tetano
Editor, Senior Moderator
La notizia del secondo morto da H1N1 – un paziente diabetico – può colpire sul piano emotivo e alimentare qualche timore. Ma dal punto di vista epidemiologico, dei numeri, della massa significa poco o nulla, perché le vittime della normale influenza – nella storia recente – sono state ben più alte di quelle da pandemia, vera o presunta che fosse.
Certo, quando l’anno scorso, tra la primavera e l’estate, si iniziò a parlare dell’influenza A, e soprattutto in seguito agli avvertimenti dell’Organizzazione mondiale della Sanità, a parità di morti (due) i decessi italiani diventarono titoli a tutta pagina sui quotidiani e servizi di apertura dei telegiornali e sui siti internet. Ma come fu chiaro subito dopo, in quella fase ci furono scarsa razionalità, una sopravvalutazione degli avvenimenti, un allarmismo ingiustificato, uno zelo sanitario-farmaceutico ingiusticabile, un eccesso di precauzione, Che contagiarono – è il caso di dirlo – istituzioni sanitarie, ministri e amministratori della salute pubblica, medici, mass-media. In Italia come nel resto del Mondo.
Poi tutti capirono che l’influenza H1N1 non era tanto catastrofica come era stato detto e,
lentamente, si tornò alla normalità.
La lezione dello scorso anno è tuttavia servita, e oggi nessuno vuole più provocare allarmismi. Tra l’altro è probabile che ci saranno nuovi decessi, in particolare tra le persone affette da altri mali. Nel qual caso, niente panico. Comunque.
Chi è preso dalla paura ha però un’arma a disposizione: il vaccino. Forse non scongiurerà del tutto il rischio di malattia, ma come una coperta di Linus darà sicuramente conforto e sicurezza.
http://pepe.blogautore.repubblica.it/2011/01/11/niente-panico-per-favore/#comments
Il mio comento:
sei un giornalista e non ti si può rivolgere nessuna colpa, perchè tu come gran parte degli italiani sei stato vittima della campagna di disinformazione che ha caratterizzato la pandemia fin dai suoi esordi, soprattutto qui in Italia.
Purtroppo il virus pandemico non è cosi innocuo come si è voluto far credere, perchè dei 18000 decessi avvenuti nel mondo, dal 20-40% dei soggetti erano perfettamente sani. Per restare da noi, dei 260 morti ufficialmente riconosciuti lo scorso anno, il 23%, quasi 1 su 4 NON avevano pregresse patologie, alla faccia dei proclami che a morire sono stati solo quelli gravemente ammalati.
Anche quest’ ultimo caso viene descritto come paziente gravemente ammalato ( notizia del radio Tg 1) e poi si scopre che era appena tornato da una vacanza in Francia.
La verità è che questo virus colpisce soggetti giovani, con o senza patologie pregresse e provoca quadri devastanti, con insufficienza respiratoria e multiorgano mentre la classica influenza stagionale non lo fa. I famosi 4-8000 morti all’ anno sono solo ricavati statisticamente e riguardano persone anziane al termine della loro parabola esistenziale. Ben diverso il caso di ragazzini, giovani adulti,magari affetti da patologie minori come l’ asma o il diabete, o donne in gravidanza ( anche questa è diventata una patologia!) che si ammalano di forme gravissime e rimangono attaccati al respiratore anche per settimane.
Vogliamo aprire gli occhi ?
La sua risposta:
Essere giornalista mica e un’attenuante, anzi vale il contrario: il giornalista deve sempre capire, verificare, approfondire e non accontentarsi di una unica fonte, per quanto autorevole possa essere. Precisato questo, i numeri che lei riporta li conoscevo e sono, appunto, risibili. Lei ha dimenticato che si parlava di centinaia di migliaia di morti, se non milioni. Sedicimila vittime per una pandemia mondiale rappresentano appena un decimo dei morti per tumore solo nel nostro Paese. Quanti allarmi allora dovremmo lanciare contro il cancro? Apriamo gli occhi ma teniamoli sempre attenti e vigili: abbiamo acquistato milioni di dosi, solo in Italia, poi rimaste inutilizzate. Vede, in sanità esiste il principio di precauzione, che condivido, ma con l’influenza H1N1 si e esagerato, cosa che ha riconosciuto anche l’Oms. Perciò non ripetiamo gli stessi errori.
un commento di un altro lettore:
Per capire e valutare le strategie di vaccinazione decise l’anno passato da esperti di fama mondiale occorrerebbe avere conoscenze molto specifiche in materia.
Non e’ vero che in quella fase “ci furono scarsa razionalità, una sopravvalutazione degli avvenimenti, un allarmismo ingiustificato, uno zelo sanitario-farmaceutico ingiusticabile, un eccesso di precauzione”.
Il fatto che sia andata relativamente bene (i morti nel mondo non sono stati piu di quelli di una influenza stagionale ma si stima comunque di decine di migliaia di morti da H1N1) non vuole dire che chi ha deciso le strategie di vaccinazione e di precauzioni abbia sbagliato. Gli esperti in materia individuano una serie di possibili scenari ed ovviamente e’ impossibile prevedere con certezza quale sara’ l’evoluzione biologica degli eventi.
Gentile Pepe, sono certo che lei parli di questi argomenti senza presunzione ma bisogna stare attenti quando si parla di argomenti per cui occorrono competenze molto specifiche.
