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Epidemia di Escherichia Coli O104 in Germania, aggiornamenti, EpiCentro-ISS, Archivio

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  • Epidemia di Escherichia Coli O104 in Germania, aggiornamenti, EpiCentro-ISS, Archivio

    [Fonte: EpiCentro, pagina originale completa: (LINK). Adattato.]

    Epidemia di infezioni da Escherichia coli complicate da sindrome emolitico uremica in Germania


    Flavia Riccardo, Caterina Rizzo - reparto Epidemiologia delle malattie infettive (Cnesps, Iss)

    26 maggio 2011 - L’Istituto Robert Koch (Rki) ha segnalato un incremento nel numero di casi di sindrome emolitica uremica (HUS) in Germania a partire dalla seconda settimana di maggio. Al 25 maggio, l’Rki ha ricevuto 214 segnalazioni di HUS, tra cui due decessi.

    I casi si sono verificati soprattutto nel nord della Germania interessando principalmente soggetti adulti. Situazione abbastanza anomala in quanto la HUS si osserva tipicamente in bambini di età inferiore a 10 anni.

    Le indagini diagnostiche preliminari indicano che il ceppo E. coli VTEC sierogruppo O 104 (vtx2+; eae-) potrebbe essere il microrganismo responsabile del focolaio.

    La fonte della contaminazione non è ancora stata identificata, tuttavia in uno studio caso controllo, condotto dall’Rki il 20 maggio ad Amburgo, è stato riscontrato un consumo più frequente di pomodori crudi, cetrioli e lattuga nei casi di malattia rispetto ai controlli rappresentati da persone sane con sesso, età e regione di residenza analoghi.

    Ogni anno si verificano circa 1000 casi di infezione entero-emorragica da E. coli in Germania (pdf 144 kb). Nel 2010, l’Rki ha registrato 65 casi di HUS, di cui 6 in individui di età superiore ai 18 anni (Rki).

    Leggi anche comunicato stampa dell’Ecdc.

    La HUS è una grave complicanza, associata a infezioni da ceppi di E. coli produttori di verocitotossina (VTEC). Questi agenti patogeni causano gastroenterite acuta con diarrea ematica. La HUS è caratterizzata da insufficienza renale acuta, anemia, trombocitopenia e provoca disturbi neurologici come convulsioni ed alterazione della coscienza.

    La trasmissione dell’infezione da E. coli VTEC avviene principalmente a seguito di ingestione di alimenti e acqua contaminati con feci e per contatto diretto con animali o il loro ambiente (David L. Heyman - Control of Communicable Disease Manual 19th Ed).

    Per proteggersi da questa patologia occorre seguire comuni norme igieniche come l’accurato lavaggio dei cibi da consumare crudi, evitando le contaminazioni tra cibi, e il lavaggio delle mani dopo l’utilizzo dei servizi igienici e prima della preparazione dei cibi.

    In caso di diarrea ematica è opportuno consultare immediatamente il proprio medico curante, che potrà richiedere tutti gli accertamenti necessari a valutare se la causa della patologia è un’infezione da E. coli VTEC.

    In Italia non sono finora stati registrati casi sospetti d’infezione da VTEC O104, siero gruppo che nel nostro Paese non è mai stato segnalato.

    A scopo precauzionale, il sistema di sorveglianza HUS in Italia è stato allertato. Qualsiasi caso sospetto verrà segnalato al Registro Nazionale della HUS e campioni diagnostici saranno inviati al laboratorio nazionale di riferimento per E. coli presso l’Istituto superiore di sanità.

    Per maggiori informazioni consulta su EpiCentro la sezione tossinfezioni alimentari e il sito del Registro italiano della sindrome emolitico uremica.
    (…)

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  • #2
    Epidemia di infezioni da Escherichia coli complicate da sindrome emolitico uremica in Germania (EpiCentro, agg. del 31/5/2011)

    [Fonte: EpiCentro, pagina originale completa: (LINK). Adattato.]

    Epidemia di infezioni da Escherichia coli complicate da sindrome emolitico uremica in Germania


    Notiziario – 31 maggio 2011


    Il risk assessment dell’Ecdc

    Su richiesta della Direzione generale di sanità pubblica della Commissione Europea (DG Sanco), l’Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) ha condotto una valutazione del rischio (pdf 543 kb) relativa all’insolito incremento di infezioni da E. coli produttori di Shiga-tossine (STEC) registrato in Germania nelle ultime settimane. I sintomi presentati dai pazienti sono la sindrome emolitica uremica (SEU) e la diarrea emorragica.

    Secondo la valutazione del rischio dell’Ecdc, pubblicata il 27 maggio, il focolaio di SEU in Germania è da considerarsi significativo, con una distribuzione dei casi atipica rispetto a età e sesso e con un’esposizione limitata alla sola Germania.

    Infatti, mentre la SEU si osserva tipicamente nei bambini, nel focolaio tedesco i pazienti più frequentemente coinvolti sono prevalentemente adulti con una netta predominanza di donne.

    Non c’è ancora evidenza che il cibo contaminato, non ancora definitivamente identificato, sia stato distribuito al di fuori della Germania. Analisi approfondite sono in corso per identificare l’origine dell’infezione e sono cruciali per determinare la reale entità del rischio. Per prevenire lo sviluppo di una malattia severa, è essenziale la rapida identificazione dei casi potenziali collegati a questo focolaio, sia all’interno della Germania, sia tra le persone che si sono recate nel Paese tra metà aprile e l’inizio di maggio. Potrebbero infatti verificarsi focolai secondari legati a un’esposizione persona-persona. In quest’ottica la comunicazione di messaggi di prevenzione e promozione delle principali norme igieniche (lavaggio accurato delle mani e degli alimenti che si desidera consumare crudi) diventa un elemento cruciale.

    L’Ecdc, in collaborazione con gli Stati membri, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), la Commissione Europea e l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) continua a monitorare da vicino il focolaio per prevenire qualsiasi rischio di salute pubblica.

    Per maggiori informazioni scarica la valutazione del rischio del 27 maggio 2011 “Ecdc rapid risk assessment. Outbreak of Shiga toxin-producing E. coli (STEC) in Germany” (pdf 543 kb) e il comunicato stampa sul sito dell’Efsa.


    La situazione in Italia

    In Italia non sono stati segnalati casi di malattia e/o infezione da VTEC riconducibili al focolaio tedesco, così come in altri 8 Stati membri (Austria, Repubblica Ceca, Finlandia, Ungheria, Norvegia, Polonia e Slovenia, Irlanda). Inoltre nel nostro Paese il siero gruppo VTEC O104 (ceppo associato al focolaio della Germania) non è mai stato identificato nel corso di infezioni umane né individuato da campioni di animali o alimenti. Gaia Scavia (Registro Italiano della SEU, Iss) e Alfredo Caprioli (Laboratorio comunitario e nazionale di riferimento per Escherichia coli, Iss) commentano i casi registrati in Germania e la situazione che riguarda il nostro Paese.

    Sul sito del ministero della Salute è inoltre disponibile il comunicato del 30 maggio 2011 (pdf 400 kb) sull’epidemia di sindrome emolitico uremica in Germania.


    Fonti di interesse
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    • #3
      Le infezioni da E. coli produttore di verocitotossina (VTEC/STEC/EHEC) (ISS, 3 giugno 2011, adattato)

      [Fonte: Istituto Superiore di Sanità, pagina originale completa: (LINK). Adattato.]

