per raffreddare il combustibile esaurito. La medesima acqua si ? raccolta anche nelle trincee adiacenti agli edifici turbina 1, 2 e 3 che hanno riportato misure di intensit? di dose per l?Unit? 1 pari a 0,4 mSv/h e maggiore di 1000 mSv/h per l?Unit? 2. Non si ? potuta effettuare la misura per l?Unit? 3.

In merito alla gestione della suddetta acqua contaminata sono in corso operazioni di predisposizione all?invio di tale acqua all?interno della piscina di soppressione del contenitore primario, al fine di limitare i rilasci di contaminazione all?esterno.

In particolare, nell?Unit? 1 per predisporre il trasferimento dell?acqua dal basamento dell?edificio turbina al condensatore si ? iniziato a trasferire l?acqua presente nel serbatoio di accumulo del condensatore dell?Unit? 1 al serbatoio di espansione della piscina di soppressione. L?operazione ? terminata il 2 aprile .

L'acqua nella trincea ? stata trasferita in un serbatoio di acqua presso l?edificio principale del Central Environmental facility; ci? ha comportato una diminuzione del livello dell?acqua contaminata di circa un metro, portandosi a 1,14 m dalla sommit? della trincea.

Nell?Unit? 2 per predisporre la rimozione dell?acqua dal basamento dell?edificio turbina, ? stata pompata l?acqua presente nel serbatoio di raccolta del condensato al serbatoio di espansione della piscina di soppressione (fine operazioni a met? giornata del 1 aprile). ? stato avviato, quindi, a partire dal 2 aprile, il trasferimento dell?acqua dal condensatore al serbatoio di raccolta del condensato.

Nell?Unit? 3, per predisporre la rimozione dell?acqua dal basamento dell?edificio turbina, ? stata pompata l?acqua dal condensatore al serbatoio di espansione della piscina di soppressione (fine operazione mattina del 1 aprile).

L?Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare e industrial ha riportato che una intensit? di dose superiore di 1000 mSv/h era stato rilevata nella mattina del 2 aprile, dagli operatori della centrale in un pozzo di ispezione del passaggio dei cavi posizionato presso il punto di scarico dell?Unit? 2. Una crepa di circa 20 cm ? stata rilevata sulla parete del pozzo lato mare ed ? stato accertato che l?acqua presente nel pozzo si riversa direttamente nel mare. Sono in corso analisi isotopiche dell?acqua del pozzo e di quella marina.

Al riguardo, sono stati definiti altri tre punti di campionamento dell?acqua marina, a 15 km nell?intorno delle centrali F.Dai-ichi e F.Dai-ni in aggiunta ai quattro gi? operativi presso gli scarichi delle due centrali.

Quanto osservato ha consentito di ipotizzare il percorso compiuto dall?acqua contaminata che dal basamento dell?edificio turbina dell?Unit?2 raggiungere il mare. Infatti, la TEPCO, la societ? esercente, ipotizza che il percorso verso il mare interessi una serie trincee e tunnel utilizzati per il passaggio dei cavi di alimentazione delle pompe di prelievo dell?acqua di mare per il condensatore e dell?acqua servizi per l?edificio reattore e per l?edificio turbine.

Dalle 7:25 alle 10:05 UTC del 2 aprile ? stato fatto colare cemento nel pozzo per fermare la fuga di acqua contaminata, ma al termine delle operazioni le perdite non si sono arrestate.

Alla base del waste facility building dell?Unit? 6 si ? rilevata dell?acqua stagnante che sta per essere trasferita al condensatore dell?Unit? 5.

La TEPCO, il giorno 1 Aprile 2011 alle ore 7:04, ha testato circa 2000 litri di uno speciale agente ?anti scattering? nell?intorno della piscina comune del combustibile spento al fine di impedire la dispersione di particelle radioattive dal sito che potrebbe essere causata dalle condizioni atmosferiche.

Una chiatta statunitense che trasportava acqua dolce ha attraccato in uno speciale approdo di Fukushima Daiichi; il trasferimento di acqua dalla chiatta al serbatoio di acqua filtrata ha avuto inizio la mattina del primo aprile 2011; tuttavia, a causa del fallimento della connessione, il trasferimento ? stato interrotto dopo meno di mezz?ora. Una seconda chiatta statunitense, partita dal porto di Onahama dovrebbe essere approdata nella mattina del 2 aprile.


Monitoraggio della radioattivit? ambientale in altri paesi europei

In Francia tracce di I-131 continuano ad essere apprezzate su prelievi di particolato atmosferico effettuati tra il 29 marzo e il 2 aprile a concentrazioni variabili tra 0,07 e 1,28 mBq/m3. Misure su campioni di iodio in forma gassosa effettuate il 28 marzo hanno evidenziato una concentrazione di 4,1 mBq/m3. E? confermata la presenza di tracce I-131 in acqua piovana (un campione del 30 marzo ha mostrato una concentrazione di 1,27 Bq/L). Le ultime analisi dei prelievi effettuati tra il 25 aprile e il 30 marzo non presentano alcuna concentrazione di attivit? riconducibile all?incidente alla centrale di Fukushima. Tracce di iodio sono state trovate su un campione di latte di mucca (0,15 Bq/L) prelevato il 28 marzo.


Monitoraggio della radioattivit? ambientale in Italia

L?ISPRA e il sistema delle Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell?Ambiente effettuano il monitoraggio della radioattivit? ambientale. Sin dal 12 marzo 2011, l?ISPRA ha richiesto di intensificare le misure di particolato atmosferico allo scopo di monitorare l?andamento di una eventuale presenza di radioattivit? in aria riconducibile all?incidente nella centrale di Fukushima in Giappone. Vengono effettuate misure giornaliere con particolare riguardo alla presenza degli isotopi Iodio 131 e Cesio 137. ? stato anche richiesto di effettuare misure di deposizione al suolo con cadenza settimanale. Sono state programmate anche alcune misure su vegetali a foglia larga e latte al fine di seguire eventuali fenomeni di trasferimento dei radionuclidi nell?ambiente.

I risultati delle misure di concentrazione in aria effettuati tra il 23 marzo e il 2 aprile hanno evidenziato la presenza di piccole tracce di Iodio 131 e, in un campione, piccole tracce di Cesio 137. Sono state inoltre rilevate tracce di Iodio 131 nella deposizione al suolo. Le concentrazioni sono in generale accordo con quelle rilevate in altri paesi Europei.

All?aggiornamento dei dati alle ore 15 del 3 aprile si accede tramite il link a fondo pagina.

I valori riscontrati non hanno alcuna rilevanza dal punto di vista radiologico e sono tali da non costituire alcun rischio di tipo sanitario.


Previsioni meteorologiche nell?area

Le elaborazioni pervenute dal Servizio Meteorologico dell?Aeronautica Militare, per la giornata del 3 aprile, indicano che in quota il vortice depressionario, attualmente centrato tra le isole Kuril e la penisola di Kamchatka, continua a muoversi verso nord-est ed al suo seguito si instaureranno correnti mediamente occidentali ancora instabili ma preludio di un ulteriore miglioramento. Al suolo, la perturbazione associata al vortice depressionario tende ad abbandonare gran parte del Giappone, solo l?isola di Hokkaido risente ancora e pi? direttamente della parte occlusa della perturbazione, comunque in movimento verso est/nord-est. Le previsioni indicano nuvolosit? ancora consistente sull?isola di Hokkaido dove maggiore ? la possibilit? di precipitazioni, spiccata variabilit? sul resto del paese, con addensamenti pi? consistenti e possibilit? di locali precipitazioni sui settori occidentali. La tendenza ? comunque per un generale miglioramento. In quota, i venti saranno moderati o forti da ovest/sud-ovest in rotazione da ovest/nord-ovest; al suolo i venti saranno mediamente moderati da nord/nord-est in graduale attenuazione.

Per la giornata del 4 aprile, le pressioni saranno in deciso aumento. ? prevista una residua nuvolosit? nelle prime ore del giorno con successive schiarite prevalenti su tutto il Giappone. I venti in quota saranno moderati da nord-ovest ed al suolo deboli settentrionali con locali rinforzi.

Per quanto riguarda le mappe di traiettoria, le masse d?aria, a partire dal punto di riferimento, seguono una direttrice nord-est/sud-ovest negli strati inferiori dell?atmosfera, fino al livello di 925 hPa compreso, con un?eccezione proprio al suddetto livello dove si evidenzia anche una direttrice sud-ovest/nord-est; a partire da 700 hPa la direttrice prevalente ? sud-ovet/nord-est e tende a divenire sempre pi? ovest/est salendo di quota.

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Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 6 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 2 aprile 2011, estratto, adattato)

Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 6 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 2 aprile 2011, estratto, adattato)

Emergenza nucleare in Giappone, aggiornamento del 4 aprile 2011 (ISPRA, estratto, adattato)


[Fonte: ISPRA, pagina originale completa: <cite cite="http://www.isprambiente.gov.it/site/it-IT/Archivio/Documenti_Home_Page/Documenti/emergenzanuclearegiappone.html">ISPRA: Documenti</cite>. Estratto, adattato.]

Emergenza nucleare in Giappone

L?ISPRA, nell?ambito dei compiti ad esso attribuiti dalla legislazione vigente quale autorit? di controllo per la sicurezza nucleare e la radioprotezione ed organo tecnico di supporto alle autorit? di protezione civile per le emergenze nucleari e radiologiche segue costantemente l?evolversi della situazione in atto presso le centrali nucleari giapponesi a seguito del forte sisma verificatosi nella giornata dell?11 marzo.

Le valutazioni che l? Istituto sta svolgendo si basano sulle informazioni ricevute quale punto di contatto nazionale nell?ambito per i sistemi di scambio rapido d?informazioni predisposti dall?Agenzia Internazionale dell?Energia Atomica in attuazione della Convenzione per la Pronta Notifica d?Incidenti Nucleari.

L?ISPRA ? in continuo contatto con l?Agenzia Internazionale per l?Energia Atomica (IAEA) e con il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sulla base dei periodici aggiornamenti ricevuti dalla IAEA, si riporta un aggiornamento della situazione presso le centrali di Fukushima Daiichi, Fukushima Daini e Onagawa, come fornito dall?Autorit? di sicurezza nucleare giapponese.


Aggiornamento delle ore 21:00 del 4 aprile 2011

Stato del sito nucleare

Ripristino delle alimentazioni elettriche normali

Continuano le operazioni per il ripristino delle alimentazioni elettriche con diverso stato di avanzamento per le Unit? 1-4.

Dal 3 Aprile (intorno alle 3 UTC) l?alimentazione elettrica delle pompe provvisorie per fornire acqua di raffreddamento ai reattori 1,2 e 3 ? ottenuta tramite la rete esterna Il 2 aprile l?illuminazione ? stata ripristinata in parte anche negli edifici turbina delle Unit? 1- 4.


Gestione dell?acqua contaminata di sito

Come ? noto, negli edifici turbina delle Unit? 1, 2 e 3 ? presente acqua contaminata. Per l?Unit? 2, si ipotizza che si tratti di acqua che ? stata a contatto direttamente con il nocciolo parzialmente fuso, per poi trafilare all?esterno del contenitore primario attraverso una via ancora non individuata. Per le Unit? 1 e 3 la NSC (Nuclear Safety Commission of Japan) sospetta che si tratti di vapore condensato proveniente dal contenimento oppure acqua spruzzata nell?edificio reattore danneggiato per raffreddare il combustibile esaurito. La medesima acqua si ? raccolta anche nelle trincee adiacenti agli edifici turbina 1, 2 e 3 che hanno riportato misure di dose per l?Unit? 1 pari a 0,4 mSv/h e maggiore di 1000 mSv/h per l?Unit? 2. Si ritiene che parte di tale acqua defluisca in mare attraverso il condotto dei cavi elettrici che alimentano le pompe di presa dell?acqua di mare. I provvedimenti in attuazione riguardano il drenaggio dell?acqua dal locale turbina, da inviare nel serbatoio del condensato, e l?individuazione ed eliminazione della perdita in mare.

Per quanto riguarda il primo punto ? stato completato il trasferimento d?acqua dal serbatoio del condensato ai serbatoi d?espansione delle piscine di soppressione che dovrebbe consentire il drenaggio dell?acqua contaminata presente nel basamento delle turbine. Un parziale drenaggio delle trincee ? anche stato effettuato riducendone il livello di circa 1 m.

Per quanto riguarda la perdita in mare di acqua contaminata attraverso le falle nel condotto dei cavi elettrici sono in corso tentativi di intercettare tale perdita tramite iniezione prima di cemento e poi di polimero senza finora avere successo.

Nello stesso tempo ? necessario rifornire d?acqua l?impianto per le esigenze di raffreddamento. La disponibilit? di acqua ? ora assicurata dall?arrivo della seconda chiatta della marina americana, da cui si sta ora trasferendo acqua alla prima chiatta.

L?Autorit? giapponese di sicurezza nucleare e industriale, NISA, ha informato la IAEA che la TEPCO, la Compagnia che gestisce la centrale nucleare, ? stata autorizzata dal Governo giapponese a rilasciare in mare circa 10000 tonnellate di acqua debolmente contaminata che era gi? presente prima dell?incidente, nell?impianto di trattamento dei rifiuti radioattivi. Ci? al fine di recuperare una sufficiente capacit? di immagazzinamento da utilizzare per il trasferimento dell?acqua altamente radioattiva presente nel basamento dell?edificio turbina dell?Unit? 2. Inoltre la TEPCO prevede di scaricare 1500 tonnellate di acqua debolmente contaminata dal pozzo di drenaggio degli edifici delle Unit? 5 e 6 per prevenire che eventuali perdite dal pozzo possano danneggiare la strumentazione di sicurezza.

La TEPCO ha stimato che l?impatto previsto per tali provvedimenti sar? di circa 0,6 mSv per un individuo della popolazione che dovesse mangiare tutti i giorni, per un anno, alghe e pesce provenienti dalle vicinanze dell?impianto. Lo scarico al mare dall?impianto di trattamento dei rifiuti radioattivi ? iniziato alle ore 10:00 UTC del 4 aprile, e alle 12:00 UTC quello dal pozzo delle Unit? 5 e 6 .


Stato dei reattori e delle piscine del combustibile

Si continua a spruzzare periodicamente acqua nelle piscine del combustibile esaurito.

Nelle Unit? 1,2 e 3 si inietta acqua nei vessel dei reattori utilizzando l?alimentazione elettrica esterna.


Dati radiometrici e conseguenze radiologiche

I dati relativi alla mattina del 4 aprile indicano, a circa un chilometro di distanza dalla Centrale, direzione ovest, valori compresi tra i 56.2 e 121 microSv/h, mentre alla distanza di 500 m a nord-ovest dei reattori si registra un valore di 790 microSv/h.

I dati di monitoraggio nelle immediate vicinanze all?esterno del sito di Fukushima Dai-ichi indicano alle ore 06.00 UTC, valori compresi fra un minimo di 17 microSievert/h, misurato a nord dell?impianto, e un massimo di 350 microSievert/h, misurato a sud.

Ai confini della zona di evacuazione (20 km) si registra nella giornata del 4 aprile, un?intensit? di dose massima di 57 microSv/h; a 30 km il valore di picco ? pari a 32,7 microSv/h e a circa 40 km si riscontra un?intensit? di dose massima di 5,2 microSv/h. Tutti i valori massimi di misura risultano rilevati in punti in direzione NW.

Con riguardo alle concentrazioni di I-131 e Cs-137 in aria, le misure riferite al 2 aprile, rilevate mediante monitoraggio mobile, indicano concentrazioni massime rispettivamente di 47,3 Bq/m3 e 5,93 Bq/m3 a circa 45 km Sud dalla centrale di Fukushima Dai-ichi.

Per quanto riguarda le altre prefetture, i dati del monitoraggio radiometrico, mostrano un generale andamento decrescente a partire dal 23 marzo. Alla data del 4 aprile 2011, in alcune prefetture i valori rilevati risultano comunque superiori alle usuali fluttuazioni del fondo ambientale.Il grafico a cui si accede tramite il link ?Radioattivit? ambientale in Giappone? a fondo pagina mostra l?andamento della radioattivit? ambientale negli ultimi giorni in alcune Prefetture che si trovano in direzione sud dalla centrale, ricavato sulla base dei dati forniti dal Ministero dell?educazione, cultura, scienze e tecnologia del Giappone.

Presso la prefettura di Ibaraki il valore rilevato nel pomeriggio del 4 aprile ? pari a 0,169 microSv/h, significativamente superiore al fondo normale; l?intensit? di dose gamma nella regione di Tokio risulta, invece, solo leggermente superiore al fondo ambientale; valori pi? modesti, anche se superiori al fondo, si rilevano nelle prefetture di Miyagi, Tochigi, Gunma, Saitama e Chiba.

I dati di deposizione al suolo sono relativi alle prefetture nelle quali ? stata misurata una concentrazione di Iodio 131 e Cesio 137 superiore alla norma, con l?eccezione della prefettura di Miyagi, per la quale continuano a non essere disponibili informazioni a causa dei danni provocati dal terremoto/tsunami. Il giorno 31 marzo ? stato registrato un picco di deposizione sia di I-131 che di Cs-137 in alcune prefetture: il massimo nella prefettura di Tochigi con 1400 Bq/m2 di I-131 e 500 Bq/m2 di Cs-137; i valori sono rapidamente ritornati a quelli dei giorni precedenti (vedi grafici). Il 2 aprile i valori di deposizione di Iodio 131 rilevati in 7 prefetture oscillano fra 4 e 95 Bq/m2, mentre per il Cesio 137 i valori oscillano fra 15 e 47 Bq/m2.

Va ricordato che i dati riportati si riferiscono ad una sola stazione di campionamento per ogni prefettura.

Per quanto riguarda l?acqua marina tenuto conto che i valori limite di concentrazione stabiliti dalle autorit? giapponesi sono 40 Bq/l per lo Iodio 131 e 90 Bq/l per il Cesio 137, la situazione ? la seguente:

  • Al 30 marzo a 330 metri dalla costa di fronte alle Unit? 1-4 sono stati registrati valori di concentrazione molto elevati sia di Iodio 131, circa 4400 volte il valore di riferimento, sia di Cesio 137, oltre 450 il valore di riferimento;
  • in aggiunta agli otto punti di campionamento di acqua marina, posti alla distanza di 30 km dalla costa e distanziati di 10 km l?uno dall?altro, sono state effettuate misure in altri due punti a minore distanza dalla costa (circa 10 km e 20 km dalla costa, e circa 60 km a sud della centrale). Il giorno 3 aprile sono stati rilevati i seguenti valori: a circa 10 km dalla costa 37,5 Bq/l per lo Iodio 131 e 4,75 Bq/l per il Cesio 137, mentre a 30 km il valore massimo misurato ? 18,3 Bq/l per lo Iodio 131 e 10,7 per il Cesio 137.

Radioattivit? negli alimenti e restrizioni

Alla data del 3 aprile le restrizioni dovute alla concentrazione di I-131 nell?acqua potabile sono in vigore solo nel villaggio di Iatate della prefettura di Fukushima e riguardano solo i lattanti.

Il Ministero dell?agricoltura, foreste e pesca del Giappone ha informato la IAEA che in questa stagione, nella maggior parte degli allevamenti il bestiame ? mantenuto al chiuso. Gli animali sono primariamente alimentati con scorte di foraggio secco e grano che, non essendo esposte all?aperto, non risultano contaminate. Sono state fornite, inoltre, indicazioni agli agricoltori sulla necessit? di prevenire la contaminazione dell?acqua utilizzata per l?abbeveraggio.

Il 31 marzo, il Governo ha riportato che la concentrazione di I-131 nelle acque di falda presso l?Unit? 1 della centrale di Fukushima Dai-ichi era di 430000 Bq/l.

Il ministero della Salute del Lavoro e del Welfare ha stabilito di mantenere in atto le restrizioni precedentemente fissate per gli alimenti, senza estenderle ad altri prodotti o ad altre zone del Giappone. Sono quindi in vigore le seguenti restrizioni:

  • Fukushima:
    • distribuzione e consumo di vegetali a foglia larga, rape e latte crudo;Ibaraki: distribuzione di spinaci, Katina, prezzemolo e latte crudo;
  • Tochigi:
    • distribuzione di spinaci e Katina;
  • Gunma:
    • distribuzione di spinaci e Katina.

Esposizione della popolazione

Dai dati diffusi dalla NISA risulta che alla data del 29 marzo presso la prefettura di Fukushima erano state sottoposte a monitoraggio per la contaminazione radioattiva oltre 100000 persone. Per 102 di esse il conteggio ? risultato superiore al livello di intervento di 100000 cpm fissato dalle Autorit? giapponesi: dopo la rimozione degli indumenti contaminati i valori di contaminazione residua misurati sono stati per tutti inferiori al livello di intervento e non sono state ritenute possibili conseguenze sanitarie dannose.

Il 3 aprile la NISA ha riferito circa l?effettuazione del monitoraggio radiometrico della tiroide, eseguito tra il 28 e il 30 marzo, di 946 bambini e ragazzi di et? compresa tra 0 e 15 anni presso il villaggio di Iidate e la citt? di Kawamata. Tutti le misure hanno dato risultati al di sotto dei livelli di intervento stabiliti dalle Autorit?.


Esposizione dei lavoratori

Alla data del 31 marzo 21 lavoratori dell?impianto di Fukushima Dai-ichi risultano aver ricevuto dosi superiori a 100 mSv: per nessuno di essi ? stato comunque superato il limite di 250 mSv fissato dalle Autorit? giapponesi per gli interventi in emergenza. Come noto, tre lavoratori che operavano nell?edificio turbina per la stesura di cavi hanno riportato dosi elevate di radiazioni agli arti inferiori a seguito dell?esposizione all?acqua contaminata raccoltasi nell?edificio. Per detti lavoratori ? stata stimata una dose compresa tra 2 e 3 Sv alle estremit? degli arti inferiori.

Il 3 aprile ? stato confermato i ritrovamento dei corpi di due lavoratori che il giorno del terremoto stavano operando presso l?Unit? 4.


Monitoraggio della radioattivit? ambientale in altri paesi europei

In Francia tracce di I-131 continuano ad essere apprezzate su prelievi di particolato atmosferico effettuati tra il 29 marzo e il 2 aprile a concentrazioni variabili tra 0,07 e 1,28 mBq/m3. Misure su campioni di iodio in forma gassosa effettuate il 28 marzo hanno evidenziato una concentrazione di 4,1 mBq/m3. E? confermata la presenza di tracce I-131 in acqua piovana (un campione del 30 marzo ha mostrato una concentrazione di 1,27 Bq/L). Le ultime analisi dei prelievi effettuati tra il 25 aprile e il 30 marzo non presentano alcuna concentrazione di attivit? riconducibile all?incidente alla centrale di Fukushima. Tracce di iodio sono state trovate su un campione di latte di mucca (0,15 Bq/L) prelevato il 28 marzo.

In Bulgaria sono state misurate concentrazioni di I-131 in aria tra 0,09 e 0,12 mBq/m3 (Musala 25 marzo) e tra 0,2 e 0,28 mBq/m3 (Sofia 26-30 marzo). E?stata inoltre rilevata la presenza di I-131 in acqua piovana alla concentrazione di circa 0,3 Bq/L.

In Svizzera si ? misurato un valore massimo di I 131 pari a 0,003 mBq/m3 (fino al 29 marzo).

In Spagna nel periodo 21-31 marzo sono state rilevate concentrazioni di Iodio-131 in aria comprese tra 0,002 e 3,08 mBq/m3 e per il Cesio 137 comprese tra 0,002 e 0,69 mBq/m3.

In Romania presso una stazione di rilevamento della radioattivit? ambientale ? stata riscontrata presenza di I-131 con una concentrazione di 3,25 mBq/ m3 su di un campionamento effettuato dal 29 al 30 marzo.

In Grecia le misure effettuate dal 31 marzo 1 aprile hanno evidenziato valori della concentrazione di I-131 in aria compresi fra 0,194 e 0,444 mBq/m3 e tra il 1 aprile e il 2 aprile valori tra 0,060 e 0,365 mBq/m3.


Misure di radioattivit? ambientale in Italia

L?ISPRA e il sistema delle Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell?Ambiente effettuano il monitoraggio della radioattivit? ambientale. Sin dal 12 marzo 2011, l?ISPRA ha richiesto di intensificare le misure di particolato atmosferico allo scopo di monitorare l?andamento di una eventuale presenza di radioattivit? in aria riconducibile all?incidente nella centrale di Fukushima in Giappone. Vengono effettuate misure giornaliere con particolare riguardo alla presenza degli isotopi Iodio 131 e Cesio 137. ? stato anche richiesto di effettuare misure di deposizione al suolo con cadenza settimanale. Sono state programmate anche alcune misure su vegetali a foglia larga e latte al fine di seguire eventuali fenomeni di trasferimento dei radionuclidi nell?ambiente.

I risultati delle misure di concentrazione in aria effettuati tra il 23 marzo e il 4 aprile hanno evidenziato la presenza di piccole tracce di Iodio 131 variabili tra 0,04 e 1,40 mBq/m3 e, in un campione, piccole tracce di Cesio 137. Alcune misure su campioni di iodio in forma gassosa hanno confermato la presenza di tracce di questo isotopo variabili tra 0,15 e 1,90 mBq/m3. Sono state inoltre rilevate tracce di Iodio 131 nella deposizione al suolo. Le concentrazioni sono in generale accordo con quelle rilevate in altri paesi Europei.

I valori riscontrati non hanno alcuna rilevanza dal punto di vista radiologico e sono tali da non costituire alcun rischio di tipo sanitario.

I risultati delle prime misure effettuate sui vegetali a foglia larga dal 30 marzo al 1 aprile hanno evidenziato piccole tracce di-Iodio131, compresi tra 0,058 e 0,8 Bq/Kg. Si evidenzia che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dai regolamenti Euratom ? pari a 2000 Bq/kg; e- Cesio 137, pari rispettivamente a 0,07 e 0,56 Bq/kg. Si evidenzia che al momento non ? possibile correlare direttamente tale presenza di Cesio 137 ai rilasci in atmosfera generati all?incidente in Giappone, sia per la presenza ubiquitaria di Cesio 137 a seguito del fall out degli esperimenti nucleari degli anni 60 che delle ricadute dell?incidente di Chernobyl, nonch? per l?assenza di rilevazione di Cesio 134. Va peraltro tenuto presente che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dai regolamenti Euratom per il Cesio 137 ? pari a 1250 Bq/kg.

I risultati delle prime misure effettuate sul latte dal 30 marzo al 1 aprile hanno evidenziato un valore molto piccolo di concentrazione di Iodio 131 in un campione pari a 0, 69 Bq/l. Si consideri che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dai regolamenti Euratom per lo Iodio 131 nel latte ? pari a 150 Bq/l per gli alimenti per lattanti.

Le concentrazioni sono in generale accordo con quelle rilevate in altri paesi Europei. I valori di concentrazione rilevati con le prime misure nei vegetali a foglia larga e nel latte sono notevolmente inferiori ai livelli massimi ammissibili stabiliti dai regolamenti Euratom.

All?aggiornamento dei dati alle ore 15 del 4 aprile si accede tramite il link a fondo pagina da cui si accede anche al grafico dell?andamento delle concentrazioni di I-131 in aria.

Si conferma che, sino ad oggi, la rete automatica di monitoraggio dell?intensit? di dose gamma in aria dell?ISPRA non ha rilevato valori anomali rispetto alle normali fluttuazioni del fondo ambientale locale.

Dislocazione delle stazioni della rete automatica di monitoraggio dell?intensit? di dose gamma in aria dell?ISPRA, con l?indicazione delle medie giornaliere, in nanoGy/h, dei valori misurati dalle 07:00 del 2 aprile alle 07:00 del 4 aprile. Gran parte delle centraline di monitoraggio sono ospitate all?interno dei Comandi Stazione del Corpo Forestale dello Stato. Le misure riportate, che possono variare da un luogo all?altro, derivano dal contributo dei radionuclidi naturali presenti nell?aria e nel suolo, oltre che dalla radiazione cosmica. (Fonte mappa Italia ? Google).


Previsioni meteorologiche nell?area

Le elaborazioni pervenute dal Servizio Meteorologico dell?Aeronautica Militare, per la giornata del 4 aprile, indicano che in quota il vortice depressionario, ad est delle isole giapponesi ? in allontanamento, spinto dal promontorio anticiclonico presente sul vicino continente asiatico, che imprime al flusso in quota una pi? decisa componente nord-occidentale. Al suolo la pressione atmosferica tende ad aumentare ad iniziare dal settore occidentale portandosi su valori di circa 1024 hPa. Le previsioni indicano che la residua nuvolosit? associata al sistema frontale in allontanamento, capace di produrre ancora locali precipitazioni, cede rapidamente il posto ad ampie schiarite che, dal settore occidentale, si estenderanno rapidamente a quello orientale. I venti in quota saranno moderati o forti occidentali specie sul settore nord, tenderanno a divenire nord-occidentali attenuandosi; al suolo, i venti saranno nord-orientali deboli con rinforzi sul settore meridionale.

Per la giornata del 5 aprile, l?alta pressione raggiunger? valori massimi intorno ai 1028 hPa. ? prevista prevalenza di cielo sereno con locali annuvolamenti sull?estremo settore sud-orientale. I venti in quota saranno moderati da nord-ovest in attenuazione e al suolo saranno deboli variabili con residui rinforzi da nordest sul settore sud-orientale, in attenuazione.

Per quanto riguarda le mappe di traiettoria, le masse d?aria, a partire dal punto di riferimento, seguono una componente irregolare nei bassi strati atmosferici fino al livello di 700 hPa essendo la circolazione dei venti debole di direzione variabile, mentre assumono una pi? decisa componente orientale negli strati superiori.

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Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 6 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 2 aprile 2011, estratto, adattato)

Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 6 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 2 aprile 2011, estratto, adattato)

Emergenza nucleare in Giappone, aggiornamento del 5 aprile 2011 (ISPRA, estratto, adattato)


[Fonte: ISPRA, pagina originale completa: <cite cite="http://www.isprambiente.gov.it/site/it-IT/Archivio/Documenti_Home_Page/Documenti/emergenzanuclearegiappone.html">ISPRA: Documenti</cite>. Estratto, adattato.]

Emergenza nucleare in Giappone

L?ISPRA, nell?ambito dei compiti ad esso attribuiti dalla legislazione vigente quale autorit? di controllo per la sicurezza nucleare e la radioprotezione ed organo tecnico di supporto alle autorit? di protezione civile per le emergenze nucleari e radiologiche segue costantemente l?evolversi della situazione in atto presso le centrali nucleari giapponesi a seguito del forte sisma verificatosi nella giornata dell?11 marzo.

Le valutazioni che l? Istituto sta svolgendo si basano sulle informazioni ricevute quale punto di contatto nazionale nell?ambito per i sistemi di scambio rapido d?informazioni predisposti dall?Agenzia Internazionale dell?Energia Atomica in attuazione della Convenzione per la Pronta Notifica d?Incidenti Nucleari.

L?ISPRA ? in continuo contatto con l?Agenzia Internazionale per l?Energia Atomica (IAEA) e con il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sulla base dei periodici aggiornamenti ricevuti dalla IAEA, si riporta un aggiornamento della situazione presso le centrali di Fukushima Daiichi, Fukushima Daini e Onagawa, come fornito dall?Autorit? di sicurezza nucleare giapponese.


Aggiornamento delle ore 19:00 del 5/4/2011

Stato del sito nucleare

Ripristino delle alimentazioni elettriche normali

Le attivit? di ripristino dell?alimentazione elettrica e la refrigerazione del combustibile presente nei reattori delle unit? 1-3 e nelle piscine delle unit? 1-4 proseguono come nei giorni precedenti.


Gestione dell?acqua contaminata in sito

Come ? noto, negli edifici turbina delle Unit? 1, 2 e 3 ? presente acqua contaminata. Per l?Unit? 2, si ipotizza che si tratti di acqua che ? stata a contatto direttamente con il nocciolo parzialmente fuso, per poi trafilare all?esterno del contenitore primario attraverso una via ancora non individuata. Per le Unit? 1 e 3 la NSC (Nuclear Safety Commission of Japan) sospetta che si tratti di vapore condensato proveniente dal contenimento oppure acqua spruzzata nell?edificio reattore danneggiato per raffreddare il combustibile esaurito. La medesima acqua si ? raccolta anche nelle trincee adiacenti agli edifici turbina 1, 2 e 3 che hanno riportato misure di dose per l?Unit? 1 pari a 0,4 mSv/h e maggiore di 1000 mSv/h per l?Unit? 2. Si ritiene che parte di tale acqua defluisca in mare attraverso una via che si sta cercando di individuare. I provvedimenti in attuazione riguardano il drenaggio dell?acqua dal locale turbina, da inviare nel serbatoio del condensato, e l?individuazione ed eliminazione della perdita in mare.

Per quanto riguarda il primo punto ? stato completato il trasferimento d?acqua dal serbatoio del condensato ai serbatoi d?espansione delle piscine di soppressione che dovrebbe consentire il drenaggio dell?acqua contaminata presente nel basamento delle turbine. A valle di tale operazione, ? in corso ora per le unit? 1-3 il trasferimento di acqua dai serbatoi di accumulo dei condensatori ai serbatoi del condensato.

Un parziale drenaggio delle trincee ? anche stato effettuato riducendone il livello di circa 1 m. Per l?immagazzinamento dell?acqua altamente radioattiva presente nel basamento dell?edifici turbina dell?unit? 2 si sta provvedendo a rendere disponibile i serbatoi di acqua contaminata a bassa attivit?, previo rilascio in mare, autorizzato dal Governo giapponese di circa 10000 tonnellate di tale acqua, gi? presente prima dell?incidente, nell?impianto di trattamento dei rifiuti radioattivi. Inoltre la TEPCO prevede di scaricare 1500 tonnellate di acqua debolmente contaminata dal pozzo di drenaggio degli edifici delle Unit? 5 e 6 per prevenire che eventuali perdite dal pozzo possano danneggiare la strumentazione di sicurezza.

La TEPCO ha stimato che l?impatto previsto per tali provvedimenti sar? di circa 0,6 mSv per un individuo della popolazione che dovesse mangiare tutti i giorni, per un anno, alghe e pesce provenienti dalle vicinanze dell?impianto. Lo scarico al mare dall?impianto di trattamento dei rifiuti radioattivi ? iniziato alle ore 10:00 UTC del 4 aprile, e alle 12:00 UTC quello dal pozzo delle Unit? 5 e 6.

Per quanto riguarda la perdita in mare di acqua contaminata, si ? ipotizzata, come possibile via di perdita, la presenza di falle nel condotto dei cavi elettrici per le pompe di presa dell?acqua di mare. Tuttavia i tentativi di intercettare la perdita tramite iniezione prima di cemento e poi di polimero non hanno avuto finora successo. Si sta ora cercando con un tracciante di individuare eventuali altre falle nei condotti dei cavi per l?alimentazione delle pompe di presa e si stanno comunque anche prendendo in considerazione altre ipotesi.

La TEPCO ha stimato che lo scarico comporterebbe un incremento di dose efficace ad un membro della popolazione pari a 0.6 mSv nel caso in cui lo stesso consumasse per 1 anno ed in modo continuo pesce ed alghe pescati dall?area di scarico.


Dati radiometrici e conseguenze radiologiche

I dati relativi alle misure effettuate fino alle 8:00 del 4 aprile indicano, a circa un chilometro di distanza dalla Centrale, direzione ovest, valori compresi tra i 16,4 e 56,5 microSv/h, mentre a sud dell?edificio principale si registra un valore massimo di 808 microSv/h.

I dati di monitoraggio nelle immediate vicinanze all?esterno del sito di Fukushima Dai-ichi effettuate il 5 aprile indicano valori compresi fra un minimo di 16 microSv/h, misurato a nord dell?impianto, e un massimo di 390 microSv/h, misurato a sud.

Ai confini della zona di evacuazione (20 km) si registra nella giornata del 5 aprile, un?intensit? di dose massima di 58 microSv/h; a 20 km a nord-owest dell?impianto. Le misure di rateo di dose effettuate a circa 24 km a sud dell?impianto hanno rilevato un valore massimo di 5,3 microSv/h.

Con riguardo alle concentrazioni di I-131 e Cs-137 in aria, le misure riferite al 2 aprile, rilevate mediante monitoraggio mobile, indicano concentrazioni massime rispettivamente di 47,3 Bq/m3 e 5,93 Bq/m3 a circa 45 km sud dalla centrale di Fukushima Dai-ichi.

Per quanto riguarda le altre prefetture, i dati del monitoraggio radiometrico, mostrano un generale andamento decrescente a partire dal 23 marzo. Alla data del 4 aprile 2011, in alcune prefetture i valori rilevati risultano comunque superiori alle usuali fluttuazioni del fondo ambientale.

Il grafico, a cui si accede tramite il link ?Radioattivit? ambientale in Giappone? a fondo pagina, mostra l?andamento della radioattivit? ambientale negli ultimi giorni in alcune Prefetture che si trovano in direzione sud dalla centrale; il grafico ? ricavato sulla base dei dati forniti dal Ministero dell?educazione, cultura, scienze e tecnologia del Giappone.

Presso la prefettura di Ibaraki il valore massimo rilevato il giorno 5 aprile ? stato di 0,167 microSv/h, significativamente superiore al fondo ambientale; l?intensit? di dose gamma nella regione di Tokio risulta dello stesso ordine di grandezza del fondo ambientale; valori pi? modesti, anche se in alcuni casi leggermente alterati rispetto al fondo, si rilevano nelle prefetture di Miyagi, Tochigi, Gunma, Saitama e Chiba.

In alcune delle prefetture succitate sono stati rilevati dati afferenti ad altre localit? nelle quali i valori del rateo di dose gamma variano tra 0,7 e 1,3 microSv/h.

I dati di deposizione al suolo sono relativi alle prefetture nelle quali ? stata misurata una concentrazione di Iodio 131 e Cesio 137 superiore alla norma, con l?eccezione della prefettura di Miyagi, per la quale continuano a non essere disponibili informazioni a causa dei danni provocati dal terremoto/tsunami. Il giorno 31 marzo ? stato registrato un picco di deposizione sia di I-131 che di Cs-137 in alcune prefetture: il massimo nella prefettura di Tochigi con 1400 Bq/m2 di I-131 e 500 Bq/m2 di Cs-137; i valori sono rapidamente ritornati a quelli dei giorni precedenti (vedi grafici). Il 2 aprile i valori di deposizione di Iodio 131 rilevati in 7 prefetture oscillavano fra 4 e 95 Bq/m2, mentre per il Cesio 137 i valori oscillano fra 15 e 47 Bq/m2.

Va ricordato che i dati riportati si riferiscono ad una sola stazione di campionamento per ogni prefettura e quindi non ? possibile fare una estrapolazione che possa riferire i valori all?intero territorio della prefettura.

Per quanto riguarda l?acqua marina, tenuto conto che i valori limite di concentrazione stabiliti dalle autorit? giapponesi sono 40 Bq/l per lo Iodio 131 e 90 Bq/l per il Cesio 137, la situazione ? la seguente:

  • Al 4 aprile a 330 metri a sud del canale di scarico delle Unit? 1-4 sono stati registrati valori di concentrazione molto elevati sia di Iodio 131 che di Cesio 137; le misure effettuate hanno evidenziato che per lo Iodio131 il valore misurato ? circa 720 volte pi? elevato rispetto al limite mentre per il cesio la misura ? 130 volte pi? elevata rispetto al livello di riferimento;
  • A 30 metri a nord del canale di scarico delle Unit? 5-6 si registrano valori di concentrazione per lo iodio e per il cesio rispettivamente di 240 e 41 volte pi? elevati rispetto ai livelli di riferimento;
  • In aggiunta ai punti descritti in precedenza, sono stati effettuati campionamenti in altri 3 punti significativi e rispettivamente in corrispondenza del canale di scarico di Daini a 10 km dall?impianto di Daichi, presso la localit? d Iwasawa a 16 km da Daichi e a 15 km al largo della centrale di Daichi; i valori registrati hanno riscontrato un massimo nel primo punto dove il valore di concentrazione di Iodio sono stati di 7 volte superiori al livello di riferimento;
  • In aggiunta agli otto punti di campionamento di acqua marina, posti alla distanza di 30 km dalla costa e distanziati di 10 km l?uno dall?altro, sono state effettuate misure in altri due punti a minore distanza dalla costa (circa 10 km e 20 km dalla costa, e circa 60 km a sud della centrale). Il giorno 4 aprile sono stati rilevati i seguenti valori: a circa 10 km dalla costa 37,5 Bq/l per lo Iodio 131 e 4,75 Bq/l per il Cesio 137, mentre a 30 km il valore massimo misurato ? 18,3 Bq/l per lo Iodio 131 e 10,7 per il Cesio 137.

Radioattivit? negli alimenti e restrizioni

Alla data del 3 aprile le restrizioni dovute alla concentrazione di I-131 nell?acqua potabile sono in vigore solo nel villaggio di Iitate della prefettura di Fukushima e riguardano solo i lattanti.

Il Ministero dell?agricoltura, foreste e pesca del Giappone ha informato la IAEA che in questa stagione, nella maggior parte degli allevamenti il bestiame ? mantenuto al chiuso. Gli animali sono primariamente alimentati con scorte di foraggio secco e grano che, non essendo esposte all?aperto, non risultano contaminate. Sono state fornite, inoltre, indicazioni agli agricoltori sulla necessit? di prevenire la contaminazione dell?acqua utilizzata per l?abbeveraggio.

Il 31 marzo, il Governo ha riportato che la concentrazione di I-131 nelle acque di falda presso l?Unit? 1 della centrale di Fukushima Dai-ichi era di 430000 Bq/l.

Il ministero della Salute del Lavoro e del Welfare ha stabilito di mantenere in atto le restrizioni precedentemente fissate per gli alimenti, senza estenderle ad altri prodotti o ad altre zone del Giappone. Sono quindi in vigore le seguenti restrizioni:

  • Fukushima:
    • distribuzione e consumo di vegetali a foglia larga, rape e latte crudo;
  • Ibaraki:
    • distribuzione di spinaci, Kakina, prezzemolo e latte crudo;
  • Tochigi:
    • distribuzione di spinaci e Kakina;
  • Gunma:
    • distribuzione di spinaci e Kakina.

Esposizione della popolazione

Dai dati diffusi dalla NISA risulta che alla data del 2 aprile presso la prefettura di Fukushima erano state sottoposte a monitoraggio per la contaminazione radioattiva oltre 122613 persone. Per 102 di esse il conteggio ? risultato superiore al livello di intervento di 100000 cpm fissato dalle Autorit? giapponesi: dopo la rimozione degli indumenti contaminati i valori di contaminazione residua misurati sono stati per tutti inferiori al livello di intervento e non sono state ritenute possibili conseguenze sanitarie dannose.

Il 3 aprile la NISA ha riferito circa l?effettuazione del monitoraggio radiometrico della tiroide, eseguito tra il 28 e il 30 marzo, di 946 bambini e ragazzi di et? compresa tra 0 e 15 anni presso il villaggio di Iitate e la citt? di Kawamata. Tutti le misure hanno dato risultati al di sotto dei livelli di intervento stabiliti dalle Autorit?.


Esposizione dei lavoratori

Alla data del 31 marzo 21 lavoratori dell?impianto di Fukushima Dai-ichi risultano aver ricevuto dosi superiori a 100 mSv nel periodo legato all?emergenza: per nessuno di essi ? stato comunque superato il limite di 250 mSv fissato dalle Autorit? giapponesi per gli interventi in emergenza. Come noto, tre lavoratori che operavano nell?edificio turbina per la stesura di cavi hanno riportato dosi elevate di radiazioni agli arti inferiori a seguito dell?esposizione all?acqua contaminata raccoltasi nell?edificio. Per detti lavoratori ? stata stimata una dose compresa tra 2 e 3 Sv alle estremit? degli arti inferiori.

Il 3 aprile ? stato confermato i ritrovamento dei corpi di due lavoratori che il giorno del terremoto stavano operando presso l?Unit? 4 la cui morte non ? dovuta agli effetti delle radiazioni ionizzanti.


Monitoraggio della radioattivit? ambientale in altri paesi europei

In Francia tracce di I-131 continuano ad essere apprezzate su prelievi di particolato atmosferico effettuati tra il 30 marzo e il 4 aprile a concentrazioni variabili tra 0,31 e 0,50 mBq/m3. Misure di iodio, su campioni in forma gassosa, effettuate tra il 29 marzo ed l?1 aprile hanno evidenziato una concentrazione compresa tra 1,70 e 4,10 per mBq/m3. Dall?analisi di 2 campioni di acqua piovana sono stato rivelati quantitativi di I-131 pari a 0,8 e 1,39 Bq/l. Tracce di iodio sono, inoltre, state trovate su gran parte dei 14 campioni effettuati su vegetazione 0,58 e 3,6 Bq/kg per l?erba e tra 0,08 e 0,46 Bq/kg per le verdure a foglia larga per campioni prelevati tra il 28 marzo e 1 aprile e su campioni di latte di capra (0,17-2,1 Bq/l). Per la prima volta, un minimo quantitativo di iodio-131 ? stato rilevato anche su campioni di erba raccolti ai Caraibi (0,8 Bq/kg in Martinica e 0,47 Bq/kg nella Guadalupa). Le attivit? relative a radionuclidi quali cesio 137, cesio 134 e tellurio 132 sono al di sotto dei livelli di rilevabilit?.

In Bulgaria sono state misurate concentrazioni di I-131 in aria tra 0,09 e 0,12 mBq/m3 (Musala 25 marzo) e tra 0,15 e 0,1,92 mBq/m3 (Sofia 25 marzo - 3 aprile). Per la prima volta sono state rilevate tracce di Cs-134 (0,48 mBq/m3) e Cs-137 (0,63 mBq/m3) superiori ai livelli minimi misurabili. ? stata, inoltre, confermata la presenza di I-131 in acqua piovana alla concentrazione di circa 0,37 Bq/l.

In Austria (Vienna) sono state misurate concentrazioni di I-131 in quantitativi compresi tra 0,15 e 1,44 mBq/m3 su particolato atmosferico e per quanto riguarda la forma gassosa valori compresi tra 0,23 e 1,99 mBq/m3. La deposizione al suolo tra il 28 marzo ed il 3 aprile ha evidenziato valori compresi tra 0,9 e 4,1 Bq/m2. Nello stesso periodo, misure di Cs 134 e Cs 137 hanno rilevato valori massimi di concentrazione in aria, sullo stesso campione, pari a 0,124 mBq/m3 per il Cs-134 e 0,144 mBq/m3 per il Cs-137.

In Spagna nel periodo compreso tra il 1 - 3 aprile sono state rilevate concentrazioni di I-131 su particolato atmosferico comprese tra 0,359 e 0,857 mBq/m3 . Per quanto riguarda il Cs-137 i valori misurati oscillano tra 0,046 e 0,089 mBq/m3 mentre per il Cs-134 tra 0,059 e 0,09 mBq/m3. Misure di I-131 in forma gassosa hanno evidenziato valori compresi tra 0,41 e 9,9 mBq/m3.

In Ungheria le misure effettuate nel periodo dal 21 marzo al 4 aprile hanno evidenziato valori della concentrazione di I-131 in aria compresi fra 0,082 e 1,270 mBq/m3 , nello stesso periodo sono state rilevate tracce di Cs134 (0.090 mBq/m3 max) e Cs 137 (0,1 mBq/m3 max).

In Svizzera si ? misurato un valore massimo di I 131 pari a 0,003 mBq/m3 (fino al 29 marzo).

In Romania presso una stazione di rilevamento della radioattivit? ambientale ? stata riscontrata presenza di I-131 con una concentrazione di 3,25 mBq/ m3 su di un campionamento effettuato dal 29 al 30 marzo.

In Grecia le misure effettuate dal 31 marzo 1 aprile hanno evidenziato valori della concentrazione di I-131 in aria compresi fra 0,194 e 0,444 mBq/m3 e tra il 1 aprile e il 2 aprile valori tra 0,060 e 0,365 mBq/m3.


Misure di radioattivit? ambientale in Italia

L?ISPRA e il sistema delle Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell?Ambiente effettuano il monitoraggio della radioattivit? ambientale. Sin dal 12 marzo 2011, l?ISPRA ha richiesto di intensificare le misure di particolato atmosferico allo scopo di monitorare l?andamento di una eventuale presenza di radioattivit? in aria riconducibile all?incidente nella centrale di Fukushima in Giappone. Vengono effettuate misure giornaliere con particolare riguardo alla presenza degli isotopi Iodio 131 e Cesio 137. ? stato anche richiesto di effettuare misure di deposizione al suolo con cadenza settimanale. Sono state programmate anche alcune misure su vegetali a foglia larga e latte al fine di seguire eventuali fenomeni di trasferimento dei radionuclidi nell?ambiente.

I risultati a partire dal 23 marzo e aggiornati alle ultime misure effettuate, hanno evidenziato la presenza di piccole tracce di Iodio 131 variabili tra 0,03 e 1,43 mBq/m3 e, in un campione, piccole tracce di Cesio 137. Alcune misure su campioni di iodio in forma gassosa hanno confermato la presenza di tracce di questo isotopo variabili tra 0,15 e 1,90 mBq/m3. Sono state inoltre rilevate tracce di Iodio 131 nella deposizione al suolo. Le concentrazioni sono in generale accordo con quelle rilevate in altri paesi Europei.

I valori riscontrati non hanno alcuna rilevanza dal punto di vista radiologico e sono tali da non costituire alcun rischio di tipo sanitario.

I risultati delle prime misure effettuate sui vegetali a foglia larga a partire dal 30 marzo, hanno evidenziato piccole tracce di- Iodio131, compresi tra 0,06 e 0,79 Bq/kg. Si evidenzia che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dai regolamenti Euratom ? pari a 2000 Bq/kg; e- Cesio 137, pari rispettivamente a 0,07 e 0,56 Bq/kg. Si evidenzia che al momento non ? possibile correlare direttamente tale presenza di Cesio 137 ai rilasci in atmosfera generati all?incidente in Giappone, sia per la presenza ubiquitaria di Cesio 137 a seguito del fall out degli esperimenti nucleari degli anni 60 che delle ricadute dell?incidente di Chernobyl, nonch? per l?assenza di rilevazione di Cesio 134. Va peraltro tenuto presente che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dai regolamenti Euratom per il Cesio 137 ? pari a 1250 Bq/kg.

I risultati delle prime misure effettuate sul latte a partire dal 30 marzo, hanno evidenziato un valore molto piccolo di concentrazione di Iodio 131 variabili tra 0,40 e 0,69 Bq/l. Si consideri che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dai regolamenti Euratom per lo Iodio 131 nel latte ? pari a 150 Bq/l per gli alimenti per lattanti.

Le concentrazioni sono in generale accordo con quelle rilevate in altri paesi Europei. I valori di concentrazione rilevati con le prime misure nei vegetali a foglia larga e nel latte sono notevolmente inferiori ai livelli massimi ammissibili stabiliti dai regolamenti Euratom.

All?aggiornamento dei dati al 5 aprile si accede tramite il link a fondo pagina da cui si accede anche al grafico dell?andamento delle concentrazioni di I-131 in aria.

Si conferma che, sino ad oggi, la rete automatica di monitoraggio dell?intensit? di dose gamma in aria dell?ISPRA non ha rilevato valori anomali rispetto alle normali fluttuazioni del fondo ambientale locale.

Dislocazione delle stazioni della rete automatica di monitoraggio dell?intensit? di dose gamma in aria dell?ISPRA, con l?indicazione delle medie giornaliere, in nanoGy/h, dei valori misurati dalle 07:00 del 4 aprile alle 07:00 del 5 aprile. Gran parte delle centraline di monitoraggio sono ospitate all?interno dei Comandi Stazione del Corpo Forestale dello Stato. Le misure riportate, che possono variare da un luogo all?altro, derivano dal contributo dei radionuclidi naturali presenti nell?aria e nel suolo, oltre che dalla radiazione cosmica. (Fonte mappa Italia ? Google).


Previsioni meteorologiche nell?area

Le elaborazioni pervenute dal Servizio Meteorologico dell?Aeronautica Militare, per la giornata del 5 aprile, indicano che in quota un ampio promontorio di alta pressione sul Giappone tende a consolidarsi; al suolo la pressione si manterr? alta e livellata di 1024 hpa su tutto il paese. Le previsioni indicano una residua nuvolosit? sulla parte sud ma in miglioramento e sereno o poco nuvoloso sulle altre zone. I venti in quota saranno moderati provenienti dai quadranti settentrionali, con locali rinforzi sulla parte sud dell?isola; i venti al suolo si presenteranno deboli da nord ovest. Per la giornata del 6 aprile, in quota la pressione sar? alta livellata con flusso che tende a divenire zonale mentre al suolo tender? ad un graduale aumento con valori intorno ai 1032 hpa. ? prevista prevalenza di cielo sereno o poco nuvoloso con qualche addensamento sulla parte sud. I venti in quota saranno moderati occidentali sulla parte centra e settentrionale del Giappone; da moderati a forti dai quadranti settentrionali al sud; al suolo venti deboli dai quadranti meridionali in intensificazione.

Per quanto riguarda le mappe di traiettoria, le masse d?aria, a partire dal punto di riferimento, seguono una componente irregolare nei bassi strati atmosferici fino al livello di 700 hPa, per la presenza dell?alta pressione con la circolazione dei venti debole di direzione variabile, mentre il flusso si dirige verso sud tra i 700 e 500 hpa e a quote superiori si dirige verso levante.

(...)
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Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 6 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 2 aprile 2011, estratto, adattato)

Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 6 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 2 aprile 2011, estratto, adattato)

Emergenza nucleare in Giappone, aggiornamento del 6 aprile 2011 (ISPRA, estratto, adattato)


[Fonte: ISPRA, pagina originale completa: <cite cite="http://www.isprambiente.gov.it/site/it-IT/Archivio/Documenti_Home_Page/Documenti/emergenzanuclearegiappone.html">ISPRA: Documenti</cite>. Estratto, adattato.]

Emergenza nucleare in Giappone

L?ISPRA, nell?ambito dei compiti ad esso attribuiti dalla legislazione vigente quale autorit? di controllo per la sicurezza nucleare e la radioprotezione ed organo tecnico di supporto alle autorit? di protezione civile per le emergenze nucleari e radiologiche segue costantemente l?evolversi della situazione in atto presso le centrali nucleari giapponesi a seguito del forte sisma verificatosi nella giornata dell?11 marzo.

Le valutazioni che l? Istituto sta svolgendo si basano sulle informazioni ricevute quale punto di contatto nazionale nell?ambito per i sistemi di scambio rapido d?informazioni predisposti dall?Agenzia Internazionale dell?Energia Atomica in attuazione della Convenzione per la Pronta Notifica d?Incidenti Nucleari.

L?ISPRA ? in continuo contatto con l?Agenzia Internazionale per l?Energia Atomica (IAEA) e con il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Sulla base dei periodici aggiornamenti ricevuti dalla IAEA, si riporta un aggiornamento della situazione presso le centrali di Fukushima Daiichi, Fukushima Daini e Onagawa, come fornito dall?Autorit? di sicurezza nucleare giapponese.


Aggiornamento delle ore 20:00 del 6/4/2011

Stato del sito nucleare

Ripristino delle alimentazioni elettriche normali

Le attivit? di ripristino dell?alimentazione elettrica e la refrigerazione del combustibile presente nei reattori delle unit? 1-3 e nelle piscine delle unit? 1-4 proseguono come nei giorni precedenti.

Le pompe elettriche mobili deputate al raffreddamento degli RPV alimentate dai diesel mobili sono passate sotto alimentazione normale.


Gestione dell?acqua contaminata in sito

Come ? noto, negli edifici turbina delle Unit? 1, 2 e 3 ? presente acqua contaminata. Per l?Unit? 2, si ipotizza che si tratti di acqua che ? stata a contatto direttamente con il nocciolo parzialmente fuso, per poi trafilare all?esterno del contenitore primario attraverso una via ancora non individuata. Per le Unit? 1 e 3 la NSC (Nuclear Safety Commission of Japan) sospetta che si tratti di vapore condensato proveniente dal contenimento oppure acqua spruzzata nell?edificio reattore danneggiato per raffreddare il combustibile esaurito. La medesima acqua si ? raccolta anche nelle trincee adiacenti agli edifici turbina 1, 2 e 3 che hanno riportato misure di dose per l?Unit? 1 pari a 0,4 mSv/h e maggiore di 1000 mSv/h per l?Unit? 2. Si ? certi che parte di tale acqua defluisca in mare attraverso una rottura che verr? descritta di seguito.

I provvedimenti in attuazione si riassumono in due punti; il drenaggio dell?acqua dal locale turbina e dalle trincee e l?eliminazione della perdita in mare.

Per quanto riguarda il primo punto ? stato completato il trasferimento d?acqua dal serbatoio del condensato ai serbatoi d?espansione delle piscine di soppressione che dovrebbe consentire il drenaggio dell?acqua contaminata presente nel basamento delle turbine. A valle di tale operazione, ? in corso ora per le unit? 1-3 il trasferimento di acqua dai serbatoi di accumulo dei condensatori ai serbatoi del condensato.

L?acqua dalle trincee e stata portata in una contenitore ad hoc e ne ? derivato un parziale drenaggio delle stesse, che ha portato ad una riduzione del livello di circa 1 m.

Per quanto riguarda il secondo punto la perdita di acqua contaminata, precedentemente menzionata, si ? riscontrata provenire dalla presenza di falle nel condotto dei cavi elettrici per le pompe di presa dell?acqua di mare dell?Unit? 2. I primi tentativi di intercettare la perdita tramite iniezione di cemento e poi di polimero non hanno avuto successo.

Successivamente, sono stati effettuati dei fori profondi limitrofi alla perdita e mediante l?adozione di liquidi traccianti si ? esclusa la presenza di ulteriori falle nei condotti dei cavi per l?alimentazione delle pompe di presa. Alle 06:07 UTC del 5 aprile, nei fori praticati, ? stato iniettato un agente coagulante (vetro liquido) al fine di tamponare la perdita. Alle 20:38 del 5 Marzo la perdita risultava essere bloccata. I lavori stanno continuando per prevenire altri rilasci in mare.

Per l?immagazzinamento dell?acqua altamente radioattiva presente nel basamento dell?edificio turbina dell?unit? 2 si sta provvedendo a rendere disponibile dei serbatoi liberandoli dell?acqua contaminata a bassa attivit? il cui rilascio in mare ? stato autorizzato dal Governo giapponese. Si tratta di circa 10000 tonnellate di acqua gi? presente prima dell?incidente, nell?impianto di trattamento dei rifiuti radioattivi. Inoltre la TEPCO prevede di scaricare 1500 tonnellate di acqua debolmente contaminata dal pozzo di drenaggio degli edifici delle Unit? 5 e 6 per prevenire che eventuali perdite dal pozzo possano danneggiare la strumentazione di sicurezza. La TEPCO ha stimato che l?impatto previsto per tali provvedimenti sar? di circa 0,6 mSv per un individuo della popolazione che dovesse mangiare tutti i giorni, per un anno, alghe e pesce provenienti dalle vicinanze dell?impianto. Lo scarico al mare dall?impianto di trattamento dei rifiuti radioattivi ? iniziato alle ore 10:00 UTC del 4 aprile, e alle 12:00 UTC quello dal pozzo delle Unit? 5 e 6.


Dati radiometrici e conseguenze radiologiche

I dati relativi alle misure effettuate fino alle 9:00 ora locale del 6 aprile indicano, a circa un chilometro di distanza dai reattori, direzione ovest, valori compresi tra i 49 e i 114 microSv/h, mentre, circa 500 metri a nord-ovest dei reattori , si registra un valore massimo di 740 microSv/h.

I dati di monitoraggio nelle immediate vicinanze all?esterno del sito di Fukushima Dai-ichi effettuate alle 9:00 ora locale del 6 aprile indicano valori compresi fra un minimo di 49 microSv/h, misurato a nord-ovest dei reattori, e un massimo di 299 microSv/h, verso sud.

Ai confini della zona di evacuazione (20 km) si registra nella giornata del 5 aprile, un?intensit? di dose massima di 58 microSv/h; a 20 km a nord-ovest dell?impianto.

Con riguardo alle concentrazioni di I-131 e Cs-137 in aria, non sono pervenuti aggiornamenti significativi rispetto alle misure riferite al 2 aprile, indicanti concentrazioni massime rispettivamente di 47,3 Bq/m3 e 5,93 Bq/m3 a circa 45 km sud dalla centrale di Fukushima Dai-ichi.

Per quanto riguarda le altre prefetture, i dati del monitoraggio radiometrico, mostrano un generale andamento decrescente a partire dal 23 marzo. Alla data del 5 aprile 2011, in alcune prefetture i valori rilevati risultano comunque superiori alle usuali fluttuazioni del fondo ambientale.

Il grafico, a cui si accede tramite il link ?Radioattivit? ambientale in Giappone? a fondo pagina, mostra l?andamento della radioattivit? ambientale negli ultimi giorni in alcune Prefetture che si trovano in direzione sud dalla centrale; il grafico ? ricavato sulla base dei dati forniti dal Ministero dell?educazione, cultura, scienze e tecnologia del Giappone.

Presso la prefettura di Ibaraki il valore massimo rilevato il giorno 5 aprile ? stato di 0,167 microSv/h, significativamente superiore al fondo ambientale; l?intensit? di dose gamma nella regione di Tokio risulta dello stesso ordine di grandezza del fondo ambientale; valori pi? modesti, anche se in alcuni casi leggermente alterati rispetto al fondo, si rilevano nelle prefetture di Miyagi, Tochigi, Gunma, Saitama e Chiba.

In alcune delle prefetture succitate sono stati rilevati dati afferenti ad altre localit? nelle quali i valori del rateo di dose gamma variano tra 0,7 e 1,3 microSv/h.

I dati di deposizione al suolo sono relativi alle prefetture nelle quali ? stata misurata una concentrazione di Iodio 131 e Cesio 137 superiore alla norma, con l?eccezione della prefettura di Miyagi, per la quale continuano a non essere disponibili informazioni a causa dei danni provocati dal terremoto/tsunami. Il giorno 31 marzo ? stato registrato un picco di deposizione sia di I-131 che di Cs-137 in alcune prefetture: il massimo nella prefettura di Tochigi con 1400 Bq/m2 di I-131 e 500 Bq/m2 di Cs-137; i valori sono rapidamente ritornati a quelli dei giorni precedenti (vedi grafici).

Va ricordato che i dati riportati si riferiscono ad una sola stazione di campionamento per ogni prefettura e quindi non ? possibile fare una estrapolazione che possa riferire i valori all?intero territorio della prefettura.


Monitoraggio acqua marina

Per quanto riguarda l?acqua marina, tenuto conto che i valori limite di concentrazione stabiliti dalle autorit? giapponesi sono 40 Bq/l per lo Iodio 131 e 90 Bq/l per il Cesio 137, la situazione ? la seguente:

  • Al 4 aprile a 330 metri a sud del canale di scarico delle Unit? 1-4 sono stati registrati valori di concentrazione molto elevati sia di Iodio 131 che di Cesio 137; le misure effettuate hanno evidenziato che per lo Iodio131 il valore misurato ? circa 1000 volte pi? elevato rispetto al limite mentre per il cesio la misura ? 210 volte pi? elevata rispetto al livello di riferimento;
  • A 30 metri a nord del canale di scarico delle Unit? 5-6 si registrano valori di concentrazione per lo iodio e per il cesio rispettivamente di 130 e 30 volte pi? elevati rispetto ai livelli di riferimento;
  • In aggiunta ai punti descritti in precedenza, sono stati effettuati campionamenti in altri 3 punti significativi e rispettivamente in corrispondenza del canale di scarico di Daini a 10 km dall?impianto di Daichi, presso la localit? d Iwasawa a 16 km da Daichi e a 15 km al largo della centrale di Daichi; i valori registrati hanno riscontrato un massimo nel primo punto dove il valore di concentrazione di Iodio 131 ? risultato essere 14 volte superiore al livello di riferimento;
  • In aggiunta agli otto punti di campionamento di acqua marina, posti alla distanza di 30 km dalla costa e distanziati di 10 km l?uno dall?altro, sono state effettuate misure in altri due punti a minore distanza dalla costa (circa 10 km e 20 km dalla costa, e circa 60 km a sud della centrale). Il giorno 4 aprile sono stati rilevati i seguenti valori: a circa 10 km dalla costa 37,5 Bq/l per lo Iodio 131 e 4,75 Bq/l per il Cesio 137, mentre a 30 km il valore massimo misurato ? 18,3 Bq/l per lo Iodio 131 e 10,7 per il Cesio 137.

Radioattivit? negli alimenti e restrizioni

Alla data del 4 aprile le restrizioni dovute alla concentrazione di I-131 nell?acqua potabile sono in vigore solo nel villaggio di Iitate della prefettura di Fukushima e riguardano solo i lattanti.

Il Ministero dell?agricoltura, foreste e pesca del Giappone ha informato la IAEA che in questa stagione, nella maggior parte degli allevamenti il bestiame ? mantenuto al chiuso. Gli animali sono primariamente alimentati con scorte di foraggio secco e grano che, non essendo esposte all?aperto, non risultano contaminate. Sono state fornite, inoltre, indicazioni agli agricoltori sulla necessit? di prevenire la contaminazione dell?acqua utilizzata per l?abbeveraggio.

Il 31 marzo, il Governo ha riportato che la concentrazione di I-131 nelle acque di falda presso l?Unit? 1 della centrale di Fukushima Dai-ichi era di 430000 Bq/l.

Il ministero della Salute del Lavoro e del Welfare ha stabilito di mantenere in atto le restrizioni precedentemente fissate per gli alimenti, aggiungendo inoltre delle restrizioni ad alcune zone della prefettura di Chiba. Alle 14:00 ora locale del 4 aprile sono quindi in vigore le seguenti restrizioni:

  • Fukushima:
    • distribuzione e consumo di vegetali a foglia larga, Kakina, rape e latte crudo;
  • Ibaraki:
    • distribuzione di spinaci, Kakina, prezzemolo e latte crudo;
  • Tochigi:
    • distribuzione di spinaci e Kakina;
  • Gunma:
    • distribuzione di spinaci e Kakina.
  • Chiba:
    • distribuzione di spinaci, prezzemolo e sedano.

Esposizione della popolazione

Dai dati diffusi dalla NISA risulta che alla data del 2 aprile presso la prefettura di Fukushima erano state sottoposte a monitoraggio per la contaminazione radioattiva oltre 122613 persone. Per 102 di esse il conteggio ? risultato superiore al livello di intervento di 100000 cpm fissato dalle Autorit? giapponesi: dopo la rimozione degli indumenti contaminati i valori di contaminazione residua misurati sono stati per tutti inferiori al livello di intervento e non sono state ritenute possibili conseguenze sanitarie dannose.

Il 3 aprile la NISA ha riferito circa l?effettuazione del monitoraggio radiometrico della tiroide, eseguito tra il 28 e il 30 marzo, di 946 bambini e ragazzi di et? compresa tra 0 e 15 anni presso il villaggio di Iitate e la citt? di Kawamata. Tutte le misure hanno dato risultati al di sotto dei livelli di intervento stabiliti dalle Autorit?.


Esposizione dei lavoratori

Alla data del 4 aprile21 lavoratori dell?impianto di Fukushima Dai-ichi risultano aver ricevuto dosi superiori a 100 mSv nel periodo legato all?emergenza: per nessuno di essi ? stato comunque superato il limite di 250 mSv fissato dalle Autorit? giapponesi per gli interventi in emergenza. Come noto, tre lavoratori che operavano nell?edificio turbina per la stesura di cavi hanno riportato dosi elevate di radiazioni agli arti inferiori a seguito dell?esposizione all?acqua contaminata raccoltasi nell?edificio. Per detti lavoratori ? stata stimata una dose compresa tra 2 e 3 Sv alle estremit? degli arti inferiori.

Il 3 aprile ? stato confermato il ritrovamento dei corpi di due lavoratori che il giorno del terremoto stavano operando presso l?Unit? 4 la cui morte non ? dovuta agli effetti delle radiazioni ionizzanti.


Monitoraggio della radioattivit? ambientale in altri paesi europei

In Francia tracce di I-131 continuano ad essere apprezzate su prelievi di particolato atmosferico effettuati tra il 30 marzo e il 4 aprile a concentrazioni variabili tra 0,31 e 0,50 mBq/m3. Misure di iodio, su campioni in forma gassosa, effettuate tra il 29 marzo ed l?1 aprile hanno evidenziato una concentrazione compresa tra 1,70 e 4,10 per mBq/m3. Dall?analisi di 2 campioni di acqua piovana sono stato rivelati quantitativi di I-131 pari a 0,8 e 1,39 Bq/l. Tracce di iodio sono, inoltre, state trovate su gran parte dei 14 campioni effettuati su vegetazione 0,58 e 3,6 Bq/kg per l?erba e tra 0,08 e 0,46 Bq/kg per le verdure a foglia larga per campioni prelevati tra il 28 marzo e 1 aprile e su campioni di latte di capra (0,17-2,1 Bq/l). Per la prima volta, un minimo quantitativo di iodio-131 ? stato rilevato anche su campioni di erba raccolti nelle Antille (0,8 Bq/kg in Martinica e 0,47 Bq/kg nella Guadalupa). Le attivit? relative a radionuclidi quali cesio 137, cesio 134 e tellurio 132 sono al di sotto dei livelli di rilevabilit?.

In Bulgaria sono state misurate concentrazioni di I-131 in aria tra 0,09 e 0,12 mBq/m3 (Musala 25 marzo) e tra 0,15 e 0,1,92 mBq/m3 (Sofia 25 marzo - 3 aprile). Per la prima volta sono state rilevate tracce di Cs-134 (0,48 mBq/m3) e Cs-137 (0,63 mBq/m3) superiori ai livelli minimi misurabili. ? stata, inoltre, confermata la presenza di I-131 in acqua piovana alla concentrazione di circa 0,37 Bq/l.

In Austria (Vienna) sono state misurate concentrazioni di I-131 in quantitativi compresi tra 0,15 e 1,44 mBq/m3 su particolato atmosferico e per quanto riguarda la forma gassosa valori compresi tra 0,23 e 1,99 mBq/m3. La deposizione al suolo tra il 28 marzo ed il 3 aprile ha evidenziato valori compresi tra 0,9 e 4,1 Bq/m2. Nello stesso periodo, misure di Cs 134 e Cs 137 hanno rilevato valori massimi di concentrazione in aria, sullo stesso campione, pari a 0,124 mBq/m3 per il Cs-134 e 0,144 mBq/m3 per il Cs-137.

In Spagna nel periodo compreso tra il 1 - 3 aprile sono state rilevate concentrazioni di I-131 su particolato atmosferico comprese tra 0,359 e 0,857 mBq/m3 . Per quanto riguarda il Cs-137 i valori misurati oscillano tra 0,046 e 0,089 mBq/m3 mentre per il Cs-134 tra 0,059 e 0,09 mBq/m3. Misure di I-131 in forma gassosa hanno evidenziato valori compresi tra 0,41 e 9,9 mBq/m3.

In Ungheria le misure effettuate nel periodo dal 21 marzo al 4 aprile hanno evidenziato valori della concentrazione di I-131 in aria compresi fra 0,082 e 1,270 mBq/m3 , nello stesso periodo sono state rilevate tracce di Cs134 (0.090 mBq/m3 max) e Cs 137 (0,1 mBq/m3 max).

In Svizzera si ? misurato un valore massimo di I 131 pari a 0,003 mBq/m3 (fino al 29 marzo).

In Romania presso una stazione di rilevamento della radioattivit? ambientale ? stata riscontrata presenza di I-131 con una concentrazione di 3,25 mBq/ m3 su di un campionamento effettuato dal 29 al 30 marzo.

In Grecia le misure effettuate dal 31 marzo 1 aprile hanno evidenziato valori della concentrazione di I-131 in aria compresi fra 0,194 e 0,444 mBq/m3 e tra il 1 aprile e il 2 aprile valori tra 0,060 e 0,365 mBq/m3.


Misure di radioattivit? ambientale in Italia

L?ISPRA e il sistema delle Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell?Ambiente effettuano il monitoraggio della radioattivit? ambientale. Sin dal 12 marzo 2011, l?ISPRA ha richiesto di intensificare le misure di particolato atmosferico allo scopo di monitorare l?andamento di una eventuale presenza di radioattivit? in aria riconducibile all?incidente nella centrale di Fukushima in Giappone. Vengono effettuate misure giornaliere con particolare riguardo alla presenza degli isotopi Iodio 131 e Cesio 137. ? stato anche richiesto di effettuare misure di deposizione al suolo con cadenza settimanale. Sono state programmate anche alcune misure su vegetali a foglia larga e latte al fine di seguire eventuali fenomeni di trasferimento dei radionuclidi nell?ambiente.

I risultati a partire dal 23 marzo e aggiornati alle ultime misure effettuate, hanno evidenziato la presenza in aria di piccole tracce di Iodio 131 variabili tra 0,03 e 1,43 mBq/m3 e di Cesio137 variabili tra 0,008 mBq/m3 e 0,24 mBq/m3. In alcune misure sono stati rilevate tracce di Cesio 134 variabile tra 0,01 mBq/m3 e 0,25 mBq/m3. Nei campioni nei quali sono stati rilevati sia il cesio 137 sia il Cesio 134 la media dei rapporti isotopici tra i due radionuclidi ? di circa 0,8. La presenza di Cesio 134 e il valore del rapporto con il Cesio 137 evidenzia una probabile provenienza legata all?incidente nucleare in Giappone. Alcune misure su campioni di iodio in forma gassosa hanno confermato la presenza di tracce di questo isotopo variabili tra 0,15 e 2,20 mBq/m3. Sono state inoltre rilevate tracce di Iodio 131 nella deposizione al suolo variabile tra 0.001 e 25 Bq/m2. Le concentrazioni sono in generale accordo con quelle rilevate in altri paesi Europei.

I valori riscontrati non hanno alcuna rilevanza dal punto di vista radiologico e sono tali da non costituire alcun rischio di tipo sanitario.

I risultati delle prime misure effettuate sui vegetali a foglia larga a partire dal 30 marzo, hanno evidenziato piccole tracce di

  • Iodio131, compresi tra 0,06 e 0,79 Bq/kg. Si evidenzia che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dai regolamenti Euratom ? pari a 2000 Bq/kg;
  • Cesio 137, tra 0,07 Bq/kg e 0,66 Bq/kg. Si evidenzia che al momento non ? possibile correlare direttamente, sulla base di queste misure, tale presenza di Cesio 137 ai rilasci in atmosfera generati all?incidente in Giappone, sia per la presenza ubiquitaria di Cesio 137 a seguito del fall out degli esperimenti nucleari degli anni 60 che delle ricadute dell?incidente di Chernobyl, nonch? per l?assenza di rilevazione di Cesio 134. Va peraltro tenuto presente che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dai regolamenti Euratom per il Cesio 137 ? pari a 1250 Bq/kg.
I risultati delle prime misure effettuate sul latte a partire dal 30 marzo, hanno evidenziato un valore molto piccolo di concentrazione di Iodio 131 variabili tra 0,40 e 1,20 Bq/l. Si consideri che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dai regolamenti Euratom per lo Iodio 131 nel latte ? pari a 150 Bq/l per gli alimenti per lattanti.

Le concentrazioni sono in generale accordo con quelle rilevate in altri paesi Europei. I valori di concentrazione rilevati con le prime misure nei vegetali a foglia larga e nel latte sono notevolmente inferiori ai livelli massimi ammissibili stabiliti dai regolamenti Euratom.

All?aggiornamento dei dati al 6 aprile si accede tramite i collegamenti a fondo pagina da cui si accede anche al grafico dell?andamento delle concentrazioni di I-131 in aria.

Si conferma che, sino ad oggi, la rete automatica di monitoraggio dell?intensit? di dose gamma in aria dell?ISPRA non ha rilevato valori anomali rispetto alle normali fluttuazioni del fondo ambientale locale.

Dislocazione delle stazioni della rete automatica di monitoraggio dell?intensit? di dose gamma in aria dell?ISPRA, con l?indicazione delle medie giornaliere, in nanoGy/h, dei valori misurati dalle 07:00 del 5 aprile alle 07:00 del 6 aprile. Gran parte delle centraline di monitoraggio sono ospitate all?interno dei Comandi Stazione del Corpo Forestale dello Stato. Le misure riportate, che possono variare da un luogo all?altro, derivano dal contributo dei radionuclidi naturali presenti nell?aria e nel suolo, oltre che dalla radiazione cosmica. (Fonte mappa Italia ? Google).


Previsioni meteorologiche nell?area).

Le elaborazioni pervenute dal Servizio Meteorologico dell?Aeronautica Militare, per la giornata del 6 aprile, indicano che in quota il Promontorio di alta pressione presente sul Giappone tende a spostarsi lentamente verso est; al suolo l?area di Pressione alta e livellata presente su tutto il paese andr? gradualmente attenuandosi dalla notte. Le previsioni indicano sereno o poco nuvoloso ma con tendenza ad aumento della nuvolosit? medio-alta nel corso della giornata ad iniziare dal giappone meridionale. In quota i venti da Deboli a Moderati in prevalenza occidentali, ma in intensificazione nella seconda parte della giornata; al suolo i venti inizialmente deboli variabili ma in rotazione a sud-ovest e in intensificazione nel corso della giornata.

Per la giornata del 7 aprile, in quota il promontorio di alta pressione tende a lasciare spazio a un flusso di correnti occidentali in seno al quale viaggia aria pi? umida ed instabile; al suolo la pressione ? in graduale diminuzione per l?approssimarsi di una perturbazione frontale. Si prevede un cielo parzialmente nuvoloso ma con nubi in deciso aumento e possibilit?, dal pomeriggio, a precipitazioni sparse sul settore meridionale e su Hokkaido, in successiva estensione a tutte le coste occidentali. In quota i venti saranno moderati occidentali ma tendenti a divenire forti sud-occidentali e al suolo si mostreranno moderati da sud sud-ovest ma in ulteriore intensificazione; tendenti a divenire forti lungo le coste.

Per quanto riguarda le mappe di traiettoria, le masse d?aria, a partire dal punto di riferimento, seguono una componente verso nord-est nei medio-bassi strati atmosferici fino al livello di 600 hPa, mentre il flusso si dirige in prevalenza verso est al di sopra dei 500 HPa.

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Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 6 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 2 aprile 2011, estratto, adattato)

Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 6 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 2 aprile 2011, estratto, adattato)

Emergenza nucleare in Giappone, aggiornamento del 7 aprile 2011 (ISPRA, estratto, adattato)


[Fonte: ISPRA, pagina originale completa: <cite cite="http://www.isprambiente.gov.it/site/it-IT/Archivio/Documenti_Home_Page/Documenti/emergenzanuclearegiappone.html">ISPRA: Documenti</cite>. Estratto, adattato.]

Emergenza nucleare in Giappone

L?ISPRA, nell?ambito dei compiti ad esso attribuiti dalla legislazione vigente quale autorit? di controllo per la sicurezza nucleare e la radioprotezione ed organo tecnico di supporto alle autorit? di protezione civile per le emergenze nucleari e radiologiche segue costantemente l?evolversi della situazione in atto presso le centrali nucleari giapponesi a seguito del forte sisma verificatosi nella giornata dell?11 marzo.

Le valutazioni che l? Istituto sta svolgendo si basano sulle informazioni ricevute quale punto di contatto nazionale nell?ambito per i sistemi di scambio rapido d?informazioni predisposti dall?Agenzia Internazionale dell?Energia Atomica in attuazione della Convenzione per la Pronta Notifica d?Incidenti Nucleari.

L?ISPRA ? in continuo contatto con l?Agenzia Internazionale per l?Energia Atomica (IAEA) e con il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sulla base dei periodici aggiornamenti ricevuti dalla IAEA, si riporta un aggiornamento della situazione presso le centrali di Fukushima Daiichi, Fukushima Daini e Onagawa, come fornito dall?Autorit? di sicurezza nucleare giapponese.


Aggiornamento delle ore 20:00 del 7 aprile 2011

Stato del sito nucleare

Ripristino delle alimentazioni elettriche normali

Le attivit? di ripristino dell?alimentazione elettrica e la refrigerazione del combustibile presente nei reattori delle unit? 1-3 e nelle piscine delle unit? 1-4 proseguono come nei giorni precedenti.

Permane stabile la situazione dei livelli di acqua nel nocciolo nelle Unit? 1, 2 e 3 con met? circa del combustibile scoperto.

La pressione nel vessel dell?Unit? 1 ? in lieve aumento e stabile per le Unit? 2 e 3.

Le pompe elettriche mobili deputate al raffreddamento dell?RPV, alimentate dai diesel mobili, sono passate sotto alimentazione normale.

Le Unit? 5 e 6 restano in condizioni di arresto a freddo con i sistemi di impianto alimentati dalla rete elettrica esterna.


Prevenzione della deflagrazione da idrogeno

La TEPCO, in data 6 aprile, ha pianificato la iniezione di azoto nel contenitore primario (PCV) dell?Unit? 1. Tale operazione autorizzata ? stata avviata alle ore 13:30 UTC e completata alle ore 16:00 UTC. Questa scelta deriva dalla ipotesi che una perdita di idrogeno generatosi nel vessel si accumuli nel PCV. L?iniezione di azoto intende prevenire la possibile combustione dell?idrogeno. Si prevede di iniettare azoto successivamente anche alle Unit? 2 e 3.


Gestione dell?acqua contaminata in sito

Come ? noto, negli edifici turbina delle Unit? 1, 2 e 3 ? presente acqua contaminata. Per l?Unit? 2 si ipotizza che si tratti di acqua che ? stata a contatto direttamente con il nocciolo parzialmente fuso, per poi trafilare all?esterno del contenitore primario attraverso una via ancora non individuata. Per le Unit? 1 e 3 la NSC (Nuclear Safety Commission of Japan) sospetta che si tratti di vapore condensato proveniente dal contenimento oppure acqua spruzzata nell?edificio reattore danneggiato per raffreddare il combustibile esaurito. La medesima acqua si ? raccolta anche nelle trincee adiacenti agli edifici turbina 1, 2 e 3 che hanno riportato misure di dose per l?Unit? 1 pari a 0,4 mSv/h e maggiore di 1000 mSv/h per l?Unit? 2. Si ? certi che parte di tale acqua defluiva in mare attraverso una rottura che viene descritta di seguito.

I provvedimenti in attuazione si riassumono in due punti; il drenaggio dell?acqua dal locale turbina e dalle trincee e l?eliminazione della perdita in mare.

Per quanto riguarda il primo punto ? stato completato il trasferimento d?acqua dal serbatoio del condensato ai serbatoi d?espansione delle piscine di soppressione che dovrebbe consentire il drenaggio dell?acqua contaminata presente nel basamento delle turbine. A valle di tale operazione, ? in corso per le unit? 1-3 il trasferimento di acqua dai serbatoi di accumulo dei condensatori ai serbatoi del condensato. L?acqua dalle trincee ? stata trasferita in una contenitore ad hoc permettendo cos? un parziale drenaggio delle stesse, ottenendo una riduzione del livello di circa 1 m.

Per quanto riguarda il secondo punto, si ? riscontrato che la perdita di acqua contaminata, precedentemente menzionata, sia dovuta alla presenza di una falla nel condotto dei cavi elettrici delle pompe di presa dell?acqua di mare dell?Unit? 2, deputate all?alimentazione del condensatore e del sistema RHR (Residual Heat Removal). I condotti elettrici sono disposti secondo un reticolo a matrice quadrata formato da tubi nei quali scorrono i cavi elettrici. Il condotto cavi cos? formato ? alloggiato sopra un letto di ghiaia all?interno di una trincea che dai tre pozzetti ispezionabili al fianco della pump room portano alla base dell?edificio turbina.

L?allagamento del basamento dell?edificio turbina e delle trincee adiacenti, congiuntamente ai danni arrecati dal terremoto ai pozzetti di ispezione delle trincee e al condotto cavi elettrici sopra citati, ha permesso all?acqua di insinuarsi nei condotti stessi e di giungere fino al punto di rottura all?esterno, in prossimit? della pump room. Da qui l?acqua ? defluita seguendo quel percorso preferenziale che proprio la ghiaia posta alla base del condotto cavi forma all?interno della trincea.

Analizzando la falla, si ? ipotizzato che l?acqua passasse al di sotto del condotto cavi elettrici, all?interno dei pozzetti di ispezione adiacenti alla pump room. Sono state, quindi, effettuate una prima colata di cemento e una seconda utilizzando un polimero, entrambe non senza ottenere il risultato atteso.

Si ? quindi ipotizzato che l?immissione di acqua in mare derivasse da acqua che defluiva al di sotto della base del pozzetto. Di conseguenza sono stati realizzati dei fori di maggiore profondit? disposti diagonalmente sino a raggiungere la parte inferiore del basamento del pozzetto. ? stato utilizzato un tracciante che ha verificato l?assenza di ulteriori vie di dispersione. Nei fori, quindi, sono state eseguite iniezioni con vetro liquido che hanno bloccato alle ore 20.38 UTC del 5 Aprile la perdita in questione. I lavori stanno continuando per prevenire altri rilasci in mare.

Per l?immagazzinamento dell?acqua altamente radioattiva presente nel basamento dell?edificio turbina dell?unit? 2 si sta provvedendo a rendere disponibile dei serbatoi liberandoli dell?acqua contaminata a bassa attivit? il cui rilascio in mare ? stato autorizzato dal Governo giapponese. Si tratta di circa 10000 tonnellate di acqua gi? presente prima dell?incidente, nell?impianto di trattamento dei rifiuti radioattivi. Inoltre la TEPCO prevede di scaricare 1500 tonnellate di acqua debolmente contaminata dal pozzo di drenaggio degli edifici delle Unit? 5 e 6 per prevenire che eventuali perdite dal pozzo possano danneggiare la strumentazione di sicurezza. La TEPCO ha stimato che l?impatto previsto per tali provvedimenti sar? di circa 0,6 mSv per un individuo della popolazione che dovesse mangiare tutti i giorni, per un anno, alghe e pesce provenienti dalle vicinanze dell?impianto. Lo scarico al mare dall?impianto di trattamento dei rifiuti radioattivi ? iniziato alle ore 10:00 UTC del 4 aprile, e alle 12:00 UTC quello dal pozzo delle Unit? 5 e 6.


Dati radiometrici e conseguenze radiologiche

I dati relativi alle misure effettuate fino alle 15 ora locale del 7 aprile indicano, a circa un chilometro di distanza dai reattori, direzione ovest, valori compresi tra i 48 e i 114 microSv/h, mentre, circa 500 metri a nord-ovest dei reattori , si registra un valore massimo di 711 microSv/h.

Ai confini della zona di evacuazione (20 km) si registra nella giornata del 5 aprile, un?intensit? di dose massima di 59 microSv/h; a 20 km a nord-ovest dell?impianto.

Con riguardo alle concentrazioni di I-131 e Cs-137 in aria, gli ultimi aggiornamenti riportano a 20 km a Nord-Owest concentrazioni massime rispettivamente di 2,3 Bq/m3 e 0,94 Bq/m3.

Per quanto riguarda le altre prefetture, i dati del monitoraggio radiometrico, mostrano un generale andamento decrescente a partire dal 23 marzo. Alla data del 6 aprile 2011, in alcune prefetture i valori rilevati risultano comunque superiori alle usuali fluttuazioni del fondo ambientale.

(...)

Presso la prefettura di Ibaraki il valore massimo rilevato il giorno 6 aprile ? stato di 0,163 microSv/h, significativamente superiore al fondo ambientale; l?intensit? di dose gamma nella regione di Tokio risulta dello stesso ordine di grandezza del fondo ambientale; valori pi? modesti, anche se in alcuni casi leggermente alterati rispetto al fondo, si rilevano nelle prefetture di Miyagi, Tochigi, Gunma, Saitama e Chiba.

In alcune delle prefetture succitate sono stati rilevati dati afferenti ad altre localit? nelle quali i valori del rateo di dose gamma variano tra 0,8 e 1,3 microSv/h.

I dati di deposizione al suolo sono relativi alle prefetture nelle quali ? stata misurata una concentrazione di Iodio 131 e Cesio 137 superiore alla norma, con l?eccezione della prefettura di Miyagi, per la quale continuano a non essere disponibili informazioni a causa dei danni provocati dal terremoto/tsunami. Il giorno 31 marzo ? stato registrato un picco di deposizione sia di I-131 che di Cs-137 in alcune prefetture: il massimo nella prefettura di Tochigi con 1400 Bq/m2 di I-131 e 500 Bq/m2 di Cs-137; i valori sono rapidamente ritornati a quelli dei giorni precedenti (vedi grafici).

Il MEXT riporta che al 6 aprile in 4 prefetture ? stata misurata una deposizione di Iodio131 in un range variabile tra 3,4 e 10 Bq/m2 mentre in 6 prefetture ? stato rilevato del Cesio137 con valori variabili tra 4,9 e 19 Bq/m2.

Va ricordato che i dati riportati si riferiscono ad una sola stazione di campionamento per ogni prefettura e quindi non ? possibile fare una estrapolazione che possa riferire i valori all?intero territorio della prefettura.


Monitoraggio acqua marina

Per quanto riguarda l?acqua marina, tenuto conto che i valori limite di concentrazione stabiliti dalle autorit? giapponesi sono 40 Bq/l per lo Iodio 131 e 90 Bq/l per il Cesio 137, la situazione ? la seguente:

  • Al 5 aprile a 330 metri a sud del canale di scarico delle Unit? 1-4 sono stati registrati valori di concentrazione molto elevati sia di Iodio 131 che di Cesio 137; le misure effettuate hanno evidenziato che per lo Iodio131 il valore misurato ? circa 400 volte pi? elevato rispetto al limite, mentre per il cesio la misura ? 207 volte pi? elevata rispetto al livello di riferimento;
  • A 30 metri a nord del canale di scarico delle Unit? 5-6 si registrano valori di concentrazione per lo iodio e per il cesio rispettivamente di 600 e 360 volte pi? elevati rispetto ai livelli di riferimento e sicuramente dovuti allo scarico di acqua contaminata dall?edificio del reattore 2 ad oggi risolta;
  • In aggiunta ai punti descritti in precedenza, sono stati effettuati campionamenti in altri 8 punti significativi e rispettivamente in corrispondenza del canale di scarico di Daini a 10 km dall?impianto di Daichi, presso la localit? d Iwasawa a 16 km da Daichi, a 15 km al largo della centrale di Daichi e della centrale di Daiini, a 15 km al largo di Iwasawa, a 15 da Hirono Town, a 15 km da Minami Soma City e infine a 15 km da Ukedogawa River; i valori registrati hanno riscontrato un massimo nel secondo punto dove il valore di concentrazione di Iodio 131 ? risultato essere 93 volte superiore al livello di riferimento mentre per il Cs134/Cs137 il valore di misurato ? stato di 39 volte pi? elevato rispetto al livello di riferimento. Per i punti situati a 15 km dalla costa il valore maggiore si ? riscontrato a 15 km da Iwasawa dove per Iodio e Cesio i superamenti sono stati di 4,5 e 8,8 del valore di riferimento rispettivamente;
  • In aggiunta agli otto punti di campionamento di acqua marina, posti alla distanza di 30 km dalla costa e distanziati di 10 km l?uno dall?altro, sono state effettuate misure in altri due punti a minore distanza dalla costa (circa 10 km e 20 km dalla costa, e circa 60 km a sud della centrale). Il giorno 6 aprile sono stati rilevati i seguenti valori: a circa 30 km dalla costa 66,1 Bq/l per lo Iodio 131 e 38,5 Bq/l per il Cesio 137.

Radioattivit? negli alimenti e restrizioni

Alla data del 4 aprile le restrizioni dovute alla concentrazione di I-131 nell?acqua potabile sono in vigore solo nel villaggio di Iitate della prefettura di Fukushima e riguardano solo i lattanti.

Il Ministero dell?agricoltura, foreste e pesca del Giappone ha informato la IAEA che in questa stagione, nella maggior parte degli allevamenti il bestiame ? mantenuto al chiuso. Gli animali sono primariamente alimentati con scorte di foraggio secco e grano che, non essendo esposte all?aperto, non risultano contaminate. Sono state fornite, inoltre, indicazioni agli agricoltori sulla necessit? di prevenire la contaminazione dell?acqua utilizzata per l?abbeveraggio.

Il 31 marzo, il Governo ha riportato che la concentrazione di I-131 nelle acque di falda presso l?Unit? 1 della centrale di Fukushima Dai-ichi era di 430000 Bq/l.

