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  • Giuseppe
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    Sospetto botulismo, in corso il ritiro di due prodotti della ditta Ursini - Il Messaggero

    Sospetto botulismo, in corso il ritiro di due prodotti della ditta Ursini - Il Messaggero


    [Fonte: il Messaggero, <cite cite="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=96524&sez=HOME_INITALIA">Sospetto botulismo, in corso il ritiro di due prodotti della ditta Ursini - Il Messaggero</cite>. Editato.]

    Sospetto botulismo, in corso il ritirodi due prodotti della ditta Ursini

    ROMA (31 marzo)


    Dopo l'allerta diramata da una Asl di Milano per una intossicazione alimentare legata alla potenziale presenza di tossina botulinica nel "Pestato di Carciofini", le Asl di tutte le Regioni stanno ritirando dagli scaffali dei supermercati due prodotti alimentari a rischio botulismo.

    Si tratta del "Pestato di carciofini" di grammi 250 lotto 56/09 della ditta Ursini e dei "Fagottini di melanzane" lotto 74/09 prodotti sempre dalla stessa azienda, che ha diverse sedi in tutta Italia, prima fra tutte in Abruzzo.

    A diramare la notizia è stato Giuseppe Ursini, amministratore della Ursini srl, con una nota.

    I "Fagottini di Melanzane", prodotti nello stesso giorno, sono stati ritirati dall'azienda al fine di effettuare controlli ed evitare gravi rischi alla salute pubblica.

    «I sintomi causati dalla tossina botulinica - si legge nel comunicato della Ursini - sono paralisi flaccida, debolezza muscolare, diplopia, difficoltà del movimento, scoordinazione dei muscoli della faringe e dei muscoli volontari, e nei casi più gravi, paralisi mortali, paralisi dei muscoli respiratori. Al fine di raggiungere un maggior numero di consumatori, si procede con questo comunicato per informare chiunque entri in possesso di questo prodotto, a fini precauzionali, di non utilizzarlo e di contattare l'azienda attraverso mail (info@ursini.com) o telefonando allo 0871/579060 per organizzare il ritiro».

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  • sharon sanders
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    Re: L'OMS dice che sembra essere la varicella in Uganda del vaiolo non piccole

    dalla traduzione miachine -

    LONDRA (Reuters) - Sospetti casi di vaiolo precedentemente debellata la malattia in Uganda orientale sembra essere la varicella e non la malattia acuta contagiosa, l'Organizzazione mondiale della sanità ha detto Giovedi.....

    più in inglese qui

    http://www.nytimes.com/reuters/2010/...-who.html?_r=1

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  • Giuseppe
    replied
    L'OMS sostiene che il presunto focolaio di una malattia simile al vaiolo sarebbe in realtà varicella

    [Fonte: Reuters AlertNet, (LINK). ATTENZIONE! INFORMAZIONI NON COFERMATE! Traduzione semi-automatica tramite strumento linguistico Google. Potrebbe contenere inesattezze.]

    L'OMS sta esaminando rumori circa una presunta epidemia di vaiolo in Uganda

    25 Mar 2010 09:57:02 GMT

    Fonte: Reuters
    * I Casi sospetti sono stati individuati nell'Uganda orientale

    * La Malattia è stata ufficialmente eradicata in tutto il mondo nel 1979

    * L'allarme Bioterrorismo ha spinto i governi a creare scorte di vaccini negli anni scorsi



    Autori: Kelland Kate, Corrispondente, Salute e Medicina

    LONDRA, 25 marzo (Reuters)

    L'Organizzazione mondiale della sanità ha annunciato Giovedi di aver avviato una indagine per verificare i rumori circa alcuni casi di una malattia somigliante al vaiolo provenienti dall'Uganda orientale.

    Il vaiolo è una malattia infettiva acuta ed nonchè una delle malattie più temute al mondo fino a quando fu ufficialmente dichiarata eradicata in tutto il mondo nel 1979.

    "L'OMS prende ogni rapporto circa un possibile caso di vaiolo sul serio", ha detto Gregory Hartl, portavoce dell'agenzia delle Nazioni Unite a Ginevra, interpellato via email dalla Reuters.