      Mirella Taranto Istituto Superiore di Sanità
      Viale Regina Elena 299
      00161 - Roma (I)
      Telefono: 06 4990 2950
      Fax: 06 49 38 71 54
      ufficio.stampa@iss.it


      Le infezioni da E. coli produttore di verocitotossina (VTEC/STEC/EHEC)


      ISS 03/06/2011



      • I ceppi di E.coli produttori di verocitotossina o Shiga-tossina (VTEC oppure STEC) sono patogeni enterici che producono una potente tossina responsabile di gravi forme morbose nell’uomo. Esistono numerosi sierotipi VTEC, individuati attraverso gli antigeni somatico O e flagellare H. Sebbene si conoscano oltre 100 sierotipi VTEC, solo alcuni sono stati associati frequentemente a malattia grave nell’uomo Tra questi, il più noto e diffuso è il sierogruppo O157 seguito da O26, O145, O111, O121, O103. Tali sierogruppi sono generalmente caratterizzati dalla presenza di fattori di virulenza aggiuntivi alla VT, in particolare la capacità di aderire e colonizzare la mucosa intestinale (gene eae) e vengono chiamati entero-emorragici (EHEC) in relazione alla malattia clinica che causano nell’uomo.

      • La manifestazione clinica associata ad infezione da VTEC varia dalla diarrea acquosa, alla colite emorragica e alla Sindrome Emolitico Uremica (SEU). Quest’ultima è la manifestazione più grave delle infezioni da VTEC e colpisce soprattutto i bambini. È generalmente legata agli stipiti VTEC produttori di vero tossina di tipo 2 (portatori del gene vtx2).

      • La SEU rappresenta la causa più importante di insufficienza renale acuta nell’età pediatrica, in particolare nei primi anni di vita. È caratterizzata da anemia emolitica, piastrinopenia e insufficienza renale acuta di grado variabile, sino alla necessita di trattamento dialitico sostitutivo. Il 25% - 30% dei pazienti colpiti da SEU può essere interessato da complicazioni neurologiche. Nella fase acuta, la SEU può essere fatale nel 3-5% dei casi ed una percentuale simile può sviluppare insufficienza renale cronica.



      L’Epidemiologia

      Le infezioni da ceppi di E. coli enteroemorragici produttori di verocitotossina costituiscono un problema di sanità pubblica in tutto il mondo industrializzato. Negli USA, si stima che questi batteri causino circa 100.000 infezione e 90 decessi ogni anno.

      Questi microrganismi sono stati implicati in gravi epidemie di origine alimentare in Nord America, Europa, Australia e Giappone. Tutti questi episodi epidemici hanno coinvolto un gran numero di persone con un pesante impatto sull'opinione pubblica e hanno visto implicati carni poco cotte, latte non pastorizzato e vegetali da consumare crudi, come germogli, lattuga, spinaci.

      In Europa, la più alta incidenza di infezione da E.coli O157 si registra in Gran Bretagna, con importanti epidemie quale quella verificatasi in Scozia nel 1996, con circa 500 casi e 20 decessi in maggioranza tra soggetti anziani. In Europa continentale le infezioni causate da EHEC appartenenti a sierogruppi diversi dall’O157, definiti nel loro insieme "non-O157", sembrano essere più frequenti che in Gran Bretagna e Nord America.

      Inoltre la frequenza di episodi epidemici e gli studi epidemiologici sull’incidenza della SEU, la manifestazione clinica più grave e caratteristica delle infezioni da EHEC, suggeriscono l’esistenza di una diversa distribuzione geografica, con un’incidenza delle infezioni più alta nell'Europa centrale rispetto ai paesi Scandinavi e al bacino del Mediterraneo. Più scarse sono le informazioni disponibili sulla situazione in Europa orientale.

      Nell'Unione Europea, nel 2008, un totale di 3.159 notifiche di infezione da VTEC e 146 casi di SEU sono stati segnalati dal Centro europeo per il controllo delle malattie (ECDC) e inclusi nella relazione congiunta EFSA-ECDC sulle zoonosi. Tuttavia queste cifre potrebbero rappresentare una sottostima della vera incidenza, in quanto in molti paesi dell'UE non vi è l’obbligo di notifica della SEU e la diagnosi di laboratorio delle infezioni è problematica. Pertanto, la reale incidenza della SEU così come il numero di infezioni da VTEC può essere sottostimato, e il reale peso delle malattie correlate ai VTEC rimane ancora sconosciuto.


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      • #4
        Escherichia coli, il Laboratorio Europeo dell’ISS contribuisce a identificare le caratteristiche del ceppo responsabile del focolaio epidemico in Germania (ISS, 3 giugno 2011)

        [Fonte: Istituto Superiore di Sanità, pagina originale completa: (LINK). Adattato.]

        Mirella Taranto Istituto Superiore di Sanità
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        Escherichia coli, il Laboratorio Europeo dell’ISS contribuisce a identificare le caratteristiche del ceppo responsabile del focolaio epidemico in Germania

        ISS 03/06/2011



        L’Istituto Superiore di Sanità, sede del Laboratorio Europeo di Riferimento per l’Escherichia coli in campo veterinario, concordemente con il Ministero della Salute e su richiesta della Direzione Generale di Sanità Pubblica della Commissione Europea (DG Sanco), è pienamente coinvolto nelle indagini sull’epidemia.

        In particolare, è stato rapidamente messo a punto un metodo specifico per la ricerca del ceppo epidemico VTEC O104:H4 negli alimenti, metodo distribuito ai Laboratori Nazionali di Riferimento degli Stati Membri e, a livello nazionale, agli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, che in Italia svolgono la maggior parte dei controlli ufficiali sugli alimenti.

        Le analisi condotte in ISS sui campioni di cetrioli dei lotti incriminati, su richiesta della DG SANCO, hanno chiarito inoltre, definitivamente, che non erano contaminati dal ceppo epidemico VTEC O104:H4 e quindi non erano fonte d’infezione.

        Il laboratorio dell’ISS, insieme al Laboratorio di Riferimento Europeo per il settore medico a Copenaghen, ha anche analizzato i caratteri di patogenicità del batterio responsabile del focolaio epidemico in Germania, stabilendo che si tratta di una variante rispetto a quelli classici associati alla SEU (Sindrome Emolitico Uremica) soprattutto nei bambini.

        Le analisi condotte consentono di definire meglio la natura di questo ceppo che non può essere considerato un "mutante", ossia un batterio con un gene modificato, ma piuttosto un ceppo originato dall’acquisizione di nuovi geni per meccanismi di ricombinazione naturale frequenti tra i batteri.

        Le analisi effettuate mostrano che il ceppo epidemico possiede un sistema di adesione alla mucosa intestinale diverso da quello dei classici ceppi VTEC associati alla SEU e simile invece a quello caratteristico di un altro gruppo di E.coli capace di provocare gastroenterite: gli E.coli entero-aggregativi.

        Questa combinazione non usuale di caratteri di virulenza (produzione di Verocitotossina e adesione entero-aggregativa), potrebbe essere la spiegazione della particolare aggressività di questo ceppo e della sua capacità di provocare la SEU negli adulti, una sindrome che, con gli altri VTEC, si manifesta solitamente nei bambini di età inferiore a 5 anni. In passato, l’unica segnalazione di un ceppo simile, ma di diverso sierotipo, è stata effettuata proprio dai laboratori dell’ISS e si riferiva a una piccola epidemia di SEU in Francia.


        Regole da seguire per una corretta igiene alimentare:

        • Non è giustificato l’allarmismo verso il consumo di ortaggi, soprattutto quelli prodotti in Italia, visto anche che le indagini di laboratorio non hanno supportato l’ipotesi dei vegetali contaminati quale fonte di infezione.