Il ministero della Salute del Lavoro e del Welfare ha stabilito di mantenere in atto le restrizioni precedentemente fissate per gli alimenti, aggiungendo inoltre delle restrizioni ad alcune zone della prefettura di Chiba. Alle 14:00 ora locale del 4 aprile sono quindi in vigore le seguenti restrizioni:

  • Fukushima:
    • distribuzione e consumo di vegetali a foglia larga, Kakina, rape e latte crudo;
  • Ibaraki:
    • distribuzione di spinaci, Kakina, prezzemolo e latte crudo;
  • Tochigi:
    • distribuzione di spinaci e Kakina;
  • Gunma:
    • distribuzione di spinaci e Kakina.
  • Chiba:
    • distribuzione di spinaci, prezzemolo e sedano.
Sono stati resi noti i risultati delle misure effettuate su 40 campioni di differenti variet? di cibo (frutta, uova, pollo pesce) prelevati in 8 prefetture tra il 24 marzo e il 4 aprile; tutti i campioni hanno mostrato valori di Cesio e iodio al di sotto dei limiti stabiliti dalle autorit? giapponesi tranne 1 campione di pesce prelevato il 4 aprile nella prefettura di Ibaraki che ha mostrato un valore di Cs134/Cs137 leggermente superiore ai limiti di legge.

In relazione a quanto detto il governo ha emanato un regolamento provvisorio che stabilisce a 2000 Bq/kg il limite di I131 nel pesce.


Esposizione della popolazione

Dai dati diffusi dalla NISA risulta che alla data del 2 aprile presso la prefettura di Fukushima erano state sottoposte a monitoraggio per la contaminazione radioattiva oltre 122613 persone. Per 102 di esse il conteggio ? risultato superiore al livello di intervento di 100000 cpm fissato dalle Autorit? giapponesi: dopo la rimozione degli indumenti contaminati i valori di contaminazione residua misurati sono stati per tutti inferiori al livello di intervento e non sono state ritenute possibili conseguenze sanitarie dannose.

Il 3 aprile la NISA ha riferito circa l?effettuazione del monitoraggio radiometrico della tiroide, eseguito tra il 28 e il 30 marzo, di 946 bambini e ragazzi di et? compresa tra 0 e 15 anni presso il villaggio di Iitate e la citt? di Kawamata. Tutte le misure hanno dato risultati al di sotto dei livelli di intervento stabiliti dalle Autorit? e fissati a 0.2 microSv/h.


Esposizione dei lavoratori

Alla data del 4 aprile21 lavoratori dell?impianto di Fukushima Dai-ichi risultano aver ricevuto dosi superiori a 100 mSv nel periodo legato all?emergenza: per nessuno di essi ? stato comunque superato il limite di 250 mSv fissato dalle Autorit? giapponesi per gli interventi in emergenza. Come noto, tre lavoratori che operavano nell?edificio turbina per la stesura di cavi hanno riportato dosi elevate di radiazioni agli arti inferiori a seguito dell?esposizione all?acqua contaminata raccoltasi nell?edificio. Per detti lavoratori ? stata stimata una dose compresa tra 2 e 3 Sv alle estremit? degli arti inferiori.

Il 3 aprile ? stato confermato il ritrovamento dei corpi di due lavoratori che il giorno del terremoto stavano operando presso l?Unit? 4 la cui morte non ? dovuta agli effetti delle radiazioni ionizzanti.


Monitoraggio della radioattivit? ambientale in altri paesi europei

In Spagna nel periodo compreso tra il 3 - 5 aprile sono state rilevate concentrazioni di I-131 su particolato atmosferico comprese tra 0,19 e 0,40 mBq/m3 . Per quanto riguarda il Cs-137 i valori misurati oscillano tra 0,038 e 0,075 mBq/m3 mentre per il Cs-134 tra 0,031 e 0,082 mBq/m3. Misure di I-131 in forma gassosa hanno evidenziato valori compresi tra 1,81 e 2,9 mBq/m3. Le analisi effettuate sull?acqua piovana il 3 aprile hanno fornito valori di concentrazione di I-131 di circa 0,73 Bq/l, mentre quelle relative al Cs-134 e al Cs 137 sono state inferiori a 0,19 Bq/l.

In Irlanda nel periodo compreso tra il 3 - 5 aprile sono state rilevate concentrazioni di I-131 su particolato atmosferico comprese tra 0,229 e 0,442 mBq/m3 . Per quanto riguarda il Cs-137 ed il Cs-134 i valori di concentrazione in aria sono stati compresi tra 0,045 e 0,138 mBq/m3 per il Cs-137 e tra 0,042 e 0,128 mBq/m3 per il Cs-134. Nei campioni di acqua piovana non sono state rilevate tracce di Cesio nel periodo di campionamento compreso tra il 22 marzo ed il 4 aprile, invece le I-131 ha raggiunto valori di 2,6 Bq/l. In occasione dell?emergenza dovuta alla situazione in Giappone sono stati intensificati i controlli sul latte. Tra il 24 marzo ed il 4 aprile i valori di I-131 rilevati sono stati compresi tra 0,13 e 0,19 Bq/l.

In Francia tracce di I-131 continuano ad essere apprezzate su prelievi di particolato atmosferico effettuati tra il 30 marzo e il 4 aprile a concentrazioni variabili tra 0,31 e 0,50 mBq/m3. Misure di iodio, su campioni in forma gassosa, effettuate tra il 29 marzo ed l?1 aprile hanno evidenziato una concentrazione compresa tra 1,70 e 4,10 per mBq/m3. Dall?analisi di 2 campioni di acqua piovana sono stato rivelati quantitativi di I-131 pari a 0,8 e 1,39 Bq/l. Tracce di iodio sono, inoltre, state trovate su gran parte dei 14 campioni effettuati su vegetazione 0,58 e 3,6 Bq/kg per l?erba e tra 0,08 e 0,46 Bq/kg per le verdure a foglia larga per campioni prelevati tra il 28 marzo e 1 aprile e su campioni di latte di capra (0,17-2,1 Bq/l). Per la prima volta, un minimo quantitativo di iodio-131 ? stato rilevato anche su campioni di erba raccolti nelle Antille (0,8 Bq/kg in Martinica e 0,47 Bq/kg nella Guadalupa). Le attivit? relative a radionuclidi quali cesio 137, cesio 134 e tellurio 132 sono al di sotto dei livelli di rilevabilit?.

In Bulgaria sono state misurate concentrazioni di I-131 in aria tra 0,09 e 0,12 mBq/m3 (Musala 25 marzo) e tra 0,15 e 0,1,92 mBq/m3 (Sofia 25 marzo - 3 aprile). Per la prima volta sono state rilevate tracce di Cs-134 (0,48 mBq/m3) e Cs-137 (0,63 mBq/m3) superiori ai livelli minimi misurabili. ? stata, inoltre, confermata la presenza di I-131 in acqua piovana alla concentrazione di circa 0,37 Bq/l.

In Austria (Vienna) sono state misurate concentrazioni di I-131 in quantitativi compresi tra 0,15 e 1,44 mBq/m3 su particolato atmosferico e per quanto riguarda la forma gassosa valori compresi tra 0,23 e 1,99 mBq/m3. La deposizione al suolo tra il 28 marzo ed il 3 aprile ha evidenziato valori compresi tra 0,9 e 4,1 Bq/m2. Nello stesso periodo, misure di Cs 134 e Cs 137 hanno rilevato valori massimi di concentrazione in aria, sullo stesso campione, pari a 0,124 mBq/m3 per il Cs-134 e 0,144 mBq/m3 per il Cs-137.

In Ungheria le misure effettuate nel periodo dal 21 marzo al 4 aprile hanno evidenziato valori della concentrazione di I-131 in aria compresi fra 0,082 e 1,270 mBq/m3 , nello stesso periodo sono state rilevate tracce di Cs134 (0.090 mBq/m3 max) e Cs 137 (0,1 mBq/m3 max).

In Svizzera si ? misurato un valore massimo di I 131 pari a 0,003 mBq/m3 (fino al 29 marzo).

In Romania presso una stazione di rilevamento della radioattivit? ambientale ? stata riscontrata presenza di I-131 con una concentrazione di 3,25 mBq/ m3 su di un campionamento effettuato dal 29 al 30 marzo.

In Grecia le misure effettuate dal 31 marzo 1 aprile hanno evidenziato valori della concentrazione di I-131 in aria compresi fra 0,194 e 0,444 mBq/m3 e tra il 1 aprile e il 2 aprile valori tra 0,060 e 0,365 mBq/m3.


Misure di radioattivit? ambientale in Italia

L?ISPRA e il sistema delle Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell?Ambiente effettuano il monitoraggio della radioattivit? ambientale. Sin dal 12 marzo 2011, l?ISPRA ha richiesto di intensificare le misure di particolato atmosferico allo scopo di monitorare l?andamento di una eventuale presenza di radioattivit? in aria riconducibile all?incidente nella centrale di Fukushima in Giappone. Vengono effettuate misure giornaliere con particolare riguardo alla presenza degli isotopi Iodio 131 e Cesio 137. ? stato anche richiesto di effettuare misure di deposizione al suolo con cadenza settimanale. Sono state programmate anche alcune misure su vegetali a foglia larga e latte al fine di seguire eventuali fenomeni di trasferimento dei radionuclidi nell?ambiente.

I risultati a partire dal 23 marzo e aggiornati alle ultime misure effettuate, hanno evidenziato la presenza in aria di piccole tracce di Iodio 131 variabili tra 0,03 e 1,43 mBq/m3 e di Cesio137 variabili tra 0,008 mBq/m3 e 0,24 mBq/m3. In alcune misure sono stati rilevate tracce di Cesio 134 variabile tra 0,01 mBq/m3 e 0,25 mBq/m3. Nei campioni nei quali sono stati rilevati sia il cesio 137 sia il Cesio 134 la media dei rapporti isotopici tra i due radionuclidi ? di circa 0,8. La presenza di Cesio 134 e il valore del rapporto con il Cesio 137 evidenzia una probabile provenienza legata all?incidente nucleare in Giappone.

Alcune misure su campioni di iodio in forma gassosa hanno confermato la presenza di tracce di questo isotopo variabili tra 0,15 e 2,20 mBq/m3.

Sono state inoltre rilevate tracce di Iodio 131 nella deposizione al suolo variabile tra 0.001 e 25 Bq/m2. Le concentrazioni sono in generale accordo con quelle rilevate in altri paesi Europei.

I valori riscontrati non hanno alcuna rilevanza dal punto di vista radiologico e sono tali da non costituire alcun rischio di tipo sanitario.

I risultati delle prime misure effettuate sui vegetali a foglia larga a partire dal 30 marzo, hanno evidenziato piccole tracce di:

  • Iodio131, compresi tra 0,06 e 0,80 Bq/kg.
    • Si evidenzia che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dai regolamenti Euratom ? pari a 2000 Bq/kg;
  • Cesio 137, tra 0,07 Bq/kg e 0,66 Bq/kg.
    • Si evidenzia che al momento non ? possibile correlare direttamente, sulla base di queste misure, tale presenza di Cesio 137 ai rilasci in atmosfera generati all?incidente in Giappone, sia per la presenza ubiquitaria di Cesio 137 a seguito del fall out degli esperimenti nucleari degli anni 60 che delle ricadute dell?incidente di Chernobyl, nonch? per l?assenza di rilevazione di Cesio 134. Va peraltro tenuto presente che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dai regolamenti Euratom per il Cesio 137 ? pari a 1250 Bq/kg.
Sono state, inoltre, effettuate misure su campioni di foraggio che hanno evidenziato, in alcuni casi, la presenza di I-131 tra 0,49 e 2,8 Bq/kg e di Cs-137 variabile tra 0,40 e 15,8 Bq/kg. Anche per queste misurazioni non ? stata rilevata la presenza di Cs-134.

I risultati delle prime misure effettuate sul latte a partire dal 30 marzo, hanno evidenziato un valore molto piccolo di concentrazione di Iodio 131 variabili tra 0,30 e 1,20 Bq/l. Si consideri che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dai regolamenti Euratom per lo Iodio 131 nel latte ? pari a 150 Bq/l per gli alimenti per lattanti.

Le concentrazioni sono in generale accordo con quelle rilevate in altri paesi Europei. I valori di concentrazione rilevati con le prime misure nei vegetali a foglia larga e nel latte sono notevolmente inferiori ai livelli massimi ammissibili stabiliti dai regolamenti Euratom.

(...)

Si conferma che, sino ad oggi, la rete automatica di monitoraggio dell?intensit? di dose gamma in aria dell?ISPRA non ha rilevato valori anomali rispetto alle normali fluttuazioni del fondo ambientale locale.

(...)


Previsioni meteorologiche nell?area

Le elaborazioni pervenute dal Servizio Meteorologico dell?Aeronautica Militare, per la giornata del 7 aprile, indicano che in quota il promontorio di alta pressione presente sul Giappone si sposta lentamente verso est; al suolo, l?area di pressione alta e livellata presente su tutto il paese, andr? gradualmente attenuandosi. per l?avvicinarsi di un sistema nuvoloso. Le previsioni indicano cielo poco nuvoloso, con aumento della nuvolosit? medio-alta nel corso della giornata ad iniziare dal Giappone settentrionale e centrale, con deboli piogge serali. In quota i venti saranno moderati in prevalenza occidentali, ma in intensificazione nella seconda parte della giornata; al suolo i venti inizialmente deboli da sud-ovest , in intensificazione nel corso della giornata.

Per la giornata dell?8 aprile, in quota il promontorio di alta pressione tende a lasciare spazio a un flusso di correnti occidentali in seno al quale viaggia aria umida ed instabile; al suolo la pressione ? in diminuzione per l?approssimarsi di una perturbazione frontale. Le previsioni danno tempo irregolarmente nuvoloso, con nubi in aumento e precipitazioni sparse sul settore settentrionale, in successiva estensione a tutte le coste occidentali. I venti in quota saranno moderati sud-occidentali, tendenti a divenire forti sud-occidentali e al suolo saranno moderati da sud sud-ovest , in ulteriore intensificazione, tendenti a divenire forti lungo le coste.

Per quanto riguarda le mappe di traiettoria, le masse d?aria, a partire dal punto di riferimento, seguono una componente verso nord-est nei medio-bassi strati atmosferici fino al livello di 600 hPa, mentre il flusso si dirige in prevalenza verso est al di sopra dei 500 HPa.

(...)
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Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 6 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 8 aprile 2011)

Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 6 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 8 aprile 2011)

Emergenza nucleare in Giappone, aggiornamento dell'8 aprile 2011 (ISPRA, estratto, adattato)


[Fonte: ISPRA, pagina originale completa: <cite cite="http://www.isprambiente.gov.it/site/it-IT/Archivio/Documenti_Home_Page/Documenti/emergenzanuclearegiappone.html">ISPRA: Documenti</cite>. Estratto, adattato.]

Emergenza nucleare in Giappone

L?ISPRA, nell?ambito dei compiti ad esso attribuiti dalla legislazione vigente quale autorit? di controllo per la sicurezza nucleare e la radioprotezione ed organo tecnico di supporto alle autorit? di protezione civile per le emergenze nucleari e radiologiche segue costantemente l?evolversi della situazione in atto presso le centrali nucleari giapponesi a seguito del forte sisma verificatosi nella giornata dell?11 marzo.

Le valutazioni che l? Istituto sta svolgendo si basano sulle informazioni ricevute quale punto di contatto nazionale nell?ambito per i sistemi di scambio rapido d?informazioni predisposti dall?Agenzia Internazionale dell?Energia Atomica in attuazione della Convenzione per la Pronta Notifica d?Incidenti Nucleari.

L?ISPRA ? in continuo contatto con l?Agenzia Internazionale per l?Energia Atomica (IAEA) e con il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sulla base dei periodici aggiornamenti ricevuti dalla IAEA, si riporta un aggiornamento della situazione presso le centrali di Fukushima Daiichi, Fukushima Daini e Onagawa, come fornito dall?Autorit? di sicurezza nucleare giapponese.


Aggiornamento delle ore 23:00 dell'8 aprile 2011

Stato del sito nucleare

Ripristino delle alimentazioni elettriche normali

Le attivit? di ripristino dell?alimentazione elettrica e la refrigerazione del combustibile presente nei reattori delle unit? 1-3 e nelle piscine delle unit? 1-4 proseguono analogamente a quanto effettuato nei giorni precedenti.

Permane stabile la situazione dei livelli di acqua nel nocciolo nelle Unit? 1, 2 e 3 con met? circa del combustibile scoperto.

Incertezza in merito alla misurazione della pressione nel vessel dell?Unit? 1, che risulterebbe in lieve aumento secondo i dati forniti dalla strumentazione (B), ma stabile secondo quelli della strumentazione (A). A tal proposito la NISA ha indicato la possibilit? che alcuni strumenti presenti nel RPV possano non funzionare correttamente.

Stabile la pressione nel vessel per le Unit? 2 e 3.

Le pompe elettriche mobili deputate al raffreddamento dell?RPV, alimentate dai diesel mobili, sono passate sotto alimentazione normale.

Le Unit? 5 e 6 restano in condizioni di arresto a freddo con i sistemi di impianto alimentati dalla rete elettrica esterna.


Prevenzione della deflagrazione da idrogeno

La TEPCO, in data 6 aprile, ha pianificato la iniezione di azoto nel contenitore primario (PCV) dell?Unit? 1. Tale operazione, autorizzata dalla NISA, ? stata avviata alle ore 13:30 UTC e completata alle ore 16:00 UTC. Questa scelta deriva dalla ipotesi che idrogeno generatosi nel vessel possa andare ad accumularsi nel PCV. L?iniezione di azoto intende prevenire la possibile formazione di miscele gassose potenzialmente pericolose. L?operazione ha comportato un leggero aumento della pressione nel contenimento. Sono attualmente in corso attivit? di valutazione, sollecitate da NISA a TEPCO, in merito alla opportunit? di procedere analogamente per le Unit? 2 e 3.


Gestione dell?acqua contaminata in sito

Come ? noto, negli edifici turbina delle Unit? 1, 2 e 3 ? presente acqua contaminata. Per l?Unit? 2 si ipotizza che si tratti di acqua che ? stata a contatto direttamente con il nocciolo parzialmente fuso, per poi trafilare all?esterno del contenitore primario attraverso una via ancora non individuata. Per le Unit? 1 e 3 la NSC (Nuclear Safety Commission of Japan) sospetta che si tratti di vapore condensato proveniente dal contenimento oppure acqua spruzzata nell?edificio reattore danneggiato per raffreddare il combustibile esaurito. La medesima acqua si ? raccolta anche nelle trincee adiacenti agli edifici turbina 1, 2 e 3 che hanno riportato misure di dose per l?Unit? 1 pari a 0,4 mSv/h e maggiore di 1000 mSv/h per l?Unit? 2. Si ? certi che parte di tale acqua defluiva in mare attraverso una rottura che viene descritta di seguito.

I provvedimenti in attuazione si riassumono in due punti; il drenaggio dell?acqua dal locale turbina e dalle trincee e l?eliminazione della perdita in mare.

Per quanto riguarda il primo punto ? stato completato il trasferimento d?acqua dal serbatoio del condensato ai serbatoi d?espansione delle piscine di soppressione che dovrebbe consentire il drenaggio dell?acqua contaminata presente nel basamento delle turbine. A valle di tale operazione, ? in corso per le unit? 1-3 il trasferimento di acqua dai serbatoi di accumulo dei condensatori ai serbatoi del condensato. L?acqua dalle trincee ? stata trasferita in una contenitore ad hoc permettendo cos? un parziale drenaggio delle stesse, ottenendo una riduzione del livello di circa 1 m.

Per quanto riguarda il secondo punto, si ? riscontrato che la perdita di acqua contaminata, precedentemente menzionata, sia dovuta alla presenza di una falla nel condotto dei cavi elettrici delle pompe di presa dell?acqua di mare dell?Unit? 2, deputate all?alimentazione del condensatore e del sistema RHR (Residual Heat Removal). I condotti elettrici sono disposti secondo un reticolo a matrice quadrata formato da tubi nei quali scorrono i cavi elettrici. Il condotto cavi cos? formato ? alloggiato sopra un letto di ghiaia all?interno di una trincea che dai tre pozzetti ispezionabili al fianco della pump room portano alla base dell?edificio turbina.

L?allagamento del basamento dell?edificio turbina e delle trincee adiacenti, congiuntamente ai danni arrecati dal terremoto ai pozzetti di ispezione delle trincee e al condotto cavi elettrici sopra citati, ha permesso all?acqua di insinuarsi nei condotti stessi e di giungere fino al punto di rottura all?esterno, in prossimit? della pump room. Da qui l?acqua ? defluita seguendo quel percorso preferenziale che proprio la ghiaia posta alla base del condotto cavi forma all?interno della trincea.

Analizzando la falla, si ? ipotizzato che l?acqua passasse al di sotto del condotto cavi elettrici, all?interno dei pozzetti di ispezione adiacenti alla pump room. Sono state, quindi, effettuate una prima colata di cemento e una seconda utilizzando un polimero, entrambe non senza ottenere il risultato atteso.

Si ? quindi ipotizzato che l?immissione di acqua in mare derivasse da acqua che defluiva al di sotto della base del pozzetto. Di conseguenza sono stati realizzati dei fori di maggiore profondit? disposti diagonalmente sino a raggiungere la parte inferiore del basamento del pozzetto. ? stato utilizzato un tracciante che ha verificato l?assenza di ulteriori vie di dispersione. Nei fori, quindi, sono state eseguite iniezioni con vetro liquido che hanno bloccato alle ore 20.38 UTC del 5 Aprile la perdita in questione. I lavori stanno continuando per prevenire altri rilasci in mare.

Per l?immagazzinamento dell?acqua altamente radioattiva presente nel basamento dell?edificio turbina dell?unit? 2 si sta provvedendo a rendere disponibile dei serbatoi liberandoli dell?acqua contaminata a bassa attivit? il cui rilascio in mare ? stato autorizzato dal Governo giapponese. Si tratta di circa 10000 tonnellate di acqua gi? presente prima dell?incidente, nell?impianto di trattamento dei rifiuti radioattivi. Inoltre la TEPCO prevede di scaricare 1500 tonnellate di acqua debolmente contaminata dal pozzo di drenaggio degli edifici delle Unit? 5 e 6 per prevenire che eventuali perdite dal pozzo possano danneggiare la strumentazione di sicurezza. La TEPCO ha stimato che l?impatto previsto per tali provvedimenti sar? di circa 0,6 mSv per un individuo della popolazione che dovesse mangiare tutti i giorni, per un anno, alghe e pesce provenienti dalle vicinanze dell?impianto. Lo scarico al mare dall?impianto di trattamento dei rifiuti radioattivi ? iniziato alle ore 10:00 UTC del 4 aprile, e alle 12:00 UTC quello dal pozzo delle Unit? 5 e 6.


Stato degli impianti nucleari interessati dall?ulteriore sisma verificatosi alle 14:32 UTC del 7 Aprile

L?IAEA ha confermato il sisma che l?International Seismic Safety center ha valutato di magnitudo 7.1 (inizialmente stimato 7.4) con epicentro a 20 km dall?impianto nucleare di Onagawa, ed a circa 120 km dagli impianti Fukushima Daiichi e Fukushima Daini.

L?IAEA, in contatto con NISA, ha inoltre confermato lo stato dei seguenti siti nucleari:

  • Fukushima Daiichi NPP:
    • nessuna novit? osservata alle postazioni di monitoraggio delle radiazioni, e nessuna interruzione nelle operazioni di raffreddamento del core delle Unit? 1-3.
  • Fukushima daini NPP:
    • nessuna novit? osservata alle postazioni di monitoraggio delle radiazioni.
  • Onagawa NPP:
    • NISA ha confermato l?indisponibilit? di due delle tre linee elettriche esterne che supportano il sito. Attualmente la terza linea garantisce la fornitura al sito. Il raffreddamento della piscina del combustibile esaurito, momentaneamente interrottosi, ? stato ripristinato. Sono in corso verifiche sullo stato dell?impianto. Nessuna novit? osservata alle postazioni di monitoraggio delle radiazioni.
  • Tokai NNP:
    • nessuna anomalia osservata.
  • Higashidori NNP:
    • La NISA ha confermato che l?impianto, fermo per manutenzione con tutto il combustibile esaurito immagazzinato in piscina, ha perso il supporto della linea elettrica esterna ed attualmente ? supportato dal sistema dei generatori di emergenza. Il raffreddamento della piscina del combustibile esaurito ? in funzione.
  • Tomari NPP (in Hokkaido):
    • Il gestore della centrale ha ridotto la potenza delle Unit? 1 e 2, in funzione al momento del sisma, al 95%.
  • Rokkasho Reprocessing plant:
    • la NISA conferma che l?impianto di riprocessamento e di arricchimento ha perso la linea elettrica esterna ed ? in funzione il sistema di generazione elettrica di emergenza.

Dati radiometrici e conseguenze radiologiche

I dati relativi alle misure effettuate fino alle 10 ora locale del 8 aprile nei punti della rete di sorveglianza ambientale di sito, indicano, a circa un chilometro di distanza dai reattori, direzione ovest, valori compresi tra i 43 e i 114 microSv/h, mentre, circa 500 metri a nord-ovest dei reattori , si registra un valore massimo di 676 microSv/h.

Ai confini del sito le misure nei vari punti effettuate l?8 aprile fino alle 8.00 ora locale, indicano valori di rateo di dose gamma in aria variabili tra 45 microSv/h nel punto di monitoraggio MP4 e e 278 microSv/h nel punto MP7.

Ai confini della zona di evacuazione (20 km) si registra nella giornata del 7 aprile, un?intensit? di dose massima di 58.5 microSv/h; a 20 km a nord-ovest dell?impianto.

Ai confini della zona di riparo al chiuso (30 Km) si registrano valori massimi intorno a 27.8 microSv/h in direzione nord-ovest con un trend alla lenta e progressiva diminuzione.

Con riguardo alle concentrazioni di I-131 e Cs-137 in aria, gli aggiornamenti del 5 aprile riportano a 25 km a Nord-Ovest concentrazioni massime rispettivamente di 6.99 Bq/m3 e 1.43 Bq/m3.

Nella zona di Iitate, a circa 40 km nord-ovest dall?impianto, si continuano a registrare valori di concentrazione di Iodio 131 e Cesio 137 in acqua, e nel terreno al di sopra dei valori di riferimento del governo giapponese anche se il trend risulta in lenta progressiva diminuzione.

Per quanto riguarda le altre prefetture, i dati del monitoraggio radiometrico, mostrano un generale andamento decrescente a partire dal 23 marzo. Alla data del 7 aprile 2011, in alcune prefetture i valori rilevati risultano comunque superiori alle usuali fluttuazioni del fondo ambientale. Il valore pi? elevato si registra nella prefettura di Fukushima, nella zona di Momijiyama, dove il rateo di dose in aria si attesta intorno ai 2.4 microSv/h contro un valore di fondo che al massimo ? di 0.046 microSv/h.

(...)

Presso la prefettura di Ibaraki il valore massimo rilevato il giorno 7 aprile ? stato di 0,156 microSv/h, significativamente superiore al fondo ambientale ma in costante, progressiva diminuzione; l?intensit? di dose gamma nella regione di Tokio risulta dello stesso ordine di grandezza del fondo ambientale; valori pi? modesti, anche se in alcuni casi leggermente alterati rispetto al fondo, si rilevano nelle prefetture di Miyagi, Tochigi, Saitama e Chiba. Nella prefettura di Gunma i valori di rateo di dose gamma in aria sono ritornati a valori del fondo ambientale.

In alcune delle prefetture succitate sono stati rilevati dati afferenti ad altre localit? nelle quali i valori del rateo di dose gamma variano tra 0,08 e 0.42 microSv/h.

I dati di deposizione al suolo sono relativi alle prefetture nelle quali ? stata misurata una concentrazione di Iodio 131 e Cesio 137 superiore alla norma, con l?eccezione della prefettura di Miyagi, per la quale continuano a non essere disponibili informazioni a causa dei danni provocati dal terremoto/tsunami. Il giorno 31 marzo ? stato registrato un picco di deposizione sia di I-131 che di Cs-137 in alcune prefetture: il massimo nella prefettura di Tochigi con 1400 Bq/m2 di I-131 e 500 Bq/m2 di Cs-137; i valori sono rapidamente ritornati a quelli dei giorni precedenti (vedi grafici).

Il MEXT riporta che al 7 aprile in 5 prefetture ? stata misurata una deposizione di Iodio131 in un range variabile tra 3,8 e 20 Bq/m2 mentre in 4 prefetture ? stato rilevato del Cesio137 con valori variabili tra 9.7 e 25 Bq/m2.

Va ricordato che i dati riportati si riferiscono ad una sola stazione di campionamento per ogni prefettura e quindi non ? possibile fare una estrapolazione che possa riferire i valori all?intero territorio della prefettura.

La NISA ha riportato i risultati delle misure di concentrazione di plutonio ne campioni di suolo raccolti dal 25 al 28 marzo nel sito di Daiichi; di questi 7 campioni, di cui 4 raccolti il 25 marzo e 3 raccolti il 28 marzo sono state analizzate le concentrazioni in termini di Pu238, 239 e 240.

Tre dei 7 campioni sono al di sotto dei limiti di rilevazione per il Pu238 e 4 al di sotto dei limiti di rilevazione del Pu239/240; il valore pi? elevato osservato ? stato di 0,26 Bq/kg per il Pu238 e 0,12 per il Pu239/240. Il rapporto medio tra i valori di Pu239/240 e quelli di Pu238 ? di 1,9 il ch? ? da attribuire tipicamente ai risultati rilevati in relazione ai test nucleari effettuati negli anni recedenti.


Monitoraggio acqua marina

Per quanto riguarda l?acqua marina, tenuto conto che i valori limite di concentrazione stabiliti dalle autorit? giapponesi sono 40 Bq/l per lo Iodio 131 e 90 Bq/l per il Cesio 137, la situazione ? la seguente:

  • Al 6 aprile a 330 metri a sud del canale di scarico delle Unit? 1-4 sono stati registrati valori di concentrazione molto elevati sia di Iodio 131 che di Cesio 137; le misure effettuate hanno evidenziato che per lo Iodio131 il valore misurato ? circa 93 volte pi? elevato rispetto al limite, mentre per il cesio la misura ? 68 volte pi? elevata rispetto al livello di riferimento;
  • A 30 metri a nord del canale di scarico delle Unit? 5-6 si registrano valori di concentrazione per lo iodio e per il cesio rispettivamente di 1000 e 600 volte pi? elevati rispetto ai livelli di riferimento e sicuramente dovuti allo scarico di acqua contaminata dall?edificio del reattore 2 ad oggi risolta;
  • In aggiunta ai punti descritti in precedenza, sono stati effettuati campionamenti in altri 8 punti significativi e rispettivamente in corrispondenza del canale di scarico di Daini a 10 km dall?impianto di Daichi, presso la localit? d Iwasawa a 16 km da Daichi, a 15 km al largo della centrale di Daichi e della centrale di Daiini, a 15 km al largo di Iwasawa, a 15 da Hirono Town, a 15 km da Minami Soma City e infine a 15 km da Ukedogawa River; i valori registrati hanno riscontrato un massimo nel secondo punto dove il valore di concentrazione di Iodio 131 ? risultato essere 65 volte superiore al livello di riferimento mentre per il Cs134/Cs137 il valore di misurato ? stato di 30 volte pi? elevato rispetto al livello di riferimento. Per i punti situati a 15 km dalla costa il valore maggiore si ? riscontrato a 15 km da Iwasawa dove per Iodio e Cesio i superamenti sono stati di 9,5 e 5,1 del valore di riferimento rispettivamente;
  • In aggiunta agli otto punti di campionamento di acqua marina, posti alla distanza di 30 km dalla costa e distanziati di 10 km l?uno dall?altro, sono state effettuate misure in altri due punti a minore distanza dalla costa (circa 10 km e 20 km dalla costa, e circa 60 km a sud della centrale); inoltre sono stati aggiunti altri 2 punti a nord dell?impianto e a distanze di 4 e 15km dalla costa. Il giorno 6 aprile sono stati rilevati i seguenti valori: a circa 30 km dalla costa 66,1 Bq/l per lo Iodio 131 e 38,5 Bq/l per il Cesio 137; per il punto a circa 10 km dalla costa verso sud il valore di concentrazione per lo Iodio131 ? stato di 200 Bq/l mentre per il Cesio137 ? stato di 71 Bq/l.

Radioattivit? negli alimenti e restrizioni

Alla data del 4 aprile le restrizioni dovute alla concentrazione di I-131 nell?acqua potabile sono in vigore solo nel villaggio di Iitate della prefettura di Fukushima e riguardano solo i lattanti.

Nelle altre 8 prefetture (Ibaraki, Tokigi, Gunma, Saitama, Chiba, Tokyo, Kanagawa e Niigata) dove i valori di concentrazione di I131 e Cs137 sono superiori al limite di rilevabilit?, si nota comunque una lenta e progressiva diminuzione dei valori registrati.

Il Ministero dell?agricoltura, foreste e pesca del Giappone ha informato la IAEA che in questa stagione, nella maggior parte degli allevamenti il bestiame ? mantenuto al chiuso. Gli animali sono primariamente alimentati con scorte di foraggio secco e grano che, non essendo esposte all?aperto, non risultano contaminate. Sono state fornite, inoltre, indicazioni agli agricoltori sulla necessit? di prevenire la contaminazione dell?acqua utilizzata per l?abbeveraggio.Il ministero della Salute del Lavoro e del Welfare ha stabilito di mantenere in atto le restrizioni precedentemente fissate per gli alimenti, aggiungendo inoltre delle restrizioni ad alcune zone della prefettura di Chiba.

Alle 14:00 ora locale del 4 aprile sono quindi in vigore le seguenti restrizioni:

  • Fukushima:
    • distribuzione e consumo di vegetali a foglia larga, Kakina, rape e latte crudo;
  • Ibaraki:
    • distribuzione di spinaci, Kakina, prezzemolo e latte crudo;
  • Tochigi:
    • distribuzione di spinaci e Kakina;
  • Gunma:
    • distribuzione di spinaci e Kakina.
  • Chiba:
    • distribuzione di spinaci, prezzemolo e sedano.
Nel periodo tra tra il 3 e il 6 aprile son stati prelevati 78 campioni tra frutta, vegetali a foglia larga ed altre tipologie di vegetali nonch? latte non pastorizzato; sono stati resi noti i risultati delle misure effettuate su 52 dei 78 campioni prelevati in 8 prefetture; tutti i campioni hanno mostrato valori di Cesio e iodio al di sotto dei limiti stabiliti dalle autorit? giapponesi. Inoltre dei 41 campioni raccolti nella prefettura di Fukushima 26 hanno mostrato valori di I131 e di Cs134/Cs137 leggermente superiore ai limiti di legge.

In relazione a quanto detto il governo ha emanato un regolamento provvisorio che stabilisce a 2000 Bq/kg il limite di I131 nel pesce.


Esposizione della popolazione

Dai dati diffusi dalla NISA risulta che alla data del 2 aprile presso la prefettura di Fukushima erano state sottoposte a monitoraggio per la contaminazione radioattiva oltre 122613 persone. Per 102 di esse il conteggio ? risultato superiore al livello di intervento di 100000 cpm fissato dalle Autorit? giapponesi: dopo la rimozione degli indumenti contaminati i valori di contaminazione residua misurati sono stati per tutti inferiori al livello di intervento e non sono state ritenute possibili conseguenze sanitarie dannose.

Il 3 aprile la NISA ha riferito circa l?effettuazione del monitoraggio radiometrico della tiroide, eseguito tra il 28 e il 30 marzo, di 946 bambini e ragazzi di et? compresa tra 0 e 15 anni presso il villaggio di Iitate e la citt? di Kawamata. Tutte le misure hanno dato risultati al di sotto dei livelli di intervento stabiliti dalle Autorit? e fissati a 0.2 microSv/h.


Esposizione dei lavoratori

Alla data del 7 aprile dei circa circa 300 lavoratori dell?impianto di Fukushima Dai-ichi, 21 risultano aver ricevuto dosi superiori a 100 mSv nel periodo legato all?emergenza: per nessuno di essi ? stato comunque superato il limite di 250 mSv fissato dalle Autorit? giapponesi per gli interventi in emergenza. Come noto, tre lavoratori che operavano nell?edificio turbina per la stesura di cavi hanno riportato dosi elevate di radiazioni agli arti inferiori a seguito dell?esposizione all?acqua contaminata raccoltasi nell?edificio. Per detti lavoratori ? stata stimata una dose compresa tra 2 e 3 Sv alle estremit? degli arti inferiori.

Il 3 aprile ? stato confermato il ritrovamento dei corpi di due lavoratori che il giorno del terremoto stavano operando presso l?Unit? 4 la cui morte non ? dovuta agli effetti delle radiazioni ionizzanti.


Monitoraggio della radioattivit? ambientale in altri paesi europei

In Spagna nel periodo compreso tra il 3 - 5 aprile sono state rilevate concentrazioni di I-131 su particolato atmosferico comprese tra 0,19 e 0,75 mBq/m3 (l?incremento dei valori rispetto al comunicato precedente ? dovuto alla disponibilit? di dati per altre stazioni di monitoraggio non presenti nei dati precedenti) . Per quanto riguarda il Cs-137 i valori misurati oscillano tra 0,038 e 0,075 mBq/m3 mentre per il Cs-134 tra 0,031 e 0,082 mBq/m3. Misure di I-131 in forma gassosa hanno evidenziato valori compresi tra 1,81 e 2,9 mBq/m3. Le analisi effettuate sull?acqua piovana il 3 aprile hanno fornito valori di concentrazione di I-131 di circa 0,73 Bq/l, mentre quelle relative al Cs-134 e al Cs 137 sono state inferiori a 0,19 Bq/l.

In Irlanda nel periodo compreso tra il 3 - 5 aprile sono state rilevate concentrazioni di I-131 su particolato atmosferico comprese tra 0,229 e 0,442 mBq/m3 . Per quanto riguarda il Cs-137 ed il Cs-134 i valori di concentrazione in aria sono stati compresi tra 0,045 e 0,138 mBq/m3 per il Cs-137 e tra 0,042 e 0,128 mBq/m3 per il Cs-134. Nei campioni di acqua piovana non sono state rilevate tracce di Cesio nel periodo di campionamento compreso tra il 22 marzo ed il 4 aprile, invece le I-131 ha raggiunto valori di 2,6 Bq/l. In occasione dell?emergenza dovuta alla situazione in Giappone sono stati intensificati i controlli sul latte. Tra il 24 marzo ed il 4 aprile i valori di I-131 rilevati sono stati compresi tra 0,13 e 0,19 Bq/l.

In Francia tracce di I-131 continuano ad essere apprezzate su prelievi di particolato atmosferico effettuati tra il 30 marzo e il 4 aprile a concentrazioni variabili tra 0,31 e 0,50 mBq/m3. Misure di iodio, su campioni in forma gassosa, effettuate tra il 29 marzo ed l?1 aprile hanno evidenziato una concentrazione compresa tra 1,70 e 4,10 per mBq/m3. Dall?analisi di 2 campioni di acqua piovana sono stato rivelati quantitativi di I-131 pari a 0,8 e 1,39 Bq/l. Tracce di iodio sono, inoltre, state trovate su gran parte dei 14 campioni effettuati su vegetazione 0,58 e 3,6 Bq/kg per l?erba e tra 0,08 e 0,46 Bq/kg per le verdure a foglia larga per campioni prelevati tra il 28 marzo e 1 aprile e su campioni di latte di capra (0,17-2,1 Bq/l). Per la prima volta, un minimo quantitativo di iodio-131 ? stato rilevato anche su campioni di erba raccolti nelle Antille (0,8 Bq/kg in Martinica e 0,47 Bq/kg nella Guadalupa). Le attivit? relative a radionuclidi quali cesio 137, cesio 134 e tellurio 132 sono al di sotto dei livelli di rilevabilit?.

In Bulgaria sono state misurate concentrazioni di I-131 in aria tra 0,09 e 0,12 mBq/m3 (Musala 25 marzo) e tra 0,15 e 0,1,92 mBq/m3 (Sofia 25 marzo - 3 aprile). Per la prima volta sono state rilevate tracce di Cs-134 (0,48 mBq/m3) e Cs-137 (0,63 mBq/m3) superiori ai livelli minimi misurabili. ? stata, inoltre, confermata la presenza di I-131 in acqua piovana alla concentrazione di circa 0,37 Bq/l.

In Austria (Vienna) sono state misurate concentrazioni di I-131 in quantitativi compresi tra 0,15 e 1,44 mBq/m3 su particolato atmosferico e per quanto riguarda la forma gassosa valori compresi tra 0,23 e 1,99 mBq/m3. La deposizione al suolo tra il 28 marzo ed il 3 aprile ha evidenziato valori compresi tra 0,9 e 4,1 Bq/m2. Nello stesso periodo, misure di Cs 134 e Cs 137 hanno rilevato valori massimi di concentrazione in aria, sullo stesso campione, pari a 0,124 mBq/m3 per il Cs-134 e 0,144 mBq/m3 per il Cs-137.

In Ungheria le misure effettuate nel periodo dal 21 marzo al 4 aprile hanno evidenziato valori della concentrazione di I-131 in aria compresi fra 0,082 e 1,270 mBq/m3 , nello stesso periodo sono state rilevate tracce di Cs134 (0.090 mBq/m3 max) e Cs 137 (0,1 mBq/m3 max).

In Svizzera si ? misurato un valore massimo di I 131 pari a 0,003 mBq/m3 (fino al 29 marzo).

In Romania presso una stazione di rilevamento della radioattivit? ambientale ? stata riscontrata presenza di I-131 con una concentrazione di 3,25 mBq/ m3 su di un campionamento effettuato dal 29 al 30 marzo.

In Grecia le misure effettuate dal 31 marzo 1 aprile hanno evidenziato valori della concentrazione di I-131 in aria compresi fra 0,194 e 0,444 mBq/m3 e tra il 1 aprile e il 2 aprile valori tra 0,060 e 0,365 mBq/m3.

Nel Lussemburgo le misure sul particolato atmosferico prelevato tra il 28 e il 3 aprile, hanno evidenziato valori compresi tra 0,36 e 1,75 mBq/ m3(decrescenti) per lo I131 e valori tra 0,26 e 0,97 per il Cs137. Misure effettuate in prossimit? della zona aeroportuale nel periodo tra il 17 e il 29 marzo hanno mostrato valori intorno a 0.4 mBq/m3 per lo I131 e di 0,017 mBq/m3 per il Cs137.

In Danimarca le misure effettuate dal 1 al 4 aprile hanno rilevato valori di concentrazione di I131 nel particolato atmosferico di 0,224 mBq/m3 mentre sia per il Cs137 che per il Cs134 non si sono registrati valori significativi.

In Belgio le misure effettuate dal 31 marzo al 4 aprile hanno rilevato valori di concentrazione di I131 nel particolato atmosferico di 0,35 mBq/m3 mentre sia per il Cs137 che per il Cs134 non si sono registrati valori significativi.


Misure di radioattivit? ambientale in Italia

L?ISPRA e il sistema delle Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell?Ambiente effettuano il monitoraggio della radioattivit? ambientale. Sin dal 12 marzo 2011, l?ISPRA ha richiesto di intensificare le misure di particolato atmosferico allo scopo di monitorare l?andamento di una eventuale presenza di radioattivit? in aria riconducibile all?incidente nella centrale di Fukushima in Giappone. Vengono effettuate misure giornaliere con particolare riguardo alla presenza degli isotopi Iodio 131 e Cesio 137. ? stato anche richiesto di effettuare misure di deposizione al suolo con cadenza settimanale. Sono state programmate anche alcune misure su vegetali a foglia larga e latte al fine di seguire eventuali fenomeni di trasferimento dei radionuclidi nell?ambiente.

I risultati a partire dal 23 marzo e aggiornati alle ultime misure effettuate, hanno evidenziato la presenza in aria di piccole tracce di Iodio 131 variabili tra 0,03 e 1,43 mBq/m3 e di Cesio137 variabili tra 0,008 mBq/m3 e 0,24 mBq/m3. In alcune misure sono stati rilevate tracce di Cesio 134 variabile tra 0,01 mBq/m3 e 0,25 mBq/m3. Nei campioni nei quali sono stati rilevati sia il cesio 137 sia il Cesio 134 la media dei rapporti isotopici tra i due radionuclidi ? di circa 0,8. La presenza di Cesio 134 e il valore del rapporto con il Cesio 137 evidenzia una probabile provenienza legata all?incidente nucleare in Giappone. Alcune misure su campioni di iodio in forma gassosa hanno confermato la presenza di tracce di questo isotopo variabili tra 0,15 e 2,20 mBq/m3. Sono state inoltre rilevate tracce di Iodio 131 nella deposizione al suolo variabile tra 0.001 e 25 Bq/m2. Le concentrazioni sono in generale accordo con quelle rilevate in altri paesi Europei.

I valori riscontrati non hanno alcuna rilevanza dal punto di vista radiologico e sono tali da non costituire alcun rischio di tipo sanitario.

I risultati delle prime misure effettuate sui vegetali a foglia larga a partire dal 30 marzo, hanno evidenziato piccole tracce di:

  • Iodio131, compresi tra 0,06 e 0,80 Bq/kg;
  • Cesio 137, tra 0,07 Bq/kg e 0,66 Bq/kg.
Si evidenzia che al momento non ? possibile correlare direttamente, sulla base di queste misure, tale presenza di Cesio 137 ai rilasci in atmosfera generati all?incidente in Giappone, sia per la presenza ubiquitaria di Cesio 137 a seguito del fall out degli esperimenti nucleari degli anni 60 che delle ricadute dell?incidente di Chernobyl, nonch? per l?assenza di rilevazione di Cesio 134;Sono state, inoltre, effettuate misure su campioni di foraggio che hanno evidenziato, in alcuni casi, la presenza di I-131 tra 0,49 e 2,8 Bq/kg e di Cs-137 variabile tra 0,40 e 15,8 Bq/kg. Anche per queste misurazioni non ? stata rilevata la presenza di Cs-134.

I risultati delle prime misure effettuate sul latte a partire dal 30 marzo, hanno evidenziato un valore molto piccolo di concentrazione di Iodio 131 variabili tra 0,28 e 5,24 Bq/l.

Le concentrazioni sono in generale accordo con quelle rilevate in altri paesi Europei. I valori di concentrazione rilevati con le prime misure nei vegetali a foglia larga e nel latte sono notevolmente inferiori ai livelli massimi ammissibili stabiliti dai regolamenti Euratom.

(...)

Si conferma che, sino ad oggi, la rete automatica di monitoraggio dell?intensit? di dose gamma in aria dell?ISPRA non ha rilevato valori anomali rispetto alle normali fluttuazioni del fondo ambientale locale.

(...)


Previsioni meteorologiche nell?area

Le elaborazioni pervenute dal Servizio Meteorologico dell?Aeronautica Militare, per la giornata dell? 8 aprile indicano che in quota, sull?area di interesse, permangono correnti occidentali instabili; al suolo il sistema frontale in transito a partire dal settore occidentale abbandoner? definitivamente il Giappone nella giornata di venerd? 8. Le previsioni indicano precipitazioni sparse su tutti i settori centro-occidentali in rapida estensione ai settori orientali ma, almeno inizialmente, in misura meno estesa; rapido miglioramento sull?isola di Hokkaido. In quota i venti saranno forti sud-occidentali; i venti al suolo saranno moderati da sud/sud-ovest con ulteriori rinforzi lungo le coste orientali.

Nella giornata del 9 aprile il minimo depressionario, che alle ore 00 avr? il suo centro d?azione sul Giappone centro-orientale, si muover? velocemente verso nord-est abbandonando definitivamente l?area di interesse nella seconda parte della giornata. Le precipitazioni saranno inizialmente sparse o diffuse su gran parte del Giappone ad esclusione dell?isola di Hokkaido e del settore meridionale (aree ad ovest e sud-ovest di Osaka), in rapido miglioramento a partire dalle aree occidentali ma pi? significativo e con schiarite sempre pi? ampie dalle ore 12. In quota i venti saranno forti sud-occidentali. I venti al suolo saranno moderati, settentrionali od orientali su Hokkaido e settore nord, settentrionali od occidentali sulle coste occidentali centro-meridionali, meridionali sulle restanti aree centro-orientali in rotazione da nord nel pomeriggio.

Per quanto riguarda le mappe di traiettoria, le masse d?aria, a partire dal punto di riferimento, seguono una direttrice di movimento sud-ovest/nord-est fino al livello di 500 hPa, mentre a quote superiori la direttrice prevalente ?, nei primi intervalli temporali, nord-ovest/sud-est per poi assumere una componente pi? occidentale (direttrice ovest/est) alle scadenze temporali successive.

(...)
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Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 6 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 9 aprile 2011)

Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 6 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 9 aprile 2011)

Emergenza nucleare in Giappone, aggiornamento del 12 aprile 2011 (ISPRA, estratto, adattato)


[Fonte: ISPRA, pagina originale completa: <cite cite="http://www.isprambiente.gov.it/site/it-IT/Archivio/Documenti_Home_Page/Documenti/emergenzanuclearegiappone.html">ISPRA: Documenti</cite>. Estratto, adattato.]

Emergenza nucleare in Giappone

L?ISPRA, nell?ambito dei compiti ad esso attribuiti dalla legislazione vigente quale autorit? di controllo per la sicurezza nucleare e la radioprotezione ed organo tecnico di supporto alle autorit? di protezione civile per le emergenze nucleari e radiologiche segue costantemente l?evolversi della situazione in atto presso le centrali nucleari giapponesi a seguito del forte sisma verificatosi nella giornata dell?11 marzo.

Le valutazioni che l? Istituto sta svolgendo si basano sulle informazioni ricevute quale punto di contatto nazionale nell?ambito per i sistemi di scambio rapido d?informazioni predisposti dall?Agenzia Internazionale dell?Energia Atomica in attuazione della Convenzione per la Pronta Notifica d?Incidenti Nucleari.

L?ISPRA ? in continuo contatto con l?Agenzia Internazionale per l?Energia Atomica (IAEA) e con il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sulla base dei periodici aggiornamenti ricevuti dalla IAEA, si riporta un aggiornamento della situazione presso le centrali di Fukushima Daiichi, Fukushima Daini e Onagawa, come fornito dall?Autorit? di sicurezza nucleare giapponese.


Aggiornamento delle ore 11:00 del 12 aprile 2011

Rivalutazione del livello INES relativo alla gravit? dell?emergenza nucleare

L?Agenzia per la sicurezza nucleare e industriale (NISA) ha incrementato il livello di gravit? dell?incidente in corso da livello 5 della scala INES, al livello 7. Come noto, la scala INES ha lo scopo di poter informare il pubblico sul livello di gravit? di un incidente nucleare o radiologico. Essa nel valutare la gravit? dell?evento incidentale si basa su 7 livelli distinti: dal livello 0 (anomalie nelle operazioni di impianto) al livello massimo pari a 7 (incidente nucleare severo). Si ricorda che il livello massimo di 7 ? stato raggiunto solo in occasione del?incidente alla centrale di Chernobyl nel 1986.

La valutazione fornita dalle autorit? giapponesi si ? basata sulla stima dell?entit? del rilascio di radioattivit? all?ambiente. Al momento, ? stato stimato un valore del rilascio pari a 3,7 1017 Bq di Iodio-131-equivalente (si tiene anche conto del rilascio di Cesio-137). Tale valore risulterebbe approssimativamente pari al 10% di quello attribuito all?incidente di Chernobyl.


Terremoto dell?11 aprile 2011

Un terremoto ha avuto luogo alle 8:16 UTC dell?11 aprile. Secondo la IAEA si ? trattato di un terremoto di Magnitudo 6,6, con epicentro in terra a 68 km da Daichi ((37.01 N/ 140.48 E) con ipocentro a 13,1 km. Il terremoto ha causato una temporanea interruzione dell?energia elettrica nell?impianto di Fukushima Daichi, poi ripristinata dopo 50 minuti. Non sono state registrate anomalie presso gli altri impianti.


Stato del sito nucleare

Proseguono le attivit? di ripristino dell?alimentazione elettrica e di riavvio dei sistemi di impianto. Al momento per le Unit? 1, 2 e 3 le pompe di iniezione d?acqua nel recipiente in pressione (reactor vessel) funzionano con l?alimentazione elettrica esterna.

Si continua iniettare acqua nei reattori delle unit? 1 (6 m3 / h attraverso la linea acqua alimento) e dalle unit? 2 e 3 (7 m3 /h ciascuna, utilizzando le linee dell?antincendio).

Unit? 1:
la pressione nel reactor vessel ? superiore a quella che sussiste nel contenitore primario. E? stata effettuata l?iniezione di Azoto nel contenitore primario. Questa azione ? sta effettuata in base all?ipotesi che idrogeno generatosi nel vessel possa passare ed accumularsi nel contenitore primario. L?iniezione di azoto ? finalizzata a prevenire la possibile formazione di miscele gassose potenzialmente pericolose. Essa ha comportato un leggero aumento della pressione nel contenimento stesso. Sono attualmente in corso attivit? di valutazione, sollecitate da NISA a TEPCO; in merito alla opportunit? di procedere analogamente per le Unit? 2 e 3.

Per quanto riguarda la piscina del combustibile la temperatura non ? misurabile a causa del guasto della strumentazione.


Unit? 2:
le pressioni nel reactor vessel e nel contenitore principale sono comparabili e prossime alla pressione atmosferica. Si ritiene possibile che vi sia una falla nella parete della piscina di soppressione.


Unit? 3:
anche in questo caso le pressioni nel reactor vessel e nel contenitore sono comparabili. La temperatura della piscina del combustibile non ? misurabile a causa del guasto della strumentazione.


Unit? 4:
come noto non ? presente combustibile nel recipiente in pressione del reattore. Il 9 aprile sono state iniettate 90 tonnellate di acqua nella piscina del combustibile esaurito.


Unit? 5 e 6:
restano in condizioni di arresto a freddo con i sistemi di impianto alimentati dalla rete elettrica esterna.

Dal 6 aprile, sono in corso operazioni di rimozione di detriti dalle Unit? 1, 2, 3 e 4 mediate l?ausilio di mezzi pesanti a guida remotizzata. I detriti rimossi vengono raccolti in un?area dedicata.


Gestione dell?acqua contaminata in sito

Il trasferimento di acqua contaminata dagli edifici turbina delle Unit? 1 2 e 3 e dalle trincee (circa 60.000 t) ai serbatoi del condensato e ai serbatoi per il trattamento dei rifiuti liquidi ? in corso.

Come ? noto, negli edifici turbina delle Unit? 1, 2 e 3 ? presente acqua contaminata. Per l?Unit? 2 si ipotizza che si tratti di acqua che ? stata a contatto direttamente con il nocciolo parzialmente fuso, per poi trafilare all?esterno del contenitore primario attraverso una via ancora non individuata. Per le Unit? 1 e 3 la NSC (Nuclear Safety Commission of Japan) sospetta che si tratti di vapore condensato proveniente dal contenimento oppure acqua spruzzata nell?edificio reattore danneggiato per raffreddare il combustibile esaurito. La medesima acqua si ? raccolta anche nelle trincee adiacenti agli edifici turbina 1, 2 e 3 che hanno riportato misure di dose per l?Unit? 1 pari a 0,4 mSv/h e maggiore di 1000 mSv/h per l?Unit? 2.

Inoltre, ? in corso l?acquisizione di nuovi serbatoi per lo stoccaggio provvisorio dell?acqua al fine di aumentare la capacit? disponibile sul sito. Detti serbatoi verranno installati vicino all?impianto trattamento rifiuti.

Si conferma che la perdita in mare di acqua altamente contaminata dall?Unit? 2 ? stata interrotta il 5 aprile mediante l?utilizzo di un agente coagulante (vetro liquido).

Le Unit? 5 e 6 sono sotto controllo. ? in corso il rilascio in mare dell?acqua a bassa concentrazione di attivit? (ad oggi 1343 tonnellate), presente nei pozzi di drenaggio. Tale operazione si ? resa necessaria al fine di proteggere i sistemi operative delle unit?.

Ad oggi, circa 9000 tonnellate di acqua a basso livello di contaminazione, proveniente dall?edificio principale di trattamento dei rifiuti radioattivi (i cui serbatoi sono serviti per immagazzinare l?acqua altamente contaminata ivi trasferita dagli edifici turbine e relative trincee, vedi sopra) sono state scaricate in mare.


Dati radiometrici e conseguenze radiologiche

I dati relativi alle misure effettuate fino alle 7 ora locale del 11 aprile nei punti della rete di sorveglianza ambientale di sito, indicano, a circa un chilometro di distanza dai reattori, direzione ovest, valori compresi tra i 36 e i 83 microSv/h, mentre, circa 500 metri a nord-ovest dei reattori , si registra un valore massimo di 609 microSv/h.

Ai confini del sito, le misure nei vari punti effettuate l?11 aprile fino alle 7.00 ora locale, indicano valori di rateo di dose gamma in aria variabili tra 12 microSv/h nel punto di monitoraggio MP1 e 237 microSv/h nel punto MP7.

Ai confini della zona di evacuazione (20 km) si registra nella giornata del 10 aprile, un?intensit? di dose massima di 52 microSv/h a 20 km a nord-ovest dell?impianto.

Ai confini della zona di riparo al chiuso (30 Km) si registrano valori massimi intorno a 25.2 microSv/h in direzione nord-ovest con un trend alla lenta e progressiva diminuzione.

Con riguardo alle concentrazioni di I-131 e Cs-137 in aria, gli aggiornamenti del 7 aprile riportano a 25 km a Nord dell?impianto un picco di Iodio131 e di Cesio137 rispettivamente di 35.90 Bq/m3 e 4.40 Bq/m3; il giorno 8 aprile le concentrazioni son diminuite a 1.05 Bq/m3 per lo Iodio131 e al di otto della minima attivit? rilevabile per il Cesio137.

Nella zone di Iitate, a circa 40 km nord-ovest dall?impianto, e in altri 2 punti a 30 km nord-nord-ovest e a 40 km nord-ovest, si continuano a registrare valori di concentrazione di Iodio 131 e Cesio 137 in acqua, e nel terreno notevolmente al di sopra dei valori di riferimento del governo giapponese anche se il trend risulta in lenta progressiva diminuzione.

Per quanto riguarda le altre prefetture, i dati del monitoraggio radiometrico, mostrano un generale andamento decrescente a partire dal 23 marzo. Alla data del 10 aprile 2011, in alcune prefetture i valori rilevati risultano comunque superiori alle usuali fluttuazioni del fondo ambientale. Il valore pi? elevato si registra nella prefettura di Fukushima, nella zona di Momijiyama, dove il rateo di dose in aria si attesta intorno ai 2.5 microSv/h; nella zona di Fukushima City il valore registrato ? di 2.2 microSv/h contro un valore di fondo che al massimo ? di 0.046 microSv/h.

Il grafico, a cui si accede tramite il link ?Radioattivit? ambientale in Giappone? a fondo pagina, mostra l?andamento della radioattivit? ambientale negli ultimi giorni in alcune Prefetture che si trovano in direzione sud dalla centrale; il grafico ? ricavato sulla base dei dati forniti dal Ministero dell?educazione, cultura, scienze e tecnologia (MEXT) del Giappone.

Presso la prefettura di Ibaraki (Mito) il valore massimo rilevato il giorno 10 aprile ? stato di 0,149 microSv/h, significativamente superiore al fondo ambientale ma in costante, progressiva diminuzione; l?intensit? di dose gamma nella regione di Tokio risulta dello stesso ordine di grandezza del fondo ambientale; valori pi? modesti, anche se in alcuni casi leggermente alterati rispetto al fondo continuano ad essere rilevati nelle prefetture di Miyagi, Tochigi, Saitama e Chiba anche se il trend ? in progressiva diminuzione verso valori indicativi del fondo. Nella prefettura di Gunma i valori di rateo di dose gamma in aria sono ritornati a valori del fondo ambientale.

Sono stati resi noti i valori del monitoraggio ambientale nella prefettura di Fukushima effettuato il 5 aprile da 3 differenti gruppi per il monitoraggio di emergenza: per il primo gruppo il valore massimo di 6.1 microSv/h si ? registrato presso il Municipio di Iitate; il secondo gruppo ha registrato il valore di 1.4 microSv/h presso la filiale del Centro Nucleare di Fukushima; il terzo gruppo, infine, ha registrato il valore pi? alto di 2.1 microSv/h a Kawamata.

Il 30 Marzo il governo ha annunciato una collaborazione con le Universit? per la misura del rateo di dose gamma nei campus afferenti alle varie prefetture; le misure sono state effettuate nel periodo tra il 5 e il 10 aprile in 26 campus. Al 10 aprile il valore pi? elevato di 0.42 microSv/h si registra a Fukushima City mentre, il valore pi? basso di 0.04 microSv/h si registra nella prefettura di Hokkaido.

I dati di deposizione al suolo sono relativi alle prefetture nelle quali ? stata misurata una concentrazione di Iodio 131 e Cesio 137 superiore alla norma, con l?eccezione della prefettura di Miyagi, per la quale continuano a non essere disponibili informazioni a causa dei danni provocati dal terremoto/tsunami. Il giorno 31 marzo ? stato registrato un picco di deposizione sia di I-131 che di Cs-137 in alcune prefetture: il massimo nella prefettura di Tochigi con 1400 Bq/m2 di I-131 e 500 Bq/m2 di Cs-137; i valori sono rapidamente ritornati a quelli dei giorni precedenti (vedi grafici).

Il MEXT riporta che al 10 aprile in 6 prefetture ? stata misurata una deposizione di Iodio131 in un range variabile tra 6.3 e 19 Bq/m2 mentre in 5 prefetture ? stato rilevato del Cesio137 con valori variabili tra 6.1 e 120 Bq/m2. Nella stessa giornata ? da segnalare un notevole incremento nel fallout nella prefettura di Ibaraki sia per lo Iodio131 che per il Cesio137 dove i valori registrati sono di 920 Bq/m2 e 800 Bq/m2 rispettivamente.

Va ricordato che i dati riportati si riferiscono ad una sola stazione di campionamento per ogni prefettura e quindi non ? possibile fare una estrapolazione che possa riferire i valori all?intero territorio della prefettura.

La NISA ha riportato i risultati delle misure di concentrazione di plutonio ne campioni di suolo raccolti dal 25 al 28 marzo nel sito di Daiichi; di questi 7 campioni, di cui 4 raccolti il 25 marzo e 3 raccolti il 28 marzo sono state analizzate le concentrazioni in termini di Pu238, 239 e 240.

Tre dei 7 campioni sono al di sotto dei limiti di rilevazione per il Pu238 e 4 al di sotto dei limiti di rilevazione del Pu239/240; il valore pi? elevato osservato ? stato di 0,26 Bq/kg per il Pu238 e 0,12 per il Pu239/240. Il rapporto medio tra i valori di Pu239/240 e quelli di Pu238 ? di 1,9 il ch? ? da attribuire tipicamente ai risultati rilevati in relazione ai test nucleari effettuati negli anni precedenti.


Monitoraggio acqua marina

Per quanto riguarda l?acqua marina, tenuto conto che i valori limite di concentrazione stabiliti dalle autorit? giapponesi sono 40 Bq/l per lo Iodio 131 e 90 Bq/l per il Cesio 137, la situazione ? la seguente:

  • Al 9 aprile a 330 metri a sud del canale di scarico delle Unit? 1-4 sono stati registrati valori di concentrazione molto elevati sia di Iodio 131 che di Cesio 137; le misure effettuate hanno evidenziato che per lo Iodio131 il valore misurato ? circa 180 volte pi? elevato rispetto al limite, mentre per il cesio la misura ? 138 volte pi? elevata rispetto al livello di riferimento;
  • A 30 metri a nord del canale di scarico delle Unit? 5-6 si registrano valori di concentrazione per lo iodio e per il cesio rispettivamente di 330 e 270 volte pi? elevati rispetto ai livelli di riferimento e sicuramente dovuti allo scarico di acqua contaminata dall?edificio del reattore 2 ad oggi risolta;
  • In aggiunta ai punti descritti in precedenza, sono stati effettuati campionamenti in altri 8 punti significativi e rispettivamente in corrispondenza del canale di scarico di Daini a 10 km dall?impianto di Daichi, presso la localit? d Iwasawa a 16 km da Daichi, a 15 km al largo della centrale di Daichi e della centrale di Daiini, a 15 km al largo di Iwasawa, a 15 da Hirono Town, a 15 km da Minami Soma City e infine a 15 km da Ukedogawa River; i valori registrati il 9 aprile hanno riscontrato i massimi nei primi 2 punti dove il valore di concentrazione di Iodio 131 ? risultato essere 25 volte superiore al livello di riferimento mentre per il Cs134/Cs137 il valore di misurato ? stato di 20 volte pi? elevato rispetto al livello di riferimento. Per i punti situati a 15 km dalla costa il valore maggiore si ? riscontrato a 15 km dalla costa di Minami-Soma City dove per Iodio e Cesio i superamenti sono stati di 9.3 e 5.6 del valore di riferimento rispettivamente;
  • In aggiunta agli otto punti di campionamento di acqua marina, posti alla distanza di 30 km dalla costa e distanziati di 10 km l?uno dall?altro, sono state effettuate misure in altri due punti a minore distanza dalla costa (circa 10 km e 20 km dalla costa, e circa 60 km a sud della centrale); inoltre sono stati aggiunti altri 2 punti a nord dell?impianto e a distanze di 4 e 15 km dalla costa. Il giorno 10 aprile sono stati rilevati i seguenti valori: a circa 30 km dalla costa 77.4 Bq/l per lo Iodio 131 e 44.2 Bq/l per il Cesio 137.

Radioattivit? negli alimenti e restrizioni

Il Ministero della Salute ha reso noti i dati relativi a 157 campioni tra frutta (fragole), vegetali a foglia larga, spinaci, altre tipologie di vegetali, funghi, nonch? latte non pastorizzato, carne di maiale, pesce e frutti di mare, prelevati tra il 6 e il 10 aprile in 8 prefetture; le misure di 153 di questi campioni hanno mostrato livelli di I-131, Cs-137 e Cs-134 non rilevabili o inferiori ai limiti stabiliti dalle autorit? giapponesi. Un solo campione di pesce, prelevato il 7 aprile, e 3 campioni di funghi prelevati l?8 aprile, tutti provenienti dalla prefettura di Fukushima, hanno mostrato concentrazioni di I-131 per il campione di pesce e di I-131 e Cs-137/134 per quelli di funghi, superiori ai limiti consentiti.

Il governo ha emanato un regolamento provvisorio che stabilisce a 2000 Bq/kg il limite di I131 nel pesce.

Il Ministero dell?agricoltura, foreste e pesca del Giappone ha informato la IAEA che in questa stagione, nella maggior parte degli allevamenti il bestiame ? mantenuto al chiuso. Gli animali sono primariamente alimentati con scorte di foraggio secco e grano che, non essendo esposte all?aperto, non risultano contaminate. Sono state fornite, inoltre, indicazioni agli agricoltori sulla necessit? di prevenire la contaminazione dell?acqua utilizzata per l?abbeveraggio.

Permangono in vigore le restrizioni stabilite dal Ministero della salute del lavoro e del welfare sulla distribuzione e consumo di alimenti nelle prefetture di Fukushima, Ibaraki e Tochigi ed in alcune localit? della prefettura di Chiba. A partire dell?8 aprile, nella prefettura di Gunma sono state revocate le restrizioni alimentari precedentemente adottate.

In particolare:

  • nella prefettura di Fukushima, sono in vigore restrizioni sulla distribuzione e consumo dei vegetali a foglia, altri vegetali (kakina, spinaci, rape, cavoli, etc.) e del latte; per quanto riguarda la distribuzione di spinaci e latte non pastorizzato, il Ministero ha revocato, l?8 aprile, le restrizioni suddette in alcune localit? della prefettura (Kitakata, Aizumisato, Bandai, Inawashiro, Michima, Minamiaizu e Simogo);
  • nella prefettura di Ibaraki sono in vigore restrizioni nella distribuzione di prezzemolo spinaci e kakina, mentre, per quanto riguarda il latte, dal 10 di aprile sono stato revocato il divieto di distribuzione;
  • nella prefettura di Tochigi permane il divieto di distribuzione di spinaci e kakina;
  • nella prefettura di Chiba, le restrizioni riguardano solo alcune localit? (Katori e Tako); inoltre, ? stata vietata la distribuzione di spinaci, lattuga, sedano, prezzemolo ed altri vegetali prodotti nella citt? di Asahi.
Per quanto riguarda l?acqua potabile, alla data del 10 aprile le restrizioni dovute alla concentrazione di I-131 nell?acqua potabile sono in vigore solo nel villaggio di Iitate nella prefettura di Fukushima e riguardano solo i bambini.

In altre 7 prefetture (Ibaraki, Tokigi, Gunma, Saitama, Tokyo, Kanagawa e Niigata), dove i valori di concentrazione di I131 e Cs137 sono superiori al limite di rilevabilit? ma inferiori ai limiti consentiti, si nota comunque una lenta e progressiva diminuzione dei valori registrati.


Esposizione della popolazione

Dai dati diffusi dalla NISA risulta che alla data del 2 aprile presso la prefettura di Fukushima erano state sottoposte a monitoraggio per la contaminazione radioattiva oltre 122613 persone. Per 102 di esse il conteggio ? risultato superiore al livello di intervento di 100000 cpm fissato dalle Autorit? giapponesi: dopo la rimozione degli indumenti contaminati i valori di contaminazione residua misurati sono stati per tutti inferiori al livello di intervento e non sono state ritenute possibili conseguenze sanitarie dannose.

Il 3 aprile la NISA ha riferito circa l?effettuazione del monitoraggio radiometrico della tiroide, eseguito tra il 28 e il 30 marzo, di 946 bambini e ragazzi di et? compresa tra 0 e 15 anni presso il villaggio di Iitate e la citt? di Kawamata. Tutte le misure hanno dato risultati al di sotto dei livelli di intervento stabiliti dalle Autorit? e fissati a 0.2 microSv/h.


Esposizione dei lavoratori

Alla data del 7 aprile dei circa circa 300 lavoratori dell?impianto di Fukushima Dai-ichi, 21 risultano aver ricevuto dosi superiori a 100 mSv nel periodo legato all?emergenza: per nessuno di essi ? stato comunque superato il limite di 250 mSv fissato dalle Autorit? giapponesi per gli interventi in emergenza. Come noto, tre lavoratori che operavano nell?edificio turbina per la stesura di cavi hanno riportato dosi elevate di radiazioni agli arti inferiori a seguito dell?esposizione all?acqua contaminata raccoltasi nell?edificio. Per detti lavoratori ? stata stimata una dose compresa tra 2 e 3 Sv alle estremit? degli arti inferiori.

Il 3 aprile ? stato confermato il ritrovamento dei corpi di due lavoratori che il giorno del terremoto stavano operando presso l?Unit? 4 la cui morte non ? dovuta agli effetti delle radiazioni ionizzanti.


Monitoraggio della radioattivit? ambientale in altri paesi europei

In Spagna nel periodo compreso tra il 3 - 5 aprile sono state rilevate concentrazioni di I-131 su particolato atmosferico comprese tra 0,19 e 0,75 mBq/m3 (l?incremento dei valori rispetto al comunicato precedente ? dovuto alla disponibilit? di dati per altre stazioni di monitoraggio non presenti nei dati precedenti) . Per quanto riguarda il Cs-137 i valori misurati oscillano tra 0,038 e 0,075 mBq/m3 mentre per il Cs-134 tra 0,031 e 0,082 mBq/m3. Misure di I-131 in forma gassosa hanno evidenziato valori compresi tra 1,81 e 2,9 mBq/m3. Le analisi effettuate sull?acqua piovana il 3 aprile hanno fornito valori di concentrazione di I-131 di circa 0,73 Bq/l, mentre quelle relative al Cs-134 e al Cs 137 sono state inferiori a 0,19 Bq/l.

In Irlanda nel periodo compreso tra il 3 - 5 aprile sono state rilevate concentrazioni di I-131 su particolato atmosferico comprese tra 0,229 e 0,442 mBq/m3 . Per quanto riguarda il Cs-137 ed il Cs-134 i valori di concentrazione in aria sono stati compresi tra 0,045 e 0,138 mBq/m3 per il Cs-137 e tra 0,042 e 0,128 mBq/m3 per il Cs-134. Nei campioni di acqua piovana non sono state rilevate tracce di Cesio nel periodo di campionamento compreso tra il 22 marzo ed il 4 aprile, invece le I-131 ha raggiunto valori di 2,6 Bq/l. In occasione dell?emergenza dovuta alla situazione in Giappone sono stati intensificati i controlli sul latte. Tra il 24 marzo ed il 4 aprile i valori di I-131 rilevati sono stati compresi tra 0,13 e 0,19 Bq/l.

In Francia tracce di I-131 continuano ad essere apprezzate su prelievi di particolato atmosferico effettuati tra il 30 marzo e il 4 aprile a concentrazioni variabili tra 0,31 e 0,50 mBq/m3. Misure di iodio, su campioni in forma gassosa, effettuate tra il 29 marzo ed l?1 aprile hanno evidenziato una concentrazione compresa tra 1,70 e 4,10 per mBq/m3. Dall?analisi di 2 campioni di acqua piovana sono stato rivelati quantitativi di I-131 pari a 0,8 e 1,39 Bq/l. Tracce di iodio sono, inoltre, state trovate su gran parte dei 14 campioni effettuati su vegetazione 0,58 e 3,6 Bq/kg per l?erba e tra 0,08 e 0,46 Bq/kg per le verdure a foglia larga per campioni prelevati tra il 28 marzo e 1 aprile e su campioni di latte di capra (0,17-2,1 Bq/l). Per la prima volta, un minimo quantitativo di iodio-131 ? stato rilevato anche su campioni di erba raccolti nelle Antille (0,8 Bq/kg in Martinica e 0,47 Bq/kg nella Guadalupa). Le attivit? relative a radionuclidi quali cesio 137, cesio 134 e tellurio 132 sono al di sotto dei livelli di rilevabilit?.

In Bulgaria sono state misurate concentrazioni di I-131 in aria tra 0,09 e 0,12 mBq/m3 (Musala 25 marzo) e tra 0,15 e 0,1,92 mBq/m3 (Sofia 25 marzo - 3 aprile). Per la prima volta sono state rilevate tracce di Cs-134 (0,48 mBq/m3) e Cs-137 (0,63 mBq/m3) superiori ai livelli minimi misurabili. ? stata, inoltre, confermata la presenza di I-131 in acqua piovana alla concentrazione di circa 0,37 Bq/l.

In Austria (Vienna) sono state misurate concentrazioni di I-131 in quantitativi compresi tra 0,15 e 1,44 mBq/m3 su particolato atmosferico e per quanto riguarda la forma gassosa valori compresi tra 0,23 e 1,99 mBq/m3. La deposizione al suolo tra il 28 marzo ed il 3 aprile ha evidenziato valori di 0.9 Bq/m2. Nello periodo tra il 23 marzo e il 4 aprile, misure di Cs 134 e Cs 137 hanno rilevato valori massimi di concentrazione in aria, sullo stesso campione, pari a 0.124 mBq/m3 per il Cs-134 e di 0,144 mBq/m3 per il Cs-137 tutti valori rilevati nella giornata tra il 29 e il 30 marzo.

In Ungheria le misure effettuate nel periodo dal 21 marzo al 4 aprile hanno evidenziato valori della concentrazione di I-131 in aria compresi fra 0,082 e 1,270 mBq/m3 , nello stesso periodo sono state rilevate tracce di Cs134 (0.090 mBq/m3 max) e Cs 137 (0,1 mBq/m3 max).

In Svizzera si ? misurato un valore massimo di I 131 pari a 0,003 mBq/m3 (fino al 29 marzo).

In Romania presso una stazione di rilevamento della radioattivit? ambientale ? stata riscontrata presenza di I-131 con una concentrazione di 3,25 mBq/ m3 su di un campionamento effettuato dal 29 al 30 marzo.

In Grecia le misure effettuate dal 31 marzo 1 aprile hanno evidenziato valori della concentrazione di I-131 in aria compresi fra 0,194 e 0,444 mBq/m3 e tra il 1 aprile e il 2 aprile valori tra 0,060 e 0,365 mBq/m3.

Nel Lussemburgo le misure sul particolato atmosferico prelevato tra il 28 e il 3 aprile, hanno evidenziato valori compresi tra 0,36 e 1,75 mBq/ m3(decrescenti) per lo I131 e valori tra 0,26 e 0,97 per il Cs137. Misure effettuate in prossimit? della zona aeroportuale nel periodo tra il 17 e il 29 marzo hanno mostrato valori intorno a 0.4 mBq/m3 per lo I131 e di 0,017 mBq/m3 per il Cs137.

In Danimarca le misure effettuate dal 1 al 4 aprile hanno rilevato valori di concentrazione di I131 nel particolato atmosferico di 0,224 mBq/m3 mentre sia per il Cs137 che per il Cs134 non si sono registrati valori significativi.

In Belgio le misure effettuate dal 31 marzo al 4 aprile hanno rilevato valori di concentrazione di I131 nel particolato atmosferico di 0,35 mBq/m3 mentre sia per il Cs137 che per il Cs134 non si sono registrati valori significativi.

In Lituania misure di concentrazione in aria di Iodio e Cesio134/137 sono state effettuate nel periodo tra il 14 e il 31 marzo; i valori massimi si sono registrati nel periodo 28-31 marzo dove per lo I131 si riporta il valore di 2.78 mBq/m3, per il Cs134 0.273 mBq/m3 e per il Cs137 0.316 mBq/m3.

In Lettonia sono stati effettuati rilievi sul particolato atmosferico nel periodo tra 24 marzo e il 4 aprile volte a determinare la presenza in aria di Cs134/137, I131/132, Te132 e Xe133; i valori massimi determinati nel periodo tra il 24 e il 30 marzo hanno riguardato lo I131 e lo Xe133 con concentrazioni rispettivamente di 0.68 mBq/m3 e 0.45 mBq/m3 rispettivamente mentre nel periodo tra il 31 marzo e il 4 aprile l?unico valore registrato ? quello relativo alla presenza di I131 con concentrazione pari a 57 mBq/m3.

In Germania le misure di concentrazione in aria sono state effettuate in 4 differenti postazioni di monitoraggio e relativamente a Be7, I131/132, Te132 e Cs134/137 nonch? Xe133 e Kr85. I dati sono relativi misure effettuate nel periodo tra il 21 marzo e il 4 aprile e riportano un valore massimo di I131 di 3.68 mBq/m3 e di 0.43 mBq/m3 per il Cs137 il giorno 29 marzo. Il valore di concentrazione massima per lo Xe133, pari a 2.64 Bq/m3, ? stato registrato il 28 marzo; nello stesso giorno si ? registrato per il Kr85 un valore pari a 1.71 Bq/m3. Le autorit? tedesche sottolineano che la concentrazione di default di Kr 85 si attesta intorno a valori di 1.5 Bq/m3; il valore registrato ? pertanto non da imputarsi all?evento di Fukushima quanto pi? alle attivit? di riprocessamento di combustibile che avvengono rispettivamente nei siti di La Hague e di Sellafield.


Misure di radioattivit? ambientale in Italia

L?ISPRA e il sistema delle Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell?Ambiente effettuano il monitoraggio della radioattivit? ambientale. Sin dal 12 marzo 2011, l?ISPRA ha richiesto di intensificare le misure di particolato atmosferico allo scopo di monitorare l?andamento di una eventuale presenza di radioattivit? in aria riconducibile all?incidente nella centrale di Fukushima in Giappone. Vengono effettuate misure giornaliere con particolare riguardo alla presenza degli isotopi Iodio 131 e Cesio 137. ? stato anche richiesto di effettuare misure di deposizione al suolo con cadenza settimanale. Sono state programmate anche alcune misure su vegetali a foglia larga e latte al fine di seguire eventuali fenomeni di trasferimento dei radionuclidi nell?ambiente.

I risultati a partire dal 23 marzo e aggiornati alle ultime misure effettuate, hanno evidenziato la presenza in aria di piccole tracce di Iodio 131 variabili tra 0,03 e 1,43 mBq/m3 e di Cesio137 variabili tra 0,008 mBq/m3 e 0,24 mBq/m3. In alcune misure sono stati rilevate tracce di Cesio 134 variabile tra 0,01 mBq/m3 e 0,25 mBq/m3. Nei campioni nei quali sono stati rilevati sia il cesio 137 sia il Cesio 134 la media dei rapporti isotopici tra i due radionuclidi ? di circa 0,8. La presenza di Cesio 134 e il valore del rapporto con il Cesio 137 evidenzia una probabile provenienza legata all?incidente nucleare in Giappone. Alcune misure su campioni di iodio in forma gassosa hanno confermato la presenza di tracce di questo isotopo variabili tra 0,15 e 2,20 mBq/m3. Sono state inoltre rilevate tracce di Iodio 131 nella deposizione al suolo variabile tra 0.001 e 25,4 Bq/m2. Le concentrazioni sono in generale accordo con quelle rilevate in altri paesi Europei.

I valori riscontrati non hanno alcuna rilevanza dal punto di vista radiologico e sono tali da non costituire alcun rischio di tipo sanitario.

I risultati delle prime misure effettuate sui vegetali a foglia larga a partire dal 30 marzo, hanno evidenziato piccole tracce di:

  • Iodio131, compresi tra 0,04 e 0,80 Bq/kg. Si evidenzia che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dai regolamenti Euratom ? pari a 2000 Bq/kg;
  • Cesio 137, tra 0,07 Bq/kg e 0,66 Bq/kg. Si evidenzia che al momento non ? possibile correlare direttamente, sulla base di queste misure, tale presenza di Cesio 137 ai rilasci in atmosfera generati all?incidente in Giappone, sia per la presenza ubiquitaria di Cesio 137 a seguito del fall out degli esperimenti nucleari degli anni 60 che delle ricadute dell?incidente di Chernobyl, nonch? per l?assenza di rilevazione di Cesio 134. Va peraltro tenuto presente che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dai regolamenti Euratom per il Cesio 137 ? pari a 1250 Bq/kg.
Sono state, inoltre, effettuate misure su campioni di foraggio che hanno evidenziato, in alcuni casi, la presenza di I-131 tra 0,49 e 2,8 Bq/kg e di Cs-137 variabile tra 0,40 e 15,8 Bq/kg. Anche per queste misurazioni non ? stata rilevata la presenza di Cs-134.

I risultati delle prime misure effettuate sul latte a partire dal 30 marzo, hanno evidenziato un valore molto piccolo di concentrazione di Iodio 131 variabili tra 0,28 e 5,24 Bq/l. Si consideri che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dai regolamenti Euratom per lo Iodio 131 nel latte ? pari a 150 Bq/l per gli alimenti per lattanti.

Le concentrazioni sono in generale accordo con quelle rilevate in altri paesi Europei. I valori di concentrazione rilevati con le prime misure nei vegetali a foglia larga e nel latte sono notevolmente inferiori ai livelli massimi ammissibili stabiliti dai regolamenti Euratom.

(...)

Si conferma che, sino ad oggi, la rete automatica di monitoraggio dell?intensit? di dose gamma in aria dell?ISPRA non ha rilevato valori anomali rispetto alle normali fluttuazioni del fondo ambientale locale.

(...)


Previsioni meteorologiche nell?area

Le elaborazioni pervenute dal Servizio Meteorologico dell?Aeronautica Militare, per la giornata del 11 aprile, indicano, in quota, che sul Giappone ? presente una saccatura che determina condizioni di instabilit?. Al suolo, un sistema frontale in transito sul Giappone tende a spostarsi verso est. Le previsioni indicano tempo inizialmente molto nuvoloso con precipitazioni sparse, localmente nevose a quote basse sul settore settentrionale; dal primo pomeriggio tendenza ad attenuazione di nuvolosit? e fenomeni con rasserenamenti sempre pi? ampi. In quota i venti saranno da moderati a forti sud-occidentali tendenti a divenire nord-occidentali e al suolo, moderati localmente forti nord-occidentali con rinforzi specie lungo le coste orientali.

Per la giornata del 12 aprile, la saccatura in quota tende ad abbandonare il Giappone lasciando spazio ad un flusso di correnti occidentali. Il tempo, da poco nuvoloso a parzialmente nuvoloso, tender? al peggioramento dal pomeriggio-sera su estremo settore settentrionale e isola di Hokkaido dove in serata arriveranno delle precipitazioni. In quota venti forti nord-occidentali e al suolo saranno da deboli a moderati occidentali con rinforzi sulle coste specie del settore settentrionale.

Per quanto riguarda le mappe di traiettoria, le masse d?aria, a partire dal punto di riferimento, seguono una direttrice di movimento sud-ovest/nord-est fino fino al livello di 500 hPa, mentre a quote superiori la direttrice prevalente ovest/est.

(...)
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Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 7 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 12 aprile 2011)

Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 7 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 12 aprile 2011)

Emergenza nucleare in Giappone, aggiornamento del 15 aprile 2011 (ISPRA, estratto, adattato)



[Fonte: ISPRA, pagina originale completa: (LINK). Estratto, adattato.]
Emergenza nucleare in Giappone

L?ISPRA, nell?ambito dei compiti ad esso attribuiti dalla legislazione vigente quale autorit? di controllo per la sicurezza nucleare e la radioprotezione ed organo tecnico di supporto alle autorit? di protezione civile per le emergenze nucleari e radiologiche segue costantemente l?evolversi della situazione in atto presso le centrali nucleari giapponesi a seguito del forte sisma verificatosi nella giornata dell?11 marzo.
Le valutazioni che l? Istituto sta svolgendo si basano sulle informazioni ricevute quale punto di contatto nazionale nell?ambito per i sistemi di scambio rapido d?informazioni predisposti dall?Agenzia Internazionale dell?Energia Atomica in attuazione della Convenzione per la Pronta Notifica d?Incidenti Nucleari.
L?ISPRA ? in continuo contatto con l?Agenzia Internazionale per l?Energia Atomica (IAEA) e con il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sulla base dei periodici aggiornamenti ricevuti dalla IAEA, si riporta un aggiornamento della situazione presso le centrali di Fukushima Daiichi, Fukushima Daini e Onagawa, come fornito dall?Autorit? di sicurezza nucleare giapponese.

