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Ebola in Uganda - aggiornamenti OMS e notizie (2012)

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  • Ebola in Uganda - aggiornamenti OMS e notizie (2012)

    [Fonte: AlertNet, pagina originale completa in Inglese: (LINK). Testo tradotto e adattato.]
    Ebola, Epidemia Uccide 13 persone in Uganda



    Sabato 28 luglio 2012 – Fonte: reuters // Reuters

    di Elias Biryabarema


    KAMPALA, 28 luglio (Reuters) – Una epidemia del letale virus ebola ha già ucciso tredici persone in Uganda; è quanto riferisce l’OMS in una nota diffusa oggi, nella quale si sottolinea che sono in corso le operazioni per il contenimento della febbre emorragica virale.

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  • #2
    Ebola in Uganda (OMS, 29 luglio 2012, adattato)

    [Fonte: Organizzazione Mondiale della Sanità, pagina originale in Inglese: (LINK). Testo tradotto e adattato.]
    Ebola in Uganda


    29 luglio 2012


    Il Ministero della Sanità dell’Uganda ha notificato all’OMS una epidemia di febbre emoraggica Ebola nel distretto di Kibaale, situato nella porzione occidentale del paese.

    Complessivamente sono stati registrati venti casi, di cui quattordici mortali, a partire dall’inizio del mese di luglio 2012.

    Il caso indice è stato identificato in una famiglia residente nel villaggio di Nyanswiga, sottodistretto di Nyamarunda, distretto di Kibaale, dove si sono avuti nove dei decessi fin qui riportati.

    Fra I pazienti deceduti, una donna ufficiale medico che aveva curato un ammalato e suo figlio di quattro mesi.

    Nove dei quattordici casi fatali facevano parte di un unico gruppo famigliare.

    Le analisi di laboratorio confermative sono state eseguite presso l’Istituto per la Ricerca sui Virus di Entebbe.

    Al momento due pazienti rimangono ricoverati in ospedale in condizioni stabili.

    Il primo paziente è una donna di trentotto anni di età, che aveva accudito la sorella – ovvero l’ufficiale medico deceduto. La donna è stata ricoverata il 26 luglio 2012.

    Il secondo paziente è una donna di trent’anni di età che ha partecipato alle operazioni di sepoltura del caso indice. E’ stata ricoverata in ospedale il 23 luglio 2012.

    Entrambi I casi hanno raggiunto l’ospedale con sintomatologia comprendente febbre, vomito, diarrea e dolori addominali. In nessuno dei due pazienti si sono riscontrati – fino a questo momento – sintomi emorragici, che sono caratteristici delle febbri emorragiche virali.

    Il Ministero della Sanità assieme ad altre autorità e agenzie sta lavorando per controllare l’epidemia.

    I piani di risposta a livello nazionale e distrettuale sono in corso di finalizzazione.

    Una task force è stata riattivata in coordinamento col Ministero della Sanità presso la sede ministeriale e effettua incontri giornalieri. Nel distretto di Kibaale una task force locale è stata formata per coordinare meglio la risposta sul campo. I distretti confinanti sono stati posti in allerta massima a causa dell’epidemia e per incrementare la sorveglianza sanitaria.

    Un gruppo di esperti del Ministero della Sanità, dell’OMS e del Centro per il Controllo delle Malattie USA è ora presente nel distretto di Kibaale per il supporto alle operazioni di risposta epidemica.

    Tutti I soggetti con possibile esposizione ai pazienti sospetti o confermati di infezione da Ebola a partire dal 6 luglio 2012 stanno per essere identificati per la quarantena. Gli approvvigionamenti e la logistica necessari per le terapie di supporto ai pazienti sono in corso di mobilitazione.

    L’ospedale di Kibaale ha costituito una sezione di isolamento provvisioria per I pazienti con probabile, sospetta o confermata infezione Ebola.

    L’organizzazione Médecins Sans Frontières (MSF), sezione Olanda, ha mobilitato il necessario per l’implementazione di un reparto di isolamento presso l’ospedale. Il Ministero della Sanità e l’ospedale Mulago hanno dispacciato del personale per la gestione del reparto di isolamento, sebbene sia necessario incrementarlo con urgenza.

    Il Ministero della Sanità invita il pubblico a prendere tutte le misure necessarie per evitare la diffusione della malattia e di inviare qualsiasi persona mostri I segni dell’infezione al piu’ vicino centro sanitario.