        • Le consuete norme igieniche per la sicurezza alimentare sono sufficienti a evitare infezioni: lavarsi frequentemente le mani dopo aver maneggiato alimenti, lavare a fondo le verdure, evitare il consumo di carne cruda, lavare bene coltelli, taglieri e altri utensili usati per la preparazione dei cibi, evitare di utilizzare senza lavare lo stesso tagliere e/o utensile per più alimenti e lavare bene le mani prima di manipolare i cibi e dopo aver usato la toilette.

        • Le persone che hanno recentemente soggiornato in Germania devono prestare attenzione alla comparsa di sintomi gastroenterici e nel caso di diarrea emorragica di rivolgersi al proprio medico.


        Antibiotici ed E.Coli

        • E’ inutile, ingiustificata e spesso dannosa, l’assunzione di antibiotici per via preventiva. Il ceppo in questione, inoltre, si è dimostrato resistente a diversi di questi farmaci. In particolare la terapia antibiotica è sconsigliata o addirittura controindicata poiché potrebbe favorire il rilascio della tossina con peggioramento delle manifestazioni cliniche.

        • Il fatto che il ceppo epidemico sia resistente a molti antibiotici non costituisce un fattore di rischio: per questa particolare infezione, infatti, la terapia antibiotica non è consigliata e, anzi, può risultare controproducente, causando un aumento del rilascio della tossina nel lume intestinale da parte dei batteri uccisi dall'antibiotico, con conseguente aumento della concentrazione di tossina nel sangue e aumento del danno renale.
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        • #5
          Epidemia di Escherichia Coli, l’ipotesi del consumo di germogli vegetali contaminati (ISS, 7 giugno 2011, adattato)

          [Fonte: Istituto Superiore di Sanità, pagina originale completa: (LINK). Adattato.]


          Mirella Taranto, Istituto Superiore di Sanità - Viale Regina Elena 299 - 00161 - Roma (I) - Telefono: 06 4990 2950 - Fax: 06 49 38 71 54 - ufficio.stampa@iss.it

          Epidemia di Escherichia Coli, l’ipotesi del consumo di germogli vegetali contaminati


          ISS 7 Giugno 2011


          Sebbene i primi risultati di laboratorio non la abbiano ancora confermata, le autorità sanitarie tedesche hanno comunicato l’ipotesi che all’origine del focolaio epidemico da E.coli O104:H4 possa esserci il consumo di germogli vegetali contaminati. In particolare, i controlli stanno interessando i germogli destinati ad essere consumati crudi e ottenuti in un unico sito di produzione presso Amburgo. Lo stabilimento è stato chiuso in via cautelare.



          Le contaminazioni da germogli nel passato

          Se l’ipotesi fosse confermata dalle analisi in corso, si tratterebbe di una fonte di infezione frequentemente riscontrata nel passato come causa di focolai epidemici anche di ingenti dimensioni e associati a diversi patogeni a trasmissione alimentare. Tra questi, Salmonella spp. (18 episodi riporati in letteratura) ed E.coli O157 (5episodi), ma anche Listeria monocytogenes, Staphylococcus aureus e Bacillus cereus.

          Non è da escludere che - se i test in corso confermeranno i sospetti sui germogli - l’attuale epidemia abbia avuto origine da lotti di semi contaminati. Nel passato si sono infatti riscontrati numerosi episodi di contaminazione proprio a partire dai semi.

          Un caso particolarmente grave è quello che ha interessato nel 1996 il Giappone. All’origine dell’epidemia, il consumo di germogli di alfa-alfa (semi di erba-medica, una pianta leguminosa frequentemente utilizzata in zootecnia e destinata alla produzione di germogli per il consumo umano) ottenuti da semi contaminati. Si è trattato di uno dei più vasti focolai epidemici di infezione umana da E.coli VTEC O157, che ha visto il coinvolgimento di oltre 6000 persone, prevalentemente bambini a causa della distribuzione dei germogli contaminati nelle mense scolastiche.



          Come avviene la contaminazione

          Sebbene la contaminazione dei germogli con i patogeni possa avvenire in diverse fasi della produzione, nella maggior parte delle epidemie associate al consumo dei germogli vegetali, la contaminazione è partita dai semi. Le successive fasi di germinazione dei semi hanno realizzato condizioni (tempo, temperatura, attività dell’acqua, pH e nutrienti) ideali per la crescita di eventuali patogeni (come Salmonella e E.coli).

          Anche le diverse fasi di produzione dei germogli possono essere causa di contaminazione e perfino l’ambiente domestico può essere coinvolto nella trasmissione attraverso l’uso di germinatori casalinghi. Questa può derivare dall’acqua o dall’adozione di pratiche igieniche scorrette sia da parte dei produttori che dei consumatori.

          I germogli più frequentemente contaminati, oltre ad alfa-alfa, sono quelli ottenuti da semi di fagioli mungo (fagioli verdi indiani), ravanello e rafano.

          Fin dagli anni ’90 a seguito dei gravi episodi epidemici legati al consumo di germogli, come quello verificatosi in Giappone nel 1996, e per coprire la mancanza di specifiche normative, alcune agenzie nazionali hanno diffuso raccomandazioni per prevenire e/o ridurre la contaminazione dei semi e dei germogli destinati al consumo umano lungo tutta la filiera produttiva.

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          • #6
            L’Europa ringrazia il laboratorio di Roma per lo sviluppo rapido del metodo diagnostico (ISS, 7 giugno 2011, adattato)

            [Fonte: Istituto Superiore di Sanità, pagina originale completa: (LINK). Adattato.]


            Mirella Taranto, Istituto Superiore di Sanità, Viale Regina Elena 299 - 00161 - Roma (I) - Telefono: 06 4990 2950 - Fax: 06 49 38 71 54 - ufficio.stampa@iss.it
            L’Europa ringrazia il laboratorio di Roma per lo sviluppo rapido del metodo diagnostico


            ISS 7 giugno 2011


            "Sono soddisfatto per il riconoscimento europeo dell’eccellenza dei nostri esperti che hanno contribuito in maniera determinante ad affrontare l’emergenza in Europa - afferma Enrico Garaci, presidente dell’ISS - Un lavoro particolarmente apprezzabile se si pensa che questo ceppo batterico possiede caratteristiche di virulenza inusuali che hanno richiesto il disegno di una strategia diagnostica dedicata".

            Il lavoro dell’Istituto è iniziato con la richiesta al nostro Laboratorio, che è riferimento per tutta Europa , di rendere disponibili metodi per la ricerca di questo specifico ceppo patogeno negli alimenti, in seguito alla diffusione del focolaio epidemico di infezione da VTECO104 in Germania.

            L’approccio utilizzato è basato sulla ricerca dei geni che codificano le verocitotossine, il principale fattore di virulenza. Il metodo è basato sull’utilizzo della metodica di PCR in tempo reale che consente di monitorare l’amplificazione specifica in vitro dei geni di interesse.

            Questa strategia permette di identificare i campioni negativi in 24 ore consentendo un rapido rilascio dei prodotti sospetti e di avere un’identificazione presuntiva di campioni positivi in 27-29 ore e la conferma definitiva in 54-56 ore. La procedura completa è disponibile sul sito web del laboratorio Europeo di Riferimento.

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            • #7
              Epidemia di infezioni da Escherichia coli complicate da sindrome emolitico uremica in Germania (EpiCentro, 9 giugno 2011, adattato)

              [Fonte: EpiCentro, pagina originale completa: (LINK). Adattato.]
              Epidemia di infezioni da Escherichia coli complicate da sindrome emolitico uremica in Germania



              Notiziario – 9 giugno 2011

              La situazione in Europa

              A partire dall’8 giugno 2011, gli Stati membri dell’Unione europea hanno condiviso una nuova definizione di caso per la sindrome emolitica uremica (SEU) e diarrea emorragica provocate dal ceppo epidemico di E. coli produttore di Shiga-tossine (STEC) O104:H4. La nuova definizione di caso ha determinato alcune variazioni nel numero di casi segnalati per 4 Stati (Francia, Svezia, Paesi Bassi e Regno Unito). Lo riferisce il bollettino epidemiologico pubblicato dall’Ecdc il 9 giugno, sul focolaio di E. coli in Germania.