Aggiornamento del 14 aprile 2011
Terremoti dell? 11, 12 e 13 aprile 2011
Alcuni terremoti sono stati registrati tra l?11 ed il 13 Aprile 2011: - 11 Aprile ore 8:16, secondo la IAEA si ? trattato di un terremoto di Magnitudo 6,6, con epicentro in terra a 68 km da Daichi (37.01 N/ 140.48 E) con ipocentro a 13,1 km. Il terremoto ha causato una temporanea interruzione dell?energia elettrica nell?impianto di Fukushima Daichi, poi ripristinata dopo 50 minuti. Non sono state registrate anomalie presso gli altri impianti. - 11 Aprile ore 23:08, un secondo terremoto di magnitudo 6,2 con ipocentro ad una profondit? 13,1 km, ed epicentro a 230 km circa (35.41 N / 140.54 E) da Fukushima. Non sembra aver provocato anomalie agli impianti. - 12 Aprile ore 05:07, il terremoto di magnitudo 6.0 ha avuto ipocentro ad una profondit? di 10,6 km ed epicentro a 46 km circa (37.11 N / 140,60 E) dagli impianti di Fukushima non ha comportato ulteriori danni. - Il giorno 13 di Aprile alle ore 10:17, il terremoto di magnitudo 5,4 ha avuto epicentro a circa 70 km dagli impianti di Fukuschima senza provocare danni o disservizi aggiuntivi.
Rivalutazione del livello INES relativo alla gravit? dell?emergenza nucleare
L?Agenzia per la sicurezza nucleare e industriale (NISA) ha incrementato il livello di gravit? dell?incidente in corso da livello 5 della scala INES, al livello 7. Come noto, la scala INES ha lo scopo di poter informare il pubblico sul livello di gravit? di un incidente nucleare o radiologico. Nel valutare la gravit? dell?evento incidentale essa si basa su 7 livelli distinti: dal livello 0 (anomalie nelle operazioni di impianto) al livello massimo pari a 7 (incidente nucleare severo). Si ricorda che il livello massimo di 7 ? stato raggiunto solo in occasione dell?incidente alla centrale di Chernobyl nel 1986.
La valutazione fornita dalle autorit? giapponesi si ? basata sulla stima dell?entit? del rilascio di radioattivit? in atmosfera. Al momento, ? stato stimato un valore del rilascio pari a 3,7 1017 Bq di Iodio-131-equivalente (che tiene conto anche del rilascio di Cesio-137). Tale valore risulterebbe approssimativamente pari al 10% di quello attribuito all?incidente di Chernobyl.
Perdita di acqua contaminata in mare
Si conferma che la perdita in mare di acqua altamente contaminata dall?Unit? 2 ? stata interrotta il 5 aprile mediante l?utilizzo di un agente coagulante (vetro liquido). Durante la fuoriuscita di acqua dalla perdita ? stato effettuato un campionamento della stessa al fine di valutare i livelli di concentrazione dei principali radioisotopi. Nella tabella che segue si riportano i valori delle analisi menzionate e delle analisi effettuate su campioni prelevati in mare in posizione antistante la griglia di adduzione dell?Unit?2.
2 Aprile 2011
I-131 (MBq/cm<SUP>3</SUP>)
Cs-137 (MBq/cm<SUP>3</SUP>)
Cs-134 (MBq/cm<SUP>3</SUP>)
Campionamento dalla perdita ore 7.30 UTC
54
1.8
1.8
Campionamento in mare Ore 8:03 UTC
0.3
0.12
0.12
Le concentrazioni degli elementi in tabella decrescono con il passare dei giorni per effetto della riparazione della falla e per effetto della diluizione continua in mare. Al fine di limitare la dispersione in mare aperto dell?acqua contaminata sono state installate delle particolari barriere in alcuni specchi di acqua tra il molo ed i canali di adduzione acqua alle quattro Unit?.
Gestione dell?acqua contaminata in sito
Il trasferimento di acqua contaminata dagli edifici turbina delle Unit? 1 2 e 3 e dalle trincee (circa 60.000 t) ai serbatoi del condensato e ai serbatoi per il trattamento dei rifiuti liquidi ? in corso.
Come ? noto, negli edifici turbina delle Unit? 1, 2 e 3 ? presente acqua contaminata. Per l?Unit? 2 si ipotizza che si tratti di acqua che ? stata a contatto direttamente con il nocciolo parzialmente fuso, per poi trafilare all?esterno del contenitore primario attraverso una via ancora non individuata. Per le Unit? 1 e 3 la NSC (Nuclear Safety Commission of Japan) sospetta che si tratti di vapore condensato proveniente dal contenimento oppure acqua spruzzata nell?edificio reattore danneggiato per raffreddare il combustibile esaurito. La medesima acqua si ? raccolta anche nelle trincee adiacenti agli edifici turbina 1, 2 e 3 che hanno riportato misure di dose per l?Unit? 1 pari a 0,4 mSv/h e maggiore di 1000 mSv/h per l?Unit? 2.
Inoltre, ? in corso l?acquisizione di nuovi serbatoi per lo stoccaggio provvisorio dell?acqua al fine di aumentare la capacit? disponibile sul sito. Detti serbatoi verranno installati vicino all?impianto trattamento rifiuti.
Il giorno 12 Aprile alle 10:35 UTC ha avuto inizio il trasferimento dell?acqua contaminata dalla trincea adiacente l?edificio turbina dell?Unit? 2 al condensatore. Il trasferimento ? stato interrotto il giorno 13 Aprile alle ore 02:00 UTC al fine di verificare la presenza o meno di perdite nel circuito di trasferimento.
Rilascio in mare di acqua debolmente contaminata
Ad oggi, sono state scaricate in mare circa 9000 tonnellate di acqua a basso livello di contaminazione, proveniente dall?edificio principale di trattamento dei rifiuti radioattivi. Come ? ormai noto, tale operazione serve per rendere disponibili dei serbatoi per immagazzinare l?acqua altamente contaminata presente negli edifici turbine e relative trincee (vedi sopra).
? in corso il rilascio in mare dell?acqua a bassa concentrazione di attivit? (ad oggi 1343 tonnellate), presente nei pozzi di drenaggio delle Unit? 5 e 6. Tale operazione si ? resa necessaria al fine di proteggere i sistemi operative delle unit?.
Gestione degli interventi sul sito
Incendio
La sera dell?11 Aprile ? scoppiato un incendio nel locale campionamento all?esterno del sistema di raffreddamento acqua di mare delle Unit? 1-4 che ? stato prontamente estinto mediante mezzi manuali di estinzione. Nessuna conseguenza ne ? derivata in termini di rilascio materiali radioattivi o di raffreddamento.
Idrogeno
La TEPCO, in data 6 aprile, ha pianificato l?iniezione di azoto nel contenitore primario (PCV) dell?Unit? 1. Tale operazione, autorizzata dalla NISA, ? stata avviata alle ore 13:30 UTC e completata alle ore 16:00 UTC. Questa scelta deriva dalla ipotesi che idrogeno generatosi nel vessel possa andare ad accumularsi nel PCV. L?iniezione di azoto intende prevenire la possibile formazione di miscele gassose potenzialmente pericolose.
Detriti
Al fine di rendere agibili le zone esterne agli edifici delle Unit? 1-4 e degli edifici turbina, si sta procedendo allo sgombero dei detriti causati dello tsunami e dall?esplosione dei solai degli edifici delle Unit? 1-3-4. I mezzi utilizzati dagli operatori sono remotizzati a causa dei livelli di radiazione presenti nella zona.
Stato del sito nucleare
Ripristino delle alimentazioni elettriche normali
Le attivit? di ripristino dell?alimentazione elettrica e la refrigerazione del combustibile presente nei reattori delle unit? 1-3 e nelle piscine delle unit? 1-4 proseguono analogamente a quanto effettuato nei giorni precedenti. Risulta ristabilita l?illuminazione delle sale controllo e degliedifici turbina.
Le pompe elettriche mobili deputate al raffreddamento dell?RPV, alimentate dai diesel mobili, sono passate sotto l?alimentazione elettrica normale.
Stato dei reattori
Si continua iniettare acqua nei reattori delle Unit? 1 (6 m3 / h attraverso la linea acqua alimento) e delle Unit? 2 e 3 (7 m3 /h ciascuna, utilizzando le linee dell?antincendio).
Permane stabile la situazione dei livelli di acqua nel nocciolo nelle Unit? 1, 2 e 3 con met? circa del combustibile scoperto.
Le Unit? 5 e 6 restano in condizioni di arresto a freddo con i sistemi di impianto alimentati dalla rete elettrica esterna.
Come gi? menzionato, ? stata effettuata l?iniezione di Azoto nel contenitore primario dell?Unit? 1. Essa ha comportato un leggero aumento della pressione nel contenimento stesso. Sono attualmente in corso attivit? di valutazione, sollecitate dall?Autorit? di sicurezza, la NISA, alla TEPCO, in merito alla opportunit? di procedere analogamente per le Unit? 2 e 3.
A tal proposito la NISA ha indicato la possibilit? che alcuni strumenti presenti nel RPV possano non funzionare correttamente.
La pressione nel vessel per le Unit? 2 e 3 risulta essere stabile.
Per quanto riguarda la piscina del combustibile la temperatura non ? misurabile a causa del guasto della strumentazione.
Si continua ad iniettare acqua nelle piscine del combustibile delle Unit? 1, 2 e 3. La TEPCO riporta che l?acqua della piscina dell?unit? 4, il giorno 13 aprile, si trovava ad una temperatura di 90?C, per questo motivo sono state versate 195 tonnellate di acqua.
Dati radiometrici e conseguenze radiologiche
I dati relativi alle misure effettuate fino alle 8 ora locale del 14 aprile nei punti della rete di sorveglianza ambientale di sito, indicano, a circa un chilometro di distanza dai reattori, direzione ovest, valori compresi tra i 31 e i 73 microSv/h, mentre, circa 500 metri a nord-ovest dei reattori , si registra un valore massimo di 555 microSv/h. dai valori riportati si evince che il trend ? in lento ma progressivo calo.
Ai confini del sito, le misure nei vari punti effettuate il 14 aprile fino alle 8.00 ora locale, indicano valori di rateo di dose gamma in aria variabili tra 11 microSv/h nel punto di monitoraggio MP1 e 213 microSv/h nel punto MP7; anche in questo caso si nota un progressivo decremento dei valori di rateo di dose gamma.
Ai confini della zona di evacuazione (20 km) si registra nella giornata del 13 aprile, un?intensit? di dose massima di 0.4 microSv/h a circa 25 km a sud dell?impianto.
Tra i 20 e i 30 km sono stati individuati 4 punti di misura; il giorno 13 aprile si registra un valore massimo di 1 microSv/h a 25 km in direzione sud-ovest con un trend alla lenta e progressiva diminuzione.
Oltre i 30 km di distanza dal sito, il punto in cui si registra il massimo rateo di dose in aria ? stato a circa 30 km nord-ovest in cui si ? registrato un valore di 27 microSv/h il giorno 13 aprile.
Con riguardo alle concentrazioni di I-131 e Cs-137 in aria, gli aggiornamenti del 7 aprile riportano a 25 km a Nord dell?impianto un picco di concentrazione di Iodio131 e di Cesio137 rispettivamente di 35.90 Bq/m3 e 4.40 Bq/m3; il giorno 8 aprile le concentrazioni son diminuite a 1.05 Bq/m3 per lo Iodio131 e al di otto della minima attivit? rilevabile per il Cesio137 e lo stesso trend si ? registrato il giorno 10 aprile con valori stabili rispetto alla lettura precedente. A 80 km a sud-ovest dell?impianto, e precisamente nella zona di Nishirakawa, ? stata registrata una concentrazione di Iodio e Cesio( 1.03 e 0.542 Bq/m3) assente nel periodo precedente.
La TEPCO riporta le misure di concentrazione di Iodio e Cesio in aria effettuate al Cancello Ovest dell?impianto di Daichi e al punto MP-1 dell?impianto di Daini; tenendo presente che i valori di concentrazione in aria presi a riferimento per le attivit? lavorative effettuate in zone con presenza di contaminazione sono rispettivamente di 1E-3, 2E-3 e 3E-3 Bq/cm3 per Iodio 131, Cesio 134 e Cs 137, sia in forma volatile che in forma di particolato, si evidenzia che le valutazioni effettuate non risultano inferiori al limite riportato.
Nella zone di Minami e Futaba rispettivamente a circa 20 km nord-ovest e nord dall?impianto, e in altri 2 punti a 30 km nord-nord-ovest e a 40 km nord-ovest, si continuano a registrare valori di concentrazione di Iodio 131 e Cesio 137 nel terreno notevolmente al di sopra dei valori di riferimento; nelle misure 10 aprile ? stato registrato, infatti un incremento significativo dei valori riportati il giorno 8. Per gli altri punti monitorati, sebbene i valori siano sempre al di sopra dei livelli di riferimento del governo giapponese, si continua a registrare una lenta e progressiva diminuzione.
Per quanto riguarda le altre prefetture, i dati del monitoraggio radiometrico, mostrano un generale andamento decrescente a partire dal 23 marzo. Alla data del 13 aprile 2011, in alcune prefetture i valori rilevati risultano leggermente alterati rispetto alle usuali fluttuazioni del fondo ambientale. Il valore pi? elevato si registra nella prefettura di Fukushima; nella zona di Fukushima City il valore registrato ? di 2 microSv/h contro un valore di fondo che al massimo ? di 0.046 microSv/h.
Il grafico, a cui si accede tramite il link?Radioattivit? ambientale in Giappone? a fondo pagina, mostra l?andamento della radioattivit? ambientale negli ultimi giorni in alcune Prefetture che si trovano in direzione sud dalla centrale; il grafico ? ricavato sulla base dei dati forniti dal Ministero dell?educazione, cultura, scienze e tecnologia (MEXT) del Giappone.
Presso la prefettura di Ibaraki (Mito) il valore massimo rilevato il giorno 10 aprile ? stato di 0,141 microSv/h, significativamente superiore al fondo ambientale ma in costante, progressiva diminuzione; l?intensit? di dose gamma nella regione di Tokio risulta dello stesso ordine di grandezza del fondo ambientale; valori pi? modesti, anche se in alcuni casi leggermente alterati rispetto al fondo continuano ad essere rilevati nelle prefetture di Miyagi, Tochigi, Saitama e Chiba anche se il trend ? in progressiva diminuzione verso valori indicativi del fondo. Nella prefettura di Gunma i valori di rateo di dose gamma in aria sono ritornati a valori del fondo ambientale.
Sono stati resi noti i valori del monitoraggio ambientale nella prefettura di Fukushima effettuato il 12 aprile da 4 differenti squadre di monitoraggio mobili, con auto attrezzate, che hanno effettuato le misure durante gli spostamenti da una zona all?altra della prefettura di Fukushima: per il primo gruppo il valore massimo di 6.1 microSv/h si ? registrato nei dintorni del Municipio di Iitate; il secondo gruppo ha registrato il valore di 0.98 microSv/h nella zona di Motomiya; il terzo gruppo ha registrato il valore pi? alto di 1.9 microSv/h a Kawamata; il quarto gruppo, infine, ha valutato un rateo di dose di 0.95 microSv/h nella zona di Azumi.
Il 30 Marzo il governo ha annunciato una collaborazione con le Universit? per la misura del rateo di dose gamma nei campus afferenti alle varie prefetture; le misure sono state effettuate nel periodo tra il 5 e il 13 aprile in 26 campus. Al 13 aprile il valore pi? elevato di 0.42 microSv/h si registra a Fukushima City mentre, il valore pi? basso di 0.04 microSv/h si registra nelle prefetture di Hokkaido, Gifu e Mie.
I dati di deposizione al suolo sono relativi alle prefetture nelle quali ? stata misurata una concentrazione di Iodio 131 e Cesio 137 superiore alla norma, con l?eccezione della prefettura di Miyagi, per la quale continuano a non essere disponibili informazioni a causa dei danni provocati dal terremoto/tsunami. Il giorno 31 marzo ? stato registrato un picco di deposizione sia di I-131 che di Cs-137 in alcune prefetture: il massimo nella prefettura di Tochigi con 1400 Bq/m2 di I-131 e 500 Bq/m2 di Cs-137; i valori sono rapidamente ritornati a quelli dei giorni precedenti.
Il MEXT riporta che nella giornata tra l?11 e il 12 aprile in 6 prefetture ? stata misurata una deposizione di Iodio131 in un range variabile tra 5 Bq/m2 (Kanagawa) e 460 Bq/m2 (Ibaraki) mentre ? stato rilevato del Cesio137 con valori variabili tra 31 Bq/m2(Tokigi) e 700 Bq/m2(Ibaraki). Nella giornata tra il 12 e il 13 aprile i valori sono tornati nell?intervallo tra 3,2 e 14 Bq/m2 per lo Iodio131 e tra 4 e 19 Bq/m2 per il Cesio137.
Va ricordato che i dati riportati si riferiscono ad una sola stazione di campionamento per ogni prefettura e quindi non ? possibile fare una estrapolazione che possa riferire i valori all?intero territorio della prefettura.
Il MEXT ha riportato i risultati delle misure di concentrazione effettuate su 3 campioni di suolo raccolti in 2 villaggi della prefettura di Fukushima il 16 marzo scorso; le analisi sui campioni trattati hanno evidenziato la presenza di Stronzio 89 in concentrazioni variabili tra 13 e 260 Bk/kg e di Stronzio 90 tra 3,3 e 32 Bk/kg. Campioni di vegetali sono stati prelevati in 4 villaggi della prefettura di Fukushima a 30 km dall?impianto, nello stesso periodo, ed analizzati; i risultati mostrano concentrazioni di Sr89 tra 12 e 61 Bq/kg e variabili tra 1,8 e 5,9 Bq/kg per lo Sr90.
Monitoraggio acqua marina
Per quanto riguarda l?acqua marina, tenuto conto che i valori limite di concentrazione stabiliti dalle autorit? giapponesi sono 40 Bq/l per lo Iodio 131 e 90 Bq/l per il Cesio 137, la situazione ? la seguente:
- Al 12 aprile a 330 metri a sud del canale di scarico delle Unit? 1-4 sono stati registrati valori di concentrazione, elevati ma in costante decremento, sia di Iodio 131 che di Cesio 137; le misure effettuate hanno evidenziato che per lo Iodio131 il valore misurato ? circa 43 volte pi? elevato rispetto al limite, mentre per il cesio la misura ? 39 volte pi? elevata rispetto al livello di riferimento;
- A 30 metri a nord del canale di scarico delle Unit? 5-6 si registrano valori di concentrazione per lo iodio e per il cesio rispettivamente di 43 e 48 volte pi? elevati rispetto ai livelli di riferimento e sicuramente dovuti allo scarico di acqua contaminata dall?edificio del reattore 2 ad oggi risolta. I valori registrati, infatti, rispetto ai giorni precedenti risultano notevolmente diminuiti;
- In aggiunta ai punti descritti in precedenza, sono stati effettuati campionamenti in altri 8 punti significativi e rispettivamente in corrispondenza del canale di scarico di Daini a 10 km dall?impianto di Daichi, presso la localit? d Iwasawa a 16 km da Daichi, a 15 km al largo della centrale di Daichi e della centrale di Daiini, a 15 km al largo di Iwasawa, a 15 da Hirono Town, a 15 km da Minami Soma City e infine a 15 km da Ukedogawa River; i valori registrati il 12 aprile hanno riscontrato i massimi nei primi 2 punti dove il valore di concentrazione di Iodio 131e di Cs134/Cs137 ? risultato essere 28 volte superiore al livello di riferimento. Per i punti situati a 15 km dalla costa il valore maggiore si ? riscontrato a 15 km dalla costa di Minami-Soma City dove per lo Iodio e per il Cesio le concentrazioni sono rispettivamente di 0.91 e 0.78 Bq/cm3;
- In aggiunta agli otto punti di campionamento di acqua marina, posti alla distanza di 30 km dalla costa e distanziati di 10 km l?uno dall?altro, sono state effettuate misure in altri due punti a minore distanza dalla costa (circa 10 km e 20 km dalla costa, e circa 60 km a sud della centrale); inoltre sono stati aggiunti altri 2 punti a nord dell?impianto e a distanze di 4 e 15 km dalla costa. Il giorno 11 aprile sono stati rilevati i seguenti valori: a circa 30 km dalla costa 88.5 Bq/l per lo Iodio 131 e 71 Bq/l per il Cesio 137 (punto 4);
- La TEPCO ha effettuato ulteriori monitoraggi in 4 punti corrispondenti al molo di attracco delle unit? 1-4, alla griglia dell?unit? 2 e al canale di adduzione dell?unit? 1-4; al 12 aprile i valori di concentrazione di Iodio131 e Cs134/Cs137 sono per il molo di attracco 980 volte e 1000 volte superiore al limite; per la griglia dell?unit? 2, 2500 e 2400 volte maggiore del limite; nella parte sud del canale di adduzione 2500 volte pi? elevato per entrambe i radioisotopi e per la parte sud del canale di adduzione circa 2000 volte pi? elevato. Si evidenzia che i valori sono in progressiva diminuzione rispetto ai dati dei giorni precedenti.
Radioattivit? negli alimenti e restrizioni
Il Ministero della Salute ha reso noto i dati relativi a 55 campioni di frutta (fragole), latte non pastorizzato e pesce raccolti tra l?8 e il 12 aprile in 8 prefetture; le misure di 53 di questi campioni hanno mostrato livelli di I-131, Cs-137 e Cs-134 non rilevabili o inferiori ai limiti stabiliti dalle autorit? giapponesi. Nella prefettura di Ibaraki un solo campione di pesce, prelevato l?11 aprile, ha mostrato concentrazioni di I-131 superiore al limite di legge mentre un solo campione di spinaci ha evidenziato una concentrazione di Cs134/Cs137 superiore ai limiti consentiti.
Il governo ha emanato un regolamento provvisorio che stabilisce a 2000 Bq/kg il limite di I131 nel pesce.
Il Ministero dell?agricoltura, foreste e pesca del Giappone ha informato la IAEA che in questa stagione, nella maggior parte degli allevamenti il bestiame ? mantenuto al chiuso. Gli animali sono primariamente alimentati con scorte di foraggio secco e grano che, non essendo esposte all?aperto, non risultano contaminate. Sono state fornite, inoltre, indicazioni agli agricoltori sulla necessit? di prevenire la contaminazione dell?acqua utilizzata per l?abbeveraggio.
Il 13 aprile il Primo Ministro Giapponese ha richiesto al Governatore della prefettura di Fukushima di eliminare il consumo di funghi prodotti nel villaggio di Iitate fino a nuova diversa disposizione; ? stata, inoltre, richiesta la restrizione alla distribuzione per la stessa matrice alimentare prodotta nelle citt? di Date, Soma, Minamisoma, Tamura e Iwaki nonch? nelle cittadine di Shinchi, Kawamata, Namie, Futaba, Ookuma, Tomioka, Nahara e Hirono e, infine, nei villaggi di Iitate, Katsurao e Kawauchi fino ad ulteriore notifica.
Permangono in vigore le restrizioni stabilite dal Ministero della salute del lavoro e del welfare sulla distribuzione e consumo di alimenti nelle prefetture di Fukushima, Ibaraki e Tochigi ed in alcune localit? della prefettura di Chiba. A partire dell?8 aprile, nella prefettura di Gunma sono state revocate le restrizioni alimentari precedentemente adottate.
In particolare:
- nella prefettura di Fukushima, sono in vigore restrizioni sulla distribuzione e consumo dei vegetali a foglia, altri vegetali (kakina, spinaci, rape, cavoli, etc.) e del latte; per quanto riguarda la distribuzione di spinaci e latte non pastorizzato, il Ministero ha revocato, l?8 aprile, le restrizioni suddette in alcune localit? della prefettura (Kitakata, Aizumisato, Bandai, Inawashiro, Michima, Minamiaizu e Simogo); - nella prefettura di Ibaraki sono in vigore restrizioni nella distribuzione di prezzemolo spinaci e, mentre, per quanto riguarda il latte, dal 10 di aprile ? stato revocato il divieto di distribuzione; - nella prefettura di Tochigi permane il divieto di distribuzione di spinaci; - nella prefettura di Chiba, le restrizioni riguardano solo alcune localit? (Katori e Tako); inoltre, ? stata vietata la distribuzione di spinaci, lattuga, sedano, prezzemolo ed altri vegetali prodotti nella citt? di Asahi;
Per quanto riguarda l?acqua potabile, alla data del 10 aprile le restrizioni dovute alla concentrazione di I-131 nell?acqua potabile sono in vigore solo nel villaggio di Iitate nella prefettura di Fukushima e riguardano solo i bambini.
In altre 7 prefetture (Ibaraki, Tokigi, Gunma, Saitama, Tokyo, Kanagawa e Niigata), dove i valori di concentrazione di I131 sono superiori al limite di rilevabilit? ma inferiori ai limiti consentiti, si nota comunque una lenta e progressiva diminuzione dei valori registrati; per il Cs137 solo i campioni provenienti da 3 prefetture (Gunma, Saitama e Chiba) hanno evidenziato una concentrazione diversa da zero e variabile tra 0.14 e 0.38 Bq/l notevolmente al di sotto dei limiti di legge.
Esposizione della popolazione
Dai dati diffusi dalla NISA risulta che alla data del 2 aprile presso la prefettura di Fukushima erano state sottoposte a monitoraggio per la contaminazione radioattiva oltre 122613 persone. Per 102 di esse il conteggio ? risultato superiore al livello di intervento di 100000 cpm fissato dalle Autorit? giapponesi: dopo la rimozione degli indumenti contaminati i valori di contaminazione residua misurati sono stati per tutti inferiori al livello di intervento e non sono state ritenute possibili conseguenze sanitarie dannose.
Il 3 aprile la NISA ha riferito circa l?effettuazione del monitoraggio radiometrico della tiroide, eseguito tra il 28 e il 30 marzo, di 946 bambini e ragazzi di et? compresa tra 0 e 15 anni presso il villaggio di Iitate e la citt? di Kawamata. Tutte le misure hanno dato risultati al di sotto dei livelli di intervento stabiliti dalle Autorit? e fissati a 0.2 microSv/h.
Esposizione dei lavoratori
Alla data del 7 aprile dei circa 300 lavoratori dell?impianto di Fukushima Dai-ichi, 21 risultano aver ricevuto dosi superiori a 100 mSv nel periodo legato all?emergenza: per nessuno di essi ? stato comunque superato il limite di 250 mSv fissato dalle Autorit? giapponesi per gli interventi in emergenza. Come noto, tre lavoratori che operavano nell?edificio turbina per la stesura di cavi hanno riportato dosi elevate di radiazioni agli arti inferiori a seguito dell?esposizione all?acqua contaminata raccoltasi nell?edificio. Per detti lavoratori ? stata stimata una dose compresa tra 2 e 3 Sv alle estremit? degli arti inferiori.
Il 3 aprile ? stato confermato il ritrovamento dei corpi di due lavoratori che il giorno del terremoto stavano operando presso l?Unit? 4 la cui morte non ? dovuta agli effetti delle radiazioni ionizzanti.
La IAEA riporta la notizia che il 1? aprile un lavoratore che riparava un malfunzionamento al manicotto dell?acqua su una nave dell?esercito americano, ? caduto in acqua; il lavoratore ? stato immediatamente soccorso e non ha riportato n? ferite n? contaminazione esterna dalle prime rilevazioni effettuate; al fine di valutare l?eventuale contaminazione interna lo stesso ? stato sottoposto a WBC il cui risultato ha escluso qualsiasi presenza di contaminazione interna.
Misure protettive
Il Governo giapponese ha informato di aver stabilito due diverse aree di evacuazione oltre i 20 Km di raggio dalla centrale incidentata. Si ricorda che sin dall?inizio dell?incidente l?evacuazione era stata adottata entro i 20 km.
La prima area comprende quelle zone, oltre i 20 km dalla centrale, in cui ? stato stimato che i residenti assumerebbero una dose superiore a 20 mSv nel corso di un anno (approssimativamente entro marzo 2012). In questa area il Governo, consultandosi con le Comunit? locali, sta predisponendo il piano di evacuazione dei residenti che si prevede verr? effettuata entro il prossimo mese.
Nella seconda area, la cui estensione ? compresa tra i 20 ed i 30 km dalla centrale, ad esclusione di quelle zone che ricadono nella precedente area, la popolazione deve essere pronta, in caso di un aggravamento della situazione, ad essere evacuata all?esterno dell?area. In tale contesto, viene comunque raccomandata l?evacuazione volontaria; in ogni caso, l?area ? interdetta ai bambini, alle donne in gravidanza ed ai malati cronici. Tutte le scuole all?interno dell?area sono chiuse.
Monitoraggio della radioattivit? ambientale in altri paesi europei
In Spagna nel periodo compreso tra il 3 - 5 aprile sono state rilevate concentrazioni di I-131 su particolato atmosferico comprese tra 0,19 e 0,75 mBq/m3 (l?incremento dei valori rispetto al comunicato precedente ? dovuto alla disponibilit? di dati per altre stazioni di monitoraggio non presenti nei dati precedenti) . Per quanto riguarda il Cs-137 i valori misurati oscillano tra 0,038 e 0,075 mBq/m3 mentre per il Cs-134 tra 0,031 e 0,082 mBq/m3. Misure di I-131 in forma gassosa hanno evidenziato valori compresi tra 1,81 e 2,9 mBq/m3. Le analisi effettuate sull?acqua piovana il 3 aprile hanno fornito valori di concentrazione di I-131 di circa 0,73 Bq/l, mentre quelle relative al Cs-134 e al Cs 137 sono state inferiori a 0,19 Bq/l.
In Irlanda nel periodo compreso tra il 3 - 5 aprile sono state rilevate concentrazioni di I-131 su particolato atmosferico comprese tra 0,229 e 0,442 mBq/m3 . Per quanto riguarda il Cs-137 ed il Cs-134 i valori di concentrazione in aria sono stati compresi tra 0,045 e 0,138 mBq/m3 per il Cs-137 e tra 0,042 e 0,128 mBq/m3 per il Cs-134. Nei campioni di acqua piovana non sono state rilevate tracce di Cesio nel periodo di campionamento compreso tra il 22 marzo ed il 4 aprile, invece le I-131 ha raggiunto valori di 2,6 Bq/l. In occasione dell?emergenza dovuta alla situazione in Giappone sono stati intensificati i controlli sul latte. Tra il 24 marzo ed il 4 aprile i valori di I-131 rilevati sono stati compresi tra 0,13 e 0,19 Bq/l.
In Francia tracce di I-131 continuano ad essere apprezzate su prelievi di particolato atmosferico effettuati tra il 30 marzo e il 4 aprile a concentrazioni variabili tra 0,31 e 0,50 mBq/m3. Misure di iodio, su campioni in forma gassosa, effettuate tra il 29 marzo ed l?1 aprile hanno evidenziato una concentrazione compresa tra 1,70 e 4,10 per mBq/m3. Dall?analisi di 2 campioni di acqua piovana sono stato rivelati quantitativi di I-131 pari a 0,8 e 1,39 Bq/l. Tracce di iodio sono, inoltre, state trovate su gran parte dei 14 campioni effettuati su vegetazione 0,58 e 3,6 Bq/kg per l?erba e tra 0,08 e 0,46 Bq/kg per le verdure a foglia larga per campioni prelevati tra il 28 marzo e 1 aprile e su campioni di latte di capra (0,17-2,1 Bq/l). Per la prima volta, un minimo quantitativo di iodio-131 ? stato rilevato anche su campioni di erba raccolti nelle Antille (0,8 Bq/kg in Martinica e 0,47 Bq/kg nella Guadalupa). Le attivit? relative a radionuclidi quali cesio 137, cesio 134 e tellurio 132 sono al di sotto dei livelli di rilevabilit?.
In Bulgaria sono state misurate concentrazioni di I-131 in aria tra 0,09 e 0,12 mBq/m3 (Musala 25 marzo) e tra 0,15 e 0,1,92 mBq/m3 (Sofia 25 marzo - 3 aprile). Per la prima volta sono state rilevate tracce di Cs-134 (0,48 mBq/m3) e Cs-137 (0,63 mBq/m3) superiori ai livelli minimi misurabili. ? stata, inoltre, confermata la presenza di I-131 in acqua piovana alla concentrazione di circa 0,37 Bq/l.
In Austria (Vienna) sono state misurate concentrazioni di I-131 in quantitativi compresi tra 0,15 e 1,44 mBq/m3 su particolato atmosferico e per quanto riguarda la forma gassosa valori compresi tra 0,23 e 1,99 mBq/m3. La deposizione al suolo tra il 28 marzo ed il 3 aprile ha evidenziato valori di 0.9 Bq/m2. Nello periodo tra il 23 marzo e il 4 aprile, misure di Cs 134 e Cs 137 hanno rilevato valori massimi di concentrazione in aria, sullo stesso campione, pari a 0.124 mBq/m3 per il Cs-134 e di 0,144 mBq/m3 per il Cs-137 tutti valori rilevati nella giornata tra il 29 e il 30 marzo.
In Ungheria le misure effettuate nel periodo dal 21 marzo al 4 aprile hanno evidenziato valori della concentrazione di I-131 in aria compresi fra 0,082 e 1,270 mBq/m3 , nello stesso periodo sono state rilevate tracce di Cs134 (0.090 mBq/m3 max) e Cs 137 (0,1 mBq/m3 max).
In Svizzera si ? misurato un valore massimo di I 131 pari a 0,003 mBq/m3 (fino al 29 marzo).
In Romania presso una stazione di rilevamento della radioattivit? ambientale ? stata riscontrata presenza di I-131 con una concentrazione di 3,25 mBq/ m3 su di un campionamento effettuato dal 29 al 30 marzo.
Da parte della Grecia, sono stati resi disponibili i valori di deposizione, concentrazione in aria e concentrazione in alcune matrici alimentari nel periodo tra il 23 marzo e il 10 aprile per le aree di Attiki, Thessaloniki e nel periodo tra il 23 marzo e il 4 aprile per l?area della Grecia ovest. Nello specifico, nell?area di Attiki sono state fatte misure di I131 e Cs134/137 sia su filtri per aerosol(valore massimo 0.585 mBq/m3 di I131) che su filtri a carbone attivo (valore massimo 2.237 mBq/m3) nonch? misure di deposizione su terreno(valore massimo 5.7 Bq/m2) concentrazione su alcuni vegetali (valore massimo 1 Bq/m2 sia per lo iodio che per il cesio), sul latte di capra (valore massimo 1.5 Bq/kg per I131), sulla carne di agnello (valore massimo 0.2 Bq/kg di I131), sull?acqua potabile e sull?acqua piovana Nell?acqua potabile e nell?acqua piovana le concentrazioni di iodio misurate rispettivamente il 29 e il 31 marzo riportano concentrazioni di iodio di 4.1 e 1.3 Bq/l per i 2 differenti campioni. Per l?area della Grecia ovest sono disponibili i dati relativi alla concentrazione in aria su filtro per aerosol ( valore massimo 0.294 mBq/m3), la concentrazione nel latte di capra (valore massimo 1.9 Bq/l) e di mucca; per quest?ultimo campione la concentrazione misurata ? risultata inferiore ai limiti della rilevabilit? strumentale. Nell?area di Tessaloniki sono disponibili i dati di concentrazione su filtro per aerosol (valore massimo 0.497 mBq/m3 di I131 e 0.145 mBq/m3 di Cs137), su vegetazione (valore massimo 1.9 Bq/kg per I131), sul latte di capra(valore massimo 2.6 Bq/l di I131), sull?acqua piovana(valore massimo 0.5 Bq/l), sul latte di mucca e al suolo; per queste due ultime matrici i valori sono al di sotto dei limiti di rilevabilit?.
Nel Lussemburgo le misure sul particolato atmosferico prelevato tra il 28 e il 3 aprile, hanno evidenziato valori compresi tra 0,36 e 1,75 mBq/ m3(decrescenti) per lo I131 e valori tra 0,26 e 0,97 per il Cs137. Misure effettuate in prossimit? della zona aeroportuale nel periodo tra il 17 e il 29 marzo hanno mostrato valori intorno a 0.4 mBq/m3 per lo I131 e di 0,017 mBq/m3 per il Cs137.
In Danimarca le misure effettuate dal 1 al 4 aprile hanno rilevato valori di concentrazione di I131 nel particolato atmosferico di 0,224 mBq/m3 mentre sia per il Cs137 che per il Cs134 non si sono registrati valori significativi.
In Belgio le misure effettuate dal 31 marzo al 4 aprile hanno rilevato valori di concentrazione di I131 nel particolato atmosferico di 0,35 mBq/m3 mentre sia per il Cs137 che per il Cs134 non si sono registrati valori significativi.
In Lituania misure di concentrazione in aria di Iodio e Cesio134/137 sono state effettuate nel periodo tra il 14 e il 31 marzo; i valori massimi si sono registrati nel periodo 28-31 marzo dove per lo I131 si riporta il valore di 2.78 mBq/m3, per il Cs134 0.273 mBq/m3 e per il Cs137 0.316 mBq/m3.
In Lettonia sono stati effettuati rilievi sul particolato atmosferico nel periodo tra 24 marzo e il 4 aprile volte a determinare la presenza in aria di Cs134/137, I131/132, Te132 e Xe133; i valori massimi determinati nel periodo tra il 24 e il 30 marzo hanno riguardato lo I131 e lo Xe133 con concentrazioni rispettivamente di 0.68 mBq/m3 e 0.45 mBq/m3 rispettivamente mentre nel periodo tra il 31 marzo e il 4 aprile l?unico valore registrato ? quello relativo alla presenza di I131 con concentrazione pari a 57 mBq/m3.
In Germania le misure di concentrazione in aria sono state effettuate in 4 differenti postazioni di monitoraggio e relativamente a Be7, I131/132, Te132 e Cs134/137 nonch? Xe133 e Kr85. I dati sono relativi misure effettuate nel periodo tra il 21 marzo e il 4 aprile e riportano un valore massimo di I131 di 3.68 mBq/m3 e di 0.43 mBq/m3 per il Cs137 il giorno 29 marzo. Il valore di concentrazione massima per lo Xe133, pari a 2.64 Bq/m3, ? stato registrato il 28 marzo; nello stesso giorno si ? registrato per il Kr85 un valore pari a 1.71 Bq/m3. Le autorit? tedesche sottolineano che la concentrazione di default di Kr 85 si attesta intorno a valori di 1.5 Bq/m3; il valore registrato ? pertanto non da imputarsi all?evento di Fukushima quanto pi? alle attivit? di riprocessamento di combustibile che avvengono rispettivamente nei siti di La Hague e di Sellafield.
Misure di radioattivit? ambientale in Italia
L?ISPRA e il sistema delle Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell?Ambiente effettuano il monitoraggio della radioattivit? ambientale. Sin dal 12 marzo 2011, l?ISPRA ha richiesto di intensificare le misure di particolato atmosferico allo scopo di monitorare l?andamento di una eventuale presenza di radioattivit? in aria riconducibile all?incidente nella centrale di Fukushima in Giappone. Vengono effettuate misure giornaliere con particolare riguardo alla presenza degli isotopi Iodio 131 e Cesio 137. ? stato anche richiesto di effettuare misure di deposizione al suolo con cadenza settimanale. Sono state programmate anche alcune misure su vegetali a foglia larga e latte al fine di seguire eventuali fenomeni di trasferimento dei radionuclidi nell?ambiente.
I risultati a partire dal 23 marzo e aggiornati alle ultime misure effettuate, hanno evidenziato la presenza in aria di piccole tracce di Iodio 131 variabili tra 0,03 e 1,43 mBq/m3 e di Cesio137 variabili tra 0,008 mBq/m3 e 0,57 mBq/m3. In alcune misure sono stati rilevate tracce di Cesio 134 variabile tra 0,01 mBq/m3 e 0,25 mBq/m3. Nei campioni nei quali sono stati rilevati sia il cesio 137 sia il Cesio 134 la media dei rapporti isotopici tra i due radionuclidi ? di circa 0,8. La presenza di Cesio 134 e il valore del rapporto con il Cesio 137 evidenzia una probabile provenienza legata all?incidente nucleare in Giappone. Alcune misure su campioni di iodio in forma gassosa hanno confermato la presenza di tracce di questo isotopo variabili tra 0,15 e 2,20 mBq/m3. Sono state inoltre rilevate tracce di Iodio 131 nella deposizione al suolo variabile tra 0.001 e 25,4 Bq/m2. Le concentrazioni sono in generale accordo con quelle rilevate in altri paesi Europei.
I valori riscontrati non hanno alcuna rilevanza dal punto di vista radiologico e sono tali da non costituire alcun rischio di tipo sanitario.
I risultati delle prime misure effettuate sui vegetali a foglia larga a partire dal 30 marzo, hanno evidenziato piccole tracce di
- Iodio131, compresi tra 0,04 e 0,80 Bq/kg. Si evidenzia che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dalla Commissione Europea per l?importazione di alimenti dal Giappone per lo Iodio-131 ? pari a 2000 Bq/kg;
- Cesio 137, tra 0,07 Bq/kg e 1,33 Bq/kg. Si evidenzia che al momento non ? possibile correlare direttamente, sulla base di queste misure, tale presenza di Cesio 137 ai rilasci in atmosfera generati all?incidente in Giappone, sia per la presenza ubiquitaria di Cesio 137 a seguito del fall out degli esperimenti nucleari degli anni 60 che delle ricadute dell?incidente di Chernobyl, nonch? per l?assenza di rilevazione di Cesio 134. Va peraltro tenuto presente che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dalla Commissione Europea per l?importazione di alimenti dal Giappone per il Cesio-137 ? pari a 500 Bq/kg.
Sono state, inoltre, effettuate misure su campioni di foraggio che hanno evidenziato, in alcuni casi, la presenza di I-131 tra 0,32 e 2,8 Bq/kg e di Cs-137 variabile tra 0,29 e 15,8 Bq/kg. Anche per queste misurazioni non ? stata rilevata la presenza di Cs-134.
I risultati delle misure effettuate sul latte a partire dal 30 marzo, hanno evidenziato piccoli valori di concentrazione di Iodio-131 variabili tra 0,28 e 5,24 Bq/l ed in un campione anche una concentrazione di Cs-137 pari a 0,22 Bq/l. Si consideri che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dalla Commissione Europea per l?importazione di alimenti dal Giappone per lo Iodio 131 nel latte ? pari a 100 Bq/l per gli alimenti per lattanti.
Le concentrazioni sono in generale accordo con quelle rilevate in altri paesi Europei. I valori di concentrazione rilevati con le prime misure nei vegetali a foglia larga e nel latte sono notevolmente inferiori ai livelli massimi ammissibili stabiliti dai regolamenti Euratom.
All?aggiornamento dei dati al 14 aprile si accede tramite i collegamenti a fondo pagina da cui si accede anche ai grafici degli andamenti delle concentrazioni di I-131 e Cs-137 in aria. Si conferma che, sino ad oggi, la rete automatica di monitoraggio dell?intensit? di dose gamma in aria dell?ISPRA non ha rilevato valori anomali rispetto alle normali fluttuazioni del fondo ambientale locale.
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Previsioni meteorologiche nell?area
Le previsioni pervenute dal Servizio Meteorologico dell?Aeronautica Militare, valide fino alla giornata del 16 aprile, indicano in quota la presenza di una saccatura in transito tra ven 15 e sab 16 con intensificazione delle correnti sud-occidentali in successiva rotazione a nord-ovest; al suolo, la depressione sul vicino est asiatico con annesso sistema frontale in sviluppo, ? in moto verso levante.
Per la giornata di gioved? 14 aprile, la pressione atmosferica ? in diminuzione per l?approssimarsi di un sistema frontale da ovest. Il tempo si presenter? parzialmente nuvoloso con nuvolosit? in intensificazione. I venti in quota saranno moderati occidentali tendenti a sudovest, mentre al suolo si presenteranno deboli sud-occidentali in intensificazione.
Nella giornata di venerd? 15 aprile, il sistema frontale interesser? il Giappone. Il tempo si mostrer? molto nuvoloso con precipitazioni in generale estensione ed intensificazione localmente temporalesche ed intense sulle coste del pacifico settore centro-meridionale. I venti in quota saranno da moderati a forti sud-occidentali, al suolo varieranno da moderati a forti sud-occidentali specie lungo le coste orientali.
Nella giornata di sabato 16 aprile, il sistema frontale che interessa il Giappone, si porter? velocemente verso levante, determinando un progressivo miglioramento delle condizioni atmosferiche. Il tempo sar? molto nuvoloso con precipitazioni sparse che, nel corso della giornata, si attenueranno con ampie schiarite in propagazione da ovest verso est. I venti in quota saranno forti sud-occidentali, tendenti a divenire nord-occidentali e al suolo da inizialmente forti sud-occidentali tenderanno a disporsi da nordovest ad iniziare dalle coste occidentali e ad attenuarsi progressivamente.
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Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 7 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 12 aprile 2011)

Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 7 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 12 aprile 2011)

[Fonte: ISPRA, pagina originale completa: (LINK). Estratto, adattato.]
Emergenza nucleare in Giappone

L?ISPRA, nell?ambito dei compiti ad esso attribuiti dalla legislazione vigente quale autorit? di controllo per la sicurezza nucleare e la radioprotezione ed organo tecnico di supporto alle autorit? di protezione civile per le emergenze nucleari e radiologiche segue costantemente l?evolversi della situazione in atto presso le centrali nucleari giapponesi a seguito del forte sisma verificatosi nella giornata dell?11 marzo.

Le valutazioni che l? Istituto sta svolgendo si basano sulle informazioni ricevute quale punto di contatto nazionale nell?ambito per i sistemi di scambio rapido d?informazioni predisposti dall?Agenzia Internazionale dell?Energia Atomica in attuazione della Convenzione per la Pronta Notifica d?Incidenti Nucleari.

L?ISPRA ? in continuo contatto con l?Agenzia Internazionale per l?Energia Atomica (IAEA) e con il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sulla base dei periodici aggiornamenti ricevuti dalla IAEA, si riporta un aggiornamento della situazione presso le centrali di Fukushima Daiichi, Fukushima Daini e Onagawa, come fornito dall?Autorit? di sicurezza nucleare giapponese.

Aggiornamento del 18 aprile 2011

Programma degli interventi a breve e medio termine


Su richiesta del Ministero dell?Economia la TEPCO ha predisposto un programma per stabilizzare in maniera definitiva la centrale di Fukushima. Il piano predisposto prevede tre distinte aree di intervento relative al raffreddamento dei reattori e delle piscine del combustibile, alla mitigazione dell?evoluzione incidentale, con particolare riferimento alla gestione dell?acqua contaminata ed alla mitigazione di rilasci di radioattivit? in atmosfera ed al suolo, al monitoraggio delle conseguenze radiologiche ed allo svolgimento di attivit? di decontaminazione. Il programma prevede due fasi, la prima della durata di tre mesi, la seconda della durata da tre a sei mesi. Tra gli obiettivi della prima fase si citano la stabilizzazione del raffreddamento dei reattori e delle piscine, con il ripristino di un circuito chiuso, la predisposizione di adeguate strutture di contenimento dell?acqua contaminata, la prevenzione del rilascio di contaminanti radioattivi all?esterno degli edifici, in un quadro d?incremento complessivo delle attivit? di monitoraggio. Per la seconda fase si citano operazioni di decontaminazione dell?acqua e la predisposizione di coperture degli edifici.

Attivit? sismiche nella zona della centrale e relative contromisure

Alcuni terremoti sono stati registrati negli ultimi giorni. L?11 aprile ore 23:08, un terremoto di magnitudo 6,2 con ipocentro ad una profondit? 13,1 km, ed epicentro a 230 km circa (35.41 N / 140.54 E) da Fukushima, non sembra aver provocato anomalie agli impianti. Il 12 aprile ore 05:07, un terremoto di magnitudo 6.0 ha avuto ipocentro ad una profondit? di 10,6 km ed epicentro a 46 km circa (37.11 N / 140,60 E) dagli impianti di Fukushima, senza comportare ulteriori danni. Il giorno 13 aprile alle ore 10:17, il terremoto di magnitudo 5,4 ha avuto epicentro a circa 70 km dagli impianti di Fukushima senza provocare danni o disservizi aggiuntivi. Non si registrano conseguenze neanche a seguito del terremoto del giorno 16 di aprile alle ore 2:40 UTC, di magnitudo 5,8. In conseguenza del permanere di un?intensa attivit? sismica, quale contromisura verso possibili tsunami, la mattina del 16 aprile si ? provveduto ad innalzare il piano di lavoro delle pompe di alimentazione dell?acqua delle Unit? 1,2 e 3.
Rivalutazione del livello INES relativo alla gravit? dell?emergenza nucleare

L?Agenzia per la sicurezza nucleare e industriale (NISA) ha incrementato il livello di gravit? dell?incidente in corso da livello 5 della scala INES, al livello 7. Come noto, la scala INES ha lo scopo di poter informare il pubblico sul livello di gravit? di un incidente nucleare o radiologico. Nel valutare la gravit? dell?evento incidentale essa si basa su 7 livelli distinti: dal livello 0 (anomalie nelle operazioni di impianto) al livello massimo pari a 7 (incidente nucleare severo). Si ricorda che il livello massimo di 7 ? stato raggiunto solo in occasione dell?incidente alla centrale di Chernobyl nel 1986.

La valutazione fornita dalle autorit? giapponesi si ? basata sulla stima dell?entit? del rilascio di radioattivit? in atmosfera. Al momento, ? stato stimato un valore del rilascio pari a 3,7 10<SUP>17</SUP> Bq di Iodio-131-equivalente (che tiene conto anche del rilascio di Cesio-137). Tale valore risulterebbe approssimativamente pari al 10% di quello attribuito all?incidente di Chernobyl.

Gestione dell?acqua contaminata in sito

? in corso il trasferimento dell?acqua contaminata dagli edifici turbina delle Unit? 1 2 e 3 e dalle trincee (circa 60.000 t) ai serbatoi del condensato e ai serbatoi per il trattamento dei rifiuti liquidi.

Come ? noto, negli edifici turbina delle Unit? 1, 2 e 3 ? presente acqua contaminata. Per l?Unit? 2 si ipotizza che si tratti di acqua che ? stata a contatto direttamente con il nocciolo parzialmente fuso, per poi trafilare all?esterno del contenitore primario attraverso una via ancora non individuata.

Per le Unit? 1 e 3 la NSC (Nuclear Safety Commission of Japan) sospetta che si tratti di vapore condensato proveniente dal contenimento oppure acqua spruzzata nell?edificio reattore danneggiato per raffreddare il combustibile esaurito. La medesima acqua si ? raccolta anche nelle trincee adiacenti agli edifici turbina 1, 2 e 3 che hanno riportato misure di dose per l?Unit? 1 pari a 0,4 mSv/h e maggiore di 1000 mSv/h per l?Unit? 2.

? in corso, inoltre, l?acquisizione di nuovi serbatoi per lo stoccaggio provvisorio dell?acqua al fine di aumentare la capacit? disponibile sul sito. Detti serbatoi verranno installati vicino all?impianto trattamento rifiuti.

Il giorno 12 Aprile alle 10:35 UTC ha avuto inizio il trasferimento dell?acqua contaminata dalla trincea adiacente l?edificio turbina dell?Unit? 2 al condensatore. Il trasferimento ? stato interrotto il giorno 13 Aprile alle ore 02:00 UTC al fine di verificare la presenza o meno di perdite nel circuito di trasferimento. Alle 6.02 UTC dello stesso giorno, non avendo trovato perdite, il trasferimento ? stato riavviato ed ha avuto termine alle 8.04 con il trasferimento totale 660 t d?acqua.
Il livello dell?acqua nella trincea dell?Unit? 2 ha raggiunto 85mm.

Perdita di acqua contaminata in mare

La perdita in mare di acqua altamente contaminata dall?Unit? 2 ? stata interrotta il 5 aprile mediante l?utilizzo di un agente coagulante (vetro liquido). Nella tabella che segue si riportano i valori delle analisi effettuate su campioni prelevati sulla perdita e nelle acque antistanti la griglia di adduzione dell?Unit?2, precedentemente l?interruzione della perdita stessa.


2 Aprile 2011
I-131 (MBq/cm<SUP>3</SUP>)
Cs-137 (MBq/cm<SUP>3</SUP>)
Cs-134 (MBq/cm<SUP>3</SUP>)

Campionamento dalla perdita ore 7.30 UTC
54
1.8
1.8

Campionamento in mare Ore 8:03 UTC
0.3
0.12
0.12
Al fine di limitare la dispersione in mare aperto dell?acqua contaminata sono state installate delle particolari barriere in alcuni specchi di acqua tra il molo ed i canali di adduzione alle quattro Unit?.

Infatti, sono state predisposte delle barriere di contenimento come di seguito descritto. Sul lato del canale di adduzione dell?Unit? 2, sulla parete dove era presente la perdita di acqua contaminata, ? stata posta in opera una barriera composta da una serie di lastre di acciaio (completata il 15 Aprile 2011 alle 05:15 UTC). Sono state, inoltre, installate delle barriere filtranti agli ingressi dei canali di adduzione di ciascuna Unit?, nonch? a nord e a sud del canale di ingresso dell?acqua alla centrale (completate alle 3:20 del 14 Aprile 2011). Infine, sono state posizionate alcune sacche contenenti zeolite nei pressi delle griglie di ingresso dell?acqua ai condensatori delle tre Unit?. Ci? al fine di trattenere e catturare specifici elementi radioattivi. Queste sacche, inoltre, consentono di campionare ed analizzare la zeolite per analizzarne la radioattivit? trattenuta.

Rilascio in mare di acqua debolmente contaminata

Ad oggi, sono state scaricate in mare circa 9070 tonnellate di acqua a basso livello di contaminazione (per un totale di 1,5 1011 Bq), proveniente dall?edificio principale di trattamento dei rifiuti radioattivi.

Come ? ormai noto, tale operazione serve per rendere disponibili dei serbatoi per immagazzinare l?acqua altamente contaminata presente negli edifici turbine e relative trincee.

? in corso il rilascio in mare dell?acqua a bassa concentrazione di attivit? (ad oggi 1343 tonnellate), presente nei pozzi di drenaggio delle Unit? 5 e 6. Tale operazione si ? resa necessaria al fine di proteggere i sistemi operativi delle unit?.

Principali attivit? in corso sull?impianto

Gestione della problematica dell?idrogeno

La TEPCO, in data 6 aprile, ha pianificato l?iniezione di azoto nel contenitore primario (PCV) dell?Unit? 1. Tale operazione, autorizzata dalla NISA, ? stata avviata alle ore 13:30 UTC e tuttora in corso. Questa scelta deriva dall?ipotesi che l?idrogeno generatosi nel vessel possa andare ad accumularsi nel PCV. L?iniezione di azoto intende prevenire la possibile formazione di miscele gassose potenzialmente pericolose.

Raccolta detriti

Al fine di rendere agibili le zone esterne agli edifici delle Unit? 1-4 e degli edifici turbina, si sta procedendo allo sgombero dei detriti causati dello tsunami e dall?esplosione dei solai degli edifici delle Unit? 1-3-4. I mezzi utilizzati dagli operatori sono remotizzati a causa dei livelli di radiazione presenti nella zona.

Raffreddamento delle Unit?

Attualmente il raffreddamento delle Unit?1, 2 e 3 viene effettuato in ciclo aperto cercando, ove possibile, di recuperare l?acqua di raffreddamento inserita. Ci? fintanto che non si ripristiner? la refrigerazione a ciclo chiuso.

Stato del sito nucleare

Ripristino delle alimentazioni elettriche normali

Le attivit? di ripristino dell?alimentazione elettrica e della refrigerazione del combustibile presente nei reattori delle unit? 1-3 e nelle piscine delle unit? 1-4 proseguono analogamente a quanto effettuato nei giorni precedenti. Risulta ristabilita l?illuminazione delle sale controllo e degli edifici turbina.
Le pompe elettriche mobili deputate al raffreddamento dell?RPV, alimentate dai diesel mobili, sono passate sotto l?alimentazione elettrica normale.

Stato dei reattori

Si continua ad iniettare acqua nei reattori delle Unit? 1 (6 m3 / h attraverso la linea acqua alimento) e delle Unit? 2 e 3 (7 m3 /h ciascuna, utilizzando le linee dell?antincendio).
Permane stabile la situazione dei livelli di acqua nel nocciolo nelle Unit? 1, 2 e 3 con met? circa del combustibile scoperto.
Le Unit? 5 e 6 restano in condizioni di arresto a freddo con i sistemi di impianto alimentati dalla rete elettrica esterna.

Come gi? menzionato, si sta effettuando l?iniezione di Azoto nel contenitore primario dell?Unit? 1. Essa ha comportato un leggero aumento della pressione nel contenimento stesso.

Sono attualmente in corso, da parte della TEPCO, le attivit? di valutazione richieste dall?Autorit? di sicurezza, la NISA, in merito all?opportunit? di procedere analogamente per le Unit? 2 e 3.

A tal proposito la NISA ha indicato la possibilit? che alcuni strumenti presenti nel RPV possano non funzionare correttamente.

La pressione nel vessel per le Unit? 2 e 3 risulta essere stabile.
Per quanto riguarda la piscina del combustibile la temperatura non ? misurabile a causa del guasto della strumentazione.
Si continua ad iniettare acqua nelle piscine del combustibile delle Unit? 1, 2 e 3. Il 12 Aprile, un campionamento dell?acqua della piscina della Unit? 4, eseguito in remoto, ha fornito una misura dell?attivit? di I-131 pari a 220 Bq/cm3, Cs-134 di 88 Bq/cm3 e Cs-137 di 93 Bq/cm3. Inoltre, la temperatura dell?acqua della piscina ? risultata pari a 90?C e per tele motivo sono state versate 195 tonnellate di acqua.

La TEPCO ha comunicato che, il 18 aprile 2011, per valutare le condizioni radiologiche negli impianti, utilizzando un robot a controllo remoto, ha misurato livelli di radiazione negli edifici reattore da 10 a 49 mSv/h per l?Unit? 1 e da 28 a 57 mSv/h per l?Unit? 3.

L?elevato livello di radiazioni, in particolare per l?Unit? 3, non consente al momento, di poter intervenire direttamente sugli impianti stessi.

Dati radiometrici e conseguenze radiologiche

Misure di rateo di dose (prefettura di Fukushima)

I dati relativi alle misure effettuate fino alle 15 ora locale del 17 aprile nei punti della rete di sorveglianza ambientale di sito, indicano, a circa un chilometro di distanza dai reattori, direzione ovest, valori compresi tra i 26 e i 65 microSv/h, mentre, circa 500 metri a nord-ovest dei reattori , si registra un valore massimo di 509 microSv/h. dai valori riportati si evince che il trend ? in lento ma progressivo calo.

Ai confini del sito, le misure nei vari punti effettuate il 18 aprile fino alle 15.00 ora locale, indicano valori di rateo di dose gamma in aria variabili tra 10 microSv/h nel punto di monitoraggio MP1 e 189 microSv/h nel punto MP7; anche in questo caso si nota un progressivo decremento dei valori di rateo di dose gamma.

Ai confini della zona di evacuazione (20 km) si registra nella giornata del 17 aprile, un?intensit? di dose massima di 39,4 microSv/h a nord-ovest dell?impianto.

Tra le misurazioni effettuate il 17 aprile oltre i 30 km di distanza dal sito, ? stato registrato un valore massimo di 23,1 microSv/h a circa 32 km a nord-ovest dell?impianto.

Nella zona di Fukushima City il valore registrato ? di 2 microSv/h contro un valore di fondo che al massimo ? di 0,046 microSv/h.

Misure di concentrazioni in aria (prefettura di Fukushima)

Con riguardo alle concentrazioni di I-131 e Cs-137 in aria, gli aggiornamenti del 7 aprile riportano a 25 km a Nord dell?impianto un picco di concentrazione di Iodio131 e di Cesio137 rispettivamente di 35,90 Bq/m3 e 4.40 Bq/m3. Il giorno 8 aprile le concentrazioni son diminuite a 1,05 Bq/m3 per lo Iodio131 e al di sotto della minima attivit? rilevabile per il Cesio137. Il 15 aprile per lo Iodio-131 e per il Cesio-137 sono stati misurati rispettivamente 7,39 Bq/m3 e 1,74 Bq/m3.A circa 40 km a nord-ovest della centrale il 15 aprile per lo Iodio-131 e per il Cesio-137 sono stati misurati rispettivamente 5,95 Bq/m3 e 1,47 Bq/m3. A 80 km a sud-ovest dell?impianto, e precisamente nella zona di Nishirakawa, il 10 aprile ? stata registrata una concentrazione di Iodio e Cesio( 1,03 e 0,542 Bq/m3) assente nel periodo precedente, mentre il 15 aprile le concentrazioni sono risultate al di sotto della minima attivit? rivelabile.

La TEPCO riporta le misure di concentrazione di Iodio e Cesio in aria effettuate al Cancello Ovest dell?impianto di Daiichi e al punto MP-1 dell?impianto di Daini. Tenendo presente che i valori di concentrazione in aria presi a riferimento per le attivit? lavorative effettuate in zone con presenza di contaminazione sono rispettivamente di 1E-3, 2E-3 e 3E-3 Bq/cm3 per I-131, Cs-134 e Cs-137, sia in forma volatile che in forma di particolato, si evidenzia che le valutazioni effettuate il 17 aprile non risultano superiori al limite riportato.

Misure di deposizione al suolo (prefettura di Fukushima)

Al 16 aprile nelle zone di Minami e Futaba, rispettivamente a circa 20 km nord-ovest e nord dall?impianto, e in altri 2 punti a 30 km nord-nord-ovest e a 40 km nord-ovest, si continuano a registrare valori di deposizione al suolo di I-131 e Cs-137 nel terreno notevolmente al di sopra dei valori di riferimento. Per gli altri punti monitorati, i valori misurati continuano ad essere al di sopra dei livelli di riferimento del governo giapponese.

Il MEXT ha riportato i risultati delle misure di concentrazione effettuate su 3 campioni di suolo raccolti in 2 villaggi della prefettura di Fukushima il 16 marzo scorso; le analisi sui campioni trattati hanno evidenziato la presenza di Stronzio-89 in concentrazioni variabili tra 13 e 260 Bq/kg e di Stronzio-90 tra 3,3 e 32 Bq/kg.

Misure di rateo di dose (altre prefetture)

I dati del monitoraggio radiometrico mostrano un generale andamento decrescente a partire dal 23 marzo. Alla data del 17 aprile 2011, in alcune prefetture i valori rilevati risultano leggermente alterati rispetto alle usuali fluttuazioni del fondo ambientale. Il grafico, a cui si accede tramite il link?Radioattivit? ambientale in Giappone? a fondo pagina, mostra l?andamento della radioattivit? ambientale negli ultimi giorni in alcune Prefetture che si trovano in direzione sud dalla centrale; il grafico ? ricavato sulla base dei dati forniti dal Ministero dell?educazione, cultura, scienze e tecnologia (MEXT) del Giappone.

Al 17 aprile, presso la prefettura di Ibaraki (Mito) il valore massimo rilevato ? stato di 0,134 microSv/h, circa il doppio del fondo ambientale ma in costante, progressiva diminuzione; l?intensit? di dose gamma nella regione di Tokio risulta dello stesso ordine di grandezza del fondo ambientale; valori pi? modesti, anche se in alcuni casi leggermente alterati rispetto al fondo continuano ad essere rilevati nelle prefetture di Miyagi, e Chiba anche se il trend ? in progressiva diminuzione verso valori indicativi del fondo.

Misure di deposizione al suolo (altre prefetture)

I dati di deposizione al suolo sono relativi alle prefetture nelle quali ? stata misurata una concentrazione di Iodio 131 e Cesio 137 superiore alla norma, con l?eccezione della prefettura di Miyagi, per la quale continuano a non essere disponibili informazioni a causa dei danni provocati dal terremoto/tsunami. Il giorno 31 marzo ? stato registrato un picco di deposizione sia di I-131 che di Cs-137 in alcune prefetture: il massimo nella prefettura di Tochigi con 1400 Bq/m2 di I-131 e 500 Bq/m2 di Cs-137; i valori sono rapidamente ritornati a quelli dei giorni precedenti.

Il MEXT riporta che il 17 aprile ? stata misurata una deposizione di Cs-137 in un range variabile tra 5 Bq/m2 (Chiba) e 49 Bq/m2 (Yamagata) mentre non ? stato rivelato I-131.

Monitoraggio acqua marina

Per quanto riguarda l?acqua marina, tenuto conto che i valori limite di concentrazione stabiliti dalle autorit? giapponesi sono 40 Bq/l per lo Iodio 131 e 90 Bq/l per il Cesio 137, al 16 aprile la situazione ? la seguente:
  • a 30 metri a nord del canale di scarico delle Unit? 5-6 si registrano valori di concentrazione per lo iodio e per il cesio rispettivamente di 19 e 10 volte pi? elevati rispetto ai livelli di riferimento. I valori registrati, infatti, rispetto ai giorni precedenti risultano notevolmente diminuiti;
  • a 330 metri a sud del canale di scarico delle Unit? 1-4 sono stati registrati valori di concentrazione, elevati ma in costante decremento, sia di Iodio 131 che di Cesio 137; le misure effettuate hanno evidenziato che per lo Iodio131 il valore misurato ? circa 12 volte pi? elevato rispetto al limite, mentre per il Cesio137 ? 8 volte pi? elevato;
  • in corrispondenza del canale di scarico di Daini a 10 km dall?impianto di Daichi, i valori di concentrazione di Iodio131, Cesio134 e Cesio137 sono rispettivamente 12, 12 e 8 volte maggiori del valore limite;
  • presso la localit? di Iwasawa a 16 km da Daichi, i valori di concentrazione di Iodio131, Cesio134 e Cesio137 sono rispettivamente 7,5, 6,3 e 4,4 volte maggiori del valore limite;
  • alla distanza di 30 km dalla costa di fronte alla centrale e distanziati di 10 km l?uno dall?altro, sono stati predisposti 8 punti di monitoraggio dell?acqua marina. In seguito sono state effettuate misure in altri due punti a minore distanza dalla costa (circa 10 km e 20 km dalla costa, e circa 60 km a sud della centrale); inoltre sono stati aggiunti altri 2 punti a nord dell?impianto e a distanze di 4 e 15 km dalla costa. Il giorno 16 aprile sono stati rilevati i seguenti valori: a circa 30 km dalla costa, 161 Bq/l per lo Iodio-131 e 186 Bq/l per il Cs-137 (punto 4);
  • La TEPCO ha effettuato ulteriori monitoraggi in 4 punti corrispondenti al molo di attracco delle unit? 1-4, alla griglia dell?unit? 2 e al canale di adduzione dell?unit? 1-4; al 16 aprile i valori di concentrazione di Iodio131, Cesio134 e Cesio137 sono per il molo di attracco 160 volte, 110 e 72 volte superiori al limite; per la griglia dell?unit? 2, 6000, 1500 e 1000 volte maggiori del limite; nella parte sud del canale di adduzione 530, 300 e 210 volte pi? elevati per entrambe i radioisotopi e per la partenord del canale di adduzione 580, 270 e 190 volte pi? elevati.
Radioattivit? negli alimenti e restrizioni

Il Ministero della Salute ha reso noto i dati relativi a 50 campioni di vegetali, latte non pastorizzato e pesce raccolti tra l?11 e il 14 aprile in 10 prefetture; le misure hanno mostrato livelli di I-131, Cs-137 e Cs-134 non rilevabili o inferiori ai limiti stabiliti dalle autorit? giapponesi.

Campioni di vegetali sono stati prelevati il 19 marzo in 4 villaggi della prefettura di Fukushima a 30 km dall?impianto; i risultati mostrano concentrazioni di Sr89 tra 12 e 61 Bq/kg e variabili tra 1,8 e 5,9 Bq/kg per lo Sr90.

Il governo ha emanato un regolamento provvisorio che stabilisce a 2000 Bq/kg il limite di I131 nel pesce.

Il Ministero dell?agricoltura, foreste e pesca del Giappone ha informato la IAEA che in questa stagione, nella maggior parte degli allevamenti il bestiame ? mantenuto al chiuso. Gli animali sono primariamente alimentati con scorte di foraggio secco e grano che, non essendo esposte all?aperto, non risultano contaminate. Sono state fornite, inoltre, indicazioni agli agricoltori sulla necessit? di prevenire la contaminazione dell?acqua utilizzata per l?abbeveraggio.

Il 13 aprile il Primo Ministro Giapponese ha richiesto al Governatore della prefettura di Fukushima di eliminare il consumo di funghi prodotti nel villaggio di Iitate fino a nuova diversa disposizione; ? stata, inoltre, richiesta la restrizione alla distribuzione per la stessa matrice alimentare prodotta nelle citt? di Date, Soma, Minamisoma, Tamura e Iwaki nonch? nelle cittadine di Shinchi, Kawamata, Namie, Futaba, Ookuma, Tomioka, Nahara e Hirono e, infine, nei villaggi di Iitate, Katsurao e Kawauchi fino ad ulteriore notifica.

Permangono in vigore le restrizioni stabilite dal Ministero della salute del lavoro e del welfare sulla distribuzione e consumo di alimenti nelle prefetture di Fukushima, e Tochigi ed in alcune localit? della prefettura di Chiba. A partire dal 17 Aprile nella prefettura di Ibaraki sono state revocate alcune delle restrizioni alimentari precedentemente adottate.
In particolare:
  • nella prefettura di Fukushima, sono in vigore restrizioni sulla distribuzione e consumo dei vegetali a foglia, altri vegetali (kakina, spinaci, rape, cavoli, etc.) e del latte; per quanto riguarda la distribuzione di latte non pastorizzato, il Ministero, il giorno 8 aprile, ha revocato, le restrizioni nelle localit? di Kitakata, Aizumisato, Bandai, Inawashiro, Michima, Minamiaizu e Simogo e, il giorno 16 Aprile in molte altre localit?;
  • nella prefettura di Ibaraki dal 17 di aprile ? stato revocato il divieto di distribuzione di kakina e prezzemolo; ? stato revocato anche il divieto di distribuzione di spinaci, escludendo le localit? di Kitaibaraki e Takahagi.
  • nella prefettura di Tochigi dal 14 aprile ? stato revocato il divieto di distribuzione di kakina;
  • nella prefettura di Chiba, le restrizioni riguardano solo alcune localit? (Katori e Tako); inoltre, ? stata vietata la distribuzione di spinaci, lattuga, sedano, prezzemolo ed altri vegetali prodotti nella citt? di Asahi;
Per quanto riguarda l?acqua potabile, alla data del 10 aprile le restrizioni dovute alla concentrazione di I-131 nell?acqua potabile sono in vigore solo nel villaggio di Iitate nella prefettura di Fukushima e riguardano solo i bambini.

In altre 5 prefetture (Ibaraki, Tokigi, Gunma, Saitama, Tokyo), i valori di concentrazione di I-131 sono risultati superiori al limite di rivelabilit? e variabili tra 0,29 e 0,89 Bq/l; per il Cs137 solo i campioni provenienti da 3 prefetture (Gunma, Saitama e Tochigi) hanno evidenziato una concentrazione superiore al limite di rivelabilit? e variabile tra 0,18 e 0,63 Bq/l.

Esposizione della popolazione

Dai dati diffusi dalla NISA risulta che alla data del 11 aprile sono state sottoposte a monitoraggio per la contaminazione radioattiva oltre 145000 persone. Per 102 di esse il conteggio ? risultato superiore al livello di intervento di 100000 cpm fissato dalle Autorit? giapponesi: dopo la rimozione degli indumenti contaminati i valori di contaminazione residua misurati sono stati per tutti inferiori al livello di intervento e non sono state ritenute possibili conseguenze sanitarie dannose.

Il 3 aprile la NISA ha riferito circa l?effettuazione del monitoraggio radiometrico della tiroide, eseguito tra il 28 e il 30 marzo, di 946 bambini e ragazzi di et? compresa tra 0 e 15 anni presso il villaggio di Iitate e la citt? di Kawamata. Tutte le misure hanno dato risultati al di sotto dei livelli di intervento stabiliti dalle Autorit? e fissati a 0.2 microSv/h.

Esposizione dei lavoratori

Alla data del 14 aprile dei circa 300 lavoratori dell?impianto di Fukushima Dai-ichi, 28 risultano aver ricevuto dosi superiori a 100 mSv nel periodo legato all?emergenza: per nessuno di essi ? stato comunque superato il limite di 250 mSv fissato dalle Autorit? giapponesi per gli interventi in emergenza. Come noto, tre lavoratori che operavano nell?edificio turbina per la stesura di cavi hanno riportato dosi elevate di radiazioni agli arti inferiori a seguito dell?esposizione all?acqua contaminata raccoltasi nell?edificio. Per due dei suddetti lavoratori ? stata stimata una dose compresa tra 2 e 3 Sv alle estremit? degli arti inferiori.

Il 3 aprile ? stato confermato il ritrovamento dei corpi di due lavoratori che il giorno del terremoto stavano operando presso l?Unit? 4 la cui morte non ? dovuta agli effetti delle radiazioni ionizzanti.

La IAEA riporta la notizia che il 1? aprile un lavoratore che riparava un malfunzionamento al manicotto dell?acqua su una nave dell?esercito americano, ? caduto in acqua; il lavoratore ? stato immediatamente soccorso e non ha riportato n? ferite n? contaminazione esterna dalle prime rilevazioni effettuate; al fine di valutare l?eventuale contaminazione interna lo stesso ? stato sottoposto a WBC il cui risultato ha escluso qualsiasi presenza di contaminazione interna.

Monitoraggio della radioattivit? ambientale in altri paesi europei

In Spagna nel periodo compreso tra il 6 - 13 aprile sono state rilevate concentrazioni di I-131 su particolato atmosferico comprese tra 0,04 e 0,59 mBq/m3 . Per quanto riguarda il Cs-137 i valori misurati oscillano tra 0,01 e 0,085 mBq/m3 mentre per il Cs-134 tra 0,01 e 0,071 mBq/m3. Misure di I-131 in forma gassosa hanno evidenziato valori compresi tra 0,38 e 5,4 mBq/m3, con l?eccezioni di alcune citt? come Saragozza dove sono stati rilevati valori ancora pi? bassi (inferiore a 0,06 mBq/m3). Le analisi effettuate sull?acqua piovana il 3 aprile hanno fornito valori di concentrazione di I-131 compresi fra 0,19 e 2,0 Bq/l, mentre quelle relative al Cs-134 e al Cs-137 sono state inferiori a 0,06 Bq/l.

In Irlanda nel periodo compreso tra il 3 - 9 aprile sono state rilevate concentrazioni di I-131 su particolato atmosferico comprese tra 0,225 e 0,442 mBq/m3 . Per quanto riguarda il Cesio i valori di concentrazione in aria sono stati compresi tra 0,025 e 0,138 mBq/m3 per il Cs-137 e tra 0,025 e 0,128 mBq/m3 per il Cs-134. Nei campioni di acqua piovana non sono state rilevate tracce di Cesio nel periodo di campionamento compreso tra il 22 marzo ed il 4 aprile, invece lo I-131 ha raggiunto valori di 2,7 Bq/l. In occasione dell?emergenza dovuta alla situazione in Giappone sono stati intensificati i controlli sul latte. Tra il 24 marzo ed il 9 aprile i valori di I-131 rilevati sono stati compresi tra 0,13 e 0,33 Bq/l.

In Francia tracce di I-131 continuano ad essere rilevate nel particolato atmosferico, con un massimo della concentrazione pari a 1,78 mBq/m3 nei campioni prelevati tra il 30 marzo e il 7 aprile. Misure di iodio, su campioni in forma gassosa, evidenziano una tendenza alla diminuzione della concentrazione con valori al di sotto di 1 mBq/m3. Dall?analisi dei campioni di acqua piovana sono stato rivelati quantitativi di I-131 compresi fra pari a 0,5 e 3,0 Bq/l nel periodo fra il 26 e il 27 marzo; nei primi giorni di aprile si ? registrata una diminuzione con valori inferiori a 1,5 Bq/l. Nel periodo compreso fra il 4 e l?11 aprile tracce di I-131 sono state trovate nei campioni effettuati su vegetazione con valori compresi fra 0,39 e 2,96 Bq/. Nelle Antille la concentrazione di I-131 rilevata il 5 di aprile su campioni di erba ? pari a 2,3 Bq/kg nella Guadalupa. Nel latte di capra sono stati rilevati valori compresi fra 0,35 e 2,12 Bq/l, mentre nel latte bovino si registrano valori inferiori, compresi fra 0,15 e 0,46 Bq/l. Nei vegetali a foglia larga la concentrazione misurata fra il 29 marzo e l?8 aprile assume valori compresi fra 0,08 e 1,15 Bq/l.

In Bulgaria sono state misurate concentrazioni di I-131 in aria tra 0,09 e 0,12 mBq/m3 (Musala 25 marzo) e tra 0,15 e 0,1,92 mBq/m3 (Sofia 25 marzo - 3 aprile). Per la prima volta sono state rilevate tracce di Cs-134 (0,48 mBq/m3) e Cs-137 (0,63 mBq/m3) superiori ai livelli minimi misurabili. ? stata, inoltre, confermata la presenza di I-131 in acqua piovana alla concentrazione di circa 0,37 Bq/l.

In Austria (Vienna) sono state misurate concentrazioni di I-131 in quantitativi compresi tra 0,15 e 1,44 mBq/m3 su particolato atmosferico e per quanto riguarda la forma gassosa valori compresi tra 0,23 e 1,99 mBq/m3. La deposizione al suolo tra il 28 marzo ed il 3 aprile ha evidenziato valori di 0.9 Bq/m2. Nello periodo tra il 23 marzo e il 4 aprile, misure di Cs-134 e Cs-137 hanno rilevato valori massimi di concentrazione in aria, sullo stesso campione, pari a 0.124 mBq/m3 per il Cs-134 e di 0,144 mBq/m3 per il Cs-137 tutti valori rilevati nella giornata tra il 29 e il 30 marzo.

In Ungheria le misure effettuate nel periodo dal 21 marzo al 5 aprile hanno evidenziato valori della concentrazione di I-131 in aria compresi fra 0,082 e 1,270 mBq/m3 , nello stesso periodo sono state rilevate tracce di Cs-134 (0.090 mBq/m3 max) e Cs-137 (0,1 mBq/m3 max).

In Svizzera si ? misurato un valore massimo di I-131 pari a 0,003 mBq/m3 (fino al 6 aprile).

In Romania presso una stazione di rilevamento della radioattivit? ambientale ? stata riscontrata presenza di I-131 con una concentrazione di 3,25 mBq/ m3 su di un campionamento effettuato dal 29 al 30 marzo.

Da parte della Grecia, sono stati resi disponibili i valori di deposizione, concentrazione in aria e concentrazione in alcune matrici alimentari nel periodo tra il 23 marzo e il 10 aprile per le aree di Attiki, Thessaloniki e nel periodo tra il 23 marzo e il 4 aprile per l?area della Grecia ovest. Nello specifico, nell?area di Attiki sono state fatte misure di I-131 e Cs-134/137 sia su filtri per aerosol (valore massimo 0.585 mBq/m3 di I-131) che su filtri a carbone attivo (valore massimo 2.237 mBq/m3) nonch? misure di deposizione su terreno(valore massimo 5.7 Bq/m2) concentrazione su alcuni vegetali (valore massimo 1 Bq/m2 sia per lo iodio che per il cesio), sul latte di capra (valore massimo 1.5 Bq/kg per I-131), sulla carne di agnello (valore massimo 0.2 Bq/kg di I-131), sull?acqua potabile e sull?acqua piovana. Nell?acqua potabile e nell?acqua piovana le concentrazioni di iodio misurate rispettivamente il 29 e il 31 marzo riportano concentrazioni di iodio di 4,1 e 1,3 Bq/l per i 2 differenti campioni. Per l?area della Grecia ovest sono disponibili i dati relativi alla concentrazione in aria su filtro per aerosol ( valore massimo 0.294 mBq/m3), la concentrazione nel latte di capra (valore massimo 1,9 Bq/l) e di mucca; per quest?ultimo campione la concentrazione misurata ? risultata inferiore ai limiti della rilevabilit? strumentale. Nell?area di Tessaloniki sono disponibili i dati di concentrazione su filtro per aerosol (valore massimo 0,497 mBq/m3 di I-131 e 0.145 mBq/m3 di Cs-137), su vegetazione (valore massimo 1.9 Bq/kg per I-131), sul latte di capra (valore massimo 2.6 Bq/l di I131), sull?acqua piovana (valore massimo 0.5 Bq/l), sul latte di mucca e al suolo; per queste due ultime matrici i valori sono al di sotto dei limiti di rilevabilit?.

Nel Lussemburgo le misure sul particolato atmosferico prelevato tra il 28 e il 7 aprile, hanno evidenziato valori compresi tra 0,28 e 0,55 mBq/ m3 (decrescenti) per lo I-131 e valori tra 0,03 e 0,04 Bq/m3 per il Cs-137.

In Belgio le misure effettuate fino al 7 aprile hanno rilevato valori di concentrazione di I-131 nel particolato atmosferico di circa 1 mBq/m3, valore sceso a 0,3 mBq/m3 nel periodo fra il 7 e l?11 aprile; i valori di concentrazione di I-131 in forma gassosa hanno raggiunto i 3 mBq/m3 il 7 di aprile e sono scesi poi a 1 mBq/m3 l?11 aprile mentre sia per il Cs-137 che per il Cs-134 non si sono registrati valori significativi.

In Lituania misure di concentrazione in aria di I-131 e Cs-134/137 sono state effettuate nel periodo tra il 14 e il 31 marzo; i valori massimi si sono registrati nel periodo 28-31 marzo dove per lo I-131 si riporta il valore di 2.78 mBq/m3, per il Cs-134 0.273 mBq/m3 e per il Cs-137 0.316 mBq/m3.

In Lettonia sono stati effettuati rilievi sul particolato atmosferico nel periodo tra 24 marzo e il 4 aprile volte a determinare la presenza in aria di Cs-134/137, I-131/132, Te-132 e Xe-133; i valori massimi determinati nel periodo tra il 24 e il 30 marzo hanno riguardato lo I-131 e lo Xe-133 con concentrazioni rispettivamente di 0.68 mBq/m3 e 0.45 mBq/m3 rispettivamente mentre nel periodo tra il 31 marzo e il 4 aprile l?unico valore registrato ? quello relativo alla presenza di I-131 con concentrazione pari a 57 mBq/m3.

In Germania le misure di concentrazione in aria sono state effettuate in 4 differenti postazioni di monitoraggio e relativamente a Be-7, I-131/132, Te-132 e Cs-134/137 nonch? Xe-133 e Kr-85. I dati sono relativi misure effettuate nel periodo tra il 21 marzo e il 17 aprile e riportano un valore massimo di I-131 di 3.68 mBq/m3 e di 0.43 mBq/m3 per il Cs-137 il giorno 29 marzo. Il valore di concentrazione massima per lo Xe-133, pari a 2.64 Bq/m3, ? stato registrato il 28 marzo; nello stesso giorno si ? registrato per il Kr-85 un valore pari a 1.71 Bq/m3. Allo stato attuale i valori di concentrazione dello Iodio e del Cesio sono in diminuzione. Le autorit? tedesche sottolineano che la concentrazione di default di Kr-85 si attesta intorno a valori di 1.5 Bq/m3; il valore registrato ? pertanto non da imputarsi all?evento di Fukushima quanto pi? alle attivit? di riprocessamento di combustibile che avvengono rispettivamente nei siti di La Hague e di Sellafield.

Misure di radioattivit? ambientale in Italia

L?ISPRA e il sistema delle Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell?Ambiente effettuano il monitoraggio della radioattivit? ambientale. Sin dal 12 marzo 2011, l?ISPRA ha richiesto di intensificare le misure di particolato atmosferico allo scopo di monitorare l?andamento di una eventuale presenza di radioattivit? in aria riconducibile all?incidente nella centrale di Fukushima in Giappone. Vengono effettuate misure giornaliere con particolare riguardo alla presenza degli isotopi Iodio 131 e Cesio 137. ? stato anche richiesto di effettuare misure di deposizione al suolo con cadenza settimanale. Sono state programmate anche alcune misure su vegetali a foglia larga e latte al fine di seguire eventuali fenomeni di trasferimento dei radionuclidi nell?ambiente.

I risultati a partire dal 23 marzo e aggiornati alle ultime misure effettuate, hanno evidenziato la presenza in aria di piccole tracce di Iodio 131 variabili tra 0,03 e 1,43 mBq/m3 e di Cesio137 variabili tra 0,008 mBq/m3 e 0,57 mBq/m3. In alcune misure sono stati rilevate tracce di Cesio 134 variabile tra 0,01 mBq/m3 e 0,25 mBq/m3. Nei campioni nei quali sono stati rilevati sia il cesio 137 sia il Cesio 134 la media dei rapporti isotopici tra i due radionuclidi ? di circa 0,8. La presenza di Cesio 134 e il valore del rapporto con il Cesio 137 evidenzia una probabile provenienza legata all?incidente nucleare in Giappone. Alcune misure su campioni finalizzati alla rilevazione di iodio in forma gassosa hanno confermato la presenza di tracce di questo isotopo variabili tra 0,15 e 2,20 mBq/m3. Sono state inoltre rilevate tracce di Iodio 131 nella deposizione al suolo variabile tra 0.001 e 25,4 Bq/m2 e, su un campione, di Cs-137 con un valore pari a 75,8 mBq/m2. Le concentrazioni sono in generale accordo con quelle rilevate in altri paesi Europei.

I valori riscontrati non hanno alcuna rilevanza dal punto di vista radiologico e sono tali da non costituire alcun rischio di tipo sanitario.

I risultati delle prime misure effettuate sui vegetali a foglia larga a partire dal 30 marzo, hanno evidenziato piccole tracce di
  • Iodio131, compresi tra 0,04 e 0,80 Bq/kg. Si evidenzia che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dalla Commissione Europea per l?importazione di alimenti dal Giappone per lo Iodio-131 ? pari a 2000 Bq/kg;
  • Cesio 137, tra 0,07 Bq/kg e 1,33 Bq/kg. Si evidenzia che al momento non ? possibile correlare direttamente, sulla base di queste misure, tale presenza di Cesio 137 ai rilasci in atmosfera generati all?incidente in Giappone, sia per la presenza ubiquitaria di Cesio 137 a seguito del fall out degli esperimenti nucleari degli anni 60 che delle ricadute dell?incidente di Chernobyl, nonch? per l?assenza di rilevazione di Cesio 134. Va peraltro tenuto presente che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dalla Commissione Europea per l?importazione di alimenti dal Giappone per il Cesio-137 ? pari a 500 Bq/kg;
Sono state, inoltre, effettuate misure su campioni di foraggio che hanno evidenziato, in alcuni casi, la presenza di I-131 tra 0,32 e 2,8 Bq/kg e di Cs-137 variabile tra 0,29 e 15,8 Bq/kg. Anche per queste misurazioni non ? stata rilevata la presenza di Cs-134.

I risultati delle misure effettuate sul latte a partire dal 30 marzo, hanno evidenziato piccoli valori di concentrazione di Iodio-131 variabili tra 0,20 e 5,24 Bq/l ed in un campione anche una concentrazione di Cs-137 pari a 0,22 Bq/l. Si consideri che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dalla Commissione Europea per l?importazione di alimenti dal Giappone per lo Iodio 131 nel latte ? pari a 100 Bq/l per gli alimenti per lattanti.

Le concentrazioni sono in generale accordo con quelle rilevate in altri paesi Europei. I valori di concentrazione rilevati con le prime misure nei vegetali a foglia larga e nel latte sono notevolmente inferiori ai livelli massimi ammissibili stabiliti dai regolamenti Euratom.

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Si conferma che, sino ad oggi, la rete automatica di monitoraggio dell?intensit? di dose gamma in aria dell?ISPRA non ha rilevato valori anomali rispetto alle normali fluttuazioni del fondo ambientale locale.

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Previsioni meteorologiche nell?area

Le previsioni pervenute dal Servizio Meteorologico dell?Aeronautica Militare, valide fino alla giornata di mercoled? 20 aprile, indicano la presenza, in quota, di una circolazione ciclonica individuabile sulle coree che trasler? verso levante, interessando il Giappone nelle prossime 24-48 ore; al suolo, l?area depressionaria presente sul Giappone tende a spostare il proprio minimo dal settore centrale del paese verso l?area del pacifico di nord-est.

Per la giornata di luned? 18 aprile, la pressione atmosferica si mantiene su valori complessivamente bassi. Il tempo si presenter? con una nuvolosit? in graduale aumento da sud con piogge in arrivo dalla serata. I venti in quota saranno moderati da sud-ovest e al suolo i venti saranno deboli o moderati, provenienti da oriente.

Per la giornata di marted? 19 aprile, permane sul Giappone un?area depressionaria. Il cielo sar? molto nuvoloso con piogge sparse, pi? intense a met? giornata con rovesci sull?area pacifica settentrionale. In quota i venti saranno moderati da sud-ovest, in rotazione a nord-ovest; al suolo, venti da moderati a forti, provenienti da nord-est ed in rotazione a nord sulle coste nord-orientali.

Nella giornata di mercoled? 20 aprile, la pressione atmosferica torner? lentamente ad aumentare. Il tempo si presenter? inizialmente molto nuvoloso con piogge pi? intense e probabili sulle zone centro-settentrionali del Giappone. La tendenza e? per un graduale miglioramento dal pomeriggio, iniziando da ovest. I venti in quota saranno moderati, provenienti da ovest/nord-ovest mentre al suolo si presenteranno moderati, provenienti dai quadranti settentrionali, tendenti ad attenuarsi dal pomeriggio, iniziando dalle zone occidentali.
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Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 7 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 18 aprile 2011)

Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 7 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 18 aprile 2011)

[Fonte: ISPRA, pagina originale completa: (LINK). Estratto, adattato.]
Emergenza nucleare in Giappone

L?ISPRA, nell?ambito dei compiti ad esso attribuiti dalla legislazione vigente quale autorit? di controllo per la sicurezza nucleare e la radioprotezione ed organo tecnico di supporto alle autorit? di protezione civile per le emergenze nucleari e radiologiche segue costantemente l?evolversi della situazione in atto presso le centrali nucleari giapponesi a seguito del forte sisma verificatosi nella giornata dell?11 marzo.

Le valutazioni che l? Istituto sta svolgendo si basano sulle informazioni ricevute quale punto di contatto nazionale nell?ambito per i sistemi di scambio rapido d?informazioni predisposti dall?Agenzia Internazionale dell?Energia Atomica in attuazione della Convenzione per la Pronta Notifica d?Incidenti Nucleari.

L?ISPRA ? in continuo contatto con l?Agenzia Internazionale per l?Energia Atomica (IAEA) e con il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sulla base dei periodici aggiornamenti ricevuti dalla IAEA, si riporta un aggiornamento della situazione presso le centrali di Fukushima Daiichi, Fukushima Daini e Onagawa, come fornito dall?Autorit? di sicurezza nucleare giapponese.


Aggiornamento del 21 aprile 2011

Programma degli interventi a breve e medio termine

Su richiesta del Ministero dell?Economia la TEPCO ha predisposto un programma per stabilizzare in maniera definitiva la centrale di Fukushima. Il piano predisposto prevede tre distinte aree di intervento relative al raffreddamento dei reattori e delle piscine del combustibile, alla mitigazione dell?evoluzione incidentale, con particolare riferimento alla gestione dell?acqua contaminata ed alla mitigazione di rilasci di radioattivit? in atmosfera ed al suolo, al monitoraggio delle conseguenze radiologiche ed allo svolgimento di attivit? di decontaminazione.

Il programma prevede due fasi, la prima della durata di tre mesi, la seconda della durata da tre a sei mesi. Tra gli obiettivi della prima fase si citano la stabilizzazione del raffreddamento dei reattori e delle piscine, con il ripristino di un circuito chiuso, la predisposizione di adeguate strutture di contenimento dell?acqua contaminata, la prevenzione del rilascio di contaminanti radioattivi all?esterno degli edifici, in un quadro d?incremento complessivo delle attivit? di monitoraggio. Per la seconda fase si citano operazioni di decontaminazione dell?acqua e la predisposizione di coperture degli edifici.


Attivit? sismiche nella zona della centrale e relative contromisure

Alcuni terremoti sono stati registrati negli ultimi giorni. L?11 aprile ore 23:08, un terremoto di magnitudo 6,2 con ipocentro ad una profondit? 13,1 km, ed epicentro a 230 km circa (35.41 N / 140.54 E) da Fukushima, non sembra aver provocato anomalie agli impianti. Il 12 aprile ore 05:07, un terremoto di magnitudo 6.0 ha avuto ipocentro ad una profondit? di 10,6 km ed epicentro a 46 km circa (37.11 N / 140,60 E) dagli impianti di Fukushima, senza comportare ulteriori danni. Il giorno 13 aprile alle ore 10:17, il terremoto di magnitudo 5,4 ha avuto epicentro a circa 70 km dagli impianti di Fukushima senza provocare danni o disservizi aggiuntivi.

Non si registrano conseguenze neanche a seguito del terremoto del giorno 16 di aprile alle ore 2:40 UTC, di magnitudo 5,8. In conseguenza del permanere di un?intensa attivit? sismica, quale contromisura verso possibili tsunami, la mattina del 16 aprile si ? provveduto ad innalzare il piano di lavoro delle pompe di alimentazione dell?acqua delle Unit? 1,2 e 3.


Rivalutazione del livello INES relativo alla gravit? dell?emergenza nucleare

L?Agenzia per la sicurezza nucleare e industriale (NISA) ha incrementato il livello di gravit? dell?incidente in corso da livello 5 della scala INES, al livello 7. Come noto, la scala INES ha lo scopo di poter informare il pubblico sul livello di gravit? di un incidente nucleare o radiologico. Nel valutare la gravit? dell?evento incidentale essa si basa su 7 livelli distinti: dal livello 0 (anomalie nelle operazioni di impianto) al livello massimo pari a 7 (incidente nucleare severo). Si ricorda che il livello massimo di 7 ? stato raggiunto solo in occasione dell?incidente alla centrale di Chernobyl nel 1986.

La valutazione fornita dalle autorit? giapponesi si ? basata sulla stima dell?entit? del rilascio di radioattivit? in atmosfera. Al momento, ? stato stimato un valore del rilascio pari a 3,7 1017 Bq di Iodio-131-equivalente (che tiene conto anche del rilascio di Cesio-137). Tale valore risulterebbe approssimativamente pari al 10% di quello attribuito all?incidente di Chernobyl.


Gestione dell?acqua contaminata in sito

? in corso il trasferimento dell?acqua contaminata dagli edifici turbina delle Unit? 1 2 e 3 e dalle trincee (circa 60.000 t) ai serbatoi del condensato e ai serbatoi per il trattamento dei rifiuti liquidi.

La TEPCO ha sottoposto alla NISA un piano per il trasferimento di acqua altamente contaminata dal basamento dell?edificio turbina dell?Unit? 2 ai serbatoi dell?edificio principale del trattamento dei rifiuti liquidi. Dopo l?accertamento dell?effettiva tenuta dei serbatoi dell?area menzionata, il 19 aprile ha avuto inizio il trasferimento dei liquidi dell?Unit? 2.

Come ? noto, negli edifici turbina delle Unit? 1, 2 e 3 ? presente acqua contaminata. Per l?Unit? 2 si ipotizza che si tratti di acqua che ? stata a contatto direttamente con il nocciolo parzialmente fuso, per poi trafilare all?esterno del contenitore primario attraverso una via ancora non individuata.

Per le Unit? 1 e 3 la NSC (Nuclear Safety Commission of Japan) sospetta che si tratti di vapore condensato proveniente dal contenimento oppure acqua spruzzata nell?edificio reattore danneggiato per raffreddare il combustibile esaurito. La medesima acqua si ? raccolta anche nelle trincee adiacenti agli edifici turbina 1, 2 e 3 che hanno riportato misure di dose per l?Unit? 1 pari a 0,4 mSv/h e maggiore di 1000 mSv/h per l?Unit? 2.

? in corso, inoltre, l?acquisizione di nuovi serbatoi per lo stoccaggio provvisorio dell?acqua al fine di aumentare la capacit? disponibile sul sito. Detti serbatoi verranno installati vicino all?impianto trattamento rifiuti.

Il giorno 12 Aprile alle 10:35 UTC ha avuto inizio il trasferimento dell?acqua contaminata dalla trincea adiacente l?edificio turbina dell?Unit? 2 al condensatore. Il trasferimento ? stato interrotto il giorno 13 Aprile alle ore 02:00 UTC al fine di verificare la presenza o meno di perdite nel circuito di trasferimento. Alle 6.02 UTC dello stesso giorno, non avendo trovato perdite, il trasferimento ? stato riavviato ed ha avuto termine alle 8.04 con il trasferimento totale 660 t d?acqua.

Il livello dell?acqua nella trincea dell?Unit? 2 ha raggiunto 85mm.


Perdita di acqua contaminata in mare

La perdita in mare di acqua altamente contaminata dall?Unit? 2 ? stata interrotta il 5 aprile mediante l?utilizzo di un agente coagulante (vetro liquido). Nella tabella che segue si riportano i valori delle analisi effettuate su campioni prelevati sulla perdita e nelle acque antistanti la griglia di adduzione dell?Unit?2, precedentemente l?interruzione della perdita stessa.
  • 2 Aprile 2011: I-131 (MBq/cm3) - Cs-137 (MBq/cm3) - Cs-134 (MBq/cm3), Campionamento dalla perdita ore 7.30 UTC
    • 54 - 1.8 - 1.8
  • Campionamento in mare, Ore 8:03 UTC
    • 0.3 - 0.12 - 0.12
Al fine di limitare la dispersione in mare aperto dell?acqua contaminata sono state installate delle particolari barriere in alcuni specchi di acqua tra il molo ed i canali di adduzione alle quattro Unit?.

Infatti, sono state predisposte delle barriere di contenimento come di seguito descritto. Sul lato del canale di adduzione dell?Unit? 2, sulla parete dove era presente la perdita di acqua contaminata, ? stata posta in opera una barriera composta da una serie di lastre di acciaio (completata il 15 Aprile 2011 alle 05:15 UTC). Sono state, inoltre, installate delle barriere filtranti agli ingressi dei canali di adduzione di ciascuna Unit?, nonch? a nord e a sud del canale di ingresso dell?acqua alla centrale (completate alle 3:20 del 14 Aprile 2011). Infine, sono state posizionate alcune sacche contenenti zeolite nei pressi delle griglie di ingresso dell?acqua ai condensatori delle tre Unit?. Ci? al fine di trattenere e catturare specifici elementi radioattivi. Queste sacche, inoltre, consentono di campionare ed analizzare la zeolite per analizzarne la radioattivit? trattenuta.

L?iniezione di agente coagulante (vetro liquido) ? proseguita fino al 19 aprile. Sono stati iniettati circa 24.000 litri di agente coagulante nella zona interessata dalla falla e nella trincea dell?Unit? 2.


Rilascio in mare di acqua debolmente contaminata

Ad oggi, sono state scaricate in mare circa 9070 tonnellate di acqua a basso livello di contaminazione (per un totale di 1,5 1011 Bq), proveniente dall?edificio principale di trattamento dei rifiuti radioattivi.

Come ? ormai noto, tale operazione serve per rendere disponibili dei serbatoi per immagazzinare l?acqua altamente contaminata presente negli edifici turbine e relative trincee.