    L’OMS non raccomanda alcuna misura di restrizione ai viaggi o al commercio nei confronti dell’Uganda.
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    • #3
      Ebola, due decessi sospetti in Uganda (AlertNet, 31 luglio 2012, estratto)

      [Fonte: AlertNet, testo originale in Inglese: (LINK). Estratto tradotto e adattato.]
      Ebola, due decessi sospetti in Uganda



      31 luglio 2012 12:24 GMT / Source: reuters // Reuters

      di Elias Biryabarema


      KAMPALA, 31 luglio (Reuters) – Altre due persone, di cui un bambino, sono sospettate di essere morte a causa dell’infezione da virus Ebola mentre altre undici sono state poste in quarantena nella zona occidentale dell’Uganda. L’area è epicentro di una epidemia di febbre emorragica virale, confermata dalle autorità venerdì scorso. L’aggiornamento sui nuovi casi è stato diffuso oggi.

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      • #4
        Uganda, 16 morti per Ebola, autorità: la gente è piu’ calma (AlertNet, 1 agosto 2012, adattato)

        [Fonte: AlertNet, testo completo in Ingese: (LINK). Tradotto e adattato.]
        Ebola, 16 morti per Ebola, autorità: la gente è piu’ calma



        1 Agosto 2012 15:39 GMT - reuters // Reuters

        di Elias Biryabarema


        KAMPALA, 1 agosto (Reuters) – Il numero totale dei decessi attribuiti all’infezione da virus Ebola in un distretto dell’Uganda occidentale è salito a 16, dopo la morte di altri due malati, mentre le autorità sperano che il peggio sia passato. E’ quanto hanno dichiarato oggi fonti sanitarie.

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        • #5
          Epidemia di Ebola in Uganda, aggiornamento del 1 agosto 2012 (OMS, 1 agosto 2012, adattato)

          [Fonte: Organizzazione Mondiale della Sanità, Uffico Regionale per l’Africa, pagina originale in Inglese: (LINK). Testo tradotto e adattato.]
          Epidemia di Ebola in Uganda, aggiornamento del 1 agosto 2012




          Il 24 luglio 2012 il Ministero della Sanità dell’Uganda ha notificato all’OMS una epidemia di febbre emorragica da virus Ebola con epicentro nel distretto di Kibaale, area centroccidentale del paese. Il primo caso ha coinvolto un membro di una famiglia residente nel villaggio di Nyanswiga, contea di Nyamarunda, distretto di Kibaale.

          Al 31 luglio 2012 il totale cumulativo dei casi, compresi I 16 decessi, ammonta a 38. Le indagini condotte presso I laboratori dell’Istituto di Ricerca sui Virus dell’Uganda (UVRI), Entebbe, hanno confermato l’infezione da virus Ebola.

          Il Ministero della Sanità dell’Uganda ha attivato una Task Force Nazionale che effettua incontri giornalieri per valutare la progressione degli eventi e per la diffusione di comunicati stampa.

          La task force nel distretto di Kibaale è stata costituita per coordinare al meglio la risposta sul campo. I distretti confinanti sono stati posti in massima allerta in seguito all’epidemia e per incrementare la sorveglianza sanitaria.

          Un gruppo di esperti appartenenti al Ministero della Sanità, all’OMS, al Centro di Controllo delle Malattie USA, all’organizzazione ‘Medici Senza Frontiere’ sezioni di Spagna, Olanda, e alla Croce Rossa è presente nel distretto di Kibaale per sostenere le operazioni di risposta.

          Tutti I soggetti con possibile pregresso contatto con I casi confermati o sospetti sono in corso di identificazione per la sorveglianza sanitaria attiva. I necessari approvvigionamenti e la logistica sono in corso di mobilitazione per il trattamento di supporto ai malati.

          L’ospedale di Kibaale ha riservato un reparto per l’isolamento dei pazienti con sospetta, probabile e infezione confermata da Ebola. Al momento nel reparto sono ricoverate 18 persone.

          ‘Medici senza Frontiere’ sezione Olanda ha mobilitato le sue risorse per la messa in opera di un centro di isolamento presso l’ospedale stesso. Sebbene il Ministero della Sanità e l’ospedale Mulago abbiamo inviato del personale per la gestione del reparto, persiste urgente la necessità di rafforzare l’organico.

          L’OMS sta sostenendo il Ministero della Sanità nella risposta all’epidemia. Alla data, l’OMS ha dispacciato un gruppo di epidemiologi e il necessario materiale per la protezione personale e per l’idoneo trattamento delle salme. Altri esperti – compresi un addetto alla logistica e un epidemiologo – raggiungeranno l’area nelle prossime 48 ore.

          Le attività di controllo già a regime comprendono l’identificazione dei soggetti entrati in contatto con I malati, l’intensificazione della sorveglianza sanitaria e il rinforzo delle pratiche di igiene e gestione dei casi, nonchè attività di coordinamento e socializzazione.