              Il 22 maggio, la Germania ha cominciato a riportare un aumento significativo del numero di pazienti affetti da sindrome emolitica uremica (SEU) e diarrea emorragica provocate dal ceppo epidemico di E. coli produttore di Shiga-tossine (STEC).

              Dal 2 maggio, i Paesi dell’Unione europea hanno riportato 757 casi di SEU (722 solo in Germania) e 2142 casi di STEC on-SEU (2086 solo in Germania), 19 dei casi di SEU e 8 di casi di STEC non-SEU sono risultati fatali. Per i dettagli del numero di casi per Paese leggi il bollettino dell’Ecdc del 9 giugno.

              Mentre la sindrome emolitica uremica si osserva tipicamente nei bambini sotto i cinque anni di età, nel focolaio tedesco i pazienti più frequentemente coinvolti sono gli adulti con una netta predominanza di donne (più di due terzi).

              Le analisi di laboratorio hanno identificato come agente infettivo il siero gruppo STEC O104:H4 (stx2-positivo; eae-negativo; hly-negativo, ESBL, aat, aggR, aap). I risultati dell’elettroforesi su gel a campo pulsato (Pulsed-field Gel Electrophoresis, PFGE) mostrano pattern indistinguibili di 7 focolai umani di O104:H4 in Germania e 2 ceppi di O104:H4 in Danimarca.

              La fonte del focolaio è ancora sotto indagine anche se il più probabile veicolo di infezione sembra essere di origine alimentare.

              La maggior parte dei casi si sono verificati nella Germania settentrionale (Schleswig-Holstein, Bassa Sassonia, Nord-Reno-Vestfalia e Amburgo). All’interno dell’Unione europea anche altri Stati, oltre la Germania, hanno riportato casi: Danimarca, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svezia e Regno Unito hanno riferito casi di SEU, mentre altri 5 hanno riferito casi di STEC non-SEU.

              In base alle informazioni disponibili, i casi segnalati dagli altri Paesi europei sono occorsi in persone che si erano recate nei giorni precedenti in Germania (principalmente la parte settentrionale). Il veicolo dell’infezione non è stato ancora identificato ma sono in corso indagini approfondite. Il loro risultato permetterà di effettuare una valutazione del rischio completa. Per prevenire lo sviluppo di malattie severe è essenziale una rapida identificazione dei casi potenziali collegati a questo focolaio, all’interno della Germania o tra chi vi si è recato a partire dall’inizio di maggio.

              L’Ecdc fornisce aggiornamenti costanti sull’andamento del focolaio attraverso la diffusione di bollettini epidemiologici.
              Sul sito della Direzione generale di sanità pubblica della Commissione europea (DG Sanco) è possibile trovare gli aggiornamenti sui lavori della Commissione europea, relativi al focolaio di E. coli. Tra i documenti proposti, i Consigli sanitari per la prevenzione delle malattie diarroiche, in particolare in relazione al batterio Escherichia coli produttore della tossina Shiga (STEC) – detto anche E. coli produttore di verotossina (VTEC) o E. coli enteroemorragico (EHEC)” (pdf 24 kb) rilasciati dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) e dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) il 3 giugno 2011.


              La situazione in Italia

              Nel 2011, in Italia non sono stati segnalati casi di sindrome emolitico uremica da E. coli O104:H4 riconducibili al focolaio epidemico tedesco. I 3 casi di questa sindrome segnalati nel 2011 sono infatti stati causati da E. coli VTEC. Lo riferisce il ministero della Salute nel comunicato del 7 giugno 2011 (pdf 360 kb). A scopo cautelativo, vista la dimensione del focolaio tedesco, nel documento del Ministero viene anche sottolineata la necessità di allertare i centri di nefrologia operanti sul territorio nazionale e l’invito a segnalare i casi sospetti al Registro italiano della SEU e a inviare i campioni al Laboratorio nazionale di riferimento per E. coli.

              L’Istituto superiore di sanità, sede del Laboratorio europeo di riferimento per l’Escherichia coli in campo veterinario, insieme al ministero della Salute e su richiesta della Direzione generale di sanità pubblica della Commissione europea (DG Sanco), è direttamente coinvolto nelle indagini sull’epidemia. In particolare, il Laboratorio ha messo a punto un metodo specifico per la ricerca del ceppo epidemico VTEC O104:H4 negli alimenti, metodo distribuito ai Laboratori nazionali di riferimento degli Stati membri e, a livello nazionale, agli Istituti zooprofilattici sperimentali, che in Italia svolgono la maggior parte dei controlli ufficiali sugli alimenti. Leggi gli aggiornamenti nei Primo Piano sul sito dell’Iss e in particolare:
              Fonti di interesse
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              • #8
                Segnalazione di casi di colera in Ucraina (EpiCentro, 9 giugno 2011, adattato)

                [Fonte: EpiCentro, pagina originale completa: (LINK). Adattato.]
                Segnalazione di casi di colera in Ucraina



                Notiziario – 9 giugno 2011

                Le autorità sanitarie ucraine hanno segnalato 14 casi di colera, verificatisi tra la fine di maggio e il 6 giugno 2011 nella città balneare di Mariupol (regione del Donetsk che affaccia sul Mar Nero a Sud-Est del Paese), località frequentata principalmente da turisti russi e ucraini. I casi, 13 adulti e 1 bambino tutti ospedalizzati, sono stati confermati in laboratorio (ceppo O1 El Tor, tossigeno) e attualmente sono in buone condizioni.

                Il 2 giugno il ministero della Salute ucraino ha istituito un’Unità di crisi e ha intensificato le attività di sorveglianza epidemiologica. È stata inoltre avviata un’indagine epidemiologica e microbiologica per stabilire la fonte dell’infezione e per ricercare la presenza del microrganismo in diverse matrici (acqua potabile, acqua di mare, serbatoi d’acqua all’aperto, prodotti alimentari, inclusi pesce e frutti di mare crudi).

                Ad oggi i casi segnalati non risultano essere epidemiologicamente collegati e la fonte dell’infezione non è ancora stata identificata. Il Ministero ha in ogni caso avviato tutte le misure igienico-sanitarie necessarie per contenere l’epidemia (attività di controllo e sanificazione della rete idrica e fognaria, campagne di informazione dirette alla popolazione per prevenire la malattia ed interrompere la trasmissione). Le autorità sanitarie locali hanno inoltre introdotto il divieto di balneazione e pesca nella zona che circonda i fiumi Kal’chyk e Kalmius, così come nel mare di Azov (sezione settentrionale del Mar Nero).

                Il colera è una malattia a trasmissione oro-fecale: può essere contratta in seguito all’ingestione di acqua o alimenti contaminati da materiale fecale di individui infetti (malati o portatori sani o convalescenti). I cibi più a rischio per la trasmissione della malattia sono quelli crudi o poco cotti, in particolare i frutti di mare, ma anche altri alimenti possono comunque fungere da veicolo. Senza la contaminazione di cibo o acqua, tuttavia, il contagio diretto da persona a persona è molto raro in condizioni igienico-sanitarie normali. La carica batterica necessaria per la trasmissione dell’infezione è, infatti, superiore al milione: pertanto risulta molto difficile contagiare altri individui attraverso il semplice contatto. In Italia, l’ultima importante epidemia di colera risale al 1973 in Campania e Puglia. Nel 1994 si è verificata a Bari un’epidemia di limitate proporzioni, in cui sono stati segnalati meno di 10 casi.