? in corso il rilascio in mare dell?acqua a bassa concentrazione di attivit? (ad oggi 1343 tonnellate), presente nei pozzi di drenaggio delle Unit? 5 e 6. Tale operazione si ? resa necessaria al fine di proteggere i sistemi operativi delle unit?.


Principali attivit? in corso sull?impianto

Gestione della problematica dell?idrogeno

La TEPCO, in data 6 aprile, ha pianificato l?iniezione di azoto nel contenitore primario (PCV) dell?Unit? 1. Tale operazione, autorizzata dalla NISA, ? stata avviata alle ore 13:30 UTC e tuttora in corso. Questa scelta deriva dall?ipotesi che l?idrogeno generatosi nel vessel possa andare ad accumularsi nel PCV. L?iniezione di azoto intende prevenire la possibile formazione di miscele gassose potenzialmente pericolose.


Raccolta detriti

Al fine di rendere agibili le zone esterne agli edifici delle Unit? 1-4 e degli edifici turbina, si sta procedendo allo sgombero dei detriti causati dello tsunami e dall?esplosione dei solai degli edifici delle Unit? 1-3-4. I mezzi utilizzati dagli operatori sono remotizzati a causa dei livelli di radiazione presenti nella zona.


Raffreddamento delle Unit?

Attualmente il raffreddamento delle Unit?1, 2 e 3 viene effettuato in ciclo aperto cercando, ove possibile, di recuperare l?acqua di raffreddamento inserita. Ci? fintanto che non si ripristiner? la refrigerazione a ciclo chiuso.


Stato del sito nucleare

Ripristino delle alimentazioni elettriche normali

Le attivit? di ripristino dell?alimentazione elettrica e della refrigerazione del combustibile presente nei reattori delle unit? 1-3 e nelle piscine delle unit? 1-4 proseguono analogamente a quanto effettuato nei giorni precedenti.
Risulta ristabilita l?illuminazione delle sale controllo e degli edifici turbina.

Le pompe elettriche mobili deputate al raffreddamento dell?RPV, alimentate dai diesel mobili, sono passate sotto l?alimentazione elettrica normale.
Il giorno 19 aprile si ? ultimato il lavoro di ripristino delle linee elettriche delle Unit? 1-2 e 3-4 .


Stato dei reattori

Si continua ad iniettare acqua nei reattori delle Unit? 1 (6 m3 / h attraverso la linea acqua alimento) e delle Unit? 2 e 3 (7 m3 /h ciascuna, utilizzando le linee dell?antincendio).

Permane stabile la situazione dei livelli di acqua nel nocciolo nelle Unit? 1, 2 e 3 con met? circa del combustibile scoperto.

Le Unit? 5 e 6 restano in condizioni di arresto a freddo con i sistemi di impianto alimentati dalla rete elettrica esterna.

Come gi? menzionato, si sta effettuando l?iniezione di Azoto nel contenitore primario dell?Unit? 1. Essa ha comportato un leggero aumento della pressione nel contenimento stesso. Sono attualmente in corso, da parte della TEPCO, le attivit? di valutazione richieste dall?Autorit? di sicurezza, la NISA, in merito all?opportunit? di procedere analogamente per le Unit? 2 e 3.

A tal proposito la NISA ha indicato la possibilit? che alcuni strumenti presenti nel RPV possano non funzionare correttamente.

La pressione nel vessel per le Unit? 2 e 3 risulta essere stabile.
Per quanto riguarda la piscina del combustibile la temperatura non ? misurabile a causa del guasto della strumentazione.

Si continua ad iniettare acqua nelle piscine del combustibile delle Unit? 1, 2 e 3. Il 12 Aprile, un campionamento dell?acqua della piscina della Unit? 4, eseguito in remoto, ha fornito una misura dell?attivit? di I-131 pari a 220 Bq/cm3, Cs-134 di 88 Bq/cm3 e Cs-137 di 93 Bq/cm3. Inoltre, la temperatura dell?acqua della piscina ? risultata pari a 90?C e per tele motivo sono state versate 195 tonnellate di acqua. Ulteriori 140 tonnellate circa di acqua sono state versate nella medesima piscina il giorno 17 aprile.

Nello stesso giorno hanno avuto inizio delle ispezioni all?interno dell?edificio reattore delle Unit? 1, 2 e 3 mediante l?ausilio di un robot remotizzato. La TEPCO ha comunicato che le ispezioni sono state condotte allo scopo di valutare lo stato radiologico all?interno delle tre Unit?. I livelli di radiazione rilevati nell?edificio reattore dell?Unit? 1 variavano da 10 a 49 mSv/h, mentre per l?Unit? 3 variavano da 28 a 57 mSv/h.

L?elevato livello di radiazioni, in particolare per l?Unit? 3, non consente al momento, di poter intervenire direttamente sugli impianti stessi.

La NISA, in un?informativa del 18 Aprile, riporta una stima del danneggiamento del nocciolo per le Unit? 1, 2 e 3. A seguito dell?abbassamento del livello dell?acqua nel vessel si ? determinato l?innalzamento della temperatura delle guaine delle barrette di combustibile. Tale innalzamento in presenza di una miscela acqua-vapore ha innescato l?ossidazione delle guaine delle barrette di combustibile.

Il processo di ossidazione ha generato l?idrogeno che ? stato la causa delle esplosioni avvenute all?interno degli edifici. La successiva fessurazione delle guaine delle barrette di combustibile ha portato al rilascio degli elementi gassosi contenuti nelle barrette stesse.

Da una valutazione sull?ammontare della radioattivit? rilasciata ? stata stimata la percentuale di nocciolo danneggiato, che risulterebbe pari al 70% per l?Unit? 1, al 30% per l?Unit? 2 ed al 25% per l?Unit? 3. Inoltre la NISA presume che vi sia stata una probabile fusione delle pastiglie del combustibile in quanto sono state rilevate, all?interno degli edifici reattore delle Unit? 2 e 3, alte concentrazioni di radionuclidi che normalmente restano confinati all?interno delle pastiglie integre.


Dati radiometrici e conseguenze radiologiche

Prefettura di Fukushima

Misure di intensit? di dose

I dati relativi alle misure effettuate fino alle 15 ora locale del 21 aprile nei punti della rete di sorveglianza ambientale di sito, indicano, a circa un chilometro di distanza dai reattori, direzione ovest, valori compresi tra i 24 e i 60 microSv/h, mentre, circa 500 metri a nord-ovest dei reattori , si registra un valore massimo di 480 microSv/h. Dai valori riportati si evince che il trend ? in lento ma progressivo calo.

Ai confini del sito, le misure nei vari punti effettuate il 21 aprile fino alle 15.00 ora locale, indicano valori di rateo di dose gamma in aria variabili tra 8 microSv/h nel punto di monitoraggio MP1 e 173 microSv/h nel punto MP7; anche in questo caso si nota un progressivo decremento dei valori di rateo di dose gamma.

Ai confini della zona di evacuazione (20 km) si registra nella giornata del 20 aprile, un?intensit? di dose massima di 47 microSv/h a nord-ovest dell?impianto.

Tra le misurazioni effettuate il 20 aprile oltre i 30 km di distanza dal sito, ? stato registrato un valore massimo di 21,3 microSv/h a circa 32 km a nord-ovest dell?impianto.

Nella zona di Fukushima City il valore registrato il 20 aprile ? di 1,9 microSv/h contro un valore di fondo che al massimo ? di 0,046 microSv/h.


Misure di concentrazioni in aria

Con riguardo alle concentrazioni di I-131 e Cs-137 in aria, gli aggiornamenti del 7 aprile riportano a 25 km a Nord dell?impianto un picco di concentrazione di Iodio131 e di Cesio137 rispettivamente di 35,90 Bq/m3 e 4.40 Bq/m3. Il giorno 8 aprile le concentrazioni son diminuite a 1,05 Bq/m3 per lo Iodio131 e al di sotto della minima attivit? rilevabile per il Cesio137. Il 16 aprile per lo Iodio-131 e per il Cesio-137 sono stati misurati rispettivamente 13,6 Bq/m3 e 2,54 Bq/m3, mentre il 17 aprile i valori sono scesi al di sotto del limite rivelabile. A circa 40 km a nord-ovest della centrale il 15 aprile per lo Iodio-131 e per il Cesio-137 sono stati misurati rispettivamente 5,95 Bq/m3 e 1,47 Bq/m3. A 80 km a sud-ovest dell?impianto, e precisamente nella zona di Nishirakawa, il 10 aprile ? stata registrata una concentrazione di Iodio e Cesio( 1,03 e 0,542 Bq/m3) assente nel periodo precedente, non confermata dalle misure dei giorni successivi.

La TEPCO riporta le misure di concentrazione di Iodio e Cesio in aria effettuate al Cancello Ovest dell?impianto di Daiichi e al punto MP-1 dell?impianto di Daini. Tenendo presente che i valori di concentrazione in aria presi a riferimento per le attivit? lavorative effettuate in zone con presenza di contaminazione sono rispettivamente di 1E-3, 2E-3 e 3E-3 Bq/cm3 per I-131, Cs-134 e Cs-137, sia in forma volatile che in forma di particolato, si evidenzia che le valutazioni effettuate il 20 aprile non risultano superiori al limite riportato.


Misure di deposizione al suolo

Al 18 aprile nelle zone di Soma e Futaba, a circa 30 km a nord-ovest dall?impianto, e in altri 2 punti a 30 km nord-nord-ovest e a 40 km nord-ovest, si continuano a registrare valori di deposizione al suolo di I-131 e Cs-137 nel terreno notevolmente al di sopra dei valori di riferimento. Per gli altri punti monitorati, i valori misurati continuano ad essere al di sopra dei livelli di riferimento del governo giapponese.

Il MEXT ha riportato i risultati delle misure di concentrazione di Stronzio effettuate su 3 campioni di suolo raccolti in 2 villaggi della prefettura di Fukushima il 16 marzo scorso; le analisi sui campioni trattati hanno evidenziato la presenza di Stronzio-89 in concentrazioni variabili tra 13 e 260 Bq/kg e di Stronzio-90 tra 3,3 e 32 Bq/kg.


Altre prefetture

Misure di intensit? di dose

I dati del monitoraggio radiometrico mostrano un generale andamento decrescente a partire dal 23 marzo. Alla data del 20 aprile 2011, in alcune prefetture i valori rilevati risultano leggermente alterati rispetto alle usuali fluttuazioni del fondo ambientale. Il grafico, a cui si accede tramite il link ?Radioattivit? ambientale in Giappone? a fondo pagina, mostra l?andamento della radioattivit? ambientale negli ultimi giorni in alcune Prefetture che si trovano in direzione sud dalla centrale; il grafico ? ricavato sulla base dei dati forniti dal Ministero dell?educazione, cultura, scienze e tecnologia (MEXT) del Giappone.

Al 20 aprile, presso la prefettura di Ibaraki (Mito) il valore massimo rilevato ? stato di 0,124 microSv/h, circa il doppio del fondo ambientale ma in costante, progressiva diminuzione; l?intensit? di dose gamma nella regione di Tokio risulta dello stesso ordine di grandezza del fondo ambientale; valori pi? modesti, anche se in alcuni casi leggermente alterati rispetto al fondo continuano ad essere rilevati nelle prefetture di Miyagi, e Chiba anche se il trend ? in progressiva diminuzione verso valori indicativi del fondo.


Misure di deposizione al suolo

I dati di deposizione al suolo sono relativi alle prefetture nelle quali ? stata misurata una concentrazione di Iodio 131 e Cesio 137 superiore alla norma, con l?eccezione della prefettura di Miyagi, per la quale continuano a non essere disponibili informazioni a causa dei danni provocati dal terremoto/tsunami. Il giorno 31 marzo ? stato registrato un picco di deposizione sia di I-131 che di Cs-137 in alcune prefetture: il massimo nella prefettura di Tochigi con 1400 Bq/m2 di I-131 e 500 Bq/m2 di Cs-137; i valori sono rapidamente ritornati a quelli dei giorni precedenti.
Il MEXT riporta che il 17 aprile ? stata misurata una deposizione di Cs-137 in un range variabile tra 5 Bq/m2 (Chiba) e 49 Bq/m2 (Yamagata) mentre non ? stato rivelato I-131.


Monitoraggio acqua marina

Per quanto riguarda l?acqua marina, tenuto conto che i valori limite di concentrazione stabiliti dalle autorit? giapponesi sono 40 Bq/l per lo Iodio131, 60 Bq/l per il Cesio134 e 90 Bq/l per il Cesio137, al 19 aprile la situazione ? la seguente:
  • a 30 metri a nord del canale di scarico delle Unit? 5-6 si registrano valori di concentrazione per lo Iodio e per il Cesio (134 e 137) rispettivamente di 10, 4 e 3 volte pi? elevati rispetto ai livelli di riferimento. I valori registrati rispetto ai giorni precedenti risultano in costante diminuzione;
  • a 330 metri a sud del canale di scarico delle Unit? 1-4 sono stati registrati valori di concentrazione, elevati ma in costante decremento, sia di Iodio 131 che di Cesio134 e Cesio 137; le misure effettuate hanno evidenziato che per lo Iodio131 il valore misurato ? circa 8 volte pi? elevato rispetto al limite, mentre per il Cesio134 ed il Cesio137 ? circa 8 e 6 volte pi? elevato;
  • in corrispondenza del canale di scarico di Daini a 10 km dall?impianto di Daichi, i valori di concentrazione di Iodio131, Cesio134 e Cesio137 sono rispettivamente 6, 7 e 5 volte maggiori del valore limite;
  • presso la localit? di Iwasawa a 16 km da Daichi, i valori di concentrazione di Iodio131, Cesio134 e Cesio137 sono rispettivamente 4, 4 e 3 volte maggiori del valore limite;
  • alla distanza di 30 km dalla costa di fronte alla centrale e distanziati di 10 km l?uno dall?altro, sono stati predisposti 8 punti di monitoraggio dell?acqua marina. In seguito sono state effettuate misure in altri due punti a minore distanza dalla costa (circa 10 km e 20 km dalla costa, e circa 60 km a sud della centrale); inoltre sono stati aggiunti altri 2 punti a nord dell?impianto e a distanze di 4 e 15 km dalla costa. Il giorno 17 aprile sono stati rilevati i seguenti valori: a circa 30 km dalla costa, 68,4 Bq/l per lo Iodio-131 e 83,3 Bq/l per il Cs-137 (punto 4);
La TEPCO ha effettuato ulteriori monitoraggi in 4 punti corrispondenti al molo di attracco delle unit? 1-4, alla griglia dell?unit? 2 e al canale di adduzione dell?unit? 1-4; al 19 aprile i valori di concentrazione di Iodio131, Cesio134 e Cesio137 sono per il molo di attracco 90 volte, 60 e 40 volte superiori al limite; per la griglia dell?unit? 2, 1200, 430 e 270 volte maggiori del limite; nella parte sud del canale di adduzione 110, 60 e 40 volte pi? elevati e per la parte nord del canale di adduzione 450, 200 e 140 volte pi? elevati.


Radioattivit? negli alimenti e restrizioni

Il Ministero della Salute ha reso noto i dati relativi a 50 campioni di vegetali, latte non pastorizzato e pesce raccolti tra l?11 e il 14 aprile in 10 prefetture; le misure hanno mostrato livelli di I-131, Cs-137 e Cs-134 non rilevabili o inferiori ai limiti stabiliti dalle autorit? giapponesi.
Campioni di vegetali sono stati prelevati il 19 marzo in 4 villaggi della prefettura di Fukushima a 30 km dall?impianto; i risultati mostrano concentrazioni di Sr89 tra 12 e 61 Bq/kg e variabili tra 1,8 e 5,9 Bq/kg per lo Sr90.

Il governo ha emanato un regolamento provvisorio che stabilisce a 2000 Bq/kg il limite di I131 nel pesce.

Il Ministero dell?agricoltura, foreste e pesca del Giappone ha informato la IAEA che in questa stagione, nella maggior parte degli allevamenti il bestiame ? mantenuto al chiuso. Gli animali sono primariamente alimentati con scorte di foraggio secco e grano che, non essendo esposte all?aperto, non risultano contaminate. Sono state fornite, inoltre, indicazioni agli agricoltori sulla necessit? di prevenire la contaminazione dell?acqua utilizzata per l?abbeveraggio.

Il 13 aprile il Primo Ministro Giapponese ha richiesto al Governatore della prefettura di Fukushima di vietare la distribuzione di un tipo di fungo (shiitake, lentinula edodes) coltivato in alcune zone fino a nuova diversa disposizione. E? stata, inoltre, richiesta la restrizione alla distribuzione per la stessa matrice alimentare prodotta nelle citt? di Fukushima, Date, Soma, Minamisoma, Tamura e Iwaki nonch? nelle cittadine di Shinchi, Kawamata, Namie, Futaba, Ookuma, Tomioka, Nahara e Hirono e, infine, nei villaggi di Iitate, Katsurao e Kawauchi fino ad ulteriore notifica.

Un campione di pesce (sand lance, stessa famiglia del cicerello) prelevato il 18 aprile dalla regione costiera di Fukushima ha dato valori al di sopra dei limiti stabiliti dal governo giapponese sia per lo Iodio che per il Cesio, e ne ? stata quindi vietata la distribuzione ed il consumo in tutta la prefettura.
Permangono in vigore le restrizioni stabilite dal Ministero della salute del lavoro e del welfare sulla distribuzione e consumo di alimenti nelle prefetture di Fukushima, e Tochigi ed in alcune localit? della prefettura di Chiba. A partire dal 17 Aprile nella prefettura di Ibaraki sono state revocate alcune delle restrizioni alimentari precedentemente adottate.

In particolare:
  • nella prefettura di Fukushima, sono in vigore restrizioni sulla distribuzione e consumo dei vegetali a foglia, altri vegetali (kakina, spinaci, rape, cavoli, etc.) e del latte; per quanto riguarda la distribuzione di latte non pastorizzato, il Ministero, il giorno 8 aprile, ha revocato, le restrizioni nelle localit? di Kitakata, Aizumisato, Bandai, Inawashiro, Michima, Minamiaizu e Simogo e, il giorno 16 Aprile in molte altre localit?; ? stata inoltre vietata la distribuzione ed il consumo del sand lance (pesce della famiglia del cicerello) e la distribuzione dello shiitake.
  • nella prefettura di Ibaraki dal 17 di aprile ? stato revocato il divieto di distribuzione di kakina e prezzemolo; ? stato revocato anche il divieto di distribuzione di spinaci, escludendo le localit? di Kitaibaraki e Takahagi.
  • nella prefettura di Tochigi dal 14 aprile ? stato revocato il divieto di distribuzione di kakina;
  • nella prefettura di Chiba, le restrizioni riguardano solo alcune localit? (Katori e Tako); inoltre, ? stata vietata la distribuzione di spinaci, lattuga, sedano, prezzemolo ed altri vegetali prodotti nella citt? di Asahi;
Per quanto riguarda l?acqua potabile, alla data del 20 aprile le restrizioni dovute alla concentrazione di I-131 nell?acqua potabile sono in vigore solo nel villaggio di Iitate nella prefettura di Fukushima e riguardano solo i bambini.

In altre 7 prefetture (Ibaraki, Tokigi, Gunma, Saitama, Chiba, Tokyo e Niigata), i valori di concentrazione di I-131 sono risultati superiori al limite di rilevabilit? e variabili tra 0,10 e 0,88 Bq/l; per il Cs137 solo i campioni provenienti da 3 prefetture (Miyagi, Ibaraki e Saitama) hanno evidenziato una concentrazione superiore al limite di rivelabilit? e variabile tra 0,43 e 0,46 Bq/l. Le restrizioni sull?acqua devono essere adottate quando la radioattivit? supera il limite di 300 e 200 Bq/l per lo Iodio ed il Cesio rispettivamente.


Esposizione della popolazione

Dai dati diffusi dalla NISA risulta che alla data del 17 aprile sono state sottoposte a monitoraggio per la contaminazione radioattiva oltre 154000 persone. Per 102 di esse il conteggio ? risultato superiore al livello di intervento di 100000 cpm fissato dalle Autorit? giapponesi: dopo la rimozione degli indumenti contaminati i valori di contaminazione residua misurati sono stati per tutti inferiori al livello di intervento e non sono state ritenute possibili conseguenze sanitarie dannose.

Il 3 aprile la NISA ha riferito circa l?effettuazione del monitoraggio radiometrico della tiroide, eseguito tra il 28 e il 30 marzo, di 946 bambini e ragazzi di et? compresa tra 0 e 15 anni presso il villaggio di Iitate e la citt? di Kawamata. Tutte le misure hanno dato risultati al di sotto dei livelli di intervento stabiliti dalle Autorit? e fissati a 0,2 microSv/h.


Esposizione dei lavoratori

Alla data del 14 aprile dei circa 300 lavoratori dell?impianto di Fukushima Dai-ichi, 28 risultano aver ricevuto dosi superiori a 100 mSv nel periodo legato all?emergenza: per nessuno di essi ? stato comunque superato il limite di 250 mSv fissato dalle Autorit? giapponesi per gli interventi in emergenza. Come noto, tre lavoratori che operavano nell?edificio turbina per la stesura di cavi hanno riportato dosi elevate di radiazioni agli arti inferiori a seguito dell?esposizione all?acqua contaminata raccoltasi nell?edificio. Per due dei suddetti lavoratori ? stata stimata una dose compresa tra 2 e 3 Sv alle estremit? degli arti inferiori.

Il 3 aprile ? stato confermato il ritrovamento dei corpi di due lavoratori che il giorno del terremoto stavano operando presso l?Unit? 4 la cui morte non ? dovuta agli effetti delle radiazioni ionizzanti.

La IAEA riporta la notizia che il 1? aprile un lavoratore che riparava un malfunzionamento al manicotto dell?acqua su una nave dell?esercito americano, ? caduto in acqua; il lavoratore ? stato immediatamente soccorso e non ha riportato n? ferite n? contaminazione esterna dalle prime rilevazioni effettuate; al fine di valutare l?eventuale contaminazione interna lo stesso ? stato sottoposto a WBC il cui risultato ha escluso qualsiasi presenza di contaminazione interna.


Monitoraggio della radioattivit? ambientale in altri paesi europei

In Spagna nel periodo compreso tra il 8 - 13 aprile sono state rilevate concentrazioni di I-131 su particolato atmosferico comprese tra 0,04 e 0,236 mBq/m3 . Per quanto riguarda il Cs-137 i valori misurati oscillano tra 0,006 e 0,036 mBq/m3 mentre per il Cs-134 tra 0,007e 0,05 mBq/m3. Misure di I-131 in forma gassosa hanno evidenziato valori compresi tra 0,38 e 1,3 mBq/m3, dopo aver toccato un massimo di 5,4 mBq/m3, con l?eccezioni di alcune citt? come Saragozza dove sono stati rilevati valori ancora pi? bassi (inferiore a 0,06 mBq/m3). Le analisi effettuate sull?acqua piovana il 3 aprile hanno fornito valori di concentrazione di I-131 compresi fra 0,19 e 6,74 Bq/l, mentre quelle relative al Cs-134 e al Cs-137 sono state inferiori a 0,06 Bq/l.

In Irlanda nel periodo compreso tra il 3 - 9 aprile sono state rilevate concentrazioni di I-131 su particolato atmosferico di 1 comprese tra 0,225 e 0,442 mBq/m3 in diminuzione rispetto al valore massimo di 1 mBq/m3 raggiunto nel periodo 24/3-4/4. Per quanto riguarda il Cesio i valori di concentrazione in aria sono stati compresi tra 0,026 e 0,138 mBq/m3 per il Cs-137 e tra 0,025 e 0,128 mBq/m3 per il Cs-134. Nei campioni di acqua piovana non sono state rilevate tracce di Cesio nel periodo di campionamento compreso tra il 22 marzo ed il 4 aprile, invece lo I-131 ha raggiunto valori di 2,7 Bq/l. In occasione dell?emergenza dovuta alla situazione in Giappone sono stati intensificati i controlli sul latte. Tra il 24 marzo ed il 9 aprile i valori di I-131 rilevati sono stati compresi tra 0,1 e 0,33 Bq/l.

In Francia tracce di I-131 continuano ad essere rilevate nei campioni di particolato atmosferico raccolti tra il 30 marzo e il 11 aprile con un massimo della concentrazione pari a 1,78 mBq/m3; attualmente si registra una diminuzione con valori al di sotto di 0,578 mBq/m3. Misure di iodio, su campioni in forma gassosa, evidenziano una tendenza alla diminuzione della concentrazione con valori al di sotto di 1 mBq/m3. Dall?analisi dei campioni di acqua piovana sono stato rivelati quantitativi di I-131 compresi fra pari a 0,5 e 3,0 Bq/l nel periodo fra il 26 e il 27 marzo con un massimo pari a 2,5 Bq/l il 28 marzo; nei primi giorni di aprile si ? registrata una diminuzione con valori inferiori a 1,5 Bq/l. Nel periodo compreso fra il 4 e l?11 aprile tracce di I-131 sono state trovate nei campioni effettuati su vegetazione con valori compresi fra 0,39 e 2,96 Bq/. Nelle Antille la concentrazione di I-131 rilevata il 5 di aprile su campioni di erba ? pari a 2,3 Bq/kg nella Guadalupa. Nel latte di capra sono stati rilevati valori compresi fra 0,35 e 2,12 Bq/l, mentre nel latte bovino si registrano valori inferiori, compresi fra 0,15 e 0,46 Bq/l. Nei vegetali a foglia larga la concentrazione misurata fra il 29 marzo e l?8 aprile ha assunto valori compresi fra 0,08 e 1,15 Bq/l.

In Islanda il valore della concentrazione di I-131 dopo aver raggiunto un massimo il 2 aprile pari a 3 mBq/m3 ? andato diminuendo fino al valore di 0,14 mBq/m3 misurato il 13 aprile. I valori di concentrazione di Cesio hanno seguito il medesimo andamento con un massimo il 2 Aprile (0,87 mBq/m3 per il Cs-137 e 0,7 mBq/m3 per il Cs-134) e una costante tendenza alla diminuzione fino a valori inferiori a 0,35 mBq/m3 misurati il 13 aprile.

In Bulgaria sono state misurate concentrazioni di I-131 in aria tra 0,09 e 0,12 mBq/m3 (Musala 25 marzo) e tra 0,15 e 0,1,92 mBq/m3 (Sofia 25 marzo - 3 aprile). Per la prima volta sono state rilevate tracce di Cs-134 (0,48 mBq/m3) e Cs-137 (0,63 mBq/m3) superiori ai livelli minimi misurabili. ? stata, inoltre, confermata la presenza di I-131 in acqua piovana alla concentrazione di circa 0,37 Bq/l.

In Austria (Vienna) sono state misurate concentrazioni di I-131 in quantitativi compresi tra 0,15 e 1,44 mBq/m3 su particolato atmosferico e per quanto riguarda la forma gassosa valori compresi tra 0,23 e 1,99 mBq/m3. La deposizione al suolo tra il 28 marzo ed il 3 aprile ha evidenziato valori di 0.9 Bq/m2. Nello periodo tra il 23 marzo e il 4 aprile, misure di Cs-134 e Cs-137 hanno rilevato valori massimi di concentrazione in aria, sullo stesso campione, pari a 0.124 mBq/m3 per il Cs-134 e di 0,144 mBq/m3 per il Cs-137 tutti valori rilevati nella giornata tra il 29 e il 30 marzo.

In Ungheria le misure effettuate nel periodo dal 21 marzo al 5 aprile hanno evidenziato valori della concentrazione di I-131 in aria compresi fra 0,082 e 1,270 mBq/m3 , nello stesso periodo sono state rilevate tracce di Cs-134 (0.090 mBq/m3 max) e Cs-137 (0,1 mBq/m3 max).

In Svizzera le misure di concentrazione di I-131 hanno registrato un massimo pari a 0,302 mBq/m3 misurato nel periodo fra il 30 marzo e il 6 aprile, seguito da una tendenza alla diminuzione fino a un valore pari a 0,047 mBq/m3, misurato il 18 aprile. Le misure di concentrazione di Cs-137 e Cs-134 pi? recenti hanno registrato valori pari rispettivamente compresi fra i 12 e i 16 mBq/m3.

In Romania presso una stazione di rilevamento della radioattivit? ambientale ? stata riscontrata presenza di I-131 con una concentrazione di 3,25 mBq/ m3 su di un campionamento effettuato dal 29 al 30 marzo.

Da parte della Grecia, sono stati resi disponibili i valori di deposizione, concentrazione in aria e concentrazione in alcune matrici alimentari nel periodo tra il 23 marzo e il 10 aprile per le aree di Attiki, Thessaloniki e nel periodo tra il 23 marzo e il 4 aprile per l?area della Grecia ovest. Nello specifico, nell?area di Attiki sono state fatte misure di I-131 e Cs-134/137 sia su filtri per aerosol (valore massimo 0,585 mBq/m3 di I-131) che su filtri a carbone attivo (valore massimo 2,237 mBq/m3) nonch? misure di deposizione su terreno(valore massimo 5,7 Bq/m2) concentrazione su alcuni vegetali (valore massimo 1 Bq/m2 sia per lo iodio che per il cesio), sul latte di capra (valore massimo 1,5 Bq/kg per I-131), sulla carne di agnello (valore massimo 0,2 Bq/kg di I-131), sull?acqua potabile e sull?acqua piovana. Nell?acqua potabile e nell?acqua piovana le concentrazioni di iodio misurate rispettivamente il 29 e il 31 marzo riportano concentrazioni di iodio di 4,1 e 1,3 Bq/l per i 2 differenti campioni. Per l?area della Grecia ovest sono disponibili i dati relativi alla concentrazione in aria su filtro per aerosol ( valore massimo 0,294 mBq/m3), la concentrazione nel latte di capra (valore massimo 1,9 Bq/l) e di mucca; per quest?ultimo campione la concentrazione misurata ? risultata inferiore ai limiti della rilevabilit? strumentale. Nell?area di Tessaloniki sono disponibili i dati di concentrazione su filtro per aerosol (valore massimo 0,497 mBq/m3 di I-131 e 0,145 mBq/m3 di Cs-137), su vegetazione (valore massimo 1,9 Bq/kg per I-131), sul latte di capra (valore massimo 2,6 Bq/l di I-131), sull?acqua piovana (valore massimo 0,5 Bq/l), sul latte di mucca e al suolo; per queste due ultime matrici i valori sono al di sotto dei limiti di rilevabilit?.

Nel Lussemburgo le misure sul particolato atmosferico prelevato tra il 28 e il 9 aprile, hanno evidenziato valori compresi tra 0,14 e 0,55 mBq/ m3 (decrescenti) per lo I-131 e valori tra 0,02 e 0,04 Bq/m3 (decrescenti) per il Cs-137.

In Belgio le misure effettuate fino al 18 aprile hanno rilevato valori di concentrazione di I-131 nel particolato atmosferico di circa 1 mBq/m3, valore sceso fino a 0,1 mBq/m3 nel periodo fra il 7 e l?18 aprile; i valori di concentrazione di I-131 in forma gassosa hanno raggiunto i 3 mBq/m3 il 7 di aprile e sono scesi poi a valori inferiori a 0,6 mBq/m3 dopo il 13 aprile mentre sia per il Cs-137 che per il Cs-134 non si sono registrati valori significativi.

In Lituania misure di concentrazione in aria di I-131 e Cs-134/137 sono state effettuate nel periodo tra il 14 e il 31 marzo; i valori massimi si sono registrati nel periodo 28-31 marzo dove per lo I-131 si riporta il valore di 2.78 mBq/m3 ,per il Cs-134 0.273 mBq/m3 e per il Cs-137 0.316 mBq/m3.

In Lettonia sono stati effettuati rilievi sul particolato atmosferico nel periodo tra 24 marzo e il 4 aprile volte a determinare la presenza in aria di Cs-134/137, I-131/132, Te-132 e Xe-133; i valori massimi determinati nel periodo tra il 24 e il 30 marzo hanno riguardato lo I-131 e lo Xe-133 con concentrazioni rispettivamente di 0.68 mBq/m3 e 0.45 mBq/m3 rispettivamente mentre nel periodo tra il 31 marzo e il 4 aprile l?unico valore registrato ? quello relativo alla presenza di I-131 con concentrazione pari a 57 mBq/m3.

In Germania le misure di concentrazione in aria sono state effettuate in 4 differenti postazioni di monitoraggio e relativamente a Be-7, I-131/132, Te-132 e Cs-134/137 nonch? Xe-133 e Kr-85. I dati sono relativi misure effettuate nel periodo tra il 21 marzo e il 17 aprile e riportano un valore massimo di I-131 di 3.68 mBq/m3 e di 0.43 mBq/m3 per il Cs-137 il giorno 29 marzo. Il valore di concentrazione massima per lo Xe-133, pari a 2.64 Bq/m3, ? stato registrato il 28 marzo; nello stesso giorno si ? registrato per il Kr-85 un valore pari a 1.71 Bq/m3. Allo stato attuale i valori di concentrazione dello Iodio e del Cesio sono in diminuzione. Le autorit? tedesche sottolineano che la concentrazione di default di Kr-85 si attesta intorno a valori di 1.5 Bq/m3; il valore registrato ? pertanto non da imputarsi all?evento di Fukushima quanto pi? alle attivit? di riprocessamento di combustibile che avvengono rispettivamente nei siti di La Hague e di Sellafield.


Misure di radioattivit? ambientale in Italia

L?ISPRA e il sistema delle Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell?Ambiente effettuano il monitoraggio della radioattivit? ambientale. Sin dal 12 marzo 2011, l?ISPRA ha richiesto di intensificare le misure di particolato atmosferico allo scopo di monitorare l?andamento di una eventuale presenza di radioattivit? in aria riconducibile all?incidente nella centrale di Fukushima in Giappone. Vengono effettuate misure giornaliere con particolare riguardo alla presenza degli isotopi Iodio 131 e Cesio 137. ? stato anche richiesto di effettuare misure di deposizione al suolo con cadenza settimanale. Sono state programmate anche alcune misure su vegetali a foglia larga e latte al fine di seguire eventuali fenomeni di trasferimento dei radionuclidi nell?ambiente.

I risultati a partire dal 23 marzo e aggiornati alle ultime misure pervenute, hanno evidenziato la presenza in aria di piccole tracce di Iodio 131 variabili tra 0,03 e 3,10 mBq/m3 e di Cesio137 variabili tra 0,007 mBq/m3 e 0,89 mBq/m3. In alcune misure sono stati rilevate tracce di Cesio 134 variabile tra 0,01 mBq/m3 e 0,25 mBq/m3. Nei campioni nei quali sono stati rilevati sia il cesio 137 sia il Cesio 134 la media dei rapporti isotopici tra i due radionuclidi ? di circa 0,86. La presenza di Cesio 134 e il valore del rapporto con il Cesio 137 evidenzia una probabile provenienza legata all?incidente nucleare in Giappone. Alcune misure su campioni finalizzati alla rilevazione di iodio in forma gassosa hanno confermato la presenza di tracce di questo isotopo variabili tra 0,09 e 3,90 mBq/m3. Sono state inoltre rilevate tracce di Iodio 131 nella deposizione al suolo variabile tra 0,058 e 25,4 Bq/m2 e di Cs-137 con valori compresi tra 10,0 e 75,8 mBq/m2. Le concentrazioni sono in generale accordo con quelle rilevate in altri paesi Europei.

I valori riscontrati non hanno alcuna rilevanza dal punto di vista radiologico e sono tali da non costituire alcun rischio di tipo sanitario.

I risultati delle misure effettuate sui vegetali a foglia larga a partire dal 30 marzo, hanno evidenziato piccole tracce di:
  • Iodio131, compresi tra 0,04 e 0,80 Bq/kg. Si evidenzia che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dalla Commissione Europea per l?importazione di alimenti dal Giappone per lo Iodio-131 ? pari a 2000 Bq/kg;
  • Cesio 137, tra 0,07 Bq/kg e 1,33 Bq/kg. Si evidenzia che al momento non ? possibile correlare direttamente, sulla base di queste misure, tale presenza di Cesio 137 ai rilasci in atmosfera generati all?incidente in Giappone, sia per la presenza ubiquitaria di Cesio 137 a seguito del fall out degli esperimenti nucleari degli anni 60 che delle ricadute dell?incidente di Chernobyl, nonch? per l?assenza di rilevazione di Cesio 134. Va peraltro tenuto presente che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dalla Commissione Europea per l?importazione di alimenti dal Giappone per il Cesio-137 ? pari a 500 Bq/kg;
Sono state, inoltre, effettuate misure su campioni di foraggio che hanno evidenziato, in alcuni casi, la presenza di I-131 tra 0,32 e 2,8 Bq/kg e di Cs-137 variabile tra 0,29 e 15,8 Bq/kg. Anche per queste misurazioni non ? stata rilevata la presenza di Cs-134.

I risultati delle misure effettuate sul latte a partire dal 30 marzo, hanno evidenziato piccoli valori di concentrazione di Iodio-131 variabili tra 0,11 e 5,24 Bq/l ed una concentrazione di Cs-137 variabile tra 0,06 e 0,22 Bq/l.

Si consideri che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dalla Commissione Europea per l?importazione di alimenti dal Giappone per lo Iodio 131 nel latte ? pari a 100 Bq/l per gli alimenti per lattanti.

Le concentrazioni sono in generale accordo con quelle rilevate in altri paesi Europei. I valori di concentrazione rilevati con le prime misure nei vegetali a foglia larga e nel latte sono notevolmente inferiori ai livelli massimi ammissibili stabiliti dai regolamenti Euratom.

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Si conferma che, sino ad oggi, la rete automatica di monitoraggio dell?intensit? di dose gamma in aria dell?ISPRA non ha rilevato valori anomali rispetto alle normali fluttuazioni del fondo ambientale locale.

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Previsioni meteorologiche nell?area

Le previsioni pervenute dal Servizio Meteorologico dell?Aeronautica Militare, valide fino alla giornata di sabato 23 aprile, indicano che sull?area, in quota, un flusso zonale con un promontorio mobile si muove in rapida traslazione verso levante, seguito da un?area ciclonica attualmente compresa fra le due coree e la Cina nord-orientale; nei prossimi giorni, la circolazione ciclonica citata interesser? direttamente il Giappone. Al suolo, la pressione tende a diminuire per l?approssimarsi di un sistema nuvoloso proveniente dall?area compresa fra le due coree e la Cina nord-orientale.
Per la giornata di gioved? 21 aprile, l?area di pressione relativamente alta e livellata tender? a diminuire a partire da ovest. Il tempo si mostrer? parzialmente nuvoloso con nubi in graduale aumento; possibili piogge sulla zona di Tokio e su quella di Hokkaido. I venti in quota saranno moderati o forti provenienti da ovest-nord-ovest e al suolo, deboli provenienti da sud-sud-ovest in graduale intensificazione.

Per la giornata di venerd? 22 aprile, la pressione sul Giappone tender? a diminuire per l?approssimarsi di una profonda area depressionaria estesa fra il Mar del Giappone ed il Mar Cinese Orientale. Il cielo sar? nuvoloso o molto nuvoloso con locali piogge in progressiva intensificazione nel corso della seconda parte della giornata, ad iniziare dai settori meridionali del Giappone. I venti in quota saranno moderati o forti provenienti da sud-ovest; al suolo, i venti si mostreranno moderati provenienti da sud-sud-ovest con locali rinforzi.

Per la giornata di sabato 23 aprile, il Giappone sar? interessato da una vasta area di bassa pressione associata ad un sistema perturbato in graduale movimento verso est-nord-est. Il tempo si presenter? nuvoloso o coperto con piogge da sparse a diffuse, localmente abbondanti, anche a carattere di rovescio o temporale. Venti in quota forti da sud-ovest ed al suolo, moderati sud-occidentali con rinforzi.

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Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 7 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 22 aprile 2011)

Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 7 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 22 aprile 2011)

[Fonte: ISPRA, pagina originale completa: (LINK). Estratto, adattato.]

Emergenza nucleare in Giappone


L?ISPRA, nell?ambito dei compiti ad esso attribuiti dalla legislazione vigente quale autorit? di controllo per la sicurezza nucleare e la radioprotezione ed organo tecnico di supporto alle autorit? di protezione civile per le emergenze nucleari e radiologiche segue costantemente l?evolversi della situazione in atto presso le centrali nucleari giapponesi a seguito del forte sisma verificatosi nella giornata dell?11 marzo.

Le valutazioni che l? Istituto sta svolgendo si basano sulle informazioni ricevute quale punto di contatto nazionale nell?ambito per i sistemi di scambio rapido d?informazioni predisposti dall?Agenzia Internazionale dell?Energia Atomica in attuazione della Convenzione per la Pronta Notifica d?Incidenti Nucleari.

L?ISPRA ? in continuo contatto con l?Agenzia Internazionale per l?Energia Atomica (IAEA) e con il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sulla base dei periodici aggiornamenti ricevuti dalla IAEA, si riporta un aggiornamento della situazione presso le centrali di Fukushima Daiichi, Fukushima Daini e Onagawa, come fornito dall?Autorit? di sicurezza nucleare giapponese.


Aggiornamento del 27/4/2011


Programma degli interventi a breve e medio termine

Su richiesta del Ministero dell?Economia la TEPCO ha predisposto un programma per stabilizzare in maniera definitiva la centrale di Fukushima. Il piano predisposto prevede tre distinte aree di intervento relative al raffreddamento dei reattori e delle piscine del combustibile, alla mitigazione dell?evoluzione incidentale, con particolare riferimento alla gestione dell?acqua contaminata ed alla mitigazione di rilasci di radioattivit? in atmosfera ed al suolo, al monitoraggio delle conseguenze radiologiche ed allo svolgimento di attivit? di decontaminazione. Il programma prevede due fasi, la prima della durata di tre mesi, la seconda della durata da tre a sei mesi.

Tra gli obiettivi della prima fase si citano la stabilizzazione del raffreddamento dei reattori e delle piscine, con il ripristino di un circuito chiuso, la predisposizione di adeguate strutture di contenimento dell?acqua contaminata, la prevenzione del rilascio di contaminanti radioattivi all?esterno degli edifici, in un quadro d?incremento complessivo delle attivit? di monitoraggio.

Per la seconda fase si citano operazioni di decontaminazione dell?acqua e la predisposizione di coperture degli edifici.

L?obiettivo dei provvedimenti ? quello di consentire il ritorno, in un tempo stimato da sei a nove mesi, della popolazione nelle aree evacuate e la ripresa di una vita normale.



Attivit? sismiche nella zona della centrale e relative contromisure

Alcuni terremoti sono stati registrati negli ultimi giorni. L?11 aprile ore 23:08, un terremoto di magnitudo 6,2 con ipocentro ad una profondit? 13,1 km, ed epicentro a 230 km circa (35.41 N / 140.54 E) da Fukushima, non sembra aver provocato anomalie agli impianti. Il 12 aprile ore 05:07, un terremoto di magnitudo 6.0 ha avuto ipocentro ad una profondit? di 10,6 km ed epicentro a 46 km circa (37.11 N / 140,60 E) dagli impianti di Fukushima, senza comportare ulteriori danni. Il giorno 13 aprile alle ore 10:17, il terremoto di magnitudo 5,4 ha avuto epicentro a circa 70 km dagli impianti di Fukushima senza provocare danni o disservizi aggiuntivi.

Non si registrano conseguenze neanche a seguito del terremoto del giorno 16 di aprile alle ore 2:40 UTC, di magnitudo 5,8. In conseguenza del permanere di un?intensa attivit? sismica, quale contromisura verso possibili tsunami, la mattina del 16 aprile si ? provveduto ad innalzare il piano di lavoro delle pompe di alimentazione dell?acqua delle Unit? 1,2 e 3. Il 13 Aprile la NISA ha richiesto alla TEPCO una valutazione dello stato di sicurezza sismica degli edifici reattore per individuare eventuali contromisure che si rendessero necessarie per fronteggiare ulteriori scosse.



Rivalutazione del livello INES relativo alla gravit? dell?emergenza nucleare

L?Agenzia per la sicurezza nucleare e industriale (NISA) ha incrementato il livello di gravit? dell?incidente in corso da livello 5 della scala INES, al livello 7. Come noto, la scala INES ha lo scopo di poter informare il pubblico sul livello di gravit? di un incidente nucleare o radiologico. Nel valutare la gravit? dell?evento incidentale essa si basa su 7 livelli distinti: dal livello 0 (anomalie nelle operazioni di impianto) al livello massimo pari a 7 (incidente nucleare severo). Si ricorda che il livello massimo di 7 ? stato raggiunto solo in occasione dell?incidente alla centrale di Chernobyl nel 1986.

La valutazione fornita dalle autorit? giapponesi si ? basata sulla stima dell?entit? del rilascio di radioattivit? in atmosfera. Al momento, ? stato stimato un valore del rilascio pari a 3,7 1017 Bq di Iodio-131-equivalente (che tiene conto anche del rilascio di Cesio-137). Tale valore risulterebbe approssimativamente pari al 10% di quello attribuito all?incidente di Chernobyl.



Gestione dell?acqua contaminata in sito

? in corso il trasferimento dell?acqua contaminata dagli edifici turbina delle Unit? 1 2 e 3 e dalle trincee (circa 70.000 t) ai serbatoi del condensato e ai serbatoi per il trattamento dei rifiuti liquidi.

La TEPCO ha sottoposto alla NISA un piano per il trasferimento di acqua altamente contaminata dal basamento dell?edificio turbina dell?Unit? 2 ai serbatoi dell?edificio principale del trattamento dei rifiuti liquidi. Dopo l?accertamento dell?effettiva tenuta dei serbatoi dell?area menzionata, il 19 aprile ha avuto inizio il trasferimento dei liquidi dell?Unit? 2.

Come ? noto, negli edifici turbina delle Unit? 1, 2 e 3 ? presente acqua contaminata. Per l?Unit? 2 si ipotizza che si tratti di acqua che ? stata a contatto direttamente con il nocciolo parzialmente fuso, per poi trafilare all?esterno del contenitore primario attraverso una via ancora non individuata. Per le Unit? 1 e 3 la NSC (Nuclear Safety Commission of Japan) sospetta che si tratti di vapore condensato proveniente dal contenimento oppure acqua spruzzata nell?edificio reattore danneggiato per raffreddare il combustibile esaurito. La medesima acqua si ? raccolta anche nelle trincee adiacenti agli edifici turbina 1, 2 e 3 che hanno riportato misure di dose per l?Unit? 1 pari a 0,4 mSv/h e maggiore di 1000 mSv/h per l?Unit? 2.

? in corso, inoltre, l?acquisizione di nuovi serbatoi per lo stoccaggio provvisorio dell?acqua al fine di aumentare la capacit? disponibile sul sito. Detti serbatoi verranno installati vicino all?impianto trattamento rifiuti.

Il giorno 12 Aprile alle 10:35 UTC ha avuto inizio il trasferimento dell?acqua contaminata dalla trincea adiacente l?edificio turbina dell?Unit? 2 al condensatore. Il trasferimento ? stato interrotto il giorno 13 Aprile alle ore 02:00 UTC al fine di verificare la presenza o meno di perdite nel circuito di trasferimento. Alle 6.02 UTC dello stesso giorno, non avendo trovato perdite, il trasferimento ? stato riavviato ed ha avuto termine alle 8.04 con il trasferimento totale 660 t d?acqua.
Il livello dell?acqua nella trincea dell?Unit? 2 ha raggiunto 85mm.



Perdita di acqua contaminata in mare

La perdita in mare di acqua altamente contaminata dall?Unit? 2 ? stata interrotta il 6 Aprile mediante l?utilizzo di un agente coagulante (vetro liquido). Nella tabella che segue si riportano i valori delle analisi effettuate su campioni prelevati sulla perdita e nelle acque antistanti la griglia di adduzione dell?Unit?2, precedentemente l?interruzione della perdita stessa.


2 Aprile 2011: I-131 (MBq/cm3) - Cs-137 (MBq/cm3) - Cs-134 (MBq/cm3)

Campionamento dalla perdita ore 7.30 UTC
  • 5,4 - 1,8 - 1,8
Campionamento in mare Ore 8:03 UTC
  • 0,3 - 0,12 - 0,12
Al fine di limitare la dispersione in mare aperto dell?acqua contaminata sono state installate delle particolari barriere in alcuni specchi di acqua tra il molo ed i canali di adduzione alle quattro Unit?.

Infatti, sono state predisposte delle barriere di contenimento come di seguito descritto. Sul lato del canale di adduzione dell?Unit? 2, sulla parete dove era presente la perdita di acqua contaminata, ? stata posta in opera una barriera composta da una serie di lastre di acciaio (completata il 15 Aprile 2011 alle 05:15 UTC). Sono state, inoltre, installate delle barriere filtranti agli ingressi dei canali di adduzione di ciascuna Unit?, nonch? a nord e a sud del canale di ingresso dell?acqua alla centrale (completate alle 3:20 del 14 Aprile 2011). Infine, sono state posizionate alcune sacche contenenti zeolite nei pressi delle griglie di ingresso dell?acqua ai condensatori delle tre Unit?. Ci? al fine di trattenere e catturare specifici elementi radioattivi. Queste sacche, inoltre, consentono di campionare ed analizzare la zeolite per analizzarne la radioattivit? trattenuta.

L?iniezione di agente coagulante (vetro liquido) ? proseguita fino al 19 aprile. Sono stati iniettati circa 24.000 litri di agente coagulante nella zona interessata dalla falla e nella trincea dell?Unit? 2.



Rilascio in mare di acqua debolmente contaminata

Dal 4 al 10 Aprile ? stata scaricata in mare acqua a basso livello di contaminazione (per un totale di 1,5 1011 Bq), proveniente dall?edificio principale di trattamento dei rifiuti radioattivi.

Come ? ormai noto, tale operazione ? servita per rendere disponibili dei serbatoi per immagazzinare l?acqua altamente contaminata presente negli edifici turbine e relative trincee.
? in corso il rilascio in mare dell?acqua a bassa concentrazione di attivit? (ad oggi 1343 tonnellate), presente nei pozzi di drenaggio delle Unit? 5 e 6. Tale operazione si ? resa necessaria al fine di proteggere i sistemi operativi delle unit?.



Principali attivit? in corso sull?impianto

Gestione della problematica dell?idrogeno

La TEPCO, in data 6 aprile, ha pianificato l?iniezione di azoto nel contenitore primario (PCV) dell?Unit? 1. Tale operazione, autorizzata dalla NISA, ? stata avviata alle ore 13:30 UTC e tuttora in corso. Questa scelta deriva dall?ipotesi che l?idrogeno generatosi nel vessel possa andare ad accumularsi nel PCV. L?iniezione di azoto intende prevenire la possibile formazione di miscele gassose potenzialmente pericolose. L?iniezione di azoto ? ancora in corso.



Raccolta detriti

Al fine di rendere agibili le zone esterne agli edifici delle Unit? 1-4 e degli edifici turbina, si sta procedendo allo sgombero dei detriti causati dello tsunami e dall?esplosione dei solai degli edifici delle Unit? 1-3-4. I mezzi utilizzati dagli operatori sono remotizzati a causa dei livelli di radiazione presenti nella zona.



Raffreddamento delle Unit?

Attualmente il raffreddamento delle Unit?1, 2 e 3 viene effettuato in ciclo aperto cercando, ove possibile, di recuperare l?acqua di raffreddamento inserita. Ci? fintanto che non si ripristiner? la refrigerazione a ciclo chiuso.
Continua la fuoriuscita di fumo bianco dalle Unit? 2 e 3; mentre fino alle 21:30 del 25 Aprile non ? stata osservata fuoriuscita di ulteriore fumo bianco dall?Unit? 4.



Stato del sito nucleare

Ripristino delle alimentazioni elettriche normali

Le attivit? di ripristino dell?alimentazione elettrica e della refrigerazione del combustibile presente nei reattori delle unit? 1-3 e nelle piscine delle unit? 1-4 proseguono analogamente a quanto effettuato nei giorni precedenti.

Risulta ristabilita l?illuminazione delle sale controllo e degli edifici turbina.

Le pompe elettriche mobili deputate al raffreddamento dell?RPV, alimentate dai diesel mobili, sono passate sotto l?alimentazione elettrica normale.

Il giorno 19 aprile si ? ultimato il lavoro di ripristino delle linee elettriche delle Unit? 1-2 e 3-4 .

Il 25 Aprile si ? fatto uso temporaneamente di generatori diesel per lavori di consolidamento dell?alimentazione elettrica esterna.



Stato dei reattori

Si continua ad iniettare acqua nei reattori delle Unit? 1 (6 m3/h attraverso la linea acqua alimento) e delle Unit? 2 e 3 (7 m3 /h ciascuna, utilizzando le linee dell?antincendio). Nello stesso tempo, a partire dal 13 Aprile, la TEPCO, come riportato dalla NISA, ha iniziato l?installazione di linee di back up per l?invio di acqua alle Unit? 1, 2 e 3. Tali linee preleveranno l?acqua direttamente dal serbatoio in cui, dopo il filtraggio, viene accumulata l?acqua proveniente dal bacino di Sakashita (sito nella prefettura di Fukushima a circa 10 km dall?impianto) utilizzato fin dal 25 Marzo per l?iniezione di acqua dolce nei reattori delle Unit? 2 e 3. Terminata l?installazione delle linee di backup, l?invio dell?acqua dolce alle Unit? 1, 2 e 3 verrebbe effettuata prelevando l?acqua direttamente dal serbatoio suddetto tramite le linee di alimento dell?acqua alle Unit? stesse.

ttualmente l?iniezione viene effettuata prelevando acqua da un serbatoio (posto in cascata rispetto a quello sopra citato e che normalmente contiene acqua purificata) collegato alle linee di alimento dell?acqua dei reattori.

Permane stabile la situazione dei livelli di acqua nel nocciolo nelle Unit? 1, 2 e 3 con met? circa del combustibile scoperto.
Le Unit? 5 e 6 restano in condizioni di arresto a freddo con i sistemi di impianto alimentati dalla rete elettrica esterna.
Come gi? menzionato, si sta effettuando l?iniezione di Azoto nel contenitore primario dell?Unit? 1. Essa ha comportato un leggero aumento della pressione nel contenimento stesso. Sono attualmente in corso, da parte della TEPCO, le attivit? di valutazione richieste dall?Autorit? di sicurezza, la NISA, in merito all?opportunit? di procedere analogamente per le Unit? 2 e 3.

A tal proposito la NISA ha indicato la possibilit? che alcuni strumenti presenti nel RPV possano non funzionare correttamente.

La pressione nel vessel per le Unit? 2 e 3 risulta essere stabile.
Il giorno 17 aprile hanno avuto inizio delle ispezioni all?interno dell?edificio reattore delle Unit? 1, 2 e 3 mediante l?ausilio di un robot remotizzato. La TEPCO ha comunicato che le ispezioni sono state condotte allo scopo di valutare lo stato radiologico all?interno delle tre Unit?. I livelli di radiazione rilevati nell?edificio reattore dell?Unit? 1 variavano da 10 a 49 mSv/h, mentre per l?Unit? 3 variavano da 28 a 57 mSv/h. L?elevato livello di radiazioni, in particolare per l?Unit? 3, non consente al momento, di poter intervenire direttamente sugli impianti stessi.

Si continua ad iniettare acqua nelle piscine del combustibile delle Unit? 1, 2 e 3. Il 12 Aprile, un campionamento dell?acqua della piscina della Unit? 4, eseguito in remoto, ha fornito una misura dell?attivit? di I-131 pari a 220 Bq/cm3, Cs-134 di 88 Bq/cm3 e Cs-137 di 93 Bq/cm3. Inoltre, la temperatura dell?acqua della piscina ? risultata pari a 90?C e per tele motivo sono state versate 195 tonnellate di acqua. Ulteriori 140 tonnellate circa di acqua sono state versate nella medesima piscina il giorno 17 aprile.

Misure termografiche della piscine del combustibile esaurito dell?Unit? 1 indicano alle 22:30 UTC del 23 Aprile , una temperatura di 20?C. Misure analoghe indicano per la piscina dell?unit? 3 una temperatura di 47?C. La temperatura rimane invece ancora relativamente alta per l?unit? 4 (da 86 a 81 ?C a valle dello spruzzamento di 165 t d?acqua attuato, tra le 3:25 e le 8:07 UTC del 24 Aprile, utilizzando un veicolo con braccio mobile per il pompaggio del cemento). La temperatura, in questo caso viene rilevata con un termistore attaccato al braccio mobile.

La NISA, in un?informativa del 18 Aprile, riporta una stima del danneggiamento del nocciolo per le Unit? 1, 2 e 3. A seguito dell?abbassamento del livello dell?acqua nel vessel si ? determinato l?innalzamento della temperatura delle guaine delle barrette di combustibile. Tale innalzamento in presenza di una miscela acqua-vapore ha innescato l?ossidazione delle guaine delle barrette di combustibile. Il processo di ossidazione ha generato l?idrogeno che ? stato la causa delle esplosioni avvenute all?interno degli edifici. La successiva fessurazione delle guaine delle barrette di combustibile ha portato al rilascio degli elementi gassosi contenuti nelle barrette stesse. Da una valutazione sull?ammontare della radioattivit? rilasciata ? stata stimata la percentuale di nocciolo danneggiato, che risulterebbe pari al 70% per l?Unit? 1, al 30% per l?Unit? 2 ed al 25% per l?Unit? 3. Inoltre la NISA presume che vi sia stata una probabile fusione delle pastiglie del combustibile in quanto sono state rilevate, all?interno degli edifici reattore delle Unit? 2 e 3, alte concentrazioni di radionuclidi che normalmente restano confinati all?interno delle pastiglie integre.



Dati radiometrici e conseguenze radiologiche

Prefettura di Fukushima

Misure di intensit? di dose

I dati relativi alle misure effettuate fino alle 10 ora locale del 26 aprile nei punti della rete di sorveglianza ambientale di sito, indicano, a circa un chilometro di distanza dai reattori, direzione ovest, valori compresi tra i 21 e i 52 microSv/h, mentre, circa 500 metri a nord-ovest dei reattori , si registra un valore massimo di 453 microSv/h. Dai valori riportati si evince che il trend ? in lento ma progressivo calo.

Ai confini del sito, le misure nei vari punti effettuate il 26 aprile fino alle 8.00 ora locale, indicano valori di rateo di dose gamma in aria variabili tra 8 microSv/h nel punto di monitoraggio MP1 e 157 microSv/h nel punto MP7; anche in questo caso si nota un progressivo decremento dei valori di rateo di dose gamma.
Ai confini della zona di evacuazione (20 km), nei punti monitorati il 26 aprile, si registra un?intensit? di dose massima di 0,7 microSv/h a nord-ovest dell?impianto.

Tra le misurazioni effettuate il 26 aprile nella zona tra i 20 e i 30 km di distanza dal sito, ? stato registrato un valore massimo di 13,6 microSv/h a circa 32 km a nord-ovest dell?impianto in corrispondenza della citt? di Soma.
Nella zona di Fukushima City il valore registrato il 20 aprile ? di 1,8 microSv/h contro un valore di fondo che al massimo ? di 0,046 microSv/h.

Sono stati resi disponibili dal MEXT i dati di monitoraggio relativamente alle zone tra 1 km e 20km intorno al sito di Daichi effettuati in due tranches differenti tra il 30 marzo e il 2 aprile e tra il 18 e il 19 aprile. Durante il primo periodo sono stati monitorati 50 punti; i rilievi evidenziano che il valore massimo di rateo di dose in aria si registrava a circa 1 km ad ovest attestandosi intorno a 124 microSv/h. nel secondo periodo i punti di monitoraggio sono stati implementati a 128; in questo caso i valori massimi si registravano nella zona di Okuma Town Oaza Ottozawa, tra i 2 e i 4 km in direzione ovest/sud/ovest, con un massimo di 110 microSv/h a 3 km restando sostanzialmente invariato rispetto alle misure precedenti. In tutti gli altri punti, sia nella prima che nella seconda misura, si registra una minima, seppur costante, tendenza al decremento.

Sono stati resi noti i risultati delle misure di concentrazione al suolo (umido) e di rateo di dose gamma effettuate il 14 aprile in 52 scuole della prefettura di Fukushima a distanze comprese tra 40 e 70 km dall?impianto di Daichi; i valori del rateo di dose sono stati rilevati sia all?esterno che all?interno dei locali scolastici in modo da evidenziare il valore di abbattimento del fornito dalle strutture esterne degli edifici stessi; una prima analisi dei dati ha evidenziato che approssimativamente il fattore di abbattimento ? di circa 10.

Il MEXT ha reso disponibili anche i risultati di monitoraggio ambientale effettuati dalla JAEA nella citt? di Kawamata e precisamente nei dintorni di Yamakiya a 40 km nord-ovest dall?impianto di Daichi; le misure hanno evidenziato valori variabili tra 1,5 e 9,1 microSv/h.



Misure di concentrazioni in aria

Con riguardo alle concentrazioni di I-131 e Cs-137 in aria, gli aggiornamenti del 7 aprile riportano a 25 km a Nord dell?impianto un picco di concentrazione di Iodio131 e di Cesio137 rispettivamente di 35,90 Bq/m3 e 4.40 Bq/m3. Il giorno 8 aprile le concentrazioni son diminuite a 1,05 Bq/m3 per lo Iodio131 e al di sotto della minima attivit? rilevabile per il Cesio137. Il 16 aprile per lo Iodio-131 e per il Cesio-137 sono stati misurati rispettivamente 13,6 Bq/m3 e 2,54 Bq/m3, mentre il 17 aprile i valori sono scesi al di sotto del limite rivelabile. A circa 40 km a nord-ovest della centrale il 15 aprile per lo Iodio-131 e per il Cesio-137 sono stati misurati rispettivamente 5,95 Bq/m3 e 1,47 Bq/m3. A 80 km a sud-ovest dell?impianto, e precisamente nella zona di Nishirakawa, il 10 aprile ? stata registrata una concentrazione di Iodio e Cesio( 1,03 e 0,542 Bq/m3) assente nel periodo precedente, non confermata dalle misure dei giorni successivi. Le misure di concentrazione in aria relative al periodo tra il 21 e il 24 aprile hanno registrato contributi pi? elevati rispetto alla MAR (minima attivit? rilevabile) in 7 punti di misura tra i 25 e i 60 km dall?impianto; i valori maggiori sono stati registrati a 25 km a nord in corrispondenza della citt? di Minamisoma dove la concentrazione di I-131, Cs-134 e Cs-137 ? stata rispettivamente di 7.14, 1,87 e 2,15 Bq/m3. Questi valori non sono stati confermati dalle misure effettuate il giorno successivo.

La TEPCO riporta le misure di concentrazione di Iodio e Cesio in aria effettuate al Cancello Ovest dell?impianto di Daiichi e al punto MP-1 dell?impianto di Daini. Tenendo presente che i valori di concentrazione in aria presi a riferimento per le attivit? lavorative effettuate in zone con presenza di contaminazione sono rispettivamente di 1E-3, 2E-3 e 3E-3 Bq/cm3 per I-131, Cs-134 e Cs-137, sia in forma volatile che in forma di particolato, si evidenzia che le valutazioni effettuate il 25 aprile non risultano superiori al limite riportato.



Misure di deposizione al suolo

Al 25 aprile nelle zone di Soma e Futaba, a circa 30 km a nord-ovest dall?impianto, e in altri 2 punti a 30 km nord-nord-ovest e a 40 km nord-ovest, si continuano a registrare valori di deposizione al suolo di I-131 e Cs-137 nel terreno notevolmente al di sopra dei valori di riferimento; dal 22 aprile sono stati resi noti i dati di monitoraggio anche per il Cs-134 che confermano i valori notevolmente elevati rispetto ai limiti governativi. Per gli altri punti monitorati, i valori misurati continuano ad essere al di sopra dei livelli di riferimento del governo giapponese. ? da sottolineare che i dati di monitoraggio risultano notevolmente variabili da un giorno al successivo; questo non consente di definire, al momento, un trend definitivo.

Il MEXT ha riportato i risultati delle misure di concentrazione di Stronzio effettuate su 3 campioni di suolo raccolti in 2 villaggi della prefettura di Fukushima il 16 marzo scorso; le analisi sui campioni trattati hanno evidenziato la presenza di Stronzio-89 in concentrazioni variabili tra 13 e 260 Bq/kg e di Stronzio-90 tra 3,3 e 32 Bq/kg.



Altre prefetture

Misure di intensit? di dose

I dati del monitoraggio radiometrico mostrano un generale andamento decrescente a partire dal 23 marzo. Alla data del 26 aprile 2011, in alcune prefetture i valori rilevati risultano solo leggermente alterati rispetto alle usuali fluttuazioni del fondo ambientale.

Al 26 aprile, presso la prefettura di Ibaraki (Mito) il valore massimo rilevato ? stato di 0,117 microSv/h, circa il doppio del fondo ambientale ma in costante, progressiva diminuzione; l?intensit? di dose gamma nella regione di Tokio risulta dello stesso ordine di grandezza del fondo ambientale; valori pi? modesti, continuano ad essere rilevati nelle prefetture di Miyagi, e Chiba anche se il trend si sta attestando verso valori indicativi del fondo.


Misure di deposizione al suolo

I dati di deposizione al suolo sono relativi alle prefetture nelle quali ? stata misurata una concentrazione di Iodio 131 e Cesio 137 superiore alla norma, con l?eccezione della prefettura di Miyagi, per la quale continuano a non essere disponibili informazioni a causa dei danni provocati dal terremoto/tsunami. Il giorno 31 marzo ? stato registrato un picco di deposizione sia di I-131 che di Cs-137 in alcune prefetture: il massimo nella prefettura di Tochigi con 1400 Bq/m2 di I-131 e 500 Bq/m2 di Cs-137; i valori sono rapidamente ritornati a quelli dei giorni precedenti.

Il MEXT riporta i dati della deposizione al suolo di I-131 rilevati il 26 aprile nella sola prefettura di Saitama dove il valore registrato ? stato di 3,3 Bq/m2. Per quanto riguarda i dati relativi al Cs-134 e Cs-137, rivelati nella stessa data nelle prefetture di Yamagata, Saitama, Chiba e Tokyo, indicano che i valori massimi sono stati registrati a Saitama e sono rispettivamente pari a 25 e 29 Bq/m2.



Monitoraggio di acqua marina

Per quanto riguarda l?acqua marina, tenuto conto che i valori limite di concentrazione stabiliti dalle autorit? giapponesi sono 40 Bq/l per lo Iodio131, 60 Bq/l per il Cesio134 e 90 Bq/l per il Cesio137, al 25 aprile la situazione ? la seguente:
  • a 30 metri a nord del canale di scarico delle Unit? 5-6 si registrano valori di concentrazione per lo Iodio e per il Cesio (134 e 137) rispettivamente di 3,5, 2,8 e 2,2 volte pi? elevati rispetto ai livelli di riferimento. I valori registrati rispetto ai giorni precedenti risultano in costante diminuzione;
  • a 330 metri a sud del canale di scarico delle Unit? 1-4 sono stati registrati valori di concentrazione, in costante decremento, sia di Iodio 131 che di Cesio134 e Cesio 137; le misure effettuate hanno evidenziato che per lo Iodio131 il valore misurato ? al di sotto del valore limite, mentre per il Cesio134 ed il Cesio137 ? circa uguale al limite;
  • in corrispondenza del canale di scarico di Daini a 10 km dall?impianto di Daichi, i valori di concentrazione di Iodio131, Cesio134 e Cesio137 sono al di sotto del valore limite per iodio e Cs-137 mentre si registra un valore di 1,3 volte il limite per il Cs-134;
  • presso la localit? di Iwasawa a 16 km da Daichi, i valori di concentrazione di Iodio131, Cesio134 e Cesio137 sono sono al di sotto del valore limite per iodio e Cs-137 mentre si registra un valore di 1,3 volte il limite per il Cs-134;
  • alla distanza di 30 km dalla costa di fronte alla centrale e distanziati di 10 km l?uno dall?altro, sono stati predisposti 8 punti di monitoraggio dell?acqua marina. In seguito sono state effettuate misure in altri due punti a minore distanza dalla costa (circa 10 km e 20 km dalla costa, e circa 60 km a sud della centrale); inoltre sono stati aggiunti altri 2 punti a nord dell?impianto e a distanze di 4 e 15 km dalla costa. Il giorno 17 aprile sono stati rilevati i seguenti valori: a circa 30 km dalla costa, 68,4 Bq/l per lo Iodio-131 e 83,3 Bq/l per il Cs-137 (punto 4); i rilievi effettuati il 21 aprile non hanno evidenziato valori significativi di concentrazione in acqua per i radionuclidi finora monitorati
  • La TEPCO ha effettuato ulteriori monitoraggi in 4 punti corrispondenti al molo di attracco delle unit? 1-4, alla griglia dell?unit? 2 (internamente ed esternamente alla barriera filtrante) e al canale di adduzione dell?unit? 1-4; al 25 aprile i valori di concentrazione di Iodio131, Cesio134 e Cesio137 sono per il molo di attracco 19 volte, 13 e 9 volte superiori al limite; per la griglia dell?unit? 2 parte interna, 1400, 430 e 300 volte maggiori del limite; per la griglia dell?unit? 2 parte esterna, 280, 62 e 43 volte maggiori del limite evidenziando la funzione di trattenimento dovuta alla barriera filtrante; per la parte sud del canale di adduzione 170, 180 e 120 volte pi? elevati e per la parte nord del canale di adduzione 100, 47 e 31 volte pi? elevati.
  • Dal 17aprile sono stati implementati i punti di monitoraggio da parte della TEPCO; sono stati aggiunti rispettivamente 4 punti a 3 km, 2 punti a 8 km e 6 punti a 15 km dalla costa; le misure effettuate il 25 aprile mostrano che per i punti a 3 km dalla costa solo per 2 di essi i valori misurati sono risultati superiori ai limiti di riferimento di un valore massimo di 2,3 volte; per i punti a 8 km il massimo valore di superamento ? stato di 2,7 volte mentre per i punti a 15 km rientrano nei valori di riferimento o sono al di poco superiori ad essi;
  • Dal 25 aprile sia la TEPCO che il MEXT hanno informato anche le autorit? internazionali che intendono ampliare ulteriormente le zone di campionamento, aggiungendo 4 punti il MEXT e 2 punti la TEPCO; le risultanze delle misurazioni saranno resi disponibili appena possibile.
Radioattivit? negli alimenti e restrizioni

Il Ministero della Salute ha reso noto i dati relativi a 15 campioni di vegetali, frutta (fragole), carne, latte e latte non pastorizzato raccolti tra il 21 e il 25 aprile in 7 prefetture (Fukushima, Gunma, Ibaraki, Kanagawa, Niigata, Tochigi, Yamagata); le misure hanno mostrato livelli di I-131, Cs-137 e Cs-134 non rilevabili o inferiori ai limiti stabiliti dalle autorit? giapponesi.

Campioni di vegetali sono stati prelevati il 19 marzo in 4 villaggi della prefettura di Fukushima a 30 km dall?impianto; i risultati mostrano concentrazioni di Sr89 tra 12 e 61 Bq/kg e variabili tra 1,8 e 5,9 Bq/kg per lo Sr90.

Il governo ha emanato un regolamento provvisorio che stabilisce a 2000 Bq/kg il limite di I131 nel pesce.

Il Ministero dell?agricoltura, foreste e pesca del Giappone ha informato la IAEA che in questa stagione, nella maggior parte degli allevamenti il bestiame ? mantenuto al chiuso. Gli animali sono primariamente alimentati con scorte di foraggio secco e grano che, non essendo esposte all?aperto, non risultano contaminate. Sono state fornite, inoltre, indicazioni agli agricoltori sulla necessit? di prevenire la contaminazione dell?acqua utilizzata per l?abbeveraggio.

Il 13 aprile il Primo Ministro Giapponese ha richiesto al Governatore della prefettura di Fukushima di vietare la distribuzione di un tipo di fungo (shiitake, lentinula edodes) coltivato in alcune zone fino a nuova diversa disposizione.. E? stata, inoltre, richiesta la restrizione alla distribuzione per la stessa matrice alimentare prodotta nelle citt? di Fukushima, Date, Soma, Minamisoma, Tamura e Iwaki nonch? nelle cittadine di Shinchi, Kawamata, Namie, Futaba, Ookuma, Tomioka, Nahara e Hirono e, infine, nei villaggi di Iitate, Katsurao e Kawauchi fino ad ulteriore notifica. Il 25 aprile ? stato esteso il provvedimento di restrizione alla distribuzione della stessa matrice alimentare proveniente dalla citt? di Motomiya.

Un campione di pesce (sand lance, stessa famiglia del cicerello) prelevato il 18 aprile dalla regione costiera di Fukushima ha dato valori al di sopra dei limiti stabiliti dal governo giapponese sia per lo Iodio che per il Cesio, e ne ? stata quindi vietata la distribuzione ed il consumo in tutta la prefettura.

Il 22 aprile il Primo Ministro Giapponese Edano ha annunciato la proibizione alla coltivazione di riso relativamente a tutto il raccolto del 2011 nelle zone di evacuazione, di pianificata evacuazione e nella zona di preparazione all?evacuazione di emergenza.

Permangono in vigore le restrizioni stabilite dal Ministero della salute del lavoro e del welfare sulla distribuzione e consumo di alimenti nelle prefetture di Fukushima, e Tochigi ed in alcune localit? della prefettura di Chiba. A partire dal 17 Aprile nella prefettura di Ibaraki sono state revocate alcune delle restrizioni alimentari precedentemente adottate.

In particolare:
  • nella prefettura di Fukushima, sono in vigore restrizioni sulla distribuzione e consumo dei vegetali a foglia, altri vegetali (kakina, spinaci, rape, cavoli, etc.) e del latte; per quanto riguarda la distribuzione di latte non pastorizzato, il Ministero, il giorno 8 aprile, ha revocato, le restrizioni nelle localit? di Kitakata, Aizumisato, Bandai, Inawashiro, Michima, Minamiaizu e Simogo e, il giorno 16 Aprile in molte altre localit?; ? stata inoltre vietata la distribuzione ed il consumo del sand lance (pesce della famiglia del cicerello) e la distribuzione dello. Il 25 aprile il provvedimento relativo alla distribuzione dello shiitake ? stato revocato
  • nella prefettura di Ibaraki dal 17 di aprile ? stato revocato il divieto di distribuzione di kakina e prezzemolo; ? stato revocato anche il divieto di distribuzione di spinaci, escludendo le localit? di Kitaibaraki e Takahagi.
  • nella prefettura di Tochigi dal 14 aprile ? stato revocato il divieto di distribuzione di kakina; permane il divieto di distribuzione di spinaci in tutta la prefettura ad esclusione delle localit? di Nasushiobara e Shioya la cui revoca ? stata decisa il 21 aprile.
  • nella prefettura di Chiba, le restrizioni riguardano solo alcune localit? (Katori e Tako). In queste localit? il 22 aprile ? stato revocato il divieto di distribuzione di spinaci; lo stesso giorno ? stato revocato il divieto di distribuzione di spinaci ed altri vegetali a foglia larga (tipo lattuga), sedano, prezzemolo prodotti nella citt? di Asahi;
Per quanto riguarda l?acqua potabile, alla data del 25 aprile le restrizioni dovute alla concentrazione di I-131 nell?acqua potabile sono in vigore solo nel villaggio di Iitate nella prefettura di Fukushima e riguardano solo i bambini.
In altre 5 prefetture (Ibaraki, Tokigi, Gunma, Saitama, Tokyo), i valori di concentrazione di I-131 sono risultati superiori al limite di rilevabilit? e variabili tra 0,15 e 0,92 Bq/l; per il Cs137 solo il campioni provenienti dalla prefettura di Saitama ha evidenziato una concentrazione di 0,15 Bq/l. Le restrizioni sull?acqua devono essere adottate quando la radioattivit? supera il limite di 300 e 200 Bq/l per lo Iodio ed il Cesio rispettivamente.



Misure protettive

L?11 aprile, il Governo giapponese ha stabilito due diverse aree di evacuazione oltre i 20 Km di raggio dalla centrale incidentata. Si ricorda che sin dall?inizio dell?incidente l?evacuazione era stata adottata entro i 20 km. La prima area, indicata come zona di evacuazione pianificata, comprende quelle zone, oltre i 20 km (si arriva anche a 50 km in direzione NNW) dalla centrale, in cui ? stato stimato che i residenti assumerebbero una dose superiore a 20 mSv nel corso di un anno (approssimativamente entro marzo 2012). In questa area il Governo, consultandosi con le Comunit? locali, sta predisponendo il piano di evacuazione dei residenti che si prevede verr? effettuata entro il prossimo mese.

Nella seconda area, indicata come zona di evacuazione di emergenza, la cui estensione ? compresa tra i 20 ed i 30 km dalla centrale, ad esclusione di quelle zone che ricadono nella precedente area, la popolazione deve essere pronta, in caso di un aggravamento della situazione, ad essere evacuata all?esterno dell?area. In tale contesto, viene comunque raccomandata l?evacuazione volontaria; in ogni caso, l?area ? interdetta ai bambini, alle donne in gravidanza e alle persone bisognose di assistenza medica. Tutte le scuole all?interno dell?area sono chiuse. Successivamente (conferenza stampa del 22 aprile) ? stato annunciato, per la zona di evacuazione di emergenza, il ritiro della raccomandazione di riparo al chiuso in atto sin dall?inizio dell?emergenza nucleare, specificando che, in caso di necessit?, i residenti possono ripararsi al chiuso o evacuare con i propri mezzi.

Il 21 aprile, il Governo ha annunciato di aver stabilito una zona di ?interdizione all?ingresso? intorno al sito di Fukushima Daiichi e di aver stabilito i criteri per l?ingresso temporaneo nella suddetta zona. Al riguardo, a partire dalla mezzanotte del 22 aprile ? stato proibito l?accesso all?interno di un?area di 20 km di raggio dal sito nucleare, ordinando a tutte le persone di lasciare l?area, ad eccezione di quelle impegnate nelle attivit? di risposta all?emergenza ed escludendo i casi in cui le autorit? locali consentano un accesso temporaneo. I criteri per l?accesso temporaneo autorizzato alla zona di interdizione prevedono la costituzione di un punto controllo e decontaminazione al confine della zona interdetta ed al suo interno l?individuazione di un punto di raccolta; le persone autorizzate all?ingresso devono essere trasportate lungo tragitti prefissati che collegano le due postazioni suddette; il tempo massimo di permanenza all?interno della zona interdetta ? di 2 ore; inoltre, per le operazioni di trasporto e sosta presso il punto di raccolta, sia nell?andata che per il ritorno, nonch? per le attivit? di controllo in uscita ? consentito un tempo massimo di 3 ore, per un tempo totale massimo consentito di 5 ore.

I confini delle aree di interdizione e delle zone di evacuazione d?emergenza saranno rivisti solo dopo che il rilascio radioattivo possa considerarsi sotto controllo (previsione di 6-9 mesi) e che il monitoraggio ambientale sia stato completato.

Si stanno rendendo operativi degli uffici governativi in-situ presso alcune citt? (oltre 30 km dall?impianto) all?interno della zona di evacuazione pianificata. Il personale, anche di livello dirigenziale, proveniente da Tokyo, rappresenta il Ministero degli interni e delle comunicazioni, Ministero della salute, lavoro e welfare, Ministero dell?agricoltura, foreste e pesca, Ministero dell?economia, commercio e industria.



Esposizione della popolazione

Dai dati diffusi dalla NISA risulta che alla data del 17 aprile sono state sottoposte a monitoraggio per la contaminazione radioattiva oltre 154000 persone. Per 102 di esse il conteggio ? risultato superiore al livello di intervento di 100000 cpm fissato dalle Autorit? giapponesi: dopo la rimozione degli indumenti contaminati i valori di contaminazione residua misurati sono stati per tutti inferiori al livello di intervento e non sono state ritenute possibili conseguenze sanitarie dannose.

Al 24 aprile la Nisa riporta che lo screening ha coinvolto complessivamente 170.000 persone circa; nessuna delle misure effettuate ? risultata superiore a 100.000 cpm.
Il 3 aprile la NISA ha riferito circa l?effettuazione del monitoraggio radiometrico della tiroide, eseguito tra il 28 e il 30 marzo, di 946 bambini e ragazzi di et? compresa tra 0 e 15 anni presso il villaggio di Iitate e la citt? di Kawamata. Tutte le misure hanno dato risultati al di sotto dei livelli di intervento stabiliti dalle Autorit? e fissati a 0,2 microSv/h.



Esposizione dei lavoratori

Alla data del 14 aprile dei circa 300 lavoratori dell?impianto di Fukushima Dai-ichi, 28 risultano aver ricevuto dosi superiori a 100 mSv nel periodo legato all?emergenza: per nessuno di essi ? stato comunque superato il limite di 250 mSv fissato dalle Autorit? giapponesi per gli interventi in emergenza. Come noto, tre lavoratori che operavano nell?edificio turbina per la stesura di cavi hanno riportato dosi elevate di radiazioni agli arti inferiori a seguito dell?esposizione all?acqua contaminata raccoltasi nell?edificio. Per due dei suddetti lavoratori ? stata stimata una dose compresa tra 2 e 3 Sv alle estremit? degli arti inferiori.

Il 3 aprile ? stato confermato il ritrovamento dei corpi di due lavoratori che il giorno del terremoto stavano operando presso l?Unit? 4 la cui morte non ? dovuta agli effetti delle radiazioni ionizzanti.

La IAEA riporta la notizia che il 1? aprile un lavoratore che riparava un malfunzionamento al manicotto dell?acqua su una nave dell?esercito americano, ? caduto in acqua; il lavoratore ? stato immediatamente soccorso e non ha riportato n? ferite n? contaminazione esterna dalle prime rilevazioni effettuate; al fine di valutare l?eventuale contaminazione interna lo stesso ? stato sottoposto a WBC il cui risultato ha escluso qualsiasi presenza di contaminazione interna.



Monitoraggio della radioattivit? ambientale in altri paesi europei

In Spagna nel periodo compreso tra il 8 - 13 aprile sono state rilevate concentrazioni di I-131 su particolato atmosferico comprese tra 0,04 e 0,236 mBq/m3 . Per quanto riguarda il Cs-137 i valori misurati oscillano tra 0,006 e 0,036 mBq/m3 mentre per il Cs-134 tra 0,007e 0,05 mBq/m3. Misure di I-131 in forma gassosa hanno evidenziato valori compresi tra 0,38 e 1,3 mBq/m3, dopo aver toccato un massimo di 5,4 mBq/m3, con l?eccezioni di alcune citt? come Saragozza dove sono stati rilevati valori ancora pi? bassi (inferiore a 0,06 mBq/m3). Le analisi effettuate sull?acqua piovana il 3 aprile hanno fornito valori di concentrazione di I-131 compresi fra 0,19 e 6,74 Bq/l, mentre quelle relative al Cs-134 e al Cs-137 sono state inferiori a 0,06 Bq/l.

In Irlanda nel periodo compreso tra il 3 - 9 aprile sono state rilevate concentrazioni di I-131 su particolato atmosferico di 1 comprese tra 0,225 e 0,442 mBq/m3 in diminuzione rispetto al valore massimo di 1 mBq/m3 raggiunto nel periodo 24/3-4/4. Per quanto riguarda il Cesio i valori di concentrazione in aria sono stati compresi tra 0,026 e 0,138 mBq/m3 per il Cs-137 e tra 0,025 e 0,128 mBq/m3 per il Cs-134. Nei campioni di acqua piovana non sono state rilevate tracce di Cesio nel periodo di campionamento compreso tra il 22 marzo ed il 4 aprile, invece lo I-131 ha raggiunto valori di 2,7 Bq/l. In occasione dell?emergenza dovuta alla situazione in Giappone sono stati intensificati i controlli sul latte. Tra il 24 marzo ed il 9 aprile i valori di I-131 rilevati sono stati compresi tra 0,1 e 0,33 Bq/l.

In Francia tracce di I-131 continuano ad essere rilevate nei campioni di particolato atmosferico raccolti tra il 30 marzo e il 11 aprile con un massimo della concentrazione pari a 1,78 mBq/m3; attualmente si registra una diminuzione con valori al di sotto di 0,578 mBq/m3. Misure di iodio, su campioni in forma gassosa, evidenziano una tendenza alla diminuzione della concentrazione con valori al di sotto di 0,5 mBq/m3. Dall?analisi dei campioni di acqua piovana sono stato rivelati quantitativi di I-131 compresi fra pari a 0,5 e 3,0 Bq/l nel periodo fra il 26 e il 27 marzo con un massimo pari a 2,5 Bq/l il 28 marzo; nei primi giorni di aprile si ? registrata una diminuzione con valori inferiori a 1,5 Bq/l. Nel periodo compreso fra il 4 e l?11 aprile tracce di I-131 sono state trovate nei campioni effettuati su vegetazione con valori compresi fra 0,39 e 2,96 Bq/kg. Nel periodo compreso fra il 11 e l?13 aprile i valori di I-131 nei campioni di vegetazione si attestano tra 0,29 e 1,80 Bq/kg. Nelle Antille la concentrazione di I-131 rilevata il 5 di aprile su campioni di erba ? pari a 2,3 Bq/kg. Nel latte di capra sono stati rilevati valori compresi fra 0,35 e 2,12 Bq/l, mentre nel latte bovino si registrano valori inferiori, compresi fra 0,15 e 0,46 Bq/l. Nei vegetali a foglia larga la concentrazione misurata fra il 29 marzo e l?8 aprile ha assunto valori compresi fra 0,08 e 1,15 Bq/l. Sono state rilevate delle tracce di Cs-134 e Cs-137 nel particolato atmosferico, e in vari punti del territorio francese, dell?ordine di qualche centesimo di mBq/m3; il rapporto tra i due isotopi ? circa uguale a 0,85 ci? a dimostrazione che i valori misurati sono riconducibili a ricadute dovute all?incidente di Fukushima

In Islanda il valore della concentrazione di I-131 dopo aver raggiunto un massimo il 2 aprile pari a 3 mBq/m3 ? andato diminuendo fino al valore di 0,14 mBq/m3 misurato il 13 aprile. I valori di concentrazione di Cesio hanno seguito il medesimo andamento con un massimo il 2 Aprile (0,87 mBq/m3 per il Cs-137 e 0,7 mBq/m3 per il Cs-134) e una costante tendenza alla diminuzione fino a valori inferiori a 0,35 mBq/m3 misurati il 13 aprile.

In Bulgaria sono state misurate concentrazioni di I-131 in aria tra 0,09 e 0,12 mBq/m3 (Musala 25 marzo) e tra 0,15 e 0,1,92 mBq/m3 (Sofia 25 marzo - 3 aprile). Per la prima volta sono state rilevate tracce di Cs-134 (0,48 mBq/m3) e Cs-137 (0,63 mBq/m3) superiori ai livelli minimi misurabili. ? stata, inoltre, confermata la presenza di I-131 in acqua piovana alla concentrazione di circa 0,37 Bq/l.

In Austria (Vienna) sono state misurate concentrazioni di I-131 in quantitativi compresi tra 0,15 e 1,44 mBq/m3 su particolato atmosferico e per quanto riguarda la forma gassosa valori compresi tra 0,23 e 1,99 mBq/m3. La deposizione al suolo tra il 28 marzo ed il 3 aprile ha evidenziato valori di 0.9 Bq/m2. Nello periodo tra il 23 marzo e il 4 aprile, misure di Cs-134 e Cs-137 hanno rilevato valori massimi di concentrazione in aria, sullo stesso campione, pari a 0.124 mBq/m3 per il Cs-134 e di 0,144 mBq/m3 per il Cs-137 tutti valori rilevati nella giornata tra il 29 e il 30 marzo.

In Ungheria le misure effettuate nel periodo dal 21 marzo al 5 aprile hanno evidenziato valori della concentrazione di I-131 in aria compresi fra 0,082 e 1,270 mBq/m3 , nello stesso periodo sono state rilevate tracce di Cs-134 (0.090 mBq/m3 max) e Cs-137 (0,1 mBq/m3 max).

In Svizzera le misure di concentrazione di I-131 hanno registrato un massimo pari a 0,302 mBq/m3 misurato nel periodo fra il 30 marzo e il 6 aprile, seguito da una tendenza alla diminuzione fino a un valore pari a 0,047 mBq/m3, misurato il 18 aprile. Le misure di concentrazione di Cs-137 e Cs-134 pi? recenti hanno registrato valori pari rispettivamente compresi fra i 12 e i 16 mBq/m3..

In Romania presso una stazione di rilevamento della radioattivit? ambientale ? stata riscontrata presenza di I-131 con una concentrazione di 3,25 mBq/ m3 su di un campionamento effettuato dal 29 al 30 marzo.

Da parte della Grecia, sono stati resi disponibili i valori di deposizione, concentrazione in aria e concentrazione in alcune matrici alimentari nel periodo tra il 23 marzo e il 10 aprile per le aree di Attiki, Thessaloniki e nel periodo tra il 23 marzo e il 4 aprile per l?area della Grecia ovest. Nello specifico, nell?area di Attiki sono state fatte misure di I-131 e Cs-134/137 sia su filtri per aerosol (valore massimo 0,585 mBq/m3 di I-131) che su filtri a carbone attivo (valore massimo 2,237 mBq/m3) nonch? misure di deposizione su terreno(valore massimo 5,7 Bq/m2) concentrazione su alcuni vegetali (valore massimo 1 Bq/m2 sia per lo iodio che per il cesio), sul latte di capra (valore massimo 1,5 Bq/kg per I-131), sulla carne di agnello (valore massimo 0,2 Bq/kg di I-131), sull?acqua potabile e sull?acqua piovana. Nell?acqua potabile e nell?acqua piovana le concentrazioni di iodio misurate rispettivamente il 29 e il 31 marzo riportano concentrazioni di iodio di 4,1 e 1,3 Bq/l per i 2 differenti campioni. Per l?area della Grecia ovest sono disponibili i dati relativi alla concentrazione in aria su filtro per aerosol ( valore massimo 0,294 mBq/m3), la concentrazione nel latte di capra (valore massimo 1,9 Bq/l) e di mucca; per quest?ultimo campione la concentrazione misurata ? risultata inferiore ai limiti della rilevabilit? strumentale. Nell?area di Tessaloniki sono disponibili i dati di concentrazione su filtro per aerosol (valore massimo 0,497 mBq/m3 di I-131 e 0,145 mBq/m3 di Cs-137), su vegetazione (valore massimo 1,9 Bq/kg per I-131), sul latte di capra (valore massimo 2,6 Bq/l di I-131), sull?acqua piovana (valore massimo 0,5 Bq/l), sul latte di mucca e al suolo; per queste due ultime matrici i valori sono al di sotto dei limiti di rilevabilit?.

Nel Lussemburgo le misure sul particolato atmosferico prelevato tra il 28 e il 9 aprile, hanno evidenziato valori compresi tra 0,14 e 0,55 mBq/ m3 (decrescenti) per lo I-131 e valori tra 0,02 e 0,04 Bq/m3 (decrescenti) per il Cs-137.

In Belgio le misure effettuate fino al 18 aprile hanno rilevato valori di concentrazione di I-131 nel particolato atmosferico di circa 1 mBq/m3, valore sceso fino a 0,1 mBq/m3 nel periodo fra il 7 e l?18 aprile; i valori di concentrazione di I-131 in forma gassosa hanno raggiunto i 3 mBq/m3 il 7 di aprile e sono scesi poi a valori inferiori a 0,6 mBq/m3 dopo il 13 aprile mentre sia per il Cs-137 che per il Cs-134 non si sono registrati valori significativi.

In Lituania misure di concentrazione in aria di I-131 e Cs-134/137 sono state effettuate nel periodo tra il 14 e il 31 marzo; i valori massimi si sono registrati nel periodo 28-31 marzo dove per lo I-131 si riporta il valore di 2.78 mBq/m3 ,per il Cs-134 0.273 mBq/m3 e per il Cs-137 0.316 mBq/m3.

In Lettonia sono stati effettuati rilievi sul particolato atmosferico nel periodo tra 24 marzo e il 4 aprile volte a determinare la presenza in aria di Cs-134/137, I-131/132, Te-132 e Xe-133; i valori massimi determinati nel periodo tra il 24 e il 30 marzo hanno riguardato lo I-131 e lo Xe-133 con concentrazioni rispettivamente di 0.68 mBq/m3 e 0.45 mBq/m3 rispettivamente mentre nel periodo tra il 31 marzo e il 4 aprile l?unico valore registrato ? quello relativo alla presenza di I-131 con concentrazione pari a 57 mBq/m3.