    "L'OMS è stata avvisata sui rumori provenienti dall'Uganda ed ha posto in essere tutte quelle azioni che sono necessarie alla verifica della fondatezza degli stessi."

    Il portavoce ha anche aggiunto che tutti i rumori su possibili epidemie di vaiolo ricevuti in passato si sono rivelati falsi allarmi..

    "In passato, questi casi sono sempre rivelati non essere vaiolo umano ma erano, in genere, casi di varicella o vaiolo delle scimmie", ha detto, sottolineando i rapporti riguardavano dei casi sospetti.

    Il vaiolo è stato sradicato mediante un programma internazionale di vaccinazione di massa posto in essere dall'OMS sin dal 1967, l'allarme terroristico all'indomani dell'attacco dell'11 settembre 2001 ha costretto molti governi an intraprendere la creazione di contrimisure nel caso gruppi terroristici fossero entrati in possesso di armi biologiche.

    Gli Stati Uniti e altri paesi hanno accumulato scorte di vaccino per far fronte a qualsiasi minaccia.

    L'ultimo caso conosciuto di vaiolo umano risale al 1977, isolato in Somalia. Da allora, gli unici casi noti sono stati causati da un incidente di laboratorio nel 1978 a Birmingham, in Inghilterra, che ha ucciso una persona e ha provocato un focolaio limitato.

    I produttori di vaccino contro il vaiolo comprendono Sanofi Pasteur, la divisione vaccini di Sanofi-Aventis , fra gli altri.

    Il vaiolo, che si crede abbia avuto origine più di 3000 anni fa in India o in Egitto, è descritta dall'OMS come "una delle malattie più devastanti note per l'umanità".

    Il periodo di incubazione dura in genere da 12 a 14 giorni, seguito da improvvisa comparsa di sintomi simil-influenzali quali: febbre, cefalea, dolore lombare, dolore addominale e vomito. In seguito compaiono le tipiche lesioni prima sul viso, mani e le braccia e poi sul tronco.

    Il vaiolo tende a provocare ulcerazioni, rilasciando grandi quantità di virus nella bocca e nella gola. I casi più gravi comportano emorragie, o emorragie, nelle membrane mucose e la pelle.

    Il vaiolo può essere a volte confuso con la varicella, una infezione di bambini diffusa in tutto il mondo ma raramente pericolosa.

    La Varicella produce lesioni più superficiali, che tendono a comparire più sul tronco rispetto al viso o delle mani.

    (Con contributi di Ben Hirschler, editing di Michael Roddy)

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  • Giuseppe
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    Burkina Faso. MENINGITE: SI AGGRAVA IL BILANCIO DELL'EPIDEMIA

    MENINGITE: SI AGGRAVA IL BILANCIO DELL'EPIDEMIA


    BURKINA FASO
    Sono 336 le persone morte e 2.188 quelle contagiate dall’epidemia di meningite cerebro-spinale che dall’inizio dell’anno

    [Fonte: MISNA, View Original Article ]

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  • Giuseppe
    replied
    Antrace - carbonchio nel Regno Unito, utilizzatori di droghe iniettabili - Documenti (EpiCentro, editato)

    Antrace - carbonchio nel Regno Unito, utilizzatori di droghe iniettabili - Documenti (EpiCentro, editato)


    [Fonte: EpiCentro. Per leggere la pagina originale completa si prega di visitare il sito di EpiCentro, seguendo questo LINK. Editato.]

    Antrace - carbonchio - Documenti

    Infezioni di antrace in Europa (2009-2010):

    a partire dalla fine di dicembre 2009, in Scozia, sono stati segnalati diversi casi di antrace tra i consumatori di droghe per via endovenosa. L’Health Protection Scotland ha organizzato un sito dedicato all’emergenza. Sul sito sono disponibili anche materiali utili per coloro che sono coinvolti nel trattamento e nella gestione dei casi. Un’ipotesi in fase di accertamento è la possibilità che dell’eroina contaminata o un agente contaminato utilizzato per il taglio dell’eroina possano essere responsabili delle infezioni.

