Announcement

Collapse
No announcement yet.

Rabbia - Italia: Mantova ex India, caso umano fatale (ProMedMail.org, 7 febbraio 2011, adattato)

Collapse
X
  • Filter
  • Time
  • Show
Clear All
new posts

  • Rabbia - Italia: Mantova ex India, caso umano fatale (ProMedMail.org, 7 febbraio 2011, adattato)

    [Fonte: ProMedMail.org, testo completo: (LINK). Estratto, adattato. Tradotto dal Mod.(IOH)]


    Data Pubblicazione: 2012-02-06 16:20:42

    Oggetto: PRO/AH/EDR> Rabbia - Italia: Mantova ex India, caso umano fatale

    Numero Archivio: 20120206.1034574



    Rabbia - Italia: Mantova ex India, caso umano fatale


    Fonte: ProMED-mail, http://www.promedmail.org
    ProMED-mail è un programma della Società Internazionale per le Malattie Infettive (ISID), http://www.isid.org

    Data: Lunedì 6 Feb 2012

    Da: De Benedictis Paola



    Un uomo di quarant’anni è stato ricoverato presso l’ospedale civile di Mantova (Italia) il 3 ottobre 2011 per una sospetta infezione da rabbia.

    Al momento del ricovero, presentava febbre, mialgia e distress respiratorio acuto.

    Il paziente è morto a causa della rabbia il 14 novembre 2011, dopo 17 giorni in stato di coma scala di Glasgow 3 [IL CGS è un indice compreso fra 3 e 15, di cui il valore 3 è il peggiore e 15 il migliore. Si compone di tre parametri: Risposta oculare, Risposta Verbale, Risposta motoria, vedere anche: http://www.trauma.org/archive/scores/gcs.html - Mod.CP].

    Le analisi di laboratorio ante mortem e post mortem per la rabbia effettuate presso il Laboratorio di Referenza per la Rabbia presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVE) di Padova, il Centro accreditato OMS presso il CDC di Atlanta, USA hanno confermato il sospetto iniziale che si basava sulla storia clinica del paziente.

    Il paziente era rimasto vittima di un episodio di grave morsicatura da parte un cane aggressivo al braccio sinistro e alla gamba il 28 settembre 2011 in località Manpur, nel nordest dell’India.

    Il soggetto ha ricevuto immediatamente una profilassi postesposizione che è consistita in una vaccinazione senza la somministrazione di immunoglobuline antirabiche.

    Secondo stime OMS, circa il 36% dei casi di rabbia con esito fatale del mondo si registrano in India, con circa 20.000 casi su un totale globale d9 55.000, 3/4 dei quali in soggetti residenti in aree rurali.

    Nella maggior parte dei casi, una appropriata profilassi postesposizione è in grado di evitare l’infezione fatale nell’uomo.

    Nonostante gli sforzi per migliorare la conoscenza della malattia fra la popolazione e per rendere efficienti le infrastrutture mediche, la scarsita’ delle immunoglobuline rabiche rappresenta il principale ostacolo per evitare i decessi specie in quei paesi dove la rabbia è endemica.

    --

    dottor Luigi Gaetti - Azienda Ospedaliera "Carlo Poma," Mantova, Italy - Paola De Benedictis, Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, Padova, Italy


    [ProMED-mail ringrazia i dottori De Benedictis e Gaettti per aver tratto l’attenzione su questo sfortunato caso. Esistono diversi rapporti di fallimento terapeutico in India dovuti a una molteplicità di cause. In questa circostanza, è probabile che la mancanza di immunoglobuline unitamente alla gravità delle ferite riportate dal paziente abbiano contribuito all’esito fatale, nonostante la somministrazione precoce del vaccino. Manpur è una città del distretto di Rajnandgaon nello stato dello Chattisgarh: http://www.mapsofindia.com/maps/chhatisgarh/. - Mod.CP]


    (…)


    -
    ------

  • #2
    Re: Rabbia - Italia: Mantova ex India, caso umano fatale (ProMedMail.org, 7 febbraio 2011, adattato)

    [Fonte: ProMedMail.org, testo originale in Inglese: (LINK). Tradotto dal Mod.(IOH), adattato.]


