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Archivio. EpiCentro, Pandemia H1N1 2009 - Notizie, aggiornamenti (fino a sett. 2010).

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  • Archivio. EpiCentro, Pandemia H1N1 2009 - Notizie, aggiornamenti (fino a sett. 2010).

    Epi-Centro. Influenza da nuovo virus A/H1N1

    Notiziario - 4 maggio 2009

    Il punto della situazione in Italia
    Al 4 maggio, nel nostro Paese sono stati segnalati 4 casi di influenza da nuovo virus A/H1N1. Il primo caso, confermato il 2 maggio, è un uomo di 50 anni rientrato in Italia da un viaggio in Messico, ricoverato presso l'ospedale di Massa. L'uomo è già guarito, come anche il secondo caso, confermato il giorno successivo: si tratta di un giovane di 25 anni rientrato in Italia con la sua compagna da un viaggio in Messico. Il 4 maggio sono invece stati confermati dall’Iss due casi a Roma: una ragazza di 16 anni, rientrata in Italia da un viaggio in Messico, che è stata ricoverata all’ospedale Spallanzani, e un bambino di 11 anni ricoverato all’ospedale Bambin Gesù, anch’egli proveniente da un viaggio in Messico. Entrambi i giovani hanno accusato sintomi influenzali e sono stati trattati con terapia antivirale.
    Secondo il ministro Maurizio Sacconi, "i primi casi attesi dimostrano che le reti di sorveglianza funzionano perfettamente". Il Sottosegretario Ferruccio Fazio aggiunge che "il nuovo virus manifesta sintomi più lievi della normale influenza stagionale e trasmissibilità relativamente modesta, pur se la sua diffusione è scontata".
    Maggiori dettagli nel notiziario del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali.

    Test di laboratorio: tutti i contatti
    Sono disponibili le indicazioni per la spedizione dei campioni per la conferma virologica in Istituto superiore di sanità (pdf 60 kb) e l’elenco dei 27 laboratori regionali della rete nazionale Influnet (pdf 2 Mb), incaricati di una prima diagnosi dei campioni prelevati dai casi sospetti di infezione da nuovo virus influenzale A/H1N1: l’Iss procede poi alla conferma diagnostica su un contro campione. I 27 laboratori Influnet sono stati selezionati sulla base di un controllo di qualità diagnostico e di proficiency, sulla reperibilità del responsabile in caso di emergenza e sulla presenza di strutture di bio-contenimento.

    Ministero della Salute: la circolare agli operatori sanitari
    Il 2 maggio 2009 il ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali ha pubblicato una nuova circolare relativa alla “Sindrome influenzale da nuovo virus del tipo A/H1N1” (pdf 3 Mb), con le misure di prevenzione e controllo in accordo con quanto stabilito da Oms ed Ecdc. In allegato, la scheda per la raccolta di informazioni sui casi.

    Ministero della Salute: la circolare agli Usmaf
    Il ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali ha richiesto agli Uffici di sanità marittima e aerea di frontiera del ministero (Usmaf) l’attivazione negli aeroporti italiani di percorsi differenziati per l’applicazione di misure di sorveglianza sui passeggeri e sui membri degli equipaggi provenienti dal Messico. Il personale Usmaf dovrà compilare una scheda (in allegato alla circolare) che raccoglie le generalità di passeggeri e membri dell’equipaggio, per garantirne la rintracciabilità nei 14 giorni successivi all’arrivo o per richiedere eventuali accertamenti. I passeggeri e i membri dell’equipaggio con sintomi influenzali saranno avviati verso le strutture sanitarie territoriali per approfondimenti diagnostici e per l’applicazione delle opportune misure previste per le malattie infettive. Invece, i passeggeri e i membri dell’equipaggio senza sintomi, o quelli individuati come “contatti stretti” di casi confermati, saranno sottoposti a sorveglianza sanitaria presso il proprio domicilio per un periodo di sette giorni dall’arrivo in Italia. Consulta la circolare del 2 maggio inviata agli Usmaf (pdf 893 kb).

    Il numero dei casi
    Sulla base dei dati ufficiali dell’Ecdc, EpiCentro propone per gli operatori un aggiornamento frequente sul numero dei decessi, dei casi confermati e dei casi probabili in tutto il mondo.
    La situazione è comunque molto dinamica: secondo il comunicato dell’Oms delle ore 6 del 4 maggio 2009, 20 Paesi hanno riportato casi di influenza A/H1N1, per un totale di circa mille casi registrati ufficialmente in tutto il mondo.
    Nelle ultime 24 ore, secondo il rapporto dell’Ecdc del 4 maggio, sono 30 (24 dei quali solo in Spagna) i nuovi casi confermati nei Paesi dell’Unione europea e dell’Efta. Questo porta quindi a un totale di 79 casi confermati e 20 casi probabili in 12 Paesi Eu ed Efta. Sono stati riportati anche casi che non hanno alle spalle un viaggio nelle zone più colpite: 2 in Spagna e 1 nel Regno Unito. In Europa, sale dunque a 8 il numero totale di casi in cui si è verificata una trasmissione del virus da uomo a uomo a livello locale. Comunque, una trasmissione sostenuta è confermata solo nelle Americhe: in Europa c’è introduzione dell’infezione da Messico e Stati Uniti, ma non è stata ancora verificata una trasmissione uomo-uomo sostenuta, né focolai epidemici a livello di comunità. Al 4 maggio, 3 Regioni Oms su 6 hanno riportato casi confermati.
    Il quadro clinico dei casi nei Paesi Eu e Efta continua a essere leggero: tutti i casi confermati, tranne uno, hanno un decorso lieve e non si registra alcun decesso.
    Secondo gli ultimi dati complessivi rilasciati nel pomeriggio del 4 maggio, salgono a 54 i casi confermati in Spagna (leggi il comunicato) e a 27 quelli in Gran Bretagna (leggi il comunicato). Primi casi anche per Danimarca e Irlanda.
    Gli Stati Uniti confermano 286 casi di influenza provocati dal virus A/H1N1: si va dai 73 a New York ai 41 in Texas (1 decesso), dai 30 della California ai 20 del Delaware. Maggiori dettagli sul sito dei Cdc di Atlanta.
    Il Messico riporta 590 casi confermati e 25 decessi.
    In Canada, infine, confermati 101 casi: il punto sul sito dell’Agenzia di sanità pubblica canadese.

    Malattie respiratorie acute con tendenza pandemica ed epidemica: le guide Oms
    Il documento “Infection control strategies for specific procedures in health-care facilities. Epidemic-prone and pandemic-prone acute respiratory diseases” (in inglese), pubblicato nel 2008 dall’Oms, costituisce una guida di rapida consultazione per prevenire la trasmissione di gravi malattie infettive respiratorie durante l'assistenza sanitaria. Il documento contiene indicazioni rispetto a: arrivo del paziente in ospedale; triage ed esame fisico; terapia farmacologica nebulizzata; assistenza infermieristica generale; raccolta di un campione indotto di sputo; rianimazione, intubazione, aspirazione e/o estubazione; broncoscopia. “Epidemic-prone & pandemic-prone acute respiratory diseases. Infection prevention & control in health-care facilities” (in inglese), pubblicato dall’Oms nel 2007, ha lo scopo di fornire indicazioni sui sistemi di prevenzione e di controllo delle infezioni delle strutture sanitarie. Il documento affronta diverse procedure relative a: riconoscimento precoce; isolamento e segnalazione; precauzioni standard; precauzioni per droplet; precauzioni per il contatto; precauzioni per via aerea; selezione e utilizzo di maschere per l’assistenza sanitaria; aree paziente e trasporto del paziente; assistenza mortuaria ed esami post mortem.

    Ecdc: le misure di protezione e prevenzione individuali
    Il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) propone due nuovi documenti che descrivono gli interventi di prevenzione e protezione individuali di tipo non farmacologico, utili per ridurre il rischio di essere colpiti dal virus A/H1N1 e di trasmettere l’influenza:

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    http://www.epicentro.iss.it/focus/h1n1/04-05-2009.asp
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  • #2
    Re: ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA': Aggiornamenti.

    Notiziario - 6 maggio 2009

    Il punto della situazione in Italia
    Il 5 maggio l’Iss ha confermato un altro caso di positività alla nuova influenza umana A/H1N1: salgono così a cinque i casi registrati ufficialmente in Italia. Si tratta di un uomo di 32 anni rientrato da un viaggio in Messico il 30 aprile che, accusando febbre e sintomi influenzali, il 2 maggio si è recato all’Ospedale Careggi di Firenze dove è stato ricoverato e sottoposto a terapia antivirale. Ora è in buone condizioni. Il padre dell’uomo, che viaggiava con lui, è stato sottoposto a profilassi antivirale.
    Maggiori dettagli nel notiziario del ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali.