    La rete di distribuzione della droga in Europa è molto complessa: diversi casi sono stati identificati anche in Inghilterra e in Germania.

    L’Ecdc sta monitorando la situazione tra i consumatori di eroina, l’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Emcdda) ha rafforzato la sorveglianza e l’Europol sta dando il suo supporto agli Stati membri per aiutare nell’eventuale identificazione di una possibile fonte di contaminazione. Per maggiori informazioni visita:

    Crystal factor of the anthrax lethal factor: una ricerca svolta al Burnham Institute di La Jolla, in California ha mostrato la struttura cristallina del fattore letale (LF) una delle tre tossine liberate dal batterio. Pubblicato sulla rivista Nature nel novembre 2001.

    Identification of the cellular receptor for anthrax toxin: studio condotto all’Università di Wisconsin-Madison sull’identificazione del recettore cellulare del fattore antigene protettivo (PA), la tossina dell’antrace che non ha funzioni patogeniche, ma svolge la funzione di sfondamento della membrana cellulare per aprire così l’entrata nel citoplasma dell’LF e del EF (oedema factor). I ricercatori mostrano che, porzioni del recettore cellulare del PA sintetizzato in vitro con tecniche di ingegneria genetica, ha capacità di proteggere cellule dall’attacco delle tossine. Pubblicato sulla rivista Nature nel novembre 2001.
    Guidelines for the Surveillance and Control of Anthrax in Humans and Animals: linee guida, pubblicate dall’Oms nel 1998, sulla sorveglianza e il controllo dell’antrace sia tra gli animali che nell’uomo.
    Carbonchio ematico negli animali domestici. La malattia in provincia di Roma dal 1952 al 1952: l’Istituto zooprofilattico sperimentale di Lazio e Toscana ha condotto uno studio epidemiologico delle infezioni da antrace negli animali domestici e nell’uomo dal 1952 al 1992. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Summa nel 1994.

    Progetti italiani


    Attività del Centro di referenza nazionale per l’antrace (Cerna) dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Puglia e Basilicata
    • Produzione del vaccino contro il Carbonchio ematico per uso veterinario
    • mappa dei genotipi di Bacillus anthracis circolanti in Italia: programma coordinato dall’Oms sui genotipi dell’antrace. Grazie ai finanziamenti del ministero della Salute si sta procedendo a uno studio sulla genotipizzazione dei ceppi italiani di Bacillus anthracis isolati negli ultimi anni in focolai in Italia
    • emergenza bioterrorismo: piano di identificazione di spore di Bacillus anthracis in campioni sospetti.

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  • Giuseppe
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    Re: L’ospedale lo rimanda a casa muore bimbo di un anno e mezzo

    Non basta dire influenza. C'è bisogno del risultato dell'indagine necroscopica, dei risultati dei test di laboratorio, dell'anamnesi del paziente, della terapia impiegata ecc.

    Ognuno di questi risulati può aiutare a capire la natura del male che ha ucciso questo bambino.

    Spesso si ignora che farmaci di uso comune possono avere reazioni avverse anche gravissime se impiegati in soggetti particolarmente suscettibili oppure in combinazione con altri medicinali.

    Oltre l'influenza , pandemica o stagionale, altri patogeni possono ben causare una sindrome acuta respiratoria, per esempio il virus respiratorio sinciziale, gli adenovirus e così via, senza dimenticare i pneumo- e meningococchi.

    Speriamo che i risultati delle analisi pervengano quanto prima, in modo da dare una spiegazione accettabile al dolore di questi genitori.

    Va da sè che un esame di coscienza da parte dei gestori dell'informazione pubblica radio-televisiva sulla prevenzione delle malattie respiratorie e a trasmissione oro-fecale è quanto mai urgente.

