sharon sanders
Editor-in-Chief & President
Grazie Stefano Prandoni
domenica 30 novembre 2014
Enterovirus D68: uno spettro si aggira per gli Stati Uniti
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[FONT="]Uno spettro che dovrebbe spaventare anche l' Europa.[/FONT]
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[FONT="]Qualche brivido deve essere corso lungo la schiena dei medici che si sono ritrovati al convegno annuale della Child Neurology Society , dove hanno discusso dei numerosi casi, si parlava di pi? di 100, di paralisi flaccida acuta (AFP) che hanno colpito i bambini in diversi stati degli USA nell'arco di poche settimane.[/FONT] [FONT="]Il pensiero ? andato certamente agli anni in cui un' altra malattia imperversava per il mondo occidentale, lasciandosi alle spalle un numero ingente di casi con caratteristiche analoghe: parliamo della poliomielite.[/FONT] [FONT="]Facciamo un passo indietro e ripercorriamo in breve la sua storia.[/FONT]
[FONT="]Il virus era presente probabilmente gi? in epoche remote ma, prima del XX secolo, le infezioni da polio interessavano maggiormente i bambini da sei mesi a quattro anni senza gravi conseguenze.[/FONT] [FONT="]Le condizioni igienico-sanitarie scarse dell'epoca portavano ad una costante esposizione al virus, fatto che permetteva lo sviluppo di un'immunit? naturale all'interno della popolazione.[/FONT] [FONT="]Nei paesi economicamente avanzati degli inizi del XX secolo furono apportati miglioramenti nei servizi igienico-sanitari, compreso lo smaltimento delle acque reflue e la disponibilit? di acqua potabile per tutti.[/FONT] [FONT="]Questi cambiamenti ridussero l'esposizione al virus nella prima infanzia e, di conseguenza, cal? la diffusione dell'immunit? alla malattia e aumentarono drasticamente il numero di bambini pi? grandi e adulti a maggior rischio di complicazioni.[/FONT] [FONT="]La pi? tipica e pi? temuta consisteva in una paralisi acuta di uno o pi? arti, con un coinvolgimento a volte dei nervi cranici, dovuto ad una distruzione della materia grigia del midollo spinale e/o bulbare.[/FONT] [FONT="]Le epidemie si verificavano in prevalenza nei mesi estivo-autunali e negli anni 50 arrivavano a provocare pi? di 20000 casi negli USA e 8000 in Italia .[/FONT] [FONT="][/FONT]
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[FONT="]Della recente epidemia indiziato principale ? un virus strettamente imparentato al virus della poliomielite, denominato Enterovirus-D68 (EV-D68).[/FONT]
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[FONT="]A febbraio di quest' anno in California si sono verificati 5 casi di bambini con AFP, altri si erano verificati nei mesi precedenti.[/FONT] [FONT="]Si trattava di bambini che, a breve distanza dall' esordio di una forma infettiva non particolarmente severa, venivano colpiti da paralisi di uno o pi? arti, con danni del midollo spinale simili a quelli della poliomielite e con esiti prolungati.[/FONT] [FONT="]In due di questi casi ? stato isolato l' EV-D68.[/FONT]
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[FONT="]Passano alcuni mesi e ad agosto, a Kansas City , viene descritta un' insolita epidemia di infezioni gravi respiratorie che colpiscono in modo particolare i bambini .[/FONT] [FONT="]Su ca 300 bambini affetti, il 10-15% presentava complicazioni, come esacerbazioni di quadri di asma o manifestazioni respiratorie talmente importanti da richiedere un trattamento intensivo.[/FONT] [FONT="]Situazioni analoghe vengono riportate in Colorado, Ohio e Illinois.[/FONT] [FONT="]I medici si dicono sconcertati dalla gravit? di un' epidemia definita senza precedenti.[/FONT]
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[FONT="]Il virus responsabile risulta essere proprio l' EV-D68.[/FONT]
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[FONT="]L' enterovirus-D68 appartiene alla famiglia dei Picornavirus, genere enterovirus, di cui altri rappresentanti sono i rinovirus, gli ecovirus, coxsackievirus, responsabili di numerose infezioni a carico prevalentemente delle vie respiratorie, nella maggioranza dei casi lievi o asintomatiche, ma a volte anche di gravi forme di meningite ed encefalite.[/FONT]