          L’OMS non raccomanda l’imposizione di misure di restrizione ai viaggi o ai commerci nei confronti dell’Uganda.
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          • #6
            Ebola, Uganda: numero di malati in crescita, difficoltà nel contenimento dell’epidemia (IRIN, 2 agosto 2012, adattato)

            [Fonte: IRIN, testo completo in Inglese: (LINK). Estratto tradotto e adattato.]
            Ebola, Uganda: numero di malati in crescita, difficoltà nel contenimento dell’epidemia



            KAMPALA, 2 agosto 2012 (IRIN) – Le autorità sanitarie ugandesi del distretto centroccidentale di Kibaale stanno lottando per contenere la diffusione di una epidemia di virus Ebola, dovendo fronteggiare un aumento nel numero di casi sospetti e la saturazione delle strutture sanitarie.

            Il governo dell’Uganda ha ufficialmente notificato 16 decessi con infezione sospetta da virus Ebola; quattro sono stati confermati dalle analisi condotte nei laboratori dell’Istituto di Ricerca sui Virus di Entebbe. Il Ministero ha inoltre informato di altri ventidue casi sospetti di malattia, tutti residenti nel distretto di Kibaale.

            Secondo la Task Force del distretto di Kibaale istituita per gestire l’epidemia (KDET), stanno continuando ad arrivare notizie su nuovi possibili casi di infezione nelle aree occidentali: I sanitari riferiscono di stare verificando la situazione di 176 persone che sono entrate in contatto con casi sospetti o confermati di Ebola, il numero aggiornato al 31 luglio 2012, 40 casi in piu’ rispetto al giorno precedente.

            La malattia viene trasmessa tramite il contatto diretto con una persona malata o con I suoi fluidi biologici, come sangue e sudore.

            Intanto la scarsità di personale sanitario esperto sta mettendo in difficoltà l’opera di contenimento dell’epidemia; in Uganda soltanto il 56% dei posti disponibili nel settore sanitario è coperto.

            Le sepolture nelle comunità coinvolte sono ora gestite dal KDET, a cui il Ministero ha fornito veicoli, sebbene ci siano problemi per l’approvvigionamento del carburante.

            Il Ministero ha inoltre attivato una linea telefonica per I cittadini che necessitino di informare su casi sospetti di malattia.

            Sebbene tutte queste azioni siano state supportate dal contributo di varie organizzazioni, come la Croce Rossa ugandese, Medici Senza Frontiere (MSF), il Centro per il Controllo delle Malattie USA, l’OMS e altri, il capo del KDET Steven Byaruhanga riferisce che l’incremento nel numero di casi sospetti è talmente veloce che supera le attuali capacità di risposta.


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            • #7
              Epidemia di Ebola in Uganda, aggiornamento situazione al 2 agosto 2012 (OMS, adattato)

              [Fonte: Organizzazione Mondiale della Sanità, pagina originale in Inglese: (LINK). Testo tradotto e adattato.]
              Epidemia di Ebola in Uganda, aggiornamento situazione al 2 agosto 2012




              Alla data del 2 agosto 2012, sono stati identificati nel distretto di Kibaale, Uganda, 53 casi sospetti e confermati di infezione da virus Ebola, compresi 16 casi fatali. Il numero di persone che sono entrate in contatto con casi confermati / sospetti è pari a 312; I soggetti si trovano sottoposti a sorveglianza sanitaria. Alla data, non ci sono casi di infezione confermata da virus Ebola al di fuori del distretto di Kibaale.

              Il Ministero della Sanità dell’Uganda ha attivato una Task Force Nazionale che effettua riunioni giornaliere per la valutazione della progressione dell’epidemia e per diffondere dei comunicati stampa.

              La Task Force per la gestione dell’epidemia del distretto di Kibaale è attiva e sta mobilitando fondi e approvvigionamenti per il distretto e le Organizzazioni Non Governative sul campo.

              I distretti confinanti sono stati posti in allerta massima e stanno incrementando la sorveglianza sanitaria.

              Il governo dell’Uganda ha costituito una Task Force presso la sede ministeriale che sovrintende alle attività della Task Force Nazionale e coordina la mobilitazione delle risorse. Il Coordinatore nazionale per la risposta all’epidemia è arrivato a Kibaale per assumere le sue funzioni.

              Un gruppo di esperti appartenenti al Ministero della Sanità, all’OMS, al Centro per il Controllo delle Malattie USA, all’organizzazione Medici Senza Frontiere, alla Croce Rossa è giunto a Kibaale per sostenere le attività di risposta all’evento.
              I necessari approvvigionamenti per il trattamento supportivo dei pazienti sono stati mobilitati.

              L’ospedale di Kibaale ha costituito un reparto di isolamento per I casi sospetti, probabili e confermati di infezione da virus Ebola.

              Al momento nel reparto sono ricoverate 32 persone.

              Tuttavia, poichè il numero di pazienti continua ad aumentare, è stato aperto un secondo reparto di isolamento e uno per I pazienti convalescenti che sono risultati negativi ai test di laboratorio presso l’ospedale di Kagadi.

              Il nuovo centro di isolamento è stato costruito da MSF e inizierà le operazioni il 4 agosto 2012.