    Il numero dei casi
    Sulla base dei dati ufficiali dell’dc, EpiCentro propone per gli operatori un aggiornamento frequente sul numero dei decessi, dei casi confermati e dei casi probabili in tutto il mondo.
    La situazione è comunque molto dinamica: secondo il comunicato dell’Oms delle ore 6 del 6 maggio 2009, 22 Paesi hanno riportato casi di influenza A/H1N1, per un totale di oltre 1500 casi registrati ufficialmente in tutto il mondo.


    Nelle ultime 24 ore, secondo il rapporto dell’Ecdc delle ore 8 del 6 maggio, sono 18 (16 dei quali solo in Spagna) i nuovi casi confermati nei Paesi dell’Unione europea e dell’Efta. Questo porta quindi a un totale di 125 casi confermati e 15 casi probabili in 12 Paesi Eu ed Efta. Sono stati riportati anche 17 casi (2 in Spagna) che non hanno alle spalle un viaggio nelle zone più colpite, ma che sono la conseguenza di una trasmissione autoctona. In Europa, comunque, non è stata ancora verificata una trasmissione sostenuta del virus da uomo a uomo.


    Al di fuori dell'Ue e dei Paesi Efta, il numero dei casi confermati è salito a 1527, in 11 Paesi. Il 5 maggio sono stati confermati altri 215 casi in Messico, 124 nuovi casi negli Stati Uniti, 25 in Canada, e 1 nuovo caso in Corea del Sud. È stato inoltre segnalato il primo caso in Guatemala.


    Il 4 maggio 2009, il segretario alla Salute del Messico ha confermato casi in 26 dei 33 Stati del Messico: il 51,6% ha meno di 19 anni, mentre 17 delle persone decedute avevano tra i 21 e i 40 anni. Dalla riunione tecnica dell’Oms del 5 maggio, alla quale ha partecipato anche l’Ecdc, è emerso che in tutti i Paesi la popolazione meno colpita dal virus è quella degli anziani con oltre 60 anni e che le percentuali di casi confermati è simile tra uomini e donne. Le indagini in corso suggeriscono, inoltre, che il periodo di incubazione è di 1-7 giorni. Al momento, i virus isolati nei vari Paesi del mondo risultano molto simili tra loro e rimangono sensibili agli inibitori della neuraminidasi (oseltamivir e zanamivir).


    Secondo gli ultimi dati complessivi rilasciati nel pomeriggio del 6 maggio, salgono a 73 i casi confermati in Spagna (leggi il comunicato) e a 32 quelli in Gran Bretagna (leggi il comunicato).


    Gli Stati Uniti confermano 642 casi di influenza provocati dal virus A/H1N1: si va dai 97 a New York ai 61 in Texas (2 decessi), dai 122 dell’Illinois ai 67 della California. Maggiori dettagli sul sito dei Cdc di Atlanta.


    Il Messico riporta 822 casi confermati e 29 decessi.


    In Canada, infine, confermati 165 casi: il punto sul sito dell’Agenzia di sanità pubblica canadese.

    Le mappe
    Sono on line le mappe aggiornate che vengono pubblicate quotidianamente dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc).

    Commissione europea: le faq sullo sviluppo di un vaccino
    La redazione di EpiCentro ha messo a punto la traduzione in italiano delle faq pubblicate il 29 aprile 2009 dalla Commissione europea sullo sviluppo di un vaccino.

    Ecdc: le faq aggiornate al 4 maggio in italiano
    La redazione di EpiCentro ha messo a punto la traduzione in italiano delle faq (pdf 325 kb) pubblicate il 4 maggio 2009 dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc).


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    http://www.epicentro.iss.it/focus/h1n1/06-05-2009.asp

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    Comment


    • #3
      Re: ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA': Aggiornamenti.

      Influenza da nuovo virus A/H1N1, aggiornamento a cura di Epi-Centro dell'11 maggio 2009.
      Influenza da nuovo virus A/H1N1 - Notiziario - 11 maggio 2009

      • Il punto della situazione in Italia
      • Il numero dei casi
      • Ministero della Salute: domande e risposte su virus, viaggi, prevenzione e terapia
      • Oms: le faq sullo sviluppo di un vaccino per l’influenza A/H1N1
      • Efsa: il punto sulla sicurezza della carne di maialeIl punto della situazione in Italia


      Salgono a 9 i casi di influenza A/H1N1 registrati nel nostro Paese.

      L’ultimo caso confermato dall’Iss è un bambino di 2 anni, visitato il 7 maggio all’ospedale Bambin Gesù di Roma per sintomi influenzali e febbre. Il piccolo è il fratello del bambino di 11 anni risultato positivo al virus dell’influenza A/H1N1 il 4 maggio scorso, dopo essere rientrato in Italia da un viaggio in Messico. Anche il nonno dei due bambini, un uomo di 70 anni, è risultato positivo. Si tratta probabilmente di casi di trasmissione del virus all’interno di un contesto familiare, cioè da “contatto stretto”. Ora sia il piccolo di 2 anni che il nonno stanno bene. Il più grande dei due fratelli, il primo ad ammalarsi, è già guarito.

      Il settimo caso è un uomo di 40 anni, tornato da New York con sintomatologia influenzale: è stato ricoverato presso l’ospedale San Matteo di Pavia e sottoposto a terapia antivirale.

      Il sesto caso è una donna di 48 anni che, rientrata da un viaggio in Messico con sintomi influenzali, è stata ricoverata all’ospedale Sacco di Milano dove è stata sottoposta a terapia antivirale.

      Sono entrambi in buone condizioni e anche i loro contatti più stretti sono stati sottoposti a profilassi antivirale. Maggiori dettagli nel notiziario del ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali.


      Il numero dei casi

      Sulla base dei dati ufficiali dell’Ecdc, EpiCentro propone per gli operatori un aggiornamento frequente sul numero dei decessi, dei casi confermati e dei casi probabili in tutto il mondo.

      La situazione è comunque molto dinamica: secondo il comunicato dell’Oms delle ore 6 del 11 maggio 2009, 30 Paesi hanno riportato casi di influenza A/H1N1, per un totale di oltre 4500 casi registrati ufficialmente in tutto il mondo.

      Nelle ultime 24 ore, secondo il rapporto dell’Ecdc delle ore 8 dell’11 maggio, sono 12 i nuovi casi confermati nei Paesi dell’Unione europea e dell’Efta. Primi casi in Norvegia. Questo porta a un totale di 196 casi confermati e 11 casi probabili in 14 Paesi Eu ed Efta. In Gran Bretagna, sono stati riportati 7 casi di trasmissione autoctona. In Europa, comunque, non è stata ancora verificata una trasmissione sostenuta del virus da uomo a uomo.

      Al di fuori dell'Ue e dei Paesi Efta, il numero dei casi confermati è salito a 4936, in 16 Paesi. Sta aumentando il numero dei casi riportati in Centro America: 15 a Panama, 8 in Costa Rica (con 1 decesso). Tra i 278 nuovi casi riportati nelle ultime 24 ore negli Stati Uniti, si registra 1 morto nello stato di Washington. Primi casi anche in Argentina, Australia e Brasile.

      Secondo gli ultimi dati complessivi rilasciati nel pomeriggio del 11 maggio, salgono a 95 i casi confermati in Spagna (leggi i comunicati) e a 65 quelli in Gran Bretagna (leggi il comunicato). Gli Stati Uniti in totale confermano 2532 casi di influenza provocati dal virus A/H1N1 e 3 decessi. È l’Illinois lo stato più colpito, con 466 casi. Maggiori dettagli sul sito dei Cdc di Atlanta.

      Il Messico riporta 2062 casi confermati e 48 decessi.

      In Canada, infine, confermati 284 casi e 1 morto: il punto sul sito dell’Agenzia di sanità pubblica canadese.


      Ministero della Salute:

      domande e risposte su virus, viaggi, prevenzione e terapiaIl sito del ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali ha predisposto una serie di faq sull’influenza A/H1N1, suddivise per argomento:


      Oms: le faq sullo sviluppo di un vaccino per l’influenza A/H1N1

      La redazione di EpiCentro ha messo a punto la traduzione in italiano delle faq pubblicate il 2 maggio 2009 dall’Organizzazione mondiale della sanità sullo sviluppo di un vaccino.