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  • tetano
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    L’ospedale lo rimanda a casa muore bimbo di un anno e mezzo

    Melzo, il piccolo di origini albanesi era stato visitato al pronto soccorso. La diagnosi: "Influenza"
    di Gabriele Cereda


    Lo avevano rimandato a casa sabato sera, prescrivendogli una Tachipirina per curarsi l’influenza. In nottata la crisi, conati di vomito, sudori freddi. La corsa dei genitori, dalla casa di corte a Premenugo di Settala, dove vivono, all’ospedale Santa Maria delle Stelle. La rianimazione, inutile. E così un bimbo di 19 mesi muore 12 ore dopo essere stato dimesso dal pronto soccorso di Melzo, in circostanze ancora tutte da chiarire. Sarà l’autopsia a stabilire con certezza la causa della morte del piccolo, di origini albanesi. A portarlo in ospedale i genitori nella serata di venerdì scorso.

    La famiglia, papà giardiniere, mamma casalinga e una sorellina, in regola coi permessi di soggiorno — «Gente bravissima», dicono i vicini, «Un po’ particolare, però», aggiunge senza dire altro il sindaco di Settala Enrico Sozzi — vive in via Milano a Premenugo, piccola frazione di Settala, dove chi conosceva il piccolo non si dà pace: «Non ci rassegneremo mai alla morte del nostro piccolo angioletto», dicono nel cortile della casa colonica ristrutturata di recente. Venerdì 26 il bambino sta male. Ha la febbre, mal di pancia, piange.

    La coppia affida la primogenita ai dirimpettai e corre al Santa Maria delle Stelle. Due medici visitano subito il paziente. Lo sottopongono agli accertamenti di rito, compresi gli esami del sangue. La situazione pare sotto controllo, gli esiti nella norma. La famigliola viene rimandata a casa con la terapia per fronteggiare il virus dell’influenza riscontrato al bimbo. Ma nella notte, le sue condizioni si aggravano. Il piccolo si muove sempre meno, respira a fatica, le manine sono fredde, nonostante la febbre di poche ore prima. Mamma e papà non ci pensano due volte, e ripercorrono la strada al contrario. Saltano in macchina diretti al pronto soccorso. All’arrivo, la tragica realtà: il figlioletto è morto nel tragitto.

    Ieri sera, la direzione dell’ospedale ha diffuso una nota in cui fa sapere che la morte sarebbe sopraggiunta a causa di un rigurgito. La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta, i carabinieri di Cassano d’Adda, guidati dal capitano Camillo Di Bernardo, hanno sequestrato la cartella clinica. La salma del piccolo si trova ora all’istituto di medicina legale di Milano.
    (04 marzo 2010)

    http://milano.repubblica.it/dettagli...9-mesi/1877467

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  • Giuseppe
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    Re: Muore bimba, i genitori: in ospedale ci chiamavano &quot;napoletani piagnoni&quot; - Corriere del Mezzogiorno

    Ravenna: bimba morta, il direttore dell'Ausl: ''Cure tempestive''
    Ravenna: bimba morta, il direttore dell'Ausl: ''Cure tempestive''

    24 febbraio 2010 - 16.41 (Ultima Modifica: 24 febbraio 2010)


    "I dati clinici raccolti escludono la correlazione diretta tra il quadro clinico di gastroenterite virale presentato il 26 gennaio (accesso della bimba al Pronto Soccorso) e il quadro clinico di shock settico con infezione polmonare, che ha portato al decesso della bambina il 19 febbraio, a distanza di poche ore dall'ingresso in Pronto Soccorso".

    Così il Direttore Generale Ausl Ravenna, Tiziano Carradori, in merito alla morte della piccola Luigia Lanzano di 3 anni. In una nota, Carradori ha evidenziato che "alla bimba sono state assicurate cure tempestive ed appropriate, con grande impegno professionale ed umano di tutti gli operatori. A testimonianza di questo, gli stessi genitori ed i parenti hanno riferito a più riprese apprezzamento per l'operato dei medici ed infermieri intervenuti nelle cure. Anche per questo attendiamo fiduciosi l'esito delle indagini avviate dalla Magistratura".

