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  • #46
    Re: Ricominciano le polemiche sui vaccini anti influenza.

    Nel web cominciano a circolare, in siti di cosiddetta informazione alternativa e dichiaratamente antiscientifica, voci sul nuovo vaccino che conterrebbe il " veleno" rappresentato dalla componente pandemica. Si insinua che i vecchi vaccini inutilizzati vengano subdolamente riciclati nei nuovi, allo scopo di esaurire le scorte e permettere alle case farmaceutiche di fare guadagni osceni sulla pelle della gente.
    Ovviamente sono siti che si alimentano solo della loro antiteticita' nei confronti dei vari "poteri" ( che possono essere i governi, le multinazionali, le lobby, le scie chimiche) sapendo che troveranno sempre orecchie inclini a dare ascolto alle loro tesi complottiste.
    Le loro sono posizioni deprecabili ma che fino all' altro ieri non hanno rappresentato una seria minaccia nei confronti del sapere e si sono limitati a vivacchiare in angoli tutto sommato marginali dell' informazione.
    Ma le vicende seguite alla emergere del virus suino hanno permesso loro di andare alla ribalta, non grazie ad una maggiore forza delle loro argomentazioni, ma per merito del desolante vuoto in cui è stata lasciata l' informazione scientifica da parte di che avrebbe dovuto farsi promotore della stessa. E questo ha comportato il dilagare a tutti i livelli delle notizie più strampalate , a cui il silenzio o la complicità a volte esplicita di aree del mondo scientifico, hanno permesso di avere maggiore risalto, con le conseguenze che sono sotto i nostri occhi.

    Arriviamo alle porte di una stagione dai risvolti diciamo ancora in larga parte sconosciuti, con una copertura vaccinale ridicola rispetto ad altre nazioni del mondo evoluto e con gli strascichi di polemiche e veleni che tornano ad affiorare , minando la credibiltà di una campagna non ancora iniziata.

    Mi viene da chiedermi cosa sarebbe successo di fronte ad una minaccia molto maggiore di quella rappresentata dalla recente pandemia. Certamente tante contraddizioni e piccolezze della nostra politica sanitaria sarebbero state messe a nudo.

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    • #47
      Influenza a: Capua, e' imprevedibile, meglio vaccinarsi

      VENEZIA, 20 SET - Il comportamento del virus H1N1, che dopo aver provocato la pandemia ora circola insieme a quelli stagionali, e' imprevedibile, ed e' meglio vaccinarsi per evitare qualsiasi problema. Lo afferma Ilaria Capua, esperta dell'istituto zooprofilattico delle Venezie, a margine del convegno sul futuro della scienza in corso a Venezia. "Io mi sono vaccinata, e cosi' anche mio marito e mia figlia di 6 anni - spiega Capua - e' il modo migliore per prevenire ogni rischio, visto che il vaccino per l'influenza stagionale di quest'anno copre anche il virus H1N1. Il mio consiglio e' usare il vaccino, poi ognuno fara' come crede". Secondo Capua e' impossibile prevedere il comportamento del virus, anche adesso che e' considerato in fase post pandemica: "Quello che e' appena finito e' solo il primo giro dell'H1N1 - continua l'esperta - se si guarda la storia delle precedenti pandemie e' possibile che ce ne sia un secondo, ma non siamo in grado di fare delle previsioni". Quello che ha insegnato la pandemia, continua l'esperta, e' che bisogna condividere i dati scientifici con tutta la comunita': "Bisogna trovare un modo che salvaguardi la paternita' dei dati, ma permetta la piu' ampia diffusione possibile - conclude Capua - il virus non aspetta, ed e' necessario trovare una 'terza via' che superi le competizioni e consenta di avere un'elaborazione veloce dei dati e una loro ampia condivisione".
      (ANSA).

      http://www.unita.it/notizie_flash/13...lio_vaccinarsi

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      • #48
        Re: Influenza a: Capua, e' imprevedibile, meglio vaccinarsi

        L'emisfero australe mostra una attività influenzale composita con alcune regioni temperate come il Cile che soffrono di una stagione tardiva e particolarmente intensa con circolazione di tre virus influenzali: l'H1N1 (2009), l'H3N2 stagionale e il tipo B.