[FONT="]L' EV-D68 ? conosciuto fin dal 1962, ma fino ad anni recenti si era fatto notare poco.[/FONT] [FONT="]Solo a partire dal 2009 si sono registrate epidemie di malattie respiratorie nel Nord-America, Europa e Asia.[/FONT] [FONT="]L' analisi filogenetica ha mostrato che emergono costantemente diverse varianti (cladi) del virus, che hanno la tendenza a diffondere rapidamente a livello mondiale (1).[/FONT]
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[FONT="]Intanto, dopo i primi casi registrati ad agosto, l' epidemia si allarga a diversi altri stati.[/FONT] [FONT="]La malattia causata da questo virus non rientra tra quelle soggette a notifica obbligatoria, per cui la CDC di Atlanta, il massimo organo di sorveglianza sanitaria, fatica all' inizio ad avere il polso della situazione e nei primi comunicati vengono confermati solo 30 casi in Missouri e Illinois e, data la mancata presenza di segnali di un aumento degli accessi negli ospedali per sindromi acute, emette comunicati rassicuranti.[/FONT]
[FONT="]Successivamente l' allarme si propaga, il virus viene attivamente ricercato e arrivano numerose conferme di infezione.[/FONT] [FONT="]A fine ottobre la CDC comunica di essere a conoscenza di 1101 casi confermati, provenienti da praticamente tutti gli stati (47) e dal distretto della Colombia.[/FONT] [FONT="]Dei ca 2000 casi indagati, il 40% risulta essere positivo, mentre 1/3 ? positivo per rinovirus o altri enterovirus.[/FONT] [FONT="]A preoccupare sono i primi decessi che vengono segnalati (8 a quel momento) e l' elevata frequenza del ricorso a terapie intensive.[/FONT]
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[FONT="]Nello stesso periodo, in Colorado , si segnalano 9 casi di bambini con paralisi degli arti dopo un episodio febbrile acuto.[/FONT] [FONT="]Si tratta di pazienti con meno di 21 anni, con insorgenza improvvisa di debolezza degli arti e immagini di lesioni confinate alla sostanza grigia del midollo spinale.[/FONT] [FONT="]In 6 di 8 pazienti testati sono stati isolati rinovirus/enterovirus nel rinofaringe, ma non nel liquor, in 4 tipizzati come EV-D68 .[/FONT] [FONT="]Casi analoghi si sono verificati in altri 31 stati.[/FONT] [FONT="]Nell' ultimo bollettino ne risultano ufficialmente 88. Purtroppo si contano con le dita di una mano i casi che hanno avuto un decorso favorevole.[/FONT]
[FONT="] [/FONT]
[FONT="]Nell' ultimo periodo l' epidemia di forme respiratorie ha rallentato e sembra vicino alla fine.[/FONT] [FONT="]Il bollettino del 20-11 riporta 1121 casi di infezioni confermate da virus EV-D68, con 12 decessi, tra cui una bimba morta nel sonno.[/FONT]
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[FONT="]Diversi casi (214) si sono manifestati anche in Canada , negli stati della Colombia Britannica e dell' Alberta dove sono stati documentati almeno 6 casi di paralisi flaccida e un giovane uomo ? deceduto.[/FONT]
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[FONT="]Ma i casi non si limitano al nuovo mondo.[/FONT] [FONT="]In Francia ? stato recentemente riportato un caso di paralisi flaccida in un bambino di 4 anni in precedenza sano che, dopo sintomi di tipo meningeo, ha presentato un quadro di paralisi dei 4 arti e disfagia.[/FONT] [FONT="]Le immagini di risonanza hanno mostrato lesioni delle radici ventrali dei nervi della coda equina.[/FONT] [FONT="]L' EV?D68 ? stato isolato dal rinofaringe, dai bronchi e dalle feci.[/FONT]
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[FONT="] [/FONT]
[FONT="]Gli esperti della CDC esprimono cautela e affermano che l' attribuzione della malattia alla nuova entit? rimane incerta, data la non univoca identificazione dell' agente causale e la non dimostrata correlazione tra la presenza del virus e il quadro neurologico.[/FONT] [FONT="]In effetti ci sono molte altre possibili cause di AFP, che pu? essere dovuta sia a malattie di tipo infettivo sia di tipo degenerativo o autoimmune (Guillain-Barr?, mielite trasversa, la poliradiculoneurite, etc).[/FONT]
[FONT="] [/FONT]
[FONT="]Ma ci sono anche importanti ragioni che fanno ritenere questa non solo l'ipotesi principale, ma anche l' unica plausibile.[/FONT]
[FONT="]Vediamo i motivi che portano a sostenere questa tesi:[/FONT]