              Altro personale proveniente da altri distretti e con esperienza nella gestione di precedenti epidemie di Ebola è stato dispacciato per sostenere le attività del Centro.

              L’OMS sostiene il Ministero della Sanità nella risposta all’epidemia.

              Alla data, l’OMS ha inviato degli epidemiologi e un esperto di logistica e provveduto all’invio di materiali per la protezione personale e per la inumazione dei corpi.

              L’OMS non raccomanda l’imposizione di misure di restrizioni ai viaggi o ai commerci nei confronti dell’Uganda.



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              • #8
                Epidemia di Ebola in Uganda, aggiornamento del 6 agosto 2012 (OMS, adattato)

                [Fonte: Organizzazione Mondiale della Sanità, Ufficio Regionale per l’Africa, pagina originale in Inglese: (LINK). Testo tradotto e adattato.]
                Epidemia di Ebola in Uganda, aggiornamento del 6 agosto 2012




                Descrizione dell’Evento

                6 agosto 2012

                Il Ministero della Sanità dell’Uganda ha registrato un numero cumulativo di casi sospetti di infezione da virus Ebola pari a 59, inclusi 16 decessi.

                Dieci casi sono stati confermati dalle analisi condotte presso I laboratori dell’Istituto Ugandese per la Ricerca sui Virus di Entebbe. Di questi, 6 riguardano soggetti nello stadio acuto della malattia, mentre I restanti quattro si riferiscono a pazienti convalescenti.

                Attualmente trentasei casi si trovano ricoverati nel reparto di isolamento dell’ospedale Kagadi, distretto di Kibaale, di cui ventinove ospitati nell’area per I convalescenti e in attesa di essere dimessi.

                Dei 398 soggetti che sono entrati in contatto con pazienti affetti da confermata o probabile infezione da Ebola, 84 hanno completato il periodo di osservazione di 21 giorni, mentre altri 292 rimangono sottoposti a sorveglianza sanitaria.

                Tutti I campioni provenienti da distretti diversi da quello di Kibaale sono risultati, ad oggi, negativi per il virus Ebola alle analisi di laboratorio.

                Un membro del personale medico che ha assistito un paziente nel distretto di Kibaale è stato ricoverato – tuttavia – presso l’ospedale Mulago a Kampala dove è in seguito deceduto per la malattia.

                Fra I sette addetti sanitari che sono entrati in contatto col paziente, nessuno ha sviluppato I sintomi della malattia al 16mo giorno di sorveglianza sanitaria.

                Ciò indica che l’epidemia non si è estesa oltre il distretto di Kibaale.



                Risposta

                Il Governo dell’Uganda continua a cooperare con diversi partner per il controllo dell’epidemia.

                A livello centrale, il Primo Ministro ha costituito una Task Force Ministeriale, presieduta dal Ministro della Sanità, per facilitare e coordinare la risposta all’epidemia. La Task Force ha organizzato un’affollata conferenza stampa, tenutasi venerdì 3 agosto 2012.

                Presso il distretto di Kibaale, le autorità sanitarie locali operano attraverso una propria task force per coordinare con altri partner la mobilitazione dei rifornimenti e le attività di risposta.

                I partner includono l’OMS, il Centro per il Controllo Malattie USA, la Croce Rossa ugandese (URCS), la Rete Africana di Epidemiologia operativa (AFENET) e Medici Senza Frontiere.

                L’OMS ha inviato degli epidemiologi, un esperto in controllo delle infezioni nosocomiali, dei logisti e dei rifornimenti, comprendenti fra l’altro il necessario per la protezione personale (PPE).

                I fondi necessari sono stati stanziati.

                Il governo dell’Uganda ha impegnato 627 milioni di UGX (circa 250.000 dollari USA) per il distretto di Kibaale per sostenere le attività di risposta.

                Ulteriori fondi sono in corso di trasferimento dalla Fondazione EMESCO (una organizzazione non governativa locale)), dai rappresentanti al Parlamento eletti per il distretto di Kibaale, dall’Istituto per le Malattie Infettive (IDI), dalla Croce Rossa ugandese (URCS) e da World Vision.

                Con il supporti di MSF, la costruzione di un reparto di isolamento presso l’ospedale Kagadi è stata completata. Una parte è stata riservata ai pazienti convalescenti che sono risultati negativi ai test per il virus Ebola.

                I pazienti convalescenti stanno ricevendo inoltre supporto psicologico in preparazione alla dimissione.

                L’OMS sta suggerendo che ai pazienti in via di dimissione sia assegnato un ‘pacchetto’ per facilitare il reinserimento in comunità.

                I volontari della Croce Rossa e I gruppi sanitari del villaggio stanno conducendo attività di sensibilizzazione e informazione per il pubblico. In aggiunta, messaggi per il pubblico sono diffusi da 20 stazioni radio locali in 11 idiomi diversi. L’OMS sta facilitando l’invio di un antropologo medico per l’assistenza in queste attività.