                Contemporaneamente nel 1994-95 una vasta epidemia di colera ha interessato il sud dell’Ucraina con circa 1400 casi e 32 decessi causati sempre dal ceppo di Vibrio Colerae (O1 El Tor). L’attuale situazione potrebbe rappresentare l’indicazione di un aumento della circolazione del colera nella regione.

                Il rischio di esportazione di casi verso altri Paesi europei è molto limitata. Ciononostante, visto il numero di casi e l’elevata frequentazione turistica della zona, è necessario seguire con attenzione i risultati dell’indagine epidemiologica e gli sviluppi della situazione.

                Informazioni utili per i viaggiatori che si dovessero recare in Ucraina sono disponibili sul sito dell’Oms nelle pagine dedicate al rapporto annuale International travel and health e sul sito Viaggiaresicuri (servizio fornito dal ministero degli Affari esteri e gestito in collaborazione con l'Aci), nell’avviso del 30 maggio 2011.


                Risorse utili
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                • #9
                  E.Coli, il Commissario UE John Dalli visita i laboratori dell’ISS (ISS, 9 giugno 2011, adattato)

                  [Fonte: Istituto Superiore di Sanità, pagina originale completa: (LINK). Adattato.]

                  Mirella Taranto - Istituto Superiore di Sanità Viale Regina Elena 299, 00161 - Roma (I) - Telefono: 06 4990 2950 - Fax: 06 49 38 71 54 - ufficio.stampa@iss.it
                  E.Coli, il Commissario UE John Dalli visita i laboratori dell’ISS


                  ISS 09/06/2011


                  Il Commissario europeo responsabile per la salute e la politica dei consumatori John Dalli ha ribadito l’apprezzamento per il contributo dell’ISS nel fronteggiare l’epidemia scaturita dal focolaio di E.Coli in Germania, visitando oggi, alla presenza del Ministro della Salute Ferruccio Fazio, il Laboratorio europeo di riferimento per l’Escherichia Coli in campo veterinario presso l’Istituto Superiore di Sanità, diretto da Alfredo Caprioli.

                  "Sono qui specificamente per esprimere apprezzamento - ha affermato Dalli - per il lavoro e per il contributo notevole dato in questa crisi tedesca dall’Istituto Superiore di Sanità attraverso lo sviluppo del nuovo metodo di identificazione rapido del batterio che ci ha aiutato e ci aiuta ancora a fronteggiare l’epidemia". Il Presidente dell’ISS Enrico Garaci, che ha accompagnato insieme al Ministro Fazio, Dalli in visita ai laboratori dell’ISS ha espresso la sua soddisfazione. "Ci sentiamo onorati della visita e siamo profondamente grati del riconoscimento espresso dal Commissario Dalli nei confronti dell’impegno dell’Istituto Superiore di Sanità nella lotta al batterio responsabile dell’epidemia localizzata nel Nord della Germania".

                  "Ancora una volta il sistema italiano conferma la propria eccellenza in ambito sanitario- ha detto il Ministro Fazio - dimostrando di avere qualcosa da insegnare ai nostri colleghi europei. L’epidemia, d’altra parte, non ci spaventa, ha proseguito il Ministro, "ancora attiva in Germania, anche se i casi sono in diminuzione, non è giunta da noi, ma se dovesse farlo, siamo pronti ad affrontarla".

                  "Il metodo che abbiamo elaborato - ha spiegato Alfredo Caprioli, a capo del Laboratorio europeo di riferimento per l’E. Coli presso l’ISS - è un metodo di eccellenza, in quanto riesce, tramite la PCR, a stabilire entro 24 ore se un alimento è negativo (ovvero se in esso non vi sono tracce del batterio incriminato), entro 30 ore (un tempo record) se esso è positivo. In tal caso si rinvia alle analisi di conferma".
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                  • #10
                    Epidemia di infezioni da Escherichia coli complicate da sindrome emolitico uremica in Germania (EpiCentro, 16 giugno 2011, adattato)

                    [Fonte: EpiCentro, pagina originale completa: (LINK). Estratto, adattato.]
                    Epidemia di infezioni da Escherichia coli complicate da sindrome emolitico uremica in Germania



                    Notiziario – 16 giugno 2011

                    La situazione in Europa

                    Al 16 giugno, nei Paesi Eu/Eea sono stati riportati 823 casi di sindrome emolitica uremica (SEU) (compresi 26 decessi) e 2578 casi non-SEU (di cui 13 decessi) di E. coli O104:H4. Lo riferisce l’aggiornamento del bollettino epidemiologico pubblicato dall’Ecdc il 16 giugno, sul focolaio di E. coli in Germania.

                    Oggi, la Germania ha riferito di altri 2 nuovi casi di SEU e 48 di STEC non-SEU. Ha anche segnalato di altri due decessi per sindrome emolitico euremica. Per i dettagli del numero di casi per Paese leggi il bollettino dell’Ecdc del 16 giugno.

                    Il 15 giugno, l’Ecdc ha aggiornato la valutazione del rischio.

                    Il 10 giugno le autorità tedesche (Federal Institute for Risk Assessment, Federal Office of Consumer Protection and Food safety e Robert Koch Institute) hanno pubblicato una dichiarazione comune (pdf 56 kb) in cui raccomandano di non mangiare germogli crudi. Nel documento si afferma anche che, nella Germania settentrionale, non è più necessario non mangiare cetrioli, pomodori e insalata. Leggi il documento completo (pdf 56 kb).

                    Il 10 giugno è stato presentato anche il rapporto tecnico Ecdc-Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) che fornisce una sintesi sulla prevalenza e incidenza di E. coli produttori di Shiga/Vero-tossine (STEC/VTEC) nell’uomo, nel cibo e negli animali. Particolare attenzione viene data al ceppo STEC O104:H4, che è stato individuato come la causa del focolaio tedesco. Il report analizza i casi segnalati dai Paesi Eu/Efsa attraverso la sorveglianza esistente e i sistemi di monitoraggio Ecdc ed Efsa e paragona le caratteristiche dei ceppi dei primi casi isolati nel focolaio tedesco. Il report conclude affermando che il focolaio di STEC O104:H4 registrato in Germania e in altri Paesi Eu/Eea nelle ultime settimane è, a oggi, il più esteso focolaio di sindrome emolitico uremica e STEC mai registrato al mondo. Leggi il documento completo (pdf 620 kb).

                    L’Ecdc fornisce aggiornamenti costanti sull’andamento del focolaio attraverso la diffusione di bollettini epidemiologici.

                    I risultati delle indagini effettuate dai laboratori di sanità pubblica europei e le caratteristiche del ceppo all'origine del focolaio in Germania sono approfonditi nel numero di Eurosurveillance del 16 giugno 2011, interamente dedicato all’epidemia di E. coli. Leggi l'editoriale sulle recenti indagini microbiologiche effettuate e l'articolo che illustra le particolarità del ceppo di E. Coli O104:H4 responsabile dell’epidemia.

                    Sul sito della Direzione generale di sanità pubblica della Commissione europea (DG Sanco) è possibile trovare gli aggiornamenti sui lavori della Commissione europea, relativi al focolaio di E. coli in Germania.


                    La situazione in Italia

                    Nel 2011, in Italia non sono stati segnalati casi di sindrome emolitico uremica da E. coli O104:H4 riconducibili al focolaio epidemico tedesco. I 3 casi di questa sindrome segnalati nel 2011 sono infatti stati causati da E. coli VTEC. Lo riferisce il ministero della Salute nel comunicato del 7 giugno 2011 (pdf 360 kb). A scopo cautelativo, vista la dimensione del focolaio tedesco, nel documento del Ministero viene anche sottolineata la necessità di allertare i centri di nefrologia operanti sul territorio nazionale e l’invito a segnalare i casi sospetti al Registro italiano della SEU e a inviare i campioni al Laboratorio nazionale di riferimento per E. coli. Sul sito del ministero della Salute, leggi anche il Focus dedicato al focolaio di E. coli.