    Data pubblicazione: 2012-02-07 18:56:35
    Oggetto: PRO/AH> Rabbia - Italia (02): Mantova ex India, caso umano fatale
    Numero Archivio: 20120207.1035620


    Rabbia - Italia (02): Mantova ex India, caso umano fatale

    Fonte: ProMED-mail http://www.promedmail.org

    ProMED-mail è un programma della Società Internazionale per le Malattie Infettive (ISID) http://www.isid.org


    In questo post vengono presentati i commenti pervenuti da:

    [1] Dottor Jim Pearson
    [2] Dottor Steven Van Gucht
    [3] Steve Schofield, PhD e Martin Tepper, MD


    [1] Data: Lunedì 6 Febbraio 2012 - Da: Jim Pearson [editato]

    Commento:

    Sembra che il periodo di incubazione intercorrente fra l'esposizione e l'esordio clinico dei sintomi che hanno portato al ricovero in ospedale sia stato di cinque giorni, facendo pensare a una antecedente e sconosciuta fonte di infezione. Questo periodo di incubazione è considerevolmente piu' breve di quello che tipicamente si osserva per la rabbia, anche in presenza di gravi lesioni a carico del capo (diversamente da questo caso dove le ferite riguardavano un braccio e una gamba).

    Non sono stato in grado di trovare riferimenti documentali riguardo un periodo di incubazione così breve e sono sicuro che altri lettori stiano sollevando dubbi di questo tipo. Ci sono degli esempi in letteratura o nella vostra esperienza di altri casi con periodo di incubazione così breve fra esposizione a un animale rabido ed esordio clinico dei sintomi?

    --

    Dr. Jim Pearson, Direttore
    Virginia Division of Consolidated Laboratory Services
    (Virginia Public Health Laboratory)
    600 North 5th Street
    Richmond, Virginia, USA 23219


    [2] Data: Lunedì 6 Febbraio 2012 - Da: Steven Van Gucht [editato]

    Commento:

    Apparentemente, c'è stato un periodo di incubazione di cinque giorni nonostante il fatto che il paziente è stato morso al braccio sinistro e alla gamba, siti che sono relativamente distanti dal cervello.

    Ciò può far sospettare che l'invasione cerebrale da parte del virus sia avvenuta tramite il flusso sanguigno piuttosto che attraverso i nervi.

    Questo tipo di diffusione è stata recentemente descritta da Preuss et al. (PLoS Pathog. 2009 5(6):e1000485) per la rabbia causata da un virus originato da un pipistrello nel ratto attraverso l'invasione delle fibre neurosecretorie ipotalamiche. Infatti, il trasporto assonale del virus della rabbia è generalmente considerato un processo relativamente lento: 0.9 cm/die secondo Klingen et al., 2008 (J. Virol. 82(1): 237-245) o 5-10 cm/die secondo Tsiang et al., 1991 (J. Gen. Virol. 72:1191-4).

    --

    Dr. Steven Van Gucht
    Head of scientific service
    Viral Diseases | Communicable and Infectious Diseases
    Rue Engelandstraat 642 | 1180 Brussels
    Wetenschappelijk Instituut Volksgezondheid
    Institut Scientifique de Santo Publique
    Scientific Institute of Public Health


    [3] Data: Martedì 7 Febbraio 2012 - Da: Steven Schofield

    Commento:

    Abbiamo letto con interesse il post che ci hanno sottoposto i dottori Gaetti e De Benedictis [si veda: R> Rabies - Italy: Mantova ex India, human, fatal, Archive Number: 20120206.1034574] circa un caso di rabbia importato a Mantova, Italia.

    In particolare, è istruttivo circa l'importanza e i problemi connessi al reperimento delle immunoglobine rabiche (RIG) durante i viaggi.