In Germania le misure di concentrazione in aria sono state effettuate in 4 differenti postazioni di monitoraggio e relativamente a Be-7, I-131/132, Te-132 e Cs-134/137 nonch? Xe-133 e Kr-85. I dati sono relativi misure effettuate nel periodo tra il 21 marzo e il 17 aprile e riportano un valore massimo di I-131 di 3.68 mBq/m3 e di 0.43 mBq/m3 per il Cs-137 il giorno 29 marzo. Il valore di concentrazione massima per lo Xe-133, pari a 2.64 Bq/m3, ? stato registrato il 28 marzo; nello stesso giorno si ? registrato per il Kr-85 un valore pari a 1.71 Bq/m3. Allo stato attuale i valori di concentrazione dello Iodio e del Cesio sono in diminuzione. Le autorit? tedesche sottolineano che la concentrazione di default di Kr-85 si attesta intorno a valori di 1.5 Bq/m3; il valore registrato ? pertanto non da imputarsi all?evento di Fukushima quanto pi? alle attivit? di riprocessamento di combustibile che avvengono rispettivamente nei siti di La Hague e di Sellafield.



Misure di radioattivit? ambientale in Italia

L?ISPRA e il sistema delle Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell?Ambiente effettuano il monitoraggio della radioattivit? ambientale. Sin dal 12 marzo 2011, l?ISPRA ha richiesto di intensificare le misure di particolato atmosferico allo scopo di monitorare l?andamento di una eventuale presenza di radioattivit? in aria riconducibile all?incidente nella centrale di Fukushima in Giappone. Vengono effettuate misure giornaliere con particolare riguardo alla presenza degli isotopi Iodio 131 e Cesio 137. ? stato anche richiesto di effettuare misure di deposizione al suolo con cadenza settimanale. Sono state programmate anche alcune misure su vegetali a foglia larga e latte al fine di seguire eventuali fenomeni di trasferimento dei radionuclidi nell?ambiente.

I risultati a partire dal 23 marzo e aggiornati alle ultime misure pervenute, hanno evidenziato la presenza in aria di piccole tracce di Iodio 131 variabili tra 0,02 e 3,10 mBq/m3 e di Cesio137 variabili tra 0,007 mBq/m3 e 1,20 mBq/m3. In alcune misure sono stati rilevate tracce di Cesio 134 variabile tra 0,01 mBq/m3 e 0,25 mBq/m3. Nei campioni nei quali sono stati rilevati sia il cesio 137 sia il Cesio 134 la media dei rapporti isotopici tra i due radionuclidi ? di circa 0,86. La presenza di Cesio 134 e il valore del rapporto con il Cesio 137 evidenzia una probabile provenienza legata all?incidente nucleare in Giappone. Alcune misure su campioni finalizzati alla rilevazione di iodio in forma gassosa hanno confermato la presenza di tracce di questo isotopo variabili tra 0,09 e 3,90 mBq/m3. Sono state inoltre rilevate tracce di Iodio 131 nella deposizione al suolo variabile tra 0,058 e 25,4 Bq/m2 e di Cs-137 con valori compresi tra 10,0 e 75,8 mBq/m2. Le concentrazioni sono in generale accordo con quelle rilevate in altri paesi Europei.

I valori riscontrati non hanno alcuna rilevanza dal punto di vista radiologico e sono tali da non costituire alcun rischio di tipo sanitario.

I risultati delle misure effettuate sui vegetali a foglia larga a partire dal 30 marzo, hanno evidenziato piccole tracce di:
  • Iodio131, compresi tra 0,04 e 0,80 Bq/kg. Si evidenzia che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dalla Commissione Europea per l?importazione di alimenti dal Giappone per lo Iodio-131 ? pari a 2000 Bq/kg;
  • Cesio 137, tra 0,07 Bq/kg e 1,33 Bq/kg. Si evidenzia che al momento non ? possibile correlare direttamente, sulla base di queste misure, tale presenza di Cesio 137 ai rilasci in atmosfera generati all?incidente in Giappone, sia per la presenza ubiquitaria di Cesio 137 a seguito del fall out degli esperimenti nucleari degli anni 60 che delle ricadute dell?incidente di Chernobyl, nonch? per l?assenza di rilevazione di Cesio 134. Va peraltro tenuto presente che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dalla Commissione Europea per l?importazione di alimenti dal Giappone per il Cesio-137 ? pari a 500 Bq/kg;
Sono state, inoltre, effettuate misure su campioni di foraggio che hanno evidenziato, in alcuni casi, la presenza di I-131 tra 0,24 e 2,8 Bq/kg e di Cs-137 variabile tra 0,29 e 15,8 Bq/kg. Anche per queste misurazioni non ? stata rilevata la presenza di Cs-134.

I risultati delle misure effettuate sul latte a partire dal 30 marzo, hanno evidenziato piccoli valori di concentrazione di Iodio-131 variabili tra 0,10 e 5,24 Bq/l ed una concentrazione di Cs-137 variabile tra 0,06 e 0,22 Bq/l. Si consideri che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dalla Commissione Europea per l?importazione di alimenti dal Giappone per lo Iodio 131 nel latte ? pari a 100 Bq/l per gli alimenti per lattanti.

Le concentrazioni sono in generale accordo con quelle rilevate in altri paesi Europei. I valori di concentrazione rilevati con le prime misure nei vegetali a foglia larga e nel latte sono notevolmente inferiori ai livelli massimi ammissibili stabiliti dai regolamenti Euratom.

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Si conferma che, sino ad oggi, la rete automatica di monitoraggio dell?intensit? di dose gamma in aria dell?ISPRA non ha rilevato valori anomali rispetto alle normali fluttuazioni del fondo ambientale locale.

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Previsioni meteorologiche nell?area

Le previsioni pervenute dal Servizio Meteorologico dell?Aeronautica Militare, valide fino alla giornata di sabato 30 aprile, indicano in quota, per l?area in questione, la presenza di una circolazione ciclonica centrata tra le coste siberiane ed il nord del Giappone in movimento verso levante; al suo seguito si interpone un promontorio mobile, mentre una nuova struttura ciclonica si approssima da ovest. Al suolo la profonda depressione di 998 hPa, posizionata sul nord del Giappone, si muove velocemente verso nord-est determinando un temporaneo aumento della pressione atmosferica, mentre un nuovo sistema perturbato si approssima all?area di interesse.
Per la giornata di gioved? 28 aprile si prevede che la depressione sul nord del Giappone, con annesso sistema frontale, sar? in spostamento verso nord-est. Il tempo sar? molto nuvoloso sul settore centro-nord con precipitazioni sparse in attenuazione; parzialmente nuvoloso altrove con addensamenti sulle prefetture di Chugoku e Kinki. I venti in quota saranno forti da sud- ovest in rotazione a nord-ovest, i venti al suolo saranno moderati occidentali in rotazione a sud-ovest.

Per la giornata di venerd? 29 aprile la pressione sar? in rapido temporaneo aumento mentre si approssima da ovest un nuovo sistema frontale. Il cielo si presenter? nuvoloso con addensamenti associati a residue piogge sulle prefetture di Chubu, Tohoku e Hokkaido, vi sar? una tendenza ad aumento della nuvolosit? ad iniziare dalle coste occidentali con precipitazioni in nuova intensificazione. I venti in quota saranno forti nord-occidentali, tendenti ad ovest, i venti al suolo saranno deboli sud-occidentali con rinforzi sul settore nord, tendenti a divenire meridionali intensificandosi.

Per la giornata di sabato 30 aprile un sistema frontale associato ad un minimo presente sul vicino continente asiatico tender? ad interessare il Giappone. Il tempo sar? molto nuvoloso o coperto con piogge sparse, anche intense sulle prefetture di Hokkaido e Tohoku ed a sud sulle prefetture Kyushu, Chugoku, Okinawa e Shikoku anche a carattere di rovescio o temporale. I venti in quota saranno da moderati occidentali a forti da sudovest, i venti al suolo saranno da moderati da sud sudovest a forti sud occidentali specie lungo le coste di levante.


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Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 7 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 29 aprile 2011)

Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 7 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 29 aprile 2011)

[Fonte: ISPRA, pagina originale completa: (LINK). Estratto, adattato.]

Emergenza nucleare in Giappone


L?ISPRA, nell?ambito dei compiti ad esso attribuiti dalla legislazione vigente quale autorit? di controllo per la sicurezza nucleare e la radioprotezione ed organo tecnico di supporto alle autorit? di protezione civile per le emergenze nucleari e radiologiche segue costantemente l?evolversi della situazione in atto presso le centrali nucleari giapponesi a seguito del forte sisma verificatosi nella giornata dell?11 marzo.

Le valutazioni che l? Istituto sta svolgendo si basano sulle informazioni ricevute quale punto di contatto nazionale nell?ambito per i sistemi di scambio rapido d?informazioni predisposti dall?Agenzia Internazionale dell?Energia Atomica in attuazione della Convenzione per la Pronta Notifica d?Incidenti Nucleari.

L?ISPRA ? in continuo contatto con l?Agenzia Internazionale per l?Energia Atomica (IAEA) e con il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sulla base dei periodici aggiornamenti ricevuti dalla IAEA, si riporta un aggiornamento della situazione presso le centrali di Fukushima Daiichi, Fukushima Daini e Onagawa, come fornito dall?Autorit? di sicurezza nucleare giapponese.


Aggiornamento del 5 maggio 2011

Programma degli interventi a breve e medio termine

Su richiesta del Ministero dell?Economia la TEPCO ha predisposto un programma per stabilizzare in maniera definitiva la centrale di Fukushima. Il piano predisposto prevede tre distinte aree di intervento relative al raffreddamento dei reattori e delle piscine del combustibile, alla mitigazione dell?evoluzione incidentale, con particolare riferimento alla gestione dell?acqua contaminata ed alla mitigazione di rilasci di radioattivit? in atmosfera ed al suolo, al monitoraggio delle conseguenze radiologiche ed allo svolgimento di attivit? di decontaminazione. Il programma prevede due fasi, la prima della durata di tre mesi, la seconda della durata da tre a sei mesi. Tra gli obiettivi della prima fase si citano la stabilizzazione del raffreddamento dei reattori e delle piscine, con il ripristino di un circuito chiuso, la predisposizione di adeguate strutture di contenimento dell?acqua contaminata, la prevenzione del rilascio di contaminanti radioattivi all?esterno degli edifici, in un quadro d?incremento complessivo delle attivit? di monitoraggio. Per la seconda fase si citano operazioni di decontaminazione dell?acqua e la predisposizione di coperture degli edifici. L?obiettivo dei provvedimenti ? quello di consentire il ritorno, in un tempo stimato da sei a nove mesi, della popolazione nelle aree evacuate e la ripresa di una vita normale.


Piano per il raggiungimento della condizione di raffreddamento stabile del reattore

La TEPCO ha reso noto il piano per stabilire il raffreddamento in loop chiuso della Unit? 1. Il piano ? composto da vari step:
  1. Riduzione dei livelli di radiazione nell?edificio reattore cos? da permettere l?installazione del sistema a circuito chiuso. (9 Maggio);
    • a) Riduzione dei livelli di radiazione in aria nell?edificio reattore mediante l?installazione di un sistema di filtrazione che rimandi aria all?esterno dell?edificio reattore;
    • b) Riduzione dei livelli di contaminazione superficiale nell?edificio reattore attraverso la rimozione di macerie, la decontaminazione superficiale e l?installazione di schermi;
  2. Ricalibrazione gli strumenti di misura del livello e della pressione del reattore e l?installazione di ulteriori strumenti per migliorare la condizione di monitoraggio del reattore (12 Maggio);
  3. Installazione del circuito di raffreddamento primario e secondario (31 Maggio);
    • a) Il circuito primario prende acqua dal drywell, passa attraverso uno scambiatore di calore e riporta l?acqua fredda nel vessel o nel drywell;
    • b) Il circuito secondario veicola l?acqua dallo scambiatore di calore alla torre di raffreddamento a circolazione forzata;
  4. Allagamento del contenimento primario per fornire acqua al circuito primario. A supporto di questo piano, la TEPCO ha anche prodotto i risultati di una valutazione di sicurezza sull?allagamento del drywell. Questa valutazione conclude che l?allagamento del drywell ad un livello superiore della zona attiva del combustibile:
    • 1. ? necessaria per assicurare che il nocciolo sia completamente coperto dall?acqua, e che in caso di interruzioni di energia elettrica il nocciolo continui ad essere raffreddato. Allagare completamente il drywell potrebbe ridurre anche il rateo di aerosol rilasciato dal reattore;
    • 2. non introdurr? effetti che diminuiscano l?integrit? strutturale e la capacit? alla resistenza al sisma;
    • 3. non comporter? un aumento della pressione del drywell tale che sia necessario un venting;
    • 4. non produrr? perdite nell?edificio reattore tali che non possano essere contenute e trattate;
    • 5. non produrr? inaccettabili incrementi di concentrazione di idrogeno nel drywell.

Attivit? sismiche nella zona della centrale e relative contromisure

Alcuni terremoti sono stati registrati negli ultimi giorni. L?11 aprile ore 23:08, un terremoto di magnitudo 6,2 con ipocentro ad una profondit? 13,1 km, ed epicentro a 230 km circa (35.41 N / 140.54 E) da Fukushima, non sembra aver provocato anomalie agli impianti. Il 12 aprile ore 05:07, un terremoto di magnitudo 6.0 ha avuto ipocentro ad una profondit? di 10,6 km ed epicentro a 46 km circa (37.11 N / 140,60 E) dagli impianti di Fukushima, senza comportare ulteriori danni. Il giorno 13 aprile alle ore 10:17, il terremoto di magnitudo 5,4 ha avuto epicentro a circa 70 km dagli impianti di Fukushima senza provocare danni o disservizi aggiuntivi. Non si registrano conseguenze neanche a seguito del terremoto del giorno 16 di aprile alle ore 2:40 UTC, di magnitudo 5,8. In conseguenza del permanere di un?intensa attivit? sismica, quale contromisura verso possibili tsunami, la mattina del 16 aprile si ? provveduto ad innalzare il piano di lavoro delle pompe di alimentazione dell?acqua delle Unit? 1,2 e 3. Il 13 Aprile la NISA ha richiesto alla TEPCO una valutazione dello stato di sicurezza sismica degli edifici reattore per individuare eventuali contromisure che si rendessero necessarie per fronteggiare ulteriori scosse.


Rivalutazione del livello INES relativo alla gravit? dell?emergenza nucleare

L?Agenzia per la sicurezza nucleare e industriale (NISA) ha incrementato il livello di gravit? dell?incidente in corso da livello 5 della scala INES, al livello 7. Come noto, la scala INES ha lo scopo di poter informare il pubblico sul livello di gravit? di un incidente nucleare o radiologico. Nel valutare la gravit? dell?evento incidentale essa si basa su 7 livelli distinti: dal livello 0 (anomalie nelle operazioni di impianto) al livello massimo pari a 7 (incidente nucleare severo). Si ricorda che il livello massimo di 7 ? stato raggiunto solo in occasione dell?incidente alla centrale di Chernobyl nel 1986. La valutazione fornita dalle autorit? giapponesi si ? basata sulla stima dell?entit? del rilascio di radioattivit? in atmosfera. Al momento, ? stato stimato un valore del rilascio pari a 3,7 1017 Bq di Iodio-131-equivalente (che tiene conto anche del rilascio di Cesio-137). Tale valore risulterebbe approssimativamente pari al 10% di quello attribuito all?incidente di Chernobyl.


Gestione dell?acqua contaminata in sito

? in corso il trasferimento dell?acqua contaminata dagli edifici turbina delle Unit? 1 2 e 3 e dalle trincee (circa 70.000 t) ai serbatoi del condensato e ai serbatoi per il trattamento dei rifiuti liquidi. La TEPCO ha sottoposto alla NISA un piano per il trasferimento di acqua altamente contaminata dal basamento dell?edificio turbina dell?Unit? 2 ai serbatoi dell?edificio principale del trattamento dei rifiuti liquidi. Dopo l?accertamento dell?effettiva tenuta dei serbatoi dell?area menzionata, il 19 aprile ha avuto inizio il trasferimento dei liquidi dell?Unit? 2. Come ? noto, negli edifici turbina delle Unit? 1, 2 e 3 ? presente acqua contaminata. Per l?Unit? 2 si ipotizza che si tratti di acqua che ? stata a contatto direttamente con il nocciolo parzialmente fuso, per poi trafilare all?esterno del contenitore primario attraverso una via ancora non individuata. Per le Unit? 1 e 3 la NSC (Nuclear Safety Commission of Japan) sospetta che si tratti di vapore condensato proveniente dal contenimento oppure acqua spruzzata nell?edificio reattore danneggiato per raffreddare il combustibile esaurito. La medesima acqua si ? raccolta anche nelle trincee adiacenti agli edifici turbina 1, 2 e 3 che hanno riportato misure di dose per l?Unit? 1 pari a 0,4 mSv/h e maggiore di 1000 mSv/h per l?Unit? 2. ? in corso, inoltre, l?acquisizione di nuovi serbatoi per lo stoccaggio provvisorio dell?acqua al fine di aumentare la capacit? disponibile sul sito. Detti serbatoi verranno installati vicino all?impianto trattamento rifiuti. Il giorno 12 Aprile alle 10:35 UTC ha avuto inizio il trasferimento dell?acqua contaminata dalla trincea adiacente l?edificio turbina dell?Unit? 2 al condensatore. Il trasferimento ? stato interrotto il giorno 13 Aprile alle ore 02:00 UTC al fine di verificare la presenza o meno di perdite nel circuito di trasferimento. Alle 6.02 UTC dello stesso giorno, non avendo trovato perdite, il trasferimento ? stato riavviato ed ha avuto termine alle 8.04 con il trasferimento totale 660 t d?acqua. Il livello dell?acqua nella trincea dell?Unit? 2 ha raggiunto 85mm.


Perdita di acqua contaminata in mare

La perdita in mare di acqua altamente contaminata dall?Unit? 2 ? stata interrotta il 6 Aprile mediante l?utilizzo di un agente coagulante (vetro liquido). Nella tabella che segue si riportano i valori delle analisi effettuate su campioni prelevati sulla perdita e nelle acque antistanti la griglia di adduzione dell?Unit?2, precedentemente l?interruzione della perdita stessa.

2 Aprile 2011 - I-131 (MBq/cm<SUP>3</SUP>) - Cs-137 (MBq/cm<SUP>3</SUP>) - Cs-134 (MBq/cm<SUP>3</SUP>)

Campionamento dalla perdita ore 7.30 UTC: 5,4 / 1,8 / 1,8
Campionamento in mare, Ore 8:03 UTC: 0,3 / 0,12 / 0,12


Al fine di limitare la dispersione in mare aperto dell?acqua contaminata sono state installate delle particolari barriere in alcuni specchi di acqua tra il molo ed i canali di adduzione alle quattro Unit?. Infatti, sono state predisposte delle barriere di contenimento come di seguito descritto. Sul lato del canale di adduzione dell?Unit? 2, sulla parete dove era presente la perdita di acqua contaminata, ? stata posta in opera una barriera composta da una serie di lastre di acciaio (completata il 15 Aprile 2011 alle 05:15 UTC). Sono state, inoltre, installate delle barriere filtranti agli ingressi dei canali di adduzione di ciascuna Unit?, nonch? a nord e a sud del canale di ingresso dell?acqua alla centrale (completate alle 3:20 del 14 Aprile 2011). Infine, sono state posizionate alcune sacche contenenti zeolite nei pressi delle griglie di ingresso dell?acqua ai condensatori delle tre Unit?. Ci? al fine di trattenere e catturare specifici elementi radioattivi. Queste sacche, inoltre, consentono di campionare ed analizzare la zeolite per analizzarne la radioattivit? trattenuta.

L?iniezione di agente coagulante (vetro liquido) ? proseguita fino al 19 aprile. Sono stati iniettati circa 24.000 litri di agente coagulante nella zona interessata dalla falla e nella trincea dell?Unit? 2.


Rilascio in mare di acqua debolmente contaminata

Dal 4 al 10 Aprile ? stata scaricata in mare acqua a basso livello di contaminazione (per un totale di 1,5 1011 Bq), proveniente dall?edificio principale di trattamento dei rifiuti radioattivi.

Come ? ormai noto, tale operazione ? servita per rendere disponibili dei serbatoi per immagazzinare l?acqua altamente contaminata presente negli edifici turbine e relative trincee.
? in corso il rilascio in mare dell?acqua a bassa concentrazione di attivit? (ad oggi 1343 tonnellate), presente nei pozzi di drenaggio delle Unit? 5 e 6. Tale operazione si ? resa necessaria al fine di proteggere i sistemi operativi delle unit?.


Principali attivit? in corso sull?impianto

Gestione della problematica dell?idrogeno

La TEPCO, in data 6 aprile, ha pianificato l?iniezione di azoto nel contenitore primario (PCV) dell?Unit? 1. Tale operazione, autorizzata dalla NISA, ? stata avviata alle ore 13:30 UTC e tuttora in corso. Questa scelta deriva dall?ipotesi che l?idrogeno generatosi nel vessel possa andare ad accumularsi nel PCV. L?iniezione di azoto intende prevenire la possibile formazione di miscele gassose potenzialmente pericolose. L?iniezione di azoto ? ancora in corso.


Raccolta detriti

Al fine di rendere agibili le zone esterne agli edifici delle Unit? 1-4 e degli edifici turbina, si sta procedendo allo sgombero dei detriti (circa 17 container rimossi dal 26 al 30 aprile) causati dello tsunami e dall?esplosione dei solai degli edifici delle Unit? 1-3-4. I mezzi utilizzati dagli operatori sono remotizzati a causa dei livelli di radiazione presenti nella zona.


Raffreddamento delle Unit?

Attualmente il raffreddamento delle Unit?1, 2 e 3 viene effettuato in ciclo aperto cercando, ove possibile, di recuperare l?acqua di raffreddamento inserita. Ci? fintanto che non si ripristiner? la refrigerazione a ciclo chiuso.
Continua la fuoriuscita di fumo bianco dalle Unit? 2 e 3; mentre fino alle 21:30 del 25 Aprile non ? stata osservata fuoriuscita di ulteriore fumo bianco dall?Unit? 4.


Stato del sito nucleare

Ripristino delle alimentazioni elettriche normali

Le attivit? di ripristino dell?alimentazione elettrica e della refrigerazione del combustibile presente nei reattori delle unit? 1-3 e nelle piscine delle unit? 1-4 proseguono analogamente a quanto effettuato nei giorni precedenti.

Risulta ristabilita l?illuminazione delle sale controllo e degli edifici turbina.

Le pompe elettriche mobili deputate al raffreddamento dell?RPV, alimentate dai diesel mobili, sono passate sotto l?alimentazione elettrica normale.

Il giorno 19 aprile si ? ultimato il lavoro di ripristino delle linee elettriche delle Unit? 1-2 e 3-4 .

Il 25 Aprile si ? fatto uso temporaneamente di generatori diesel per lavori di consolidamento dell?alimentazione elettrica esterna.

Il giorno 30 aprile, per le Unit? 3 e 4, ? stata aumentata la potenza disponibile mediante l?allaccio delle relative alimentazioni elettriche alla 66 kV invece della preesistente 6.9 kV.


Stato dei reattori

Si continua ad iniettare acqua nei reattori delle Unit? 1 (variabile da 6 m3/h a 14 m3/h attraverso la linea acqua alimento in modo tale che il reattore risulti allagato) e delle Unit? 2 e 3 (7 m3 /h ciascuna, utilizzando le linee dell?antincendio). Nella notte del 2 maggio, al fine di installare degli allarmi sulle pompe principali deputate al raffreddamento delle unit? menzionate, si sono utilizzate per circa tre ore le moto pompe antincendio. A partire dal 13 Aprile, la TEPCO, come riportato dalla NISA, ha iniziato l?installazione di linee di back up per l?invio di acqua alle Unit? 1, 2 e 3. Tali linee preleveranno l?acqua direttamente dal serbatoio in cui, dopo il filtraggio, viene accumulata l?acqua proveniente dal bacino di Sakashita (sito nella prefettura di Fukushima a circa 10 km dall?impianto) utilizzato fin dal 25 Marzo per l?iniezione di acqua dolce nei reattori delle Unit? 2 e 3. Terminata l?installazione delle linee di backup, l?invio dell?acqua dolce alle Unit? 1, 2 e 3 verrebbe effettuata prelevando l?acqua direttamente dal serbatoio suddetto tramite le linee di alimento dell?acqua alle Unit? stesse. Attualmente l?iniezione viene effettuata prelevando acqua da un serbatoio (posto in cascata rispetto a quello sopra citato e che normalmente contiene acqua purificata) collegato alle linee di alimento dell?acqua dei reattori.

Permane stabile la situazione dei livelli di acqua nel nocciolo nelle Unit? 1, 2 e 3 con met? circa del combustibile scoperto.
Le Unit? 5 e 6 restano in condizioni di arresto a freddo con i sistemi di impianto alimentati dalla rete elettrica esterna.
Come gi? menzionato, si sta effettuando l?iniezione di Azoto nel contenitore primario dell?Unit? 1. Essa ha comportato un leggero aumento della pressione nel contenimento stesso. Sono attualmente in corso, da parte della TEPCO, le attivit? di valutazione richieste dall?Autorit? di sicurezza, la NISA, in merito all?opportunit? di procedere analogamente per le Unit? 2 e 3.

A tal proposito la NISA ha indicato la possibilit? che alcuni strumenti presenti nel RPV possano non funzionare correttamente.

La pressione nel vessel per le Unit? 2 e 3 risulta essere stabile.
Il giorno 17 aprile hanno avuto inizio delle ispezioni all?interno dell?edificio reattore delle Unit? 1, 2 e 3 mediante l?ausilio di un robot remotizzato. La TEPCO ha comunicato che le ispezioni sono state condotte allo scopo di valutare lo stato radiologico all?interno delle tre Unit?. I livelli di radiazione rilevati nell?edificio reattore dell?Unit? 1 variavano da 10 a 49 mSv/h, mentre per l?Unit? 3 variavano da 28 a 57 mSv/h. L?elevato livello di radiazioni, in particolare per l?Unit? 3, non consente al momento, di poter intervenire direttamente sugli impianti stessi. Il giorno 29 aprile dalle ore 2.36 alle 5.05 circa, utilizzando lo stesso metodo si confermava che nessuna perdita si evidenziava tra contenimento primario e l?edificio reattore.

Misure termografiche della piscine del combustibile esaurito dell?Unit? 1 indicano alle 22:30 UTC del 23 Aprile, una temperatura di 20?C. Misure analoghe indicano per la piscina dell?unit? 3 una temperatura di 47?C. La temperatura rimane invece ancora relativamente alta per l?unit? 4 (da 86 a 81 ?C a valle dello spruzzamento di 165 t d?acqua attuato, tra le 3:25 e le 8:07 UTC del 24 Aprile, utilizzando un veicolo con braccio mobile per il pompaggio del cemento). La temperatura, in questo caso viene rilevata con un termistore attaccato al braccio mobile.

Si continua ad iniettare acqua nelle piscine del combustibile delle Unit? 1, 2, 3 e 4. Il 28 Aprile, un ulteriore campionamento dell?acqua della piscina della Unit? 4, eseguito in remoto, ha fornito una misura dell?attivit? di I-131 pari a 27 Bq/cm3, Cs-134 di 49 Bq/cm3 e Cs-137 di 55 Bq/cm3.


Stima del danneggiamento del nocciolo

La NISA, in un?informativa del 18 Aprile, riporta una stima del danneggiamento del nocciolo per le Unit? 1, 2 e 3. A seguito dell?abbassamento del livello dell?acqua nel vessel si ? determinato l?innalzamento della temperatura delle guaine delle barrette di combustibile. Tale innalzamento in presenza di una miscela acqua-vapore ha innescato l?ossidazione delle guaine delle barrette di combustibile. Il processo di ossidazione ha generato l?idrogeno che ? stato la causa delle esplosioni avvenute all?interno degli edifici. La successiva fessurazione delle guaine delle barrette di combustibile ha portato al rilascio degli elementi gassosi contenuti nelle barrette stesse. Da una valutazione sull?ammontare della radioattivit? rilasciata ? stata stimata la percentuale di nocciolo danneggiato, che risulterebbe pari al 70% per l?Unit? 1, al 30% per l?Unit? 2 ed al 25% per l?Unit? 3. Inoltre la NISA presume che vi sia stata una probabile fusione delle pastiglie del combustibile in quanto sono state rilevate, all?interno degli edifici reattore delle Unit? 2 e 3, alte concentrazioni di radionuclidi che normalmente restano confinati all?interno delle pastiglie integre.


Dati radiometrici e conseguenze radiologiche

Prefettura di Fukushima

Misure di intensit? di dose

I dati relativi alle misure effettuate fino alle 15 ora locale del 3 maggio nei punti all?interno del perimetro del sito, indicano, a circa un chilometro di distanza dai reattori, direzione ovest, valori compresi tra i 19,8 e i 47 microSv/h, mentre, a circa 500 metri a nord-ovest dei reattori, e pi? precisamente in corrispondenza dell?edificio adibito agli uffici, si registra un valore massimo di 413 microSv/h. I valori riportati mostrano una lenta ma progressiva diminuzione. Il grafico, a cui si accede tramite il link ?Radioattivit? ambientale in Giappone? a fondo pagina, mostra l?andamento della radioattivit? ambientale negli ultimi giorni in alcune Prefetture che si trovano in direzione sud dalla centrale; il grafico ? ricavato sulla base dei dati forniti dal Ministero dell?educazione, cultura, scienze e tecnologia (MEXT) del Giappone.

Ai confini del sito, le misure nei vari punti effettuate il 3 maggio fino alle 15 ora locale, indicano valori di rateo di dose gamma in aria variabili tra 7 microSv/h nel punto di monitoraggio MP1, 145 microSv/h e 143 microSv/h rispettivamente nei punti MP7 e MP8; anche in questo caso si nota un progressivo lento decremento dei valori di rateo di dose gamma.

Ai confini della zona di evacuazione (20 km), nei punti monitorati il 4 maggio, si registra un?intensit? di dose massima di 0,6 microSv/h in 3 punti rispettivamente a sud, ovest e ovest-sud-ovest dell?impianto. Tra le misurazioni effettuate il 4 maggio nella zona tra i 20 e i 30 km di distanza dal sito, ? stato registrato un valore massimo di 43,2 microSv/h a circa 24 km a nord-ovest dell?impianto in corrispondenza della citt? di Futaba.

Ai confini della zona di preparazione all?evacuazione di emergenza (30 km) il valore massimo, registrato nei punti monitorati il 4 maggio, ? stato di 21,6 microSv/h a 31 km nord-ovest dell?impianto e sempre nella zona di Futaba.

Nella zona di Fukushima City il valore registrato il 4 maggio ? di 1,7 microSv/h contro un fondo che al massimo ? di 0,046 microSv/h; pur tuttavia, ? importante sottolineare che l?andamento del rateo di dose gamma ? in progressiva anche se lenta diminuzione. Sono stati resi disponibili dal MEXT i dati di monitoraggio relativamente alle zone tra 1 km e 20km intorno al sito di Daichi effettuati in due tranches differenti tra il 30 marzo e il 2 aprile e tra il 18 e il 19 aprile. Durante il primo periodo sono stati monitorati 50 punti; i rilievi evidenziano che il valore massimo di rateo di dose in aria si registrava a circa 1 km ad ovest attestandosi intorno a 124 microSv/h. nel secondo periodo i punti di monitoraggio sono stati implementati a 128; in questo caso i valori massimi si registravano nella zona di Okuma Town Oaza Ottozawa, tra i 2 e i 4 km in direzione ovest/sud/ovest, con un massimo di 110 microSv/h a 3 km restando sostanzialmente invariato rispetto alle misure precedenti. In tutti gli altri punti, sia nella prima che nella seconda misura, si registra una minima, seppur costante, tendenza al decremento. Sono stati resi noti i risultati delle misure di concentrazione al suolo (umido) e di rateo di dose gamma effettuate il 14 aprile in 52 scuole della prefettura di Fukushima a distanze comprese tra 40 e 70 km dall?impianto di Daichi; i valori del rateo di dose sono stati rilevati sia all?esterno che all?interno dei locali scolastici in modo da evidenziare il valore di abbattimento del fornito dalle strutture esterne degli edifici stessi; una prima analisi dei dati ha evidenziato che approssimativamente il fattore di abbattimento ? di circa 10. Il MEXT ha reso disponibili anche i risultati di monitoraggio ambientale effettuati dalla JAEA nella citt? di Kawamata e precisamente nei dintorni di Yamakiya a 40 km nord-ovest dall?impianto di Daichi; le misure hanno evidenziato valori variabili tra 1,5 e 9,1 microSv/h. Dal 29 aprile sono stati resi noti i valori di rateo di dose in aria in 3 aree della prefettura di Fukushima (Soma-Iitate, Date-Kawamata e Futaba-Katsurao), situate a ovest rispetto all?impianto e a distanze variabili tra 21 e 45 km da Daichi. Il valore massimo registrato per Soma-Itate ? stato di 8,5 microSv/h a 41 km nord-ovest; per Date-kawamata il massimo ? stato di 3,9 microSv/h a 38 km nord-ovest; per Futaba-Katsurao il massimo valore ? stato di 19,6 microSv/h ed ? stato rilevato a 21 km a nord-ovest.


Misure di concentrazioni in aria

Le misure di concentrazione in aria relative al periodo tra il 28 aprile e il 1? maggio hanno registrato contributi pi? elevati rispetto alla MAR (minima attivit? rilevabile) in soli 2 punti di misura tra i 25 e i 45 km dall?impianto; i valori maggiori sono stati registrati a 41 km a ovest in corrispondenza della citt? di Tamura il 28 aprile dove la concentrazione di Cs-134 e Cs-137 ? stata rispettivamente di 1,9 e 2,65 Bq/m3. Questi valori non sono stati confermati dalle misure effettuate il giorno successivo che non hanno mostrato valori superiori alla minima attivit? rilevabile dagli strumenti di misura. Le misure effettuate nel periodo precedente, infatti, mostrano un?instabilit? tra i valori registrati da un giorno al successivo dovuto alla variabilit? legata sia alle possibili emissioni dall?impianto che alle condizioni meteo del momento. La TEPCO riporta le misure di concentrazione di Iodio e Cesio in aria effettuate al Cancello Ovest dell?impianto di Daiichi e al punto MP-1 dell?impianto di Daini. Tenendo presente che i valori di concentrazione in aria presi a riferimento per le attivit? lavorative effettuate in zone con presenza di contaminazione sono rispettivamente di 1000, 2000 e 3000 Bq/m3 per I-131, Cs-134 e Cs-137, sia in forma volatile che in forma di particolato, si evidenzia che le valutazioni effettuate il 3 maggio risultano 100 volte pi? basse rispetto al limite di riferimento.


Misure di concentrazione al suolo

Le misure di concentrazione nel suolo, nelle zone comprese tra 20 e 40 km, mostrano i valori maggiori prevalentemente in direzione NW e WNW (contee di Soma, Futaba, Date) come di seguito specificato:


(?)

Il MEXT ha riportato i risultati delle misure di concentrazione di Stronzio effettuate su 3 campioni di suolo raccolti in 2 villaggi della prefettura di Fukushima il 16 marzo scorso; le analisi sui campioni trattati hanno evidenziato la presenza di Stronzio-89 in concentrazioni variabili tra 13 e 260 Bq/kg e di Stronzio-90 tra 3,3 e 32 Bq/kg. Non ci sono altre informazioni su eventuali misure di stronzio effettuate su ulteriori campioni successivi alla data del 16 marzo.

La TEPCO ha reso noto i risultati delle misure di concentrazione effettuate su 1 campione di suolo prelevato il 4 aprile a 500 m dall?unit? 1-2; i radioisotopi misurati sono Pu 238/239/240, U234/235/238, Am241, Cm 242/243/244. Le concentrazioni misurate in termini di americio e curio sono di chiara provenienza dall?incidente per 2 ragioni legate essenzialmente al fatto che il curio non esiste in natura e che il rapporto tra la densit? dei singoli radioisotopi relativamente al Pu238 nel campione misurato ? pressoch? coincidente con il rapporto tra le densit? medie del combustibile delle unit? 1 e 3.


Altre prefetture

Misure di intensit? di dose

I dati del monitoraggio radiometrico mostrano un generale andamento decrescente a partire dal 23 marzo. Alla data del 4 maggio, in alcune prefetture i valori rilevati risultano ancora leggermente alterati rispetto alle usuali fluttuazioni del fondo ambientale. Al 4 maggio, presso la prefettura di Ibaraki (Mito) il valore massimo rilevato ? stato di 0,102 microSv/h, circa il doppio del fondo ambientale ma in costante, progressiva diminuzione; l?intensit? di dose gamma nella regione di Tokio risulta dello stesso ordine di grandezza del fondo ambientale; valori di poco superiori rispetto al fondo , continuano ad essere rilevati nelle prefetture di Miyagi, e Chiba anche se il trend si sta attestando verso il fondo ambientale.


Misure di deposizione al suolo

Il MEXT riporta i dati della deposizione al suolo di I-131 rilevati il tra il 3 e il 4 maggio nella sola prefettura di Saitama dove il valore registrato ? stato di 13 Bq/m2. Per quanto riguarda i dati relativi al Cs-134 e Cs-137, rivelati nello stesso intervallo temporale nelle prefetture di Yamagata, Saitama, Chiba e Ibaraki e Iwate, indicano che i valori massimi sono stati registrati a Saitama e sono rispettivamente pari a 71 e 67 Bq/m2.


Monitoraggio di acqua marina

Per quanto riguarda l?acqua marina, i programmi di monitoraggio sono stati implementati sia dal MEXT che dalla TEPCO; il MEXT ha sviluppato il programma off-shore per un totale di 16 punti mentre il programma di monitoraggio della TEPCO ? stato implementato per un totale di 18 punti near-shore. Dal 25 aprile ? stato effettuato il monitoraggio dell?acqua di mare anche in 5 punti in corrispondenza della prefettura di Ibaraki. Tenuto conto che i valori limite di concentrazione stabiliti dalle autorit? giapponesi sono 40 Bq/l per lo Iodio131, 60 Bq/l per il Cesio134 e 90 Bq/l per il Cesio137, al 4 maggio la situazione ? la seguente:

a) monitoraggio della TEPCO:
  • a 30 metri a nord del canale di scarico delle Unit? 5-6 si registrano valori di concentrazione per lo Iodio e per il Cesio (134 e 137) rispettivamente di 0,4, 1,4 e 0.91 volte pi? elevati rispetto ai livelli di riferimento. I valori registrati rispetto ai giorni precedenti risultano in lenta costante diminuzione;
  • a 330 metri a sud del canale di scarico delle Unit? 1-4 sono stati registrati valori di concentrazione, in costante decremento, sia di Iodio 131 che di Cesio134 e Cesio 137; le misure effettuate hanno evidenziato che per lo Iodio131 e per il Cs-137 il valore misurato ? al di sotto del valore limite, mentre per il Cesio134 ? circa uguale al limite;
  • in corrispondenza del canale di scarico di Daini a 10 km dall?impianto di Daichi, i valori di concentrazione di Iodio131, Cesio134 e Cesio137 sono al di sotto del valore limite;
  • presso la localit? di Iwasawa a 16 km da Daichi, i valori di concentrazione di Iodio131, Cesio134 e Cesio137 sono al di sotto del valore limite;
  • La TEPCO ha effettuato ulteriori monitoraggi in 4 punti corrispondenti al molo di attracco delle unit? 1-4, alla griglia dell?unit? 2 (internamente ed esternamente alla barriera filtrante) e al canale di adduzione delle unit? 1-4; alla data del 4 maggio i valori di concentrazione di Iodio131, Cesio134 e Cesio137 sono per il molo di attracco 7,3 volte, 6 e 4,2 volte superiori al limite; per la griglia dell?unit? 2 parte interna, 1400, 73 e 50 volte maggiori del limite; per la griglia dell?unit? 2 parte esterna, 100, 38 e 27 volte maggiori del limite. Pur essendo i suddetti valori ancora elevati rispetto ai livelli di riferimento tuttavia si denota un lento decremento evidenziando la funzione di trattenimento dovuta alla barriera filtrante. Il punto a sud del canale di adduzione mostra un valore di 80, 110 e 76 volte pi? elevati e per la parte nord del canale di adduzione di 100, 38 e 27 volte pi? elevati.
  • Dal 17aprile sono stati implementati i punti di monitoraggio aggiungendo rispettivamente 4 punti a 3 km, 2 punti a 8 km e 6 punti a 15 km dalla costa; le misure effettuate il 4 maggio mostrano che in nessuno dei punti monitorati viene superato il limite di riferimento;
  • Il 25 aprile sono stati aggiunti ulteriori 5 punti a 3 km; le cui misure di concentrazione effettuate il 3 maggio non hanno evidenziato presenza di isotopi dello iodio e/o del cesio;
b) monitoraggio del MEXT:
  • alla distanza di 30 km dalla costa di fronte alla centrale e distanziati di 10 km l?uno dall?altro, sono stati predisposti dal MEXT 8 punti di monitoraggio dell?acqua marina. In seguito sono state effettuate misure in altri due punti a minore distanza dalla costa (circa 10 km e 20 km dalla costa, a circa 60 km a sud della centrale); inoltre sono stati aggiunti altri 2 punti a nord dell?impianto e a distanze di 4 e 15 km dalla costa. Le misure effettuate sui campioni prelevati il 29 aprile hanno fornito i seguenti risultati: a circa 30 km dalla costa, 14,7 Bq/l per lo Iodio-131, 56 Bq/l per il Cs-134 e 53 Bq/l per il Cs-137 (punto 8); i rilievi effettuati il 21 aprile non hanno evidenziato valori significativi di concentrazione in acqua per i radionuclidi finora monitorati;
  • dal 25 aprile sono stati aggiunti 4 punti di monitoraggio a circa 10 e 20 km dalla costa sia a sud che a nord dell?impianto; le misure del 1 maggio hanno evidenziato per il punto S-4 una concentrazione di 11,6 e 12,1 Bq/l per Cs-134 e Cs-137 rispettivamente;
c) monitoraggio nella Prefettura di Ibaraki:
  • per tutti i punti afferenti alla prefettura di Ibaraki, i valori sono risultati inferiori ai limiti di rilevabilit? sia per lo iodio sia per gli isotopi 134 e 137 del cesio.
Radioattivit? negli alimenti e restrizioni

Il Ministero della Salute ha reso noto i dati relativi a 190 campioni di vegetali di diverso tipo, frutta (fragole), funghi, carne di maiale, carne di mucca, latte, latte non pastorizzato, uova, pesce e yogurt raccolti tra il 28 aprile e il 1 maggio in 12 prefetture (Fukushima, Gunma, Ibaraki, Kanagawa, Niigata, Tochigi, Yamagata, Chiba, Saitama, Tokyo, Hyogo, Nagano); le misure hanno mostrato per 180 campioni livelli di I-131, Cs-137 e Cs-134 non rilevabili o inferiori ai limiti stabiliti dalle autorit? giapponesi; nella prefettura di Fukushima un campione di bamboo, un campione di ostriche e 5 campioni di funghi hanno mostrato livelli di concentrazione di Cs 143/137 superiori ai livelli di riferimento giapponesi. Nella prefettura di Ibaraki per 3 campioni di prodotti marini sono stati misurati valori di concentrazione di Cs134/137 superiori ai livelli di riferimento.
Il governo ha emanato un regolamento provvisorio che stabilisce a 2000 Bq/kg il limite di I131 nel pesce.

Il Ministero dell?agricoltura, foreste e pesca del Giappone ha informato la IAEA che in questa stagione, nella maggior parte degli allevamenti il bestiame ? mantenuto al chiuso. Gli animali sono primariamente alimentati con scorte di foraggio secco e grano che, non essendo esposte all?aperto, non risultano contaminate. Sono state fornite, inoltre, indicazioni agli agricoltori sulla necessit? di prevenire la contaminazione dell?acqua utilizzata per l?abbeveraggio.

Il 13 aprile il Primo Ministro Giapponese ha richiesto al Governatore della prefettura di Fukushima di vietare la distribuzione di un tipo di fungo (shiitake, lentinula edodes) coltivato in alcune zone fino a nuova diversa disposizione.. E? stata, inoltre, richiesta la restrizione alla distribuzione per la stessa matrice alimentare prodotta nelle citt? di Fukushima, Date, Soma, Minamisoma, Tamura e Iwaki nonch? nelle cittadine di Shinchi, Kawamata, Namie, Futaba, Ookuma, Tomioka, Nahara e Hirono e, infine, nei villaggi di Iitate, Katsurao e Kawauchi fino ad ulteriore notifica. Il 25 aprile ? stato esteso il provvedimento di restrizione alla distribuzione della stessa matrice alimentare proveniente dalla citt? di Motomiya.

Un campione di pesce (sand lance, stessa famiglia del cicerello) prelevato il 18 aprile dalla regione costiera di Fukushima ha dato valori al di sopra dei limiti stabiliti dal governo giapponese sia per lo Iodio che per il Cesio, e ne ? stata quindi vietata la distribuzione ed il consumo in tutta la prefettura.

Il 22 aprile il Primo Ministro Giapponese Edano ha annunciato la proibizione alla coltivazione di riso relativamente a tutto il raccolto del 2011 nelle zone di evacuazione, di pianificata evacuazione e nella zona di preparazione all?evacuazione di emergenza.

Permangono in vigore le restrizioni stabilite dal Ministero della salute del lavoro e del welfare sulla distribuzione e consumo di alimenti nelle prefetture di Fukushima, e Tochigi ed in alcune localit? della prefettura di Chiba. A partire dal 17 Aprile nella prefettura di Ibaraki sono state revocate alcune delle restrizioni alimentari precedentemente adottate.


In particolare:
  • nella prefettura di Fukushima, sono in vigore restrizioni sulla distribuzione e consumo dei vegetali a foglia, altri vegetali (kakina, spinaci, rape, cavoli, etc.) e del latte; per quanto riguarda la distribuzione di latte non pastorizzato, il Ministero, il giorno 8 aprile, ha revocato, le restrizioni nelle localit? di Kitakata, Aizumisato, Bandai, Inawashiro, Michima, Minamiaizu e Simogo e, il giorno 16 Aprile in molte altre localit?; ? stata inoltre vietata la distribuzione ed il consumo del sand lance (pesce della famiglia del cicerello) e la distribuzione dello stesso. Il 25 aprile il provvedimento relativo alla distribuzione dello shiitake ? stato revocato. Il 27 aprile ? stato revocato il provvedimento di restrizione alla distribuzione e al consumo di alcuni tipi di verdure a foglia larga e per altri vegetali tipo i broccoli. Il 1 maggio ? stata revocata la restrizione alla distribuzione di latte non pastorizzato proveniente dalla citt? di Minamisoma (escluso le zone di Karasuzaki, Ouchi, Kawago e Shionosaki) e da Kawamata (esclusa l?area di Yamakiya).
  • nella prefettura di Ibaraki dal 17 di aprile ? stato revocato il divieto di distribuzione di kakina e prezzemolo; ? stato revocato anche il divieto di distribuzione di spinaci, escludendo le localit? di Kitaibaraki e Takahagi.
  • nella prefettura di Tochigi dal 14 aprile ? stato revocato il divieto di distribuzione di kakina; permane il divieto di distribuzione di spinaci in tutta la prefettura ad esclusione delle localit? di Nasushiobara e Shioya la cui revoca ? stata decisa il 21 aprile.
  • nella prefettura di Chiba, le restrizioni riguardano solo alcune localit? (Katori e Tako). In queste localit? il 22 aprile ? stato revocato il divieto di distribuzione di spinaci; lo stesso giorno ? stato revocato il divieto di distribuzione di spinaci ed altri vegetali a foglia larga (tipo lattuga), sedano, prezzemolo prodotti nella citt? di Asahi;
Per quanto riguarda l?acqua potabile, alla data del 1 maggio le restrizioni dovute alla concentrazione di I-131 nell?acqua potabile sono in vigore solo nel villaggio di Iitate nella prefettura di Fukushima e riguardano solo i bambini.

In base ai dati del 3 maggio il valori di concentrazione di I-131 sono risultati superiori al limite di rivelabilit? della strumentazione e pari a 0,1 solo nella prefettura di Tokyo; per il Cs137 tutti i campioni sono al di sotto dei limiti di rivelabilit?. Le restrizioni sull?acqua devono essere adottate quando la radioattivit? supera il limite di 300 e 200 Bq/l per lo Iodio ed il Cesio rispettivamente.


Misure protettive

L?11 aprile, il Governo giapponese ha stabilito due diverse aree di evacuazione oltre i 20 Km di raggio dalla centrale incidentata. Si ricorda che sin dall?inizio dell?incidente l?evacuazione era stata adottata entro i 20 km. La prima area, indicata come zona di evacuazione pianificata, comprende quelle zone, oltre i 20 km (si arriva anche a 50 km in direzione NNW) dalla centrale, in cui ? stato stimato che i residenti assumerebbero una dose superiore a 20 mSv nel corso di un anno (approssimativamente entro marzo 2012). In questa area il Governo, consultandosi con le Comunit? locali, sta predisponendo il piano di evacuazione dei residenti che si prevede verr? effettuata entro il prossimo mese. Nella seconda area, indicata come zona di evacuazione di emergenza, la cui estensione ? compresa tra i 20 ed i 30 km dalla centrale, ad esclusione di quelle zone che ricadono nella precedente area, la popolazione deve essere pronta, in caso di un aggravamento della situazione, ad essere evacuata all?esterno dell?area. In tale contesto, viene comunque raccomandata l?evacuazione volontaria; in ogni caso, l?area ? interdetta ai bambini, alle donne in gravidanza e alle persone bisognose di assistenza medica. Tutte le scuole all?interno dell?area sono chiuse. Successivamente (conferenza stampa del 22 aprile) ? stato annunciato, per la zona di evacuazione di emergenza, il ritiro della raccomandazione di riparo al chiuso in atto sin dall?inizio dell?emergenza nucleare, specificando che, in caso di necessit?, i residenti possono ripararsi al chiuso o evacuare con i propri mezzi. Il 21 aprile, il Governo ha annunciato di aver stabilito una zona di?interdizione all?ingresso? intorno al sito di Fukushima Daiichi e di aver stabilito i criteri per l?ingresso temporaneo nella suddetta zona. Al riguardo, a partire dalla mezzanotte del 22 aprile ? stato proibito l?accesso all?interno di un?area di 20 km di raggio dal sito nucleare, ordinando a tutte le persone di lasciare l?area, ad eccezione di quelle impegnate nelle attivit? di risposta all?emergenza ed escludendo i casi in cui le autorit? locali consentano un accesso temporaneo. I criteri per l?accesso temporaneo autorizzato alla zona di interdizione prevedono la costituzione di un punto controllo e decontaminazione al confine della zona interdetta ed al suo interno l?individuazione di un punto di raccolta; le persone autorizzate all?ingresso devono essere trasportate lungo tragitti prefissati che collegano le due postazioni suddette; il tempo massimo di permanenza all?interno della zona interdetta ? di 2 ore; inoltre, per le operazioni di trasporto e sosta presso il punto di raccolta, sia nell?andata che per il ritorno, nonch? per le attivit? di controllo in uscita ? consentito un tempo massimo di 3 ore, per un tempo totale massimo consentito di 5 ore. I confini delle aree di interdizione e delle zone di evacuazione d?emergenza saranno rivisti solo dopo che il rilascio radioattivo possa considerarsi sotto controllo (previsione di 6-9 mesi) e che il monitoraggio ambientale sia stato completato. Si stanno rendendo operativi degli uffici governativi in-situ presso alcune citt? (oltre 30 km dall?impianto) all?interno della zona di evacuazione pianificata. Il personale, anche di livello dirigenziale, proveniente da Tokyo, rappresenta il Ministero degli interni e delle comunicazioni, Ministero della salute, lavoro e welfare, Ministero dell?agricoltura, foreste e pesca, Ministero dell?economia, commercio e industria.


Esposizione della popolazione

Dai dati diffusi dalla NISA risulta che alla data del 17 aprile sono state sottoposte a monitoraggio per la contaminazione radioattiva oltre 154000 persone. Per 102 di esse il conteggio ? risultato superiore al livello di intervento di 100000 cpm fissato dalle Autorit? giapponesi: dopo la rimozione degli indumenti contaminati i valori di contaminazione residua misurati sono stati per tutti inferiori al livello di intervento e non sono state ritenute possibili conseguenze sanitarie dannose.

Il 24 aprile la Nisa riporta che lo screening ha coinvolto complessivamente 170.000 persone circa; nessuna delle misure effettuate ? risultata superiore a 100.000 cpm. Il 3 aprile la NISA ha riferito circa l?effettuazione del monitoraggio radiometrico della tiroide, eseguito tra il 28 e il 30 marzo, di 946 bambini e ragazzi di et? compresa tra 0 e 15 anni presso il villaggio di Iitate e la citt? di Kawamata. Tutte le misure hanno dato risultati al di sotto dei livelli di intervento stabiliti dalle Autorit? e fissati a 0,2 microSv/h.


Esposizione dei lavoratori

Alla data del 14 aprile dei circa 300 lavoratori dell?impianto di Fukushima Dai-ichi, 28 risultano aver ricevuto dosi superiori a 100 mSv nel periodo legato all?emergenza: per nessuno di essi ? stato comunque superato il limite di 250 mSv fissato dalle Autorit? giapponesi per gli interventi in emergenza; pi? precisamente due lavoratori con dose efficace compresa tra i 200 e i 250 mSv, 8 lavoratori con dose efficace tra 150 e 200 mSv e 11 lavoratori con dose efficace tra 100 e 150 mSv. Tre lavoratori che operavano nell?edificio turbina per la stesura di cavi hanno riportato dosi elevate di radiazioni agli arti inferiori a seguito dell?esposizione all?acqua contaminata raccoltasi nell?edificio. Per due dei suddetti lavoratori ? stata stimata una dose compresa tra 2 e 3 Sv alle estremit? degli arti inferiori. Il 3 aprile ? stato confermato il ritrovamento dei corpi di due lavoratori che il giorno del terremoto stavano operando presso l?Unit? 4 la cui morte non ? dovuta agli effetti delle radiazioni ionizzanti. La IAEA riporta la notizia che il 1? aprile un lavoratore che riparava un malfunzionamento al manicotto dell?acqua su una nave dell?esercito americano, ? caduto in acqua; il lavoratore ? stato immediatamente soccorso e non ha riportato n? ferite n? contaminazione esterna dalle prime rilevazioni effettuate; al fine di valutare l?eventuale contaminazione interna lo stesso ? stato sottoposto a WBC il cui risultato ha escluso qualsiasi presenza di contaminazione interna. Il 1? maggio ? stato confermato che una lavoratrice ? stata esposta ad una dose di 7,49 mSv che risulta superiore al limite di 5 mSv in 3 mesi; i controlli medici effettuati hanno escluso, per la lavoratrice stessa, un significativo impatto sulla salute.


Monitoraggio della radioattivit? ambientale in altri paesi europei

In Spagna nel periodo compreso tra il 8 - 13 aprile sono state rilevate concentrazioni di I-131 su particolato atmosferico comprese tra 0,04 e 0,236 mBq/m3 . Per quanto riguarda il Cs-137 i valori misurati oscillano tra 0,006 e 0,036 mBq/m3 mentre per il Cs-134 tra 0,007e 0,05 mBq/m3. Misure di I-131 in forma gassosa hanno evidenziato valori compresi tra 0,38 e 1,3 mBq/m3, dopo aver toccato un massimo di 5,4 mBq/m3, con l?eccezioni di alcune citt? come Saragozza dove sono stati rilevati valori ancora pi? bassi (inferiore a 0,06 mBq/m3). Le analisi effettuate sull?acqua piovana il 3 aprile hanno fornito valori di concentrazione di I-131 compresi fra 0,19 e 6,74 Bq/l, mentre quelle relative al Cs-134 e al Cs-137 sono state inferiori a 0,06 Bq/l.

In Irlanda nel periodo compreso tra il 3 - 9 aprile sono state rilevate concentrazioni di I-131 su particolato atmosferico di 1 comprese tra 0,225 e 0,442 mBq/m3 in diminuzione rispetto al valore massimo di 1 mBq/m3 raggiunto nel periodo 24/3-4/4. Per quanto riguarda il Cesio i valori di concentrazione in aria sono stati compresi tra 0,026 e 0,138 mBq/m3 per il Cs-137 e tra 0,025 e 0,128 mBq/m3 per il Cs-134. Nei campioni di acqua piovana non sono state rilevate tracce di Cesio nel periodo di campionamento compreso tra il 22 marzo ed il 4 aprile, invece lo I-131 ha raggiunto valori di 2,7 Bq/l. In occasione dell?emergenza dovuta alla situazione in Giappone sono stati intensificati i controlli sul latte. Tra il 24 marzo ed il 9 aprile i valori di I-131 rilevati sono stati compresi tra 0,1 e 0,33 Bq/l.

In Francia tracce di I-131 continuano ad essere rilevate nei campioni di particolato atmosferico raccolti tra il 30 marzo e il 11 aprile con un massimo della concentrazione pari a 1,78 mBq/m3; attualmente si registra una diminuzione con valori al di sotto di 0,578 mBq/m3. Misure di iodio, su campioni in forma gassosa, evidenziano una tendenza alla diminuzione della concentrazione con valori al di sotto di 0,5 mBq/m3. Dall?analisi dei campioni di acqua piovana sono stato rivelati quantitativi di I-131 compresi fra pari a 0,5 e 3,0 Bq/l nel periodo fra il 26 e il 27 marzo con un massimo pari a 2,5 Bq/l il 28 marzo; nei primi giorni di aprile si ? registrata una diminuzione con valori inferiori a 1,5 Bq/l. Nel periodo compreso fra il 4 e l?11 aprile tracce di I-131 sono state trovate nei campioni effettuati su vegetazione con valori compresi fra 0,39 e 2,96 Bq/kg. Nel periodo compreso fra il 11 e l?13 aprile i valori di I-131 nei campioni di vegetazione si attestano tra 0,29 e 1,80 Bq/kg. Nelle Antille la concentrazione di I-131 rilevata il 5 di aprile su campioni di erba ? pari a 2,3 Bq/kg. Nel latte di capra sono stati rilevati valori compresi fra 0,35 e 2,12 Bq/l, mentre nel latte bovino si registrano valori inferiori, compresi fra 0,15 e 0,46 Bq/l. Nei vegetali a foglia larga la concentrazione misurata fra il 29 marzo e l?8 aprile ha assunto valori compresi fra 0,08 e 1,15 Bq/l. Sono state rilevate delle tracce di Cs-134 e Cs-137 nel particolato atmosferico, e in vari punti del territorio francese, dell?ordine di qualche centesimo di mBq/m3; il rapporto tra i due isotopi ? circa uguale a 0,85 ci? a dimostrazione che i valori misurati sono riconducibili a ricadute dovute all?incidente di Fukushima

In Islanda il valore della concentrazione di I-131 dopo aver raggiunto un massimo il 2 aprile pari a 3 mBq/m3 ? andato diminuendo fino al valore di 0,14 mBq/m3 misurato il 13 aprile. I valori di concentrazione di Cesio hanno seguito il medesimo andamento con un massimo il 2 Aprile (0,87 mBq/m3 per il Cs-137 e 0,7 mBq/m3 per il Cs-134) e una costante tendenza alla diminuzione fino a valori inferiori a 0,35 mBq/m3 misurati il 13 aprile.

In Bulgaria sono state misurate concentrazioni di I-131 in aria tra 0,09 e 0,12 mBq/m3 (Musala 25 marzo) e tra 0,15 e 0,1,92 mBq/m3 (Sofia 25 marzo - 3 aprile). Per la prima volta sono state rilevate tracce di Cs-134 (0,48 mBq/m3) e Cs-137 (0,63 mBq/m3) superiori ai livelli minimi misurabili. ? stata, inoltre, confermata la presenza di I-131 in acqua piovana alla concentrazione di circa 0,37 Bq/l.

In Austria (Vienna) sono state misurate concentrazioni di I-131 in quantitativi compresi tra 0,15 e 1,44 mBq/m3 su particolato atmosferico e per quanto riguarda la forma gassosa valori compresi tra 0,23 e 1,99 mBq/m3. La deposizione al suolo tra il 28 marzo ed il 3 aprile ha evidenziato valori di 0.9 Bq/m2. Nello periodo tra il 23 marzo e il 4 aprile, misure di Cs-134 e Cs-137 hanno rilevato valori massimi di concentrazione in aria, sullo stesso campione, pari a 0.124 mBq/m3 per il Cs-134 e di 0,144 mBq/m3 per il Cs-137 tutti valori rilevati nella giornata tra il 29 e il 30 marzo.

In Ungheria le misure effettuate nel periodo dal 21 marzo al 5 aprile hanno evidenziato valori della concentrazione di I-131 in aria compresi fra 0,082 e 1,270 mBq/m3 , nello stesso periodo sono state rilevate tracce di Cs-134 (0.090 mBq/m3 max) e Cs-137 (0,1 mBq/m3 max).

In Svizzera le misure di concentrazione di I-131 hanno registrato un massimo pari a 0,302 mBq/m3 misurato nel periodo fra il 30 marzo e il 6 aprile, seguito da una tendenza alla diminuzione fino a un valore pari a 0,047 mBq/m3, misurato il 18 aprile. Le misure di concentrazione di Cs-137 e Cs-134 pi? recenti hanno registrato valori pari rispettivamente compresi fra i 12 e i 16 mBq/m3.

In Romania presso una stazione di rilevamento della radioattivit? ambientale ? stata riscontrata presenza di I-131 con una concentrazione di 3,25 mBq/ m3 su di un campionamento effettuato dal 29 al 30 marzo.

Da parte della Grecia, sono stati resi disponibili i valori di deposizione, concentrazione in aria e concentrazione in alcune matrici alimentari nel periodo tra il 23 marzo e il 10 aprile per le aree di Attiki, Thessaloniki e nel periodo tra il 23 marzo e il 4 aprile per l?area della Grecia ovest. Nello specifico, nell?area di Attiki sono state fatte misure di I-131 e Cs-134/137 sia su filtri per aerosol (valore massimo 0,585 mBq/m3 di I-131) che su filtri a carbone attivo (valore massimo 2,237 mBq/m3) nonch? misure di deposizione su terreno(valore massimo 5,7 Bq/m2) concentrazione su alcuni vegetali (valore massimo 1 Bq/m2 sia per lo iodio che per il cesio), sul latte di capra (valore massimo 1,5 Bq/kg per I-131), sulla carne di agnello (valore massimo 0,2 Bq/kg di I-131), sull?acqua potabile e sull?acqua piovana. Nell?acqua potabile e nell?acqua piovana le concentrazioni di iodio misurate rispettivamente il 29 e il 31 marzo riportano concentrazioni di iodio di 4,1 e 1,3 Bq/l per i 2 differenti campioni. Per l?area della Grecia ovest sono disponibili i dati relativi alla concentrazione in aria su filtro per aerosol ( valore massimo 0,294 mBq/m3), la concentrazione nel latte di capra (valore massimo 1,9 Bq/l) e di mucca; per quest?ultimo campione la concentrazione misurata ? risultata inferiore ai limiti della rilevabilit? strumentale. Nell?area di Tessaloniki sono disponibili i dati di concentrazione su filtro per aerosol (valore massimo 0,497 mBq/m3 di I-131 e 0,145 mBq/m3 di Cs-137), su vegetazione (valore massimo 1,9 Bq/kg per I-131), sul latte di capra (valore massimo 2,6 Bq/l di I-131), sull?acqua piovana (valore massimo 0,5 Bq/l), sul latte di mucca e al suolo; per queste due ultime matrici i valori sono al di sotto dei limiti di rilevabilit?.

Nel Lussemburgo le misure sul particolato atmosferico prelevato tra il 28 e il 9 aprile, hanno evidenziato valori compresi tra 0,14 e 0,55 mBq/ m3 (decrescenti) per lo I-131 e valori tra 0,02 e 0,04 Bq/m3 (decrescenti) per il Cs-137.

In Belgio le misure effettuate fino al 18 aprile hanno rilevato valori di concentrazione di I-131 nel particolato atmosferico di circa 1 mBq/m3, valore sceso fino a 0,1 mBq/m3 nel periodo fra il 7 e l?18 aprile; i valori di concentrazione di I-131 in forma gassosa hanno raggiunto i 3 mBq/m3 il 7 di aprile e sono scesi poi a valori inferiori a 0,6 mBq/m3 dopo il 13 aprile mentre sia per il Cs-137 che per il Cs-134 non si sono registrati valori significativi.

In Lituania misure di concentrazione in aria di I-131 e Cs-134/137 sono state effettuate nel periodo tra il 14 e il 31 marzo; i valori massimi si sono registrati nel periodo 28-31 marzo dove per lo I-131 si riporta il valore di 2.78 mBq/m3 ,per il Cs-134 0.273 mBq/m3 e per il Cs-137 0.316 mBq/m3.

In Lettonia sono stati effettuati rilievi sul particolato atmosferico nel periodo tra 24 marzo e il 4 aprile volte a determinare la presenza in aria di Cs-134/137, I-131/132, Te-132 e Xe-133; i valori massimi determinati nel periodo tra il 24 e il 30 marzo hanno riguardato lo I-131 e lo Xe-133 con concentrazioni rispettivamente di 0.68 mBq/m3 e 0.45 mBq/m3 rispettivamente mentre nel periodo tra il 31 marzo e il 4 aprile l?unico valore registrato ? quello relativo alla presenza di I-131 con concentrazione pari a 57 mBq/m3.

In Germania le misure di concentrazione in aria sono state effettuate in 4 differenti postazioni di monitoraggio e relativamente a Be-7, I-131/132, Te-132 e Cs-134/137 nonch? Xe-133 e Kr-85. I dati sono relativi misure effettuate nel periodo tra il 21 marzo e il 17 aprile e riportano un valore massimo di I-131 di 3.68 mBq/m3 e di 0.43 mBq/m3 per il Cs-137 il giorno 29 marzo. Il valore di concentrazione massima per lo Xe-133, pari a 2.64 Bq/m3, ? stato registrato il 28 marzo; nello stesso giorno si ? registrato per il Kr-85 un valore pari a 1.71 Bq/m3. Allo stato attuale i valori di concentrazione dello Iodio e del Cesio sono in diminuzione. Le autorit? tedesche sottolineano che la concentrazione di default di Kr-85 si attesta intorno a valori di 1.5 Bq/m3; il valore registrato ? pertanto non da imputarsi all?evento di Fukushima quanto pi? alle attivit? di riprocessamento di combustibile che avvengono rispettivamente nei siti di La Hague e di Sellafield.

Misure di radioattivit? ambientale in Italia

L?ISPRA e il sistema delle Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell?Ambiente effettuano il monitoraggio della radioattivit? ambientale. Sin dal 12 marzo 2011, l?ISPRA ha richiesto di intensificare le misure di particolato atmosferico allo scopo di monitorare l?andamento di una eventuale presenza di radioattivit? in aria riconducibile all?incidente nella centrale di Fukushima in Giappone. Vengono effettuate misure giornaliere con particolare riguardo alla presenza degli isotopi Iodio 131 e Cesio 137. ? stato anche richiesto di effettuare misure di deposizione al suolo con cadenza settimanale. Sono state programmate anche alcune misure su vegetali a foglia larga e latte al fine di seguire eventuali fenomeni di trasferimento dei radionuclidi nell?ambiente. I risultati a partire dal 23 marzo e aggiornati alle ultime misure pervenute, hanno evidenziato la presenza in aria di piccole tracce di Iodio 131 variabili tra 0,0021 e 3,10 mBq/m3 e di Cesio137 variabili tra 0,001 mBq/m3 e 1,20 mBq/m3. In alcune misure sono stati rilevate tracce di Cesio 134 variabile tra 0,00061 mBq/m3 e 0,25 mBq/m3. Nei campioni nei quali sono stati rilevati sia il cesio 137 sia il Cesio 134 la media dei rapporti isotopici tra i due radionuclidi ? di circa 0,86. La presenza di Cesio 134 e il valore del rapporto con il Cesio 137 evidenzia una probabile provenienza legata all?incidente nucleare in Giappone. Alcune misure su campioni finalizzati alla rilevazione di iodio in forma gassosa hanno confermato la presenza di tracce di questo isotopo variabili tra 0,061 e 3,90 mBq/m3. Sono state inoltre rilevate tracce di Iodio 131 nella deposizione al suolo variabile tra 0,058 e 25,4 Bq/m2 e di Cs-137 con valori compresi tra 10,0 e 76 mBq/m2. Le concentrazioni sono in generale accordo con quelle rilevate in altri paesi Europei.

I valori riscontrati non hanno alcuna rilevanza dal punto di vista radiologico e sono tali da non costituire alcun rischio di tipo sanitario.

I risultati delle misure effettuate sui vegetali a foglia larga a partire dal 30 marzo, hanno evidenziato piccole tracce di
  • Iodio131, compresi tra 0,04 e 0,80 Bq/kg. Si evidenzia che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dalla Commissione Europea per l?importazione di alimenti dal Giappone per lo Iodio-131 ? pari a 2000 Bq/kg;
  • Cesio 137, tra 0,07 Bq/kg e 1,33 Bq/kg. Si evidenzia che al momento non ? possibile correlare direttamente, sulla base di queste misure, tale presenza di Cesio 137 ai rilasci in atmosfera generati all?incidente in Giappone, sia per la presenza ubiquitaria di Cesio 137 a seguito del fall out degli esperimenti nucleari degli anni 60 che delle ricadute dell?incidente di Chernobyl, nonch? per l?assenza di rilevazione di Cesio 134. Va peraltro tenuto presente che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dalla Commissione Europea per l?importazione di alimenti dal Giappone per il Cesio-137 ? pari a 500 Bq/kg;
Sono state, inoltre, effettuate misure su campioni di foraggio che hanno evidenziato, in alcuni casi, la presenza di I-131 tra 0,24 e 2,8 Bq/kg e di Cs-137 variabile tra 0,29 e 15,8 Bq/kg. Anche per queste misurazioni non ? stata rilevata la presenza di Cs-134. I risultati delle misure effettuate sul latte a partire dal 30 marzo, hanno evidenziato piccoli valori di concentrazione di Iodio-131 variabili tra 0,059 e 5,24 Bq/l ed una concentrazione di Cs-137 variabile tra 0,053 e 0,22 Bq/l. Si consideri che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dalla Commissione Europea per l?importazione di alimenti dal Giappone per lo Iodio 131 nel latte ? pari a 100 Bq/l per gli alimenti per lattanti. Le concentrazioni sono in generale accordo con quelle rilevate in altri paesi Europei. I valori di concentrazione rilevati con le prime misure nei vegetali a foglia larga e nel latte sono notevolmente inferiori ai livelli massimi ammissibili stabiliti dai regolamenti Euratom.
All?aggiornamento dei dati al 5 maggio si accede tramite i collegamenti a fondo pagina da cui si accede anche ai grafici degli andamenti delle concentrazioni di I-131 e Cs-137 in aria. Si conferma che, sino ad oggi, la rete automatica di monitoraggio dell?intensit? di dose gamma in aria dell?ISPRA non ha rilevato valori anomali rispetto alle normali fluttuazioni del fondo ambientale locale.

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Previsioni meteorologiche nell?area

Le previsioni pervenute dal Servizio Meteorologico dell?Aeronautica Militare, valide fino alla giornata di sabato 7 maggio, indicano in quota, la presenza di un promontorio mobile che interessa la zona, mentre una nuova struttura ciclonica si approssima da ovest. Al suolo, una depressione attualmente ad ovest del Giappone, si muove verso est, determinando un peggioramento dello stato del tempo. Per la giornata di gioved? 5 maggio, la depressione centrata ad ovest del Giappone, con sistema frontale in movimento verso est, determina condizioni di instabilit? sul Giappone. Il tempo si presenter? molto nuvoloso, con piovaschi in particolare sulla parte meridionale e settentrionale. I venti in quota saranno moderati o localmente forti, di provenienza mediamente sud- occidentale, i venti al suolo saranno moderati provenienti da ovest-sud-ovest.

Per la giornata di venerd? 6 maggio, la pressione sar? in diminuzione per l? approssimarsi da ovest di un sistema frontale. Il cielo sar? nuvoloso o molto nuvoloso sulla zona con piogge sparse e rovesci. Per la giornata di sabato 7 maggio, un sistema frontale interesser? il Giappone. Il tempo sar? molto nuvoloso o coperto con piogge sparse, specie sulle zone pi? settentrionali del Giappone, specie settore ovest; irregolarmente nuvoloso sul resto del paese. I venti in quota saranno moderati o forti provenienti da ovest; al suolo i venti saranno moderati meridionali.
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Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 7 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 29 aprile 2011)

Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 7 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 29 aprile 2011)

[Fonte: ISPRA, pagina originale completa: (LINK). Estratto, adattato.]

Emergenza nucleare in Giappone


L?ISPRA, nell?ambito dei compiti ad esso attribuiti dalla legislazione vigente quale autorit? di controllo per la sicurezza nucleare e la radioprotezione ed organo tecnico di supporto alle autorit? di protezione civile per le emergenze nucleari e radiologiche segue costantemente l?evolversi della situazione in atto presso le centrali nucleari giapponesi a seguito del forte sisma verificatosi nella giornata dell?11 marzo.

Le valutazioni che l? Istituto sta svolgendo si basano sulle informazioni ricevute quale punto di contatto nazionale nell?ambito per i sistemi di scambio rapido d?informazioni predisposti dall?Agenzia Internazionale dell?Energia Atomica in attuazione della Convenzione per la Pronta Notifica d?Incidenti Nucleari.

L?ISPRA ? in continuo contatto con l?Agenzia Internazionale per l?Energia Atomica (IAEA) e con il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sulla base dei periodici aggiornamenti ricevuti dalla IAEA, si riporta un aggiornamento della situazione presso le centrali di Fukushima Daiichi, Fukushima Daini e Onagawa, come fornito dall?Autorit? di sicurezza nucleare giapponese.



Aggiornamento del 9 maggio 2011

Programma degli interventi a breve e medio termine

Su richiesta del Ministero dell?Economia la TEPCO ha predisposto un programma per stabilizzare in maniera definitiva la centrale di Fukushima. Il piano predisposto prevede tre distinte aree di intervento relative al raffreddamento dei reattori e delle piscine del combustibile, alla mitigazione dell?evoluzione incidentale, con particolare riferimento alla gestione dell?acqua contaminata ed alla mitigazione di rilasci di radioattivit? in atmosfera ed al suolo, al monitoraggio delle conseguenze radiologiche ed allo svolgimento di attivit? di decontaminazione. Il programma prevede due fasi, la prima della durata di tre mesi, la seconda della durata da tre a sei mesi. Tra gli obiettivi della prima fase si citano la stabilizzazione del raffreddamento dei reattori e delle piscine, con il ripristino di un circuito chiuso, la predisposizione di adeguate strutture di contenimento dell?acqua contaminata, la prevenzione del rilascio di contaminanti radioattivi all?esterno degli edifici, in un quadro d?incremento complessivo delle attivit? di monitoraggio. Per la seconda fase si citano operazioni di decontaminazione dell?acqua e la predisposizione di coperture degli edifici.

L?obiettivo dei provvedimenti ? quello di consentire il ritorno, in un tempo stimato da sei a nove mesi, della popolazione nelle aree evacuate e la ripresa di una vita normale.



Piano per il raggiungimento della condizione di raffreddamento stabile del reattore

La TEPCO ha reso noto il piano per stabilire il raffreddamento in loop chiuso della Unit? 1. Il piano ? composto da vari step:


1. Riduzione dei livelli di radiazione nell?edificio reattore cos? da permettere l?installazione del sistema a circuito chiuso. (9 Maggio);
a) Riduzione dei livelli di radiazione in aria nell?edificio reattore mediante l?installazione di un sistema di filtrazione che rimandi aria all?esterno dell?edificio reattore;
b) Riduzione dei livelli di contaminazione superficiale nell?edificio reattore attraverso la rimozione di macerie, la decontaminazione superficiale e l?installazione di schermi;
2. Ricalibrazione gli strumenti di misura del livello e della pressione del reattore e l?installazione di ulteriori strumenti per migliorare la condizione di monitoraggio del reattore (12 Maggio);

3. Installazione del circuito di raffreddamento primario e secondario (31 Maggio);
a) Il circuito primario prende acqua dal drywell, passa attraverso uno scambiatore di calore e riporta l?acqua fredda nel vessel o nel drywell;

b) Il circuito secondario veicola l?acqua dallo scambiatore di calore alla torre di raffreddamento a circolazione forzata;
4.Allagamento del contenimento primario per fornire acqua al circuito primario. A supporto di questo piano, la TEPCO ha anche prodotto i risultati di una valutazione di sicurezza sull?allagamento del drywell. Questa valutazione conclude che l?allagamento del drywell ad un livello superiore della zona attiva del combustibile:
1. ? necessaria per assicurare che il nocciolo sia completamente coperto dall?acqua, e che in caso di interruzioni di energia elettrica il nocciolo continui ad essere raffreddato. Allagare completamente il drywell potrebbe ridurre anche il rateo di aerosol rilasciato dal reattore;

2. non introdurr? effetti che diminuiscano l?integrit? strutturale e la capacit? alla resistenza al sisma;

3. non comporter? un aumento della pressione del drywell tale che sia necessario un venting;

4. non produrr? perdite nell?edificio reattore tali che non possano essere contenute e trattate;

5. non produrr? inaccettabili incrementi di concentrazione di idrogeno nel drywell.

Attivit? sismiche nella zona della centrale e relative contromisure

Alcuni terremoti sono stati registrati negli ultimi giorni. L?11 aprile ore 23:08, un terremoto di magnitudo 6,2 con ipocentro ad una profondit? 13,1 km, ed epicentro a 230 km circa (35.41 N / 140.54 E) da Fukushima, non sembra aver provocato anomalie agli impianti. Il 12 aprile ore 05:07, un terremoto di magnitudo 6.0 ha avuto ipocentro ad una profondit? di 10,6 km ed epicentro a 46 km circa (37.11 N / 140,60 E) dagli impianti di Fukushima, senza comportare ulteriori danni. Il giorno 13 aprile alle ore 10:17, il terremoto di magnitudo 5,4 ha avuto epicentro a circa 70 km dagli impianti di Fukushima senza provocare danni o disservizi aggiuntivi.

Non si registrano conseguenze neanche a seguito del terremoto del giorno 16 di aprile alle ore 2:40 UTC, di magnitudo 5,8. In conseguenza del permanere di un?intensa attivit? sismica, quale contromisura verso possibili tsunami, la mattina del 16 aprile si ? provveduto ad innalzare il piano di lavoro delle pompe di alimentazione dell?acqua delle Unit? 1,2 e 3. Il 13 Aprile la NISA ha richiesto alla TEPCO una valutazione dello stato di sicurezza sismica degli edifici reattore per individuare eventuali contromisure che si rendessero necessarie per fronteggiare ulteriori scosse.



Rivalutazione del livello INES relativo alla gravit? dell?emergenza nucleare

L?Agenzia per la sicurezza nucleare e industriale (NISA) ha incrementato il livello di gravit? dell?incidente in corso da livello 5 della scala INES, al livello 7. Come noto, la scala INES ha lo scopo di poter informare il pubblico sul livello di gravit? di un incidente nucleare o radiologico. Nel valutare la gravit? dell?evento incidentale essa si basa su 7 livelli distinti: dal livello 0 (anomalie nelle operazioni di impianto) al livello massimo pari a 7 (incidente nucleare severo). Si ricorda che il livello massimo di 7 ? stato raggiunto solo in occasione dell?incidente alla centrale di Chernobyl nel 1986. La valutazione fornita dalle autorit? giapponesi si ? basata sulla stima dell?entit? del rilascio di radioattivit? in atmosfera. Al momento, ? stato stimato un valore del rilascio pari a 3,7 1017 Bq di Iodio-131-equivalente (che tiene conto anche del rilascio di Cesio-137). Tale valore risulterebbe approssimativamente pari al 10% di quello attribuito all?incidente di Chernobyl.



Gestione dell?acqua contaminata in sito

? in corso il trasferimento dell?acqua contaminata dagli edifici turbina delle Unit? 1 2 e 3 e dalle trincee (circa 70.000 t) ai serbatoi del condensato e ai serbatoi per il trattamento dei rifiuti liquidi. La TEPCO ha sottoposto alla NISA un piano per il trasferimento di acqua altamente contaminata dal basamento dell?edificio turbina dell?Unit? 2 ai serbatoi dell?edificio principale del trattamento dei rifiuti liquidi. Dopo l?accertamento dell?effettiva tenuta dei serbatoi dell?area menzionata, il 19 aprile ha avuto inizio il trasferimento dei liquidi dell?Unit? 2. Come ? noto, negli edifici turbina delle Unit? 1, 2 e 3 ? presente acqua contaminata. Per l?Unit? 2 si ipotizza che si tratti di acqua che ? stata a contatto direttamente con il nocciolo parzialmente fuso, per poi trafilare all?esterno del contenitore primario attraverso una via ancora non individuata. Per le Unit? 1 e 3 la NSC (Nuclear Safety Commission of Japan) sospetta che si tratti di vapore condensato proveniente dal contenimento oppure acqua spruzzata nell?edificio reattore danneggiato per raffreddare il combustibile esaurito. La medesima acqua si ? raccolta anche nelle trincee adiacenti agli edifici turbina 1, 2 e 3 che hanno riportato misure di dose per l?Unit? 1 pari a 0,4 mSv/h e maggiore di 1000 mSv/h per l?Unit? 2. ? in corso, inoltre, l?acquisizione di nuovi serbatoi per lo stoccaggio provvisorio dell?acqua al fine di aumentare la capacit? disponibile sul sito. Detti serbatoi verranno installati vicino all?impianto trattamento rifiuti. Il giorno 12 Aprile alle 10:35 UTC ha avuto inizio il trasferimento dell?acqua contaminata dalla trincea adiacente l?edificio turbina dell?Unit? 2 al condensatore. Il trasferimento ? stato interrotto il giorno 13 Aprile alle ore 02:00 UTC al fine di verificare la presenza o meno di perdite nel circuito di trasferimento. Alle 6.02 UTC dello stesso giorno, non avendo trovato perdite, il trasferimento ? stato riavviato ed ha avuto termine alle 8.04 con il trasferimento totale 660 t d?acqua. Il livello dell?acqua nella trincea dell?Unit? 2 ha raggiunto 85mm.



Perdita di acqua contaminata in mare

La perdita in mare di acqua altamente contaminata dall?Unit? 2 ? stata interrotta il 6 Aprile mediante l?utilizzo di un agente coagulante (vetro liquido). Nella tabella che segue si riportano i valori delle analisi effettuate su campioni prelevati sulla perdita e nelle acque antistanti la griglia di adduzione dell?Unit?2, precedentemente l?interruzione della perdita stessa.


[2 Aprile 2011: I-131 (MBq/cm<SUP>3</SUP>) - Cs-137 (MBq/cm<SUP>3</SUP>) - Cs-134 (MBq/cm<SUP>3</SUP>)]
  • Campionamento dalla perdita ore 7.30 UTC - 5,4 - 1,8 - 1,8
  • Campionamento in mare, Ore 8:03 UTC: 0,3 - 0,12 - 0,12
Al fine di limitare la dispersione in mare aperto dell?acqua contaminata sono state installate delle particolari barriere in alcuni specchi di acqua tra il molo ed i canali di adduzione alle quattro Unit?. Infatti, sono state predisposte delle barriere di contenimento come di seguito descritto. Sul lato del canale di adduzione dell?Unit? 2, sulla parete dove era presente la perdita di acqua contaminata, ? stata posta in opera una barriera composta da una serie di lastre di acciaio (completata il 15 Aprile 2011 alle 05:15 UTC). Sono state, inoltre, installate delle barriere filtranti agli ingressi dei canali di adduzione di ciascuna Unit?, nonch? a nord e a sud del canale di ingresso dell?acqua alla centrale (completate alle 3:20 del 14 Aprile 2011). Infine, sono state posizionate alcune sacche contenenti zeolite nei pressi delle griglie di ingresso dell?acqua ai condensatori delle tre Unit?. Ci? al fine di trattenere e catturare specifici elementi radioattivi.

Queste sacche, inoltre, consentono di campionare ed analizzare la zeolite per analizzarne la radioattivit? trattenuta.

L?iniezione di agente coagulante (vetro liquido) ? proseguita fino al 19 aprile. Sono stati iniettati circa 24.000 litri di agente coagulante nella zona interessata dalla falla e nella trincea dell?Unit? 2.



Rilascio in mare di acqua debolmente contaminata

Dal 4 al 10 Aprile ? stata scaricata in mare acqua a basso livello di contaminazione (per un totale di 1,5 1011 Bq), proveniente dall?edificio principale di trattamento dei rifiuti radioattivi.

Come ? ormai noto, tale operazione ? servita per rendere disponibili dei serbatoi per immagazzinare l?acqua altamente contaminata presente negli edifici turbine e relative trincee.

? in corso il rilascio in mare dell?acqua a bassa concentrazione di attivit? (ad oggi 1343 tonnellate), presente nei pozzi di drenaggio delle Unit? 5 e 6. Tale operazione si ? resa necessaria al fine di proteggere i sistemi operativi delle unit?.



Principali attivit? in corso sull?impianto

Gestione della problematica dell?idrogeno

La TEPCO, in data 6 aprile, ha pianificato l?iniezione di azoto nel contenitore primario (PCV) dell?Unit? 1. Tale operazione, autorizzata dalla NISA, ? stata avviata alle ore 13:30 UTC e tuttora in corso. Questa scelta deriva dall?ipotesi che l?idrogeno generatosi nel vessel possa andare ad accumularsi nel PCV. L?iniezione di azoto intende prevenire la possibile formazione di miscele gassose potenzialmente pericolose. L?iniezione di azoto ? ancora in corso.



Raccolta detriti

Al fine di rendere agibili le zone esterne agli edifici delle Unit? 1-4 e degli edifici turbina, si sta procedendo allo sgombero dei detriti (circa 17 container rimossi dal 26 al 30 aprile) causati dello tsunami e dall?esplosione dei solai degli edifici delle Unit? 1-3-4. I mezzi utilizzati dagli operatori sono remotizzati a causa dei livelli di radiazione presenti nella zona.



Raffreddamento delle Unit?

Attualmente il raffreddamento delle Unit?1, 2 e 3 viene effettuato in ciclo aperto cercando, ove possibile, di recuperare l?acqua di raffreddamento inserita. Ci? fintanto che non si ripristiner? la refrigerazione a ciclo chiuso.
Continua la fuoriuscita di fumo bianco dalle Unit? 2 e 3; mentre fino alle 21:30 del 25 Aprile non ? stata osservata fuoriuscita di ulteriore fumo bianco dall?Unit? 4.



Stato del sito nucleare

Ripristino delle alimentazioni elettriche normali

Le attivit? di ripristino dell?alimentazione elettrica e della refrigerazione del combustibile presente nei reattori delle unit? 1-3 e nelle piscine delle unit? 1-4 proseguono analogamente a quanto effettuato nei giorni precedenti.
Risulta ristabilita l?illuminazione delle sale controllo e degli edifici turbina.

Le pompe elettriche mobili deputate al raffreddamento dell?RPV, alimentate dai diesel mobili, sono passate sotto l?alimentazione elettrica normale.

Il giorno 19 aprile si ? ultimato il lavoro di ripristino delle linee elettriche delle Unit? 1-2 e 3-4 .

Il 25 Aprile si ? fatto uso temporaneamente di generatori diesel per lavori di consolidamento dell?alimentazione elettrica esterna.

Il giorno 30 aprile, per le Unit? 3 e 4, ? stata aumentata la potenza disponibile mediante l?allaccio delle relative alimentazioni elettriche alla 66 kV invece della preesistente 6.9 kV.



Stato dei reattori

Si continua ad iniettare acqua nei reattori delle Unit? 1 (variabile da 6 m3/h a 14 m3/h attraverso la linea acqua alimento in modo tale che il reattore risulti allagato) e delle Unit? 2 e 3 (7 m3 /h ciascuna, utilizzando le linee dell?antincendio). Nella notte del 2 maggio, al fine di installare degli allarmi sulle pompe principali deputate al raffreddamento delle unit? menzionate, si sono utilizzate per circa tre ore le moto pompe antincendio. A partire dal 13 Aprile, la TEPCO, come riportato dalla NISA, ha iniziato l?installazione di linee di back up per l?invio di acqua alle Unit? 1, 2 e 3. Tali linee preleveranno l?acqua direttamente dal serbatoio in cui, dopo il filtraggio, viene accumulata l?acqua proveniente dal bacino di Sakashita (sito nella prefettura di Fukushima a circa 10 km dall?impianto) utilizzato fin dal 25 Marzo per l?iniezione di acqua dolce nei reattori delle Unit? 2 e 3.

Terminata l?installazione delle linee di backup, l?invio dell?acqua dolce alle Unit? 1, 2 e 3 verrebbe effettuata prelevando l?acqua direttamente dal serbatoio suddetto tramite le linee di alimento dell?acqua alle Unit? stesse.
Attualmente l?iniezione viene effettuata prelevando acqua da un serbatoio (posto in cascata rispetto a quello sopra citato e che normalmente contiene acqua purificata) collegato alle linee di alimento dell?acqua dei reattori.

Permane stabile la situazione dei livelli di acqua nel nocciolo nelle Unit? 1, 2 e 3 con met? circa del combustibile scoperto.

Le Unit? 5 e 6 restano in condizioni di arresto a freddo con i sistemi di impianto alimentati dalla rete elettrica esterna.

Come gi? menzionato, si sta effettuando l?iniezione di Azoto nel contenitore primario dell?Unit? 1. Essa ha comportato un leggero aumento della pressione nel contenimento stesso. Sono attualmente in corso, da parte della TEPCO, le attivit? di valutazione richieste dall?Autorit? di sicurezza, la NISA, in merito all?opportunit? di procedere analogamente per le Unit? 2 e 3.

A tal proposito la NISA ha indicato la possibilit? che alcuni strumenti presenti nel RPV possano non funzionare correttamente.

La pressione nel vessel per le Unit? 2 e 3 risulta essere stabile.

Il giorno 17 aprile hanno avuto inizio delle ispezioni all?interno dell?edificio reattore delle Unit? 1, 2 e 3 mediante l?ausilio di un robot remotizzato. La TEPCO ha comunicato che le ispezioni sono state condotte allo scopo di valutare lo stato radiologico all?interno delle tre Unit?. I livelli di radiazione rilevati nell?edificio reattore dell?Unit? 1 variavano da 10 a 49 mSv/h, mentre per l?Unit? 3 variavano da 28 a 57 mSv/h. L?elevato livello di radiazioni, in particolare per l?Unit? 3, non consente al momento, di poter intervenire direttamente sugli impianti stessi. Il giorno 29 aprile dalle ore 2.36 alle 5.05 circa, utilizzando lo stesso metodo si confermava che nessuna perdita si evidenziava tra contenimento primario e l?edificio reattore.

Misure termografiche della piscine del combustibile esaurito dell?Unit? 1 indicano alle 22:30 UTC del 23 Aprile, una temperatura di 20?C. Misure analoghe indicano per la piscina dell?unit? 3 una temperatura di 47?C. La temperatura rimane invece ancora relativamente alta per l?unit? 4 (da 86 a 81 ?C a valle dello spruzzamento di 165 t d?acqua attuato, tra le 3:25 e le 8:07 UTC del 24 Aprile, utilizzando un veicolo con braccio mobile per il pompaggio del cemento). La temperatura, in questo caso viene rilevata con un termistore attaccato al braccio mobile.

Si continua ad iniettare acqua nelle piscine del combustibile delle Unit? 1, 2, 3 e 4. Il 28 Aprile, un ulteriore campionamento dell?acqua della piscina della Unit? 4, eseguito in remoto, ha fornito una misura dell?attivit? di I-131 pari a 27 Bq/cm3, Cs-134 di 49 Bq/cm3 e Cs-137 di 55 Bq/cm3.



Stima del danneggiamento del nocciolo

La NISA, in un?informativa del 18 Aprile, riporta una stima del danneggiamento del nocciolo per le Unit? 1, 2 e 3. A seguito dell?abbassamento del livello dell?acqua nel vessel si ? determinato l?innalzamento della temperatura delle guaine delle barrette di combustibile.

Tale innalzamento in presenza di una miscela acqua-vapore ha innescato l?ossidazione delle guaine delle barrette di combustibile. Il processo di ossidazione ha generato l?idrogeno che ? stato la causa delle esplosioni avvenute all?interno degli edifici. La successiva fessurazione delle guaine delle barrette di combustibile ha portato al rilascio degli elementi gassosi contenuti nelle barrette stesse.

Da una valutazione sull?ammontare della radioattivit? rilasciata ? stata stimata la percentuale di nocciolo danneggiato, che risulterebbe pari al 70% per l?Unit? 1, al 30% per l?Unit? 2 ed al 25% per l?Unit? 3. Inoltre la NISA presume che vi sia stata una probabile fusione delle pastiglie del combustibile in quanto sono state rilevate, all?interno degli edifici reattore delle Unit? 2 e 3, alte concentrazioni di radionuclidi che normalmente restano confinati all?interno delle pastiglie integre.