                    L’Istituto superiore di sanità, sede del Laboratorio europeo di riferimento per l’Escherichia coli in campo veterinario, insieme al ministero della Salute e su richiesta della Direzione generale di sanità pubblica della Commissione europea (DG Sanco), è direttamente coinvolto nelle indagini sull’epidemia. In particolare, il Laboratorio ha messo a punto un metodo specifico per la ricerca del ceppo epidemico VTEC O104:H4 negli alimenti, metodo distribuito ai Laboratori nazionali di riferimento degli Stati membri e, a livello nazionale, agli Istituti zooprofilattici sperimentali, che in Italia svolgono la maggior parte dei controlli ufficiali sugli alimenti. Leggi gli aggiornamenti nei Primo Piano sul sito dell’Iss e in particolare:
                    Fonti di interesse
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                    • #11
                      Epidemia di Escherichia Coli O104 in Germania, aggiornamenti, EpiCentro-ISS, Archivio

                      Questo thread contiene alcuni degli aggiornamenti sulla situazione epidemica in Germania pubblicati da EpiCentro e Istituto Superiore di Sanità.

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                      • #12
                        Epidemia di infezioni da Escherichia coli complicate da sindrome emolitico uremica in Germania (EpiCentro, 23 giugno 2011, adattato)

                        [Fonte: EpiCentro, pagina originale completa: (LINK). Adattato.]
                        Epidemia di infezioni da Escherichia coli complicate da sindrome emolitico uremica in Germania



                        Notiziario – 23 giugno 2011

                        La situazione in Europa

                        Al 21 giugno, nei Paesi Eu/Eea sono stati riportati 3702 casi di infezioni da E. coli; di queste 854 erano casi di sindrome emolitica uremica (SEU) (compresi 28 decessi) e 2848 erano casi non-SEU (di cui 12 decessi). Lo riferisce l’aggiornamento del bollettino epidemiologico sul focolaio di E. coli in Germania pubblicato dall’Ecdc il 22 giugno.

                        Il 22 giugno, la Germania ha riferito 1 nuovo caso di SEU e 13 casi non-SEU da STEC (Shiga toxin-producing E. coli). I Paesi Bassi e la Danimarca hanno riportato ciascuna un caso non-SEU da STEC. Per i dettagli del numero di casi per Paese leggi il bollettino dell’Ecdc del 22 giugno.

                        Il 15 giugno, l’Ecdc ha aggiornato la valutazione del rischio.
                        Il 10 giugno le autorità tedesche (Federal Institute for Risk Assessment, Federal Office of Consumer Protection and Food safety e Robert Koch Institute) hanno pubblicato una dichiarazione comune (pdf 56 kb) in cui raccomandano di non mangiare germogli crudi. Nel documento si afferma anche che, nella Germania settentrionale, non è più necessario non mangiare cetrioli, pomodori e insalata. Leggi il documento completo (pdf 56 kb).

                        Il 10 giugno è stato presentato anche il rapporto tecnico Ecdc-Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) che fornisce una sintesi sulla prevalenza e incidenza di E. coli produttori di Shiga/Vero-tossine (STEC/VTEC) nell’uomo, nel cibo e negli animali. Particolare attenzione viene data al ceppo STEC O104:H4, che è stato individuato come la causa del focolaio tedesco. Il report analizza i casi segnalati dai Paesi Eu/Efsa attraverso la sorveglianza esistente e i sistemi di monitoraggio Ecdc ed Efsa e paragona le caratteristiche dei ceppi dei primi casi isolati nel focolaio tedesco. Il report conclude affermando che il focolaio di STEC O104:H4 registrato in Germania e in altri Paesi Eu/Eea nelle ultime settimane è, a oggi, il più esteso focolaio di sindrome emolitico uremica e STEC mai registrato al mondo. Leggi il documento completo (pdf 620 kb).

                        L’Ecdc fornisce aggiornamenti costanti sull’andamento del focolaio attraverso la diffusione di bollettini epidemiologici.

                        Su Eurosurveillance del 23 giugno 2011, tre articoli approfondiscono il tema:
                        Sul sito della Direzione generale di sanità pubblica della Commissione europea (DG Sanco) è possibile trovare gli aggiornamenti sui lavori della Commissione europea, relativi al focolaio di E. coli in Germania.


                        La situazione in Italia

                        Nel 2011, in Italia non sono stati segnalati casi di sindrome emolitico uremica da E. coli O104:H4 riconducibili al focolaio epidemico tedesco. I 3 casi di questa sindrome segnalati nel 2011 sono infatti stati causati da E. coli VTEC. Lo riferisce il ministero della Salute nel comunicato del 7 giugno 2011 (pdf 360 kb). A scopo cautelativo, vista la dimensione del focolaio tedesco, nel documento del Ministero viene anche sottolineata la necessità di allertare i centri di nefrologia operanti sul territorio nazionale e l’invito a segnalare i casi sospetti al Registro italiano della SEU e a inviare i campioni al Laboratorio nazionale di riferimento per E. coli. Sul sito del ministero della Salute, leggi anche il Focus dedicato al focolaio di E. coli.

                        L’Istituto superiore di sanità, sede del Laboratorio europeo di riferimento per l’Escherichia coli in campo veterinario, insieme al ministero della Salute e su richiesta della Direzione generale di sanità pubblica della Commissione europea (DG Sanco), è direttamente coinvolto nelle indagini sull’epidemia. In particolare, il Laboratorio ha messo a punto un metodo specifico per la ricerca del ceppo epidemico VTEC O104:H4 negli alimenti, metodo distribuito ai Laboratori nazionali di riferimento degli Stati membri e, a livello nazionale, agli Istituti zooprofilattici sperimentali, che in Italia svolgono la maggior parte dei controlli ufficiali sugli alimenti. Leggi gli aggiornamenti nei Primo Piano sul sito dell’Iss e in particolare:
                        Fonti di interesse
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                        • #13
                          Epidemia di infezioni da Escherichia coli complicate da sindrome emolitico uremica (EpiCentro, 30 giugno 2011, adattato)

                          [Fonte: EpiCentro, pagina originale completa: (LINK). Adattato.]

                          Epidemia di infezioni da Escherichia coli complicate da sindrome emolitico uremica


                          Notiziario – 30 giugno 2011

                          La situazione in Europa

                          A oggi nei Paesi Eu/Eea sono stati riportati 888 casi di sindrome emolitica uremica (SEU), di cui 31 letali, e 3189 casi non-SEU, di cui 17 decessi. Lo riferisce l’aggiornamento del bollettino epidemiologico sui focolai di E. coli O104:H4 pubblicato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) il 30 giugno dove si possono trovare i dettagli del numero di casi per ogni Paese.

                          L’Ecdc fornisce aggiornamenti costanti sull’andamento dei focolai attraverso la diffusione di bollettini epidemiologici settimanali.

                          Il 29 giugno, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e l’Ecdc hanno pubblicato congiuntamente una nuova valutazione del rischio (pdf 592 kb), realizzata alla luce degli sviluppi epidemiologici relativi al focolaio di E. coli O104:H4 registrato in Germania nelle scorse settimane, del recente cluster di casi di SEU registrati in Francia (nella zona vicino Bordeaux) e di un caso sporadico segnalato dalla Svezia.