                Paesi vicini

                Diversi paesi confinanti con l’Uganda stanno prendendo misure proattive per migliorare la sorveglianza sanitaria per l’identificazione precoce e la risposta a ogni possibile caso di febbre emorragica Ebola.

                Il Kenya, il Rwanda, il Sudan del Sud e la Tanzania stanno indagando su rumori circa possibili casi di infezione.

                Sia il Kenya che il Rwanda hanno escluso che si tratti in realtà di Ebola.

                Il Kenya e il Sudan del Sud hanno diffuso linee guida per il pubblico e attivato le loro rispettive task force nazionali per intensificare la sorveglianza.

                La Tanzania sta ancora indagando sui rumori di casi sospetti.
                L’OMS non raccomanda l’adozione di misure di restrizione ai viaggi o ai commerci nei confronti dell’Uganda.







                Ulteriori Risorse:
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                • #9
                  Ebola in Uganda, aggiornamento del 10 agosto 2012 (OMS, adattato)

                  [Fonte: Organizzazione Mondiale della Sanità, pagina originale in Inglese: (LINK). Testo tradotto e adattato.]
                  Ebola in Uganda, aggiornamento del 10 agosto 2012



                  10 agosto 2012


                  Il Ministero della Sanità (MoH) dell’Uganda continua a cooperare con vari partner per la risposta all’epidemia di Ebola in corso nel paese.

                  Alla data dell’8 agosto 2012, il MoH ha registrato un totale di 23 casi probabili e confermati di Ebola, compresi 16 decessi.

                  Fra I deceduti, 10 sono stati confermati come infetti dal virus tramite le analisi condotte presso l’Istituto per la Ricerca sui Virus dell’Uganda (UVRI) di Entebbe.

                  Il caso confermato piu’ recente è stato ricoverato in isolamento presso l’ospedale di Kagadi il 4 agosto 2012.

                  Al momento, I campioni provenienti dagli altri distretti del paese sono risultati negativi per il virus Ebola.

                  I casi sospetti che sono risultati negativi ai test sono stati quindi trattati per le malattie di cui soffrivano e dimessi dall’ospedale dopo la guarigione.

                  Tutti I soggetti entrati in contatto con pazienti con infezione probabile e confermata sono sottoposti a sorveglianza sanitaria per un periodo di 21 giorni.

                  Fra questi, 190 hanno completato il periodo di osservazione, mentre altri 185 rimangono in isolamento per verificare l’esordio di qualsiasi sintomo riconducibile a Ebola.



                  Risposta

                  Il Governo coopera in stretto contatto con I vari partner per implementare tutti gli interventi di risposta all’epidemia.

                  I partner includono la Rete Africana di Epidemiologia Operativa (AFENET), la fondazione EMESCO (una ONG locale), l’Istituto per le Malattie Infettive (IDI), la Croce Rossa ugandese (URCS), Medici senza Frontiere (MSF), il Centro per il Controllo delle Malattie USA (US CDC), e l’OMS.

                  L’OMS coordina anche I partner della Rete Globale per l’Allerta e Risposta Epidemica (GOARN).

                  Sono in corso sforzi per far affluire risorse addizionali per il contenimento dell’epidemia.

                  Con il supporto di MSF, un reparto temporaneo di isolamento è stato costituto presso l’ospedale di Kagadi, distretto di Kibaale.

                  La sorveglianza attiva è in corso all’interno e nelle zone circostanti il distretto di Kibaale, dove è stato identificato il caso indice.

                  Si stanno inoltre preparando dei gruppi di lavoro per fornire aiuto psicologico alle famiglie colpite dall’epidemia.

                  Campagne di sensibilizzazione sulle modalità di prevenzione e controllo del virus Ebola sono in atto in tutto il Paese.

                  Il MoH invita la popolazione a mettere in atto tutte quelle misure che possono evitare il diffondersi della malattia e a inviare ogni possibile caso sospetto al piu’ vicino ospedale.

                  Annunci sono diffusi da 20 stazioni radio in 11 idiomi locali diversi a livello nazionale.

                  A livello locale, piu’ di 120 volontari della URCS stanno conducendo una campagna porta-a-porta in oltre 85 villaggi.