      Efsa: il punto sulla sicurezza della carne di maiale

      In linea con il proprio mandato l’Efsa segue la situazione influenza A/H1N1, in particolare rispetto alla salute animale e alla sicurezza alimentare. Secondo l’Efsa, non c’è alcuna evidenza che suggerisca che i virus influenzali possano trasmettersi all’uomo con il consumo di carne di maiale o prodotti di origine suina. Cuocere la carne in modo appropriato uccide i batteri o i virus che possono essere presenti nel cibo: è sempre consigliato, quindi, rispettare le buone pratiche di igiene nelle cucine, lavando bene le mani, tutte le superfici e le posate con sapone dopo avere maneggiato carne cruda. Leggi l’approfondimento.
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      <cite cite="http://www.epicentro.iss.it/focus/h1n1/11-05-2009.asp">influenza da nuovo virus A/H1N1</cite>

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      • #4
        Re: ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA': Aggiornamenti.

        Epi-Centro. Influenza da nuovo virus A/H1N1 (aggiornamento al 14 maggio 2009, editato)
        Influenza da nuovo virus A/H1N1- Notiziario - 14 maggio 2009

        • Il punto della situazione in Italia
        • Il numero dei casi
        • Oms: domande e risposte sull’uso degli antivirali
        • Ecdc: le faq in italiano
        • Oms: valutare la gravità di un’influenza pandemica
        • Il potenziale pandemico del virus A/H1N1: primi dati
        • Mmwr: la situazione in Usa e Messico
        • Primi casi confermati in Germania: un’analisi
        • Gli speciali del New England Journal of Medicine e di Lancet


        Il punto della situazione in Italia

        In Italia sono sempre 9 i casi confermati di nuova influenza umana A(H1N1). Tutti i dettagli nel notiziario quotidiano del ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali.


        Il numero dei casi

        Sulla base dei dati ufficiali dell’dc, EpiCentro propone per gli operatori un aggiornamento frequente sul numero dei decessi, dei casi confermati e dei casi probabili in tutto il mondo.

        La situazione è comunque molto dinamica: secondo il comunicato dell’Oms delle ore 6 del 14 maggio 2009, 33 Paesi hanno riportato casi di influenza A/H1N1, per un totale di quasi 6500 casi registrati ufficialmente in tutto il mondo.

        Nelle ultime 24 ore, secondo il rapporto dell’Ecdc delle ore 8 del 14 maggio, sono 5 i nuovi casi confermati nei Paesi dell’Unione europea e dell’Efta. Primo caso in Belgio, a seguito di un viaggio negli Stati Uniti. Questo porta a un totale di 222 casi confermati in 16 Paesi Eu ed Efta. Anche se continuano a verificarsi casi sporadici di trasmissione autoctona (37 in Gran Bretagna, 22 in Spagna, 2 in Germania e 1 in Italia), in Europa non è stata ancora verificata una trasmissione sostenuta del virus da uomo a uomo.

        Al di fuori dell'Ue e dei Paesi Efta, il numero dei casi confermati è salito a 6275, in 18 Paesi. Primi casi anche per Cuba e Thailandia, tutti e 3 a seguito di viaggi in Messico.

        Secondo gli ultimi dati complessivi rilasciati nel pomeriggio del 14 maggio, salgono a 100 i casi confermati in Spagna (leggi i comunicati) e a 78 quelli in Gran Bretagna (leggi i comunicati). Gli Stati Uniti in totale confermano 3352 casi di influenza provocati dal virus A/H1N1 e 3 decessi. È l’Illinois lo stato più colpito, con 592 casi. Maggiori dettagli sul sito dei Cdc di Atlanta.

        Il Messico riporta 2446 casi confermati e 60 decessi.

        In Canada, infine, confermati 389 casi e 1 morto: il punto sul sito dell’Agenzia di sanità pubblica canadese.

        Secondo un’analisi effettuata dall’Ecdc sulla base dei dati del ministero della Salute messicano, i tassi di attacco per età dell’influenza A/H1N1 in Messico suggeriscono che quasi tutte le fasce di età siano state colpite praticamente allo stesso modo. Il tasso più alto si registra nella fascia 10-19 anni (2,9 per 100 mila), quello più basso negli ultrasessantenni (0,6 per 100 mila). Le ragioni per cui gli anziani sembrano meno coinvolti nell’epidemia non sono ancora chiare: potrebbe dipendere dal fatto che fino a oggi il virus è circolato più tra i bambini e i giovani adulti, ma non si può escludere la possibilità che gli ultrasessantenni abbiano una maggiore immunità dovuta al contatto con virus simili avvenuto in passato. Per i dettagli, consulta il rapporto dell’Ecdc delle ore 8 del 14 maggio.


        Oms: domande e risposte sull’uso degli antivirali

        La redazione di Centro ha messo a punto la traduzione in italiano delle faq pubblicate il 5 maggio 2009 dall’Organizzazione mondiale della sanità sull’uso degli antivirali contro l’influenza A/H1N1.


        Ecdc: le faq in italiano

        La redazione di Centro ha aggiornato la traduzione in italiano delle faq con la revisione effettuata il 6 maggio 2009 dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc).


        Oms: valutare la gravità di un’influenza pandemica

        Il principale determinante della gravità di un’influenza pandemica è la virulenza del virus, misurata dal numero dei casi gravi di malattia e dei decessi provocati. Tuttavia, ci sono anche altri fattori che influiscono sula gravità complessiva dell’impatto di una pandemia: la vulnerabilità della popolazione, le ondate successive di diffusione, la capacità di risposta dei governi e dei sistemi sanitari. Sulla base di questo, l’Oms fornisce una prima valutazione sulla gravità dell’influenza da nuovo virus A/H1N1 (in italiano). Il potenziale pandemico del virus A/H1N1: primi datiUn articolo pubblicato l’11 maggio su Science Express propone una valutazione preliminare su trasmissibilità e gravità dell’influenza provocata dal nuovo virus A/H1N1, sulla base delle informazioni sull’epidemia in corso in Messico. Stimare il potenziale pandemico del virus è difficile a causa della scarsità dei dati a disposizione, ma è comunque essenziale per adottare le misure di sanità pubblica più appropriate. Secondo gli autori, dalla fine di aprile, in Messico circa 23 mila persone (ge: 6-32 mila) potrebbero essere state contagiate dal virus. Il tasso di mortalità stimato è pari allo 0,4% (range: 0,3-1,5%). Si tratta di un valore che, nelle normali influenze stagionali, si attesta intorno allo 0,1%. Gli autori hanno misurato anche la trasmissibilità, calcolando il parametro R0 (numero medio dei nuovi casi provocati direttamente da ogni singolo caso). Nell’influenza stagionale questo valore è intorno a 1,1-1,2. Per la nuova influenza da virus A/H1N1, invece, R0 va da 1,2 a 1,6. La trasmissibilità è dunque significativamente più elevata di quella che si registra ogni anno per l’influenza stagionale, anche se simile alle stime più basse di R0 che risultano dalle passate pandemie.

        Anche se la situazione rimane ancora piuttosto incerta, la gravità della malattia sembra inferiore a quella della pandemia del 1918 e simile a quella del 1957. L’articolo, quindi, sembra indicare che questa nuova epidemia sia più infettiva e grave di un’influenza stagionale, ma, rispetto alle pandemie che si sono verificate in passato, mostri una trasmissibilità e gravità più modeste. Per i dettagli, leggi l’articolo (in inglese).


        Mmwr: la situazione in Usa e Messico

        Da metà aprile 2009 le autorità sanitarie americane, l’Oms e i ministri della salute di diversi Paesi si sono trovati a dover rispondere a un’epidemia di influenza provocata da un nuovo virus influenzale A/H1N1. Nel mese di marzo e aprile 2009 il Messico è stato colpito da un’epidemia di sindrome il-influenzale, successivamente confermata dai Cdc come influenza causata dal nuovo virus. I sintomi presentati dai pazienti sono stati: febbre nel 98% dei casi, tosse nel 94%, dispnea nel 79%, mal di testa nell’80% e rinorrea nell’83%. Il ceppo identificato negli Stati Uniti è risultato geneticamente simile a quello circolante in Messico. Negli Usa, in 35 casi, è stato necessario il ricovero in ospedale: il tasso di ospedalizzazione è più alto di quello che si registra in una normale stagione influenzale e, inoltre, la percentuale dei pazienti ricoverati è particolarmente alta nella fascia d’età 30-44 anni. Leggi l’articolo completo (in inglese) sul sito del Mmwr.