Dati radiometrici e conseguenze radiologiche

Prefettura di Fukushima

Misure di intensit? di dose

I dati relativi alle misure effettuate fino alle 15 ora locale del 3 maggio nei punti all?interno del perimetro del sito, indicano, a circa un chilometro di distanza dai reattori, direzione ovest, valori compresi tra i 19,8 e i 47 microSv/h, mentre, a circa 500 metri a nord-ovest dei reattori, e pi? precisamente in corrispondenza dell?edificio adibito agli uffici, si registra un valore massimo di 413 microSv/h. I valori riportati mostrano una lenta ma progressiva diminuzione. Il grafico, a cui si accede tramite il link ?Radioattivit? ambientale in Giappone? a fondo pagina, mostra l?andamento della radioattivit? ambientale negli ultimi giorni in alcune Prefetture che si trovano in direzione sud dalla centrale; il grafico ? ricavato sulla base dei dati forniti dal Ministero dell?educazione, cultura, scienze e tecnologia (MEXT) del Giappone.

Ai confini del sito, le misure nei vari punti effettuate il 3 maggio fino alle 15 ora locale, indicano valori di rateo di dose gamma in aria variabili tra 7 microSv/h nel punto di monitoraggio MP1, 145 microSv/h e 143 microSv/h rispettivamente nei punti MP7 e MP8; anche in questo caso si nota un progressivo lento decremento dei valori di rateo di dose gamma.

Ai confini della zona di evacuazione (20 km), nei punti monitorati il 4 maggio, si registra un?intensit? di dose massima di 0,6 microSv/h in 3 punti rispettivamente a sud, ovest e ovest-sud-ovest dell?impianto. Tra le misurazioni effettuate il 4 maggio nella zona tra i 20 e i 30 km di distanza dal sito, ? stato registrato un valore massimo di 43,2 microSv/h a circa 24 km a nord-ovest dell?impianto in corrispondenza della citt? di Futaba.

Ai confini della zona di preparazione all?evacuazione di emergenza (30 km) il valore massimo, registrato nei punti monitorati il 4 maggio, ? stato di 21,6 microSv/h a 31 km nord-ovest dell?impianto e sempre nella zona di Futaba.

Nella zona di Fukushima City il valore registrato il 4 maggio ? di 1,7 microSv/h contro un fondo che al massimo ? di 0,046 microSv/h; pur tuttavia, ? importante sottolineare che l?andamento del rateo di dose gamma ? in progressiva anche se lenta diminuzione. Sono stati resi disponibili dal MEXT i dati di monitoraggio relativamente alle zone tra 1 km e 20km intorno al sito di Daichi effettuati in due tranches differenti tra il 30 marzo e il 2 aprile e tra il 18 e il 19 aprile. Durante il primo periodo sono stati monitorati 50 punti; i rilievi evidenziano che il valore massimo di rateo di dose in aria si registrava a circa 1 km ad ovest attestandosi intorno a 124 microSv/h. nel secondo periodo i punti di monitoraggio sono stati implementati a 128; in questo caso i valori massimi si registravano nella zona di Okuma Town Oaza Ottozawa, tra i 2 e i 4 km in direzione ovest/sud/ovest, con un massimo di 110 microSv/h a 3 km restando sostanzialmente invariato rispetto alle misure precedenti. In tutti gli altri punti, sia nella prima che nella seconda misura, si registra una minima, seppur costante, tendenza al decremento.

Sono stati resi noti i risultati delle misure di concentrazione al suolo (umido) e di rateo di dose gamma effettuate il 14 aprile in 52 scuole della prefettura di Fukushima a distanze comprese tra 40 e 70 km dall?impianto di Daichi; i valori del rateo di dose sono stati rilevati sia all?esterno che all?interno dei locali scolastici in modo da evidenziare il valore di abbattimento del fornito dalle strutture esterne degli edifici stessi; una prima analisi dei dati ha evidenziato che approssimativamente il fattore di abbattimento ? di circa 10.

Il MEXT ha reso disponibili anche i risultati di monitoraggio ambientale effettuati dalla JAEA nella citt? di Kawamata e precisamente nei dintorni di Yamakiya a 40 km nord-ovest dall?impianto di Daichi; le misure hanno evidenziato valori variabili tra 1,5 e 9,1 microSv/h. Dal 29 aprile sono stati resi noti i valori di rateo di dose in aria in 3 aree della prefettura di Fukushima (Soma-Iitate, Date-Kawamata e Futaba-Katsurao), situate a ovest rispetto all?impianto e a distanze variabili tra 21 e 45 km da Daichi. Il valore massimo registrato per Soma-Itate ? stato di 8,5 microSv/h a 41 km nord-ovest; per Date-kawamata il massimo ? stato di 3,9 microSv/h a 38 km nord-ovest; per Futaba-Katsurao il massimo valore ? stato di 19,6 microSv/h ed ? stato rilevato a 21 km a nord-ovest.



Misure di concentrazioni in aria

Le misure di concentrazione in aria relative al periodo tra il 28 aprile e il 1? maggio hanno registrato contributi pi? elevati rispetto alla MAR (minima attivit? rilevabile) in soli 2 punti di misura tra i 25 e i 45 km dall?impianto; i valori maggiori sono stati registrati a 41 km a ovest in corrispondenza della citt? di Tamura il 28 aprile dove la concentrazione di Cs-134 e Cs-137 ? stata rispettivamente di 1,9 e 2,65 Bq/m3. Questi valori non sono stati confermati dalle misure effettuate il giorno successivo che non hanno mostrato valori superiori alla minima attivit? rilevabile dagli strumenti di misura. Le misure effettuate nel periodo precedente, infatti, mostrano un?instabilit? tra i valori registrati da un giorno al successivo dovuto alla variabilit? legata sia alle possibili emissioni dall?impianto che alle condizioni meteo del momento. La TEPCO riporta le misure di concentrazione di Iodio e Cesio in aria effettuate al Cancello Ovest dell?impianto di Daiichi e al punto MP-1 dell?impianto di Daini. Tenendo presente che i valori di concentrazione in aria presi a riferimento per le attivit? lavorative effettuate in zone con presenza di contaminazione sono rispettivamente di 1000, 2000 e 3000 Bq/m3 per I-131, Cs-134 e Cs-137, sia in forma volatile che in forma di particolato, si evidenzia che le valutazioni effettuate il 3 maggio risultano 100 volte pi? basse rispetto al limite di riferimento.



Misure di concentrazione al suolo

Le misure di concentrazione nel suolo, nelle zone comprese tra 20 e 40 km, mostrano i valori maggiori prevalentemente in direzione NW e WNW (contee di Soma, Futaba, Date) come di seguito specificato:


(?)

Il MEXT ha riportato i risultati delle misure di concentrazione di Stronzio effettuate su 3 campioni di suolo raccolti in 2 villaggi della prefettura di Fukushima il 16 marzo scorso; le analisi sui campioni trattati hanno evidenziato la presenza di Stronzio-89 in concentrazioni variabili tra 13 e 260 Bq/kg e di Stronzio-90 tra 3,3 e 32 Bq/kg. Non ci sono altre informazioni su eventuali misure di stronzio effettuate su ulteriori campioni successivi alla data del 16 marzo.

La TEPCO ha reso noto i risultati delle misure di concentrazione effettuate su 1 campione di suolo prelevato il 4 aprile a 500 m dall?unit? 1-2; i radioisotopi misurati sono Pu 238/239/240, U234/235/238, Am241, Cm 242/243/244. Le concentrazioni misurate in termini di americio e curio sono di chiara provenienza dall?incidente per 2 ragioni legate essenzialmente al fatto che il curio non esiste in natura e che il rapporto tra la densit? dei singoli radioisotopi relativamente al Pu238 nel campione misurato ? pressoch? coincidente con il rapporto tra le densit? medie del combustibile delle unit? 1 e 3.



Altre prefetture

Misure di intensit? di dose

I dati del monitoraggio radiometrico mostrano un generale andamento decrescente a partire dal 23 marzo. Alla data del 4 maggio, in alcune prefetture i valori rilevati risultano ancora leggermente alterati rispetto alle usuali fluttuazioni del fondo ambientale. Al 4 maggio, presso la prefettura di Ibaraki (Mito) il valore massimo rilevato ? stato di 0,102 microSv/h, circa il doppio del fondo ambientale ma in costante, progressiva diminuzione; l?intensit? di dose gamma nella regione di Tokio risulta dello stesso ordine di grandezza del fondo ambientale; valori di poco superiori rispetto al fondo , continuano ad essere rilevati nelle prefetture di Miyagi, e Chiba anche se il trend si sta attestando verso il fondo ambientale.



Misure di deposizione al suolo

Il MEXT riporta i dati della deposizione al suolo di I-131 rilevati il tra il 3 e il 4 maggio nella sola prefettura di Saitama dove il valore registrato ? stato di 13 Bq/m2. Per quanto riguarda i dati relativi al Cs-134 e Cs-137, rivelati nello stesso intervallo temporale nelle prefetture di Yamagata, Saitama, Chiba e Ibaraki e Iwate, indicano che i valori massimi sono stati registrati a Saitama e sono rispettivamente pari a 71 e 67 Bq/m2.



Monitoraggio di acqua marina

Per quanto riguarda l?acqua marina, i programmi di monitoraggio sono stati implementati sia dal MEXT che dalla TEPCO; il MEXT ha sviluppato il programma off-shore per un totale di 16 punti mentre il programma di monitoraggio della TEPCO ? stato implementato per un totale di 18 punti near-shore. Dal 25 aprile ? stato effettuato il monitoraggio dell?acqua di mare anche in 5 punti in corrispondenza della prefettura di Ibaraki. Tenuto conto che i valori limite di concentrazione stabiliti dalle autorit? giapponesi sono 40 Bq/l per lo Iodio131, 60 Bq/l per il Cesio134 e 90 Bq/l per il Cesio137, al 4 maggio la situazione ? la seguente:

a) monitoraggio della TEPCO:
  • a 30 metri a nord del canale di scarico delle Unit? 5-6 si registrano valori di concentrazione per lo Iodio e per il Cesio (134 e 137) rispettivamente di 0,4, 1,4 e 0.91 volte pi? elevati rispetto ai livelli di riferimento. I valori registrati rispetto ai giorni precedenti risultano in lenta costante diminuzione;
  • a 330 metri a sud del canale di scarico delle Unit? 1-4 sono stati registrati valori di concentrazione, in costante decremento, sia di Iodio 131 che di Cesio134 e Cesio 137; le misure effettuate hanno evidenziato che per lo Iodio131 e per il Cs-137 il valore misurato ? al di sotto del valore limite, mentre per il Cesio134 ? circa uguale al limite;
  • in corrispondenza del canale di scarico di Daini a 10 km dall?impianto di Daichi, i valori di concentrazione di Iodio131, Cesio134 e Cesio137 sono al di sotto del valore limite;
  • presso la localit? di Iwasawa a 16 km da Daichi, i valori di concentrazione di Iodio131, Cesio134 e Cesio137 sono al di sotto del valore limite;
  • La TEPCO ha effettuato ulteriori monitoraggi in 4 punti corrispondenti al molo di attracco delle unit? 1-4, alla griglia dell?unit? 2 (internamente ed esternamente alla barriera filtrante) e al canale di adduzione delle unit? 1-4; alla data del 4 maggio i valori di concentrazione di Iodio131, Cesio134 e Cesio137 sono per il molo di attracco 7,3 volte, 6 e 4,2 volte superiori al limite; per la griglia dell?unit? 2 parte interna, 1400, 73 e 50 volte maggiori del limite; per la griglia dell?unit? 2 parte esterna, 100, 38 e 27 volte maggiori del limite. Pur essendo i suddetti valori ancora elevati rispetto ai livelli di riferimento tuttavia si denota un lento decremento evidenziando la funzione di trattenimento dovuta alla barriera filtrante. Il punto a sud del canale di adduzione mostra un valore di 80, 110 e 76 volte pi? elevati e per la parte nord del canale di adduzione di 100, 38 e 27 volte pi? elevati.
  • Dal 17aprile sono stati implementati i punti di monitoraggio aggiungendo rispettivamente 4 punti a 3 km, 2 punti a 8 km e 6 punti a 15 km dalla costa; le misure effettuate il 4 maggio mostrano che in nessuno dei punti monitorati viene superato il limite di riferimento;
  • Il 25 aprile sono stati aggiunti ulteriori 5 punti a 3 km; le cui misure di concentrazione effettuate il 3 maggio non hanno evidenziato presenza di isotopi dello iodio e/o del cesio;
b) monitoraggio del MEXT:
  • alla distanza di 30 km dalla costa di fronte alla centrale e distanziati di 10 km l?uno dall?altro, sono stati predisposti dal MEXT 8 punti di monitoraggio dell?acqua marina. In seguito sono state effettuate misure in altri due punti a minore distanza dalla costa (circa 10 km e 20 km dalla costa, a circa 60 km a sud della centrale); inoltre sono stati aggiunti altri 2 punti a nord dell?impianto e a distanze di 4 e 15 km dalla costa. Le misure effettuate sui campioni prelevati il 29 aprile hanno fornito i seguenti risultati: a circa 30 km dalla costa, 14,7 Bq/l per lo Iodio-131, 56 Bq/l per il Cs-134 e 53 Bq/l per il Cs-137 (punto 8); i rilievi effettuati il 21 aprile non hanno evidenziato valori significativi di concentrazione in acqua per i radionuclidi finora monitorati;
  • dal 25 aprile sono stati aggiunti 4 punti di monitoraggio a circa 10 e 20 km dalla costa sia a sud che a nord dell?impianto; le misure del 1 maggio hanno evidenziato per il punto S-4 una concentrazione di 11,6 e 12,1 Bq/l per Cs-134 e Cs-137 rispettivamente;
c) monitoraggio nella Prefettura di Ibaraki:
  • per tutti i punti afferenti alla prefettura di Ibaraki, i valori sono risultati inferiori ai limiti di rilevabilit? sia per lo iodio sia per gli isotopi 134 e 137 del cesio.
Radioattivit? negli alimenti e restrizioni

Il Ministero della Salute ha reso noto i dati relativi a 190 campioni di vegetali di diverso tipo, frutta (fragole), funghi, carne di maiale, carne di mucca, latte, latte non pastorizzato, uova, pesce e yogurt raccolti tra il 28 aprile e il 1 maggio in 12 prefetture (Fukushima, Gunma, Ibaraki, Kanagawa, Niigata, Tochigi, Yamagata, Chiba, Saitama, Tokyo, Hyogo, Nagano); le misure hanno mostrato per 180 campioni livelli di I-131, Cs-137 e Cs-134 non rilevabili o inferiori ai limiti stabiliti dalle autorit? giapponesi; nella prefettura di Fukushima un campione di bamboo, un campione di ostriche e 5 campioni di funghi hanno mostrato livelli di concentrazione di Cs 143/137 superiori ai livelli di riferimento giapponesi. Nella prefettura di Ibaraki per 3 campioni di prodotti marini sono stati misurati valori di concentrazione di Cs134/137 superiori ai livelli di riferimento.

Il governo ha emanato un regolamento provvisorio che stabilisce a 2000 Bq/kg il limite di I131 nel pesce.

Il Ministero dell?agricoltura, foreste e pesca del Giappone ha informato la IAEA che in questa stagione, nella maggior parte degli allevamenti il bestiame ? mantenuto al chiuso. Gli animali sono primariamente alimentati con scorte di foraggio secco e grano che, non essendo esposte all?aperto, non risultano contaminate. Sono state fornite, inoltre, indicazioni agli agricoltori sulla necessit? di prevenire la contaminazione dell?acqua utilizzata per l?abbeveraggio.

Il 13 aprile il Primo Ministro Giapponese ha richiesto al Governatore della prefettura di Fukushima di vietare la distribuzione di un tipo di fungo (shiitake, lentinula edodes) coltivato in alcune zone fino a nuova diversa disposizione.. E? stata, inoltre, richiesta la restrizione alla distribuzione per la stessa matrice alimentare prodotta nelle citt? di Fukushima, Date, Soma, Minamisoma, Tamura e Iwaki nonch? nelle cittadine di Shinchi, Kawamata, Namie, Futaba, Ookuma, Tomioka, Nahara e Hirono e, infine, nei villaggi di Iitate, Katsurao e Kawauchi fino ad ulteriore notifica. Il 25 aprile ? stato esteso il provvedimento di restrizione alla distribuzione della stessa matrice alimentare proveniente dalla citt? di Motomiya.

Un campione di pesce (sand lance, stessa famiglia del cicerello) prelevato il 18 aprile dalla regione costiera di Fukushima ha dato valori al di sopra dei limiti stabiliti dal governo giapponese sia per lo Iodio che per il Cesio, e ne ? stata quindi vietata la distribuzione ed il consumo in tutta la prefettura.
Il 22 aprile il Primo Ministro Giapponese Edano ha annunciato la proibizione alla coltivazione di riso relativamente a tutto il raccolto del 2011 nelle zone di evacuazione, di pianificata evacuazione e nella zona di preparazione all?evacuazione di emergenza.

Permangono in vigore le restrizioni stabilite dal Ministero della salute del lavoro e del welfare sulla distribuzione e consumo di alimenti nelle prefetture di Fukushima, e Tochigi ed in alcune localit? della prefettura di Chiba. A partire dal 17 Aprile nella prefettura di Ibaraki sono state revocate alcune delle restrizioni alimentari precedentemente adottate.


In particolare:
  • nella prefettura di Fukushima, sono in vigore restrizioni sulla distribuzione e consumo dei vegetali a foglia, altri vegetali (kakina, spinaci, rape, cavoli, etc.) e del latte; per quanto riguarda la distribuzione di latte non pastorizzato, il Ministero, il giorno 8 aprile, ha revocato, le restrizioni nelle localit? di Kitakata, Aizumisato, Bandai, Inawashiro, Michima, Minamiaizu e Simogo e, il giorno 16 Aprile in molte altre localit?; ? stata inoltre vietata la distribuzione ed il consumo del sand lance (pesce della famiglia del cicerello) e la distribuzione dello stesso. Il 25 aprile il provvedimento relativo alla distribuzione dello shiitake ? stato revocato. Il 27 aprile ? stato revocato il provvedimento di restrizione alla distribuzione e al consumo di alcuni tipi di verdure a foglia larga e per altri vegetali tipo i broccoli. Il 1 maggio ? stata revocata la restrizione alla distribuzione di latte non pastorizzato proveniente dalla citt? di Minamisoma (escluso le zone di Karasuzaki, Ouchi, Kawago e Shionosaki) e da Kawamata (esclusa l?area di Yamakiya).
  • nella prefettura di Ibaraki dal 17 di aprile ? stato revocato il divieto di distribuzione di kakina e prezzemolo; ? stato revocato anche il divieto di distribuzione di spinaci, escludendo le localit? di Kitaibaraki e Takahagi.
  • nella prefettura di Tochigi dal 14 aprile ? stato revocato il divieto di distribuzione di kakina; permane il divieto di distribuzione di spinaci in tutta la prefettura ad esclusione delle localit? di Nasushiobara e Shioya la cui revoca ? stata decisa il 21 aprile.
  • nella prefettura di Chiba, le restrizioni riguardano solo alcune localit? (Katori e Tako). In queste localit? il 22 aprile ? stato revocato il divieto di distribuzione di spinaci; lo stesso giorno ? stato revocato il divieto di distribuzione di spinaci ed altri vegetali a foglia larga (tipo lattuga), sedano, prezzemolo prodotti nella citt? di Asahi;
Per quanto riguarda l?acqua potabile, alla data del 1 maggio le restrizioni dovute alla concentrazione di I-131 nell?acqua potabile sono in vigore solo nel villaggio di Iitate nella prefettura di Fukushima e riguardano solo i bambini.

In base ai dati del 3 maggio il valori di concentrazione di I-131 sono risultati superiori al limite di rivelabilit? della strumentazione e pari a 0,1 solo nella prefettura di Tokyo; per il Cs137 tutti i campioni sono al di sotto dei limiti di rivelabilit?. Le restrizioni sull?acqua devono essere adottate quando la radioattivit? supera il limite di 300 e 200 Bq/l per lo Iodio ed il Cesio rispettivamente.



Misure protettive

L?11 aprile, il Governo giapponese ha stabilito due diverse aree di evacuazione oltre i 20 Km di raggio dalla centrale incidentata. Si ricorda che sin dall?inizio dell?incidente l?evacuazione era stata adottata entro i 20 km. La prima area, indicata come zona di evacuazione pianificata, comprende quelle zone, oltre i 20 km (si arriva anche a 50 km in direzione NNW) dalla centrale, in cui ? stato stimato che i residenti assumerebbero una dose superiore a 20 mSv nel corso di un anno (approssimativamente entro marzo 2012). In questa area il Governo, consultandosi con le Comunit? locali, sta predisponendo il piano di evacuazione dei residenti che si prevede verr? effettuata entro il prossimo mese. Nella seconda area, indicata come zona di evacuazione di emergenza, la cui estensione ? compresa tra i 20 ed i 30 km dalla centrale, ad esclusione di quelle zone che ricadono nella precedente area, la popolazione deve essere pronta, in caso di un aggravamento della situazione, ad essere evacuata all?esterno dell?area. In tale contesto, viene comunque raccomandata l?evacuazione volontaria; in ogni caso, l?area ? interdetta ai bambini, alle donne in gravidanza e alle persone bisognose di assistenza medica.

Tutte le scuole all?interno dell?area sono chiuse.

Successivamente (conferenza stampa del 22 aprile) ? stato annunciato, per la zona di evacuazione di emergenza, il ritiro della raccomandazione di riparo al chiuso in atto sin dall?inizio dell?emergenza nucleare, specificando che, in caso di necessit?, i residenti possono ripararsi al chiuso o evacuare con i propri mezzi. Il 21 aprile, il Governo ha annunciato di aver stabilito una zona di?interdizione all?ingresso? intorno al sito di Fukushima Daiichi e di aver stabilito i criteri per l?ingresso temporaneo nella suddetta zona. Al riguardo, a partire dalla mezzanotte del 22 aprile ? stato proibito l?accesso all?interno di un?area di 20 km di raggio dal sito nucleare, ordinando a tutte le persone di lasciare l?area, ad eccezione di quelle impegnate nelle attivit? di risposta all?emergenza ed escludendo i casi in cui le autorit? locali consentano un accesso temporaneo.

I criteri per l?accesso temporaneo autorizzato alla zona di interdizione prevedono la costituzione di un punto controllo e decontaminazione al confine della zona interdetta ed al suo interno l?individuazione di un punto di raccolta; le persone autorizzate all?ingresso devono essere trasportate lungo tragitti prefissati che collegano le due postazioni suddette; il tempo massimo di permanenza all?interno della zona interdetta ? di 2 ore; inoltre, per le operazioni di trasporto e sosta presso il punto di raccolta, sia nell?andata che per il ritorno, nonch? per le attivit? di controllo in uscita ? consentito un tempo massimo di 3 ore, per un tempo totale massimo consentito di 5 ore.

I confini delle aree di interdizione e delle zone di evacuazione d?emergenza saranno rivisti solo dopo che il rilascio radioattivo possa considerarsi sotto controllo (previsione di 6-9 mesi) e che il monitoraggio ambientale sia stato completato. Si stanno rendendo operativi degli uffici governativi in-situ presso alcune citt? (oltre 30 km dall?impianto) all?interno della zona di evacuazione pianificata. Il personale, anche di livello dirigenziale, proveniente da Tokyo, rappresenta il Ministero degli interni e delle comunicazioni, Ministero della salute, lavoro e welfare, Ministero dell?agricoltura, foreste e pesca, Ministero dell?economia, commercio e industria.



Esposizione della popolazione

Dai dati diffusi dalla NISA risulta che alla data del 17 aprile sono state sottoposte a monitoraggio per la contaminazione radioattiva oltre 154000 persone. Per 102 di esse il conteggio ? risultato superiore al livello di intervento di 100000 cpm fissato dalle Autorit? giapponesi: dopo la rimozione degli indumenti contaminati i valori di contaminazione residua misurati sono stati per tutti inferiori al livello di intervento e non sono state ritenute possibili conseguenze sanitarie dannose. Al 24 aprile la Nisa riporta che lo screening ha coinvolto complessivamente 170.000 persone circa; nessuna delle misure effettuate ? risultata superiore a 100.000 cpm.
Il 3 aprile la NISA ha riferito circa l?effettuazione del monitoraggio radiometrico della tiroide, eseguito tra il 28 e il 30 marzo, di 946 bambini e ragazzi di et? compresa tra 0 e 15 anni presso il villaggio di Iitate e la citt? di Kawamata. Tutte le misure hanno dato risultati al di sotto dei livelli di intervento stabiliti dalle Autorit? e fissati a 0,2 microSv/h.



Esposizione dei lavoratori

Alla data del 14 aprile dei circa 300 lavoratori dell?impianto di Fukushima Dai-ichi, 28 risultano aver ricevuto dosi superiori a 100 mSv nel periodo legato all?emergenza: per nessuno di essi ? stato comunque superato il limite di 250 mSv fissato dalle Autorit? giapponesi per gli interventi in emergenza; pi? precisamente due lavoratori con dose efficace compresa tra i 200 e i 250 mSv, 8 lavoratori con dose efficace tra 150 e 200 mSv e 11 lavoratori con dose efficace tra 100 e 150 mSv. Tre lavoratori che operavano nell?edificio turbina per la stesura di cavi hanno riportato dosi elevate di radiazioni agli arti inferiori a seguito dell?esposizione all?acqua contaminata raccoltasi nell?edificio. Per due dei suddetti lavoratori ? stata stimata una dose compresa tra 2 e 3 Sv alle estremit? degli arti inferiori. Il 3 aprile ? stato confermato il ritrovamento dei corpi di due lavoratori che il giorno del terremoto stavano operando presso l?Unit? 4 la cui morte non ? dovuta agli effetti delle radiazioni ionizzanti. La IAEA riporta la notizia che il 1? aprile un lavoratore che riparava un malfunzionamento al manicotto dell?acqua su una nave dell?esercito americano, ? caduto in acqua; il lavoratore ? stato immediatamente soccorso e non ha riportato n? ferite n? contaminazione esterna dalle prime rilevazioni effettuate; al fine di valutare l?eventuale contaminazione interna lo stesso ? stato sottoposto a WBC il cui risultato ha escluso qualsiasi presenza di contaminazione interna. Il 1? maggio ? stato confermato che una lavoratrice ? stata esposta ad una dose di 7,49 mSv che risulta superiore al limite di 5 mSv in 3 mesi; i controlli medici effettuati hanno escluso, per la lavoratrice stessa, un significativo impatto sulla salute.



Monitoraggio della radioattivit? ambientale in altri paesi europei

In Spagna nel periodo compreso tra il 8 - 13 aprile sono state rilevate concentrazioni di I-131 su particolato atmosferico comprese tra 0,04 e 0,236 mBq/m3 . Per quanto riguarda il Cs-137 i valori misurati oscillano tra 0,006 e 0,036 mBq/m3 mentre per il Cs-134 tra 0,007e 0,05 mBq/m3. Misure di I-131 in forma gassosa hanno evidenziato valori compresi tra 0,38 e 1,3 mBq/m3, dopo aver toccato un massimo di 5,4 mBq/m3, con l?eccezioni di alcune citt? come Saragozza dove sono stati rilevati valori ancora pi? bassi (inferiore a 0,06 mBq/m3). Le analisi effettuate sull?acqua piovana il 3 aprile hanno fornito valori di concentrazione di I-131 compresi fra 0,19 e 6,74 Bq/l, mentre quelle relative al Cs-134 e al Cs-137 sono state inferiori a 0,06 Bq/l.

In Irlanda nel periodo compreso tra il 3 - 9 aprile sono state rilevate concentrazioni di I-131 su particolato atmosferico di 1 comprese tra 0,225 e 0,442 mBq/m3 in diminuzione rispetto al valore massimo di 1 mBq/m3 raggiunto nel periodo 24/3-4/4. Per quanto riguarda il Cesio i valori di concentrazione in aria sono stati compresi tra 0,026 e 0,138 mBq/m3 per il Cs-137 e tra 0,025 e 0,128 mBq/m3 per il Cs-134. Nei campioni di acqua piovana non sono state rilevate tracce di Cesio nel periodo di campionamento compreso tra il 22 marzo ed il 4 aprile, invece lo I-131 ha raggiunto valori di 2,7 Bq/l. In occasione dell?emergenza dovuta alla situazione in Giappone sono stati intensificati i controlli sul latte. Tra il 24 marzo ed il 9 aprile i valori di I-131 rilevati sono stati compresi tra 0,1 e 0,33 Bq/l.

In Francia tracce di I-131 continuano ad essere rilevate nei campioni di particolato atmosferico raccolti tra il 30 marzo e il 11 aprile con un massimo della concentrazione pari a 1,78 mBq/m3; attualmente si registra una diminuzione con valori al di sotto di 0,578 mBq/m3. Misure di iodio, su campioni in forma gassosa, evidenziano una tendenza alla diminuzione della concentrazione con valori al di sotto di 0,5 mBq/m3. Dall?analisi dei campioni di acqua piovana sono stato rivelati quantitativi di I-131 compresi fra pari a 0,5 e 3,0 Bq/l nel periodo fra il 26 e il 27 marzo con un massimo pari a 2,5 Bq/l il 28 marzo; nei primi giorni di aprile si ? registrata una diminuzione con valori inferiori a 1,5 Bq/l. Nel periodo compreso fra il 4 e l?11 aprile tracce di I-131 sono state trovate nei campioni effettuati su vegetazione con valori compresi fra 0,39 e 2,96 Bq/kg. Nel periodo compreso fra il 11 e l?13 aprile i valori di I-131 nei campioni di vegetazione si attestano tra 0,29 e 1,80 Bq/kg. Nelle Antille la concentrazione di I-131 rilevata il 5 di aprile su campioni di erba ? pari a 2,3 Bq/kg. Nel latte di capra sono stati rilevati valori compresi fra 0,35 e 2,12 Bq/l, mentre nel latte bovino si registrano valori inferiori, compresi fra 0,15 e 0,46 Bq/l. Nei vegetali a foglia larga la concentrazione misurata fra il 29 marzo e l?8 aprile ha assunto valori compresi fra 0,08 e 1,15 Bq/l. Sono state rilevate delle tracce di Cs-134 e Cs-137 nel particolato atmosferico, e in vari punti del territorio francese, dell?ordine di qualche centesimo di mBq/m3; il rapporto tra i due isotopi ? circa uguale a 0,85 ci? a dimostrazione che i valori misurati sono riconducibili a ricadute dovute all?incidente di Fukushima

In Islanda il valore della concentrazione di I-131 dopo aver raggiunto un massimo il 2 aprile pari a 3 mBq/m3 ? andato diminuendo fino al valore di 0,14 mBq/m3 misurato il 13 aprile. I valori di concentrazione di Cesio hanno seguito il medesimo andamento con un massimo il 2 Aprile (0,87 mBq/m3 per il Cs-137 e 0,7 mBq/m3 per il Cs-134) e una costante tendenza alla diminuzione fino a valori inferiori a 0,35 mBq/m3 misurati il 13 aprile.

In Bulgaria sono state misurate concentrazioni di I-131 in aria tra 0,09 e 0,12 mBq/m3 (Musala 25 marzo) e tra 0,15 e 0,1,92 mBq/m3 (Sofia 25 marzo - 3 aprile). Per la prima volta sono state rilevate tracce di Cs-134 (0,48 mBq/m3) e Cs-137 (0,63 mBq/m3) superiori ai livelli minimi misurabili. ? stata, inoltre, confermata la presenza di I-131 in acqua piovana alla concentrazione di circa 0,37 Bq/l.

In Austria (Vienna) sono state misurate concentrazioni di I-131 in quantitativi compresi tra 0,15 e 1,44 mBq/m3 su particolato atmosferico e per quanto riguarda la forma gassosa valori compresi tra 0,23 e 1,99 mBq/m3. La deposizione al suolo tra il 28 marzo ed il 3 aprile ha evidenziato valori di 0.9 Bq/m2. Nello periodo tra il 23 marzo e il 4 aprile, misure di Cs-134 e Cs-137 hanno rilevato valori massimi di concentrazione in aria, sullo stesso campione, pari a 0.124 mBq/m3 per il Cs-134 e di 0,144 mBq/m3 per il Cs-137 tutti valori rilevati nella giornata tra il 29 e il 30 marzo.

In Ungheria le misure effettuate nel periodo dal 21 marzo al 5 aprile hanno evidenziato valori della concentrazione di I-131 in aria compresi fra 0,082 e 1,270 mBq/m3 , nello stesso periodo sono state rilevate tracce di Cs-134 (0.090 mBq/m3 max) e Cs-137 (0,1 mBq/m3 max).

In Svizzera le misure di concentrazione di I-131 hanno registrato un massimo pari a 0,302 mBq/m3 misurato nel periodo fra il 30 marzo e il 6 aprile, seguito da una tendenza alla diminuzione fino a un valore pari a 0,047 mBq/m3, misurato il 18 aprile. Le misure di concentrazione di Cs-137 e Cs-134 pi? recenti hanno registrato valori pari rispettivamente compresi fra i 12 e i 16 mBq/m3..

In Romania presso una stazione di rilevamento della radioattivit? ambientale ? stata riscontrata presenza di I-131 con una concentrazione di 3,25 mBq/ m3 su di un campionamento effettuato dal 29 al 30 marzo.

Da parte della Grecia, sono stati resi disponibili i valori di deposizione, concentrazione in aria e concentrazione in alcune matrici alimentari nel periodo tra il 23 marzo e il 10 aprile per le aree di Attiki, Thessaloniki e nel periodo tra il 23 marzo e il 4 aprile per l?area della Grecia ovest. Nello specifico, nell?area di Attiki sono state fatte misure di I-131 e Cs-134/137 sia su filtri per aerosol (valore massimo 0,585 mBq/m3 di I-131) che su filtri a carbone attivo (valore massimo 2,237 mBq/m3) nonch? misure di deposizione su terreno(valore massimo 5,7 Bq/m2) concentrazione su alcuni vegetali (valore massimo 1 Bq/m2 sia per lo iodio che per il cesio), sul latte di capra (valore massimo 1,5 Bq/kg per I-131), sulla carne di agnello (valore massimo 0,2 Bq/kg di I-131), sull?acqua potabile e sull?acqua piovana. Nell?acqua potabile e nell?acqua piovana le concentrazioni di iodio misurate rispettivamente il 29 e il 31 marzo riportano concentrazioni di iodio di 4,1 e 1,3 Bq/l per i 2 differenti campioni. Per l?area della Grecia ovest sono disponibili i dati relativi alla concentrazione in aria su filtro per aerosol ( valore massimo 0,294 mBq/m3), la concentrazione nel latte di capra (valore massimo 1,9 Bq/l) e di mucca; per quest?ultimo campione la concentrazione misurata ? risultata inferiore ai limiti della rilevabilit? strumentale. Nell?area di Tessaloniki sono disponibili i dati di concentrazione su filtro per aerosol (valore massimo 0,497 mBq/m3 di I-131 e 0,145 mBq/m3 di Cs-137), su vegetazione (valore massimo 1,9 Bq/kg per I-131), sul latte di capra (valore massimo 2,6 Bq/l di I-131), sull?acqua piovana (valore massimo 0,5 Bq/l), sul latte di mucca e al suolo; per queste due ultime matrici i valori sono al di sotto dei limiti di rilevabilit?.

Nel Lussemburgo le misure sul particolato atmosferico prelevato tra il 28 e il 9 aprile, hanno evidenziato valori compresi tra 0,14 e 0,55 mBq/ m3 (decrescenti) per lo I-131 e valori tra 0,02 e 0,04 Bq/m3 (decrescenti) per il Cs-137.

In Belgio le misure effettuate fino al 18 aprile hanno rilevato valori di concentrazione di I-131 nel particolato atmosferico di circa 1 mBq/m3, valore sceso fino a 0,1 mBq/m3 nel periodo fra il 7 e l?18 aprile; i valori di concentrazione di I-131 in forma gassosa hanno raggiunto i 3 mBq/m3 il 7 di aprile e sono scesi poi a valori inferiori a 0,6 mBq/m3 dopo il 13 aprile mentre sia per il Cs-137 che per il Cs-134 non si sono registrati valori significativi.

In Lituania misure di concentrazione in aria di I-131 e Cs-134/137 sono state effettuate nel periodo tra il 14 e il 31 marzo; i valori massimi si sono registrati nel periodo 28-31 marzo dove per lo I-131 si riporta il valore di 2.78 mBq/m3 ,per il Cs-134 0.273 mBq/m3 e per il Cs-137 0.316 mBq/m3.

In Lettonia sono stati effettuati rilievi sul particolato atmosferico nel
periodo tra 24 marzo e il 4 aprile volte a determinare la presenza in aria di Cs-134/137, I-131/132, Te-132 e Xe-133; i valori massimi determinati nel periodo tra il 24 e il 30 marzo hanno riguardato lo I-131 e lo Xe-133 con concentrazioni rispettivamente di 0.68 mBq/m3 e 0.45 mBq/m3 rispettivamente mentre nel periodo tra il 31 marzo e il 4 aprile l?unico valore registrato ? quello relativo alla presenza di I-131 con concentrazione pari a 57 mBq/m3.

In Germania le misure di concentrazione in aria sono state effettuate in 4 differenti postazioni di monitoraggio e relativamente a Be-7, I-131/132, Te-132 e Cs-134/137 nonch? Xe-133 e Kr-85. I dati sono relativi misure effettuate nel periodo tra il 21 marzo e il 17 aprile e riportano un valore massimo di I-131 di 3.68 mBq/m3 e di 0.43 mBq/m3 per il Cs-137 il giorno 29 marzo. Il valore di concentrazione massima per lo Xe-133, pari a 2.64 Bq/m3, ? stato registrato il 28 marzo; nello stesso giorno si ? registrato per il Kr-85 un valore pari a 1.71 Bq/m3. Allo stato attuale i valori di concentrazione dello Iodio e del Cesio sono in diminuzione. Le autorit? tedesche sottolineano che la concentrazione di default di Kr-85 si attesta intorno a valori di 1.5 Bq/m3; il valore registrato ? pertanto non da imputarsi all?evento di Fukushima quanto pi? alle attivit? di riprocessamento di combustibile che avvengono rispettivamente nei siti di La Hague e di Sellafield.


Misure di radioattivit? ambientale in Italia (aggiornamento del 9 maggio)

L?ISPRA e il sistema delle Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell?Ambiente effettuano il monitoraggio della radioattivit? ambientale. Sin dal 12 marzo 2011, l?ISPRA ha richiesto di intensificare le misure di particolato atmosferico allo scopo di monitorare l?andamento di una eventuale presenza di radioattivit? in aria riconducibile all?incidente nella centrale di Fukushima in Giappone. Vengono effettuate misure giornaliere con particolare riguardo alla presenza degli isotopi Iodio 131 e Cesio 137. ? stato anche richiesto di effettuare misure di deposizione al suolo con cadenza settimanale. Sono state programmate anche alcune misure su vegetali a foglia larga e latte al fine di seguire eventuali fenomeni di trasferimento dei radionuclidi nell?ambiente.

I risultati a partire dal 23 marzo e aggiornati alle ultime misure pervenute, hanno evidenziato la presenza in aria di piccole tracce di Iodio 131 variabili tra 0,0021 e 3,10 mBq/m3 e di Cesio137 variabili tra 0,001 mBq/m3 e 1,20 mBq/m3. In alcune misure sono stati rilevate tracce di Cesio 134 variabile tra 0,00061 mBq/m3 e 0,25 mBq/m3. Nei campioni nei quali sono stati rilevati sia il cesio 137 sia il Cesio 134 la media dei rapporti isotopici tra i due radionuclidi ? di circa 0,86. La presenza di Cesio 134 e il valore del rapporto con il Cesio 137 evidenzia una probabile provenienza legata all?incidente nucleare in Giappone.

Alcune misure su campioni finalizzati alla rilevazione di iodio in forma gassosa hanno confermato la presenza di tracce di questo isotopo variabili tra 0,061 e 3,9 mBq/m3. Sono state inoltre rilevate tracce di Iodio 131 nella deposizione al suolo variabile tra 0,058 e 25,4 Bq/m2 e di Cs-137 con valori compresi tra 10 e 76 mBq/m2. Le concentrazioni sono in generale accordo con quelle rilevate in altri paesi Europei.


I valori riscontrati non hanno alcuna rilevanza dal punto di vista radiologico e sono tali da non costituire alcun rischio di tipo sanitario.

I risultati delle misure effettuate sui vegetali a foglia larga a partire dal 30 marzo, hanno evidenziato piccole tracce di:
  • Iodio131, compresi tra 0,04 e 0,80 Bq/kg. Si evidenzia che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dalla Commissione Europea per l?importazione di alimenti dal Giappone per lo Iodio-131 ? pari a 2000 Bq/kg;
  • Cesio 137, tra 0,07 Bq/kg e 1,33 Bq/kg. Si evidenzia che al momento non ? possibile correlare direttamente, sulla base di queste misure, tale presenza di Cesio 137 ai rilasci in atmosfera generati all?incidente in Giappone, sia per la presenza ubiquitaria di Cesio 137 a seguito del fall out degli esperimenti nucleari degli anni 60 che delle ricadute dell?incidente di Chernobyl, nonch? per l?assenza di rilevazione di Cesio 134. Va peraltro tenuto presente che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dalla Commissione Europea per l?importazione di alimenti dal Giappone per il Cesio-137 ? pari a 500 Bq/kg;
Sono state, inoltre, effettuate misure su campioni di foraggio che hanno evidenziato, in alcuni casi, la presenza di I-131 tra 0,24 e 2,8 Bq/kg e di Cs-137 variabile tra 0,30 e 15,8 Bq/kg. Anche per queste misurazioni non ? stata rilevata la presenza di Cs-134.

I risultati delle misure effettuate sul latte a partire dal 30 marzo, hanno evidenziato piccoli valori di concentrazione di Iodio-131 variabili tra 0,059 e 5,24 Bq/l ed una concentrazione di Cs-137 variabile tra 0,053 e 0,22 Bq/l. Si consideri che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dalla Commissione Europea per l?importazione di alimenti dal Giappone per lo Iodio 131 nel latte ? pari a 100 Bq/l per gli alimenti per lattanti.

Le concentrazioni sono in generale accordo con quelle rilevate in altri paesi Europei. I valori di concentrazione rilevati con le prime misure nei vegetali a foglia larga e nel latte sono notevolmente inferiori ai livelli massimi ammissibili stabiliti dai regolamenti Euratom.

All?aggiornamento dei dati si accede tramite i collegamenti a fondo pagina da cui si accede anche ai grafici degli andamenti delle concentrazioni di I-131 e Cs-137 in aria.

Si conferma che, sino ad oggi, la rete automatica di monitoraggio dell?intensit? di dose gamma in aria dell?ISPRA non ha rilevato valori anomali rispetto alle normali fluttuazioni del fondo ambientale locale.

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Previsioni meteorologiche nell?area (aggiornamento 9 maggio)

Le previsioni pervenute dal Servizio Meteorologico dell?Aeronautica Militare, valide fino alla giornata di mercoled? 11 maggio, indicano in quota, la presenza area depressionaria che interessa la zona, in particolare la parte settentrionale. Al suolo, una depressione attualmente sul Giappone, si muove verso est, determinando un peggioramento dello stato del tempo.

Per la giornata di luned? 9 maggio, area depressionaria su parte settentrionale del Giappone, con sistema frontale in movimento verso est, determina condizioni di instabilit? sul Giappone. Il tempo si mostrer? molto nuvoloso, con precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio. I venti in quota saranno moderati o localmente forti, di provenienza mediamente sud- occidentale, in rotazione ad ovest; al suolo, moderati provenienti da ovest-sud ovest.

Per la giornata di marted? 10 maggio, il sistema frontale sul Giappone, si muove verso levante. Il cielo sar? nuvoloso o molto nuvoloso, sulla zona con piogge sparse e rovesci. I venti in quota saranno forti, di provenienza mediamente occidentale, in rotazione a nord-ovest; al suolo, moderati sud-occidentali sul settore centro meridionale e moderati occidentali sul nord del Giappone, con rinforzi.

Nella giornata di mercoled? 11 maggio, un sistema frontale interesser? il Giappone. Il tempo si presenter? molto nuvoloso, con piogge sparse, specie sulle zone centro-meridionali del Giappone. In quota i venti saranno moderati o forti provenienti da ovest, mentre al suolo moderati sud-occidentali, con rinforzi locali.

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Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 7 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 9 maggio 2011)

Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 7 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 9 maggio 2011)

[Fonte: ISPRA, pagina originale completa: (LINK). Estratto, adattato.]

Emergenza nucleare in Giappone


L?ISPRA, nell?ambito dei compiti ad esso attribuiti dalla legislazione vigente quale autorit? di controllo per la sicurezza nucleare e la radioprotezione ed organo tecnico di supporto alle autorit? di protezione civile per le emergenze nucleari e radiologiche segue costantemente l?evolversi della situazione in atto presso le centrali nucleari giapponesi a seguito del forte sisma verificatosi nella giornata dell?11 marzo.

Le valutazioni che l? Istituto sta svolgendo si basano sulle informazioni ricevute quale punto di contatto nazionale nell?ambito per i sistemi di scambio rapido d?informazioni predisposti dall?Agenzia Internazionale dell?Energia Atomica in attuazione della Convenzione per la Pronta Notifica d?Incidenti Nucleari.

L?ISPRA ? in continuo contatto con l?Agenzia Internazionale per l?Energia Atomica (IAEA) e con il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sulla base dei periodici aggiornamenti ricevuti dalla IAEA, si riporta un aggiornamento della situazione presso le centrali di Fukushima Daiichi, Fukushima Daini e Onagawa, come fornito dall?Autorit? di sicurezza nucleare giapponese.



Aggiornamento del 13 maggio 2011

Comunicazioni da parte del ministero dell?economia e dell?industria

Il ministro dell?economia e dell?industria, Mr. Banri Kaieda, ha richiesto, alla Chubu Electric Power Co.Inc. di spegnere le unit? 4 e 5 e di astenersi dal far ripartire l?Unit? 3, attualmente in manutenzione, del sito nucleare di Hamaoka Nuclear Power Station(NPS). Quanto sopra a seguito di una valutazione sui rischi sismici effettuata su richiesta del ministero dell?educazione cultura, Sport, Scienza e Tecnologia che ha stimato in circa l?80% la probabilit? che nel sito in esame possa verificarsi un sisma di magnitudo 8 nei prossimi 30 anni. Pertanto l?esercente dovr? implementare le necessarie misure di sicurezza per fronteggiare un simile evento.



Revisione generale delle misure di sicurezza

Alla luce dell?incidente di Fukushima, la NISA ha richiesto alle societ? distributrici di energia elettrica da nucleare di rivedere le misure di sicurezza di emergenza al fine di prevenire danni al nocciolo del reattore, e di rielaborare rapidamente una implementazione delle stesse. Sulla base di queste direttive la NISA ha ricevuto le implementazioni delle misure di sicurezza di emergenza da ogni compagnia distributrice di energia elettrica, che hanno confermato: la disponibilit? e la capacit? d?impiego di macchine ed equipaggiamento supplementari del tipo veicoli a motore per la fornitura di energia elettrica, pompe motorizzate; la continua revisione dei manuali di emergenza; la verifica dell?efficacia della risposta all?emergenza.

La NISA riporta che le misure di sicurezza rivalutate ed aggiornate dalle societ? distributrici sono appropriate.
Dalle ispezioni effettuate la NISA conferma che le implementazioni delle misure di sicurezza riguardo le inondazioni degli edifici progrediranno fino alla fine di maggio, includendo i sistemi di backup di sicurezza quali pompe per l?acqua di mare, sistemi di raffreddamento di grande capacit? e misure protettive dagli Tsunami.



Programma degli interventi a breve e medio termine sull?impianto di Fukushima

Su richiesta del Ministero dell?Economia la TEPCO ha predisposto un programma per stabilizzare in maniera definitiva la centrale di Fukushima. Il piano predisposto prevede tre distinte aree di intervento relative al raffreddamento dei reattori e delle piscine del combustibile, alla mitigazione dell?evoluzione incidentale, con particolare riferimento alla gestione dell?acqua contaminata ed alla mitigazione di rilasci di radioattivit? in atmosfera ed al suolo, al monitoraggio delle conseguenze radiologiche ed allo svolgimento di attivit? di decontaminazione. Il programma prevede due fasi, la prima della durata di tre mesi, la seconda della durata da tre a sei mesi. Tra gli obiettivi della prima fase si citano la stabilizzazione del raffreddamento dei reattori e delle piscine, con il ripristino di un circuito chiuso, la predisposizione di adeguate strutture di contenimento dell?acqua contaminata, la prevenzione del rilascio di contaminanti radioattivi all?esterno degli edifici, in un quadro d?incremento complessivo delle attivit? di monitoraggio. Per la seconda fase si citano operazioni di decontaminazione dell?acqua e la predisposizione di coperture degli edifici. L?obiettivo dei provvedimenti ? quello di consentire il ritorno, in un tempo stimato da sei a nove mesi, della popolazione nelle aree evacuate e la ripresa di una vita normale.

Nei giorni scorsi la Nisa ha formulato due richiesto alla TEPCO di produrre un?analisi strutturale aggiornata del contenitore primario dell?Unit? 1 che ? stato riempito con acqua; la seconda riguarda la modalit? di riduzione della concentrazione di elementi radioattivi nell?edificio turbina, e di produrre un piano per la realizzazione di un sistema chiuso per lo smaltimento del calore residuo del reattore.



Piano per il raggiungimento della condizione di raffreddamento stabile del reattore

La TEPCO ha reso noto il piano per stabilire il raffreddamento in loop chiuso della Unit? 1. Il piano ? composto da vari step:
  1. Riduzione dei livelli di radiazione nell?edificio reattore cos? da permettere l?installazione del sistema a circuito chiuso. (9 Maggio);
  • Riduzione dei livelli di radiazione in aria nell?edificio reattore mediante l?installazione di un sistema di filtrazione che rimandi aria all?esterno dell?edificio reattore;
  • Riduzione dei livelli di contaminazione superficiale nell?edificio reattore attraverso la rimozione di macerie, la decontaminazione superficiale e l?installazione di schermi;
  1. Ricalibrazione gli strumenti di misura del livello e della pressione del reattore e l?installazione di ulteriori strumenti per migliorare la condizione di monitoraggio del reattore (12 Maggio);

  2. Installazione del circuito di raffreddamento primario e secondario (31 Maggio);
    1. Il circuito primario prende acqua dal drywell, passa attraverso uno scambiatore di caloree riporta l?acqua fredda nel vessel o nel drywell;
    2. Il circuito secondario veicola l?acqua dallo scambiatore di calore alla torre di raffreddamento a circolazione forzata;
  3. Allagamento del contenimento primario per fornire acqua al circuito primario.
A supporto di questo piano, la TEPCO ha anche prodotto i risultati di una valutazione di sicurezza sull?allagamento del drywell. Questa valutazione conclude che l?allagamento del drywell ad un livello superiore della zona attiva del combustibile:
  1. ? necessaria per assicurare che il nocciolo sia completamente coperto dall?acqua, e che in caso di interruzioni di energia elettrica il nocciolo continui ad essere raffreddato. Allagare completamente il drywell potrebbe ridurre anche il rateo di aerosol rilasciato dal reattore;
  2. non introdurr? effetti che diminuiscano l?integrit? strutturale e la capacit? alla resistenza al sisma;
  3. non comporter? un aumento della pressione del drywell tale che sia necessario un venting;
  4. non produrr? perdite nell?edificio reattore tali che non possano essere contenute e trattate;
  5. non produrr? inaccettabili incrementi di concentrazione di idrogeno nel drywell.
Attivit? sismiche nella zona della centrale e relative contromisure

In conseguenza del permanere di un?intensa attivit? sismica, quale contromisura verso possibili tsunami, la mattina del 16 aprile si ? provveduto ad innalzare il piano di lavoro delle pompe di alimentazione dell?acqua delle Unit? 1,2 e 3. Il 13 Aprile la NISA ha richiesto alla TEPCO una valutazione dello stato di sicurezza sismica degli edifici reattore per individuare eventuali contromisure che si rendessero necessarie per fronteggiare ulteriori scosse.



Rivalutazione del livello INES relativo alla gravit? dell?emergenza nucleare

L?Agenzia per la sicurezza nucleare e industriale (NISA) ha incrementato il livello di gravit? dell?incidente in corso da livello 5 della scala INES, al livello 7. Come noto, la scala INES ha lo scopo di poter informare il pubblico sul livello di gravit? di un incidente nucleare o radiologico. Nel valutare la gravit? dell?evento incidentale essa si basa su 7 livelli distinti: dal livello 0 (anomalie nelle operazioni di impianto) al livello massimo pari a 7 (incidente nucleare severo). Si ricorda che il livello massimo di 7 ? stato raggiunto solo in occasione dell?incidente alla centrale di Chernobyl nel 1986.

La valutazione fornita dalle autorit? giapponesi si ? basata sulla stima dell?entit? del rilascio di radioattivit? in atmosfera. Al momento, ? stato stimato un valore del rilascio pari a 3,7 10<SUP>17</SUP> Bq di Iodio-131-equivalente (che tiene conto anche del rilascio di Cesio-137). Tale valore risulterebbe approssimativamente pari al 10% di quello attribuito all?incidente di Chernobyl.



Gestione dell?acqua contaminata in sito
? in corso il trasferimento dell?acqua contaminata dagli edifici turbina delle Unit? 1 2 e 3 e dalle trincee (circa 70.000 t) ai serbatoi del condensato e ai serbatoi per il trattamento dei rifiuti liquidi.

La TEPCO ha sottoposto alla NISA un piano per il trasferimento di acqua altamente contaminata dal basamento dell?edificio turbina dell?Unit? 2 ai serbatoi dell?edificio principale del trattamento dei rifiuti liquidi. Dopo l?accertamento dell?effettiva tenuta dei serbatoi dell?area menzionata, il 19 aprile ha avuto inizio il trasferimento dei liquidi dell?Unit? 2.

Come ? noto, negli edifici turbina delle Unit? 1, 2 e 3 ? presente acqua contaminata. Per l?Unit? 2 si ipotizza che si tratti di acqua che ? stata a contatto direttamente con il nocciolo parzialmente fuso, per poi trafilare all?esterno del contenitore primario attraverso una via ancora non individuata. Per le Unit? 1 e 3 la NSC (Nuclear Safety Commission of Japan) sospetta che si tratti di vapore condensato proveniente dal contenimento oppure acqua spruzzata nell?edificio reattore danneggiato per raffreddare il combustibile esaurito. La medesima acqua si ? raccolta anche nelle trincee adiacenti agli edifici turbina 1, 2 e 3 che hanno riportato misure di dose per l?Unit? 1 pari a 0,4 mSv/h e maggiore di 1000 mSv/h per l?Unit? 2.

? in corso, inoltre, l?acquisizione di nuovi serbatoi per lo stoccaggio provvisorio dell?acqua al fine di aumentare la capacit? disponibile sul sito. Detti serbatoi verranno installati vicino all?impianto trattamento rifiuti.

Il giorno 12 Aprile alle 10:35 UTC ha avuto inizio il trasferimento dell?acqua contaminata dalla trincea adiacente l?edificio turbina dell?Unit? 2 al condensatore. Il trasferimento ? stato interrotto il giorno 13 Aprile alle ore 02:00 UTC al fine di verificare la presenza o meno di perdite nel circuito di trasferimento. Alle 6.02 UTC dello stesso giorno, non avendo trovato perdite, il trasferimento ? stato riavviato ed ha avuto termine alle 8.04 con il trasferimento totale 660 t d?acqua.
Il livello dell?acqua nella trincea dell?Unit? 2 ha raggiunto 85mm.



Perdita di acqua contaminata in mare

La perdita in mare di acqua altamente contaminata dall?Unit? 2 ? stata interrotta il 6 Aprile mediante l?utilizzo di un agente coagulante (vetro liquido). Nella tabella che segue si riportano i valori delle analisi effettuate su campioni prelevati sulla perdita e nelle acque antistanti la griglia di adduzione dell?Unit?2, precedentemente l?interruzione della perdita stessa.


[2 Aprile 2011: I-131 (MBq/cm<SUP>3</SUP>) - Cs-137 (MBq/cm<SUP>3</SUP>) - Cs-134 (MBq/cm<SUP>3</SUP>)]

Campionamento dalla perdita ore 7.30 UTC: 5,4 - 1,8 - 1,8 Campionamento in mare, Ore 8:03 UTC: 0,3 - 0,12 - 0,12

Al fine di limitare la dispersione in mare aperto dell?acqua contaminata sono state installate delle particolari barriere in alcuni specchi di acqua tra il molo ed i canali di adduzione alle quattro Unit?. Infatti, sono state predisposte delle barriere di contenimento come di seguito descritto. Sul lato del canale di adduzione dell?Unit? 2, sulla parete dove era presente la perdita di acqua contaminata, ? stata posta in opera una barriera composta da una serie di lastre di acciaio (completata il 15 Aprile 2011 alle 05:15 UTC). Sono state, inoltre, installate delle barriere filtranti agli ingressi dei canali di adduzione di ciascuna Unit?, nonch? a nord e a sud del canale di ingresso dell?acqua alla centrale (completate alle 3:20 del 14 Aprile 2011). Infine, sono state posizionate alcune sacche contenenti zeolite nei pressi delle griglie di ingresso dell?acqua ai condensatori delle tre Unit?. Ci? al fine di trattenere e catturare specifici elementi radioattivi. Queste sacche, inoltre, consentono di campionare ed analizzare la zeolite per analizzarne la radioattivit? trattenuta.

L?iniezione di agente coagulante (vetro liquido) ? proseguita fino al 19 aprile. Sono stati iniettati circa 24.000 litri di agente coagulante nella zona interessata dalla falla e nella trincea dell?Unit? 2.



Rilascio in mare di acqua debolmente contaminata

Dal 4 al 10 Aprile ? stata scaricata in mare acqua a basso livello di contaminazione (per un totale di 1,5 1011 Bq), proveniente dall?edificio principale di trattamento dei rifiuti radioattivi.

Come ? ormai noto, tale operazione ? servita per rendere disponibili dei serbatoi per immagazzinare l?acqua altamente contaminata presente negli edifici turbine e relative trincee.
? in corso il rilascio in mare dell?acqua a bassa concentrazione di attivit? (ad oggi 1343 tonnellate), presente nei pozzi di drenaggio delle Unit? 5 e 6. Tale operazione si ? resa necessaria al fine di proteggere i sistemi operativi delle unit?.



Principali attivit? in corso sull?impianto

Gestione della problematica dell?idrogeno

La TEPCO, in data 6 aprile, ha pianificato l?iniezione di azoto nel contenitore primario (PCV) dell?Unit? 1. Tale operazione, autorizzata dalla NISA, ? stata avviata alle ore 13:30 UTC e tuttora in corso. Questa scelta deriva dall?ipotesi che l?idrogeno generatosi nel vessel possa andare ad accumularsi nel PCV. L?iniezione di azoto intende prevenire la possibile formazione di miscele gassose potenzialmente pericolose. L?iniezione di azoto ? ancora in corso.



Raccolta detriti

Al fine di rendere agibili le zone esterne agli edifici delle Unit? 1-4 e degli edifici turbina, si sta procedendo allo sgombero dei detriti (circa 17 container rimossi dal 26 al 30 aprile) causati dello tsunami e dall?esplosione dei solai degli edifici delle Unit? 1-3-4. I mezzi utilizzati dagli operatori sono remotizzati a causa dei livelli di radiazione presenti nella zona.



Raffreddamento delle Unit?

Attualmente il raffreddamento delle Unit?1, 2 e 3 viene effettuato in ciclo aperto cercando, ove possibile, di recuperare l?acqua di raffreddamento inserita. Ci? fintanto che non si ripristiner? la refrigerazione a ciclo chiuso.

Continua la fuoriuscita di fumo bianco dalle Unit? 2 e 3; mentre fino alle 21:30 del 25 Aprile non ? stata osservata fuoriuscita di ulteriore fumo bianco dall?Unit? 4.



Installazione di nuova strumentazione all?interno degli edifici reattore

Al fine di installare un nuovo strumento per la misura del livello dell?acqua all?interno del reattore dell?Unit? 1, e quindi per consentire l?ingresso al personale addetto, si dovranno preventivamente installare sei unit? di aspirazione e filtrazione nell?edificio reattore. La TEPCO ha valutato che l?aperta della porta di accesso del personale comporter? un rilascio controllato stimato di circa 5x10<SUP>8</SUP>Bq. La TEPCO stessa ha predisposto una valutazione dell?impatto radiologico all?esterno dell?impianto derivante da tale rilascio.



Stato del sito nucleare

Ripristino delle alimentazioni elettriche normali

Le attivit? di ripristino dell?alimentazione elettrica e della refrigerazione del combustibile presente nei reattori delle unit? 1-3 e nelle piscine delle unit? 1-4 proseguono analogamente a quanto effettuato nei giorni precedenti.

Risulta ristabilita l?illuminazione delle sale controllo e degli edifici turbina.

Le pompe elettriche mobili deputate al raffreddamento dell?RPV, alimentate dai diesel mobili, sono passate sotto l?alimentazione elettrica normale.

Il giorno 19 aprile si ? ultimato il lavoro di ripristino delle linee elettriche delle Unit? 1-2 e 3-4 .

Il 25 Aprile si ? fatto uso temporaneamente di generatori diesel per lavori di consolidamento dell?alimentazione elettrica esterna.

Il giorno 30 aprile, per le Unit? 3 e 4, ? stata aumentata la potenza disponibile mediante l?allaccio delle relative alimentazioni elettriche alla 66 kV invece della preesistente 6.9 kV.



Stato dei reattori

Si continua ad iniettare acqua nei reattori delle Unit? 1 (variabile da 6 m<SUP>3</SUP>/h a 14 m<SUP>3</SUP>/h attraverso la linea acqua alimento in modo tale che il reattore risulti allagato) e delle Unit? 2 e 3 (7 m<SUP>3</SUP> /h ciascuna, utilizzando le linee dell?antincendio). Nella notte del 2 maggio, al fine di installare degli allarmi sulle pompe principali deputate al raffreddamento delle unit? menzionate, si sono utilizzate per circa tre ore le moto pompe antincendio. A partire dal 13 Aprile, la TEPCO, come riportato dalla NISA, ha iniziato l?installazione di linee di back up per l?invio di acqua alle Unit? 1, 2 e 3. Tali linee preleveranno l?acqua direttamente dal serbatoio in cui, dopo il filtraggio, viene accumulata l?acqua proveniente dal bacino di Sakashita (sito nella prefettura di Fukushima a circa 10 km dall?impianto) utilizzato fin dal 25 Marzo per l?iniezione di acqua dolce nei reattori delle Unit? 2 e 3. Terminata l?installazione delle linee di backup, l?invio dell?acqua dolce alle Unit? 1, 2 e 3 verrebbe effettuata prelevando l?acqua direttamente dal serbatoio suddetto tramite le linee di alimento dell?acqua alle Unit? stesse. Attualmente l?iniezione viene effettuata prelevando acqua da un serbatoio (posto in cascata rispetto a quello sopra citato e che normalmente contiene acqua purificata) collegato alle linee di alimento dell?acqua dei reattori.

Permane stabile la situazione dei livelli di acqua nel nocciolo nelle Unit? 1, 2 e 3 con met? circa del combustibile scoperto.

Le Unit? 5 e 6 restano in condizioni di arresto a freddo con i sistemi di impianto alimentati dalla rete elettrica esterna.
Come gi? menzionato, si sta effettuando l?iniezione di Azoto nel contenitore primario dell?Unit? 1. Essa ha comportato un leggero aumento della pressione nel contenimento stesso.

Sono attualmente in corso, da parte della TEPCO, le attivit? di valutazione richieste dall?Autorit? di sicurezza, la NISA, in merito all?opportunit? di procedere analogamente per le Unit? 2 e 3.

A tal proposito la NISA ha indicato la possibilit? che alcuni strumenti presenti nel RPV possano non funzionare correttamente.

La pressione nel vessel per le Unit? 2 e 3 risulta essere stabile.
Il giorno 17 aprile hanno avuto inizio delle ispezioni all?interno dell?edificio reattore delle Unit? 1, 2 e 3 mediante l?ausilio di un robot remotizzato. La TEPCO ha comunicato che le ispezioni sono state condotte allo scopo di valutare lo stato radiologico all?interno delle tre Unit?. I livelli di radiazione rilevati nell?edificio reattore dell?Unit? 1 variavano da 10 a 49 mSv/h, mentre per l?Unit? 3 variavano da 28 a 57 mSv/h. L?elevato livello di radiazioni, in particolare per l?Unit? 3, non consente al momento, di poter intervenire direttamente sugli impianti stessi. Il giorno 29 aprile dalle ore 2.36 alle 5.05 circa, utilizzando lo stesso metodo si confermava che nessuna perdita si evidenziava tra contenimento primario e l?edificio reattore.

Misure termografiche della piscine del combustibile esaurito dell?Unit? 1 indicano alle 22:30 UTC del 23 Aprile, una temperatura di 20?C. Misure analoghe indicano per la piscina dell?unit? 3 una temperatura di 47?C. La temperatura rimane invece ancora relativamente alta per l?unit? 4 (da 86 a 81 ?C a valle dello spruzzamento di 165 t d?acqua attuato, tra le 3:25 e le 8:07 UTC del 24 Aprile, utilizzando un veicolo con braccio mobile per il pompaggio del cemento). La temperatura, in questo caso viene rilevata con un termistore attaccato al braccio mobile.

Si continua ad iniettare acqua nelle piscine del combustibile delle Unit? 1, 2, 3 e 4. Il 28 Aprile, un ulteriore campionamento dell?acqua della piscina della Unit? 4, eseguito in remoto, ha fornito una misura dell?attivit? di I-131 pari a 27 Bq/cm<SUP>3</SUP>, Cs-134 di 49 Bq/cm<SUP>3</SUP> e Cs-137 di 55 Bq/cm<SUP>3</SUP>.



Stima del danneggiamento del nocciolo

La NISA, in un?informativa del 18 Aprile, riporta una stima del danneggiamento del nocciolo per le Unit? 1, 2 e 3. A seguito dell?abbassamento del livello dell?acqua nel vessel si ? determinato l?innalzamento della temperatura delle guaine delle barrette di combustibile. Tale innalzamento in presenza di una miscela acqua-vapore ha innescato l?ossidazione delle guaine delle barrette di combustibile. Il processo di ossidazione ha generato l?idrogeno che ? stato la causa delle esplosioni avvenute all?interno degli edifici. La successiva fessurazione delle guaine delle barrette di combustibile ha portato al rilascio degli elementi gassosi contenuti nelle barrette stesse. Da una valutazione sull?ammontare della radioattivit? rilasciata ? stata stimata la percentuale di nocciolo danneggiato, che risulterebbe pari al 55% per l?Unit? 1, al 35% per l?Unit? 2 ed al 25% per l?Unit? 3. Inoltre la NISA presume che vi sia stata una probabile fusione delle pastiglie del combustibile in quanto sono state rilevate, all?interno degli edifici reattore delle Unit? 2 e 3, alte concentrazioni di radionuclidi che normalmente restano confinati all?interno delle pastiglie integre.



Dati radiometrici e conseguenze radiologiche

Prefettura di Fukushima

Misure di intensit? di dose

I dati relativi alle misure effettuate fino alle 15 ora locale del 12 maggio nei punti all?interno del perimetro del sito, indicano, a circa un chilometro di distanza dai reattori, direzione ovest, valori compresi tra i 17,4 e i 43 microSv/h, mentre, a circa 500 metri a nord-ovest dei reattori, e pi? precisamente in corrispondenza dell?edificio adibito agli uffici, si registra un valore massimo di 393 microSv/h. I valori riportati mostrano una lenta ma progressiva diminuzione.

Ai confini del sito, le misure nei vari punti effettuate il 12 maggio fino alle 14 ora locale, indicano valori di rateo di dose gamma in aria variabili tra 6 microSv/h nel punto di monitoraggio MP1, 134 microSv/h nei punti MP7 e MP8; anche in questo caso si nota un progressivo lento decremento dei valori di rateo di dose gamma.

I ratei di dose riportati giornalmente dal MEXT in vari punti della zona concentrica intorno alla centrale in un raggio compreso tra 20 e 65 km evidenziano che le zone in cui si registrano valori di intensit? dose significativamente alterati rispetto al fondo corrispondono a citt? o villaggi che si trovano nel settore ad ovest o nord/ovest rispetto all?ubicazione dell?impianto. Nella tabella che segue si riportano i punti alle varie distanze in cui si registrano i valori minimo e massimo di intensit? di dose tra il 6 e l?11 maggio.

(?)

Nella zona di Fukushima City il valore registrato il 12 maggio ? di 1,7 microSv/h contro un fondo che al massimo ? di 0,046 microSv/h; pur tuttavia, ? importante sottolineare che l?andamento del rateo di dose gamma ? in progressiva anche se lenta diminuzione.

Sono stati resi disponibili dal MEXT i dati di monitoraggio relativamente alle zone tra 1 km e 20km intorno al sito di Daichi effettuati in due tranches differenti tra il 30 marzo e il 2 aprile e tra il 18 e il 19 aprile. Durante il primo periodo sono stati monitorati 50 punti; i rilievi evidenziano che il valore massimo di rateo di dose in aria si registrava a circa 1 km ad ovest attestandosi intorno a 124 microSv/h. nel secondo periodo i punti di monitoraggio sono stati implementati a 128; in questo caso i valori massimi si registravano nella zona di Okuma Town Oaza Ottozawa, tra i 2 e i 4 km in direzione ovest/sud/ovest, con un massimo di 110 microSv/h a 3 km restando sostanzialmente invariato rispetto alle misure precedenti. In tutti gli altri punti, sia nella prima che nella seconda misura, si registra una minima, seppur costante, tendenza al decremento.

Sono stati resi noti i risultati delle misure d?intensit? di dose gamma effettuate il 28 aprile in 55 scuole della prefettura di Fukushima a distanze comprese tra 40 e 70 km dall?impianto di Daichi; i valori del rateo di dose sono stati rilevati sia all?esterno dei locali scolastici sia in corrispondenza della pavimentazione di cemento a 1 m e a 50 cm dal suolo; i valori massimi sono stati registrati nella citt? di Date a 59 km a NO di Daichi in corrispondenza di 2 scuole elementari per le quali all?esterno dell?edificio si sono registrati rispettivamente 3,8 e 4,5 microSv/ora.

Il MEXT ha reso disponibili anche i risultati di monitoraggio ambientale effettuati dalla JAEA nella citt? di Kawamata e precisamente nei dintorni di Yamakiya a 40 km nord-ovest dall?impianto di Daichi; le misure hanno evidenziato valori variabili tra 1,5 e 9,1 microSv/h.

Dal 29 aprile sono stati resi noti i valori di rateo di dose in aria in 3 aree della prefettura di Fukushima (Soma-Iitate, Date-Kawamata e Futaba-Katsurao), situate a ovest rispetto all?impianto e a distanze variabili tra 21 e 45 km da Daichi. Il valore massimo registrato per Soma-Itate ? stato di 8,5 microSv/h a 41 km nord-ovest; per Date-kawamata il massimo ? stato di 3,9 microSv/h a 38 km nord-ovest; per Futaba-Katsurao il massimo valore ? stato di 19,6 microSv/h ed ? stato rilevato a 21 km a nord-ovest.



Misure di concentrazioni in aria

Le misure di concentrazione in aria, relative al periodo tra il 3 e il 6 maggio, hanno registrato contributi pi? elevati rispetto alla minima attivit? rilevabile (MAR), in soli 2 punti di misura tra i 34 e i 50 km dall?impianto. I valori maggiori sono stati registrati nella citt? di Kawamata che si trova 34 km ad ovest ? nord-ovest dell?impianto di Fukushima, dove il 3 maggio le concentrazioni di I-131, Cs-134 e Cs-137 sono risultate rispettivamente di 0,81, 1200 e 1400 Bq/m<SUP>3</SUP>. Questi valori non sono stati confermati n? dalle misure effettuate i giorni precedenti, n? da quelle effettuate i giorni successivi che non hanno mostrato valori superiori alla minima attivit? rilevabile dagli strumenti di misura.

La TEPCO riporta le misure di concentrazione di Iodio e Cesio in aria effettuate al Cancello Ovest dell?impianto di Daiichi e al punto MP-1 dell?impianto di Daini. Tenendo presente che i valori di concentrazione in aria presi a riferimento per le attivit? lavorative effettuate in zone con presenza di contaminazione sono rispettivamente di 1000, 2000 e 3000 Bq/m<SUP>3</SUP> per I-131, Cs-134 e Cs-137, sia in forma volatile che in forma di particolato, si evidenzia che le valutazioni effettuate l?11 maggio risultano approssimativamente 1000 volte pi? basse rispetto al limite di riferimento.



Misure di concentrazione al suolo

Le misure di concentrazione nel suolo, nelle zone comprese tra 20 e 70 km, mostrano i valori maggiori prevalentemente in direzione NW e WNW (contee di Soma, Futaba, Date) come di seguito specificato.

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Il MEXT ha riportato i risultati delle misure di concentrazione di Stronzio effettuate su 3 campioni di suolo raccolti in 2 villaggi della prefettura di Fukushima il 16 marzo scorso; le analisi sui campioni trattati hanno evidenziato la presenza di Stronzio-89 in concentrazioni variabili tra 13 e 260 Bq/kg e di Stronzio-90 tra 3,3 e 32 Bq/kg. Non ci sono altre informazioni su eventuali misure di stronzio effettuate su ulteriori campioni successivi alla data del 16 marzo.

La TEPCO ha reso noto i risultati delle misure di concentrazione effettuate su 1 campione di suolo prelevato il 4 aprile a 500 m dall?unit? 1-2; i radioisotopi misurati sono Pu 238/239/240, U234/235/238, Am241, Cm 242/243/244. Le concentrazioni misurate in termini di americio e curio sono di chiara provenienza dall?incidente per 2 ragioni legate essenzialmente al fatto che il curio non esiste in natura e che il rapporto tra la densit? dei singoli radioisotopi relativamente al Pu238 nel campione misurato ? pressoch? coincidente con il rapporto tra le densit? medie del combustibile delle unit? 1 e 3.



Altre prefetture

Misure di intensit? di dose

I dati del monitoraggio radiometrico mostrano un generale andamento decrescente a partire dal 23 marzo. Alla data dell? 11 maggio, in alcune prefetture i valori rilevati risultano ancora leggermente alterati rispetto alle usuali fluttuazioni del fondo ambientale.

Il grafico, a cui si accede tramite il link ?Radioattivit? ambientale in Giappone? a fondo pagina, mostra l?andamento della radioattivit? ambientale negli ultimi giorni nelle Prefetture che mostrano livelli d?intensit? di dose pi? elevati; il grafico ? ricavato sulla base dei dati forniti dal Ministero dell?educazione, cultura, scienze e tecnologia (MEXT) del Giappone.

All? 11 maggio, presso la prefettura di Ibaraki (Mito) il valore massimo rilevato ? stato di 0,105 microSv/h, circa il doppio del fondo ambientale ma in costante, progressiva diminuzione; l?intensit? di dose gamma nella regione di Tokio risulta dello stesso ordine di grandezza del fondo ambientale; valori di poco superiori rispetto al fondo , continuano ad essere rilevati nelle prefetture di Miyagi, e Chiba anche se il trend si sta attestando verso il fondo ambientale.



Misure di deposizione al suolo

Il MEXT riporta i dati della deposizione al suolo di I-131 rilevati il tra il 9 e l?10 maggio non mostrano presenza del suddetto radioisotopo in nessuna delle 47 prefetture monitorate. Per quanto riguarda i dati relativi al Cs-134 e al Cs-137, rilevati nello stesso intervallo temporale, indicano nelle sole prefetture di Saitama e Chiba la presenza dei 2 radioisotopi con valori massimi rispettivamente di 17 e 11 Bq/m<SUP>2</SUP>.



Risultati della sorveglianza radiologica MEXT-DOE

Dal 6 al 29 aprile il MEXT, in collaborazione con il DOE, ha effettuato un monitoraggio, in una zona che si estende fino ad 80 km dall?impianto di Daichi, utilizzando degli elicotteri e dei piccoli aerei per un totale di 42 voli di ricognizione effettuati ad altezze tra 300 e 700 m, sui quali sono installati dei rivelatori altamente sensibili ed in grado di misurare velocemente la radiazione gamma emessa dalle sostanze radioattive accumulate nel terreno. L?analisi delle misure effettuate ha consentito di tracciare le mappe delle rateo di dose a 1 m dal suolo e di deposizione totale al suolo nella zona esaminata.

Lo scopo delle misure, seguite da simulazioni che hanno portato alla elaborazione di mappe dosimetriche integrate nel periodo di misura, ? stato quello di valutare l?ampiezza della zona di evacuazione oltre che di capire gli effetti dovuti alla deposizione di sostanze radioattive su un?area molto ampia.
Le mappe elaborate hanno confermato sia la direzione verso cui si ? diretto il flusso di radioisotopi, sia l?estensione della zona di ?evacuazione? e di ?preparazione all?evacuazione di emergenza? attualmente posta in atto.



Monitoraggio di acqua marina

Per quanto riguarda l?acqua marina, i programmi di monitoraggio sono stati implementati sia dal MEXT che dalla TEPCO; il MEXT ha sviluppato il programma off-shore per un totale di 16 punti mentre il programma di monitoraggio della TEPCO ? stato implementato per un totale di 17 punti near-shore. Dal 25 aprile ? stato effettuato il monitoraggio dell?acqua di mare anche in 5 punti in corrispondenza della prefettura di Ibaraki. Tenuto conto che i valori limite di concentrazione stabiliti dalle autorit? giapponesi sono 40 Bq/l per lo Iodio131, 60 Bq/l per il Cesio134 e 90 Bq/l per il Cesio137, al 12 maggio la situazione ? la seguente:


a) monitoraggio della TEPCO:
  • a 30 metri a nord del canale di scarico delle Unit? 5-6 si registrano, valori di concentrazione per lo Iodio e per il Cesio (134 e 137) rispettivamente di 0,2, 1,1 e 0.99 volte pi? elevati rispetto ai livelli di riferimento. I valori registrati rispetto ai giorni precedenti risultano in lenta costante diminuzione;
  • a 330 metri a sud del canale di scarico delle Unit? 1-4 sono stati registrati valori di concentrazione, in costante decremento, sia di Iodio 131 che di Cesio134 e Cesio 137; le misure effettuate hanno evidenziato che per lo Iodio131 il valore misurato ? al di sotto del valore limite, mentre per il Cesio134 ? 1,4 volte il limite e per il Cs-137 ? circa uguale al limite;in corrispondenza del canale di scarico di Daini a 10 km dall?impianto di Daichi, i valori di concentrazione di Iodio131, Cesio134 e Cesio137 sono al di sotto del valore limite;
  • in corrispondenza del canale di scarico di Daini a 10 km dall?impianto di Daichi, i valori di concentrazione di Iodio131, Cesio134 e Cesio137 sono al di sotto del valore limite;
  • presso la localit? di Iwasawa a 16 km da Daichi, i valori di concentrazione di Iodio131, Cesio134 e Cesio137 sono al di sotto del valore limite;
  • La TEPCO ha effettuato ulteriori monitoraggi in 4 punti corrispondenti al molo di attracco delle unit? 1-4, alla griglia dell?unit? 2 (internamente ed esternamente alla barriera filtrante) e al canale di adduzione delle unit? 1-4; alla data dell? 11 maggio i valori di concentrazione di Iodio131, Cesio134 e Cesio137 rispettivamente, sono per il molo di attracco 6,3 volte, 6,8 e 4,7 volte superiori al limite; per la griglia dell?unit? 2 parte interna, 170, 82 e 56 volte maggiori del limite ma in leggera diminuzione soprattutto per quanto riguarda la concentrazione di I-131; per la griglia dell?unit? 2 parte esterna, 53, 22 e 16 volte maggiori del limite anche qui con un trend verso la diminuzione. Pur essendo i suddetti valori ancora elevati rispetto ai livelli di riferimento tuttavia si denota un lento decremento evidenziando la funzione di trattenimento dovuta alla barriera filtrante. Il punto a sud del canale di adduzione mostra un valore di 3,8, 5,5 e 3,3 volte pi? elevati e per la parte nord del canale di adduzione di 40, 18 e 13 volte pi? elevati. Anche in questi 2 punti si denota una progressiva e pi? marcata tenenza al decremento frutto della funzione di trattenimento della barriera filtrante.
  • Dal 17 aprile sono stati implementati i punti di monitoraggio aggiungendo rispettivamente 3 punti a 3 km, 2 punti a 8 km e 6 punti a 15 km dalla costa; le misure effettuate fino all?11 maggio mostrano che in nessuno dei punti monitorati viene superato il limite di riferimento;
  • Il 25 aprile sono stati aggiunti ulteriori 6 punti a 3 km; le cui misure di concentrazione effettuate dal 3 all?11 maggio non hanno evidenziato presenza di isotopi dello iodio e/o del cesio;
b) monitoraggio del MEXT:
  • alla distanza di 30 km dalla costa di fronte alla centrale e distanziati di 10 km l?uno dall?altro, sono stati predisposti dal MEXT 8 punti di monitoraggio dell?acqua marina. In seguito sono state effettuate misure in altri due punti a minore distanza dalla costa (circa 10 km e 20 km dalla costa, a circa 60 km a sud della centrale); inoltre sono stati aggiunti altri 2 punti a nord dell?impianto e a distanze di 4 e 15 km dalla costa. Le misure effettuate sui campioni prelevati dal 5 all?8 maggio a differenti profondit? hanno fornito i seguenti risultati: a circa 30 km dalla costa, tutti i valori sono risultati al di sotto dei limiti di rilevabilit? strumentale per lo Iodio-131 e 14,3 Bq/l per il Cs-134(punto 6); e 18,3 Bq/l per il Cs-137 (punto B);
  • dal 25 aprile sono stati aggiunti 4 punti di monitoraggio a circa 10 e 20 km dalla costa sia a sud che a nord dell?impianto; le misure dal 5 all?8 maggio hanno evidenziato per il punto S-3 una concentrazione di 11,2 Bq/l per Cs-134;
c) monitoraggio nella Prefettura di Ibaraki:
  • per tutti i punti afferenti alla prefettura di Ibaraki, i valori sono risultati inferiori ai limiti di rilevabilit? sia per lo iodio sia per gli isotopi 134 e 137 del cesio.
Monitoraggio dei sedimenti oceanici

Dal 29 aprile la TEPCO ha implementato un programma di monitoraggio sia dei sedimenti marini in 2 punti, uno a 3 km dalla costa di Odaka Ward e l?altro a 3 km dalla costa di Iwasawa Beach, sia dello strato superficiale dei fondali di fronte al molo di attracco dell?unit? 1-4. I valori pi? elevati di concentrazione nei sedimenti sono stati misurati a Odaka e risultano rispettivamente di 1,9E+2, 1,3E+3 e 1,4E+3 Bq/kg per I-131, Cs-134 e Cs-137.

Per quanto riguarda la concentrazione nei fondali si riscontrano valori di 52000, 94000 e 87000 Bq/kg per I-131, Cs-134 e Cs-137 rispettivamente.

Dal 4 maggio la TEPCO ha implementato il programma di sorveglianza con l?aggiunta di un monitoraggio specifico delle acque sia superficiali che profonde tra la barriera protettiva e la griglia del canale di scarico dell?unit? 2. I risultati delle misure saranno riportati appena disponibili.



Radioattivit? negli alimenti e restrizioni

Il Ministero della Salute ha reso noto i dati relativi a 92 campioni di vegetali di diverso tipo, frutta (fragole), funghi, carne di maiale, carne di mucca, latte, latte non pastorizzato, uova, pesce e yogurt raccolti tra il 6 e il 10 maggio in 10 prefetture (Fukushima, Gunma, Ibaraki, Kanagawa, Niigata, Tochigi, Yamagata, Chiba, Saitama, Aomori); le misure hanno mostrato per 91 campioni livelli di I-131, Cs-137 e Cs-134 non rilevabili o inferiori ai limiti stabiliti dalle autorit? giapponesi; nella prefettura di Fukushima un campione di rapa, ha mostrato livelli di concentrazione di Cs 143/137 superiori ai livelli di riferimento giapponesi.

Il governo ha emanato un regolamento provvisorio che stabilisce a 2000 Bq/kg il limite di I131 nel pesce.

Il Ministero dell?agricoltura, foreste e pesca del Giappone ha informato la IAEA che in questa stagione, nella maggior parte degli allevamenti il bestiame ? mantenuto al chiuso. Gli animali sono primariamente alimentati con scorte di foraggio secco e grano che, non essendo esposte all?aperto, non risultano contaminate. Sono state fornite, inoltre, indicazioni agli agricoltori sulla necessit? di prevenire la contaminazione dell?acqua utilizzata per l?abbeveraggio.

Il 13 aprile il Primo Ministro Giapponese ha richiesto al Governatore della prefettura di Fukushima di vietare la distribuzione di un tipo di fungo (shiitake, lentinula edodes) coltivato in alcune zone fino a nuova diversa disposizione.. E? stata, inoltre, richiesta la restrizione alla distribuzione per la stessa matrice alimentare prodotta nelle citt? di Fukushima, Date, Soma, Minamisoma, Tamura e Iwaki nonch? nelle cittadine di Shinchi, Kawamata, Namie, Futaba, Ookuma, Tomioka, Nahara e Hirono e, infine, nei villaggi di Iitate, Katsurao e Kawauchi fino ad ulteriore notifica. Il 25 aprile ? stato esteso il provvedimento di restrizione alla distribuzione della stessa matrice alimentare proveniente dalla citt? di Motomiya.

Un campione di pesce (sand lance, stessa famiglia del cicerello) prelevato il 18 aprile dalla regione costiera di Fukushima ha dato valori al di sopra dei limiti stabiliti dal governo giapponese sia per lo Iodio che per il Cesio, e ne ? stata quindi vietata la distribuzione ed il consumo in tutta la prefettura<STRIKE>.</STRIKE>
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Il 22 aprile il Primo Ministro Giapponese Edano ha annunciato la proibizione alla coltivazione di riso relativamente a tutto il raccolto del 2011 nelle zone di evacuazione, di pianificata evacuazione e nella zona di preparazione all?evacuazione di emergenza.

Permangono in vigore le restrizioni stabilite dal Ministero della salute del lavoro e del welfare sulla distribuzione e consumo di alimenti nelle prefetture di Fukushima, e Tochigi ed in alcune localit? della prefettura di Chiba. A partire dal 17 Aprile nella prefettura di Ibaraki sono state revocate alcune delle restrizioni alimentari precedentemente adottate.


In particolare:
  • nella prefettura di Fukushima, sono in vigore restrizioni sulla distribuzione e consumo dei vegetali a foglia, altri vegetali (kakina, spinaci, rape, cavoli, etc.) e del latte; per quanto riguarda la distribuzione di latte non pastorizzato, il Ministero, il giorno 8 aprile, ha revocato, le restrizioni nelle localit? di Kitakata, Aizumisato, Bandai, Inawashiro, Michima, Minamiaizu e Simogo e, il giorno 16 Aprile in molte altre localit?; ? stata inoltre vietata la distribuzione ed il consumo del sand lance (pesce della famiglia del cicerello) e la distribuzione dello stesso. Il 25 aprile il provvedimento relativo alla distribuzione dello shiitake ? stato revocato. Il 27 aprile ? stato revocato il provvedimento di restrizione alla distribuzione e al consumo di alcuni tipi di verdure a foglia larga e per altri vegetali tipo i broccoli. Il 1 maggio ? stata revocata la restrizione alla distribuzione di latte non pastorizzato proveniente dalla citt? di Minamisoma (escluso le zone di Karasuzaki, Ouchi, Kawago e Shionosaki) e da Kawamata (esclusa l?area di Yamakiya). Il 4 maggio ? stata revocata la restrizione alla distribuzione e al consumo di vegetali a foglia larga, tipo spinaci e kakina, a sud della prefettura di Fukushima e nell?area di Iwaki; vegetali a foglia, tipo il cavolo, da 12 localit? dell?area centrale di Fukushima e dalla zona di Iwaki; verdura tipo broccoli e cavolfiori da Iwaki city. ? stata inoltre revocata la restrizione alla sola distribuzione di rape da 21 localit? comprese tra l?area centrale e l?area a nord della prefettura di Fukushima e nella stessa Iwaki. Il 9 maggio ? stata revocata la restrizione alla distribuzione di bambolo da 6 localit? nella prefettura di Fukushima e le ostriche dalle localit? di Fukushima city e Kori.
  • nella prefettura di Ibaraki dal 17 di aprile ? stato revocato il divieto di distribuzione di kakina e prezzemolo; ? stato revocato anche il divieto di distribuzione di spinaci, escludendo le localit? di Kitaibaraki e Takahagi.
  • nella prefettura di Tochigi dal 14 aprile ? stato revocato il divieto di distribuzione di kakina; permane il divieto di distribuzione di spinaci in tutta la prefettura ad esclusione delle localit? di Nasushiobara e Shioya la cui revoca ? stata decisa il 21 aprile.
  • nella prefettura di Chiba, le restrizioni riguardano solo alcune localit? (Katori e Tako). In queste localit? il 22 aprile ? stato revocato il divieto di distribuzione di spinaci; lo stesso giorno ? stato revocato il divieto di distribuzione di spinaci ed altri vegetali a foglia larga (tipo lattuga), sedano, prezzemolo prodotti nella citt? di Asahi;
Per quanto riguarda l?acqua potabile, alla data del 10 maggio le restrizioni dovute alla concentrazione di I-131 nell?acqua potabile sono state revocate anche nel villaggio di Iitate.
In base ai dati del 10 maggio il valori di concentrazione di I-131 sono risultati superiori al limite di rivelabilit? della strumentazione e pari a 0,2 solo nella prefettura di Saitama; per il Cs-137 tutti i campioni sono al di sotto dei limiti di rivelabilit?. Le restrizioni sull?acqua devono essere adottate quando la radioattivit? supera il limite di 300 e 200 Bq/l per lo Iodio ed il Cesio rispettivamente.



Misure protettive

L?11 aprile, il Governo giapponese ha stabilito due diverse aree di evacuazione oltre i 20 Km di raggio dalla centrale incidentata. Si ricorda che sin dall?inizio dell?incidente l?evacuazione era stata adottata entro i 20 km. La prima area, indicata come zona di evacuazione pianificata, comprende quelle zone, oltre i 20 km (si arriva anche a 50 km in direzione NNW) dalla centrale, in cui ? stato stimato che i residenti assumerebbero una dose superiore a 20 mSv nel corso di un anno (approssimativamente entro marzo 2012). In questa area il Governo, consultandosi con le Comunit? locali, sta predisponendo il piano di evacuazione dei residenti che si prevede verr? effettuata entro il prossimo mese.
Nella seconda area, indicata come zona di evacuazione di emergenza, la cui estensione ? compresa tra i 20 ed i 30 km dalla centrale, ad esclusione di quelle zone che ricadono nella precedente area, la popolazione deve essere pronta, in caso di un aggravamento della situazione, ad essere evacuata all?esterno dell?area. In tale contesto, viene comunque raccomandata l?evacuazione volontaria; in ogni caso, l?area ? interdetta ai bambini, alle donne in gravidanza e alle persone bisognose di assistenza medica. Tutte le scuole all?interno dell?area sono chiuse. Successivamente (conferenza stampa del 22 aprile) ? stato annunciato, per la zona di evacuazione di emergenza, il ritiro della raccomandazione di riparo al chiuso in atto sin dall?inizio dell?emergenza nucleare, specificando che, in caso di necessit?, i residenti possono ripararsi al chiuso o evacuare con i propri mezzi.

Il 21 aprile, il Governo ha annunciato di aver stabilito una zona di ?interdizione all?ingresso? intorno al sito di Fukushima Daiichi e di aver stabilito i criteri per l?ingresso temporaneo nella suddetta zona. Al riguardo, a partire dalla mezzanotte del 22 aprile ? stato proibito l?accesso all?interno di un?area di 20 km di raggio dal sito nucleare, ordinando a tutte le persone di lasciare l?area, ad eccezione di quelle impegnate nelle attivit? di risposta all?emergenza ed escludendo i casi in cui le autorit? locali consentano un accesso temporaneo. I criteri per l?accesso temporaneo autorizzato alla zona di interdizione prevedono la costituzione di un punto controllo e decontaminazione al confine della zona interdetta ed al suo interno l?individuazione di un punto di raccolta; le persone autorizzate all?ingresso devono essere trasportate lungo tragitti prefissati che collegano le due postazioni suddette; il tempo massimo di permanenza all?interno della zona interdetta ? di 2 ore; inoltre, per le operazioni di trasporto e sosta presso il punto di raccolta, sia nell?andata che per il ritorno, nonch? per le attivit? di controllo in uscita ? consentito un tempo massimo di 3 ore, per un tempo totale massimo consentito di 5 ore.