                  Paesi confinanti


                  I paesi che condividono le frontiere con l’Uganda stanno prendendo misure per intensificare la sorveglianza epidemica; al momento, nessun altro paese ha registrato casi di Ebola.
                  L’OMS non raccomanda l’applicazione di alcuna misura di restrizione ai viaggi o ai commerci nei confronti dell’Uganda.
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                  • #10
                    Epidemia di Ebola in Uganda, aggiornamento del 14 agosto 2012 (OMS, adattato)

                    [Fonte: Organizzazione Mondiale della Sanità, Ufficio Regionale per l’Africa, pagina originale completa in Inglese: (LINK). Testo tradotto e adattato.]
                    Epidemia di Ebola in Uganda, aggiornamento del 14 agosto 2012




                    14 agosto 2012


                    Il Ministero della Sanità dell’Uganda (MoH) prosegue nell’azione concertata con altre agenzie e organizzazioni internazionali (OMS, US CDC, Croce Rossa, MSF, World Vision, PREDICT, fra le altre) per il controllo dell’epidemia di febbre emorragica Ebola nel distretto di Kibaale.

                    Le task force locali e nazionali continuano gli incontri giornalieri per coordinare la risposta all’epidemia.

                    Alla data di oggi, il numero cumulativo di casi probabili e confermati, compresi I 16 decessi, è pari a 24.

                    Dieci casi sono stati confermati tramite le analisi effettuate presso I laboratori dell’Istituto per la Ricerca sui Virus dell’Uganda di Entebbe.

                    Il caso confermato piu’ recente è stato ricoverato presso il reparto di isolamento dell’ospedale di Kagadi il 4 agosto 2012.

                    I casi sospetti risultati negativi ai test di laboratorio non sono piu’ considerati come potenziali malati di Ebola e quindi, dopo il trattamento sintomatico per le condizioni da cui erano affetti, sono stati dimessi dopo la guarigione.

                    Complessivamente, quarantre persone sono state dimesse dal reparto di isolamento, incluso un caso confermato di Ebola.

                    Con il supporto di un gruppo di psicologi, queste 43 persone hanno ricevuto suggerimenti e sostegno prima della dimissione e del reinserimento in comunità.
                    Anche per coloro che sono risultati negativi ai test per Ebola, l’intervento psicosociale presso le comunità alle quali faranno ritorno, è molto importante. Queste attività riescono a diminuire I timori e lo stigma verso I pazienti, consentendone una piu’ facile accettazione nei gruppi.

                    Tutti I soggetti entrati in contatto con casi di Ebola confermati o probabili sono sottoposti a sorveglianza sanitaria per 21 giorni e controllati per ogni sintomo riconducibile alla malattia.

                    Tutte le segnalazioni su casi sospetti provenienti da altri distretti del paese sono stati oggetto di indagini e risultati negativi per Ebola.

                    Il Ministero della Sanità collabora con l’organizzazione di Medici Senza Frontiere nel distretto di Kibaale per la gestione clinica dei casi sospetti e confermati.

                    Dei gruppi di sensibilizzazione sociale, composti da volontari della Croce Rossa, e gruppi di sanitari locali hanno raggiunto la maggior parte dei villaggi e delle famiglie nelle zone piu’ colpite del distretto di Kibaale.

                    Le attività dei gruppi sono facilitate dalla distribuzione di materiali informativi, educativi (IEC) e dalle trasmissioni di messaggi radio e dalla proiezioni di filmati tramite appositi furgoni.



                    Paesi confinanti

                    I paesi che condividono le frontiere con l’Uganda hanno rinforzato la sorveglianza sanitaria per Ebola; al momento, nessun altro paese ha registrato casi confermati di ebola.


                    L’OMS non raccomanda l’adozione di misure di restrizione ai viaggi o ai commerci nei confronti dell’Uganda.







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                    • #11
                      Epidemia di Ebola in Uganda, aggiornamento del 17 agosto 2012 (OMS, adattato)

                      [Fonte: Organizzazione Mondiale della Sanità, pagina originale in Inglese: (LINK). Testo tradotto e adattato.]
                      Epidemia di Ebola in Uganda, aggiornamento del 17 agosto 2012

                      17 agosto 2012


                      Il Ministero della Sanità dell’Uganda (MoH) continua gli sforzi per controllare l’epidemia di febbre emorragica virale Ebola nel distretto di Kibaale, con l’assistenza di partner internazionali. Le task force nazionali e locali effettuano incontri quotidiani per coordinare la risposta all’epidemia.

                      Alla data di oggi sono stati registrati 24 casi probabili e confermati, inclusi 16 decessi.

                      Undici casi sono stati confermati tramite le analisi condotte presso il Laboratorio per la Ricerca sui Virus dell’Uganda, Entebbe (UVRI).

                      Il caso confermato piu’ recente è stato ricoverato presso l’ospedale Kagadi in isolamento il 4 agosto scorso.

                      I casi sospetti che sono risultati negativi ai test di laboratorio non sono piu’ considerati casi potenziali di Ebola e vengono sottoposti a terapie sintomatiche per I disturbi di cui soffrono e dimessi dopo la guarigione.

                      Complessivamente, quarantanove persone sono state dimesse dal reparto di isolamento, incluso un caso confermato di Ebola.

