tetano
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Il piccolo Vansh Singh non ce l'ha fatta. È mancato improvvisamente ad appena un anno di vita, lasciando in un profondo dolore la famiglie Singh, di origine indiana, che abita nella frazione di Molino di Altissimo in via Bauci 25.
Domenica sera la corsa all'ospedale di Arzignano, in auto, il disperato tentativo di soccorso da parte dei medici del Cazzavillan. Per il piccolo, però, non c'è stato nulla da fare.
A raccogliere la forza per raccontare la triste vicenda sono gli amici condomini, che conoscono bene la famiglia e che hanno aiutato i due genitori nella disperazione.
Domenica, intorno alle 18.30, Parminder Singh ha bussato alla porta di Kashmira Singh, che vive con la famiglia in un appartamento al piano inferiore nella palazzina. Parminder, padre di Vansh e del fratellino di due anni, cercava disperatamente aiuto.
Il figlioletto Vansh stava molto male, non respirava, rigurgitava continuamente. «Parminder mi ha chiesto di accompagnarlo all'ospedale - spiega Kashmira Singh -. Lui non ha l'auto e c'era la necessità di portare in fretta il bambino».
Immediatamente Kashmira assieme a Parminder e alla madre del bimbo, Gurwinder, è partito con l'auto verso Arzignano. «Abbiamo cercato di fare più presto possibile - racconta ancora - purtroppo quella sera c'era anche la nebbia e non abbiamo potuto correre molto. Lungo il tragitto la mamma era molto preoccupata, si chiedeva perché il bambino chiudesse gli occhi e non reagisse».
Arrivati all'ospedale, i genitori con in braccio il piccolo sono stati subito indirizzati al pronto soccorso pediatrico, dove i medici hanno accolto il bambino cercando di prestargli le cure necessarie. L'amico li ha raggiunti pochi minuti dopo, dopo aver posteggiato l'auto. Purtroppo, nonostante i tentativi da parte di medici anestesisti e rianimatori, che si sono prodigati con molto impegno, verso le 20 il bambino è deceduto nel reparto di pediatria, lasciando la famiglia in un dolore lacerante.
Secondo alcuni vicini, il piccolo avrebbe accusato malesseri già alcuni giorni prima e sarebbe anche stato visitato. Non si conosce al momento se esista relazione tra questa circostanza e la morte del piccolo Vansh.
Resta un grande dolore non solo nella famiglia e negli amici, ma anche nella comunità Sikh, presente in maniera consistente nel territorio dell'Alta Valle. «C'è molto dispiacere per questo fatto tragico - spiegano i residenti nella zona -. Sono episodi drammatici che non si vorrebbero mai sentire».
L'ospedale ha richiesto la presenza di una pattuglia dei carabinieri per le verifiche del caso. L'episodio è stato segnalato all'autorità giudiziaria: fino a ieri sera la Procura di Vicenza non aveva ancora rilasciato il nulla osta per la sepoltura, in attesa di stabilire se ci siano i presupposti per far eseguire un'autopsia.(ha collaborato Silvia Castagna)
http://www.ilgiornaledivicenza.it/s..._di_un_anno_muore_in_culla_dopo_un_rigurgito/
Domenica sera la corsa all'ospedale di Arzignano, in auto, il disperato tentativo di soccorso da parte dei medici del Cazzavillan. Per il piccolo, però, non c'è stato nulla da fare.
A raccogliere la forza per raccontare la triste vicenda sono gli amici condomini, che conoscono bene la famiglia e che hanno aiutato i due genitori nella disperazione.
Domenica, intorno alle 18.30, Parminder Singh ha bussato alla porta di Kashmira Singh, che vive con la famiglia in un appartamento al piano inferiore nella palazzina. Parminder, padre di Vansh e del fratellino di due anni, cercava disperatamente aiuto.
Il figlioletto Vansh stava molto male, non respirava, rigurgitava continuamente. «Parminder mi ha chiesto di accompagnarlo all'ospedale - spiega Kashmira Singh -. Lui non ha l'auto e c'era la necessità di portare in fretta il bambino».
Immediatamente Kashmira assieme a Parminder e alla madre del bimbo, Gurwinder, è partito con l'auto verso Arzignano. «Abbiamo cercato di fare più presto possibile - racconta ancora - purtroppo quella sera c'era anche la nebbia e non abbiamo potuto correre molto. Lungo il tragitto la mamma era molto preoccupata, si chiedeva perché il bambino chiudesse gli occhi e non reagisse».
Arrivati all'ospedale, i genitori con in braccio il piccolo sono stati subito indirizzati al pronto soccorso pediatrico, dove i medici hanno accolto il bambino cercando di prestargli le cure necessarie. L'amico li ha raggiunti pochi minuti dopo, dopo aver posteggiato l'auto. Purtroppo, nonostante i tentativi da parte di medici anestesisti e rianimatori, che si sono prodigati con molto impegno, verso le 20 il bambino è deceduto nel reparto di pediatria, lasciando la famiglia in un dolore lacerante.
Secondo alcuni vicini, il piccolo avrebbe accusato malesseri già alcuni giorni prima e sarebbe anche stato visitato. Non si conosce al momento se esista relazione tra questa circostanza e la morte del piccolo Vansh.
Resta un grande dolore non solo nella famiglia e negli amici, ma anche nella comunità Sikh, presente in maniera consistente nel territorio dell'Alta Valle. «C'è molto dispiacere per questo fatto tragico - spiegano i residenti nella zona -. Sono episodi drammatici che non si vorrebbero mai sentire».
L'ospedale ha richiesto la presenza di una pattuglia dei carabinieri per le verifiche del caso. L'episodio è stato segnalato all'autorità giudiziaria: fino a ieri sera la Procura di Vicenza non aveva ancora rilasciato il nulla osta per la sepoltura, in attesa di stabilire se ci siano i presupposti per far eseguire un'autopsia.(ha collaborato Silvia Castagna)
http://www.ilgiornaledivicenza.it/s..._di_un_anno_muore_in_culla_dopo_un_rigurgito/