        Primi casi confermati in Germania: un’analisi

        Il 24 aprile 2009 un uomo di 30 anni tornato da due giorni dal Messico è stato ricoverato nella Germania del sud con sintomi influenzali tra cui febbre superiore a 40°C, tosse e dispnea. Il 27 aprile 2009 il laboratorio di microbiologia dell’Università di ensburg ha analizzato un tampone nasale del paziente, che è risultato positivi per l’influenza A. Dal sequenziamento del campione, 45 coppie di basi - esclusi i primer - sono risultate identiche a quelle isolate in California nell’aprile 2009. Ulteriori analisi hanno confermato che si trattava del primo caso della nuova influenza A/H1N1 in Germania. Prima del ricovero e dell’isolamento il paziente ha avuto 19 contatti ravvicinati con gli operatori sanitari dell’ospedale e con il paziente ricoverato nella sua stessa stanza prima dell’isolamento. Un’infermiera e il compagno di stanza sono poi risultati positivi. Dopo qualche giorno di degenza, tutti e tre sono stati dimessi. Leggi l’articolo completo (in inglese) su Eurosurveillance.


        Gli speciali del New England Journal of Medicine e di Lancet

        Il sito della rivista scientifica New England Journal Medicine dedica uno speciale on line all’epidemia da nuovo virus A/H1N1: uno strumento di informazione utile per gli operatori sanitari, ricco di articoli, editoriali e commenti. Una mappa interattiva e sempre aggiornata fotografa la situazione dei casi sospetti e confermati.

        Su Lancet, invece, è stato messo a punto l’H1N1 Flu Resource Centre, esito della collaborazione tra gli editori di oltre 40 riviste scientifiche pubblicate da Elsevier e di 11 società scientifiche che hanno deciso di inserire nel sito della rivista materiale rilevante ad accesso gratuito. Tutti gli articoli vengono selezionati da un redattore di Lancet, raggruppati per argomento e i pdf degli articoli sono scaricabili gratuitamente.
        -
        <cite cite="http://www.epicentro.iss.it/focus/h1n1/14-05-2009.asp">influenza da nuovo virus A/H1N1</cite>

        Comment


        • #5
          Re: ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA': Aggiornamenti.

          Influenza da nuovo virus A/H1N1 - Notiziario - 21 maggio 2009 (Editato)
          Influenza da nuovo virus A/H1N1 - Notiziario - 21 maggio 2009

          • La situazione in Italia
          • Il numero dei casi
          • Ecdc: l’attuale valutazione del rischio
          • Oms: il punto della situazione
          • Cdc: i ricoveri in California (aprile-maggio 2009)
          • Eurosurveillance: perché sono importanti i numeri del Messico?
          • Eurosurveillance: la situazione in Spagna
          • Eurosurveillance: la situazione in Gran Bretagna
          • Eurosurveillance: il tasso di riproduzione del virus A/H1N1 in Messico


          La situazione in Italia

          Il 20 maggio 2009 l’Istituto superiore di sanità ha confermato il decimo caso di influenza A/H1N1. Si tratta di una ragazza di 21 anni, residente in Friuli-Venezia Giulia, rientrata in Italia il 15 maggio da un viaggio negli Stati Uniti. Dopo aver accusato febbre e sintomi influenzali, il 17 maggio la giovane è stata visitata e trattata in ospedale. Ora si trova in isolamento nella propria casa. Tutti i dettagli nel notiziario del ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali.


          Il numero dei casi

          Sulla base dei dati ufficiali dell’Ecdc, EpiCentro propone per gli operatori un aggiornamento frequente sul numero dei decessi, dei casi confermati e dei casi probabili in tutto il mondo.

          La situazione è comunque molto dinamica: secondo il comunicato dell’Oms delle ore 6 del 21 maggio 2009, 41 Paesi hanno riportato casi di influenza A/H1N1, per un totale di più di 11 mila casi registrati ufficialmente in tutto il mondo, con 85 decessi.

          Nelle ultime 24 ore, secondo il rapporto dell’Ecdc delle ore 17 del 20 maggio, sono 4 i nuovi casi confermati nei Paesi dell’Unione europea e dell’Efta. Questo porta a un totale di 280 casi confermati in 17 Paesi Eu ed Efta. Anche se continuano a verificarsi casi sporadici di trasmissione autoctona (62 in Gran Bretagna, 30 in Spagna, 4 in Germania, 3 in Belgio e 1 in Italia), in Europa non è stata ancora verificata una trasmissione sostenuta del virus da uomo a uomo.

          Al di fuori dell'Ue e dei Paesi Efta, il numero dei casi confermati è salito a oltre 10 mila. Il Giappone riporta un rapido incremento del numero dei casi, arrivati a oltre 200. Anche se si tratta di casi che si sono verificati in ambiente scolastico, le autorità sanitarie temono la possibilità che il virus si diffonda in altre zone del Paese.

          Secondo gli ultimi dati complessivi rilasciati nel pomeriggio del 21 maggio, salgono a 103 i casi confermati in Spagna (leggi i comunicati) e a 112 quelli in Gran Bretagna (leggi i comunicati). Gli Stati Uniti in totale confermano 5710 casi di influenza provocati dal virus A/H1N1 e 8 decessi. È l’Illinois lo stato più colpito, con 794 casi. Maggiori dettagli sul sito dei Cdc di Atlanta.

          Il Messico riporta 3892 casi confermati e 75 decessi.

          In Canada, infine, confermati 719 casi e 1 decesso: il punto sul sito dell’Agenzia di sanità pubblica canadese.


          Ecdc: l’attuale valutazione del rischio

          Il nuovo virus dell’influenza A/H1N1 continuerà a diffondersi. Anche se sembra presentarsi in forma lieve negli Stati Uniti e in Europa, il suo profilo non è ancora chiaro perché non vi è stata sufficiente trasmissione per giudicarne gli effetti, soprattutto nelle persone più a rischio. Inoltre i virus pandemici sono imprevedibili, e possono cambiare le loro caratteristiche evolvendosi. Le pandemie di solito rallentano in estate, per poi riacutizzarsi in autunno: il virus allora può ritornare, può darsi in forma più aggressiva, come è già accaduto nel 1919. È l’attuale valutazione del rischio rilasciata dall’Ecdc: scarica il documento completo (in italiano, pdf 115 kb).


          Oms: il punto della situazione

          Durante i lavori della 62esima edizione dell’Assemblea mondiale della sanità, l’Oms ha ribadito che l’attuale livello di allerta pandemica rimane alla fase 5. È in corso una discussione con gli Stati membri su quali criteri siano necessari per decretare il passaggio alla fase 6, che comunque non prevede alcuna indicazione sulla gravità dell’infezione. Si tratta di criteri stabiliti in seguito alla diffusione del virus dell’influenza aviaria H5N1, che ha un tasso di mortalità del 50-60%: molto più alto, quindi, della sindrome influenzale, che ora si presenta in genere in modo lieve, provocata dal nuovo virus A/H1N1.

          Inoltre, il 19 maggio 2009 i vertici dell’Oms e delle Nazioni Unite si sono incontrati con più di 30 aziende produttrici di vaccini, con l’obiettivo di assicurarsi che il vaccino per il nuovo virus influenzale A/H1N1 sia reso disponibile con procedure eque e trasparenti anche per i Paesi in via di sviluppo. Per i dettagli, consulta il comunicato (in inglese).

          Sempre il 19 maggio 2009, l’Oms ha pubblicato le raccomandazioni per il vaccino contro il nuovo virus A/H1N1, messe a punto da un gruppo di esperti. Il vaccino trivalente per l’influenza stagionale non è adatto a proteggere dalla nuova infezione. Per questo, è stato deciso di produrre un vaccino ad hoc per il nuovo ceppo influenzale: la produzione su larga scala partirà presumibilmente a luglio 2009. Non è ancora chiaro quali siano i gruppi di popolazione che dovranno essere vaccinati. Scarica il documento completo (in inglese, pdf 150 kb) con le raccomandazioni per il vaccino messe a punto dal gruppo di esperti Oms.


          Cdc: i ricoveri in California (aprile-maggio 2009)

          Il numero del 18 maggio 2009 della rivista dei Cdc americani Morbidity and Mortality Weekly Report (Mmwr) presenta un’analisi sui 30 casi di infezione da nuovo virus A/H1N1 (su un totale di 553, tra confermati e probabili) ricoverati in ospedale in California. Di queste 30 ospedalizzazioni, 26 sono casi confermati di infezione da nuovo virus A/H1N1 e 4 probabili, in attesa dei risultati dei test di laboratorio. L’età media dei pazienti è di 27,5 anni, mentre nel 64% dei casi le persone ricoverate soffrivano già di qualche altra patologia. Gli esiti delle radiografie, effettuate in 25 dei 30 pazienti, indicano la presenza di polmonite. Delle 30 persone ricoverate, 5 (17%) sono donne incinte, due delle quali hanno sviluppato gravi complicanze. Non è ancora chiaro, però, quanto queste complicanze siano effettivamente legate all’infezione da nuovo virus A/H1N1. La metà dei pazienti ricoverati è stata trattata con oseltamivir. Per i dettagli, consulta l’articolo originale (in inglese).