        Il vaccino stagionale trivalente quest'anno contiene la variante pandemica assieme alle componenti 'tipiche' H3N2 e B. Tuttavia non si conosce al momento la sua efficacia sul 'terreno', sia perchè è la prima volta che si utilizza una simile composizione sia perchè i dati sulla reattività degli anticorpi che produce nei confronti dei virus H1N1 (2009) circolanti attualmente nell'emisfero sud non sono disponibili.

        Il buon senso vuole in ogni caso che si applichi una campagna di sensibilizzazione alla vaccinazione quanto piu' estesa possibile.

        L'argomentazione della dr.ssa Capua sulla variabilità del virus pandemico potrebbe essere controproducente come motivo per l'opinione pubblica a vaccinarsi: infatti, il virus, progressivamente adattandosi ad una popolazione già parzialmente immune dopo la prima ondata pandemica, starà sicuramente evadendo le nostre difese selezionando ceppi antigenicamente dissimili da quello utilizzato per fare il vaccino, che comunque rimane uno strumento utile per creare una immunità di base, capace di mitigare la malattia anzichè prevenirla del tutto.

        In breve, è bene vaccinarsi, tuttavia è necessario tener presente che l'utilità delle misure di igiene personale (lavaggio frequente delle mani, etichetta respiratoria, confinamento a casa durante una malattia febbrile di bambini e adulti fino alla risoluzione dei sintomi) è grande e deve essere pubblicizzata tanto quanto la vaccinazione.

        Dopodichè nessuno ha la sfera di cristallo e può prevedere l'andamento di un virus tanto variabile. Quello che è certo è il bassissimo livello di immunizzazione della popolazione italiana all'H1N1 (2009) data la fallimentare campagna vaccinale della stagione 2009-2010 e del rapido raggiungimento del picco epidemico che, avendo 'risparmiato' molti milioni di casi, ha però evitato la formazione naturale di anticorpi tramite infezione naturale.

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        • #49
          Re: Fallimento della vaccinazione per l’influenza suina. E’ colpa dei media?

          Influenza: Per Pubblico Non e' Pericolo


          (ANSA) - VENEZIA, 21 SET - Nonostante l'abbondanza di informazioni sui media riguardo ai virus e alle epidemie il messaggio che arriva all'opinione pubblica e' contraddittorio e non risolutivo, tanto che gli allarmi non vengono recepiti. Lo afferma una ricerca presentata da Massimiliano Bucchi, sociologo dell'universita' di Trento, durante la sessione conclusiva della conferenza sul Futuro della Scienza che si e' tenuta a Venezia.
          ''I media negli ultimi anni, dal problema della mucca pazza in poi, danno molto spazio alle epidemie e ai virus - spiega l'esperto - ma il messaggio che passa non e' risolutivo, al punto che un'indagine sulla percezione dei rischi per il futuro che abbiamo fatto vede al primo posto l'inquinamento, e solo al terzo le malattie''.

          Secondo i dati dello 'Science in the media monitor', ad esempio, l'influenza e' stata trattata in maniera discontinua: il picco di attenzione e' stato registrato in occasione del primo decesso attribuito al virus in Italia (il 20% sul totale degli articoli) e al dibattito sui vaccini (15%), mentre l'innalzamento della soglia di allerta da parte dell'Oms ha riscosso un'attenzione molto piu' modesta (2%). ''In passato i media erano 'messaggeri del pericolo', portavoce delle istituzioni sanitarie e degli esperti - continua Bucchi - Oggi invece l'informazione ospita una polifonia di giudizi e indicazioni, provenienti da ricercatori e medici, che non conduce quasi mai a una conclusione risolutiva e a una chiara indicazione operativa per il pubblico. Il formato della discussione che prevale e' quello del talk show''.