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[FONT="]-la concomitanza con l' epidemia da EV-D68 che ha provocato diverse centinaia di casi severi nello stesso periodo[/FONT]
[FONT="] [/FONT]
[FONT="]- la tendenza dei casi a manifestarsi non solo in maniera isolata ma anche raggruppati dal punto di vista spazio-temporale (cluster) e preceduti da sintomi quali febbre e sintomi respiratori, il che avalla l' ipotesi di una forma infettiva[/FONT]
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[FONT="] [/FONT] [FONT="][/FONT] [FONT="]-la positivit? delle ricerche virali in diversi anche se non in tutti.[/FONT] [FONT="]Si obietta che il virus non sia stato isolato dal liquor ma solo da altre sedi.[/FONT] [FONT="]In passato sono documentati due episodi di AFP in cui l' enterovirus ? stato isolato dal liquor e inoltre anche il virus della polio solo raramente ? stato isolato nel liquor ( 5,6% dei casi ha positivit? della ricerca nel CSF, secondo dati dell' OMS )[/FONT] [FONT="][/FONT] [FONT="][/FONT]
[FONT="]- la dimensione dell' epidemia, che non ha precedenti nella storia degli USA.[/FONT] [FONT="]In precedenza solo l' EV-71, un altro eneterovirus diffuso soprattutto in Asia, aveva causato focolai di severi quadri neurologici, compresi 5 di tipo paralitico, a Denver nel Colorado (2), nel 2003 e nel 2005, con 8 casi in ciascun anno.[/FONT] [FONT="]Solo in 5 casi ? stata documentata la presenza del virus nel liquor.[/FONT] [FONT="] [/FONT]
[FONT="]Nel 1987 si era verificata un' altra epidemia con 45 casi di EV-71, 27 dei quali con manifestazioni neurologiche, in Alaska Pennsylvania e New Jersey.[/FONT]
[FONT="] [/FONT]
[FONT="]-la fine dell' epidemia di forme respiratorie da EV-D68 ha coinciso con la fine delle forme di AFP[/FONT]
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[FONT="] [/FONT]
[FONT="]Ora che l' epidemia sta volgendo al termine possiamo tirare un sospiro di sollievo e allontanare i fantasmi di una nuova polio che torni a minacciare l' umanit? con il suo pesante fardello.[/FONT] [FONT="]Pu? darsi che questa epidemia non si debba pi? ripetere o si ripresenti solo a distanza di parecchi anni, ma ? un evento da non sottovalutare e da tenere monitorato attentamente nelle prossime stagioni, non solo negli Stati Uniti ma anche negli stati europei, dove invece ? giunta scarsissima eco di questi avvenimenti.[/FONT] [FONT="] [/FONT] [FONT="]Proprio in questi giorni l' ECDC ha invitato i paesi europei ad essere vigilanti riguardo la possibile presenza anche in Europa di malattie legate all' EV-D68.[/FONT]
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[FONT="]1)Worldwide emergence of multiple clades of enterovirus 68[/FONT] [FONT="] [/FONT]
[FONT="]J Gen Virol.[/FONT] [FONT="]Sep 2012;[/FONT] [FONT="]93(Pt 9 ): 1952?1958 . doi: 10.1099/vir.0.043935-0[/FONT] [FONT="][/FONT]
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[FONT="] [/FONT] [FONT="][/FONT] [FONT="]2) Outbreak of Neurologic Enterovirus Type 71 Disease: A Diagnostic Challenge[/FONT] [FONT="][/FONT][FONT="][/FONT] [FONT="]<cite>Clin Infect Dis.</cite> (2007) 45 (8): 950-957. doi: 10.1086/521895[/FONT] [FONT="] [/FONT] [FONT="][/FONT]
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Pubblicato da Stefano Prandoni a <abbr class="published" itemprop="datePublished" title="2014-11-30T06:30:00-08:00">06:30</abbr>
domenica 30 novembre 2014
Enterovirus D68: uno spettro si aggira per gli Stati Uniti
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[FONT="]Uno spettro che dovrebbe spaventare anche l' Europa.[/FONT]
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[FONT="]Qualche brivido deve essere corso lungo la schiena dei medici che si sono ritrovati al convegno annuale della Child Neurology Society , dove hanno discusso dei numerosi casi, si parlava di pi? di 100, di paralisi flaccida acuta (AFP) che hanno colpito i bambini in diversi stati degli USA nell'arco di poche settimane.[/FONT] [FONT="]Il pensiero ? andato certamente agli anni in cui un' altra malattia imperversava per il mondo occidentale, lasciandosi alle spalle un numero ingente di casi con caratteristiche analoghe: parliamo della poliomielite.[/FONT] [FONT="]Facciamo un passo indietro e ripercorriamo in breve la sua storia.[/FONT]