          Eurosurveillance: perché sono importanti i numeri del Messico?

          Il tasso di crescita di un’epidemia è determinato principalmente da due fattori: il “tasso di riproduzione”, solitamente indicato con R0 (numero medio di nuovi casi provocati da ogni caso in una popolazione completamente suscettibile alla malattia), e il “tempo di generazione” (Tg), che rappresenta il tempo che intercorre tra l’inizio dell’infettività del caso primario e quella del caso secondario. R0 rappresenta fondamentalmente un valore soglia: per valori di R0 superiori a 1, ogni caso infetta più di un'altra persona, e l’epidemia ha maggiore probabilità di continuare. Per valori di R0 inferiori all’unità, invece, l’epidemia potrebbe arrestarsi spontaneamente.Il rischio di trasmissione della malattia è una costante biologica (variabile però nel corso dell’evolversi dell’infezione), così come la durata dell’infettività. Oltre a questi parametri biologici, però, intervengono anche fattori non strettamente biologici, come la frequenza di contatto tra i diversi gruppi sociali e i loro componenti, i tipi di aggregazione e fattori culturali quali l’ampiezza delle famiglie e le interazioni sociali.

          Ad oggi, sono stati pubblicati due studi che cercano di determinare i parametri R0 e Tg della nuova influenza A/H1N1, utilizzando metodi diversi. “Secondo un articolo pubblicato da Eurosurveillance il 14 maggio 2009, R0 della nuova influenza A/H1N1 è compreso tra 2,2 e 3,1. Tuttavia, questo dato si discosta da quanto riportato dal recente studio pubblicato su Science, secondo cui il valore di R0 dell’epidemia in Messico sarebbe tra 1,4 e 1,6”, osserva Caterina Rizzo, reparto Epidemiologia delle malattie infettive (Cnesps, Iss). “Non deve però sorprendere la differenza tra le due stime: bisogna infatti considerare che i due studi sono basati su metodi diversi, che tengono conto di assunzioni differenti”, continua Rizzo.

          “Fondamentalmente, sono tre i fattori che concorrono alle diverse stime ottenute dai due studi:
          • il diverso periodo in cui è stato stimato R0 a partire dalla curva epidemica
          • l’aspetto legato alla sottonotifica della malattia,
          • un Tg diverso.

          Lo studio di Eurosurveillance non tiene in considerazione il fattore legato alla sottonotifica, utilizza un Tg più lungo e infine stima l’R0 adattando il modello alla curva epidemica nel periodo immediatamente successivo all’intensificazione delle attività di sorveglianza in Messico, determinando così una sovrastima dell’R0. Va tuttavia sottolineato che, nonostante i limiti legati alle diverse assunzioni dei modelli, questi studi svolgono un ruolo molto importante in quanto permettono di formulare ipotesi sulla possibile diffusione della malattia in Europa e sulle relative misure di sanità pubblica da pianificare”, conclude Rizzo.

          Infine, da un confronto tra le epidemie di Messico, Canada, Stati Uniti ed Europa, emerge che l’andamento dei nuovi casi in Europa è molto simile a quello del Messico. Leggi l’intero editoriale (in inglese).


          Eurosurveillance: la situazione in Spagna

          La Spagna è stato il primo Paese europeo a riportare casi di influenza A/H1N1, per un totale - al 14 maggio 2009 - di 98 casi confermati, di cui 76 (il 78%) dovuti a viaggi in Messico. I casi di trasmissione secondaria interna al Paese sono 21, mentre per quanto riguarda la trasmissione terziaria si è registrato un solo caso. Sono stati tracciati e seguiti circa 2000 casi di contatti con le persone infette e la stima del periodo d’incubazione della malattia è stata valutata tra 1 e 7 giorni, per una mediana di 3 giorni.

          Le regioni che hanno riportato il più elevato numero di casi sono Andalusia (29 casi), Valencia (28 casi) e la Catalogna (26 casi) e tutti i pazienti hanno manifestato sintomi leggeri. Il gruppo d’età più colpito corrisponde a quelli di Stati Uniti e Messico, con un’età compresa tra i 14 e i 55 anni e una mediana di 22 anni. I sintomi più frequenti sembrano essere febbre (96%) e tosse (95%), ma quattro casi non hanno manifestato febbre, mentre una parte dei pazienti è stata colpita da diarrea. Leggi l’articolo completo (in inglese).


          Eurosurveillance: la situazione in Gran Bretagna

          I primi due casi di infezione da virus dell’influenza A/H1N1 in Gran Bretagna sono stati registrati il 27 aprile 2009 in Scozia, in due viaggiatori provenienti dal Messico. Dal 27 aprile all’11 maggio 2009 il totale di casi confermati è stato pari a 65, di cui la maggior parte in persone provenienti da Messico e Usa. Il primo contagio interno alla Gran Bretagna è stato segnalato il 1 maggio 2009. Dei 65 casi confermati, 29 sono femmine (45%), mentre l’età registrata varia dai 5 ai 73 anni, con il 58% dei pazienti compresi tra i 10 e i 29 anni. La malattia si è diffusa soprattutto in Inghilterra (60 casi, di cui 34 a Londra), ma 5 casi sono stati registrati anche in Scozia. Del totale di casi registrati, 36 (il 56%) non sono riconducibili a viaggi all’estero, ma a infezioni secondarie avvenute all’interno del Paese. I sintomi rilevati sono quelli tipici dell’influenza: febbre (94%), mal di gola (82%), mal di testa (81%), brividi (80%) e malessere generale (80%). Diarrea e dolore agli arti sono stati riportati da una parte minore di pazienti (rispettivamente: 28% e 56%). I bambini hanno mostrato spesso sintomi come tosse secca (83% contro il 55% degli adulti), malessere generale (89% contro 69% degli adulti) ed epistassi (24% contro 6%), mentre le donne hanno manifestato più spesso degli uomini vomito (40% contro 11%) e diarrea (39% contro 14%). Leggi l’articolo completo (in inglese).


          Eurosurveillance: il tasso di riproduzione del virus A/H1N1 in Messico

          Alcuni ricercatori francesi hanno stimato il tasso di riproduzione (R0, che misura i casi secondari per ogni caso primario) e l’intervallo di generazione per l’epidemia in corso in Messico. A seconda dei metodi utilizzati, i risultati indicano un tasso di riproduzione massimo tra 2,2 e 3,1: un intervallo entro cui sono compresi anche i valori di R per le precedenti influenze pandemiche. Leggi l’articolo completo (in inglese).

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          <cite cite="http://www.epicentro.iss.it/focus/h1n1/21-05-2009.asp">influenza da nuovo virus A/H1N1</cite>

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          • #6
            Re: ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA': Aggiornamenti.

            Epi-Centro. Influenza da nuovo virus A/H1N1, Notiziario, 25 maggio 2009 (editato)
            Influenza da nuovo virus A/H1N1 - Notiziario - 25 maggio 2009

            • La situazione in Italia
            • Ministero della Salute: ordinanza su profilassi e terapia
            • Ministero della Salute: nuova circolare alle Regioni
            • Il numero dei casi
            • La risposta anticorpale all’influenza A/H1N1 dopo vaccinazione antinfluenzale


            La situazione in Italia

            Al 25 maggio, sono saliti a 19 i casi di nuova influenza A/H1N1 registrati in Italia. L’ultimo è una donna di 25 anni rientrata a Milano il 18 maggio da un viaggio a Chicago, negli Stati Uniti, con un volo indiretto. Il 20 maggio, dopo aver accusato sintomi influenzali, la donna si è recata in ospedale dove è stata visitata e trattata. Ora si trova a casa in isolamento domiciliare e sta bene. I tre familiari e i due amici con cui ha viaggiato sono stati rintracciati e messi sotto sorveglianza.

            Quest’ultimo caso non è legato agli 8 studenti di due scuole romane, rientrati il 19 maggio da un viaggio-studi a New York e risultati positivi al virus dell’influenza A/H1N1. Per limitare la possibile diffusione del virus, il ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali, in accordo con il ministero dell’Istruzione, università e ricerca, ha disposto in via precauzionale la chiusura delle due scuole dove si sono verificati gli 8 casi. Le Asl competenti per territorio hanno attivato la sorveglianza per i contatti stretti dei casi sospetti e contattato gli insegnanti delle due classi che avevano viaggiato con loro, disponendo che gli studenti non rientrassero a scuola per i 7 giorni successivi al ritorno in Italia, come previsto dall’Ordinanza ministeriale del 4 maggio (pdf 1,7 Mb).