          Questo pero' non significa che i media abbiano scarsa attenzione per questi argomenti. I dati dello Science in the Media Monitor hanno verificato che le notizie legate a scienza e tecnologia rappresentano il 13% degli articoli pubblicati ogni anno sui principali quotidiani italiani, con un totale di oltre 9000 articoli rilevanti nel 2009 e con un aumento significativo rispetto all'anno precedente. (ANSA).

          http://it.notizie.yahoo.com/10/20100...l-deebc83.html

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          • #50
            Re: Fallimento della vaccinazione per l’influenza suina. E’ colpa dei media?

            I media italiani sarebbero attenti alle questioni scientifiche?

            Può darsi ma finora non me ne sono accorto.

            Il problema, almeno per l'influenza, è che c'è davvero ben poco di 'risolutivo' per questa malattia, data la sua variabilità per quanto riguarda lo spettro del quadro clinico e la molto limitata farmacopea disponibile.

            L'allarme che traspare spesso dai resoconti giornalistici è parzialmente causato dal linguaggio stesso, povero di dati e ricco di sensazione.

            Per esempio, se si parla di un caso grave si tralasciano importanti elementi, quali la data di esordio della malattia, la durata, l'intervallo fra esordio e ricovero in ospedale, il trattamento, le possibili concause, i soggetti esposti all'ammalato.

            Rimangono fuori per brevità e perchè ritenuti non essenziali alla 'notizia'.

            Una comunicazione basata piu' su 'cosa posso fare per proteggere me e i miei cari' potrebbe essere piu' utile, a partire proprio dall'esperienza di vita quotidiana: opuscoli sull'igiene personale, sull'etichetta respiratoria, sull'uso razionale dei medicinali da 'banco' (antipiretici, antiinfiammatori), manifesti e poster sugli autobus, negli ambulatori medici, nei luoghi frequentati dai bambini e dai genitori; insomma un approccio 'amico' da parte di chi deve salvaguardare la salute pubblica.

            E trasparenza: potrebbero essere utili dei bolletini locali a cura delle Asl o delle Aziende Ospedaliere sul numero di visite ambulatoriali o al PS per sindromi influenzali, il numero di casi ospedalizzati, in terapia intensiva e i decessi, sul tipo di quelli utilizzati per esempio a Hong Kong o Singapore, anche con l'ausilio dei Social Networks e dei telefoni mobili.

            Mano a mano che le informazioni raggiungono i cittadini questi modificano il loro comportamento di conseguenza, proteggendosi maggiormente e facendo piu' attenzione ai sintomi e all'igiene.

            Una rubrica giornaliera su un quotidiano locale con i dati sulla diffusione dell'influenza o altre malattie diffusive di interesse pubblico potrebbe aiutare molto di piu' di lunghi articoli o interviste ad esperti che tanto spesso fanno soltanto una gran confusione e nulla aggiungono alla consapevolezza individuale e collettiva di una comunità.

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            • #51
              Re: Fallimento della vaccinazione per l’influenza suina. E’ colpa dei media?