I confini delle aree di interdizione e delle zone di evacuazione d?emergenza saranno rivisti solo dopo che il rilascio radioattivo possa considerarsi sotto controllo (previsione di 6-9 mesi) e che il monitoraggio ambientale sia stato completato.
Dal 22 aprile ? operativo, nella prefettura di Fukushima l? On-site Government Response Office in cui operano, in collaborazione con le autorit? prefettizie, i rappresentanti del Ministero dell?economia, commercio e industria, del Ministero dell?interno e comunicazioni, del ministero dell?agricoltura, foreste e pesca, del Ministero della salute, lavoro e welfare.
Il governo ha presentato i criteri per regolamentare l?utilizzo degli edifici scolastici e delle rispettive aree, nella prefettura di Fukushima.

Sulla base delle raccomandazioni emesse dall?International Commission on Radiological Protection (ICRP) nella sua pubblicazione n. 109, il governo ha adottato un livello di riferimento di 20 mSv in un anno per l?utilizzo delle scuole elementari. Ci? ipotizzando livelli di esposizione di 1,52 microSv/h all?interno dell?edificio scolastico e di 3,8 microSv/h all?esterno, ad esempio nel giardino della scuola. Nel caso di superamento del livello esterno, l?utilizzo della scuola dovr? essere vietato.

Al riguardo, il governo ha disposto l?emissione periodica (ogni due settimane) del rapporto sui risultati delle attivit? di monitoraggio e la distribuzione a ciascuna scuola di un dosimetro per il controllo continuo dei livelli di esposizione.
Sono state, inoltre, indicate alcune raccomandazioni igieniche alle quali gli scolari ed il personale scolastico dovranno attenersi, mirate soprattutto a prevenire l?introduzione della contaminazione, ad esempio dalle mani alla bocca: lavarsi accuratamente mani e viso dopo attivit? all?aperto; i bambini pi? piccoli, delle scuole d?infanzia, dovranno comunque rimanere all?interno dell?edificio; rimuovere il fango dalle proprie scarpe dopo aver camminato all?esterno; se le condizioni del tempo, ad esempio a causa del vento, sono tali da provocare la risospensione di polveri dal suolo, le scuole dovrebbero chiudere le finestre.



Esposizione della popolazione

Dai dati diffusi dalla NISA risulta che alla data del 17 aprile sono state sottoposte a monitoraggio per la contaminazione radioattiva oltre 154000 persone. Per 102 di esse il conteggio ? risultato superiore al livello di intervento di 100000 cpm fissato dalle Autorit? giapponesi: dopo la rimozione degli indumenti contaminati i valori di contaminazione residua misurati sono stati per tutti inferiori al livello di intervento e non sono state ritenute possibili conseguenze sanitarie dannose. Al 24 aprile la Nisa riporta che lo screening ha coinvolto complessivamente 170.000 persone circa; nessuna delle misure effettuate ? risultata superiore a 100.000 cpm.
Il 3 aprile la NISA ha riferito circa l?effettuazione del monitoraggio radiometrico della tiroide, eseguito tra il 28 e il 30 marzo, di 946 bambini e ragazzi di et? compresa tra 0 e 15 anni presso il villaggio di Iitate e la citt? di Kawamata. Tutte le misure hanno dato risultati al di sotto dei livelli di intervento stabiliti dalle Autorit? e fissati a 0,2 microSv/h.



Esposizione dei lavoratori

Alla data del 14 aprile dei circa 300 lavoratori dell?impianto di Fukushima Dai-ichi, 28 risultano aver ricevuto dosi superiori a 100 mSv nel periodo legato all?emergenza: per nessuno di essi ? stato comunque superato il limite di 250 mSv fissato dalle Autorit? giapponesi per gli interventi in emergenza; pi? precisamente due lavoratori con dose efficace compresa tra i 200 e i 250 mSv, 8 lavoratori con dose efficace tra 150 e 200 mSv e 11 lavoratori con dose efficace tra 100 e 150 mSv. Tre lavoratori che operavano nell?edificio turbina per la stesura di cavi hanno riportato dosi elevate di radiazioni agli arti inferiori a seguito dell?esposizione all?acqua contaminata raccoltasi nell?edificio. Per due dei suddetti lavoratori ? stata stimata una dose compresa tra 2 e 3 Sv alle estremit? degli arti inferiori.
Il 3 aprile ? stato confermato il ritrovamento dei corpi di due lavoratori che il giorno del terremoto stavano operando presso l?Unit? 4 la cui morte non ? dovuta agli effetti delle radiazioni ionizzanti.

La IAEA riporta la notizia che il 1? aprile un lavoratore che riparava un malfunzionamento al manicotto dell?acqua su una nave dell?esercito americano, ? caduto in acqua; il lavoratore ? stato immediatamente soccorso e non ha riportato n? ferite n? contaminazione esterna dalle prime rilevazioni effettuate; al fine di valutare l?eventuale contaminazione interna lo stesso ? stato sottoposto a WBC il cui risultato ha escluso qualsiasi presenza di contaminazione interna.

Il 1? maggio ? stato confermato che una lavoratrice ? stata esposta ad una dose di 7,49 mSv che risulta superiore al limite di 5 mSv in 3 mesi; i controlli medici effettuati hanno escluso, per la lavoratrice stessa, un significativo impatto sulla salute.
Il 5 maggio un lavoratore di una ditta appaltatrice esterna cadendo da una scaletta mentre svolgeva un lavoro nell?area di parcheggio all?esterno del West gate dell?impianto di Daichi ha riportato una ferita; lo stesso ? stato trasportato presso l?ospedale Rosai di Fukushima e dalle prime valutazioni radiometriche effettuate non ? risultato contaminato.



Monitoraggio della radioattivit? ambientale in altri paesi europei

In Spagna nel periodo compreso tra il 8 - 13 aprile sono state rilevate concentrazioni di I-131 su particolato atmosferico comprese tra 0,04 e 0,236 mBq/m<SUP>3</SUP> . Per quanto riguarda il Cs-137 i valori misurati oscillano tra 0,006 e 0,036 mBq/m<SUP>3</SUP> mentre per il Cs-134 tra 0,007e 0,05 mBq/m<SUP>3</SUP>. Misure di I-131 in forma gassosa hanno evidenziato valori compresi tra 0,38 e 1,3 mBq/m<SUP>3</SUP>, dopo aver toccato un massimo di 5,4 mBq/m<SUP>3</SUP>, con l?eccezioni di alcune citt? come Saragozza dove sono stati rilevati valori ancora pi? bassi (inferiore a 0,06 mBq/m<SUP>3</SUP>). Le analisi effettuate sull?acqua piovana il 3 aprile hanno fornito valori di concentrazione di I-131 compresi fra 0,19 e 6,74 Bq/l, mentre quelle relative al Cs-134 e al Cs-137 sono state inferiori a 0,06 Bq/l.

In Irlanda nel periodo compreso tra il 3 - 9 aprile sono state rilevate concentrazioni di I-131 su particolato atmosferico di 1 comprese tra 0,225 e 0,442 mBq/m<SUP>3</SUP> in diminuzione rispetto al valore massimo di 1 mBq/m<SUP>3</SUP> raggiunto nel periodo 24/3-4/4. Per quanto riguarda il Cesio i valori di concentrazione in aria sono stati compresi tra 0,026 e 0,138 mBq/m<SUP>3</SUP> per il Cs-137 e tra 0,025 e 0,128 mBq/m<SUP>3</SUP> per il Cs-134. Nei campioni di acqua piovana non sono state rilevate tracce di Cesio nel periodo di campionamento compreso tra il 22 marzo ed il 4 aprile, invece lo I-131 ha raggiunto valori di 2,7 Bq/l. In occasione dell?emergenza dovuta alla situazione in Giappone sono stati intensificati i controlli sul latte. Tra il 24 marzo ed il 9 aprile i valori di I-131 rilevati sono stati compresi tra 0,1 e 0,33 Bq/l.

In Francia tracce di I-131 continuano ad essere rilevate nei campioni di particolato atmosferico raccolti tra il 30 marzo e il 11 aprile con un massimo della concentrazione pari a 1,78 mBq/m<SUP>3</SUP>; attualmente si registra una diminuzione con valori al di sotto di 0,578 mBq/m<SUP>3</SUP>. Misure di iodio, su campioni in forma gassosa, evidenziano una tendenza alla diminuzione della concentrazione con valori al di sotto di 0,5 mBq/m<SUP>3</SUP>. Dall?analisi dei campioni di acqua piovana sono stato rivelati quantitativi di I-131 compresi fra pari a 0,5 e 3,0 Bq/l nel periodo fra il 26 e il 27 marzo con un massimo pari a 2,5 Bq/l il 28 marzo; nei primi giorni di aprile si ? registrata una diminuzione con valori inferiori a 1,5 Bq/l. Nel periodo compreso fra il 4 e l?11 aprile tracce di I-131 sono state trovate nei campioni effettuati su vegetazione con valori compresi fra 0,39 e 2,96 Bq/kg. Nel periodo compreso fra il 11 e l?13 aprile i valori di I-131 nei campioni di vegetazione si attestano tra 0,29 e 1,80 Bq/kg. Nelle Antille la concentrazione di I-131 rilevata il 5 di aprile su campioni di erba ? pari a 2,3 Bq/kg. Nel latte di capra sono stati rilevati valori compresi fra 0,35 e 2,12 Bq/l, mentre nel latte bovino si registrano valori inferiori, compresi fra 0,15 e 0,46 Bq/l. Nei vegetali a foglia larga la concentrazione misurata fra il 29 marzo e l?8 aprile ha assunto valori compresi fra 0,08 e 1,15 Bq/l. Sono state rilevate delle tracce di Cs-134 e Cs-137 nel particolato atmosferico, e in vari punti del territorio francese, dell?ordine di qualche centesimo di mBq/m<SUP>3</SUP>; il rapporto tra i due isotopi ? circa uguale a 0,85 ci? a dimostrazione che i valori misurati sono riconducibili a ricadute dovute all?incidente di Fukushima

In Islanda il valore della concentrazione di I-131 dopo aver raggiunto un massimo il 2 aprile pari a 3 mBq/m<SUP>3</SUP> ? andato diminuendo fino al valore di 0,14 mBq/m<SUP>3</SUP> misurato il 13 aprile. I valori di concentrazione di Cesio hanno seguito il medesimo andamento con un massimo il 2 Aprile (0,87 mBq/m<SUP>3</SUP> per il Cs-137 e 0,7 mBq/m<SUP>3</SUP> per il Cs-134) e una costante tendenza alla diminuzione fino a valori inferiori a 0,35 mBq/m<SUP>3</SUP> misurati il 13 aprile.

In Bulgaria sono state misurate concentrazioni di I-131 in aria tra 0,09 e 0,12 mBq/m<SUP>3</SUP> (Musala 25 marzo) e tra 0,15 e 0,1,92 mBq/m<SUP>3</SUP> (Sofia 25 marzo - 3 aprile). Per la prima volta sono state rilevate tracce di Cs-134 (0,48 mBq/m<SUP>3</SUP>) e Cs-137 (0,63 mBq/m<SUP>3</SUP>) superiori ai livelli minimi misurabili. ? stata, inoltre, confermata la presenza di I-131 in acqua piovana alla concentrazione di circa 0,37 Bq/l.

In Austria (Vienna) sono state misurate concentrazioni di I-131 in quantitativi compresi tra 0,15 e 1,44 mBq/m<SUP>3</SUP> su particolato atmosferico e per quanto riguarda la forma gassosa valori compresi tra 0,23 e 1,99 mBq/m<SUP>3</SUP>. La deposizione al suolo tra il 28 marzo ed il 3 aprile ha evidenziato valori di 0.9 Bq/m<SUP>2</SUP>. Nello periodo tra il 23 marzo e il 4 aprile, misure di Cs-134 e Cs-137 hanno rilevato valori massimi di concentrazione in aria, sullo stesso campione, pari a 0.124 mBq/m<SUP>3</SUP> per il Cs-134 e di 0,144 mBq/m<SUP>3</SUP> per il Cs-137 tutti valori rilevati nella giornata tra il 29 e il 30 marzo.
In Ungheria le misure effettuate nel periodo dal 21 marzo al 5 aprile hanno evidenziato valori della concentrazione di I-131 in aria compresi fra 0,082 e 1,270 mBq/m<SUP>3</SUP> , nello stesso periodo sono state rilevate tracce di Cs-134 (0.090 mBq/m<SUP>3</SUP> max) e Cs-137 (0,1 mBq/m<SUP>3</SUP> max).

In Svizzera le misure di concentrazione di I-131 hanno registrato un massimo pari a 0,302 mBq/m<SUP>3</SUP> misurato nel periodo fra il 30 marzo e il 6 aprile, seguito da una tendenza alla diminuzione fino a un valore pari a 0,047 mBq/m<SUP>3</SUP>, misurato il 18 aprile. Le misure di concentrazione di Cs-137 e Cs-134 pi? recenti hanno registrato valori pari rispettivamente compresi fra i 12 e i 16 mBq/m<SUP>3</SUP>.

In Romania presso una stazione di rilevamento della radioattivit? ambientale ? stata riscontrata presenza di I-131 con una concentrazione di 3,25 mBq/ m<SUP>3</SUP> su di un campionamento effettuato dal 29 al 30 marzo.

Da parte della Grecia, sono stati resi disponibili i valori di deposizione, concentrazione in aria e concentrazione in alcune matrici alimentari nel periodo tra il 23 marzo e il 10 aprile per le aree di Attiki, Thessaloniki e nel periodo tra il 23 marzo e il 4 aprile per l?area della Grecia ovest. Nello specifico, nell?area di Attiki sono state fatte misure di I-131 e Cs-134/137 sia su filtri per aerosol (valore massimo 0,585 mBq/m<SUP>3</SUP> di I-131) che su filtri a carbone attivo (valore massimo 2,237 mBq/m<SUP>3</SUP>) nonch? misure di deposizione su terreno(valore massimo 5,7 Bq/m<SUP>2</SUP>) concentrazione su alcuni vegetali (valore massimo 1 Bq/m<SUP>2</SUP> sia per lo iodio che per il cesio), sul latte di capra (valore massimo 1,5 Bq/kg per I-131), sulla carne di agnello (valore massimo 0,2 Bq/kg di I-131), sull?acqua potabile e sull?acqua piovana. Nell?acqua potabile e nell?acqua piovana le concentrazioni di iodio misurate rispettivamente il 29 e il 31 marzo riportano concentrazioni di iodio di 4,1 e 1,3 Bq/l per i 2 differenti campioni. Per l?area della Grecia ovest sono disponibili i dati relativi alla concentrazione in aria su filtro per aerosol ( valore massimo 0,294 mBq/m<SUP>3</SUP>), la concentrazione nel latte di capra (valore massimo 1,9 Bq/l) e di mucca; per quest?ultimo campione la concentrazione misurata ? risultata inferiore ai limiti della rilevabilit? strumentale. Nell?area di Tessaloniki sono disponibili i dati di concentrazione su filtro per aerosol (valore massimo 0,497 mBq/m<SUP>3</SUP> di I-131 e 0,145 mBq/m<SUP>3</SUP> di Cs-137), su vegetazione (valore massimo 1,9 Bq/kg per I-131), sul latte di capra (valore massimo 2,6 Bq/l di I-131), sull?acqua piovana (valore massimo 0,5 Bq/l), sul latte di mucca e al suolo; per queste due ultime matrici i valori sono al di sotto dei limiti di rilevabilit?.

Nel Lussemburgo le misure sul particolato atmosferico prelevato tra il 28 e il 9 aprile, hanno evidenziato valori compresi tra 0,14 e 0,55 mBq/ m<SUP>3</SUP> (decrescenti) per lo I-131 e valori tra 0,02 e 0,04 Bq/m<SUP>3</SUP> (decrescenti) per il Cs-137.

In Belgio le misure effettuate fino al 18 aprile hanno rilevato valori di concentrazione di I-131 nel particolato atmosferico di circa 1 mBq/m<SUP>3</SUP>, valore sceso fino a 0,1 mBq/m<SUP>3</SUP> nel periodo fra il 7 e l?18 aprile; i valori di concentrazione di I-131 in forma gassosa hanno raggiunto i 3 mBq/m<SUP>3</SUP> il 7 di aprile e sono scesi poi a valori inferiori a 0,6 mBq/m<SUP>3</SUP> dopo il 13 aprile mentre sia per il Cs-137 che per il Cs-134 non si sono registrati valori significativi.

In Lituania misure di concentrazione in aria di I-131 e Cs-134/137 sono state effettuate nel periodo tra il 14 e il 31 marzo; i valori massimi si sono registrati nel periodo 28-31 marzo dove per lo I-131 si riporta il valore di 2.78 mBq/m<SUP>3</SUP> ,per il Cs-134 0.273 mBq/m<SUP>3</SUP> e per il Cs-137 0.316 mBq/m<SUP>3</SUP>.

In Lettonia sono stati effettuati rilievi sul particolato atmosferico nel periodo tra 24 marzo e il 4 aprile volte a determinare la presenza in aria di Cs-134/137, I-131/132, Te-132 e Xe-133; i valori massimi determinati nel periodo tra il 24 e il 30 marzo hanno riguardato lo I-131 e lo Xe-133 con concentrazioni rispettivamente di 0.68 mBq/m<SUP>3</SUP> e 0.45 mBq/m<SUP>3</SUP> rispettivamente mentre nel periodo tra il 31 marzo e il 4 aprile l?unico valore registrato ? quello relativo alla presenza di I-131 con concentrazione pari a 57 mBq/m<SUP>3</SUP>.

In Germania le misure di concentrazione in aria sono state effettuate in 4 differenti postazioni di monitoraggio e relativamente a Be-7, I-131/132, Te-132 e Cs-134/137 nonch? Xe-133 e Kr-85. I dati sono relativi misure effettuate nel periodo tra il 21 marzo e il 17 aprile e riportano un valore massimo di I-131 di 3.68 mBq/m<SUP>3</SUP> e di 0.43 mBq/m<SUP>3</SUP> per il Cs-137 il giorno 29 marzo. Il valore di concentrazione massima per lo Xe-133, pari a 2.64 Bq/m3, ? stato registrato il 28 marzo; nello stesso giorno si ? registrato per il Kr-85 un valore pari a 1.71 Bq/m3. Allo stato attuale i valori di concentrazione dello Iodio e del Cesio sono in diminuzione. Le autorit? tedesche sottolineano che la concentrazione di default di Kr-85 si attesta intorno a valori di 1.5 Bq/m3; il valore registrato ? pertanto non da imputarsi all?evento di Fukushima quanto pi? alle attivit? di riprocessamento di combustibile che avvengono rispettivamente nei siti di La Hague e di Sellafield.



Misure di radioattivit? ambientale in Italia

L?ISPRA e il sistema delle Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell?Ambiente effettuano il monitoraggio della radioattivit? ambientale. Sin dal 12 marzo 2011, l?ISPRA ha richiesto di intensificare le misure di particolato atmosferico allo scopo di monitorare l?andamento di una eventuale presenza di radioattivit? in aria riconducibile all?incidente nella centrale di Fukushima in Giappone. Vengono effettuate misure giornaliere con particolare riguardo alla presenza degli isotopi Iodio 131 e Cesio 137. ? stato anche richiesto di effettuare misure di deposizione al suolo con cadenza settimanale. Sono state programmate anche alcune misure su vegetali a foglia larga e latte al fine di seguire eventuali fenomeni di trasferimento dei radionuclidi nell?ambiente.

I risultati a partire dal 23 marzo e aggiornati alle ultime misure pervenute, hanno evidenziato la presenza in aria di piccole tracce di Iodio 131 variabili tra 0,0021 e 3,10 mBq/m<SUP>3</SUP> e di Cesio137 variabili tra 0,001 mBq/m<SUP>3</SUP> e 1,20 mBq/m<SUP>3</SUP>. In alcune misure sono stati rilevate tracce di Cesio 134 variabile tra 0,00061 mBq/m<SUP>3</SUP> e 0,25 mBq/m<SUP>3</SUP>. Nei campioni nei quali sono stati rilevati sia il cesio 137 sia il Cesio 134 la media dei rapporti isotopici tra i due radionuclidi ? di circa 0,86. La presenza di Cesio 134 e il valore del rapporto con il Cesio 137 evidenzia una probabile provenienza legata all?incidente nucleare in Giappone. Alcune misure su campioni finalizzati alla rilevazione di iodio in forma gassosa hanno confermato la presenza di tracce di questo isotopo variabili tra 0,061 e 3,90 mBq/m<SUP>3</SUP>. Sono state inoltre rilevate tracce di Iodio 131 nella deposizione al suolo variabile tra 0,058 e 25,4 Bq/m<SUP>2</SUP> e di Cs-137 con valori compresi tra 10,0 e 76 mBq/m<SUP>2</SUP>. Le concentrazioni sono in generale accordo con quelle rilevate in altri paesi Europei.

I valori riscontrati non hanno alcuna rilevanza dal punto di vista radiologico e sono tali da non costituire alcun rischio di tipo sanitario.

I risultati delle misure effettuate sui vegetali a foglia larga a partire dal 30 marzo, hanno evidenziato piccole tracce di
  • Iodio131, compresi tra 0,04 e 0,80 Bq/kg. Si evidenzia che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dalla Commissione Europea per l?importazione di alimenti dal Giappone per lo Iodio-131 ? pari a 2000 Bq/kg;
  • Cesio 137, tra 0,07 Bq/kg e 1,33 Bq/kg. Si evidenzia che al momento non ? possibile correlare direttamente, sulla base di queste misure, tale presenza di Cesio 137 ai rilasci in atmosfera generati all?incidente in Giappone, sia per la presenza ubiquitaria di Cesio 137 a seguito del fall out degli esperimenti nucleari degli anni 60 che delle ricadute dell?incidente di Chernobyl, nonch? per l?assenza di rilevazione di Cesio 134. Va peraltro tenuto presente che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dalla Commissione Europea per l?importazione di alimenti dal Giappone per il Cesio-137 ? pari a 500 Bq/kg;
Sono state, inoltre, effettuate misure su campioni di foraggio che hanno evidenziato, in alcuni casi, la presenza di I-131 tra 0,24 e 2,8 Bq/kg e di Cs-137 variabile tra 0,29 e 15,8 Bq/kg. Anche per queste misurazioni non ? stata rilevata la presenza di Cs-134.

I risultati delle misure effettuate sul latte a partire dal 30 marzo, hanno evidenziato piccoli valori di concentrazione di Iodio-131 variabili tra 0,059 e 5,24 Bq/l ed una concentrazione di Cs-137 variabile tra 0,053 e 0,22 Bq/l. Si consideri che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dalla Commissione Europea per l?importazione di alimenti dal Giappone per lo Iodio 131 nel latte ? pari a 100 Bq/l per gli alimenti per lattanti.

Le concentrazioni sono in generale accordo con quelle rilevate in altri paesi Europei. I valori di concentrazione rilevati con le prime misure nei vegetali a foglia larga e nel latte sono notevolmente inferiori ai livelli massimi ammissibili stabiliti dai regolamenti Euratom.

All?aggiornamento dei dati al 12 maggio si accede tramite i collegamenti a fondo pagina da cui si accede anche ai grafici degli andamenti delle concentrazioni di I-131 e Cs-137 in aria.
I pi? recenti risultati delle misure giornaliere di particolato atmosferico non hanno evidenziano tracce di radionuclidi superiori alla minima attivit? rilevabile dalla strumentazione.
Si conferma che, sino ad oggi, la rete automatica di monitoraggio dell?intensit? di dose gamma in aria dell?ISPRA non ha rilevato valori anomali rispetto alle normali fluttuazioni del fondo ambientale locale.

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Previsioni meteorologiche nell?area

Le previsioni pervenute dal Servizio Meteorologico dell?Aeronautica Militare, valide fino alla giornata di sabato 14 maggio, riportano la presenza di una ampia circolazione depressionaria centrata tra mongolia e Cina orientale si muove verso il Giappone. Al suolo il sistema frontale sul Giappone si muove verso est/nord-est.

Nella giornata di gioved? 12 maggio, il minimo depressionario con annesso sistema frontale determina condizioni di instabilit? sul Giappone centro-settentrionale e si muove verso est/nord-est, migliora sul settore meridionale. La residua nuvolosit? andr? verso un miglioramento sul settore meridionale, mentre molte nubi e precipitazioni sparse saranno presenti sul settore centro-settentrionale; miglioramento in serata sul settore centrale. In quota i venti saranno moderati o forti di provenienza sud- occidentale; al suolo, moderati, meridionali al sud, orientali al centro-nord, in generale rotazione dai quadranti occidentali.

Per la giornata del 13 maggio, la pressione sar? in aumento sul Giappone meridionale e centrale, ancora residua l?instabilit? sul settore settentrionale. Ancora nubi e residue precipitazioni sul settore settentrionale, specie isola di Hokkaido, poche nubi ed ampie schiarite sul resto del Giappone. Venti in quota forti sud-occidentali e al suolo moderati in prevalenza da sud-ovest, con ulteriori rinforzi sui settori occidentali.

Per la gionata di sabato 14 maggio, condizioni di prevalente stabilit? con instabilit? condizionata sui versanti occidentali centro-settentrionali. La nuvolosit? si presenter? variabile anche temporaneamente intensa sull?isola di Hokkaido e sui versanti occidentali del Giappone centro-settentrionale dove rimane alta la possibilit? di isolate piogge o brevi rovesci, poche nubi sul resto del Giappone. I venti in quota saranno moderati o forti sud-occidentali, mentre al suolo saranno moderati in prevalenza da sud-ovest con locali rinforzi specie sulle aree occidentali centro-settentrionali.
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Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 7 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 13 maggio 2011)

Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 7 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 13 maggio 2011)

Emergenza nucleare in Giappone (ISPRA, aggiornamento del 20 maggio 2011, estratto, adattato)




[Fonte: ISPRA, pagina originale completa: (LINK). Estratto, adattato.]

Emergenza nucleare in Giappone


L?ISPRA, nell?ambito dei compiti ad esso attribuiti dalla legislazione vigente quale autorit? di controllo per la sicurezza nucleare e la radioprotezione ed organo tecnico di supporto alle autorit? di protezione civile per le emergenze nucleari e radiologiche segue costantemente l?evolversi della situazione in atto presso le centrali nucleari giapponesi a seguito del forte sisma verificatosi nella giornata dell?11 marzo.

Le valutazioni che l? Istituto sta svolgendo si basano sulle informazioni ricevute quale punto di contatto nazionale nell?ambito per i sistemi di scambio rapido d?informazioni predisposti dall?Agenzia Internazionale dell?Energia Atomica in attuazione della Convenzione per la Pronta Notifica d?Incidenti Nucleari.

L?ISPRA ? in continuo contatto con l?Agenzia Internazionale per l?Energia Atomica (IAEA) e con il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sulla base dei periodici aggiornamenti ricevuti dalla IAEA, si riporta un aggiornamento della situazione presso le centrali di Fukushima Daiichi, Fukushima Daini e Onagawa, come fornito dall?Autorit? di sicurezza nucleare giapponese.


Aggiornamento del 19 maggio 2011

Comunicazioni da parte del ministero dell?economia e dell?industria

Il ministro dell?economia e dell?industria, Mr. Banri Kaieda, ha richiesto, alla Chubu Electric Power Co.Inc. di spegnere le unit? 4 e 5 e di astenersi dal far ripartire l?Unit? 3, attualmente in manutenzione, del sito nucleare di Hamaoca Nuclear Power Station (NPS). Quanto sopra a seguito di una valutazione sui rischi sismici effettuata su richiesta del ministero dell?educazione cultura, Sport, Scienza e Tecnologia che ha stimato in circa l?80% la probabilit? che nel sito in esame possa verificarsi un sisma di magnitudo 8 nei prossimi 30 anni. Pertanto l?esercente dovr? implementare le necessarie misure di sicurezza per fronteggiare un simile evento.


Revisione generale delle misure di sicurezza

Alla luce dell?incidente di Fukushima, la NISA ha richiesto alle societ? distributrici di energia elettrica da nucleare di rivedere le misure di sicurezza di emergenza al fine di prevenire danni al nocciolo del reattore, e di rielaborare rapidamente una implementazione delle stesse. Sulla base di queste direttive la NISA ha ricevuto le implementazioni delle misure di sicurezza di emergenza da ogni compagnia distributrice di energia elettrica, che hanno confermato: la disponibilit? e la capacit? d?impiego di macchine ed equipaggiamento supplementari del tipo veicoli a motore per la fornitura di energia elettrica, pompe motorizzate; la continua revisione dei manuali di emergenza; la verifica dell?efficacia della risposta all?emergenza.
La NISA riporta che le misure di sicurezza rivalutate ed aggiornate dalle societ? distributrici sono appropriate.

Dalle ispezioni effettuate la NISA conferma che le implementazioni delle misure di sicurezza riguardo le inondazioni degli edifici progrediranno fino alla fine di maggio, includendo i sistemi di backup di sicurezza quali pompe per l?acqua di mare, sistemi di raffreddamento di grande capacit? e misure protettive dagli Tsunami.


Programma degli interventi a breve e medio termine sull?impianto di Fukushima

Su richiesta del Ministero dell?Economia la TEPCO ha predisposto un programma per stabilizzare in maniera definitiva la centrale di Fukushima. Il piano predisposto prevede tre distinte aree di intervento relative al raffreddamento dei reattori e delle piscine del combustibile, alla mitigazione dell?evoluzione incidentale, con particolare riferimento alla gestione dell?acqua contaminata ed alla mitigazione di rilasci di radioattivit? in atmosfera ed al suolo, al monitoraggio delle conseguenze radiologiche ed allo svolgimento di attivit? di decontaminazione. Il programma prevede due fasi, la prima della durata di tre mesi, la seconda della durata da tre a sei mesi. Tra gli obiettivi della prima fase si citano la stabilizzazione del raffreddamento dei reattori e delle piscine, con il ripristino di un circuito chiuso, la predisposizione di adeguate strutture di contenimento dell?acqua contaminata, la prevenzione del rilascio di contaminanti radioattivi all?esterno degli edifici, in un quadro d?incremento complessivo delle attivit? di monitoraggio. Per la seconda fase si citano operazioni di decontaminazione dell?acqua e la predisposizione di coperture degli edifici.

L?obiettivo dei provvedimenti ? quello di consentire il ritorno, in un tempo stimato da sei a nove mesi, della popolazione nelle aree evacuate e la ripresa di una vita normale.

Nei giorni scorsi la Nisa ha formulato due richiesto alla TEPCO di produrre un?analisi strutturale aggiornata del contenitore primario dell?Unit? 1 che ? stato riempito con acqua; la seconda riguarda la modalit? di riduzione della concentrazione di elementi radioattivi nell?edificio turbina, e di produrre un piano per la realizzazione di un sistema chiuso per lo smaltimento del calore residuo del reattore.


Piano per il raggiungimento della condizione di raffreddamento stabile del reattore

La TEPCO ha reso noto il piano per stabilire il raffreddamento in loop chiuso della Unit? 1. Il piano ? composto da vari step:
  1. Riduzione dei livelli di radiazione nell?edificio reattore cos? da permettere l?installazione del sistema a circuito chiuso. (9 Maggio);
  • Riduzione dei livelli di radiazione in aria nell?edificio reattore mediante l?installazione di un sistema di filtrazione che rimandi aria all?esterno dell?edificio reattore;
  • Riduzione dei livelli di contaminazione superficiale nell?edificio reattore attraverso la rimozione di macerie, la decontaminazione superficiale e l?installazione di schermi;
  1. Ricalibrazione gli strumenti di misura del livello e della pressione del reattore e l?installazione di ulteriori strumenti per migliorare la condizione di monitoraggio del reattore (12 Maggio);
  2. Installazione del circuito di raffreddamento primario e secondario (31 Maggio);
    1. Il circuito primario prende acqua dal drywell, passa attraverso uno scambiatore di caloree riporta l?acqua fredda nel vessel o nel drywell;
    2. Il circuito secondario veicola l?acqua dallo scambiatore di calore alla torre di raffreddamento a circolazione forzata;
  3. Allagamento del contenimento primario per fornire acqua al circuito primario.
A supporto di questo piano, la TEPCO ha anche prodotto i risultati di una valutazione di sicurezza sull?allagamento del drywell. Questa valutazione conclude che l?allagamento del drywell ad un livello superiore della zona attiva del combustibile:
  1. ? necessaria per assicurare che il nocciolo sia completamente coperto dall?acqua, e che in caso di interruzioni di energia elettrica il nocciolo continui ad essere raffreddato. Allagare completamente il drywell potrebbe ridurre anche il rateo di aerosol rilasciato dal reattore;
  2. non introdurr? effetti che diminuiscano l?integrit? strutturale e la capacit? alla resistenza al sisma;
  3. non comporter? un aumento della pressione del drywell tale che sia necessario un venting;
  4. non produrr? perdite nell?edificio reattore tali che non possano essere contenute e trattate;
  5. non produrr? inaccettabili incrementi di concentrazione di idrogeno nel drywell.
Attivit? sismiche nella zona della centrale e relative contromisure

In conseguenza del permanere di un?intensa attivit? sismica, quale contromisura verso possibili tsunami, la mattina del 16 aprile si ? provveduto ad innalzare il piano di lavoro delle pompe di alimentazione dell?acqua delle Unit? 1,2 e 3. Il 13 Aprile la NISA ha richiesto alla TEPCO una valutazione dello stato di sicurezza sismica degli edifici reattore per individuare eventuali contromisure che si rendessero necessarie per fronteggiare ulteriori scosse.


Rivalutazione del livello INES relativo alla gravit? dell?emergenza nucleare

L?Agenzia per la sicurezza nucleare e industriale (NISA) ha incrementato il livello di gravit? dell?incidente in corso da livello 5 della scala INES, al livello 7. Come noto, la scala INES ha lo scopo di poter informare il pubblico sul livello di gravit? di un incidente nucleare o radiologico. Nel valutare la gravit? dell?evento incidentale essa si basa su 7 livelli distinti: dal livello 0 (anomalie nelle operazioni di impianto) al livello massimo pari a 7 (incidente nucleare severo). Si ricorda che il livello massimo di 7 ? stato raggiunto solo in occasione dell?incidente alla centrale di Chernobyl nel 1986.

La valutazione fornita dalle autorit? giapponesi si ? basata sulla stima dell?entit? del rilascio di radioattivit? in atmosfera. Al momento, ? stato stimato un valore del rilascio pari a 3,7 10<SUP>17</SUP> Bq di Iodio-131-equivalente (che tiene conto anche del rilascio di Cesio-137). Tale valore risulterebbe approssimativamente pari al 10% di quello attribuito all?incidente di Chernobyl.


Gestione dell?acqua contaminata in sito

? in corso il trasferimento dell?acqua contaminata dagli edifici turbina delle Unit? 1 2 e 3 e dalle trincee (circa 70.000 t) ai serbatoi del condensato e ai serbatoi per il trattamento dei rifiuti liquidi.

La TEPCO ha sottoposto alla NISA un piano per il trasferimento di acqua altamente contaminata dal basamento dell?edificio turbina dell?Unit? 2 ai serbatoi dell?edificio principale del trattamento dei rifiuti liquidi. Dopo l?accertamento dell?effettiva tenuta dei serbatoi dell?area menzionata, il 19 aprile ha avuto inizio il trasferimento dei liquidi dell?Unit? 2.

Come ? noto, negli edifici turbina delle Unit? 1, 2 e 3 ? presente acqua contaminata. Per l?Unit? 2 si ipotizza che si tratti di acqua che ? stata a contatto direttamente con il nocciolo parzialmente fuso, per poi trafilare all?esterno del contenitore primario attraverso una via ancora non individuata. Per le Unit? 1 e 3 la NSC (Nuclear Safety Commission of Japan) sospetta che si tratti di vapore condensato proveniente dal contenimento oppure acqua spruzzata nell?edificio reattore danneggiato per raffreddare il combustibile esaurito. La medesima acqua si ? raccolta anche nelle trincee adiacenti agli edifici turbina 1, 2 e 3 che hanno riportato misure di dose per l?Unit? 1 pari a 0,4 mSv/h e maggiore di 1000 mSv/h per l?Unit? 2.

? in corso, inoltre, l?acquisizione di nuovi serbatoi per lo stoccaggio provvisorio dell?acqua al fine di aumentare la capacit? disponibile sul sito. Detti serbatoi verranno installati vicino all?impianto trattamento rifiuti.

Il giorno 12 Aprile alle 10:35 UTC ha avuto inizio il trasferimento dell?acqua contaminata dalla trincea adiacente l?edificio turbina dell?Unit? 2 al condensatore. Il trasferimento ? stato interrotto il giorno 13 Aprile alle ore 02:00 UTC al fine di verificare la presenza o meno di perdite nel circuito di trasferimento. Alle 6.02 UTC dello stesso giorno, non avendo trovato perdite, il trasferimento ? stato riavviato ed ha avuto termine alle 8.04 con il trasferimento totale 660 t d?acqua.

Il livello dell?acqua nella trincea dell?Unit? 2 ha raggiunto 85mm.
Dal 16 maggio la TEPCO riporta l?intenzione di trasferire l?acqua altamente radioattiva accumulato sul pavimento dell?edificio turbina dell?unit? 3 trasferendolo all?edificio Inceneritore ad alta temperatura.


Perdita di acqua contaminata in mare

La perdita in mare di acqua altamente contaminata dall?Unit? 2 ? stata interrotta il 6 Aprile mediante l?utilizzo di un agente coagulante (vetro liquido). Nella tabella che segue si riportano i valori delle analisi effettuate su campioni prelevati sulla perdita e nelle acque antistanti la griglia di adduzione dell?Unit?2, precedentemente l?interruzione della perdita stessa.

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Al fine di limitare la dispersione in mare aperto dell?acqua contaminata sono state installate delle particolari barriere in alcuni specchi di acqua tra il molo ed i canali di adduzione alle quattro Unit?. Infatti, sono state predisposte delle barriere di contenimento come di seguito descritto. Sul lato del canale di adduzione dell?Unit? 2, sulla parete dove era presente la perdita di acqua contaminata, ? stata posta in opera una barriera composta da una serie di lastre di acciaio (completata il 15 Aprile 2011 alle 05:15 UTC). Sono state, inoltre, installate delle barriere filtranti agli ingressi dei canali di adduzione di ciascuna Unit?, nonch? a nord e a sud del canale di ingresso dell?acqua alla centrale (completate alle 3:20 del 14 Aprile 2011). Infine, sono state posizionate alcune sacche contenenti zeolite nei pressi delle griglie di ingresso dell?acqua ai condensatori delle tre Unit?. Ci? al fine di trattenere e catturare specifici elementi radioattivi. Queste sacche, inoltre, consentono di campionare ed analizzare la zeolite per analizzarne la radioattivit? trattenuta.

L?iniezione di agente coagulante (vetro liquido) ? proseguita fino al 19 aprile. Sono stati iniettati circa 24.000 litri di agente coagulante nella zona interessata dalla falla e nella trincea dell?Unit? 2.

La TEPCO ha reso noto che l?11 maggio in seguito alla presenza di acqua proveniente dal condotto dei cavi elettrici per le pompe di presa dell?acqua di mare dell?unit? 3 si ? ipotizzata una rottura simile a quella generatasi nell?unit? 2. La fuoriuscita di acqua ? stata interrotta mediante una colata di cemento proprio all?interno del pozzetto prossimo alla presa a mare. Come gi? effettuato per l?unita 2 si stanno cercando eventuali ulteriori vie di fuga.


Rilascio in mare di acqua debolmente contaminata

Dal 4 al 10 Aprile ? stata scaricata in mare acqua a basso livello di contaminazione (per un totale di 1,5 1011 Bq), proveniente dall?edificio principale di trattamento dei rifiuti radioattivi.

Come ? ormai noto, tale operazione ? servita per rendere disponibili dei serbatoi per immagazzinare l?acqua altamente contaminata presente negli edifici turbine e relative trincee.
? in corso il rilascio in mare dell?acqua a bassa concentrazione di attivit? (ad oggi 1343 tonnellate), presente nei pozzi di drenaggio delle Unit? 5 e 6. Tale operazione si ? resa necessaria al fine di proteggere i sistemi operativi delle unit?.


Principali attivit? in corso sull?impianto

Gestione della problematica dell?idrogeno

La TEPCO, in data 6 aprile, ha pianificato l?iniezione di azoto nel contenitore primario (PCV) dell?Unit? 1. Tale operazione, autorizzata dalla NISA, ? stata avviata alle ore 13:30 UTC e tuttora in corso. Questa scelta deriva dall?ipotesi che l?idrogeno generatosi nel vessel possa andare ad accumularsi nel PCV. L?iniezione di azoto intende prevenire la possibile formazione di miscele gassose potenzialmente pericolose. L?iniezione di azoto ? ancora in corso.


Raccolta detriti

Al fine di rendere agibili le zone esterne agli edifici delle Unit? 1-4 e degli edifici turbina, si sta procedendo allo sgombero dei detriti (circa 17 container rimossi dal 26 al 30 aprile) causati dello tsunami e dall?esplosione dei solai degli edifici delle Unit? 1-3-4. I mezzi utilizzati dagli operatori sono remotizzati a causa dei livelli di radiazione presenti nella zona.


Raffreddamento delle Unit?

Attualmente il raffreddamento delle Unit?1, 2 e 3 viene effettuato in ciclo aperto cercando, ove possibile, di recuperare l?acqua di raffreddamento inserita. Ci? fintanto che non si ripristiner? la refrigerazione a ciclo chiuso.
Continua la fuoriuscita di fumo bianco dalle Unit? 2 e 3; mentre fino alle 21:30 del 25 Aprile non ? stata osservata fuoriuscita di ulteriore fumo bianco dall?Unit? 4.


Installazione di nuova strumentazione all?interno degli edifici reattore

Al fine di installare un nuovo strumento per la misura del livello dell?acqua all?interno del reattore dell?Unit? 1, e quindi per consentire l?ingresso al personale addetto, sono state installate sei unit? di aspirazione e filtrazione nell?edificio reattore. La TEPCO ha stimato che l?apertura della porta di accesso del personale ha comportato un rilascio controllato, in termini di I-131 e Cs134/137, di circa 5x108Bq. La TEPCO stessa ha valutato che l?impatto dosimetrico sugli individui della popolazione ? inferiore a 1 mSv.


Installazione di una copertura per l?edificio reattore dell?unit? 1

Il 13 maggio la TEPCO ha iniziato i lavori di preparazione per l?installazione di una copertura per l?edificio reattore dell?unit? 1 ai fini di prevenire e contenere la diffusione di sostanze radioattive per il medio e lungo periodo.


Stato del sito nucleare

Ripristino delle alimentazioni elettriche normali

Le attivit? di ripristino dell?alimentazione elettrica e della refrigerazione del combustibile presente nei reattori delle unit? 1-3 e nelle piscine delle unit? 1-4 proseguono analogamente a quanto effettuato nei giorni precedenti.

Risulta ristabilita l?illuminazione delle sale controllo e degli edifici turbina.

Le pompe elettriche mobili deputate al raffreddamento dell?RPV, alimentate dai diesel mobili, sono passate sotto l?alimentazione elettrica normale.

Il giorno 19 aprile si ? ultimato il lavoro di ripristino delle linee elettriche delle Unit? 1-2 e 3-4 .

Il 25 Aprile si ? fatto uso temporaneamente di generatori diesel per lavori di consolidamento dell?alimentazione elettrica esterna.

Il giorno 30 aprile, per le Unit? 3 e 4, ? stata aumentata la potenza disponibile mediante l?allaccio delle relative alimentazioni elettriche alla 66 kV invece della preesistente 6.9 kV.


Stato dei reattori

Si continua ad iniettare acqua nei reattori delle Unit? 1 (variabile da 8 m3/h a 10 m3/h attraverso la linea acqua alimento in modo tale che il reattore risulti allagato) e delle Unit? 2 e 3 (7 m3 /h e 9 m3 /h ciascuna, utilizzando le linee dell?antincendio). In aggiunta all?iniezione di acqua dalla linea antincendio, dal 12 maggio ? iniziata, per la sola unit? 3, l?iniezione di acqua utilizzando il tubo del sistema di alimentazione con una portata di 3 m3 /h. Nella notte del 2 maggio, al fine di installare degli allarmi sulle pompe principali deputate al raffreddamento delle unit? menzionate, si sono utilizzate per circa tre ore le moto pompe antincendio. A partire dal 13 Aprile, la TEPCO, come riportato dalla NISA, ha iniziato l?installazione di linee di back up per l?invio di acqua alle Unit? 1, 2 e 3. Tali linee preleveranno l?acqua direttamente dal serbatoio in cui, dopo il filtraggio, viene accumulata l?acqua proveniente dal bacino di Sakashita (sito nella prefettura di Fukushima a circa 10 km dall?impianto) utilizzato fin dal 25 Marzo per l?iniezione di acqua dolce nei reattori delle Unit? 2 e 3. Terminata l?installazione delle linee di backup, l?invio dell?acqua dolce alle Unit? 1, 2 e 3 verrebbe effettuata prelevando l?acqua direttamente dal serbatoio suddetto tramite le linee di alimento dell?acqua alle Unit? stesse.

Attualmente l?iniezione viene effettuata prelevando acqua da un serbatoio (posto in cascata rispetto a quello sopra citato e che normalmente contiene acqua purificata) collegato alle linee di alimento dell?acqua dei reattori.

Permane stabile la situazione dei livelli di acqua nel nocciolo nelle Unit? 1, 2 e 3 con met? circa del combustibile scoperto.
La TEPCO ha comunicato che a titolo precauzionale all?interno del vessel del reattore dell?unit? 3 ? stato iniettato dell?acido borico per evitare incidenti di criticit? e che la medesima operazione si sta valutando anche per le altre 2 unit? danneggiate.

Le Unit? 5 e 6 restano in condizioni di arresto a freddo con i sistemi di impianto alimentati dalla rete elettrica esterna.
Come gi? menzionato, si sta effettuando l?iniezione di Azoto nel contenitore primario dell?Unit? 1. Essa ha comportato un leggero aumento della pressione nel contenimento stesso. Sono attualmente in corso, da parte della TEPCO, le attivit? di valutazione richieste dall?Autorit? di sicurezza, la NISA, in merito all?opportunit? di procedere analogamente per le Unit? 2 e 3.

A tal proposito la NISA ha indicato la possibilit? che alcuni strumenti presenti nel RPV possano non funzionare correttamente.

La pressione nel vessel per le Unit? 2 e 3 risulta essere stabile.
Il giorno 17 aprile hanno avuto inizio delle ispezioni all?interno dell?edificio reattore delle Unit? 1, 2 e 3 mediante l?ausilio di un robot remotizzato. La TEPCO ha comunicato che le ispezioni sono state condotte allo scopo di valutare lo stato radiologico all?interno delle tre Unit?. I livelli di radiazione rilevati nell?edificio reattore dell?Unit? 1 variavano da 10 a 49 mSv/h, mentre per l?Unit? 3 variavano da 28 a 57 mSv/h. L?elevato livello di radiazioni, in particolare per l?Unit? 3, non consente al momento, di poter intervenire direttamente sugli impianti stessi. Il giorno 29 aprile dalle ore 2.36 alle 5.05 circa, utilizzando lo stesso metodo si confermava che nessuna perdita si evidenziava tra contenimento primario e l?edificio reattore.

Misure termografiche della piscine del combustibile esaurito dell?Unit? 1 indicano alle 22:30 UTC del 23 Aprile, una temperatura di 20?C. Misure analoghe indicano per la piscina dell?unit? 3 una temperatura di 47?C. La temperatura rimane invece ancora relativamente alta per l?unit? 4 (da 86 a 81 ?C a valle dello spruzzamento di 165 t d?acqua attuato, tra le 3:25 e le 8:07 UTC del 24 Aprile, utilizzando un veicolo con braccio mobile per il pompaggio del cemento). La temperatura, in questo caso viene rilevata con un termistore attaccato al braccio mobile.

Si continua ad iniettare acqua nelle piscine del combustibile delle Unit? 1, 2, 3 e 4. Il 28 Aprile, un ulteriore campionamento dell?acqua della piscina della Unit? 4, eseguito in remoto, ha fornito una misura dell?attivit? di I-131 pari a 27 Bq/cm3, Cs-134 di 49 Bq/cm3 e Cs-137 di 55 Bq/cm3.


Stima del danneggiamento del nocciolo

La NISA, in un?informativa del 18 Aprile, riporta una stima del danneggiamento del nocciolo per le Unit? 1, 2 e 3. A seguito dell?abbassamento del livello dell?acqua nel vessel si ? determinato l?innalzamento della temperatura delle guaine delle barrette di combustibile. Tale innalzamento in presenza di una miscela acqua-vapore ha innescato l?ossidazione delle guaine delle barrette di combustibile. Il processo di ossidazione ha generato l?idrogeno che ? stato la causa delle esplosioni avvenute all?interno degli edifici. La successiva fessurazione delle guaine delle barrette di combustibile ha portato al rilascio degli elementi gassosi contenuti nelle barrette stesse. Da una valutazione sull?ammontare della radioattivit? rilasciata ? stata stimata la percentuale di nocciolo danneggiato, che risulterebbe pari al 55% per l?Unit? 1, al 35% per l?Unit? 2 ed al 25% per l?Unit? 3. Inoltre la NISA presume che vi sia stata una probabile fusione delle pastiglie del combustibile in quanto sono state rilevate, all?interno degli edifici reattore delle Unit? 2 e 3, alte concentrazioni di radionuclidi che normalmente restano confinati all?interno delle pastiglie integre.

Relativamente alla sola Unit? 1, la misura effettuata utilizzando il nuovo misuratore di livello introdotto all?interno del RPV, confutando la valutazione precedente, ha evidenziato un livello effettivo dell?acqua inferiore rispetto a quello stimato in precedenza; ci? ha portato alla conclusione che il combustibile, sin dalle prime ore dell?incidente, ? rimasto completamente scoperto a causa di una ipotizzabile perdita dal RPV. Dalle suddette valutazioni la TEPCO ha concluso che la gran parte degli elementi di combustibile si sia fusa e raccolta sul fondo del recipiente in pressione; pur tuttavia, le temperature misurate intorno al RPV indicano che il danno effettivo al recipiente stesso ? limitato e che il nocciolo fuso continua ad essere refrigerato dall?acqua iniettata.


Dati radiometrici e conseguenze radiologiche

Prefettura di Fukushima

Misure di intensit? di dose

I dati relativi alle misure effettuate fino alle 9 ora locale del 17 maggio nei punti all?interno del perimetro del sito, indicano, a circa un chilometro di distanza dai reattori, direzione ovest, valori compresi tra i 16,5 microSv/h, mentre, a circa 500 metri a nord-ovest dei reattori, e pi? precisamente in corrispondenza dell?edificio adibito agli uffici, si registra un valore massimo di 394 microSv/h. I valori riportati mostrano una lenta ma progressiva diminuzione.

Ai confini del sito, le misure nei vari punti effettuate il 17 maggio fino alle 8 ora locale, indicano valori di rateo di dose gamma in aria variabili tra 6 microSv/h nel punto di monitoraggio MP1, 133 microSv/h nei punti MP7 e MP8; anche in questo caso si nota un progressivo lento decremento dei valori di rateo di dose gamma.

I ratei di dose riportati giornalmente dal MEXT all?esterno della zona di raggio di 20 km dell?impianto di Fukushima Daiichi hanno evidenziato che le aree in cui si registrano valori di intensit? dose significativamente alterati rispetto al fondo si trovano nel settore nord/ovest come mostrato nella seguente tabella:

(?)

Fra il 26 Aprile e l?11 maggio ? stata condotta una campagna di misure attorno alla citt? di Minamisoma, citt? in parte coinvolta nell?evacuazione pianificata. Tale campagna di misure ha mostrato valori elevati di rateo di dose (fra 3 e 15,5 microSv/h) ad ovest dei suoi confini. In particolare il valore massimo di 15,5 microSv/h misurato in data 3/5/2011 si trova a 21 Km nord-ovest dall?impianto nella localit? di Haramachi ward Baba.

Nella zona di Fukushima City il valore registrato il 19 maggio ? di 1,6 microSv/h contro un fondo che al massimo ? di 0,046 microSv/h; pur tuttavia, ? importante sottolineare che l?andamento del rateo di dose gamma ? in progressiva anche se lenta diminuzione.

Sono stati resi disponibili dal MEXT i dati di monitoraggio relativamente alle zone tra 1 km e 20km intorno al sito di Daichi effettuati in due tranches differenti tra il 30 marzo e il 2 aprile e tra il 18 e il 19 aprile. Durante il primo periodo sono stati monitorati 50 punti; i rilievi evidenziano che il valore massimo di rateo di dose in aria si registrava a circa 1 km ad ovest attestandosi intorno a 124 microSv/h. nel secondo periodo i punti di monitoraggio sono stati implementati a 128; in questo caso i valori massimi si registravano nella zona di Okuma Town Oaza Ottozawa, tra i 2 e i 4 km in direzione ovest/sud/ovest, con un massimo di 110 microSv/h a 3 km restando sostanzialmente invariato rispetto alle misure precedenti. In tutti gli altri punti, sia nella prima che nella seconda misura, si registra una minima, seppur costante, tendenza al decremento.

Per quanto riguarda il monitoraggio negli edifici scolastici della prefettura di Fukushima a distanze comprese tra 40 e 70 km dall?impianto di Daichi, l?ultima campagna di misurazione ? stata condotta fra il 12 e il 13 maggio in cui ? stato misurato il rateo di dose in 56 scuole sia all?esterno dei locali scolastici, che all?interno, eseguendo i rilevamenti a 1 m e a 50 cm dal suolo. I valori massimi sono stati registrati nella citt? di Fukushima in corrispondenza di una scuola media in cui il rateo di dose all?esterno ? pari 3,8 microSv/ora a 50 cm dal suolo. Non si ? comunque proceduto alla interdizione delle attivit? scolastiche in quanto il valore registrato a 1 m dal suolo, considerato valido per scuole medie e superiori in relazione all?altezza degli studenti, ? risultato essere pari a 3.4 microSv/ora, quindi inferiore al valore limite (vedi paragrafo Misure Protettive). La campagna di rilevamento ha messo in evidenza, all?interno degli edifici scolastici, un fattore di abbattimento della dose variabile fra le 4 e 30, dovuto allo schermaggio delle strutture esterne degli edifici stessi.

Dal 29 aprile sono stati resi noti i valori di rateo di dose in aria in 3 aree della prefettura di Fukushima (Soma-Iitate, Date-Kawamata e Futaba-Katsurao), situate a ovest rispetto all?impianto e a distanze variabili tra 21 e 45 km da Daichi. Il valore massimo registrato per Soma-Itate ? stato di 8,5 microSv/h a 41 km nord-ovest; per Date-kawamata il massimo ? stato di 3,9 microSv/h a 38 km nord-ovest; per Futaba-Katsurao il massimo valore ? stato di 19,6 microSv/h ed ? stato rilevato a 21 km a nord-ovest.


Misure di concentrazioni in aria

Le misure di concentrazione in aria, relative al periodo tra il 7 e il 16 maggio, 20 e 70 km, di raggio hanno registrato contributi pi? elevati rispetto alla minima attivit? rilevabile (MAR), in soli 2 punti di misura tra i 24 e i 36 km dall?impianto. I valori maggiori sono stati registrati per lo I-131 nella citt? di Takami che si trova 24 km a nord dell?impianto di Fukushima, dove il 16 maggio la concentrazione ? stata pari a 1,92 Bq/m^3 mentre per il Cs-134 e Cs-137 i valori maggiori sono stati registrati nella stesso punto di misura in data 11 maggio in cui le concentrazioni di Cs-134 e Cs-137 sono risultate rispettivamente di 4,71 e 3,80 Bq/m3. Questi valori sono poi scesi a 1.90 e 1.76 Bq/m3 in data 16 maggio.

La TEPCO riporta le misure di concentrazione di Iodio e Cesio in aria effettuate al Cancello Ovest dell?impianto di Daiichi e al punto MP-1 dell?impianto di Daini. Tenendo presente che i valori di concentrazione in aria presi a riferimento per le attivit? lavorative effettuate in zone con presenza di contaminazione sono rispettivamente di 1000, 2000 e 3000 Bq/m3 per I-131, Cs-134 e Cs-137, sia in forma volatile che in forma di particolato, si evidenzia che le valutazioni effettuate fino al 18 maggio risultano approssimativamente 1000 volte pi? basse rispetto al limite di riferimento.


Misure di concentrazione al suolo

Le misure di concentrazione nel suolo (7 ? 16 maggio), nelle zone comprese tra 20 e 70 km, di raggio mostrano i valori maggiori prevalentemente in direzione nord-ovest e ovest-nord-ovest (contee di Soma, Futaba, Date) come di seguito specificato:

(?)

Nella zona sono inoltre stati rilevati fra il 10 e il 16 maggio il Cs-136 con valori che vanno dai 19 ai 2000 Bq/kg, il La-140 (18-640 Bq/kg), Nb-95 (19-500 Bq/kg), Ag-110m (50-1200 Bq/kg).

La TEPCO ha reso noto i risultati delle misure di concentrazione effettuate dalla JAEA su 1 campione di suolo prelevato il 29 aprile a 500 m dall?unit? 1-2 in direzione prevalentemente ovest rispetto ai camini di espulsione; i radioisotopi misurati sono Pu 238/239/240. Di questi l?unico valore realmente misurato corrisponde al Pu238 ed in concentrazione pari a 1,8E-01 Bq/kg. Sugli stessi campioni ? stata effettuata l?analisi dei radionuclidi gamma emettitori riscontrando la presenza di quantit? significative di I-131, Cs-134/136/137, Te-129, Nb-95 e Ag-110m.


Altre prefetture

Misure di intensit? di dose

I dati del monitoraggio radiometrico mostrano un generale andamento decrescente a partire dal 23 marzo. Alla data dell? 11 maggio, in alcune prefetture i valori rilevati risultano ancora leggermente alterati rispetto alle usuali fluttuazioni del fondo ambientale.

Il grafico, a cui si accede tramite il link ?Radioattivit? ambientale in Giappone? a fondo pagina, mostra l?andamento della radioattivit? ambientale negli ultimi giorni nelle Prefetture che mostrano livelli d?intensit? di dose pi? elevati; il grafico ? ricavato sulla base dei dati forniti dal Ministero dell?educazione, cultura, scienze e tecnologia (MEXT) del Giappone.

Al 19 maggio, presso la prefettura di Ibaraki (Mito) il valore massimo rilevato ? stato di 0,99 microSv/h, inferiore al doppio del fondo ambientale ma in costante, progressiva diminuzione; l?intensit? di dose gamma nella regione di Tokio risulta dello stesso ordine di grandezza del fondo ambientale; valori di poco superiori rispetto al fondo, continuano ad essere rilevati nelle prefetture di Miyagi, e Chiba anche se il trend si sta attestando verso il fondo ambientale.


Misure di deposizione al suolo

Il MEXT riporta i dati della deposizione al suolo di I-131 rilevati il tra il 10 e il 18 maggio i quali mostrano la presenza del suddetto radioisotopo solo nella prefettura di Ibaraki il giorno 16 maggio con concentrazione pari a 4,8 Bq/m2, valore non confermato dai monitoraggi dei giorni seguenti. Per quanto riguarda i dati relativi al Cs-134 e al Cs-137, rilevati nello stesso intervallo temporale, indicano nelle sole prefetture di Saitama, Chiba e Yamagata la presenza dei 2 radioisotopi con valori massimi rispettivamente di 24 e 22 Bq/m<SUP>2</SUP>.


Risultati della sorveglianza radiologica MEXT-DOE

Dal 6 al 29 aprile il MEXT, in collaborazione con il DOE, ha effettuato un monitoraggio, in una zona che si estende fino ad 80 km dall?impianto di Daichi, utilizzando degli elicotteri e dei piccoli aerei per un totale di 42 voli di ricognizione effettuati ad altezze tra 300 e 700 m, sui quali sono installati dei rivelatori altamente sensibili ed in grado di misurare velocemente la radiazione gamma emessa dalle sostanze radioattive accumulate nel terreno. L?analisi delle misure effettuate ha consentito di tracciare le mappe delle rateo di dose a 1 m dal suolo e di deposizione totale al suolo nella zona esaminata.

Lo scopo delle misure, seguite da simulazioni che hanno portato alla elaborazione di mappe dosimetriche integrate nel periodo di misura, ? stato quello di valutare l?ampiezza della zona di evacuazione oltre che di capire gli effetti dovuti alla deposizione di sostanze radioattive su un?area molto ampia.
Le mappe elaborate hanno confermato sia la direzione verso cui si ? diretto il flusso di radioisotopi, sia l?estensione della zona di ?evacuazione? e di ?preparazione all?evacuazione di emergenza? attualmente posta in atto.


Monitoraggio di acqua marina

Per quanto riguarda l?acqua marina, i programmi di monitoraggio sono stati implementati sia dal MEXT che dalla TEPCO; il MEXT ha sviluppato il programma off-shore per un totale di 16 punti mentre il programma di monitoraggio della TEPCO ? stato implementato per un totale di 17 punti near-shore. Dal 25 aprile ? stato effettuato il monitoraggio dell?acqua di mare anche in 5 punti in corrispondenza della prefettura di Ibaraki. Tenuto conto che i valori limite di concentrazione stabiliti dalle autorit? giapponesi sono 40 Bq/l per lo Iodio131, 60 Bq/l per il Cesio134 e 90 Bq/l per il Cesio137, al 18 maggio la situazione ? la seguente:

a) monitoraggio della TEPCO:
  • a 30 metri a nord del canale di scarico delle Unit? 5-6 si registrano, valori di concentrazione per lo Iodio e per il Cesio (134 e 137) rispettivamente di 0,3, 1,6 e 1,2 volte pi? elevati rispetto ai livelli di riferimento. I valori registrati rispetto ai giorni precedenti risultano in leggermente pi? elevati;
  • a 330 metri a sud del canale di scarico delle Unit? 1-4 sono stati registrati valori di concentrazione, in costante decremento, sia di Iodio 131 che di Cesio134 e Cesio 137; le misure effettuate hanno evidenziato che per tutti e tre i radioisotopi il valore misurato ? al di sotto del valore limite;
  • in corrispondenza del canale di scarico di Daini a 10 km dall?impianto di Daichi, i valori di concentrazione di Iodio131, Cesio134 e Cesio137 sono al di sotto del valore limite;
  • presso la localit? di Iwasawa a 16 km da Daichi, i valori di concentrazione di Iodio131, Cesio134 e Cesio137 sono al di sotto del valore limite;
  • La TEPCO ha effettuato ulteriori monitoraggi in 4 punti corrispondenti al molo di attracco delle unit? 1-4, alla griglia dell?unit? 2(internamente ed esternamente alla barriera filtrante) e, a partire dal 14 maggio, anche alle griglie delle unit? 1,3 e 4(internamente ed esternamente alla barriera filtrante) a causa di uno scarico di acqua contaminata dal canale dell?unit? 3 e infine al canale di adduzione delle unit? 1-4. Alla data del 18 maggio i valori di concentrazione di Iodio-131, Cesio-134 e Cesio-137 rispettivamente, sono per il molo di attracco 5, 20 e 13 volte superiori al limite; per la griglia dell?unit? 2 parte interna, 630, 170 e 120 volte maggiori del limite; per la griglia dell?unit? 2 parte esterna, 55, 140 e 97 volte maggiori del limite; per la griglia dell?unit? 1 parte interna, 43, 150 e 110 volte maggiori del limite e per la griglia dell?unit? 1 parte esterna, 55, 140 e 97 volte maggiori del limite; per la griglia dell?unit? 3 parte interna, 75, 550 e 390 volte maggiori del limite e per la griglia dell?unit? 3 parte esterna, 38, 140 e 93 volte maggiori del limite; per la griglia dell?unit? 4 parte interna, 17, 68 e 48 volte maggiori del limite e per la griglia dell?unit? 4 parte esterna, 9, 40 e 28 volte maggiori del limite L?aumento dei valori rilevati rispetto al precedente comunicato sono dovuti proprio allo scarico dall?unit? 3. Il punto a sud del canale di adduzione mostra un valore di 6.8, 28 e 20 volte pi? elevati. Anche in questo punto si denota l?aumento dei valori registrati a causa dello scarico dal canale dell?unit? 3.
  • Dal 17 aprile sono stati implementati i punti di monitoraggio aggiungendo rispettivamente 3 punti a 3 km, 2 punti a 8 km e 6 punti a 15 km dalla costa; le misure effettuate fino all?11 maggio mostrano che in nessuno dei punti monitorati viene superato il limite di riferimento;
  • Il 25 aprile sono stati aggiunti ulteriori 6 punti a 3 km; le cui misure di concentrazione effettuate dal 3 all?11 maggio non hanno evidenziato presenza di isotopi dello iodio e/o del cesio;
b) monitoraggio del MEXT:
  • alla distanza di 30 km dalla costa di fronte alla centrale e distanziati di 10 km l?uno dall?altro, sono stati predisposti dal MEXT 8 punti di monitoraggio dell?acqua marina. In seguito sono state effettuate misure in altri due punti a minore distanza dalla costa (circa 10 km e 20 km dalla costa, a circa 60 km a sud della centrale); inoltre sono stati aggiunti altri 2 punti a nord dell?impianto e a distanze di 4 e 15 km dalla costa. Le misure effettuate sui campioni prelevati dal 5 all?8 maggio a differenti profondit? hanno fornito i seguenti risultati: a circa 30 km dalla costa, tutti i valori sono risultati al di sotto dei limiti di rilevabilit? strumentale per lo Iodio-131 e 14,3 Bq/l per il Cs-134(punto 6); e 18,3 Bq/l per il Cs-137 (punto B);
  • dal 25 aprile sono stati aggiunti 4 punti di monitoraggio a circa 10 e 20 km dalla costa sia a sud che a nord dell?impianto; le misure dal 5 all?8 maggio hanno evidenziato per il punto S-3 una concentrazione di 11,2 Bq/l per Cs-134;
c) monitoraggio nella Prefettura di Ibaraki:
  • per tutti i punti afferenti alla prefettura di Ibaraki, i valori sono risultati inferiori ai limiti di rilevabilit? sia per lo iodio sia per gli isotopi 134 e 137 del cesio.
Monitoraggio dei sedimenti oceanici

Dal 29 aprile la TEPCO ha implementato un programma di monitoraggio sia dei sedimenti marini in 2 punti, uno a 3 km dalla costa di Odaka Ward e l?altro a 3 km dalla costa di Iwasawa Beach, sia dello strato superficiale dei fondali di fronte al molo di attracco dell?unit? 1-4. I valori pi? elevati di concentrazione nei sedimenti sono stati misurati a Odaka e risultano rispettivamente di 1,9E+2, 1,3E+3 e 1,4E+3 Bq/kg per I-131, Cs-134 e Cs-137.

Per quanto riguarda la concentrazione nei fondali si riscontrano valori di 52000, 94000 e 87000 Bq/kg per I-131, Cs-134 e Cs-137 rispettivamente.

Dal 4 maggio la TEPCO ha implementato il programma di sorveglianza con l?aggiunta di un monitoraggio specifico delle acque sia superficiali che profonde tra la barriera protettiva e la griglia del canale di scarico dell?unit? 2. I risultati delle misure saranno riportati appena disponibili.


Radioattivit? negli alimenti e restrizioni

Il Ministero della Salute ha reso noto i dati relativi a 95 campioni di vegetali di diverso tipo, frutta (fragole, ciliegie e uva), foglie di t?, funghi, carne di maiale, carne di mucca, prodotti del latte(latte, latte non pastorizzato, yogurt), uova, pesce e raccolti tra l?11 e il 17 maggio in 14 prefetture (Fukushima, Gunma, Ibaraki, Kanagawa, Niigata, Tochigi, Yamagata, Chiba, Saitama, Nagano, Niigata, Shizuoka, Hyogo e Yamanashi); le misure hanno mostrato per 93 campioni livelli di I-131, Cs-137 e Cs-134 non rilevabili o inferiori ai limiti stabiliti dalle autorit? giapponesi; nella prefettura di Ibaraki 2 campioni di foglie di t?, ha mostrato livelli di concentrazione di Cs 143/137 superiori ai livelli di riferimento giapponesi.
Il governo ha emanato un regolamento provvisorio che stabilisce a 2000 Bq/kg il limite di I131 nel pesce.

Il Ministero dell?agricoltura, foreste e pesca del Giappone ha informato la IAEA che in questa stagione, nella maggior parte degli allevamenti il bestiame ? mantenuto al chiuso. Gli animali sono primariamente alimentati con scorte di foraggio secco e grano che, non essendo esposte all?aperto, non risultano contaminate. Sono state fornite, inoltre, indicazioni agli agricoltori sulla necessit? di prevenire la contaminazione dell?acqua utilizzata per l?abbeveraggio.

Il 13 aprile il Primo Ministro Giapponese ha richiesto al Governatore della prefettura di Fukushima di vietare la distribuzione di un tipo di fungo (shiitake, lentinula edodes) coltivato in alcune zone fino a nuova diversa disposizione.. E? stata, inoltre, richiesta la restrizione alla distribuzione per la stessa matrice alimentare prodotta nelle citt? di Fukushima, Date, Soma, Minamisoma, Tamura e Iwaki nonch? nelle cittadine di Shinchi, Kawamata, Namie, Futaba, Ookuma, Tomioka, Nahara e Hirono e, infine, nei villaggi di Iitate, Katsurao e Kawauchi fino ad ulteriore notifica. Il 25 aprile ? stato esteso il provvedimento di restrizione alla distribuzione della stessa matrice alimentare proveniente dalla citt? di Motomiya.

Un campione di pesce (sand lance, stessa famiglia del cicerello) prelevato il 18 aprile dalla regione costiera di Fukushima ha dato valori al di sopra dei limiti stabiliti dal governo giapponese sia per lo Iodio che per il Cesio, e ne ? stata quindi vietata la distribuzione ed il consumo in tutta la prefettura<STRIKE>.</STRIKE>
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Il 22 aprile il Primo Ministro Giapponese Edano ha annunciato la proibizione alla coltivazione di riso relativamente a tutto il raccolto del 2011 nelle zone di evacuazione, di pianificata evacuazione e nella zona di preparazione all?evacuazione di emergenza.

Permangono in vigore le restrizioni stabilite dal Ministero della salute del lavoro e del welfare sulla distribuzione e consumo di alimenti nelle prefetture di Fukushima, e Tochigi ed in alcune localit? della prefettura di Chiba. A partire dal 17 Aprile nella prefettura di Ibaraki sono state revocate alcune delle restrizioni alimentari precedentemente adottate.
In particolare:
  • nella prefettura di Fukushima, sono in vigore restrizioni sulla distribuzione e consumo dei vegetali a foglia, altri vegetali (kakina, spinaci, rape, cavoli, etc.) e del latte; per quanto riguarda la distribuzione di latte non pastorizzato, il Ministero, il giorno 8 aprile, ha revocato, le restrizioni nelle localit? di Kitakata, Aizumisato, Bandai, Inawashiro, Michima, Minamiaizu e Simogo e, il giorno 16 Aprile in molte altre localit?; ? stata inoltre vietata la distribuzione ed il consumo del sand lance (pesce della famiglia del cicerello) e la distribuzione dello stesso. Il 25 aprile il provvedimento relativo alla distribuzione dello shiitake ? stato revocato. Il 27 aprile ? stato revocato il provvedimento di restrizione alla distribuzione e al consumo di alcuni tipi di verdure a foglia larga e per altri vegetali tipo i broccoli. Il 1 maggio ? stata revocata la restrizione alla distribuzione di latte non pastorizzato proveniente dalla citt? di Minamisoma (escluso le zone di Karasuzaki, Ouchi, Kawago e Shionosaki) e da Kawamata (esclusa l?area di Yamakiya). Il 4 maggio ? stata revocata la restrizione alla distribuzione e al consumo di vegetali a foglia larga, tipo spinaci e kakina, a sud della prefettura di Fukushima e nell?area di Iwaki; vegetali a foglia, tipo il cavolo, da 12 localit? dell?area centrale di Fukushima e dalla zona di Iwaki; verdura tipo broccoli e cavolfiori da Iwaki city. ? stata inoltre revocata la restrizione alla sola distribuzione di rape da 21 localit? comprese tra l?area centrale e l?area a nord della prefettura di Fukushima e nella stessa Iwaki. Il 9 maggio ? stata revocata la restrizione alla distribuzione di bamboo da 6 localit? nella prefettura di Fukushima e le ostriche dalle localit? di Fukushima city e Kori. L? 11 maggio ? stata revocata la restrizione alla distribuzione e al consumo di vegetali a foglia larga tipo spinaci e kakina da 17 localit? nell?area di Aizu; di vegetali a foglia tipo il cavolo da 17 localit? a nord e a sud della prefettura; e di verdure tipo broccoli e cavolfiori da 12 localit? nell?area centrale. Il 13 maggio in 6 localit? della prefettura di Fukushima ? stato imposto il divieto alla distribuzione del bambolo; il 16 maggio ? stato revocato il divieto alla distribuzione dello shiitake nelle localit? di Tamura e di Shinchi.
  • nella prefettura di Ibaraki dal 17 di aprile ? stato revocato il divieto di distribuzione di kakina e prezzemolo; ? stato revocato anche il divieto di distribuzione di spinaci, escludendo le localit? di Kitaibaraki e Takahagi.
  • nella prefettura di Tochigi dal 14 aprile ? stato revocato il divieto di distribuzione di kakina; permane il divieto di distribuzione di spinaci in tutta la prefettura ad esclusione delle localit? di Nasushiobara e Shioya la cui revoca ? stata decisa il 21 aprile.
  • nella prefettura di Chiba, le restrizioni riguardano solo alcune localit? (Katori e Tako). In queste localit? il 22 aprile ? stato revocato il divieto di distribuzione di spinaci; lo stesso giorno ? stato revocato il divieto di distribuzione di spinaci ed altri vegetali a foglia larga (tipo lattuga), sedano, prezzemolo prodotti nella citt? di Asahi;
Per quanto riguarda l?acqua potabile, alla data del 10 maggio le restrizioni dovute alla concentrazione di I-131 nell?acqua potabile sono state revocate anche nel villaggio di Iitate.
In base ai dati del 18 maggio il valori di concentrazione di I-131 e di Cs-134/137 sono risultati per tutte le prefetture al di sotto dei limiti di rivelabilit? della strumentazione Le restrizioni sull?acqua devono essere adottate quando la radioattivit? supera il limite di 300 e 200 Bq/l per lo Iodio ed il Cesio rispettivamente.


Misure protettive

L?11 aprile, il Governo giapponese ha stabilito due diverse aree di evacuazione oltre i 20 Km di raggio dalla centrale incidentata. Si ricorda che sin dall?inizio dell?incidente l?evacuazione era stata adottata entro i 20 km. La prima area, indicata come zona di evacuazione pianificata, comprende quelle zone, oltre i 20 km (si arriva anche a 50 km in direzione NNW) dalla centrale, in cui ? stato stimato che i residenti assumerebbero una dose superiore a 20 mSv nel corso di un anno (approssimativamente entro marzo 2012). In questa area il Governo, consultandosi con le Comunit? locali, sta predisponendo il piano di evacuazione dei residenti che si prevede verr? effettuata entro il prossimo mese.

Nella seconda area, indicata come zona di evacuazione di emergenza, la cui estensione ? compresa tra i 20 ed i 30 km dalla centrale, ad esclusione di quelle zone che ricadono nella precedente area, la popolazione deve essere pronta, in caso di un aggravamento della situazione, ad essere evacuata all?esterno dell?area. In tale contesto, viene comunque raccomandata l?evacuazione volontaria; in ogni caso, l?area ? interdetta ai bambini, alle donne in gravidanza e alle persone bisognose di assistenza medica. Tutte le scuole all?interno dell?area sono chiuse. Successivamente (conferenza stampa del 22 aprile) ? stato annunciato, per la zona di evacuazione di emergenza, il ritiro della raccomandazione di riparo al chiuso in atto sin dall?inizio dell?emergenza nucleare, specificando che, in caso di necessit?, i residenti possono ripararsi al chiuso o evacuare con i propri mezzi.

Il 21 aprile, il Governo ha annunciato di aver stabilito una zona di ?interdizione all?ingresso? intorno al sito di Fukushima Daiichi e di aver stabilito i criteri per l?ingresso temporaneo nella suddetta zona. Al riguardo, a partire dalla mezzanotte del 22 aprile ? stato proibito l?accesso all?interno di un?area di 20 km di raggio dal sito nucleare, ordinando a tutte le persone di lasciare l?area, ad eccezione di quelle impegnate nelle attivit? di risposta all?emergenza ed escludendo i casi in cui le autorit? locali consentano un accesso temporaneo. I criteri per l?accesso temporaneo autorizzato alla zona di interdizione prevedono la costituzione di un punto controllo e decontaminazione al confine della zona interdetta ed al suo interno l?individuazione di un punto di raccolta; le persone autorizzate all?ingresso devono essere trasportate lungo tragitti prefissati che collegano le due postazioni suddette; il tempo massimo di permanenza all?interno della zona interdetta ? di 2 ore; inoltre, per le operazioni di trasporto e sosta presso il punto di raccolta, sia nell?andata che per il ritorno, nonch? per le attivit? di controllo in uscita ? consentito un tempo massimo di 3 ore, per un tempo totale massimo consentito di 5 ore.

I confini delle aree di interdizione e delle zone di evacuazione d?emergenza saranno rivisti solo dopo che il rilascio radioattivo possa considerarsi sotto controllo (previsione di 6-9 mesi) e che il monitoraggio ambientale sia stato completato.

Dal 22 aprile ? operativo, nella prefettura di Fukushima l? On-site Government Response Office in cui operano, in collaborazione con le autorit? prefettizie, i rappresentanti del Ministero dell?economia, commercio e industria, del Ministero dell?interno e comunicazioni, del ministero dell?agricoltura, foreste e pesca, del Ministero della salute, lavoro e welfare.
La NISA ha comunicato che dal 15 maggio sono iniziate le operazioni di allontanamento della popolazione dalle aree di Iitate e di Kawamata che ricadono all?interno della ?Zona di evacuazione pianificata?. Al 16 maggio, 10 nuclei familiari risultano essere stati allontanati dalla prima area e 8 dalla seconda.

Il governo ha presentato i criteri per regolamentare l?utilizzo degli edifici scolastici e delle rispettive aree, nella prefettura di Fukushima.

Sulla base delle raccomandazioni emesse dall?International Commission on Radiological Protection (ICRP) nella sua pubblicazione n. 109, il governo ha adottato un livello di riferimento di 20 mSv in un anno per l?utilizzo delle scuole elementari. Ci? ipotizzando livelli di esposizione di 1,52 microSv/h all?interno dell?edificio scolastico e di 3,8 microSv/h all?esterno, ad esempio nel giardino della scuola. Nel caso di superamento del livello esterno, l?utilizzo della scuola dovr? essere vietato.

Al riguardo, il governo ha disposto l?emissione periodica (ogni due settimane) del rapporto sui risultati delle attivit? di monitoraggio e la distribuzione a ciascuna scuola di un dosimetro per il controllo continuo dei livelli di esposizione.
Sono state, inoltre, indicate alcune raccomandazioni igieniche alle quali gli scolari ed il personale scolastico dovranno attenersi, mirate soprattutto a prevenire l?introduzione della contaminazione, ad esempio dalle mani alla bocca: lavarsi accuratamente mani e viso dopo attivit? all?aperto; i bambini pi? piccoli, delle scuole d?infanzia, dovranno comunque rimanere all?interno dell?edificio; rimuovere il fango dalle proprie scarpe dopo aver camminato all?esterno; se le condizioni del tempo, ad esempio a causa del vento, sono tali da provocare la risospensione di polveri dal suolo, le scuole dovrebbero chiudere le finestre.


Esposizione della popolazione

Dai dati diffusi dalla NISA risulta che alla data del 17 aprile sono state sottoposte a monitoraggio per la contaminazione radioattiva oltre 154000 persone. Per 102 di esse il conteggio ? risultato superiore al livello di intervento di 100000 cpm fissato dalle Autorit? giapponesi: dopo la rimozione degli indumenti contaminati i valori di contaminazione residua misurati sono stati per tutti inferiori al livello di intervento e non sono state ritenute possibili conseguenze sanitarie dannose. Al 24 aprile la Nisa riporta che lo screening ha coinvolto complessivamente 170.000 persone circa; nessuna delle misure effettuate ? risultata superiore a 100.000 cpm.

Il 3 aprile la NISA ha riferito circa l?effettuazione del monitoraggio radiometrico della tiroide, eseguito tra il 28 e il 30 marzo, di 946 bambini e ragazzi di et? compresa tra 0 e 15 anni presso il villaggio di Iitate e la citt? di Kawamata. Tutte le misure hanno dato risultati al di sotto dei livelli di intervento stabiliti dalle Autorit? e fissati a 0,2 microSv/h.


Esposizione dei lavoratori

Esposizione dei lavoratori

Il 1? maggio ? stato confermato che una lavoratrice ? stata esposta ad una dose di 7,49 mSv che risulta superiore al limite di 5 mSv in 3 mesi; i controlli medici effettuati hanno escluso, per la lavoratrice stessa, un significativo impatto sulla salute.
Il 5 maggio un lavoratore di una ditta appaltatrice esterna cadendo da una scaletta mentre svolgeva un lavoro nell?area di parcheggio all?esterno del West gate dell?impianto di Daichi ha riportato una ferita; lo stesso ? stato trasportato presso l?ospedale Rosai di Fukushima e dalle prime valutazioni radiometriche effettuate non ? risultato contaminato.

Il 13 maggio un lavoratore di una ditta appaltatrice esterna ha avuto un malore, in seguito al quale ha perso conoscenza, mentre lavorava al sistema di trattamento dei drenaggi; dopo essere stato trasportato all?ospedale di Iwaki ? deceduto per un attacco cardiaco. Sul corpo del lavoratore non ? stata riscontrata nessuna contaminazione.


Misure di radioattivit? ambientale in Italia

L?ISPRA e il sistema delle Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell?Ambiente effettuano il monitoraggio della radioattivit? ambientale. Sin dal 12 marzo 2011, sono state immediatamente intensificate le misure di particolato atmosferico e quelle di deposizione al suolo allo scopo di monitorare l?andamento di una eventuale presenza di radioattivit? in aria riconducibile all?incidente nella centrale di Fukushima in Giappone. A seguito dei primi segnali di presenza di tracce di radioattivit? in aria, a partire dal 23 marzo, sono state intensificate anche le misure in alcune matrici alimentari: vegetali a foglia larga e latte al fine di seguire eventuali fenomeni di trasferimento dei radionuclidi nelle matrici alimentari.

I valori riscontrati non hanno alcuna rilevanza dal punto di vista radiologico e sono tali da non costituire alcun rischio di tipo sanitario.

Nei grafici seguenti sono riportati gli andamenti delle concentrazioni di attivit? di Iodio 131 e di Cesio 137 nel particolato atmosferico che sono i principali radionuclidi indicatori della presenza di radioattivit? nell?aria.

Si nota, a partire dal 23 marzo, la presenza in aria di piccole tracce di Iodio 131 con un massimo di 3,10 mBq/m3 e di Cesio137 con un massimo di 1,20 mBq/m3. In alcune misure sono stati rilevate tracce di Cesio 134 fino a 0,25 mBq/m3. Nei campioni nei quali sono stati rilevati sia il Cesio 137 sia il Cesio 134 la media dei rapporti tra i due radionuclidi ? risultata di circa 0,86. La presenza di Cesio 134 e il valore del rapporto con il Cesio 137 evidenziano una probabile provenienza riconducibile all?incidente nucleare in Giappone. Alcune misure su campioni finalizzati alla rilevazione di iodio in forma gassosa hanno confermato la presenza di tracce di questo isotopo variabili con un valore massimo di 3,90 mBq/m3.

A partire dal mese di maggio non ? stata riscontrata la presenza di Iodio 131 e Cesio 137 nelle misure di particolato atmosferico superiore alle minime attivit? rilevabili della strumentazione.

Tracce di Iodio 131 sono state, inoltre, rilevate nella deposizione al suolo con valori medi giornalieri fino a un massimo di 25,4 Bq/m2d e di Cesio 137 fino a un massimo di 41 mBq/m2d.

I risultati delle misure effettuate sui vegetali a foglia larga a partire dal 30 marzo, hanno evidenziato piccole tracce di:
Iodio131 con un valore massimo di 0,80 Bq/kg. Si evidenzia che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dalla Commissione Europea per l?importazione di alimenti dal Giappone per lo Iodio-131 ? pari a 2000 Bq/kg;

Cesio 137con un valore massimo di 1,33 Bq/kg. Si evidenzia che, al momento, non ? possibile correlare direttamente, sulla base di queste misure, la presenza di Cesio 137 ai rilasci in atmosfera generati all?incidente in Giappone, sia per la presenza ubiquitaria di Cesio 137 a seguito delle ricadute dovute agli esperimenti nucleari degli anni ?60 che e all?incidente di Chernobyl, nonch? per l?assenza di rilevazione di Cesio 134. Va peraltro tenuto presente che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dalla Commissione Europea per l?importazione di alimenti dal Giappone per il Cesio-137 ? pari a 500 Bq/kg;

Sono state, inoltre, effettuate misure su campioni di foraggio che hanno evidenziato, in alcuni casi, la presenza di tracce di Iodio 131 con un valore massimo di 2,8 Bq/kg e di tracce di Cesio 137 con un valore massimo di 15,8 Bq/kg. Anche per queste misurazioni non ? stata rilevata la presenza di Cesio 134 al di sopra della minima attivit? rilevabile.

I risultati delle misure effettuate sul latte a partire dal 30 marzo, hanno evidenziato la presenza di tracce di Iodio 131 con un valore massimo di 5,24 Bq/l e di Cesio 137 con un valore massimo di 0,22 Bq/l. Si consideri che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dalla Commissione Europea per l?importazione di alimenti dal Giappone per lo Iodio 131 nel latte ? pari a 100 Bq/l per gli alimenti per lattanti e per il Cesio 137 ? pari a pari a 200 Bq/l.

Si conferma che, sino ad oggi, la rete automatica di monitoraggio dell?intensit? di dose gamma in aria dell?ISPRA non ha rilevato valori anomali rispetto alle normali fluttuazioni del fondo ambientale locale.

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Previsioni meteorologiche nell?area

Le previsioni pervenute dal Servizio Meteorologico dell?Aeronautica Militare, valide fino alla giornata di sabato 21 maggio, riportano in quota la presenza di un flusso nord occidentale con accenno ad un aumento della pressione; al suolo la pressione di 1016 hpa sul Giappone con flusso prevalente di correnti sud occidentali.

Nella giornata di gioved? 19 maggio, l?alta pressione presente sul Pacifico si estende verso est sul Giappone; la pressione si mantiene con valori intorno ai 1016 hpa. Il tempo si presenta con una nuvolosit? consistente sulla parte centro settentrionale con deboli piogge associate e nubi in aumento sul resto del Giappone. I venti in quota sono moderati occidentali e al suolo da deboli a moderati su occidentali.
Per la giornata di venerd? 20 maggio, ? prevista una leggera variazione del campo barico al settentrione con flusso occidentale perturbato. Il tempo sar? molto nuvoloso con piogge diffuse specie sulla parte centro settentrionale con fenomeni persistenti al nord. I venti in quota saranno moderati occidentali e al suolo da deboli a moderati su occidentali.
Nella giornata di sabato 21 maggio, si prevedono correnti occidentali spiccatamente instabili sul nord con la pressione in calo. Il tempo previsto sar? molto nuvoloso o coperto sul nord del Giappone con piogge diffuse, tendenza ad ulteriore aumento della nuvolosit? sul resto dell?isola. I venti in quota e al suolo saranno moderati sud-occidentali.


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Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 7 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 19 maggio 2011)

Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 7 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 19 maggio 2011)

[Fonte: ISPRA, pagina originale completa: (LINK). Estratto e adattato.]
Emergenza nucleare in Giappone


L?ISPRA, nell?ambito dei compiti ad esso attribuiti dalla legislazione vigente quale autorit? di controllo per la sicurezza nucleare e la radioprotezione ed organo tecnico di supporto alle autorit? di protezione civile per le emergenze nucleari e radiologiche segue costantemente l?evolversi della situazione in atto presso le centrali nucleari giapponesi a seguito del forte sisma verificatosi nella giornata dell?11 marzo.
Le valutazioni che l? Istituto sta svolgendo si basano sulle informazioni ricevute quale punto di contatto nazionale nell?ambito per i sistemi di scambio rapido d?informazioni predisposti dall?Agenzia Internazionale dell?Energia Atomica in attuazione della Convenzione per la Pronta Notifica d?Incidenti Nucleari.
L?ISPRA ? in continuo contatto con l?Agenzia Internazionale per l?Energia Atomica (IAEA) e con il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sulla base dei periodici aggiornamenti ricevuti dalla IAEA, si riporta un aggiornamento della situazione presso le centrali di Fukushima Daiichi, Fukushima Daini e Onagawa, come fornito dall?Autorit? di sicurezza nucleare giapponese.



Aggiornamento del 1 giugno 2011

Comunicazioni da parte del Ministero dell?economia e dell?industria e revisione generale delle misure di sicurezza nei siti nucleari giapponesi

Il Ministro dell?economia e dell?industria, Mr. Banri Kaieda, ha richiesto, alla Chubu Electric Power Co.Inc. di spegnere le unit? 4 e 5 e di astenersi dal far ripartire l?Unit? 3, attualmente in manutenzione, del sito nucleare di Hamaoca Nuclear Power Station (NPS). Quanto sopra a seguito di una valutazione sui rischi sismici effettuata su richiesta del ministero dell?educazione cultura, Sport, Scienza e Tecnologia che ha stimato in circa l?80% la probabilit? che nel sito in esame possa verificarsi un sisma di magnitudo 8 nei prossimi 30 anni. Pertanto l?esercente dovr? implementare le necessarie misure di sicurezza per fronteggiare un simile evento.
Alla luce dell?incidente di Fukushima, la NISA ha richiesto alle societ? distributrici di energia elettrica da nucleare di rivedere le misure di sicurezza di emergenza al fine di prevenire danni al nocciolo del reattore, e di procedere rapidamente ad una attuazione delle stesse. Sulla base di queste direttive la NISA ha ricevuto comunicazione circa l?adozione delle misure di sicurezza di emergenza da ogni compagnia distributrice di energia elettrica, le quali hanno in particolare confermato: la disponibilit? e la capacit? d?impiego di macchine ed equipaggiamenti supplementari (ad esempio veicoli a motore per la fornitura di energia elettrica, pompe motorizzate, etc); la continua revisione dei manuali di emergenza; la verifica dell?efficacia della risposta all?emergenza.
La NISA riporta che le misure di sicurezza rivalutate ed aggiornate dalle societ? distributrici sono appropriate.
Dalle ispezioni effettuate la NISA conferma che l?attuazione delle misure di sicurezza riguardo le inondazioni degli edifici progrediranno fino alla fine di maggio, includendo i sistemi di backup di sicurezza quali pompe per l?acqua di mare, sistemi di raffreddamento di grande capacit? e misure protettive dagli Tsunami.


Missione di esperti dell?Agenzia Internazionale dell?Energia Atomica

In accordo con il governo Giapponese la IAEA ha inviato una missione preliminare di esperti, che ha operato dal 24 maggio al 1 giugno, per una valutazione degli eventi ed una prima identificazione delle lezioni che possono essere tratte dall?incidente. I risultati della missione verranno presentati nell?ambito della Conferenza Ministeriale sulla sicurezza nucleare, organizzata dalla IAEA stessa, che si terr? a Vienna dal 20 al 24 giugno p.v..


Programma degli interventi a breve e medio termine sull?impianto di Fukushima
Su richiesta del Ministero dell?Economia la TEPCO ha predisposto un programma per stabilizzare in maniera definitiva la centrale di Fukushima. Il piano predisposto prevede tre distinte aree di intervento relative al raffreddamento dei reattori e delle piscine del combustibile, alla mitigazione dell?evoluzione incidentale, con particolare riferimento alla gestione dell?acqua contaminata ed alla mitigazione di rilasci di radioattivit? in atmosfera ed al suolo, al monitoraggio delle conseguenze radiologiche ed allo svolgimento di attivit? di decontaminazione. Il programma prevede due fasi, la prima della durata di tre mesi, la seconda della durata da tre a sei mesi. Tra gli obiettivi della prima fase si citano la stabilizzazione del raffreddamento dei reattori e delle piscine, con il ripristino di un circuito chiuso, la predisposizione di adeguate strutture di contenimento dell?acqua contaminata, la prevenzione del rilascio di contaminanti radioattivi all?esterno degli edifici, in un quadro d?incremento complessivo delle attivit? di monitoraggio. Per la seconda fase si citano operazioni di decontaminazione dell?acqua e la predisposizione di coperture degli edifici. L?obiettivo dei provvedimenti ? quello di consentire il ritorno, in un tempo stimato da sei a nove mesi, della popolazione nelle aree evacuate e la ripresa di una vita normale.