    In base alla descrizione del caso, presumiamo che il paziente non abbia ricevuto la vaccinazione preventiva? Saremmo anche interessati a conoscere se i dottori Gaetti e De Benedictis possono descrivere il tipo di vaccino somministrato in India.

    Notiamo come la sequenza temporale presentata, tutta compresa nel 2011, e iniziata con l'esposizione avvenuta il 28 settembre, è particolarmente compressa per la rabbia.

    Inoltre, in base alle date di esposizione e ricovero in ospedale (28 settembre e 3 ottobre, rispettivamente), sembrerebbe che la RIG potesse essere somministrata in Italia se il paziente si fosse presentato asintomatico, e la somministrazione di altre dosi di vaccino potevano essere considerate se il paziente rimaneva asintomatico.

    Dato che questi particolari non sono stati descritti, noi sospettiamo un errore tipografico da qualche parte nella sequenza temporale.

    Apprezzeremo quindi se ProMed e/o i dottori Gaetti e De Benedictis potessero chiarire ulteriormente.

    --

    Steve Schofield, PhD and Martin Tepper, MD
    Directorate of Force Health Protection
    Department of National Defence
    Ottawa, Canada


    [Si ritiene frequentemente che: il periodo di incubazione per la rabbia è tipicamente compreso fra 1 e tre mesi, ma può variare da meno di una settimana e piu' di un anno. (http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs099/en/ ), ma dati precisi sono difficili da trovare. Il moderatore (CP) invierà questi commenti ai dottori Gaetti e De Benedictis, e le loro reazioni sono attese con interesse. - Mod.CP]



    (…)

    -
    ------

    Comment


    • #3
      Re: Rabbia - Italia: Mantova ex India, caso umano fatale (ProMedMail.org, 7 febbraio 2011, adattato)

      [Fonte: ProMedMail.org, pagina origina in Inglese: (LINK). Estratto, adattato.]


      RABBIA - ITALIA: MANTOVA EX INDIA, CASO UMANO FATALE, RETTIFICA

      Pubblicato su ProMED-mail http://www.promedmail.org

      ProMED-mail è un programma della Società Internazionale per le Malattie Infettive (ISID) http://www.isid.org



      [1] Data: Mercoledì 8 Febbraio 2012 - Da: Paola De Benedictis <pdebenedictis@izsvenezie.it> [editato]


      Il paziente di Mantova è sopravvissuto 17 giorni da quando è entrato in coma (Scala Coma di Glasgow livello 3) e 4 settimane dall'esordio clinico dei sintomi.

      Era stato ricoverato in ospedale il 23 ottobre 2011 e non il 3 ottobre 2011 come pubblicato. Il periodo di incubazione perciò è stato di circa quattro settimane, cosa che si accorda perfettamente con la sequenza temporale del caso.

      Siamo stati sorpresi nel constatare che il messaggio pubblicato ieri [7 febbraio 2012] non corrispondeva a quanto avevamo inviato il giorno prima (...) causando perciò un dibattito. Saremmo grati se poteste controllare i post precedenti e predisporre le necessarie modifiche.

      Riguardo il tipo di vaccino somministrato, si tratta di un prodotto purificato da embrione di anatra, di fabbricazione locale (India). Come menzionato nel precedente post, nessuna profilassi passiva fu somministrata, e supponiamo quindi che ciò abbia influenzato il decorso, tenuto conto del numero e della gravità delle ferite ricevute dal paziente.

      -
      --

      Luigi Gaetti MD
      Azienda Ospedaliera "Carlo Poma," Mantova, Italy

      Paola De Benedictis, DVM
      Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, Padova, Italy
      pdebenedictis@izsvenezie.it

      (...)


      [ProMED-mail ringrazia tutti i lettori che hanno contribuito alla discussione in seguito alla nostra richiesta di informazioni. ProMedMail si scusa inoltre per gli eventuali errori di trascrizione del messaggio originale ricevuto dai dottori Gaetti e De Benedictis. In ongi caso, gli altri aspetti del caso hanno stimolato una interessante discussione. - Mod.CP]

      (...)


      -
      ------

      Comment

      Working...
      X