              L’ influenza A non era una bufala. Sono i media che l'hanno resa tale.
              Ad affermarlo è Massimiano Bucchi, professore di Scienza tecnologia e società all'Università di Trento e relatore alla Sesta conferenza mondiale sul futuro della scienza “Virus: il nemico invisibile”, che si terrà dal 19 al 21 settembre presso la Fondazione Giorgio Cini.
              Bucchi fa parte del comitato scientifico del Centro ricerche no profit Observa Science in Society di Vicenza che, attraverso un sistema di monitoraggio riferito a quattro pilastri della carta stampata nazionale (Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Il Sole 24 Ore), studia i modi in cui i giornali (e i media in generale) trattano gli argomenti di natura sanitario-scientifica.
              «Fin dall'inizio – spiega – l'Organizzazione mondiale della sanità aveva alzato il livello d'allarme a proposito dell'H1N1, la cosiddetta influenza A». Evidentemente, le potenzialità del virus erano elevate e la stessa Oms nel giugno del 2009 dichiarava che l'influenza A era una pandemia. I media avevano, quindi, una notizia consistente tra le mani che andava gestita nel migliore dei modi.
              Allora, come da copione, spiega Bucchi, «i giornali hanno cominciato a “localizzarla”, ossia hanno abbandonato il punto di vista globale o estero per focalizzarsi sui casi italiani». Lo stesso era successo alla mucca pazza e succede ogni anno all'influenza di turno. «Allo stesso tempo – continua il professore – c'è stato un altro cambiamento di punto di vista: dall'animale all'essere umano».
              L'influenza A deriva da un virus comune tra i suini (non a caso è anche conosciuta come “influenza suina”), ma ha destato interesse e preoccupazione perché si è rivelata efficace anche sull'uomo. «Una volta concentrati su questo tipo di casi, gli animali non contano più» e comincia la caccia alle testimonianze dirette tra le persone.
              Infine, è iniziato il gioco preferito dai mezzi di comunicazione di massa: «Il rimbalzo incessante tra rischio e prevenzione» che, osserva Bucchi, si articola sempre in un gioco di opinioni e testimonianze spesso discordanti il cui scopo non è arrivare a una soluzione, ma tenere viva la notizia. «E' un modello drammaturgico che imita il talk show: l'obiettivo è la discussione. Termina solo quando la notizia ha perso di attualità» e il vantaggio che ne può derivare per i media è minimo o nullo.
              Con l'influenza A il dibattito più acceso riguardava i vaccini: era davvero necessario vaccinarsi? E allora via con i commenti degli esperti o dei politici che avrebbero dovuto chiarire la situazione e fornire delle linee guida per tutti. Invece contribuivano ad aumentare il livello di incertezza e confusione. «Inoltre – aggiunge Bucchi – in Italia si è accentuato un aspetto curioso: le posizioni discordanti a lungo andare hanno finito per attaccarsi a un testimonial. Il personaggio famoso che si è vaccinato, il politico che sostiene le opinioni degli scettici, conduttori Tv che cercano di rassicurare gli spettatori. Persino nella campagna pubblicitaria informativa si è ricorso a una figura di riferimento: Topo Gigio».
              Cosa ne è risultato? Che dall'allarmismo si è passati all'indifferenza totale. Pochissimi si sono vaccinati (anche perché giornali e Tv hanno cominciato a dire che il vaccino stesso, in casi particolari, era dannoso per la salute) e in molti hanno perso interesse. Da lì è nata la bufala: «Le persone erano così assuefatte da non credere più nel pericolo di un'influenza mortale».
              «Ciò non vale solo per l'H1N1. – conclude Bucchi - Ogni volta che i media gridano alla tragedia si innesta questo meccanismo». Ma va maneggiato con cura: «A lungo andare deforma la percezione del rischio» e potrebbe condurre a sottovalutare virus e pandemie davvero pericolose.


              http://www.gvonline.it/public/articolo.php?id=6110

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              • #52
                Vaccinazione antinfluenzale: italiani poco favorevoli

                Mentre si avvicina l’inizio della campagna vaccinale, un’indagine condotta da Doxapharma su un campione rappresentativo di italiani rivela che poco più di un quarto della popolazione è favorevole alla vaccinazione contro l’influenza stagionale.
                Intanto Sanofi Pasteur MSD ha presentato un nuovo vaccino antinfluenzale a somministrazione intradermica, senza adiuvanti e con una doppia formulazione: per giovani e anziani.