                          Il 24 giugno, infatti, le autorità francesi hanno segnalato un focolaio di 8 pazienti con sintomi di diarrea emorragica o di SEU nella zona nelle vicinanze di Bordeaux. Al 28 giugno, il numero dei casi è salito a 15. Undici di questi hanno preso parte, l’8 giugno, a un evento sociale nel Comune di Bègles (Bordeaux). Di questi 11 casi, 8 hanno sviluppato sintomi di SEU, 7 sono donne di età compresa tra 31 e 64 anni e quattro sono uomini tra i 34 e 41 anni. La data di inizio della malattia per questi 11 pazienti si colloca tra il 15 e il 20 giugno, in 3 di queste persone è stata confermata l’infezione da E coli O104:H4. Le caratteristiche del ceppo isolato sono simili a quelle del ceppo isolato nel focolaio tedesco, con un profilo simile di resistenza antimicrobica.

                          Nove degli 11 casi francesi hanno riferito di aver mangiato germogli (fieno greco, mostarda, rucola) in occasione dell’evento dell’8 giugno a cui hanno preso parte. I semi di questi germogli, al momento sotto esame di laboratorio, sono stati prodotti sul territorio locale e non sono importati dalla fattoria coinvolta nel focolaio tedesco. Le analisi epidemiologiche al riguardo sono ancora in corso.

                          Inoltre, secondo la valutazione del rischio Efsa-Ecdc, il cluster di Bordeaux non è correlato a quello registrato nella Francia settentrionale qualche settimana fa, causato da un sierotipo differente di E. coli produttore di Shiga-tossine (STEC) e legato al consumo di hamburger di manzo.

                          Il 28 giugno anche la Svezia ha riferito di un caso confermato di E coli O104:H4 nella zona meridionale del Paese: si tratta di un adulto maschio che non si è recato recentemente in Germania e che non ha riferito il consumo di germogli nella settimana precedente l’insorgenza dei sintomi.

                          Sulla base delle informazioni disponibili, Efsa-Ecdc affermano che il focolaio francese di SEU è limitato alle persone che hanno preso parte a un singolo evento sociale l’8 giugno a Bordeaux. Tuttavia, si sta investigando su un possibile legame tra il focolaio di E. coli O104:H4 riportato in Germania tra maggio e giugno 2011 e quello francese registrato in questi giorni. Si indaga anche sul veicolo di trasmissione (germogli, semi di germogli o altri prodotti alimentari). Per il focolaio francese il sospetto dei germogli come veicolo di trasmissione, così come l’origine della contaminazione dei germogli, devono essere stabiliti attraverso indagini epidemiologiche retrospettive e microbiologiche. Ecdc ed Efsa avvisano che, in attesa dei risultati della conferma della fonte del focolaio, in Francia, si potrebbero registrare nuovi casi nel prossimo futuro.

                          Quindi tenendo presente che, ad oggi, il consumo di germogli di fieno greco è stato indicato come possibile fonte del recente focolaio di E coli O104:H4 in Germania e Francia, finché le indagini non saranno concluse, le due agenzie europee raccomandano ai consumatori di non coltivare germogli per il consumo personale e di non mangiare germogli o semi germogliati a meno di non averli cotti accuratamente.

                          Efsa ed Ecdc continuano a monitorare la situazione in collaborazione con le autorità sanitarie francesi e degli altri Paesi, con la Commissione europea e con l’Oms.

                          Per maggiori informazioni leggi il documento completo del 29 giugno 2011 “Efsa/Ecsc joint rapid risk assessment. Cluster of heamolytic uremic syndrome (HUS) in Bordeaux, France” (pdf 592 kb)

                          Su Eurosurveillance del 23 giugno 2011, tre articoli approfondiscono il tema:
                          Sul sito della Direzione generale di sanità pubblica della Commissione europea (DG Sanco) è possibile trovare gli aggiornamenti sui lavori della Commissione europea, relativi ai focolai di E. coli registrati nei Paesi europei.

                          Sul New England Journal of Medicine, leggi la descrizione dettagliata dell’indagine epidemiologica condotte in Germania durante l’epidemia.


                          La situazione in Italia

                          Nel 2011, in Italia non sono stati segnalati casi di sindrome emolitico uremica da E. coli O104:H4 riconducibili al focolaio epidemico tedesco. I 3 casi di questa sindrome segnalati nel 2011 sono infatti stati causati da E. coli VTEC. Lo riferisce il ministero della Salute nel comunicato del 7 giugno 2011 (pdf 360 kb). A scopo cautelativo, vista la dimensione del focolaio tedesco, nel documento del Ministero viene anche sottolineata la necessità di allertare i centri di nefrologia operanti sul territorio nazionale e l’invito a segnalare i casi sospetti al Registro italiano della SEU e a inviare i campioni al Laboratorio nazionale di riferimento per E. coli. Sul sito del ministero della Salute, leggi anche il Focus dedicato al focolaio di E. coli.

                          L’Istituto superiore di sanità, sede del Laboratorio europeo di riferimento per l’Escherichia coli in campo veterinario, insieme al ministero della Salute e su richiesta della Direzione generale di sanità pubblica della Commissione europea (DG Sanco), è direttamente coinvolto nelle indagini sull’epidemia. In particolare, il Laboratorio ha messo a punto un metodo specifico per la ricerca del ceppo epidemico VTEC O104:H4 negli alimenti, metodo distribuito ai Laboratori nazionali di riferimento degli Stati membri e, a livello nazionale, agli Istituti zooprofilattici sperimentali, che in Italia svolgono la maggior parte dei controlli ufficiali sugli alimenti. Leggi gli aggiornamenti nei Primo Piano sul sito dell’Iss e in particolare:
                          Fonti di interesse
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                          • #14
                            Epidemia di infezioni da Escherichia coli complicate da sindrome emolitico uremica (EpiCentro, 7 luglio 2011, adattato)

                            [Fonte: EpiCentro, pagina originale completa: (LINK). Adattato.]
                            Epidemia di infezioni da Escherichia coli complicate da sindrome emolitico uremica



                            Notiziario – 7 luglio 2011



                            La situazione in Europa

                            A oggi nei Paesi Eu/Eea sono stati riportati 898 casi di sindrome emolitica uremica (SEU), di cui 33 letali, e 3338 casi non-SEU, con 17 decessi.

                            Lo riferisce l’aggiornamento del bollettino epidemiologico sui focolai di E. coli O104:H4 pubblicato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) il 6 luglio, dove si possono trovare i dettagli del numero di casi per ogni Paese.

                            L’Ecdc fornisce, infatti, aggiornamenti costanti sull’andamento dei focolai attraverso la diffusione di bollettini epidemiologici.

                            Il 29 giugno, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e l’Ecdc hanno pubblicato congiuntamente una nuova valutazione del rischio (pdf 592 kb), realizzata alla luce degli sviluppi epidemiologici relativi al focolaio di E. coli O104:H4 registrato in Germania nelle scorse settimane, del recente cluster di casi di SEU registrati in Francia (nella zona vicino Bordeaux) e di un caso sporadico segnalato dalla Svezia (un adulto maschio che non si è recato recentemente in Germania e che non ha riferito il consumo di germogli nella settimana precedente l’insorgenza dei sintomi).

                            Per maggiori informazioni leggi il documento completo del 29 giugno 2011 “Efsa/Ecsc joint rapid risk assessment. Cluster of heamolytic uremic syndrome (HUS) in Bordeaux, France” (pdf 592 kb).