[FONT="]Il virus era presente probabilmente gi? in epoche remote ma, prima del XX secolo, le infezioni da polio interessavano maggiormente i bambini da sei mesi a quattro anni senza gravi conseguenze.[/FONT] [FONT="]Le condizioni igienico-sanitarie scarse dell'epoca portavano ad una costante esposizione al virus, fatto che permetteva lo sviluppo di un'immunit? naturale all'interno della popolazione.[/FONT] [FONT="]Nei paesi economicamente avanzati degli inizi del XX secolo furono apportati miglioramenti nei servizi igienico-sanitari, compreso lo smaltimento delle acque reflue e la disponibilit? di acqua potabile per tutti.[/FONT] [FONT="]Questi cambiamenti ridussero l'esposizione al virus nella prima infanzia e, di conseguenza, cal? la diffusione dell'immunit? alla malattia e aumentarono drasticamente il numero di bambini pi? grandi e adulti a maggior rischio di complicazioni.[/FONT] [FONT="]La pi? tipica e pi? temuta consisteva in una paralisi acuta di uno o pi? arti, con un coinvolgimento a volte dei nervi cranici, dovuto ad una distruzione della materia grigia del midollo spinale e/o bulbare.[/FONT] [FONT="]Le epidemie si verificavano in prevalenza nei mesi estivo-autunali e negli anni 50 arrivavano a provocare pi? di 20000 casi negli USA e 8000 in Italia .[/FONT] [FONT="][/FONT]
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[FONT="]Della recente epidemia indiziato principale ? un virus strettamente imparentato al virus della poliomielite, denominato Enterovirus-D68 (EV-D68).[/FONT]
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[FONT="]A febbraio di quest' anno in California si sono verificati 5 casi di bambini con AFP, altri si erano verificati nei mesi precedenti.[/FONT] [FONT="]Si trattava di bambini che, a breve distanza dall' esordio di una forma infettiva non particolarmente severa, venivano colpiti da paralisi di uno o pi? arti, con danni del midollo spinale simili a quelli della poliomielite e con esiti prolungati.[/FONT] [FONT="]In due di questi casi ? stato isolato l' EV-D68.[/FONT]
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[FONT="]Passano alcuni mesi e ad agosto, a Kansas City , viene descritta un' insolita epidemia di infezioni gravi respiratorie che colpiscono in modo particolare i bambini .[/FONT] [FONT="]Su ca 300 bambini affetti, il 10-15% presentava complicazioni, come esacerbazioni di quadri di asma o manifestazioni respiratorie talmente importanti da richiedere un trattamento intensivo.[/FONT] [FONT="]Situazioni analoghe vengono riportate in Colorado, Ohio e Illinois.[/FONT] [FONT="]I medici si dicono sconcertati dalla gravit? di un' epidemia definita senza precedenti.[/FONT]
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[FONT="]L' EV-D68 ? conosciuto fin dal 1962, ma fino ad anni recenti si era fatto notare poco.[/FONT] [FONT="]Solo a partire dal 2009 si sono registrate epidemie di malattie respiratorie nel Nord-America, Europa e Asia.[/FONT] [FONT="]L' analisi filogenetica ha mostrato che emergono costantemente diverse varianti (cladi) del virus, che hanno la tendenza a diffondere rapidamente a livello mondiale (1).[/FONT]
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[FONT="]Intanto, dopo i primi casi registrati ad agosto, l' epidemia si allarga a diversi altri stati.[/FONT] [FONT="]La malattia causata da questo virus non rientra tra quelle soggette a notifica obbligatoria, per cui la CDC di Atlanta, il massimo organo di sorveglianza sanitaria, fatica all' inizio ad avere il polso della situazione e nei primi comunicati vengono confermati solo 30 casi in Missouri e Illinois e, data la mancata presenza di segnali di un aumento degli accessi negli ospedali per sindromi acute, emette comunicati rassicuranti.[/FONT]
[FONT="]Successivamente l' allarme si propaga, il virus viene attivamente ricercato e arrivano numerose conferme di infezione.[/FONT] [FONT="]A fine ottobre la CDC comunica di essere a conoscenza di 1101 casi confermati, provenienti da praticamente tutti gli stati (47) e dal distretto della Colombia.[/FONT] [FONT="]Dei ca 2000 casi indagati, il 40% risulta essere positivo, mentre 1/3 ? positivo per rinovirus o altri enterovirus.[/FONT] [FONT="]A preoccupare sono i primi decessi che vengono segnalati (8 a quel momento) e l' elevata frequenza del ricorso a terapie intensive.[/FONT]