                      Tutti I soggetti entrati in contatto con casi probabili e confermati sono sottoposti a sorveglianza sanitaria per 21 giorni per verificare l’esordio di qualunque segno o sintomo riconducibile a Ebola.

                      Piu’ del 70% dei 408 soggetti di cui sopra ha completato il periodo di sorveglianza di 21 giorni senza aver mostrato alcun sintomo di malattia.

                      Tutte le segnalazioni di casi sospetti provenienti da altri distretti del paese sono state oggetto di indagini e al momento risultano negative per Ebola.

                      Con il supporto dell’OMS e di altri partner, il Ministero della Sanità ha costituito e attrezzato un reparto di isolamento presso l’ospedale nazionale di Mulago a Kampala per far fronte alle richieste di ricovero provenienti da altri distretti, se dovessero presentarsi.

                      Il personale sanitario che gestirà il reparto è stato opportunamente formato.

                      Gruppi di sensibilizzazione sociale costituiti da volontari della Croce Rossa e da gruppi di sanitari locali hanno raggiunto la maggior parte dei villaggi e delle famiglie nelle zone piu’ colpite del distretto di Kibaale.

                      Queste attività sono coadiuvate dalla distribuzione di materiale informativo ed educativo (IEC) e da trasmissioni radiofoniche e da installazioni video mobili.

                      Un gruppo di esperti, sotto la direzione del CDC USA, ha iniziato studi ecologici presso il distretto di Kibaale per tentare di identificare la possibile fonte di contagio che ha dato origine all’epidemia.



                      Paesi confinanti

                      I paesi che condividono le frontiere con l’Uganda hanno intensificato la sorveglianza per il virus Ebola. Al momento del rilascio di questo aggiornamento, nessun altro paese ha registrato casi correlati all’epidemia in corso in Uganda.


                      L’OMS non raccomanda l’adozione di misure di restrizione ai viaggi o ai commerci nei confronti dell’Uganda.
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                      • #12
                        Ebola in Uganda – aggiornamento (OMS, 3 settembre 2012, adattato)

                        [Fonte: Organizzazione Mondiale della Sanità, pagina originale completa in Inglese: (LINK). Testo tradotto e adattato.]
                        Ebola in Uganda – aggiornamento



                        3 settembre 2012


                        Nessun nuovo caso umano di infezione da virus Ebola è stato registrato nel distretto di Kibaale, in Uganda, dal 3 agosto scorso, elemento che indica che l’epidemia di febbre emorragica sta entrando nel suo stadio finale.

                        Complessivamente sono stati registrati 24 casi totali (confermati e probabli), inclusi 17 decessi dall’inizio dell’epidemia.

                        Di questi, 11 casi sono stati confermati dalle analisi effettuate presso I laboratori dell’Istituto Ugandese per la Ricerca sui Virus (UVRI) ad Entebbe.

                        L’ultimo caso confermato è stato dimesso il 24 agosto 2012 dopo completa guarigione.

                        Tutti I soggetti entrati in contatto con casi probabili e confermati sono stati sottoposti a sorveglianza sanitaria e hanno completato il periodo di osservazione raccomandato di 21 giorni per verificare l’insorgenza di sintomi riconducibili alla malattia.

                        I partner che sono stati coinvolti nella risposta all’epidemia di Ebola stanno trasferendo le risorse alle autorità nazionali e distrettuali per sostenerne le funzioni essenziali, inclusi l’intensificazione della sorveglianza e risposta, il supporto psicosociale e le misure di controllo delle infezioni in ambito nosocomiale.

                        Le strutture di isolamento situate presso l’ospedale nel distretto di Kibaale e l’ospedale Nazionale di Referenza Mulago di Kampala rimangono in attesa per l’accettazione di ogni possibile caso sospetto.

                        Il gruppo di studio ecologico distaccato nel distretto di Kibaale ha raccolto campioni da pipistrelli, primati e animali da allevamento per valutare la possibile storia naturale del virus Ebola e per identificare il presunto caso iniziale di trasmissione da animale selvatico a uomo del virus.



                        Paesi confinanti

                        Alla data di questo aggiornamento, una epidemia di Ebola è in corso nella Provincia Orientale della Repubblica Democratica del Congo. L’epidemia ugandese e quella congolese non sono epidemiologicamente connesse poichè causate da due sottotipi distinti di virus ebola (in Uganda: il sottotipo Ebola ‘Sudan’, nella Rep. Dem. del Congo, il sottotipo Ebola ‘Bundibugyo’).

                        Per quanto riguarda questo evento epidemico, l’OMS non raccomanda l’adozione di misure restrittive ai viaggi o ai commerci nei confronti dell’Uganda.