            Tutti i dettagli nel notiziario del ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali.


            Ministero della Salute: ordinanza su profilassi e terapia

            Il 22 maggio è stata emanata l’Ordinanza ministeriale "Misure urgenti in materia di profilassi e terapia dell'influenza A/H1N1". Con questo provvedimento, viene dato mandato definitivo allo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze di provvedere alla trasformazione in capsule del principio attivo oseltamivir, già di proprietà del ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali. Gli enti competenti provvederanno poi alla distribuzione del farmaco, per fronteggiare la diffusione in Italia dell'influenza da nuovo virus A/H1N1. Scarica l’ordinanza (pdf 1,15 Mb).


            Ministero della Salute: nuova circolare alle Regioni

            Il 20 maggio 2009 il ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali ha pubblicato una nuova circolare per gli operatori, che aggiorna le precedenti del 28 aprile (pdf 2,84) e del 2 maggio (pdf 2,98 Mb) su rintracciabilità dei passeggeri e degli equipaggi dei voli diretti provenienti da aree con trasmissione sostenuta di infezione; gestione dei passeggeri con sintomi influenzali durante il volo e dei loro contati stretti; definizione e gestione dei casi sospetti, probabili e confermati. Le misure di profilassi per i passeggeri provenienti dal Messico restano disciplinate dall'Ordinanza ministeriale del 4 maggio (pdf 1,7 Mb). Scarica la circolare (pdf 645 kb).


            Il numero dei casi

            Sulla base dei dati ufficiali dell’Ecdc, EpiCentro propone per gli operatori un aggiornamento frequente sul numero dei decessi, dei casi confermati e dei casi probabili in tutto il mondo.

            La situazione è comunque molto dinamica: secondo il comunicato dell’Oms delle ore 6 del 25 maggio 2009, 46 Paesi hanno riportato casi di influenza A/H1N1, per un totale di più di 12 mila e 500 casi registrati ufficialmente in tutto il mondo, con 91 decessi.

            Nelle ultime 24 ore, secondo il rapporto dell’Ecdc delle ore 17 del 24 maggio, sono 26 i nuovi casi confermati nei Paesi dell’Unione europea e dell’Efta. Questo porta a un totale di 349 casi confermati in 18 Paesi Eu ed Efta. Anche se continuano a verificarsi casi sporadici di trasmissione autoctona (80 in Gran Bretagna, 31 in Spagna, 4 in Germania, 3 in Belgio e 2 in Italia), in Europa non è stata ancora verificata una trasmissione sostenuta del virus da uomo a uomo.

            In Spagna ci sono 76 soldati sotto indagine: 20 di questi sono già stati confermati come casi di influenza A/H1N1. Tutti presentano comunque una sintomatologia lieve e rispondono bene al trattamento. In Gran Bretagna, nelle ultime 24 ore, sono 11 i nuovi casi identificati, 7 dei quali non sono legati a viaggi nelle zone più colpite. Nel Regno Unito il 60% (80 su 133) dei casi registrati è stato provocato da trasmissione locale del virus da uomo a uomo.

            Al di fuori dell'Ue e dei Paesi Efta, il numero dei casi confermati è salito a oltre 12 mila. In Kuwait, 18 militari americani sono in isolamento nelle caserme locali, dopo essere stati contagiati dal virus A/H1N1.

            Gli Stati Uniti in totale confermano più di 6 mila e 500 casi di influenza provocati dal virus A/H1N1 e 8 decessi. È il Texas lo stato più colpito, con 900 casi. Maggiori dettagli sul sito dei Cdc di Atlanta.

            Il Messico riporta più di 4 mila casi confermati e 80 decessi.

            In Canada, infine, confermati 805 casi e 1 decesso: il punto sul sito dell’Agenzia di sanità pubblica canadese.


            La risposta anticorpale all’influenza A/H1N1 dopo vaccinazione antinfluenzale

            Dal momento che lo sviluppo di un nuovo vaccino richiederà diversi mesi, è importante stabilire se esiste, tra coloro che si sono vaccinati per l’influenza stagionale, una protezione anche nei confronti della nuova influenza da virus A/H1N1. I Cdc americani hanno verificato nel siero di adulti e bambini, prelevato prima e dopo la vaccinazione contro l’influenza stagionale degli anni 2005-2006, 2006-2007, 2007-2008 e 2008-2009, la presenza di un’eventuale reazione crociata con il virus della nuova influenza A/H1N1. Tra i bambini non è stata registrata alcuna reazione, né prima né dopo la vaccinazione. Tra gli adulti, invece, prima della vaccinazione si è osservata una reazione nel 6-9% dei sieri di soggetti tra i 18 e i 64 anni e del 33% nei sieri delle persone sopra i 60 anni. In seguito a immunizzazione con vaccini inattivati, nella fascia di età compresa tra i 18 e i 64 anni, si è assistito a un aumento di sole due volte della risposta agli anticorpi diretti nei confronti del novo virus dell’influenza A/H1N1. Nessun cambiamento, invece, nelle risposte anticorpali tra i soggetti con più di 60 anni.

            Questi dati suggeriscono che i vaccini antinfluenzali stagionali hanno basse probabilità di garantire una risposta anticorpale al virus dell’influenza A/H1N1. Per i dettagli, consulta l’articolo originale (in inglese), pubblicato il 22 maggio sul Mmwr.
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            <cite cite="http://www.epicentro.iss.it/focus/h1n1/25-05-2009.asp">influenza da nuovo virus A/H1N1</cite>

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            • #7
              Re: ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA': Aggiornamenti e sorveglianza virologica.

              Epi-Centro. Influenza da nuovo virus A/H1N1, notiziario - 28 maggio 2009 (editato)
              Influenza da nuovo virus A/H1N1 - Notiziario - 28 maggio 2009

              • La situazione in Italia
              • Sorveglianza sindromica: le esperienze di Lazio e Liguria
              • Il numero dei casi
              • Ecdc: domande e risposte in italiano


              La situazione in Italia

              Al 28 maggio, sono 26 i casi confermati di nuova influenza A/H1N1 registrati in Italia.

              Il 26° caso è una ragazza ventitreenne tornata da New York a Roma il 24 maggio con un volo non diretto. Il 25 maggio, la ragazza è stata visitata e ricoverata in ospedale poiché al suo arrivo manifestava sintomi influenzali. Attualmente è in osservazione in ospedale per il trattamento, ma le sue condizioni non sono preoccupanti. I “contatti stretti” sono sotto sorveglianza. Questo caso non è collegato a quelli degli studenti rientrati da New York dopo una vacanza studio.Il 24° e il 25° caso riguardano un ragazzo e una ragazza liceali rientrati a Roma il 19 maggio da un viaggio-studio a New York con volo via Londra. I due, dopo essere stati visitati in ospedale, si trovano ora in isolamento domiciliare e sono in buone condizioni.

              Il 23° caso è un cittadino americano di 34 anni giunto a Napoli su un aereo proveniente da New York via Monaco. L’uomo, che al momento dell’arrivo presentava febbre alta, è stato portato in ospedale, dove si trova tuttora in osservazione. Le sue condizioni sono buone e non destano preoccupazione. Anche questo caso non ha alcuna connessione con quelli degli studenti romani. I “contatti stretti” di tutti questi ultimi casi sono già stati rintracciati e posti sotto sorveglianza.

              Il 22° caso è una studentessa di Napoli appartenente a un gruppo di un istituto che ha preso parte a un soggiorno di studio a New York. La ragazza, che presentava sintomi influenzali molto lievi con febbre modesta, è stata dimessa e si trova in isolamento domiciliare. Le autorità locali hanno disposto la chiusura temporanea della scuola, secondo quanto previsto dalla circolare (pdf 645 kb) inviata alle Regioni che dispone la chiusura, in via precauzionale, degli istituti frequentati da persone in cui sia stata confermata l’influenza da nuovo virus A/H1N1.

              Il 21° caso è un ragazzo di 18 anni rientrato a Roma il 19 maggio da un viaggio-studio a New York, insieme ad altri studenti di due istituti scolastici romani. Il 22 maggio il giovane ha accusato sintomi influenzali e si è recato in ospedale dove è stato visitato e trattato. Ora si trova in isolamento presso la propria abitazione e sta bene.

              Tutti i dettagli nel notiziario del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali.