Purtroppo con questi ragionamenti si alimentano solo le infondate teorie complottistiche e si fa un pessimo servizio alla scienza e alla cultura scientifica, gia’ molto maltrattate in Italia.
http://pepe.blogautore.repubblica.it/2011/01/11/niente-panico-per-favore/#comments
Certo, quando l’anno scorso, tra la primavera e l’estate, si iniziò a parlare dell’influenza A, e soprattutto in seguito agli avvertimenti dell’Organizzazione mondiale della Sanità, a parità di morti (due) i decessi italiani diventarono titoli a tutta pagina sui quotidiani e servizi di apertura dei telegiornali e sui siti internet. Ma come fu chiaro subito dopo, in quella fase ci furono scarsa razionalità, una sopravvalutazione degli avvenimenti, un allarmismo ingiustificato, uno zelo sanitario-farmaceutico ingiusticabile, un eccesso di precauzione, Che contagiarono – è il caso di dirlo – istituzioni sanitarie, ministri e amministratori della salute pubblica, medici, mass-media. In Italia come nel resto del Mondo.
Poi tutti capirono che l’influenza H1N1 non era tanto catastrofica come era stato detto e,
lentamente, si tornò alla normalità.
La lezione dello scorso anno è tuttavia servita, e oggi nessuno vuole più provocare allarmismi. Tra l’altro è probabile che ci saranno nuovi decessi, in particolare tra le persone affette da altri mali. Nel qual caso, niente panico. Comunque.
Chi è preso dalla paura ha però un’arma a disposizione: il vaccino. Forse non scongiurerà del tutto il rischio di malattia, ma come una coperta di Linus darà sicuramente conforto e sicurezza.
http://pepe.blogautore.repubblica.it/2011/01/11/niente-panico-per-favore/#comments
Il mio comento:
sei un giornalista e non ti si può rivolgere nessuna colpa, perchè tu come gran parte degli italiani sei stato vittima della campagna di disinformazione che ha caratterizzato la pandemia fin dai suoi esordi, soprattutto qui in Italia.
Purtroppo il virus pandemico non è cosi innocuo come si è voluto far credere, perchè dei 18000 decessi avvenuti nel mondo, dal 20-40% dei soggetti erano perfettamente sani. Per restare da noi, dei 260 morti ufficialmente riconosciuti lo scorso anno, il 23%, quasi 1 su 4 NON avevano pregresse patologie, alla faccia dei proclami che a morire sono stati solo quelli gravemente ammalati.
Anche quest’ ultimo caso viene descritto come paziente gravemente ammalato ( notizia del radio Tg 1) e poi si scopre che era appena tornato da una vacanza in Francia.
La verità è che questo virus colpisce soggetti giovani, con o senza patologie pregresse e provoca quadri devastanti, con insufficienza respiratoria e multiorgano mentre la classica influenza stagionale non lo fa. I famosi 4-8000 morti all’ anno sono solo ricavati statisticamente e riguardano persone anziane al termine della loro parabola esistenziale. Ben diverso il caso di ragazzini, giovani adulti,magari affetti da patologie minori come l’ asma o il diabete, o donne in gravidanza ( anche questa è diventata una patologia!) che si ammalano di forme gravissime e rimangono attaccati al respiratore anche per settimane.
Vogliamo aprire gli occhi ?
La sua risposta:
Essere giornalista mica e un’attenuante, anzi vale il contrario: il giornalista deve sempre capire, verificare, approfondire e non accontentarsi di una unica fonte, per quanto autorevole possa essere. Precisato questo, i numeri che lei riporta li conoscevo e sono, appunto, risibili. Lei ha dimenticato che si parlava di centinaia di migliaia di morti, se non milioni. Sedicimila vittime per una pandemia mondiale rappresentano appena un decimo dei morti per tumore solo nel nostro Paese. Quanti allarmi allora dovremmo lanciare contro il cancro? Apriamo gli occhi ma teniamoli sempre attenti e vigili: abbiamo acquistato milioni di dosi, solo in Italia, poi rimaste inutilizzate. Vede, in sanità esiste il principio di precauzione, che condivido, ma con l’influenza H1N1 si e esagerato, cosa che ha riconosciuto anche l’Oms. Perciò non ripetiamo gli stessi errori.
un commento di un altro lettore:
Per capire e valutare le strategie di vaccinazione decise l’anno passato da esperti di fama mondiale occorrerebbe avere conoscenze molto specifiche in materia.
Non e’ vero che in quella fase “ci furono scarsa razionalità, una sopravvalutazione degli avvenimenti, un allarmismo ingiustificato, uno zelo sanitario-farmaceutico ingiusticabile, un eccesso di precauzione”.
Il fatto che sia andata relativamente bene (i morti nel mondo non sono stati piu di quelli di una influenza stagionale ma si stima comunque di decine di migliaia di morti da H1N1) non vuole dire che chi ha deciso le strategie di vaccinazione e di precauzioni abbia sbagliato. Gli esperti in materia individuano una serie di possibili scenari ed ovviamente e’ impossibile prevedere con certezza quale sara’ l’evoluzione biologica degli eventi.
Gentile Pepe, sono certo che lei parli di questi argomenti senza presunzione ma bisogna stare attenti quando si parla di argomenti per cui occorrono competenze molto specifiche.
Purtroppo con questi ragionamenti si alimentano solo le infondate teorie complottistiche e si fa un pessimo servizio alla scienza e alla cultura scientifica, gia’ molto maltrattate in Italia.
http://pepe.blogautore.repubblica.it/2011/01/11/niente-panico-per-favore/#comments