                            Il 24 giugno le autorità francesi hanno segnalato un focolaio di 8 pazienti con sintomi di diarrea emorragica o di SEU causato da E. coli nella zona nelle vicinanze di Bordeaux. Al 28 giugno, secondo quanto riportato dall’Efsa il 5 luglio, sono stati segnalati dalla Francia 8 casi di diarrea emorragica e 8 casi di SEU, l’infezione da E. coli O104:H4 è stata confermata per 4 di questi pazienti affetti da SEU. I ceppi di 3 pazienti dell’epidemia francese sono stati confrontati con quelli responsabili dell’epidemia in Germania e hanno presentato un elevato grado di omologia. Questo suggerisce la probabile fonte comune dei due focolai.

                            Per individuare la possibile fonte di infezione per il cluster francese è stata incaricata una task force dell’Efsa. Le indagini evidenziano che la più probabile connessione tra i due focolai, sia rappresentata da una partita di semi di fieno greco importati dall’Egitto e utilizzati per produrre germogli.

                            L’Efsa sottolinea tuttavia che non si può escludere che siano implicati anche altri lotti di fieno greco importati dall’Egitto tra il 2009 e il 2011. L’Agenzia raccomanda dunque che la Commissione Europea faccia il possibile per prevenire un’ulteriore esposizione dei consumatori ai semi sospetti e che si compiano ulteriori indagini nei Paesi che possano aver ricevuto semi dai lotti in questione.

                            In questa situazione, l’Efsa continua a raccomandare ai consumatori di non coltivare germogli per il consumo personale e di non mangiare germogli o semi germogliati a meno di non averli cotti accuratamente.

                            Leggi il documento completo “Tracing seeds, in particular fenugreek (Trigonella foenum-graecum) seeds, in relation to the Shiga toxin-producing E. coli (STEC) O104:H4 2011 Outbreaks in Germany and France” e il comunicato stampa dell’Efsa.

                            Sul sito della Direzione generale di sanità pubblica della Commissione europea (DG Sanco) è possibile trovare gli aggiornamenti sui lavori della Commissione europea, relativi ai focolai di E. coli registrati nei Paesi europei.



                            La situazione in Italia

                            Nel 2011, in Italia non sono stati segnalati casi di sindrome emolitico uremica da E. coli O104:H4 riconducibili al focolaio epidemico tedesco.

                            Il 7 luglio il Ministero della Salute ha diffuso un comunicato contenente un aggiornamento della situazione rispetto al precedente comunicato del 7 giugno 2011 (pdf 360 kb) nel quale veniva sottolineata la necessità di allertare i centri di nefrologia operanti sul territorio nazionale e l’invito a segnalare i casi sospetti al Registro italiano della SEU e a inviare i campioni al Laboratorio nazionale di riferimento per E. coli.

                            Sul sito del ministero della Salute, leggi anche il Focus dedicato al focolaio di E. coli.

                            L’Istituto superiore di sanità, sede del Laboratorio europeo di riferimento per l’Escherichia coli in campo veterinario, insieme al ministero della Salute e su richiesta della Direzione generale di sanità pubblica della Commissione europea (DG Sanco), è direttamente coinvolto nelle indagini sull’epidemia.

                            In particolare, il Laboratorio ha messo a punto un metodo specifico per la ricerca del ceppo epidemico VTEC O104:H4 negli alimenti, metodo distribuito ai Laboratori nazionali di riferimento degli Stati membri e, a livello nazionale, agli Istituti zooprofilattici sperimentali, che in Italia svolgono la maggior parte dei controlli ufficiali sugli alimenti.

                            Leggi gli aggiornamenti nei Primo Piano sul sito dell’Iss e in particolare:
                            Fonti di interesse
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                              Aggiornamento sulle epidemie di infezioni da Escherichia coli produttore di Shiga tossine (EpiCentro, 14 luglio 2011, adattato)

                              [Fonte: EpiCentro, pagina originale completa: (LINK). Adattato.]
                              Aggiornamento sulle epidemie di infezioni da Escherichia coli produttore di Shiga tossine



                              Notiziario – 14 luglio 2011


                              La situazione in Europa

                              Dalla scorsa settimana, gli Stati Ue hanno aggiornato i criteri per la segnalazione a livello europeo delle infezioni da E. coli produttore di Shiga tossine (STEC). In questa fase dell’epidemia, dove vengono segnalati sia casi sporadici che piccoli focolai, vengono riportati solo i casi associati all’epidemia in corso, classificati come “sospetti probabili o confermati”. In seguito a questa decisione è diminuito il numero dei casi riportati nel bollettino epidemiologico dell’Ecdc.

                              In particolare, sono state escluse circa 150 sindromi emolitico uremiche (SEU) e circa 300 infezioni da STEC non-SEU riportate soprattutto da Germania e Francia.

                              Pertanto, ad oggi nei Paesi Eu/Eea si contano 3867 casi di infezioni da STEC. Di queste, 762 casi di SEU e 3105 casi di infezioni da STEC non-SEU. In totale sono morte 44 persone, di cui 28 casi di SEU e 16 di infezioni da STEC non-SEU. Lo riferisce l’aggiornamento del bollettino epidemiologico sui focolai di E. coli pubblicato dall’Ecdc il 14 luglio, dove si possono trovare i dettagli del numero di casi per ogni Paese.

                              L’8 luglio, l’Ecdc e l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) hanno rilasciato un aggiornamento della valutazione del rischio (pdf 160 kb) sui focolai da E. coli O104:H4 produttore di Shiga-tossine (STEC) in Europa. Il quadro epidemiologico dell’incidenza delle infezioni da STEC in Europa evidenzia una fase di transizione dai due grossi focolai epidemici registrati in Germania e Francia, al rischio di nuovi cluster locali o al verificarsi di casi sporadici. Per questo motivo, dal 5 luglio è stata implementata la segnalazione dei nuovi casi a livello europeo attraverso diversi sistemi di supporto epidemiologico e diagnostico. Leggi la valutazione del rischio Ecdc-Efsa dell’8 luglio “Ecdc Rapid Risk Assessment Update. Outbreak of Shiga toxin-producing E. coli (STEC) O104:H4 2011 in the EU” (pdf 160 kb).

                              Sul sito della Direzione generale di sanità pubblica della Commissione europea (DG Sanco) è possibile trovare gli aggiornamenti sui lavori della Commissione europea, relativi ai focolai di E. coli registrati nei Paesi europei.


                              La situazione in Italia

                              Nel 2011, in Italia non sono stati segnalati casi di sindrome emolitico uremica da E. coli O104:H4 riconducibili al focolaio epidemico tedesco. Il 7 luglio il Ministero della Salute ha diffuso un comunicato contenente un aggiornamento della situazione rispetto al precedente comunicato del 7 giugno 2011 (pdf 360 kb) nel quale veniva sottolineata la necessità di allertare i centri di nefrologia operanti sul territorio nazionale e l’invito a segnalare i casi sospetti al Registro italiano della SEU e a inviare i campioni al Laboratorio nazionale di riferimento per E. coli. Sul sito del ministero della Salute, leggi anche il Focus dedicato al focolaio di E. coli.

                              L’Istituto superiore di sanità, sede del Laboratorio europeo di riferimento per l’Escherichia coli in campo veterinario, insieme al ministero della Salute e su richiesta della Direzione generale di sanità pubblica della Commissione europea (DG Sanco), è direttamente coinvolto nelle indagini sull’epidemia. In particolare, il Laboratorio ha messo a punto un metodo specifico per la ricerca del ceppo epidemico VTEC O104:H4 negli alimenti, metodo distribuito ai Laboratori nazionali di riferimento degli Stati membri e, a livello nazionale, agli Istituti zooprofilattici sperimentali, che in Italia svolgono la maggior parte dei controlli ufficiali sugli alimenti. Leggi gli aggiornamenti nei Primo Piano sul sito dell’Iss e in particolare:
                              Fonti di interesse
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