              Sorveglianza sindromica: le esperienze di Lazio e Liguria

              L’Agenzia di sanità pubblica del Lazio ha attivato un sistema di sorveglianza sindromica basata sulla rete dei Pronto soccorso, per monitorare l’eventuale incremento del numero delle sindromi attribuibili all’influenza da virus A/H1N1 in tempi rapidi. Il monitoraggio è iniziato il 28 aprile 2009: fino al 18 maggio 2009, si sono registrati 49 accessi ai Pronto soccorso che rientravano nella definizione di caso, a fronte di 2.675 persone segnalate per sintomatologia respiratoria con febbre. Inoltre, i casi del recente cluster di studenti romani in viaggio-studio a New York sono stati intercettati da questo sistema e individuati con un anticipo di 12-24 ore rispetto alla diagnosi ufficiale. Lo strumento si è dimostrato molto utile per cogliere l’andamento della situazione, mettere in risalto la dimensione limitata del problema e fornire una prima rappresentazione della domanda di assistenza proveniente dal territorio. La sorveglianza sindromica può essere una fonte informativa molto utile, complementare agli altri sistemi, ma con caratteristiche di tempestività difficilmente ottenibili da altri strumenti. Per i dettagli, leggi il contributo di Piero Borgia, Stefano Genio, Giuliano Lori, Damiano Abeni, Gabriella Guasticchi (Laziosanità, Agenzia di sanità pubblica - Regione Lazio) (pdf 126 kb).

              Nel luglio del 2007, la Liguria ha promosso un progetto per l’implementazione di un sistema di sorveglianza sindromica per rilevare tempestivamente, attraverso l’accesso al Pronto soccorso dell’ospedale “San Martino” di Genova, la presenza - tra gli altri - di cluster di sindromi simil-influenzali e di infezioni delle basse vie respiratorie. La raccolta dei dati è partita a luglio 2008. Nei primi sei mesi, il sistema ha mostrato un’elevata sensibilità nel rilevare precocemente l’incremento di incidenza delle sindromi simil-influenzali e di stimare l’impatto della circolazione degli altri virus respiratori sugli accessi al Pronto soccorso (un dato, quest’ultimo, non rilevato e difficilmente ricavabile dalla sorveglianza dei medici-sentinella). L’integrazione tra la sorveglianza sindromica e l’attività di rilevamento e caratterizzazione di laboratorio ha quindi permesso di identificare precocemente la presenza di un incremento dell’incidenza delle sindromi considerate, definendone eziologia e caratteristiche epidemiologiche. Per i dettagli, consulta l’articolo pubblicato sul Ben di aprile 2009.

              La redazione di EpiCentro sarà lieta di ospitare la descrizione di altre esperienze analoghe che potranno essere utili, anche in futuro, per il monitoraggio dello stato di salute della popolazione.


              Il numero dei casi

              Sulla base dei dati ufficiali dell’Ecdc, EpiCentro propone per gli operatori un aggiornamento frequente sul numero dei decessi, dei casi confermati e dei casi probabili in tutto il mondo.

              La situazione è comunque molto dinamica: secondo il comunicato dell’Oms delle ore 6 del 27 maggio 2009, 48 Paesi hanno riportato casi di influenza A/H1N1, per un totale di oltre 15 mila casi registrati in tutto il mondo, con 103 decessi.

              Nelle ultime 24 ore, secondo il rapporto dell’Ecdc delle ore 17 del 28 maggio, sono 34 i nuovi casi confermati nei Paesi dell’Unione europea e dell’Efta. Questo porta a un totale di 456 casi confermati in 21 Paesi Eu ed Efta.

              La Slovacchia ha riportato il suo primo caso in una persona di rientro da San Francisco, via Toronto e Vienna. Tutti i nuovi casi confermati (3 in Italia, 2 in Germania, 1 in Svezia, 1 in Irlanda, 1 in Finlandia, 1 in Belgio, 1 in Francia e 1 in Polonia) riguardano viaggiatori di ritorno dagli Stati Uniti. La Romania segnala i suoi primi 3 casi: uno è il figlio del primo caso confermato ieri (un viaggiatore che si era recato negli Usa), l’altro è un contatto della stessa famiglia.

              Dei 19 nuovi casi confermati in Gran Bretagna, 15 sono legati a una trasmissione autoctona del virus. In totale, nei Paesi dell’Ue/Efta, 200 dei 456 casi totali sono l’effetto di una trasmissione locale del virus all’interno del Paese, anche se con differenze piuttosto ampie: per esempio, in Spagna i casi di trasmissione autoctona sono il 39%, nel Regno Unito il 72%, in Germania il 26%, in Belgio il 38%, in Italia l’8% e in Romania il 33%.

              La Grecia ha riportato 2 nuovi casi che, molto probabilmente, hanno contratto l’infezione a Edimburgo. Entrambi sono studenti che frequentano la stessa università nel Regno Unito. Il primo caso ha sviluppato i sintomi nel Regno Unito, il secondo subito dopo il rientro in Grecia. Questa è la prima segnalazione di casi confermati in Paesi Ue/Efta con probabile esposizione in un altro Paese Ue/Efta.

              Al di fuori dell'Ue e dei Paesi Efta, il numero dei casi confermati è salito a oltre 15 mila. Molti i casi segnalati nei Paesi tropicali e nell’emisfero meridionale: Uruguay e Repubblica Dominicana confermano i loro primi casi (4 in tutto), mentre in Cile e in Australia i numeri sono saliti in modo rapido a, rispettivamente, 165 e 147. L’Argentina ha riportato 18 nuovi casi nelle ultime 24 ore.

              Gli Stati Uniti in totale confermano quasi 8 mila casi di influenza provocati dal virus A/H1N1 e 11 decessi. È il Texas lo Stato più colpito, con 1358 casi. Maggiori dettagli sul sito dei Cdc di Atlanta.

              Il Messico riporta oltre 4900 casi confermati e 89 decessi.

              In Canada, infine, confermati 1118 casi e 2 decessi: il punto sul sito dell’Agenzia di sanità pubblica canadese.


              Ecdc: domande e risposte in italiano

              La redazione di EpiCentro ha messo a punto la versione aggiornata della traduzione in italiano delle faq pubblicate il 19 maggio 2009 dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc).
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              <cite cite="http://www.epicentro.iss.it/focus/h1n1/28-05-2009.asp">influenza da nuovo virus A/H1N1</cite>

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              • #8
                Re: ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA': Aggiornamenti e sorveglianza virologica.

                Epi-Centro. Influenza da nuovo virus A/H1N1 - Notiziario - 4 giugno 2009 (editato)
                Influenza da nuovo virus A/H1N1 - Notiziario - 4 giugno 2009

                • Ministero della Salute: nuova circolare per gli operatori
                • Letteratura scientifica: gli ultimi aggiornamenti
                • La possibile evoluzione dell’epidemia da nuovo virus influenzale A/H1N1
                • La situazione in Italia
                • Il numero dei casi


                Ministero della Salute: nuova circolare per gli operatori

                Il 1 giugno 2009 il ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali ha emanato una nuova circolare per gli operatori sanitari. Il documento (pdf 3,1 Mb) si aggiunge alle precedenti circolari, in particolare su rafforzamento delle attività di sorveglianza e raccolta delle informazioni sui casi confermati di influenza da nuovo virus A/H1N1. La circolare contiene in allegato una scheda per l'indagine dei casi confermati utile a delineare il quadro epidemiologico e definire i parametri di diffusione della malattia, anche in vista della prossima stagione influenzale. Questa scheda non sostituisce comunque quella di segnalazione di caso, contenuta nella circolare del 20 maggio 2009 (pdf 645 kb). Scarica la circolare del 1 giugno 2009 (pdf 3,1 Mb).


                Letteratura scientifica: gli ultimi aggiornamenti

                Nel corso dell’ultima Assemblea mondiale della sanità, in merito alla discussione sul passaggio alla fase 6 di allerta pandemica, diversi Stati membri dell’Oms hanno chiesto di considerare, oltre ai criteri della diffusione geografica del virus, anche quello relativo alla gravità dell’influenza. Si tratta di un principio che non è ancora previsto dalle attuali linee guida dell’Oms. Leggi tutti i dettagli nel documento “Summary report of a High-Level Consultation: new influenza A (H1N1) - Geneva, 18 May 2009” (in inglese).