                        Informazioni generali sui sottotipi del virus Ebola:

                        Esistono cinque sottotipi di virus Ebola. Essi prendono il nome dal luogo nel quale sono stati isolati per la prima volta nel corso di epidemie. Tre sottotipi sono stati associati ad epidemie estese di febbre emorragica di Ebola in Africa: Ebola-Zaire, Ebola-Sudan e Ebola-Bundibugyo. La febbre emorragica di Ebola è una malattia emorragica che causa la morte nel 25-90% dei casi. La specie conosciuta come Ebola-Reston, rinvenuta nelle Filippine, può infettare l’uomo anche se nessun caso di malattia o decesso è stato registrato fino a questo momento.
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                        • #13
                          Febbre emorragica da Ebola in Congo e Uganda: il parere Ecdc (EpiCentro, 6 settembre 2012, adattato)

                          [Fonte: EpiCentro, pagina originale completa: (LINK). Adattato.]
                          6 settembre 2012

                          Febbre emorragica da Ebola in Congo e Uganda: il parere Ecdc



                          In seguito all’insorgenza di due focolai di febbre emorragica da Ebola, uno in Sudan e uno nella Repubblica democratica del Congo, l’Ecdc ha realizzato due Rapid risk assessment per valutare le caratteristiche del virus e il rischio di trasmissione per l’Europa.

                          I dati disponibili indicano che il rischio di diffusione verso l’Ue è estremamente basso e risulta improbabile (ma non impossibile) che i viaggiatori infettati possano arrivare in Europa durante il periodo dell’incubazione.

                          Infatti, le misure preventive per la trasmissione della malattia, prevedono l’isolamento dei casi e dei loro contatti stretti per un tempo compatibile con il periodo di incubazione (da 2 a 21 giorni).

                          L’analisi sui due focolai ha inoltre evidenziato che sono causati da due specie differenti, il Bundibugyo per il Congo e la specie Sudan per l’Uganda.

                          Attualmente, secondo quanto riportato dall’Oms, dall’inizio dell’epidemia si sono verificati 24 casi probabili e confermati con 17 decessi, l’ultimo caso confermato di malattia è guarito il 24 agosto.

                          Pertanto, considerando il periodo di incubazione della malattia, e che non sono stati segnalati nuovi casi probabili a breve l’emergenza potrà considerarsi conclusa.


                          Per maggiori informazioni visita il sito Ecdc, leggi i Rapid risk assessment su Uganda “Outbreak of Ebola haemorrhagic fever in Uganda - 2 August 2012” (pdf 1,7 Mb) e Congo “Outbreak of Ebola haemorrhagic fever in the Democratic Republic of Congo - 22 August 2012” (pdf 1,7 Mb) e consulta il sito dell’Oms.
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                          • #14
                            Fine dell’Epidemia di Ebola in Uganda (OMS, 4 ottobre 2012)

                            [Fonte: Organizzazione Mondiale della Sanità, pagina originale completa in Inglese: (LINK). Porzione di testo tradotto e adattato.]
                            Fine dell’Epidemia di Ebola in Uganda

                            4 ottobre 2012



                            Il Ministero della Sanità dell’Uganda ha dichiarato oggi la fine dell’epidemia di Febbre Emorragica di Ebola (EHF) nel distretto di Kibaale.

                            L’ultimo caso è stato confermato il 3 agosto 2012 ed è stato dimesso dall’ospedale il 24 agosto 2012. E’ trascorso quindi il doppio del tempo massimo di incubazione per l’infezione da Ebola raccomandato dall’OMS.

                            Durante questa epidemia, complessivamente, sono stati registrati 24 casi confermati e probabili di cui 11 confermati tramite analisi di laboratorio effettuate presso l’Istituto Ugandese per la RIcerca sui Virus (UVRI) ad Entebbe.

                            In totale si sono verificati 17 decessi.

                            (…)

                            L’OMS non raccomanda l’adozione di misure di restrizione ai viaggi e ai commerci nei confronti dell’Uganda riguardo questo evento.

                            (…)
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                              Febbre di Marburg in Uganda (EpiCentro, 25 ottobre 2012, adattato)

                              [Fonte: EpiCentro, pagina originale completa: (LINK). Adattato.]
                              25 ottobre 2012

                              Febbre di Marburg in Uganda



                              A seguito di 4 decessi avvenuti per una patologia sconosciuta, poi confermata come febbre di Marburg, il 19 ottobre 2012 il ministero della Salute dell’Uganda ha rilasciato un comunicato stampa in cui dichiarava la presenza di un’epidemia nel distretto di Kabale (Uganda Occidentale).

                              Al 21 ottobre sono stati notificati all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) 9 casi tra cui 5 decessi.

                              Tre casi cono stati confermati in laboratorio dall’Uganda Virus Research Institute (Uvri).

                              L’indagine epidemiologica è in corso in collaborazione con l’Oms.


                              L’Oms non raccomanda restrizioni nei viaggi o nel commercio con l’Uganda. Per maggiori informazioni visita il sito dell’Oms.
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