                23 SET - Non è una novità che gli italiani vadano poco d’accordo con la vaccinazione antinfluenzale. Nella stagione 2008-2009 (quella precedente all’esplosione della pandemia di A/H1N1) la copertura vaccinale si era fermata al 19,1 per cento. E anche la classe di età più a rischio, quella delle persone con più di 65 anni, è stata ben lontana dal raggiungere l’obiettivo del 75 per cento fissato dall’Oms, attestandosi al 66,2 per cento con aree del Paese dove non ha raggiunto neanche il 50.
                Dati confermati da una ricerca condotta da Doxapharma su un campione rappresentativo di italiani. I risultati, presentati questa mattina, mostrano che soltanto il 26% degli intervistati è favorevole alla vaccinazione. Esiste inoltre una cesura generazionale: il 70% dei favorevoli infatti ha più di 55 anni. Insomma, la pandemia sembra non aver cambiato l’atteggiamento degli italiani nei confronti delle vaccinazioni antinfluenzali.
                UN NUOVO VACCINO
                Intanto, da quest’anno è presente una novità nell’offerta di vaccini. Sanofi Pasteur MSD ha presentato un nuovo vaccino a somministrazione intradermica che affiancherà le vecchie formulazioni intramuscolari. Il nuovo prodotto si somministra attraverso un micro-ago di 1,5 mm: almeno dieci volte più piccolo dei normali aghi utilizzati con benefici sia per il paziente sia per il medico.
                Sull’efficacia di questa nuova forma di somministrazione, diversi studi clinici hanno confermato non soltanto il buon profilo di sicurezza ed efficacia nella prevenzione dell’influenza stagionale, ma anche la sua tollerabilità e la capacità di creare una risposta immunitaria, in particolare nella popolazione anziana, pari a quella ottenuta tramite la somministrazione di vaccino adiuvato per via intramuscolare. Grazie alle potenzialità naturali del derma, infatti, l’organismo è in grado di sviluppare un’elevata risposta immunitaria.
                Ma non è la via di somministrazione l’unica novità del nuovo vaccino.
                Il prodotto infatti non contiene sostanze chimiche adiuvanti e per la prima volta si ha una doppia formulazione: una – che contiene 9 µg dell’antigene, una quantità minore rispetto a tutti gli altri vaccini – studiata appositamente per la popolazione dai 18 ai 59 anni, l’altra – da 15 µg – realizzata per chi ha più di 60 anni e per i gruppi a rischio.
                Proprio quest’ultima indicazione sembra trovare particolare interesse negli specialisti: “Il vaccino trova particolare indicazione nei soggetti anziani, solitamente poco responsivi ai vaccini stagionali tradizionali e per i quali la vaccinazione è da tempo raccomandata in virtù del significativo impatto sanitario, in termini di ospedalizzazioni e morti”, ha dichiarato Giancarlo Icardi, responsabile del Dipartimento di Igiene dell’Università di Genova. “Inoltre - ha aggiunto - la minor invasività della nuova via di somministrazione da un lato, unitamente alla semplice, rapida, riproducibile e sicura tecnica d’inoculazione dall’altro, rappresentano ulteriori fattori che potrebbero favorire un ampio utilizzo del nuovo vaccino nella pratica clinica”.


                http://www.quotidianosanita.it/scien...&tipo=articolo

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                • #53
                  Re: Vaccinazione antinfluenzale: italiani poco favorevoli

                  Un gran numero di nostri concittadini si 'interfaccia' col sistema sanitario nazionale tramite i medici di medicina generale; di solito le persone con reddito piu' alto si rivolgono a professionisti al di fuori del SSN e forse ne ottengono un beneficio diverso.

                  Molti professionisti che svolgono attività di medico di base diffondono per motivi non del tutto chiari il sospetto che il vaccino influenzale sia in qualche modo superfluo se non addirittura pericoloso. Questo fatto dovrebbe essere investigato con maggiore attenzione dalle autorità competenti poichè in questo modo un cruciale strumento di profilassi di massa viene reso inefficace.

                  Perchè alcuni di questi medici dicono che il vaccino 2010-11 contiene 'materiale riciclato da quello dell'anno scorso (pandemico)'?

                  E se anche fosse il caso, in che modo il materiale immunizzante sarebbe in qualche modo pericoloso?

                  Dove, in alternativa al medico di base, i cittadini possono ottenere il vaccino gratuitamente?

                  Spesso è difficile accedere ai servizi delle Asl e così - davanti alla burocrazia - si va in farmacia: ma a quel punto cosa comprare e soprattutto chi farà l'iniezione?

                  Ecco una serie di domande a cui sarebbe opportuno dare una urgente risposta.

                  Attendo contributi...

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                  • #54
                    Alluvioni, smottamenti e esondazioni in Veneto e Toscana, rassegna stampa.