Nei giorni scorsi la NISA ha formulato due richieste alla TEPCO di produrre un?analisi strutturale aggiornata del contenitore primario dell?Unit? 1 che ? stato riempito con acqua; la seconda riguarda la modalit? di riduzione della concentrazione di elementi radioattivi nell?edificio turbina, e di produrre un piano per la realizzazione di un sistema chiuso per lo smaltimento del calore residuo del reattore.



Piano per il raggiungimento della condizione di raffreddamento stabile del reattore

La TEPCO ha reso noto il piano per stabilire il raffreddamento in loop chiuso della Unit? 1. Il piano ? composto da vari step:
1. Riduzione dei livelli di radiazione nell?edificio reattore cos? da permettere l?installazione del sistema a circuito chiuso. (9 Maggio);
  • a) Riduzione dei livelli di radiazione in aria nell?edificio reattore mediante l?installazione di un sistema di filtrazione che rimandi aria all?esterno dell?edificio reattore;
  • b) Riduzione dei livelli di contaminazione superficiale nell?edificio reattore attraverso la rimozione di macerie, la decontaminazione superficiale e l?installazione di schermi;
2. Ricalibrazione gli strumenti di misura del livello e della pressione del reattore e l?installazione di ulteriori strumenti per migliorare la condizione di monitoraggio del reattore (12 Maggio);
3. Installazione del circuito di raffreddamento primario e secondario (31 Maggio);
a) Il circuito primario prende acqua dal drywell, passa attraverso uno scambiatore di calore e riporta l?acqua fredda nel vessel o nel drywell;
b) Il circuito secondario veicola l?acqua dallo scambiatore di calore alla torre di raffreddamento a circolazione forzata;
4. Allagamento del contenimento primario per fornire acqua al circuito primario.

A supporto di questo piano, la TEPCO ha anche prodotto i risultati di una valutazione di sicurezza sull?allagamento del drywell. Questa valutazione conclude che l?allagamento del drywell ad un livello superiore della zona attiva del combustibile:
1. ? necessario per assicurare che il nocciolo sia completamente coperto dall?acqua, e che in caso di interruzioni di energia elettrica esso continui ad essere raffreddato. Allagare completamente il drywell potrebbe ridurre anche il rateo di aerosol rilasciato dal reattore;
2. non introdurr? effetti che diminuiscano l?integrit? strutturale e la capacit? alla resistenza al sisma n? produrr? aumenti significativi della pressione del contenitore primario, incrementi della concentrazione d?idrogeno o perdite dal contenitore stesso che non possano essere contenute o trattate.



Attivit? sismiche nella zona della centrale e relative contromisure
In conseguenza del permanere di un?intensa attivit? sismica, quale contromisura verso possibili tsunami, la mattina del 16 aprile si ? provveduto ad innalzare la quota d?installazione delle pompe di alimentazione dell?acqua delle Unit? 1, 2 e 3. Il 13 Aprile la NISA ha richiesto alla TEPCO una valutazione dello stato di sicurezza sismica degli edifici reattore per individuare eventuali contromisure che si rendessero necessarie per fronteggiare ulteriori scosse.

Le risultanze dell?analisi richiesta hanno evidenziato che le accelerazioni rilevate dagli accelerometri della centrale hanno superato, nei primi 0,2-0,3 secondi dell?evento sismico, di circa il 20-30% l?accelerazione massima di progetto. Non si hanno altre rilevazioni a causa di un inaspettato malfunzionamento del software dei dispositivi di registrazione. La TEPCO, dietro richiesta della NISA, sta investigando sul motivo del malfunzionamento degli apparati deputati alla registrazioni dei dati sismici.



Rivalutazione del livello INES relativo alla gravit? dell?emergenza nucleare

L?Agenzia per la sicurezza nucleare e industriale (NISA) ha incrementato il livello di gravit? dell?incidente in corso da livello 5 della scala INES, al livello 7. Come noto, la scala INES ha lo scopo di poter informare il pubblico sul livello di gravit? di un incidente nucleare o radiologico. Nel valutare la gravit? dell?evento incidentale essa si basa su 7 livelli distinti: dal livello 0 (anomalie nelle operazioni di impianto) al livello massimo pari a 7 (incidente nucleare severo). Si ricorda che il livello massimo di 7 ? stato raggiunto solo in occasione dell?incidente alla centrale di Chernobyl nel 1986.
La valutazione fornita dalle autorit? giapponesi si ? basata sulla stima dell?entit? del rilascio di radioattivit? in atmosfera. Al momento, ? stato stimato un valore del rilascio pari a 3,7 10<SUP>17</SUP> Bq di Iodio-131-equivalente (che tiene conto anche del rilascio di Cesio-137). Tale valore risulterebbe approssimativamente pari al 10% di quello attribuito all?incidente di Chernobyl.

Gestione dell?acqua contaminata in sito

? in corso il trasferimento dell?acqua contaminata dagli edifici turbina delle Unit? 1 2 e 3 e dalle trincee (circa 70.000 t) ai serbatoi del condensato e ai serbatoi per il trattamento dei rifiuti liquidi.

La TEPCO ha sottoposto alla NISA un piano per il trasferimento di acqua altamente contaminata dal basamento dell?edificio turbina dell?Unit? 2 ai serbatoi dell?edificio principale del trattamento dei rifiuti liquidi. Dopo l?accertamento dell?effettiva tenuta dei serbatoi dell?area menzionata, il 19 aprile ha avuto inizio il trasferimento dei liquidi dell?Unit? 2.

Come ? noto, negli edifici turbina delle Unit? 1, 2 e 3 ? presente acqua contaminata. Per l?Unit? 2 si ipotizza che si tratti di acqua che ? stata a contatto direttamente con il nocciolo parzialmente fuso, per poi trafilare all?esterno del contenitore primario attraverso una via ancora non individuata. Per le Unit? 1 e 3 la NSC (Nuclear Safety Commission of Japan) sospetta che si tratti di vapore condensato proveniente dal contenimento oppure acqua spruzzata nell?edificio reattore danneggiato per raffreddare il combustibile esaurito. La medesima acqua si ? raccolta anche nelle trincee adiacenti agli edifici turbina 1, 2 e 3 che hanno riportato misure di dose per l?Unit? 1 pari a 0,4 mSv/h e maggiore di 1000 mSv/h per l?Unit? 2.

? in corso, inoltre, l?acquisizione di nuovi serbatoi per lo stoccaggio provvisorio dell?acqua al fine di aumentare la capacit? disponibile sul sito. Detti serbatoi verranno installati vicino all?impianto trattamento rifiuti.

Il giorno 12 Aprile alle 10:35 UTC ha avuto inizio il trasferimento dell?acqua contaminata dalla trincea adiacente l?edificio turbina dell?Unit? 2 al condensatore. Il trasferimento ? stato interrotto il giorno 13 Aprile alle ore 02:00 UTC al fine di verificare la presenza o meno di perdite nel circuito di trasferimento. Alle 6.02 UTC dello stesso giorno, non avendo trovato perdite, il trasferimento ? stato riavviato ed ha avuto termine alle 8.04 con il trasferimento totale 660 t d?acqua.

Il livello dell?acqua nella trincea dell?Unit? 2 ha raggiunto 85mm.
Dal 16 maggio la TEPCO riporta l?intenzione di trasferire l?acqua altamente radioattiva accumulato sul pavimento dell?edificio turbina dell?unit? 3 trasferendolo all?edificio Inceneritore ad alta temperatura.


Perdita di acqua contaminata in mare
La perdita in mare di acqua altamente contaminata dall?Unit? 2 ? stata interrotta il 6 Aprile mediante l?utilizzo di un agente coagulante (vetro liquido). Nella tabella che segue si riportano i valori delle analisi effettuate su campioni prelevati sulla perdita e nelle acque antistanti la griglia di adduzione dell?Unit?2, precedentemente l?interruzione della perdita stessa.


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Al fine di limitare la dispersione in mare aperto dell?acqua contaminata sono state installate delle particolari barriere in alcuni specchi di acqua tra il molo ed i canali di adduzione alle quattro Unit?.

Infatti, sono state predisposte delle barriere di contenimento come di seguito descritto. Sul lato del canale di adduzione dell?Unit? 2, sulla parete dove era presente la perdita di acqua contaminata, ? stata posta in opera una barriera composta da una serie di lastre di acciaio (completata il 15 Aprile 2011 alle 05:15 UTC). Sono state, inoltre, installate delle barriere filtranti agli ingressi dei canali di adduzione di ciascuna Unit?, nonch? a nord e a sud del canale di ingresso dell?acqua alla centrale (completate alle 3:20 del 14 Aprile 2011). Infine, sono state posizionate alcune sacche contenenti zeolite nei pressi delle griglie di ingresso dell?acqua ai condensatori delle tre Unit?. Ci? al fine di trattenere e catturare specifici elementi radioattivi. Queste sacche, inoltre, consentono di campionare ed analizzare la zeolite per analizzarne la radioattivit? trattenuta.

L?iniezione di agente coagulante (vetro liquido) ? proseguita fino al 19 aprile. Sono stati iniettati circa 24.000 litri di agente coagulante nella zona interessata dalla falla e nella trincea dell?Unit? 2.

La TEPCO ha reso noto che l?11 maggio in seguito alla presenza di acqua proveniente dal condotto dei cavi elettrici per le pompe di presa dell?acqua di mare dell?Unit? 3 si ? ipotizzata una rottura simile a quella generatasi nell?Unit? 2. La fuoriuscita di acqua ? stata interrotta mediante una colata di cemento proprio all?interno del pozzetto prossimo alla presa a mare. Come gi? effettuato per l?Unita 2 si stanno cercando eventuali ulteriori vie di fuga. La TEPCO ha dichiarato che per risolvere la perdita di acqua contaminata interverr? in modo analogo a quanto effettuato per l?Unit? 2.

Si stima che nel periodo tra il 9 e l?11 maggio sia stata rilasciata la seguente quantit? di radioattivit?: 8.5 10<SUP>11</SUP>Bq di I-131, 9.3 10<SUP>12</SUP> Bq di Cs134 e 9.8 10<SUP>12</SUP> Bq di Cs 137; e la radioattivit? nel pozzetto in prossimit? della presa a mare era intorno ai 10<SUP>13</SUP> Bq. La NISA riporta che la maggior parte della radioattivit? dovrebbe essere ancora contenuta all?interno del porto grazie anche alle difese installate a seguito della precedente fuoriuscita d?acqua dall?Unit? 2; non si esclude che, con il tempo, gli interventi adottati all?interno del porto perdano l?efficacia di trattenere la radioattivit?.



Rilascio in mare di acqua debolmente contaminata
Dal 4 al 10 Aprile ? stata scaricata in mare acqua a basso livello di contaminazione (per un totale di 1,5 10<SUP>11</SUP> Bq), proveniente dall?edificio principale di trattamento dei rifiuti radioattivi.

Come ? ormai noto, tale operazione ? servita per rendere disponibili dei serbatoi per immagazzinare l?acqua altamente contaminata presente negli edifici turbine e relative trincee.
? in corso il rilascio in mare dell?acqua a bassa concentrazione di attivit? (ad oggi 1343 tonnellate), presente nei pozzi di drenaggio delle Unit? 5 e 6. Tale operazione si ? resa necessaria al fine di proteggere i sistemi operativi delle unit?.



Principali attivit? in corso sull?impianto

Gestione della problematica dell?idrogeno

La TEPCO, in data 6 aprile, ha pianificato l?iniezione di azoto nel contenitore primario (PCV) dell?Unit? 1. Tale operazione, autorizzata dalla NISA, ? stata avviata alle ore 13:30 UTC e tuttora in corso. Questa scelta deriva dall?ipotesi che l?idrogeno generatosi nel vessel possa andare ad accumularsi nel PCV. L?iniezione di azoto intende prevenire la possibile formazione di miscele gassose potenzialmente pericolose. L?iniezione di azoto ? ancora in corso.


Raccolta detriti

Al fine di rendere agibili le zone esterne agli edifici delle Unit? 1-4 e degli edifici turbina, si sta procedendo allo sgombero dei detriti (circa 17 container rimossi dal 26 al 30 aprile) causati dello tsunami e dall?esplosione dei solai degli edifici delle Unit? 1-3-4 e all?abbattimento di alberi al fine di rendere pi? agibili le zone di accesso e transito. I mezzi utilizzati dagli operatori sono remotizzati a causa dei livelli di radiazione presenti nella zona.


Raffreddamento delle Unit?

Attualmente il raffreddamento delle Unit?1, 2 e 3 viene effettuato in ciclo aperto cercando, ove possibile, di recuperare l?acqua di raffreddamento inserita. Ci? fintanto che non si ripristiner? la refrigerazione a ciclo chiuso.
Continua la fuoriuscita di fumo bianco dalle Unit? 2 e 3; mentre fino alle 21:30 del 25 Aprile non ? stata osservata fuoriuscita di ulteriore fumo bianco dall?Unit? 4.


Installazione di nuova strumentazione all?interno degli edifici reattore

Al fine di installare un nuovo strumento per la misura del livello dell?acqua all?interno del reattore dell?Unit? 1, e quindi per consentire l?ingresso al personale addetto, sono state installate sei unit? di aspirazione e filtrazione nell?edificio reattore. La TEPCO ha stimato che l?apertura della porta di accesso del personale ha comportato un rilascio controllato, in termini di I-131 e Cs134/137, di circa 5x10<SUP>8</SUP>Bq. La TEPCO stessa ha valutato che l?impatto dosimetrico sugli individui della popolazione ? inferiore a 1 mSv.


Installazione di una copertura per l?edificio reattore dell?unit? 1

Il 13 maggio la TEPCO ha iniziato i lavori di preparazione per l?installazione di una copertura per l?edificio reattore dell?unit? 1 ai fini di prevenire e contenere la diffusione di sostanze radioattive per il medio e lungo periodo.


Stato del sito nucleare

Ripristino delle alimentazioni elettriche normali
Le attivit? di ripristino dell?alimentazione elettrica e della refrigerazione del combustibile presente nei reattori delle unit? 1-3 e nelle piscine delle unit? 1-4 proseguono analogamente a quanto effettuato nei giorni precedenti.

Risulta ristabilita l?illuminazione delle sale controllo e degli edifici turbina.

Le pompe elettriche mobili deputate al raffreddamento dell?RPV, alimentate dai diesel mobili, sono passate sotto l?alimentazione elettrica normale.

Il giorno 19 aprile si ? ultimato il lavoro di ripristino delle linee elettriche delle Unit? 1-2 e 3-4 .

Il 25 Aprile si ? fatto uso temporaneamente di generatori diesel per lavori di consolidamento dell?alimentazione elettrica esterna.

Il giorno 30 aprile, per le Unit? 3 e 4, ? stata aumentata la potenza disponibile mediante l?allaccio delle relative alimentazioni elettriche alla 66 kV invece della preesistente 6.9 kV.



Stato dei reattori
Si continua ad iniettare acqua nei reattori delle Unit? 1 (variabile da 8 m3/h a 10 m3/h attraverso la linea acqua alimento in modo tale che il reattore risulti allagato) e delle Unit? 2 e 3 (7 m3 /h e 9 m3 /h ciascuna, utilizzando le linee dell?antincendio). In aggiunta all?iniezione di acqua dalla linea antincendio, dal 12 maggio ? iniziata, per la sola unit? 3, l?iniezione di acqua utilizzando il tubo del sistema di alimentazione con una portata di 3 m3 /h. Nella notte del 2 maggio, al fine di installare degli allarmi sulle pompe principali deputate al raffreddamento delle unit? menzionate, si sono utilizzate per circa tre ore le moto pompe antincendio. A partire dal 13 Aprile, la TEPCO, come riportato dalla NISA, ha iniziato l?installazione di linee di back up per l?invio di acqua alle Unit? 1, 2 e 3. Tali linee preleveranno l?acqua direttamente dal serbatoio in cui, dopo il filtraggio, viene accumulata l?acqua proveniente dal bacino di Sakashita (sito nella prefettura di Fukushima a circa 10 km dall?impianto) utilizzato fin dal 25 Marzo per l?iniezione di acqua dolce nei reattori delle Unit? 2 e 3. Terminata l?installazione delle linee di backup, l?invio dell?acqua dolce alle Unit? 1, 2 e 3 verrebbe effettuata prelevando l?acqua direttamente dal serbatoio suddetto tramite le linee di alimento dell?acqua alle Unit? stesse.

Attualmente l?iniezione viene effettuata prelevando acqua da un serbatoio (posto in cascata rispetto a quello sopra citato e che normalmente contiene acqua purificata) collegato alle linee di alimento dell?acqua dei reattori.

Permane stabile la situazione dei livelli di acqua nel nocciolo nelle Unit? 2 e 3 con met? circa del combustibile scoperto.
La TEPCO ha comunicato che a titolo precauzionale all?interno del vessel del reattore dell?unit? 3 ? stato iniettato dell?acido borico per evitare incidenti di criticit? e che la medesima operazione si sta valutando anche per le altre 2 unit? danneggiate.

Le Unit? 5 e 6 restano in condizioni di arresto a freddo con i sistemi di impianto alimentati dalla rete elettrica esterna.
Come gi? menzionato, si sta effettuando l?iniezione di Azoto nel contenitore primario dell?Unit? 1. Essa ha comportato un leggero aumento della pressione nel contenimento stesso.

Sono attualmente in corso, da parte della TEPCO, le attivit? di valutazione richieste dall?Autorit? di sicurezza, la NISA, in merito all?opportunit? di procedere analogamente per le Unit? 2 e 3.

A tal proposito la NISA ha indicato la possibilit? che alcuni strumenti presenti nel RPV possano non funzionare correttamente.

La pressione nel vessel per le Unit? 2 e 3 risulta essere stabile.
Il giorno 17 aprile hanno avuto inizio delle ispezioni all?interno dell?edificio reattore delle Unit? 1, 2 e 3 mediante l?ausilio di un robot remotizzato. La TEPCO ha comunicato che le ispezioni sono state condotte allo scopo di valutare lo stato radiologico all?interno delle tre Unit?. I livelli di radiazione rilevati nell?edificio reattore dell?Unit? 1 variavano da 10 a 49 mSv/h, mentre per l?Unit? 3 variavano da 28 a 57 mSv/h. L?elevato livello di radiazioni, in particolare per l?Unit? 3, non consente al momento, di poter intervenire direttamente sugli impianti stessi. Il giorno 29 aprile dalle ore 2.36 alle 5.05 circa, utilizzando lo stesso metodo si confermava che nessuna perdita si evidenziava tra contenimento primario e l?edificio reattore.

Misure termografiche della piscine del combustibile esaurito dell?Unit? 1 indicano alle 22:30 UTC del 23 Aprile, una temperatura di 20?C. Misure analoghe indicano per la piscina dell?unit? 3 una temperatura di 47?C. La temperatura rimane invece ancora relativamente alta per l?unit? 4 (da 86 a 81 ?C a valle dello spruzzamento di 165 t d?acqua attuato, tra le 3:25 e le 8:07 UTC del 24 Aprile, utilizzando un veicolo con braccio mobile per il pompaggio del cemento). La temperatura, in questo caso viene rilevata con un termistore attaccato al braccio mobile.

Si continua ad iniettare acqua nelle piscine del combustibile delle Unit? 1, 2, 3 e 4. Il 28 Aprile, un ulteriore campionamento dell?acqua della piscina della Unit? 4, eseguito in remoto, ha fornito una misura dell?attivit? di I-131 pari a 27 Bq/cm3, Cs-134 di 49 Bq/cm3 e Cs-137 di 55 Bq/cm3.



Stima del danneggiamento del nocciolo
La NISA, in un?informativa del 18 Aprile, riporta una stima del danneggiamento del nocciolo per le Unit? 1, 2 e 3. A seguito dell?abbassamento del livello dell?acqua nel vessel si ? determinato l?innalzamento della temperatura delle guaine delle barrette di combustibile. Tale innalzamento in presenza di una miscela acqua-vapore ha innescato l?ossidazione delle guaine delle barrette di combustibile. Il processo di ossidazione ha generato l?idrogeno che ? stato la causa delle esplosioni avvenute all?interno degli edifici. La successiva fessurazione delle guaine delle barrette di combustibile ha portato al rilascio degli elementi gassosi contenuti nelle barrette stesse. Da una valutazione preliminare sull?ammontare della radioattivit? rilasciata ? stata stimata la percentuale di nocciolo danneggiato, che risultava pari al 55% per l?Unit? 1, al 35% per l?Unit? 2 ed al 25% per l?Unit? 3. Inoltre la NISA presume che vi sia stata una probabile fusione delle pastiglie del combustibile in quanto sono state rilevate, all?interno degli edifici reattore delle Unit? 2 e 3, alte concentrazioni di radionuclidi che normalmente restano confinati all?interno delle pastiglie integre.

Relativamente alla sola Unit? 1, la misura effettuata utilizzando il nuovo misuratore di livello introdotto all?interno del RPV, confutando la valutazione precedente, ha evidenziato un livello effettivo dell?acqua inferiore rispetto a quello stimato in precedenza; ci? ha portato alla conclusione che il combustibile, sin dalle prime ore dell?incidente, ? rimasto completamente scoperto a causa di una ipotizzabile perdita dal RPV. Dalle suddette valutazioni la TEPCO ha concluso che la gran parte degli elementi di combustibile si sia fusa e raccolta sul fondo del recipiente in pressione; pur tuttavia, le temperature misurate intorno al RPV indicano che il danno effettivo al recipiente stesso ? limitato e che il nocciolo fuso continua ad essere refrigerato dall?acqua iniettata.
In analogia con quanto accaduto per l?Unit? 1, anche per le Unit? 2 e 3, da una analisi effettuata dalla TEPCO, risulta che il combustibile delle unit? suddette si sia danneggiato tra il 14 e 15 marzo e che, come per la Unit? 1, si sia addensato verso il fondo del recipiente in pressione (RPV, reactor pressure vessel). Le temperature rilevate sul fondo del RPV risultano costanti e mostrano una situazione di stazionariet?, TEPCO escludere una emissione in larga scala di materiale radioattivo.


Dati radiometrici e conseguenze radiologiche

Prefettura di Fukushima



Misure di intensit? di dose
I dati relativi alle misure effettuate fino alle 17, ora locale, del 20 maggio nei punti all?interno del perimetro del sito, indicano, a circa un chilometro di distanza dai reattori, direzione ovest, valori compresi tra i 16,3 e 82 microSv/h, mentre, a circa 500 metri a nord-ovest dei reattori, e pi? precisamente in corrispondenza dell?edificio adibito agli uffici, si registra un valore massimo di 376 microSv/h. I valori riportati mostrano una lenta ma progressiva diminuzione.

Ai confini del sito, le misure nei vari punti effettuate il 20 maggio fino alle 15 ora locale, indicano valori di intensit? di dose gamma in aria variabili tra 6 microSv/h (punto di monitoraggio MP1), 131 microSv/h (punti MP7 e MP8); anche in questo caso si nota un progressivo lento decremento dei valori di rateo di dose gamma.

I dati di intensit? di dose riportati giornalmente dal MEXT all?esterno della zona di raggio di 20 km dell?impianto di Fukushima Daiichi hanno evidenziato che le aree in cui si registrano valori di intensit? dose significativamente alterati rispetto al fondo si trovano nel settore nord/ovest come mostrato nella tabella seguente:


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Fra il 26 Aprile e l?11 maggio ? stata condotta una campagna di misure attorno alla citt? di Minamisoma, citt? in parte coinvolta nell?evacuazione pianificata. Tale campagna di misure ha mostrato valori elevati di rateo di dose (fra 3 e 15,5 microSv/h) ad ovest dei suoi confini. In particolare il valore massimo di 15,5 microSv/h misurato in data 3/5/2011 si trova a 21 km nord-ovest dall?impianto nella localit? di Haramachi ward Baba.

Nella zona di Fukushima City il valore registrato il 29 maggio ? di 1,5 microSv/h rispetto ad un fondo che al massimo ? di 0,046 microSv/h; tuttavia, va sottolineato che l?andamento dell?intensit? di dose gamma ? in progressiva anche se lenta diminuzione.

Sono stati resi disponibili dal MEXT i dati di monitoraggio relativamente alle zone tra 1 km e 20km intorno al sito di Daichi effettuati in due tranches differenti tra il 30 marzo e il 2 aprile e tra il 18 e il 19 aprile. Durante il primo periodo sono stati monitorati 50 punti; i rilievi evidenziano che il valore massimo di rateo di dose in aria si registrava a circa 1 km ad ovest attestandosi intorno a 124 microSv/h. nel secondo periodo i punti di monitoraggio sono stati implementati a 128; in questo caso i valori massimi si registravano nella zona di Okuma Town Oaza Ottozawa, tra i 2 e i 4 km in direzione ovest/sud/ovest, con un massimo di 110 microSv/h a 3 km restando sostanzialmente invariato rispetto alle misure precedenti. In tutti gli altri punti, sia nella prima che nella seconda misura, si registra una minima, seppur costante, tendenza al decremento.

Per quanto riguarda il monitoraggio negli edifici scolastici della prefettura di Fukushima a distanze comprese tra 40 e 70 km dall?impianto di Daiichi, l?ultima campagna di misurazione ? stata condotta il 19 maggio in cui ? stato misurato l?intensit? di dose in 56 scuole sia all?esterno dei locali scolastici, sia all?interno, eseguendo i rilevamenti a 1 m e a 50 cm dal suolo. Il valore massimo ? stato registrato nella citt? di Date con un?intensit? di dose all?esterno pari a 3,7 microSv/ora a 50 cm dal suolo. Non si ? proceduto alla interdizione delle attivit? scolastiche in quanto il valore registrato ? inferiore al valore limite (3,8 microSievert/ora all?esterno.vedi paragrafo Misure Protettive). La campagna di rilevamento ha messo in evidenza, all?interno degli edifici scolastici, un fattore di abbattimento della dose variabile fra le 4 e 30, dovuto allo schermaggio delle strutture esterne degli edifici stessi.

Dal 29 aprile sono stati resi noti i valori di rateo di dose in aria in 3 aree della prefettura di Fukushima (Soma-Iitate, Date-Kawamata e Futaba-Katsurao), situate a ovest rispetto all?impianto e a distanze variabili tra 21 e 45 km da Daichi. Il valore massimo registrato per Soma-Itate ? stato di 8,5 microSv/h a 41 km nord-ovest; per Date-kawamata il massimo ? stato di 3,9 microSv/h a 38 km nord-ovest; per Futaba-Katsurao il massimo valore ? stato di 19,6 microSv/h ed ? stato rilevato a 21 km a nord-ovest.



Misure di deposizione al suolo

Il MEXT riporta i dati della deposizione al suolo di I-131, Cs-134 e Cs-137, rilevati il tra il 21 e il 30 maggio nella prefettura di Fukushima. Per lo I131 non si rilevano valori al di sopra del limite di rilevabilit? della strumentazione mentre per quanto riguarda i dati relativi al Cs134/137 i valori massimi rilevati sono stati rispettivamente di 74 e 91 Bq/m2 misurati tra il 25 e il 26 maggio.


Misure di concentrazioni in aria
La TEPCO riporta le misure di concentrazione di Iodio e Cesio in aria effettuate al cancello Ovest dell?impianto di Daiichi e al punto MP-1 dell?impianto di Daini. Tenendo presente che i valori di concentrazione in aria presi a riferimento per le attivit? lavorative effettuate in zone con presenza di contaminazione sono rispettivamente di 1000, 2000 e 3000 Bq/m3 per I-131, Cs-134 e Cs-137, sia in forma volatile che in forma di particolato, si evidenzia che le valutazioni effettuate fino al 30 maggio risultano approssimativamente 1000 volte pi? basse rispetto al limite di riferimento.

Le misure di concentrazione in aria, relative al periodo tra il 20 e il 28 maggio, fra i 20 e 70 km di raggio dall?impianto, hanno registrato contributi superiori alla minima attivit? rilevabile (MAR), in un solo punto di misura nella citt? di Ono situata a 39 km in direzione ovest-sud ovest in cui, in data 20 maggio, ? stata rilevata una concentrazione integrata in aria per il Cs-137 di 0,869 Bq/m3. Nei giorni successivi nello stesso punto non sono stati registrati valori di concentrazione integrata in aria superiori alla MAR.



Misure di concentrazione al suolo

Le misure di concentrazione nel suolo (20 ? 28 maggio), nelle zone comprese tra 20 e 70 km, di raggio mostrano i valori maggiori prevalentemente in direzione nord-ovest (contee di Soma, Futaba, Date) come di seguito specificato:

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Nella zona, tra il 20 e il 28 maggio, sono inoltre stati rilevati il Cs-136, con valori che vanno dai 27 ai 1700 Bq/kg, il La-140 (21-630 Bq/kg), il Nb-95 (32-530 Bq/kg) e Ag-110m (59-1400 Bq/kg)

La TEPCO ha reso noto i risultati delle misure di concentrazione effettuate su 1 campione di suolo prelevato il 2 maggio a 500 m dai camini delle Unit? 1 e 2 in direzione prevalentemente ovest-nord-ovest rispetto ai camini stessi; i radioisotopi misurati sono U 234/235/238. I valori misurati nel campione presentano una concentrazione di uranio pari a quella naturale presente nel terreno in quanto, la quantit? di U234 e di U238 ? la stessa (come nei campioni anche precedentemente misurati) e l?abbondanza isotopica dell?U235 rispetto all?U238 ? uguale a quella presente nell?uranio naturale.



Altre prefetture

Misure di intensit? di dose
I dati del monitoraggio radiometrico mostrano un generale andamento decrescente a partire dal 23 marzo. Alla data del 29 maggio, in alcune prefetture i valori rilevati risultano ancora leggermente alterati rispetto alle usuali fluttuazioni del fondo ambientale.

Al 29 maggio, presso la prefettura di Ibaraki (Mito) il valore massimo rilevato ? stato di 0,097 microSv/h, inferiore al doppio del fondo ambientale ma in costante, progressiva diminuzione; l?intensit? di dose gamma nella regione di Tokio risulta dello stesso ordine di grandezza del fondo ambientale; valori di poco superiori rispetto al fondo, continuano ad essere rilevati nella prefettura di Miyagi mentre a Chiba il valore registrato ? equivalente al fondo. In generale il trend si sta attestando verso il fondo ambientale.



Misure di deposizione al suolo

Il MEXT riporta i dati della deposizione al suolo di I-131 rilevati il tra il 21 e il 30 maggio; i dati forniti mostrano l?assenza del suddetto radioisotopo in tutte le 47 prefetture monitorate. Per quanto riguarda i dati relativi al Cs-134 e al Cs-137 rilevati nello stesso intervallo temporale, indicano, in particolare tra il 26 e 27 maggio, nella sola prefetture di Saitama la presenza dei suddetti radioisotopi valori rispettivamente di 15 e 10 Bq/m2; i valori non sono stati confermati dalle misure effettuate nei giorni successivi.


Risultati della sorveglianza radiologica MEXT-DOE
Dal 6 al 29 aprile il MEXT, in collaborazione con il DOE, ha effettuato un monitoraggio, in una zona che si estende fino ad 80 km dall?impianto di Daichi, utilizzando degli elicotteri e dei piccoli aerei per un totale di 42 voli di ricognizione effettuati ad altezze tra 300 e 700 m, sui quali sono installati dei rivelatori altamente sensibili ed in grado di misurare velocemente la radiazione gamma emessa dalle sostanze radioattive accumulate nel terreno. L?analisi delle misure effettuate ha consentito di tracciare le mappe delle rateo di dose a 1 m dal suolo e di deposizione totale al suolo nella zona esaminata.

Lo scopo delle misure, seguite da simulazioni che hanno portato alla elaborazione di mappe dosimetriche integrate nel periodo di misura, ? stato quello di valutare l?ampiezza della zona di evacuazione oltre che di capire gli effetti dovuti alla deposizione di sostanze radioattive su un?area molto ampia.
Le mappe elaborate hanno confermato sia la direzione verso cui si ? diretto il flusso di radioisotopi, sia l?estensione della zona di ?evacuazione? e di ?preparazione all?evacuazione di emergenza? attualmente posta in atto.


Monitoraggio di acqua marina
Per quanto riguarda l?acqua marina, i programmi di monitoraggio sono stati implementati sia dal MEXT che dalla TEPCO; il MEXT ha sviluppato il programma off-shore per un totale di 16 punti mentre il programma di monitoraggio della TEPCO ? stato implementato per un totale di 17 punti near-shore. Dal 25 aprile ? stato effettuato il monitoraggio dell?acqua di mare anche in 5 punti in corrispondenza della prefettura di Ibaraki. Dal 20 maggio ? stato implementato il monitoraggio anche nell?area off-shore di Fukushima e di Miyagi Tenuto conto che i valori limite di concentrazione stabiliti dalle autorit? giapponesi sono 40 Bq/l per lo Iodio131, 60 Bq/l per il Cesio134 e 90 Bq/l per il Cesio137, al 29 maggio la situazione ? la seguente:
a) monitoraggio della TEPCO:
  • a 30 metri a nord del canale di scarico delle Unit? 5-6 si registrano, valori di concentrazione per il Cesio (134 e 137) rispettivamente di, 1,1 e 0,78 volte pi? elevati rispetto ai livelli di riferimento. I valori registrati rispetto ai giorni precedenti risultano in leggera diminuzione;
  • a 330 metri a sud del canale di scarico delle Unit? 1-4 il giorno 19 maggio sono stati registrati valori di concentrazione pi? elevati rispetto ai valori precedenti; l?aumento ? legato alla perdita nel canale 3. Nei giorni successivi e fino alle misure del 30 maggio, le misure effettuate sia di Iodio 131 che di Cesio134 e Cesio 137; hanno evidenziato che per tutti e tre i radioisotopi il valore misurato ? al di sotto del valore limite;
  • in corrispondenza del canale di scarico di Daini a 10 km dall?impianto di Daiichi, i valori di concentrazione di Iodio131, Cesio134 e Cesio137 sono al di sotto del valore limite;
  • presso la localit? di Iwasawa a 16 km da Daichi, i valori di concentrazione di Iodio131, Cesio134 e Cesio137 sono al di sotto del valore limite;
  • La TEPCO ha effettuato ulteriori monitoraggi in 4 punti corrispondenti al molo di attracco delle unit? 1-4, alla griglia dell?unit? 2 (internamente ed esternamente alla barriera filtrante) e, a partire dal 14 maggio, anche alle griglie delle unit? 1,3 e 4 (internamente ed esternamente alla barriera filtrante) a causa di uno scarico di acqua contaminata dal canale dell?unit? 3 e infine al canale di adduzione delle unit? 1-4. Alla data del 30 maggio i valori di concentrazione di Iodio-131, Cesio-134 e Cesio-137 rispettivamente sono:
    o per il molo di attracco 0,55, 6 e 4,20 volte superiori al limite;
    • per la griglia dell?unit? 2 parte interna, 530, 75 e 54 volte maggiori del limite;
    • per la griglia dell?unit? 2 parte esterna, 18, 25 e 19 volte maggiori del limite;
    • per la griglia dell?unit? 1 parte interna, 11, 25 e 17 volte maggiori del limite e per la griglia dell?unit? 1 parte esterna, 18, 27 e 19 volte maggiori del limite;
    • per la griglia dell?unit? 3 parte interna, 18, 95 e 69 volte maggiori del limite e per la griglia dell?unit? 3 parte esterna, 16, 23 e 18 volte maggiori del limite;
    • per la griglia dell?unit? 4 parte interna, 7, 40 e 29 volte maggiori del limite e per la griglia dell?unit? 4 parte esterna, 16, 42 e 30 volte maggiori del limite
La diminuzione dei valori rilevati rispetto al precedente comunicato sono dovuti alla risoluzione della perdita dallo scarico dell?unit? 3. Il punto a sud del canale di adduzione mostra un valore di 12, 25 e 18 volte pi? elevati. In questo punto si denota che l?andamento dei valori registrati ? approssimativamente costante rispetto ai valori del comunicato precedente.
  • Dal 17 aprile sono stati implementati i punti di monitoraggio aggiungendo rispettivamente 3 punti a 3 km, 2 punti a 8 km e 6 punti a 15 km dalla costa; le misure effettuate fino al 30 maggio mostrano che in nessuno dei punti monitorati viene superato il limite di riferimento;
  • Il 25 aprile sono stati aggiunti ulteriori 6 punti a 3 km; le cui misure di concentrazione effettuate dal 18 al 30 maggio non hanno evidenziato presenza di isotopi dello iodio e/o del cesio;
  • Il 27 maggio sono stati aggiunti altri 4 punti di monitoraggio rispettivamente 2 a 30 km off-shore e 2 a 5 km off-shore per valutare la diffusione della contaminazione in mare; le misure effettuate su campioni prelevati sia dallo strato superficiale che in profondit? non hanno evidenziato presenza di radionuclidi di origine artificiale.
b) monitoraggio del MEXT:
  • alla distanza di 30 km dalla costa di fronte alla centrale e distanziati di 10 km l?uno dall?altro, sono stati predisposti dal MEXT 8 punti di monitoraggio dell?acqua marina. In seguito sono state effettuate misure in altri due punti a minore distanza dalla costa (circa 10 km e 20 km dalla costa, a circa 60 km a sud della centrale); inoltre sono stati aggiunti altri 2 punti a nord dell?impianto e a distanze di 4 e 15 km dalla costa. Le misure effettuate sui campioni prelevati dal 5 all?8 maggio a differenti profondit? hanno fornito i seguenti risultati: a circa 30 km dalla costa, tutti i valori sono risultati al di sotto dei limiti di rilevabilit? strumentale per lo Iodio-131 e 14,3 Bq/l per il Cs-134(punto 6); e 18,3 Bq/l per il Cs-137 (punto B);
  • dal 25 aprile sono stati aggiunti 4 punti di monitoraggio a circa 10 e 20 km dalla costa sia a sud che a nord dell?impianto; le misure dal 5 all?8 maggio hanno evidenziato per il punto S-3 una concentrazione di 11,2 Bq/l per Cs-134;
c) monitoraggio nella Prefettura di Ibaraki, Fukushima e Miyagi:
  • per tutti i punti afferenti alla prefettura di Ibaraki monitorati al 24 maggio, i valori sono risultati inferiori ai limiti di rilevabilit? sia per lo iodio mentre per sia per gli isotopi 134 e 137 del cesio i valori registrati sono stati al massimo di 9,3 e 11 Bq/l.
Monitoraggio dei sedimenti oceanici
Dal 29 aprile la TEPCO ha implementato un programma di monitoraggio sia dei sedimenti marini in 2 punti, uno a 3 km dalla costa di Odaka Ward e l?altro a 3 km dalla costa di Iwasawa Beach, sia dello strato superficiale dei fondali di fronte al molo di attracco dell?unit? 1-4. I valori pi? elevati di concentrazione nei sedimenti sono stati misurati a Odaka e risultano rispettivamente di 1,9E+2, 1,3E+3 e 1,4E+3 Bq/kg per I-131, Cs-134 e Cs-137.

Per quanto riguarda la concentrazione nei fondali si riscontrano valori di 52000, 94000 e 87000 Bq/kg per I-131, Cs-134 e Cs-137 rispettivamente.

Dal 4 maggio la TEPCO ha implementato il programma di sorveglianza con l?aggiunta di un monitoraggio specifico delle acque sia superficiali che profonde tra la barriera protettiva e la griglia del canale di scarico dell?unit? 2. I risultati delle misure saranno riportati appena disponibili.



Radioattivit? negli alimenti e restrizioni
Il Ministero della Salute ha reso noto i dati relativi a 249 campioni di vegetali di diverso tipo, frutta (fragole, ciliegie e uva), foglie di t?, funghi, carne di maiale, carne di mucca, prodotti del latte (latte, latte non pastorizzato, yogurt), uova, pesce e raccolti tra il 17 e il 26 maggio in 14 prefetture (Fukushima, Gunma, Ibaraki, Kanagawa, Tochigi, Yamagata, Chiba, Saitama, Nagano, Niigata, e Hokkaido, Iwate, Miyagi, Tokyo); le misure hanno mostrato per 238 campioni livelli di I-131, Cs-137 e Cs-134 non rilevabili o inferiori ai limiti stabiliti dalle autorit? giapponesi; degli 11 restanti campioni, 5 campioni di the non lavorato raccolti nelle prefetture di Fukushima e di Gunma hanno mostrato livelli di concentrazione di Cs 134/137 superiori ai livelli di riferimento stabiliti dalle autorit? giapponesi e 5 campioni di pesce e altri cibi di provenienza marina raccolti nella prefettura di Fukushima hanno mostrato una concentrazione di Cs 134/137 superiore ai limiti di riferimento.

Il governo ha emanato un regolamento provvisorio che stabilisce a 2000 Bq/kg il limite di I-131 nel pesce.
Il Ministero dell?agricoltura, foreste e pesca del Giappone ha informato la IAEA che in questa stagione, nella maggior parte degli allevamenti il bestiame ? mantenuto al chiuso. Gli animali sono primariamente alimentati con scorte di foraggio secco e grano che, non essendo esposte all?aperto, non risultano contaminate. Sono state fornite, inoltre, indicazioni agli agricoltori sulla necessit? di prevenire la contaminazione dell?acqua utilizzata per l?abbeveraggio.

Il 13 aprile il Primo Ministro Giapponese ha richiesto al Governatore della prefettura di Fukushima di vietare la distribuzione di un tipo di fungo (shiitake, lentinula edodes) coltivato in alcune zone fino a nuova diversa disposizione.. E? stata, inoltre, richiesta la restrizione alla distribuzione per la stessa matrice alimentare prodotta nelle citt? di Fukushima, Date, Soma, Minamisoma, Tamura e Iwaki nonch? nelle cittadine di Shinchi, Kawamata, Namie, Futaba, Ookuma, Tomioka, Nahara e Hirono e, infine, nei villaggi di Iitate, Katsurao e Kawauchi fino ad ulteriore notifica. Il 25 aprile ? stato esteso il provvedimento di restrizione alla distribuzione della stessa matrice alimentare proveniente dalla citt? di Motomiya.

Un campione di pesce (sand lance, stessa famiglia del cicerello) prelevato il 18 aprile dalla regione costiera di Fukushima ha dato valori al di sopra dei limiti stabiliti dal governo giapponese sia per lo Iodio che per il Cesio, e ne ? stata quindi vietata la distribuzione ed il consumo in tutta la prefettura.

Il 22 aprile il Primo Ministro Giapponese Edano ha annunciato la proibizione alla coltivazione di riso relativamente a tutto il raccolto del 2011 nelle zone di evacuazione, di pianificata evacuazione e nella zona di preparazione all?evacuazione di emergenza.

A partire dal 17 Aprile nella prefettura di Ibaraki sono state revocate alcune delle restrizioni alimentari precedentemente adottate.

In particolare:
  • nella prefettura di Fukushima, sono in vigore restrizioni sulla distribuzione e consumo dei vegetali a foglia, altri vegetali (kakina, spinaci, rape, cavoli, etc.) e del latte; per quanto riguarda la distribuzione di latte non pastorizzato, il Ministero, il giorno 8 aprile, ha revocato, le restrizioni nelle localit? di Kitakata, Aizumisato, Bandai, Inawashiro, Michima, Minamiaizu e Simogo e, il giorno 16 Aprile in molte altre localit?; ? stata inoltre vietata la distribuzione ed il consumo del sand lance (pesce della famiglia del cicerello) e la distribuzione dello stesso. Il 25 aprile il provvedimento relativo alla distribuzione dello shiitake ? stato revocato. Il 27 aprile ? stato revocato il provvedimento di restrizione alla distribuzione e al consumo di alcuni tipi di verdure a foglia larga e per altri vegetali tipo i broccoli. Il 1 maggio ? stata revocata la restrizione alla distribuzione di latte non pastorizzato proveniente dalla citt? di Minamisoma (escluso le zone di Karasuzaki, Ouchi, Kawago e Shionosaki) e da Kawamata (esclusa l?area di Yamakiya). Il 4 maggio ? stata revocata la restrizione alla distribuzione e al consumo di vegetali a foglia larga, tipo spinaci e kakina, a sud della prefettura di Fukushima e nell?area di Iwaki; vegetali a foglia, tipo il cavolo, da 12 localit? dell?area centrale di Fukushima e dalla zona di Iwaki; verdura tipo broccoli e cavolfiori da Iwaki city. ? stata inoltre revocata la restrizione alla sola distribuzione di rape da 21 localit? comprese tra l?area centrale e l?area a nord della prefettura di Fukushima e nella stessa Iwaki. Il 9 maggio ? stata revocata la restrizione alla distribuzione di bamboo da 6 localit? nella prefettura di Fukushima e le ostriche dalle localit? di Fukushima city e Kori. L? 11 maggio ? stata revocata la restrizione alla distribuzione e al consumo di vegetali a foglia larga tipo spinaci e kakina da 17 localit? nell?area di Aizu; di vegetali a foglia tipo il cavolo da 17 localit? a nord e a sud della prefettura; e di verdure tipo broccoli e cavolfiori da 12 localit? nell?area centrale. Il 13 maggio in 6 localit? della prefettura di Fukushima ? stato imposto il divieto alla distribuzione del bamboo; il 16 maggio ? stato revocato il divieto alla distribuzione dello shiitake nelle localit? di Tamura e di Shinchi. Il 30 maggio ? stato revocato il divieto di distribuzione dei germogli di bamb? nella sola area di Hirata-Mura.
  • nella prefettura di Ibaraki dal 17 di aprile ? stato revocato il divieto di distribuzione di kakina e prezzemolo; ? stato revocato anche il divieto di distribuzione di spinaci, escludendo le localit? di Kitaibaraki e Takahagi. Al 25 maggio permangono le restrizioni alla distribuzione di spinaci prodotti nelle citt? di Kitaibaraki e Takabagi.
  • nella prefettura di Tochigi dal 14 aprile ? stato revocato il divieto di distribuzione di kakina; permane il divieto di distribuzione di spinaci in tutta la prefettura ad esclusione delle localit? di Nasushiobara e Shioya la cui revoca ? stata decisa il 21 aprile.
  • nella prefettura di Chiba, le restrizioni riguardano solo alcune localit? (Katori e Tako). In queste localit? il 22 aprile ? stato revocato il divieto di distribuzione di spinaci; lo stesso giorno ? stato revocato il divieto di distribuzione di spinaci ed altri vegetali a foglia larga (tipo lattuga), sedano, prezzemolo prodotti nella citt? di Asahi.
Per quanto riguarda l?acqua potabile, i valori misurati alla data del 30 maggio confermano la revoca delle restrizioni emanata il 10 maggio relativamente al consumo di acqua anche nel villaggio di Iitate.

In base ai dati del 30 maggio il valori di concentrazione di I-131 e di Cs-134/137 sono risultati per tutte le prefetture al di sotto dei limiti di rivelabilit? della strumentazione. Le restrizioni sull?acqua devono essere adottate quando la radioattivit? supera il limite di 300 e 200 Bq/l per lo Iodio ed il Cesio rispettivamente.



Misure protettive
L?11 aprile, il Governo giapponese ha stabilito due diverse aree di evacuazione oltre i 20 Km di raggio dalla centrale incidentata. Si ricorda che sin dall?inizio dell?incidente l?evacuazione era stata adottata entro i 20 km. La prima area, indicata come zona di evacuazione pianificata, comprende quelle zone, oltre i 20 km (si arriva anche a 50 km in direzione NNW) dalla centrale, in cui ? stato stimato che i residenti assumerebbero una dose superiore a 20 mSv nel corso di un anno (approssimativamente entro marzo 2012). In questa area il Governo, consultandosi con le Comunit? locali, sta predisponendo il piano di evacuazione dei residenti che si prevede verr? effettuata entro il prossimo mese.

Nella seconda area, indicata come zona di evacuazione di emergenza, la cui estensione ? compresa tra i 20 ed i 30 km dalla centrale, ad esclusione di quelle zone che ricadono nella precedente area, la popolazione deve essere pronta, in caso di un aggravamento della situazione, ad essere evacuata all?esterno dell?area. In tale contesto, viene comunque raccomandata l?evacuazione volontaria; in ogni caso, l?area ? interdetta ai bambini, alle donne in gravidanza e alle persone bisognose di assistenza medica. Tutte le scuole all?interno dell?area sono chiuse. Successivamente (conferenza stampa del 22 aprile) ? stato annunciato, per la zona di evacuazione di emergenza, il ritiro della raccomandazione di riparo al chiuso in atto sin dall?inizio dell?emergenza nucleare, specificando che, in caso di necessit?, i residenti possono ripararsi al chiuso o evacuare con i propri mezzi.

Il 21 aprile, il Governo ha annunciato di aver stabilito una zona di ?interdizione all?ingresso? intorno al sito di Fukushima Daiichi e di aver stabilito i criteri per l?ingresso temporaneo nella suddetta zona. Al riguardo, a partire dalla mezzanotte del 22 aprile ? stato proibito l?accesso all?interno di un?area di 20 km di raggio dal sito nucleare, ordinando a tutte le persone di lasciare l?area, ad eccezione di quelle impegnate nelle attivit? di risposta all?emergenza ed escludendo i casi in cui le autorit? locali consentano un accesso temporaneo. I criteri per l?accesso temporaneo autorizzato alla zona di interdizione prevedono la costituzione di un punto controllo e decontaminazione al confine della zona interdetta ed al suo interno l?individuazione di un punto di raccolta; le persone autorizzate all?ingresso devono essere trasportate lungo tragitti prefissati che collegano le due postazioni suddette; il tempo massimo di permanenza all?interno della zona interdetta ? di 2 ore; inoltre, per le operazioni di trasporto e sosta presso il punto di raccolta, sia nell?andata che per il ritorno, nonch? per le attivit? di controllo in uscita ? consentito un tempo massimo di 3 ore, per un tempo totale massimo consentito di 5 ore.

I confini delle aree di interdizione e delle zone di evacuazione d?emergenza saranno rivisti solo dopo che il rilascio radioattivo possa considerarsi sotto controllo (previsione di 6-9 mesi) e che il monitoraggio ambientale sia stato completato.
Dal 22 aprile ? operativo, nella prefettura di Fukushima l? On-site Government Response Office in cui operano, in collaborazione con le autorit? prefettizie, i rappresentanti del Ministero dell?economia, commercio e industria, del Ministero dell?interno e comunicazioni, del ministero dell?agricoltura, foreste e pesca, del Ministero della salute, lavoro e welfare.
La NISA ha comunicato che dal 15 maggio sono iniziate le operazioni di allontanamento della popolazione dalle aree di Iitate e di Kawamata che ricadono all?interno della ?Zona di evacuazione pianificata?. Al 16 maggio, 10 nuclei familiari risultano essere stati allontanati dalla prima area e 8 dalla seconda.

Il governo ha presentato i criteri per regolamentare l?utilizzo degli edifici scolastici e delle rispettive aree, nella prefettura di Fukushima.

Sulla base delle raccomandazioni emesse dall?International Commission on Radiological Protection (ICRP) nella sua pubblicazione n. 109, il governo ha adottato un livello di riferimento di 20 mSv in un anno per l?utilizzo delle scuole elementari. Ci? ipotizzando livelli di esposizione di 1,52 microSv/h all?interno dell?edificio scolastico e di 3,8 microSv/h all?esterno, ad esempio nel giardino della scuola. Nel caso di superamento del livello esterno, l?utilizzo della scuola dovr? essere vietato.

Al riguardo, il governo ha disposto l?emissione periodica (ogni due settimane) del rapporto sui risultati delle attivit? di monitoraggio e la distribuzione a ciascuna scuola di un dosimetro per il controllo continuo dei livelli di esposizione.
Sono state, inoltre, indicate alcune raccomandazioni igieniche alle quali gli scolari ed il personale scolastico dovranno attenersi, mirate soprattutto a prevenire l?introduzione della contaminazione, ad esempio dalle mani alla bocca: lavarsi accuratamente mani e viso dopo attivit? all?aperto; i bambini pi? piccoli, delle scuole d?infanzia, dovranno comunque rimanere all?interno dell?edificio; rimuovere il fango dalle proprie scarpe dopo aver camminato all?esterno; se le condizioni del tempo, ad esempio a causa del vento, sono tali da provocare la risospensione di polveri dal suolo, le scuole dovrebbero chiudere le finestre.



Esposizione dei lavoratori

Il 1? maggio ? stato confermato che una lavoratrice ? stata esposta ad una dose di 7,49 mSv che risulta superiore al limite di 5 mSv in 3 mesi; i controlli medici effettuati hanno escluso, per la lavoratrice stessa, un significativo impatto sulla salute.
Il 5 maggio un lavoratore di una ditta appaltatrice esterna cadendo da una scaletta mentre svolgeva un lavoro nell?area di parcheggio all?esterno del West gate dell?impianto di Daichi ha riportato una ferita; lo stesso ? stato trasportato presso l?ospedale Rosai di Fukushima e dalle prime valutazioni radiometriche effettuate non ? risultato contaminato.
Il 13 maggio un lavoratore di una ditta appaltatrice esterna ha avuto un malore, in seguito al quale ha perso conoscenza, mentre lavorava al sistema di trattamento dei drenaggi; dopo essere stato trasportato all?ospedale di Iwaki ? deceduto per un attacco cardiaco. Sul corpo del lavoratore non ? stata riscontrata nessuna contaminazione.

Misure di radioattivit? ambientale in Italia

L?ISPRA e il sistema delle Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell?Ambiente effettuano il monitoraggio della radioattivit? ambientale. Sin dal 12 marzo 2011, sono state immediatamente intensificate le misure di particolato atmosferico allo scopo di monitorare l?andamento di una eventuale presenza di radioattivit? in aria riconducibile all?incidente nella centrale di Fukushima in Giappone e le misure di deposizione al suolo. A seguito dei primi segnali di presenza di tracce di radioattivit? in aria, a partire dal 23 marzo, sono state intensificate anche le misure in alcune matrici alimentari: vegetali a foglia larga e latte al fine di seguire eventuali fenomeni di trasferimento dei radionuclidi nelle matrici alimentari.

I valori riscontrati In Italia sono in generale accordo con quelli rilevati negli altri paesi europei, non hanno alcuna rilevanza dal punto di vista radiologico e sono tali da non costituire alcun rischio di tipo sanitario.

Nei grafici seguenti sono riportati gli andamenti delle concentrazioni di attivit? di Iodio 131 e di Cesio 137 nel particolato atmosferico che sono i principali radionuclidi indicatori della presenza di radioattivit? nell?aria.

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Si nota, a partire dal 23 marzo, la presenza in aria di piccole tracce di Iodio 131 con un massimo di 3,10 mBq/m3e di Cesio137 con un massimo di 1,20 mBq/m3. In alcune misure sono stati rilevate tracce di Cesio 134 fino a 0,25 mBq/m3. Nei campioni nei quali sono stati rilevati sia il Cesio 137 sia il Cesio 134 la media dei rapporti tra i due radionuclidi ? risultata di circa 0,86. La presenza di Cesio 134 e il valore del rapporto con il Cesio 137 evidenziano una probabile provenienza riconducibile all?incidente nucleare in Giappone. Alcune misure su campioni finalizzati alla rilevazione di iodio in forma gassosa hanno confermato la presenza di tracce di questo isotopo variabili con un valore massimo di 3,90 mBq/m3.

A partire dal mese di maggio non ? stata riscontrata la presenza di Iodio 131 e Cesio 137 nelle misure di particolato atmosferico superiore alle minime attivit? rilevabili dalla strumentazione.

Tracce di Iodio 131 sono state, inoltre, rilevate nella deposizione al suolo con un valore massimo giornaliero di 25,4 Bq/m2 e di Cs-137 con un valore massimo di 41 mBq/m2.
I risultati delle misure effettuate sui vegetali a foglia larga a partire dal 30 marzo, hanno evidenziato piccole tracce di:
  • Iodio 131, con un valore massimo di 0,80 Bq/kg. Si evidenzia che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dalla Commissione Europea per l?importazione di alimenti dal Giappone per lo Iodio-131 ? pari a 2000 Bq/kg;
  • Cesio 137, con un valore massimo di 1,33 Bq/kg. Si evidenzia che non ? possibile correlare direttamente, sulla base di queste misure, la presenza di Cesio 137 ai rilasci in atmosfera generati all?incidente in Giappone, sia per la presenza ubiquitaria di Cesio 137 a seguito delle ricadute dovute agli esperimenti nucleari degli anni ?60 e all?incidente di Chernobyl, nonch? per l?assenza di rilevazione di Cesio 134. Va peraltro tenuto presente che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dalla Commissione Europea per l?importazione di alimenti dal Giappone per il Cesio-137 ? pari a 500 Bq/kg.
Sono state, inoltre, effettuate misure su campioni di foraggio che hanno evidenziato, in alcuni casi, la presenza di tracce di I-131 con un valore massimo di 2,8 Bq/kg e di tracce di Cs-137 con un valore massimo di 15,8 Bq/kg. Anche per queste misurazioni non ? stata rilevata la presenza di Cs-134 al di sopra della minima attivit? rilevabile.

I risultati delle misure effettuate sul latte a partire dal 30 marzo, hanno evidenziato la presenza di tracce di Iodio-131 con un valore massimo di 5,24 Bq/l e di Cs-137 con un valore massimo di 0,22 Bq/l. Si consideri che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dalla Commissione Europea per l?importazione di alimenti dal Giappone per lo Iodio 131 nel latte ? pari a 100 Bq/l per gli alimenti per lattanti e per il Cesio 137 ? pari a pari a 200 Bq/l.

Si conferma che, sino ad oggi, la rete automatica di monitoraggio dell?intensit? di dose gamma in aria dell?ISPRA non ha rilevato valori anomali rispetto alle normali fluttuazioni del fondo ambientale locale.

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Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 7 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 6 giugno 2011)

Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 7 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 6 giugno 2011)

[Fonte: ISPRA, pagina originale completa: (LINK). Estratto, adattato.]

Incidente Nucleare in Giappone ? Misure di radioattivit? in Italia


Aggiornamento del 20 giugno 2011


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Misure di radioattivit? ambientale in Italia

L?ISPRA e il sistema delle Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell?Ambiente effettuano il monitoraggio della radioattivit? ambientale.

Sin dal 12 marzo 2011, sono state immediatamente intensificate le misure di particolato atmosferico allo scopo di monitorare l?andamento di una eventuale presenza di radioattivit? in aria riconducibile all?incidente nella centrale di Fukushima in Giappone e le misure di deposizione al suolo.

A seguito dei primi segnali di presenza di tracce di radioattivit? in aria, a partire dal 23 marzo, sono state intensificate anche le misure in alcune matrici alimentari: vegetali a foglia larga e latte al fine di seguire eventuali fenomeni di trasferimento dei radionuclidi nelle matrici alimentari.

I valori riscontrati In Italia sono in generale accordo con quelli rilevati negli altri paesi europei, non hanno alcuna rilevanza dal punto di vista radiologico e sono tali da non costituire alcun rischio di tipo sanitario.

Nei grafici seguenti sono riportati gli andamenti delle concentrazioni di attivit? di Iodio 131 e di Cesio 137 nel particolato atmosferico che sono i principali radionuclidi indicatori della presenza di radioattivit? nell?aria.

Si nota, a partire dal 23 marzo, la presenza in aria di piccole tracce di Iodio 131 con un massimo di 3,10 mBq/m3e di Cesio137 con un massimo di 1,20 mBq/m3.

In alcune misure sono stati rilevate tracce di Cesio 134 fino a 0,25 mBq/m3.

Nei campioni nei quali sono stati rilevati sia il Cesio 137 sia il Cesio 134 la media dei rapporti tra i due radionuclidi ? risultata di circa 0,86. La presenza di Cesio 134 e il valore del rapporto con il Cesio 137 evidenziano una probabile provenienza riconducibile all?incidente nucleare in Giappone.

Alcune misure su campioni finalizzati alla rilevazione di iodio in forma gassosa hanno confermato la presenza di tracce di questo isotopo variabili con un valore massimo di 3,90 mBq/m3.

A partire dal mese di maggio non ? stata riscontrata la presenza di Iodio 131 e Cesio 137 nelle misure di particolato atmosferico superiore alle minime attivit? rilevabili dalla strumentazione.

Tracce di Iodio 131 sono state, inoltre, rilevate nella deposizione al suolo con un valore massimo giornaliero di 25,4 Bq/m2 e di Cs-137 con un valore massimo di 41 mBq/m2.

I risultati delle misure effettuate sui vegetali a foglia larga a partire dal 30 marzo, hanno evidenziato piccole tracce di:
  • Iodio 131, con un valore massimo di 0,80 Bq/kg. Si evidenzia che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dalla Commissione Europea per l?importazione di alimenti dal Giappone per lo Iodio-131 ? pari a 2000 Bq/kg;
  • Cesio 137, con un valore massimo di 1,33 Bq/kg. Si evidenzia che non ? possibile correlare direttamente, sulla base di queste misure, la presenza di Cesio 137 ai rilasci in atmosfera generati all?incidente in Giappone, sia per la presenza ubiquitaria di Cesio 137 a seguito delle ricadute dovute agli esperimenti nucleari degli anni ?60 e all?incidente di Chernobyl, nonch? per l?assenza di rilevazione di Cesio 134. Va peraltro tenuto presente che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dalla Commissione Europea per l?importazione di alimenti dal Giappone per il Cesio-137 ? pari a 500 Bq/kg;
Sono state, inoltre, effettuate misure su campioni di foraggio che hanno evidenziato, in alcuni casi, la presenza di tracce di I-131 con un valore massimo di 2,8 Bq/kg e di tracce di Cs-137 con un valore massimo di 15,8 Bq/kg. Anche per queste misurazioni non ? stata rilevata la presenza di Cs-134 al di sopra della minima attivit? rilevabile.

I risultati delle misure effettuate sul latte a partire dal 30 marzo, hanno evidenziato la presenza di tracce di Iodio-131 con un valore massimo di 5,24 Bq/l e di Cs-137 con un valore massimo di 0,22 Bq/l. Si consideri che il livello massimo ammissibile di radioattivit? stabilito dalla Commissione Europea per l?importazione di alimenti dal Giappone per lo Iodio 131 nel latte ? pari a 100 Bq/l per gli alimenti per lattanti e per il Cesio 137 ? pari a pari a 200 Bq/l.

Dal 10 giugno, a seguito degli esiti delle recenti rilevazioni radiometriche effettuate sulle matrici ambientali e alimentari, si ? ritenuta conclusa la fase di intensificazione delle misure avviata subito dopo l?incidente di Fukushima e si ? ritornati al normale programma di monitoraggio ambientale.

Si conferma che, sino ad oggi, la rete automatica di monitoraggio dell?intensit? di dose gamma in aria dell?ISPRA non ha rilevato valori anomali rispetto alle normali fluttuazioni del fondo ambientale locale.

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Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 7 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 21 giugno 2011)

Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 7 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 21 giugno 2011)

[Fonte: ISPRA, pagina originale completa: (LINK). Estratto, adattato.]

Emergenza nucleare in Giappone

Aggiornamento del 5 luglio 2011 (estratto)

L?ISPRA, nell?ambito dei compiti ad esso attribuiti dalla legislazione vigente quale autorit? di controllo per la sicurezza nucleare e la radioprotezione ed organo tecnico di supporto alle autorit? di protezione civile per le emergenze nucleari e radiologiche segue costantemente l?evolversi della situazione in atto presso le centrali nucleari giapponesi a seguito del forte sisma verificatosi nella giornata dell?11 marzo.

Le valutazioni che l? Istituto sta svolgendo si basano sulle informazioni ricevute quale punto di contatto nazionale nell?ambito per i sistemi di scambio rapido d?informazioni predisposti dall?Agenzia Internazionale dell?Energia Atomica in attuazione della Convenzione per la Pronta Notifica d?Incidenti Nucleari.

L?ISPRA ? in continuo contatto con l?Agenzia Internazionale per l?Energia Atomica (IAEA) e con il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sulla base dei periodici aggiornamenti ricevuti dalla IAEA, si riporta un aggiornamento della situazione presso le centrali di Fukushima Daiichi, Fukushima Daini e Onagawa, come fornito dall?Autorit? di sicurezza nucleare giapponese.



Aggiornamento del 5 luglio 2011

Conferenza Ministeriale degli Stati Membri della Agenzia Internazionale per l?Energia Atomica

Si ? svolta a Vienna dal 20 al 24 giugno la Conferenza Ministeriale degli Stati membri dell?Agenzia Internazionale per l?Energia Atomica (AIEA), organizzata dall?Agenzia stessa per discutere delle lezioni in tema di sicurezza nucleare e gestione delle emergenze scaturite dall?incidente alla centrale nucleare di Fukushima-Daiichi generato dal terremoto e dallo tsunami dell?11 marzo 2011.

La conferenza ha visto svolgersi una sessione Ministeriale e tre sessioni a carattere tecnico, dedicate, rispettivamente, ad una valutazione preliminare dell?incidente ed alla individuazione di possibili interventi di miglioramento, alle predisposizioni e alla gestione delle emergenze, al rafforzamento del regime globale di sicurezza nucleare.

Nell?ambito della sessione Ministeriale ? stata adottata una dichiarazione tesa a rafforzare il regime internazionale sulla sicurezza nucleare. In particolare, la dichiarazione ministeriale ricorda come un incidente nucleare possa avere conseguenze anche transfrontaliere (an accident anywhere is an accident everywhere) e possa generare elementi di preoccupazione nella popolazione in merito alla sicurezza dello sfruttamento pacifico dell?energia nucleare ed al possibile impatto radiologico sulla popolazione e sull?ambiente. Al riguardo, nel riaffermare il principio della responsabilit? primaria di ciascuno stato ad assicurare i pi? elevati livelli di sicurezza delle proprie installazioni la dichiarazione pone l?accento sull?importanza dell?adozione di misure internazionali, attraverso un rafforzato ruolo dell?AIEA. Quindi, se da un lato, sul piano delle misure a livello nazionale ? stata ribadita la necessit? di rafforzare l?indipendenza, le capacit? e le risorse delle autorit? di controllo e di effettuare continue rivalutazioni di sicurezza, con una effettiva applicazione degli standard IAEA, dall?altro, sul piano internazionale, al di l? del richiamo alla ratifica della Convenzione sulla sicurezza nucleare, ? stato posto l?accento sull?importanza di considerare un rafforzamento della Convenzione in atto e soprattutto di assicurare lo svolgimento di verifiche indipendenti da effettuarsi attraverso meccanismi di ?peer review?.

La Dichiarazione ministeriale ha dato mandato al Direttore Generale di predisporre un piano d?azione da presentarsi alla conferenza generale dell?AIEA nel prossimo mese di settembre. La predisposizione del piano terr? conto delle indicazioni emerse nel corso delle tre sessioni.

Si evidenziano, in particolare:
  • il rafforzamento degli Standards dell?AIEA, con particolare riferimento alle problematiche di natura progettuale evidenziate dall?incidente di Fukushima: rafforzamento dei livelli di difesa in profondit? e del loro grado d?indipendenza, protezioni da eventi naturali, anche multipli (e.g. terremoto e tsunami), gestione d? incidenti gravi che si verifichino anche su pi? siti, gestione di fenomeni d?accumulo d?idrogeno, perdita prolungata delle capacit? di rimozione del calore e delle alimentazioni elettriche, rafforzamento dei centri di emergenza di sito;
  • l?avvio di un processo di revisione della Convenzione sulla sicurezza nucleare, con particolare riferimento alla trasparenza, ai requisiti di indipendenza dell?autorit? di controllo, all?adozione di pi? efficaci meccanismi di peer review;
  • l?avvio da parte degli Stati di sistematiche valutazioni di sicurezza sulle proprie installazioni a fronte degli scenari evidenziati dall?incidente di Fukushima e la presentazione alla prevista riunione straordinaria degli Stati contraenti la convenzione sulla sicurezza nucleare che si terr? nel 2012; ci? adottando un approccio analogo a quello avviato nell?Unione Europea con gli ?stress? test.
  • una revisione della scala INES degli incidenti per renderla pi? idonea alle esigenze di comunicazione emerse nel corso dell?evoluzione dell?incidente di Fukushima;
  • un rafforzamento del ruolo dell?AIEA nell?effettuazione di valutazioni ed analisi sull?evoluzione delle emergenze e sull?impatto radiologico degli incidenti, sulla base di informazioni e dati che gli stati interessati da un?emergenza debbono fornire con tempestivit? e continuit?;
  • un potenziamento del ruolo dell?AIEA quale punto di riferimento internazionale per rafforzare il regime di sicurezza nucleare;
  • la previsione di un pi? ampio e trasparente uso delle ?peer review? organizzate dall? AIEA, sulle rivalutazioni di sicurezza condotte dai singoli stati con installazioni nucleari, sui sistemi di regolamentazione per la sicurezza nucleare, sull?organizzazione di risposta all?emergenza, i cui risultati vengano resi disponibili a tutti gli altri Stati Membri.
Gli atti della IAEA Ministerial Conference on Nuclear Safety sono riportati sul sito dell?AIEA al seguente indirizzo: (LINK)



Comunicazioni da parte del Ministero dell?economia e dell?industria e revisione generale delle misure di sicurezza nei siti nucleari giapponesi

Alla luce dell?incidente di Fukushima, la NISA ha richiesto alle societ? distributrici di energia elettrica da nucleare di rivedere le misure di sicurezza di emergenza al fine di prevenire danni al nocciolo del reattore, e di procedere rapidamente ad una attuazione delle stesse. Sulla base di queste direttive la NISA ha ricevuto comunicazione circa l?adozione delle misure di sicurezza di emergenza da ogni compagnia distributrice di energia elettrica, le quali hanno in particolare confermato: la disponibilit? e la capacit? d?impiego di macchine ed equipaggiamenti supplementari (ad esempio veicoli a motore per la fornitura di energia elettrica, pompe motorizzate, etc); la continua revisione dei manuali di emergenza; la verifica dell?efficacia della risposta all?emergenza.

Dalle ispezioni effettuate la NISA conferma che l?attuazione delle misure di sicurezza riguardo le inondazioni degli edifici progrediranno fino alla fine di maggio, includendo i sistemi di backup di sicurezza quali pompe per l?acqua di mare, sistemi di raffreddamento di grande capacit? e misure protettive dagli Tsunami.



Missione di esperti dell?Agenzia Internazionale dell?Energia Atomica

In accordo con il governo Giapponese la IAEA ha inviato una missione preliminare di esperti, che ha operato dal 24 maggio al 1 giugno, per una valutazione degli eventi ed una prima identificazione delle lezioni che possono essere tratte dall?incidente. I risultati della missione verranno presentati nell?ambito della Conferenza Ministeriale sulla sicurezza nucleare, organizzata dalla IAEA stessa, che si terr? a Vienna dal 20 al 24 giugno p.v.; di seguito ? riportata una sintesi delle risultanze della missione contenute in un rapporto preliminare pubblicato dalla IAEA.

La missione ha goduto della massima cooperazione da parte delle autorit? giapponesi, dei componenti dell?agenzia per la sicurezza nucleare e dagli esercenti. Gli impianti nucleari visitati sono stati Tokai, Fukushima Dai-ichi e Fukushima Dai-ni. Il team di esperti della IAEA ha potuto confrontarsi con i tecnici che sono intervenuti all?inizio dell?emergenza e tuttora sono coinvolti nelle operazioni attualmente in corso nella centrale di Fukushima Dai-ichi.

Nel rapporto preliminare il team di esperti della IAEA hanno in particolare evidenziato:
  • l?estrema trasparenza mostrata dal governo giapponese, dall?autorit? di sicurezza nucleare e dagli esercenti nel condividere le informazioni e nel rispondere alle domande che venivano poste dal team nel corso della missione in merito all?esperienza derivante dall?incidente ai fini del miglioramento della sicurezza nucleare a livello mondiale;
  • la risposta all?emergenza attuata sul sito dalle squadre speciali di intervento, svolta in condizioni estremamente difficili e tenuto conto delle condizioni eccezionali verificatesi, che ? risultata esemplare ed efficace ai fini della sicurezza;
  • le azioni a lungo termine attuate dal governo giapponese atte a garantire la protezione della popolazione, inclusa l?evacuazione, sono state esemplari e ben organizzate; per completare le azioni intraprese sarebbe vantaggioso attuare un adeguato e tempestivo programma di valutazione delle esposizioni e di monitoraggio degli eventuali effetti sanitari sui lavoratori e sulla popolazione;
  • l?importanza di aver predisposto un programma per gli interventi a breve e medio termine per stabilizzare in condizioni di sicurezza ed in maniera definitiva la centrale e ripristinare le condizioni di vita normale della popolazione evacuata; tale programma potr? richiedere delle modifiche a seguito del verificarsi di nuove circostanze in precedenza non considerate e un?assistenza anche attraverso una cooperazione internazionale;
  • che il pericolo di tsunami in molti siti risulta sottostimato; i progettisti e gli operatori dovrebbero appropriatamente valutare e fornire un?adeguata protezione contro gli eventi naturali; tali valutazioni dovrebbero essere periodicamente aggiornate sulla base delle nuove informazioni disponibili e sull?esperienza acquisita;
  • nel sistema regolatorio dovranno essere adeguatamente contenute specifiche disposizioni, incluse quelle inerenti le rivalutazioni periodiche, concernenti gli eventi naturali estremi; inoltre deve essere assicurata, in ogni circostanza, l?indipendenza e la chiarezza del ruolo dell?autorit? di controllo, in linea con le IAEA Safety Standard;
  • i requisiti di difesa in profondit?, separazione fisica, ridondanza e diversificazione dei sistemi di sicurezza devono essere applicati anche contro gli eventi naturali estremi. La combinazione di eventi estremi che si possono verificare anche per lungo tempo dovr? essere considerata nelle varie fasi di progetto, di esercizio e di predisposizione dei piani di emergenza di un impianto;
  • il rischio di esplosioni da idrogeno dovr? essere soggetto a specifiche ed accurate valutazioni e la relativa prevenzione dovr? contemplare appositi sistemi dedicati;
  • gli interventi di emergenza, specialmente quelli relativi alla prima fase, dovranno essere adeguatamente dimensionati per far fronte agli incidenti severi.
Programma degli interventi a breve e medio termine sull?impianto di Fukushima

Su richiesta del Ministero dell?Economia la TEPCO ha predisposto un programma per stabilizzare in maniera definitiva la centrale di Fukushima. Il piano predisposto prevede tre distinte aree di intervento relative al raffreddamento dei reattori e delle piscine del combustibile, alla mitigazione dell?evoluzione incidentale, con particolare riferimento alla gestione dell?acqua contaminata ed alla mitigazione di rilasci di radioattivit? in atmosfera ed al suolo, al monitoraggio delle conseguenze radiologiche ed allo svolgimento di attivit? di decontaminazione. Il programma prevede due fasi, la prima della durata di tre mesi, la seconda della durata da tre a sei mesi.

Tra gli obiettivi della prima fase si citano la stabilizzazione del raffreddamento dei reattori e delle piscine, con il ripristino di un circuito chiuso, la predisposizione di adeguate strutture di contenimento dell?acqua contaminata, la prevenzione del rilascio di contaminanti radioattivi all?esterno degli edifici, in un quadro d?incremento complessivo delle attivit? di monitoraggio.
Per la seconda fase si citano operazioni di decontaminazione dell?acqua e la predisposizione di coperture degli edifici.

L?obiettivo dei provvedimenti ? quello di consentire il ritorno, in un tempo stimato da sei a nove mesi, della popolazione nelle aree evacuate e la ripresa di una vita normale.

Il 17 giugno la TEPCO ha presentato un aggiornamento del programma degli interventi a breve e medio termine che prevede un incremento delle contromisure da attuare e contiene ulteriori specifiche indicazioni sui sistemi di controllo radiometrico e medico.



Piano per il raggiungimento della condizione di raffreddamento stabile del reattore

La TEPCO ha reso noto il piano per stabilire il raffreddamento in loop chiuso della Unit? 1. Il piano ? composto da vari step:
  • 1. Riduzione dei livelli di radiazione nell?edificio reattore cos? da permettere l?installazione del sistema a circuito chiuso. (9 Maggio);
    • a) Riduzione dei livelli di radiazione in aria nell?edificio reattore mediante l?installazione di un sistema di filtrazione che rimandi aria all?esterno dell?edificio reattore;
    • b) Riduzione dei livelli di contaminazione superficiale nell?edificio reattore attraverso la rimozione di macerie, la decontaminazione superficiale e l?installazione di schermi;
  • 2. Ricalibrazione gli strumenti di misura del livello e della pressione del reattore e l?installazione di ulteriori strumenti per migliorare la condizione di monitoraggio del reattore (12 Maggio);
  • 3. Installazione del circuito di raffreddamento primario e secondario (31 Maggio);
    • a) Il circuito primario prende acqua dal drywell, passa attraverso uno scambiatore di calore e riporta l?acqua fredda nel vessel o nel drywell;
    • b) Il circuito secondario veicola l?acqua dallo scambiatore di calore alla torre di raffreddamento a circolazione forzata;
  • 4. Allagamento del contenimento primario per fornire acqua al circuito primario.
A supporto di questo piano, la TEPCO ha anche prodotto i risultati di una valutazione di sicurezza sull?allagamento del drywell. Questa valutazione conclude che l?allagamento del drywell ad un livello superiore della zona attiva del combustibile:
  • 1. ? necessario per assicurare che il nocciolo sia completamente coperto dall?acqua, e che in caso di interruzioni di energia elettrica esso continui ad essere raffreddato. Allagare completamente il drywell potrebbe ridurre anche il rateo di aerosol rilasciato dal reattore;
  • 2. non introdurr? effetti che diminuiscano l?integrit? strutturale e la capacit? alla resistenza al sisma n? produrr? aumenti significativi della pressione del contenitore primario, incrementi della concentrazione d?idrogeno o perdite dal contenitore stesso che non possano essere contenute o trattate.
Rivalutazione del termine sorgente

Sul sito del Ministero dell?Economia giapponese ? stato pubblicato un rapporto nel quale viene riportata una nuova stima del termine di sorgente rilasciato in atmosfera a seguito degli eventi di rilascio che hanno interessato in tempi diversi le Unit? 1, 2 e 3. Nel documento si evince che oltre al Cs-137 e allo I-131 (radionuclidi di riferimento utilizzati nella gestione della prima fase dell?emergenza) sono presenti altri prodotti di fissione.

L?attivit? totale stimata si attesta intorno a 2,3 10<SUP>17</SUP> Bq ad eccezione dei gas nobili, in particolare lo Xe-133, la cui attivit? ? di alcuni ordini di grandezza pi? elevata. Sebbene il contributo dello Xe-133, in termini di attivit?, sia superiore rispetto agli altri, il contributo alla dose efficace totale, nella prima fase dell?emergenza, dovuto alla sommersione nella nube derivante dallo Xe-133 risulta di 2 ordini di grandezza pi? basso rispetto alla dose da inalazione derivante dallo I-131.



Gestione dell?acqua contaminata in sito

Continua il trasferimento dell?acqua contaminata dagli edifici turbina delle Unit? 1 2 e 3 e dalle trincee ai serbatoi del condensato e ai serbatoi per il trattamento dei rifiuti liquidi.
La TEPCO ha sottoposto alla NISA un piano per il trasferimento di acqua altamente contaminata dal basamento dell?edificio turbina dell?Unit? 2 ai serbatoi dell?edificio principale del trattamento dei rifiuti liquidi. Dopo l?accertamento dell?effettiva tenuta dei serbatoi dell?area menzionata, il 19 aprile ha avuto inizio il trasferimento dei liquidi dell?Unit? 2.

Come ? noto, negli edifici turbina delle Unit? 1, 2 e 3 ? presente acqua contaminata. Per l?Unit? 2 si ipotizza che si tratti di acqua che ? stata a contatto direttamente con il nocciolo parzialmente fuso, per poi trafilare all?esterno del contenitore primario attraverso una via ancora non individuata. Per le Unit? 1 e 3 la NSC (Nuclear Safety Commission of Japan) sospetta che si tratti di vapore condensato proveniente dal contenimento oppure acqua spruzzata nell?edificio reattore danneggiato per raffreddare il combustibile esaurito. La medesima acqua si ? raccolta anche nelle trincee adiacenti agli edifici turbina 1, 2 e 3 che hanno riportato misure di dose per l?Unit? 1 pari a 0,4 mSv/h e maggiore di 1000 mSv/h per l?Unit? 2.

Sono stati acquisiti nuovi serbatoi provvisori per lo stoccaggio dell?acqua al fine di aumentare la capacit? disponibile sul sito. Detti serbatoi sono stati installati vicino all?impianto trattamento rifiuti.

Come ? noto, il giorno 12 Aprile alle 10:35 UTC ha avuto inizio il trasferimento dell?acqua contaminata dalla trincea adiacente l?edificio turbina dell?Unit? 2 al condensatore. Attualmente il trasferimento ? attivo sia dalle trincee che dalla base dell?edificio turbina. L?interruzione dei trasferimenti avviene, generalmente, o per controlli di eventuali perdite del circuito di trasferimento o per operazioni di riallaccio elettrico a causa di switching della rete da/verso rete esterna o diesel di emergenza che produce lo spegnimento delle pompe di trasferimento dell?acqua verso i serbatoi.



Perdita di acqua contaminata in mare

Al fine di limitare la dispersione in mare aperto dell?acqua contaminata sono state installate delle particolari barriere in alcuni specchi di acqua tra il molo ed i canali di adduzione alle quattro Unit?.

Infatti, sono state predisposte delle barriere di contenimento come di seguito descritto. Sul lato del canale di adduzione dell?Unit? 2, sulla parete dove era presente la perdita di acqua contaminata, ? stata posta in opera una barriera composta da una serie di lastre di acciaio (completata il 15 Aprile 2011 alle 05:15 UTC). Sono state, inoltre, installate delle barriere filtranti agli ingressi dei canali di adduzione di ciascuna Unit?, nonch? a nord e a sud del canale di ingresso dell?acqua alla centrale (completate alle 3:20 del 14 Aprile 2011). Infine, sono state posizionate numerose sacche contenenti zeolite nei pressi delle griglie di ingresso dell?acqua ai condensatori delle tre Unit?. Ci? al fine di trattenere e catturare specifici elementi radioattivi. Queste sacche, inoltre, consentono di campionare ed analizzare la zeolite per analizzarne la radioattivit? trattenuta.

La TEPCO ha reso noto che l?11 maggio in seguito alla presenza di acqua proveniente dal condotto dei cavi elettrici per le pompe di presa dell?acqua di mare dell?Unit? 3 si ? ipotizzata una rottura simile a quella generatasi nell?Unit? 2. La fuoriuscita di acqua ? stata interrotta mediante una colata di cemento proprio all?interno del pozzetto prossimo alla presa a mare. Come gi? effettuato per l?Unita 2 si stanno cercando eventuali ulteriori vie di fuga. La TEPCO ha dichiarato che per risolvere la perdita di acqua contaminata interverr? in modo analogo a quanto effettuato per l?Unit? 2.

Si stima che nel periodo tra il 9 e l?11 maggio sia stata rilasciata la seguente quantit? di radioattivit?: 8.5 10<SUP>11</SUP>Bq di I-131, 9.3 10<SUP>12</SUP> Bq di Cs134 e 9.8 10<SUP>12</SUP> Bq di Cs 137; e la radioattivit? nel pozzetto in prossimit? della presa a mare era intorno ai 10<SUP>13</SUP> Bq. La NISA riporta che la maggior parte della radioattivit? dovrebbe essere ancora contenuta all?interno del porto grazie anche alle difese installate a seguito delle precedenti fuoriuscite d?acqua dalle Unit? 2 e 3; non si esclude che, con il tempo, gli interventi adottati all?interno del porto perdano l?efficacia di trattenere la radioattivit?.

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[Per leggere il documento nella sua interezza, seguire il link: ISPRA: Documenti ]

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Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 7 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 6 luglio 2011)

Re: Emergenza nucleare in Giappone, Incidente Livello 7 scala INES/IAEA (ISPRA, dati aggiornati al 6 luglio 2011)

[Fonte: ISPRA, pagina originale completa: (LINK). Estratto, adattato.]

Emergenza nucleare in Giappone ? Aggiornamento del 22 luglio 2011


L?ISPRA, nell?ambito dei compiti ad esso attribuiti dalla legislazione vigente quale autorit? di controllo per la sicurezza nucleare e la radioprotezione ed organo tecnico di supporto alle autorit? di protezione civile per le emergenze nucleari e radiologiche segue costantemente l?evolversi della situazione in atto presso le centrali nucleari giapponesi a seguito del forte sisma verificatosi nella giornata dell?11 marzo.

Le valutazioni che l? Istituto sta svolgendo si basano sulle informazioni ricevute quale punto di contatto nazionale nell?ambito per i sistemi di scambio rapido d?informazioni predisposti dall?Agenzia Internazionale dell?Energia Atomica in attuazione della Convenzione per la Pronta Notifica d?Incidenti Nucleari.

L?ISPRA ? in continuo contatto con l?Agenzia Internazionale per l?Energia Atomica (IAEA) e con il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sulla base dei periodici aggiornamenti ricevuti dalla IAEA, si riporta un aggiornamento della situazione presso le centrali di Fukushima Daiichi, Fukushima Daini e Onagawa, come fornito dall?Autorit? di sicurezza nucleare giapponese.



Aggiornamento del 22 luglio 2011

Il governo giapponese ha da pochi giorni deciso di implementare delle valutazioni di sicurezza basate su nuove procedure e regole.

Una prima valutazione vaglier? l?opportunit? di riprendere l?esercizio di quei reattori attualmente in manutenzione periodica programmata, mentre, una seconda valutazione prender? in considerazione l?opportunit? di continuare l?esercizio dei reattori attualmente operanti.

Queste valutazioni verranno effettuate al fine di migliorare ulteriormente la sicurezza delle centrali nucleari giapponesi e per riguadagnare la fiducia della popolazione sulla sicurezza delle installazioni nucleari in analogia allo stress test introdotto nei paesi europei.



Programma degli interventi a breve e medio termine sull?impianto di Fukushima

Su richiesta del Ministero dell?Economia la TEPCO ha predisposto un programma per stabilizzare in maniera definitiva la centrale di Fukushima. Il piano predisposto prevede tre distinte aree di intervento relative al raffreddamento dei reattori e delle piscine del combustibile, alla mitigazione dell?evoluzione incidentale, con particolare riferimento alla gestione dell?acqua contaminata ed alla mitigazione di rilasci di radioattivit? in atmosfera ed al suolo, al monitoraggio delle conseguenze radiologiche ed allo svolgimento di attivit? di decontaminazione.

Il programma prevede due fasi, la prima della durata di tre mesi, la seconda della durata da tre a sei mesi.

Tra gli obiettivi della prima fase si citano la stabilizzazione del raffreddamento dei reattori e delle piscine, con il ripristino di un circuito chiuso, la predisposizione di adeguate strutture di contenimento dell?acqua contaminata, la prevenzione del rilascio di contaminanti radioattivi all?esterno degli edifici, in un quadro d?incremento complessivo delle attivit? di monitoraggio.

Per la seconda fase si citano operazioni di decontaminazione dell?acqua e la predisposizione di coperture degli edifici.

L?obiettivo dei provvedimenti ? quello di consentire il ritorno, in un tempo stimato da sei a nove mesi, della popolazione nelle aree evacuate e la ripresa di una vita normale.

Il 19 Luglio 2011 la Tepco, in riferimento alla road map menzionata, riassume i punti raggiunti nella prima fase:
  • 1. Raggiungimento del raffreddamento stabile nei reattori. Nonostante l?esercente non sia riuscito a creare un loop chiuso fisicamente; la TEPCO dichiara, comunque, che il target ? stato raggiunto in base alle seguenti considerazioni:
    - La temperatura sul fondo del reattore (Reactor Pressure Vessel) non mostra un trend crescente ed il calore generato dal decadimento ? costantemente rimosso;
    - L?acqua usata per il raffreddamento viene completamente recuperata dalle trincee dell?edificio turbine ed inviata alla ?water processing facility?, non si ha quindi accumulo ulteriore di acqua;
    - L?iniezione di acqua viene dichiarato un processo affidabile;
    - Le esplosioni da idrogeno sono inibite dall?iniezione di azoto nel Contenimento primario (Primary Conteinment Vessel).
  • 2. Raggiungimento del raffreddamento stabile nelle piscine del combustibile esaurito. Attraverso il ripristino di linee per l?immissione e l?estrazione dell?acqua dalle piscine del combustibile esaurito si ? raggiunto il raffreddamento stabile delle medesime.
  • 3. Immagazzinamento in sicurezza ed inizio del trattamento dell?acqua accumulata.
    - Sono in funzione le attivit? di trattamento dell?acqua accumulata cos? da ridurre il rischio di un? ulteriore contaminazione ambientale in caso di perdite verso l?ambiente stesso;
    - Continuo approvvigionamento di serbatoi da usare per stoccare l?acqua;
    - I fanghi ad alta attivit? derivati dal processo verranno immagazzinati in modo appropriato.
  • 4. Trattamento acqua sotterranea.
    - La quantit? e le analisi radiometriche delle acque sotterranee sono controllate in continuo;
    - Le pompe di trasferimento delle acque sotterranee vengono attivate all?occorrenza cio? quando si ha un evidente accumulo.
  • 5. Contenimento della diffusione della contaminazione a terra e dalle strutture (Mitigation of dispersion).
    - Lo spruzzamento dell?inibitore al fine di contenere la contaminazione a terra ? stato completato ricoprendo la superficie della centrale e gli edifici (560.000 m2 approssimativamente);
    - Sono stati rimossi 500 container di detriti provocati dall?incidente;
    - Stanno continuando i lavori per la costruzione della copertura dell?Unit? 1.
  • 6. Misure, riduzione e comunicazioni.
    - Al fine di un monitoraggio sempre pi? puntuale sono stati incrementati i punti di campionamento che hanno prodotto delle misure comunicate agli organi di competenza;
    - Le stazioni fisse di monitoraggio hanno evidenziato una generale diminuzione della contaminazione dispersa sia in aria che in acqua;
    - Al fine di ridurre costantemente e non disperdere la contaminazione in mare, nel canale di adduzione del porto sono in funzione sia degli apparati con circolazione forzata di acqua attraverso zeolite che permette la cattura del cesio 137, sia delle barriere statiche che consentono il trattenimento dell?acqua contaminata.
  • 7. Mitigazione di ulteriori disastri.
    - Sono stati completati i lavori di rinforzo delle Unit? 1-4 e della piscina di quest?ultima unit? al fine di contenere ulteriori danni che potrebbero essere provocati da futuri terremoti;
    - Al fine di limitare danni dovuti a futuri Tsunami ? stata realizzata una barriera temporanea formata da sacchi di pietre (tide walls).
  • 8. Vita negli ambienti di lavoro.
    - Sul sito, una stazione di riposo e dei dormitori temporanei sono stati installati al fine di migliorare la qualit? della vita.
  • 9. Controllo delle radiazioni e cure mediche.
    - Sono state condotte misure e valutazioni di esposizione interne ed esterna dei lavoratori;
    - Medici esperti in trattamenti di emergenza per esposizioni a radiazioni permangono in sito con turni di 24 ore; ? stata creata, inoltre, una struttura per trattamenti medici di emergenza;
    - Il ministro della difesa ha inviato in centrale degli esperti in stress indotto e si stanno implementando delle contromisure per la salute mentale dei lavoratori.
Rivalutazione del termine sorgente

Sul sito del Ministero dell?Economia giapponese ? stato pubblicato un rapporto nel quale viene riportata una nuova stima del termine di sorgente rilasciato in atmosfera a seguito degli eventi di rilascio che hanno interessato in tempi diversi le Unit? 1, 2 e 3. Nel documento si evince che oltre al Cs-137 e allo I-131 (radionuclidi di riferimento utilizzati nella gestione della prima fase dell?emergenza) sono presenti altri prodotti di fissione. L?attivit? totale stimata si attesta intorno a 2,3 10<SUP>17</SUP> Bq ad eccezione dei gas nobili, in particolare lo Xe-133, la cui attivit? ? di alcuni ordini di grandezza pi? elevata. Sebbene il contributo dello Xe-133, in termini di attivit?, sia superiore rispetto agli altri, il contributo alla dose efficace totale, nella prima fase dell?emergenza, dovuto alla sommersione nella nube derivante dallo Xe-133 risulta di 2 ordini di grandezza pi? basso rispetto alla dose da inalazione derivante dallo I-131. (?)
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