    "Per contro, non può che ritenersi discutibile la speculazione e l'approssimazione informativa sulla presunta frase rivolta alla famiglia da un non meglio precisato dipendente in camice bianco - ha aggiunto -. Una siffatta affermazione, sarebbe esecrabile e rivoltante; tuttavia la stessa non trova riscontro né negli accertamenti compiuti, nè la famiglia vi ha fatto alcun riferimento nelle intense relazioni intercorse con i medici e infermieri che hanno assistito la piccola, né se ne trova traccia nelle dichiarazioni rese dal legale della famiglia, che peraltro sottolineano la forte disponibilità riscontrata nello staff ospedaliero".

    "Per queste ragioni, nel ribadire totale disponibilità e vicinanza nei confronti della famiglia, riteniamo altresì inaccettabile la contraffazione dei principi e dei valori di umanità che stanno alla base dell'azione della stragrande maggioranza del personale che opera nell'ambito dell'Azienda - ha proseguito -. Di conseguenza, abbiamo dato mandato al nostro legale di verificare se sussistano i presupposti per avviare eventuali azioni legali, improntate a ristabilire la verità dei fatti. Una verità utile e necessaria a tutte le parti in causa, famiglia e professionisti".
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    [NdM.: Dato che la natura dell'''infezione virale'' di cui soffriva la bambina rimane sconosciuta, non si può escludere che abbia contribuito a indebolire a tal punto le difese immunitarie da causare poi ulteriori danni. Al solito, senza una precisa diagnosi sulla natura dell'infezione, o di altre eventuali patologie che la bambina poteva avere, risulta ben difficile trarre conclusioni definitive su questo caso. Tanto piu' che non si conosce nemmeno se l'influenza pandemica sia coinvolta in questa vicenda. Ovvero, ci sono giornalisti capaci di fare domande? Secondo i risultati preliminari dell'esame necroscopico (LINK) lo shock settico sarebbe stato causato da una infezione da stafilococco aureo. I genitori sembrano aver ''ritrattato'' alcune loro precedenti affermazioni. Si vedrà.]
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    <cite cite="http://www.romagnaoggi.it/ravenna/2010/2/24/152852/">Ravenna: bimba morta, il direttore dell'Ausl: ''Cure tempestive''</cite>

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  • Giuseppe
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    Italia, Ravenna: bambina di tre anni muore di shock settico da stafilococco aureo

    Muore bimba, i genitori: in ospedale ci chiamavano "napoletani piagnoni" - Corriere del Mezzogiorno
    Muore bimba, i genitori: in ospedaleci chiamavano "napoletani piagnoni"

    Ravenna, la denuncia di una coppia di Afragola:«Infezione sottovalutata». Due medici indagati


    Un'infezione forse sottovalutata dai medici che ha portato alla tragedia. Questa l'accusa mossa dai genitori di Luigia, una bimba di tre anni morta all’ospedale di Ravenna dopo che, alcuni giorni prima, i camici bianchi le avevano diagnosticato una banale tonsillite.

    DUE INDAGATI - Fatale escalation: dopo le visite dei pediatri, la situazione della piccola, figlia di una coppia di Afragola (Napoli), ma che si è stabilita a Cervia, era peggiorata fino al ritorno, il 19 febbraio, all’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna dove poi è morta. Un presunto caso di malasanità che, secondo quanto trapela, avrebbe portato all'iscrizione di due medici del registro degli indagati. Si tratta della pediatra che assisteva la bimba e di un medico del pronto soccorso dell’ospedale di Ravenna.

    E dire che i genitori durante il calvario per salvare la bambina sarebbero stati apostrofati, secondo quanto riporta Il Mattino, come «i soliti napoletani piagnoni» da un dipendente dell'ospedale.