                    Da alcuni giorni piove a dirotto in tutta Italia e il dissesto idro-geologico assieme alla cattiva gestione di fiumi e canali, la cementificazione e il disinteresse alla cosa pubblica hanno messo in ginocchio provincie e città in Toscana, Liguria e Veneto.

                    Le aree piu' colpite sono:

                    -- La Toscana, con Massa-Carrara, con almeno tre vittime;
                    -- La Liguria, con frane e smottamenti vari;
                    -- Il Veneto, con Vicenza e Padova colpite dalle esondazioni del fiume Bacchiglione, con interruzioni alla circolazione stradale e autostradale, e ferroviaria.

                    Le pioggie si spostano a sud, con le prevedibili conseguenze su un territorio devastato da ogni genere di abuso edilizio.

                    (IOH), 2/11/10.

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                    • #55
                      Re: Alluvioni, smottamenti e esondazioni in Veneto e Toscana, rassegna stampa.

                      Maltempo in Italia, treno deraglia in Liguria. Vicenza sott'acqua


                      [Fonte: RomagnaOggi, View Original Article. 1/11/10.]

                      ROMA - Italia nella morsa del maltempo. Oltre alla sciagura di Massa, dove una donna e il suo figlioletto hanno perso la vita dopo esser stati travolti da una frana ed una persona è dispersa, tra Ospedaletti e Bordighera, in provincia di Imperia, è deragliato il treno regionale 20144 proveniente da Torino e diretto a Ventimiglia è a causa di uno smottamento . Secondo le prime informazioni, i feriti sono quattro ma nessuno è grave. Il locomotore è ...
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                      • #56
                        Re: Alluvioni, smottamenti e esondazioni in Veneto e Toscana, rassegna stampa.

                        Maltempo, frane a Massa: tre morti


                        [Fonte: Il Manifesto, View Original Article. 1/11/10.]

                        ROMA (Reuters) - Tre persone sono morte dopo che ieri sera il forte maltempo ha provocato due frane nella provincia di Massa Carrara, mentre la situazione meteorologica resta preoccupante soprattutto nel Nord Italia. I vigili del fuoco hanno riferito di aver ritrovato stamani i corpi di una donna e del suo bambino, rimasti in trappola...
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                        • #57
                          Re: Alluvioni, smottamenti e esondazioni in Veneto e Toscana, rassegna stampa.

                          Tre morti per una frana a Massa. Strade bloccate, allerta per i fiumi. Deraglia un treno in Liguria


                          [Fonte: Il Sole 24 Ore, View Original Article. 1/11/10.]

                          Frane e smottamenti, autostrade allagate, fiumi che esondano, alberi sradicati e purtroppo anche vittime. L'ondata di forte maltempo che da ore sta flagellando l'Italia (guarda le...

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                          • #58
                            Re: Alluvioni, smottamenti e esondazioni in Veneto e Toscana, rassegna stampa.

                            Maltempo: Vicenza, scattata evacuazione a Debba


                            [Fonte: ADN Kronos, View Original Article. 1/11/10.]

                            Maltempo: Vicenza, scattata evacuazione a Debba...
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                            • #59
                              Re: Alluvioni, smottamenti e esondazioni in Veneto e Toscana, rassegna stampa.

                              Piogge anche oggi. Un disperso nel vicentino


                              [Fonte: RaiNews24, View Original Article. 2/11/10.]

                              Bertolaso in Veneto. A Caldogno, in provincia di Vicenza, si cerca un disperso. Non sta passando indenne la piena del Bacchiglione nel padovano dove il fiume ha rotto gli argini in localita' Roncajette.

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                              • #60
                                Re: Alluvioni, smottamenti e esondazioni in Veneto e Toscana, rassegna stampa.

                                Bertolaso oggi in Veneto Padova aspetta la piena


                                [Fonte: La Repubblica, View Original Article. 2/11/10.]

                                A Vicenza il livello dell'acqua comincia a scendere. Il sindaco: "Potrebbe arrivare l'esercito". Si cerca un disperso. La preoccupazione è ora per l'afflusso...
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