Lo storia triste di Massimiliano Lenzi è di quelle che ti lascia attonito, senza parole… arrabbiato. Perché non si può morire a 31 anni. Non è naturale, non è giusto, non è nemmeno immaginabile. Eppure Massimiliano, un ragazzo dolce e mite di Fornaci di Barga, sempre sorridente come lo descrivono i tanti che sui social hanno commentato la sua morte, felicissimo per l’arrivo del suo piccolo Maicol avuto con Sandy Rossi la sua compagna, un bimbo che ancora non ha compiuto i cinque mesi, ci ha lasciato ieri. Massimiliano se n’è andato dopo un ricovero di qualche settimana a Firenze in terapia intensiva, a seguito delle complicanze polmonari insorte dopo una influenza.
Massimiliano era attualmente disoccupato, dava una mano al babbo e guardava la nonna e tutti i suoi pensieri erano per il piccolo Maicol che adorava. Avrebbe dovuto presentare in questi giorni domanda per il reddito di cittadinanza, ma da circa un mese era ricoverato; prima a Castelnuovo, poi a Lucca e da qui trasferito poi d’urgenza a Firenze per l’aggravamento delle sue condizioni, con il ricovero il terapia intensiva.
E poi alla fine la morte, arrivata per lui davvero troppo presto. A portare via da questa terra un ragazzo che aveva ancora tanto da dire e tanto da fare e da dare.

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