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[FONT="]Nello stesso periodo, in Colorado , si segnalano 9 casi di bambini con paralisi degli arti dopo un episodio febbrile acuto.[/FONT] [FONT="]Si tratta di pazienti con meno di 21 anni, con insorgenza improvvisa di debolezza degli arti e immagini di lesioni confinate alla sostanza grigia del midollo spinale.[/FONT] [FONT="]In 6 di 8 pazienti testati sono stati isolati rinovirus/enterovirus nel rinofaringe, ma non nel liquor, in 4 tipizzati come EV-D68 .[/FONT] [FONT="]Casi analoghi si sono verificati in altri 31 stati.[/FONT] [FONT="]Nell' ultimo bollettino ne risultano ufficialmente 88. Purtroppo si contano con le dita di una mano i casi che hanno avuto un decorso favorevole.[/FONT]
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[FONT="]Nell' ultimo periodo l' epidemia di forme respiratorie ha rallentato e sembra vicino alla fine.[/FONT] [FONT="]Il bollettino del 20-11 riporta 1121 casi di infezioni confermate da virus EV-D68, con 12 decessi, tra cui una bimba morta nel sonno.[/FONT]
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[FONT="]Diversi casi (214) si sono manifestati anche in Canada , negli stati della Colombia Britannica e dell' Alberta dove sono stati documentati almeno 6 casi di paralisi flaccida e un giovane uomo ? deceduto.[/FONT]
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[FONT="]Ma i casi non si limitano al nuovo mondo.[/FONT] [FONT="]In Francia ? stato recentemente riportato un caso di paralisi flaccida in un bambino di 4 anni in precedenza sano che, dopo sintomi di tipo meningeo, ha presentato un quadro di paralisi dei 4 arti e disfagia.[/FONT] [FONT="]Le immagini di risonanza hanno mostrato lesioni delle radici ventrali dei nervi della coda equina.[/FONT] [FONT="]L' EV?D68 ? stato isolato dal rinofaringe, dai bronchi e dalle feci.[/FONT]
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[FONT="]Gli esperti della CDC esprimono cautela e affermano che l' attribuzione della malattia alla nuova entit? rimane incerta, data la non univoca identificazione dell' agente causale e la non dimostrata correlazione tra la presenza del virus e il quadro neurologico.[/FONT] [FONT="]In effetti ci sono molte altre possibili cause di AFP, che pu? essere dovuta sia a malattie di tipo infettivo sia di tipo degenerativo o autoimmune (Guillain-Barr?, mielite trasversa, la poliradiculoneurite, etc).[/FONT]
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[FONT="]Ma ci sono anche importanti ragioni che fanno ritenere questa non solo l'ipotesi principale, ma anche l' unica plausibile.[/FONT]
[FONT="]Vediamo i motivi che portano a sostenere questa tesi:[/FONT]
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[FONT="]-la concomitanza con l' epidemia da EV-D68 che ha provocato diverse centinaia di casi severi nello stesso periodo[/FONT]
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[FONT="]- la tendenza dei casi a manifestarsi non solo in maniera isolata ma anche raggruppati dal punto di vista spazio-temporale (cluster) e preceduti da sintomi quali febbre e sintomi respiratori, il che avalla l' ipotesi di una forma infettiva[/FONT]
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[FONT="]- la dimensione dell' epidemia, che non ha precedenti nella storia degli USA.[/FONT] [FONT="]In precedenza solo l' EV-71, un altro eneterovirus diffuso soprattutto in Asia, aveva causato focolai di severi quadri neurologici, compresi 5 di tipo paralitico, a Denver nel Colorado (2), nel 2003 e nel 2005, con 8 casi in ciascun anno.[/FONT] [FONT="]Solo in 5 casi ? stata documentata la presenza del virus nel liquor.[/FONT] [FONT="] [/FONT]
[FONT="]Nel 1987 si era verificata un' altra epidemia con 45 casi di EV-71, 27 dei quali con manifestazioni neurologiche, in Alaska Pennsylvania e New Jersey.[/FONT]
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Pubblicato da Stefano Prandoni a <abbr class="published" itemprop="datePublished" title="2014-11-30T06:30:00-08:00">06:30</abbr>
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