    LA REPLICA DELL'OSPEDALE - La piccola è rimasta due ore in osservazione al pronto soccorso. Poi il trasferimento in rianimazione, dove è morta per arresto cardiaco. I responsabili dell’ospedale affermano che il caso della bambina è stato affrontato «con il massimo scrupolo» e che la bimba era giunta già in condizioni disperate. Quanto all’espressione «napoletani piagnoni» l'Asl ravennate, attraverso il direttore dell'ospedale, Andrea Neri, ha fatto sapere che «sono state sentite tutte le persone che sono venute a contatto con i genitori e nessuna ha riferito dell'episodio. Voglio andare fino in fondo in questa cosa», ma se fosse accaduta «chiedo scusa» perchè «farebbe parte di una cultura che non ci appartiene». Fino ad ora tuttavia «l'unico dato emerso viene dal grande impegno, umano e professionale, con il quale abbiamo assistito la piccola paziente e i suoi genitori. La madre è stata sempre tenuta dentro e adeguatamente informata».

    DIFFICOLTA' RESPIRATORIE - La bambina, ha proseguito Neri, «già il 26 gennaio scorso era arrivata da noi: in quel caso era stata dimessa in buone condizioni con una semplice sindrome gastrointestinale». Sabato «è stata accompagnata verso le 18,35 sotto shock, già in evidenti difficoltà respiratorie. Era fredda e cianotica, abbiamo chiesto pediatra e rianimatore»

    AUTOPSIA - I genitori, assistiti dall'avvocato Luigi Dulvi, hanno denunciato la vicenda a carabinieri e procura di Ravenna. Il pm Monica Gargiulo, ha disposto l'autopsia che verrà eseguita entro il primo pomeriggio dal medico legale Adriano Tagliabracci di Ancona.

    IL SINDACO NESPOLI - «La morte della piccola Luigia mi tocca profondamente ed esprimo alla famiglia il mio sentito cordoglio. Certo, se quanto affermato dai genitori della piccola - e cioè che il caso non è stato affrontato con il massimo scrupolo e seguendo i protocolli che andavano adottati - dovesse trovare riscontro dall'esito delle indagini che, sono certo, saranno avviate, ci troveremmo di fronte ad un ulteriore caso di malasanità e, francamente, diventa difficile ipotizzare un possibile conforto per chi ha perso una figlia di 3 anni senza sapere neanche perchè». Così il senatore Vincenzo Nespoli, sindaco di Afragola commenta con l'Ansa la vicenda della bambina. «La frase razzista che sarebbe stata rivolta ai familiari? Come diceva Albert Einstein, "due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana ma riguardo all'universo ho ancora dei dubbi"», conclude Nespoli.

    Redazione online, 23 febbraio 2010
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    [NdM: Oltre che un caso di cattiva gestione clinica - che rimane da dimostrare - potrebbe configurarsi come caso di influenza pandemica. Ne sapremo di piu' dopo che gli esiti delle indagini necroscopiche saranno rese pubbliche. E' noto come l'influenza A/H1N1pdm causi un quadro clinico composito nei bambini, con interessamento gastrointestinale e successiva estensione alle vie respiratorie, anche basse, con sviluppo di pneumonite virale. Ma a questo punto, nulla si può dire finchè maggiori informazioni su questo specifico caso saranno disponibili.]
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    <cite cite="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2010/23-febbraio-2010/muore-bimba-genitori-ospedale-ci-chiamavano-napoletani-piagnoni-1602522889473.shtml">Muore bimba, i genitori: in ospedale ci chiamavano "napoletani piagnoni" - Corriere del Mezzogiorno</cite>

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  • Giuseppe
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    Gabon. Immuni dall’ebola? - misna

    GABON. IMMUNI DALL’EBOLA? - MISNA
    GABON

    9/2/2010 21.15

    IMMUNI DALL’EBOLA?

    Medicina e Salute, Brief


    Una parte “sorprendentemente” elevata della popolazione del Gabon sarebbe immune dal virus Ebola, responsabile di una delle più gravi forme di febbre emorragiche attualmente conosciute: lo sostiene uno studio pubblicato sull’ultimo numero della rivista scientifica ‘PloS One’ (Public Library of Science, Biblioteca pubblica delle Scienze).

