tetano
Editor, Senior Moderator
La stagione influenzale ? attualmente attiva in Nord America ed in Europa, soprattutto nei Paesi dell?Europa occidentale. In Nord America predominano i ceppi virali A/H3N2. In Europa, invece, il 70% delle infezioni ? dovuto al ceppo A/H1N1 pandemico, quello che da met? del 2009 a met? del 2010 ha infettato oltre 60 milioni di persone. La situazione non ? statica e con oltre due mesi di stagione influenzale davanti ? probabile che le realt? americana ed europea tendano ad omogenizzarsi. La diffusione dell?infezione in Europa sta evolvendo rapidamente ed in alcuni Paesi (ad esempio UK) il 25% dei letti delle terapie intensive ? attualmente occupato da pazienti con gravi insufficienze respiratorie. Una situazione simile sembra essere alle porte anche per il nostro Paese.
Del resto che anche quest?anno avremmo avuto a che fare con l?influenza ed in particolare con il ceppo A/H1N1 2009 era prevedibile per almeno due motivi:
1) Una pandemia influenzale non ? mai da considerare come un grosso temporale che arriva, causa danni e se ne va lasciando il cielo azzurro. Tutte le pandemie del XX secolo hanno causato onde di infezione e di decessi che sono perdurate alcuni anni dopo l?inizio.
2) La campagna vaccinale dell'anno scorso ? fallita e scarsissima ? stata l?accettazione della popolazione alla vaccinazione anche quest?anno. Questo fatto ha lasciato milioni di persone (compresi i soggetti a rischio) ancora sprovviste di immunit? contro il nuovo virus.
? impossibile prevedere come evolver? la stagione influenzale perch? troppi sono i fattori non controllabili. Ad esempio:
1) L?insorgenza di mutanti a maggior capacit? infettante, cosa che avviene tanto pi? frequentemente tanto pi? il virus si replica. Nella nostra condizione questo aspetto sar? facilitato dalle tante persone ?indifese? che ospiteranno il virus e lo lasceranno crescere. Alcuni mutanti sono gi? stati descritti e ricerche sono in corso per studiare geneticamente i ceppi che stanno dando infezioni gravi.
2) Il perdurare del freddo che causa vasocostrizione delle vie aeree superiori con minor afflusso di sangue e di elementi protettivi e causa anche una maggior tendenza a passare tempo in ambienti chiusi dove il contagio ? pi? probabile.
3) La risposta pi? convinta della popolazione alla nuova forte richiesta del Ssn di usare tutti gli accorgimenti possibili per evitare di contrarre l?influenza. Topo Gigio l?anno scorso ? stato poco convincente.
4) La capacit? e l?efficienza delle strutture sanitarie di identificare i casi e cercare di contenerli, cosa che si preannuncia molto diversa da regione a regione. Nessun allarme, quindi, ma allerta si.
Maria Paola Landini, direttrice Microbiologia Policlinico Sant?Orsola
http://corrieredibologna.corriere.i...mia-influenzale-non-finita-181278409496.shtml
Del resto che anche quest?anno avremmo avuto a che fare con l?influenza ed in particolare con il ceppo A/H1N1 2009 era prevedibile per almeno due motivi:
1) Una pandemia influenzale non ? mai da considerare come un grosso temporale che arriva, causa danni e se ne va lasciando il cielo azzurro. Tutte le pandemie del XX secolo hanno causato onde di infezione e di decessi che sono perdurate alcuni anni dopo l?inizio.
2) La campagna vaccinale dell'anno scorso ? fallita e scarsissima ? stata l?accettazione della popolazione alla vaccinazione anche quest?anno. Questo fatto ha lasciato milioni di persone (compresi i soggetti a rischio) ancora sprovviste di immunit? contro il nuovo virus.
? impossibile prevedere come evolver? la stagione influenzale perch? troppi sono i fattori non controllabili. Ad esempio:
1) L?insorgenza di mutanti a maggior capacit? infettante, cosa che avviene tanto pi? frequentemente tanto pi? il virus si replica. Nella nostra condizione questo aspetto sar? facilitato dalle tante persone ?indifese? che ospiteranno il virus e lo lasceranno crescere. Alcuni mutanti sono gi? stati descritti e ricerche sono in corso per studiare geneticamente i ceppi che stanno dando infezioni gravi.
2) Il perdurare del freddo che causa vasocostrizione delle vie aeree superiori con minor afflusso di sangue e di elementi protettivi e causa anche una maggior tendenza a passare tempo in ambienti chiusi dove il contagio ? pi? probabile.
3) La risposta pi? convinta della popolazione alla nuova forte richiesta del Ssn di usare tutti gli accorgimenti possibili per evitare di contrarre l?influenza. Topo Gigio l?anno scorso ? stato poco convincente.
4) La capacit? e l?efficienza delle strutture sanitarie di identificare i casi e cercare di contenerli, cosa che si preannuncia molto diversa da regione a regione. Nessun allarme, quindi, ma allerta si.
Maria Paola Landini, direttrice Microbiologia Policlinico Sant?Orsola
http://corrieredibologna.corriere.i...mia-influenzale-non-finita-181278409496.shtml