    Secondo l’indagine, realizzata dai ricercatori dell’Istituto di ricerca per lo sviluppo (Ird), dopo l’analisi di 4000 campioni di sangue prelevati tra la popolazione del Gabon oltre il 15% presentava anticorpi contro il virus di Ebola, pur non avendo mai avuto febbre emorragica o altri sintomi simili.

    Secondo gli esperti è possibile che gli immuni da Ebola siano verosimilmente entrati in contatto con il virus mangiando frutti contaminati dalla saliva di pipistrelli.

    Isolato per la prima volta nel 1976 sulle sponde del fiume Ebola – nella regione dell’Equateur, in Repubblica democratica del Congo – il virus è in grado di causare una grave febbre emorragica che può raggiungere un indice di mortalità del 95% dei contagiati.

    Lo studio iniziato dall’Ird, però, è convinto che proseguendo con le analisi si potrebbe scoprire che la pericolosità reale del virus sia molto più bassa di quanto riferito finora.

    Focolai di Ebola appaiono episodicamente in Gabon, Repubblica del Congo, Repubblica democratica del Congo, Sudan e Uganda.

    [MZ]
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    <cite cite="http://www.misna.org/news.asp?a=1&IDLingua=2&id=265937">IMMUNI DALL’EBOLA? - MISNA</cite>

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  • Giuseppe
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    Padova, infermiera muore improvvisamente. Il marito sospetta il coinvolgimento dell'influenza H1N1 2009 (da 'il mattino di Padova', sommario)

    Padova, infermiera muore improvvisamente. Il marito sospetta il coinvolgimento dell'influenza H1N1 2009 (da 'il mattino di Padova', sommario)

    Sommario dell'articolo apparso su 'il mattino di Padova' del 23 gennaio 2010, edizione per l'edicola, pagina 26, a firma Enrico Ferro. Si prega di consultare il sito web del giornale per leggere l'articolo originale con tutti i dettali, seguendo questo (LINK) all'home page.

    Il titolo dell'articolo: ''Muore tra le braccia del marito''. P.N. 37 anni, lavorava come infermiera in Chirurgia.

    La donna prestava servizio come infermiera all'ospedale della città e da circa una settimana soffriva di sintomatologia ''influenzale'' con l'aggiunta di disturbi gastrointestinali.

    Il decesso è avvenuto martedì pomeriggio, alle ore 15 per arresto cardiaco.

    Il marito della donna ha richiesto l'esame autoptico per scoprire l'esatta causa della morte, dal momento che a quanto sembra la donna soffriva di problemi cardiaci non meglio definiti.

    L'espianto degli organi non è stato effettuato per il sospetto che la paziente fosse affetta da influenza A/H1N1 2009 pandemica.

    Per il momento non c'è nessuna certezza sulle reali cause del decesso e si attendono gli esiti delle analisi post-mortem.

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  • Giuseppe
    started a topic Emergenze sanitarie, archivio notizie recenti.

    Emergenze sanitarie, archivio notizie recenti.

    Veneto. Influenza Aviaria: virus in allevamento a Fiesso Umbertiano (da ''il Mattino di Padova'', edizione stampata, 14 gennaio 2010, editato)

    [N.d.M.: Il testo che segue proviene dall'edizione stampata del quotidiano locale ''il Mattino di Padova'' del giorno 14 gennaio 2010, pagina 12.]

    AVIARIA: VIRUS IN ALLEVAMENTO A FIESSO UMBERTIANO



    [Padova, 14 gennaio 2010]

    L'aviaria torna a fare la propria comparsa in Polesine affiorando nell'allevamento di Pierangelo Codo di via San Donato a Fiesso Umbertiano (provincia di Rovigo) dove è stato individuato nella sua variante A/H5, a bassa patogenicità. A confermarlo sono state le analisi dei veterinari dell'azienda sanitaria Ulss 18 effettuate su alcuni volatili, tra polli, anatre e quaglie che ora, come prevede la legge, saranno abbattuti.

    Si stima che siano coinvolte circa 2.500 unità. Le autorità comunali, intanto, sono già state informate dall'azienda sanitaria e attendono le comunicazioni della Regione per dare il via a tutte le procedure per l'abbattimento.


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