                Il numero di Eurosurveillance pubblicato il 28 maggio 2009 (in inglese, pdf 2,4 Mb) dedica una serie di approfondimenti alla nuova influenza da virus A/H1N1:
                • un editoriale (in inglese) sottolinea la necessità di trovare presto un nome comune per questa nuova influenza, in modo da garantire coerenza tra pubblicazioni scientifiche e letteratura grigia. All’inizio era stato subito battezzato “influenza suina”: una definizione che, oltre a essersi rivelata poi sbagliata (si tratta infatti di un virus influenzale umano, capace di trasmettersi da uomo a uomo), spaventa i produttori di carne di maiale. Poi è stato proposto “influenza messicana”: un nome che potrebbe minacciare l’industria del turismo del Messico. Sul sito dell’Oms ora viene chiamata semplicemente “influenza A/H1N1”. Esistono però già altri virus di influenza stagionale A/H1N1, peraltro piuttosto diversi da questo nuovo tipo. Infine, non la si può nemmeno chiamare “influenza pandemica 2009”: l’Oms, infatti, non ha ancora dichiarato ufficialmente la pandemia
                • il 26 e 27 maggio 2009, il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie della Grecia ha confermato due casi di nuova influenza A/H1N1 in viaggiatori di ritorno dalla Scozia. Apparentemente, non ci sono prove che queste due persone siano venute a contatto con una fonte di infezione. L’articolo (in inglese) discute le possibili implicazioni di sanità pubblica, alla luce di una potenziale trasmissione del virus a livello di comunità in Europa
                • un articolo (in inglese) descrive le attività di sorveglianza e le caratteristiche epidemiologiche dei 16 casi di influenza A/H1N1 registrati in Francia al 20 maggio 2009. Vengono illustrate anche le misure adottate per contenere e rallentare la diffusione del virus
                • un articolo (in inglese) affronta le caratteristiche genetiche del nuovo ceppo virale e l’identificazione di virus influenzali simili, grazie a un approccio di analisi di cluster. Il nuovo virus ricombina informazioni genetiche di differenti virus suini. I segmenti PB2, PB1, PA, HA, NP e NS sono legati ai virus influenzali H1N2 e H3N2 isolati in Nord America. I segmenti NA e M, invece, sono legati a virus suini isolati in Europa e Asia
                • infine, un articolo (in inglese) affronta il problema di eventuali casi di influenza A/H1N1 a bordo di traghetti e navi da crociera. Si tratta di un evento atteso, che potrebbe provocare una rapida diffusione del virus, se non venissero adottate le misure di prevenzione e le procedure di contenimento previste. Una revisione della letteratura scientifica mostra che, dal 1997 al 2005, si sono verificate 9 epidemie di influenza su navi passeggeri, con tassi di attacco fino al 37%.


                La possibile evoluzione dell’epidemia da nuovo virus influenzale A/H1N1

                Sul sito dell’Ecdc è disponibile un’ampia presentazione di background scientifico intitolata “La possibile evoluzione dell’epidemia/pandemia della nuova influenza A/H1N1” (pdf 256 kb). La pubblicazione sarà aggiornata regolarmente per includere ogni nuova evidenza utile a comprendere la situazione. Il documento descrive l’epidemiologia delle ultime tre pandemie del ventesimo secolo (1918, 1957 e 1968) rispetto ai tassi di attacco clinico e di letalità, per specifiche fasce d’età, e alle curve epidemiche. La presentazione sottolinea che ci sono state grandi differenze tra le pandemie influenzali su caratteristiche e durata dei focolai epidemici, gruppi di popolazione più colpiti e severità della malattia. La presentazione descrive anche l’epidemia attualmente in corso nell’America settentrionale e mette in evidenza alcune prime conclusioni sul virus influenzale A/H1N1. Ceppi di influenza stagionale sono stati trovati in pazienti che presentavano i sintomi, questo indica una circolazione di questi virus insieme a questo nuovo tipo, al di fuori della normale stagione influenzale. Inoltre, vengono affrontate le evidenze sulla gravità della malattia, sui gruppi più colpiti e sui metodi di sorveglianza e controllo. Infine, viene discusso il metodo per determinare la severità di una pandemia prendendo in considerazione numerose variabili come il tasso di mortalità, i gruppi a rischio, l’attenzione dei media, ecc. Considerando tutto ciò, la presentazione conclude che le misure di sanità pubblica non possono essere sempre le stesse per tutte le pandemie, ma devono invece basarsi sulla particolare situazione epidemiologica e virologica. Scarica il documento originale (pdf 256 kb).


                La situazione in Italia

                Sono saliti a 38 i casi di influenza da nuovo virus A/H1N1 registrati in Italia.

                Il 38° è un uomo di 33 anni, ritornato a Bologna il 30 maggio da New York, coniuge della donna già risultata positiva il 3 giugno (37° caso). Il paziente è ora in isolamento domiciliare, in buone condizioni.

                Il 37° caso è una giovane di 30 anni rientrata a Bologna da New York (via Parigi) il 29 maggio scorso. La donna al momento dell’arrivo in Italia accusava sintomi influenzali e alterazione della temperatura. Il 30 maggio si è recata in ospedale dove è stata visitata e inviata in isolamento domiciliare per il trattamento. Le sue condizioni di salute sono buone.

                Il 36° caso è una giovane donna rientrata a Roma dagli Stati Uniti, che ha accusato sintomatologia influenzale ed è stata visitata e trattata in un ospedale romano. Le sue condizioni di salute sono buone.

                Il 35° caso è un uomo di 43 anni rientrato da New York a Roma Fiumicino ed è stato visitato il 1 giugno in ospedale. Ora è in isolamento domiciliare ed in trattamento con antivirale. Le sue condizioni sono buone e non destano preoccupazione.

                Il 34° caso è un uomo di 32 anni rientrato da Montreal a Roma il 30 maggio: è stato visitato in ospedale il 1 giugno ed è stato ricoverato, è in trattamento antivirale. Le sue condizioni sono buone.

                Il 33° caso è una giovane di 17 anni di Viterbo, visitata in ospedale il 30 maggio. Ora la donna è in isolamento domiciliare e le sue condizioni non destano preoccupazione.

                Il 32° caso è una ragazza di 17 anni di Viterbo, rientrata da Pittsburg il 24 maggio sul volo New York-Roma. Ora è in isolamento domiciliare, dopo essere stata visitata in ospedale il 30 maggio. Le sue condizioni non destano preoccupazione.

                Il 31° caso è una ragazza di 19 anni di Viterbo, anche lei rientrata da Pittsburg (Usa) il 24 maggio con volo New York-Roma. La donna è stata visitata in ospedale il 28 maggio e attualmente è in isolamento domiciliare per il trattamento. Le sue condizioni sono buone.

                Il 33° e il 32° caso sono infezioni secondarie da contatto con il 31° caso.

                Il 30° caso è una donna di 45 anni tornata da New York a Bologna via Parigi il 28 maggio. La donna, che al momento dell’arrivo accusava sintomi influenzali e alterazione della temperatura, è stata visitata in ospedale. Ora si trova in isolamento domiciliare ed in trattamento antivirale. Le sue condizioni sono buone e non destano preoccupazione.

                Il 29° caso è un uomo di circa trenta anni proveniente da New York, con volo indiretto via Roma Fiumicino e rientrato a Modena il 24 maggio. All’arrivo, accusando sintomi influenzali e alterazione della temperatura, è stato visitato in ospedale. Ora è in isolamento domiciliare: le sue condizioni di salute non destano preoccupazione.

                Il 28° caso è un uomo ventenne proveniente da New York con volo indiretto via Amsterdam, arrivato a Bologna il 25 maggio. Ora il ragazzo è in isolamento domiciliare a Rimini, dopo essere stato visitato in ospedale: le sue condizioni non destano preoccupazione.

                Il 27° caso è una donna di 30 anni rientrata a Verona da New York il 26 maggio, con volo indiretto via Milano Malpensa. La donna, che al momento dell’arrivo accusava sintomi influenzali e alterazione della temperatura, è stata visitata in ospedale. Ora è in isolamento domiciliare con trattamento antivirale. Le sue condizioni sono buone e non destano preoccupazione.

                Tutti i “contatti stretti” dei casi segnalati sono già stati rintracciati e messi sotto sorveglianza.

                Tutti i dettagli nel notiziario del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali.


                Il numero dei casi

                Sulla base dei dati ufficiali dell’Ecdc, EpiCentro propone per gli operatori un aggiornamento frequente sul numero dei decessi, dei casi confermati e dei casi probabili in tutto il mondo.

                La situazione è comunque molto dinamica: secondo il comunicato dell’Oms delle ore 6 del 3 giugno 2009, 66 Paesi hanno riportato casi di influenza A/H1N1, per un totale di oltre 19 mila casi registrati in tutto il mondo e 117 decessi.

                Nelle ultime 24 ore, secondo il rapporto dell’Ecdc delle ore 17 del 3 giugno, sono 106 i nuovi casi confermati nei Paesi dell’Unione europea e dell’Efta. Questo porta a un totale di 711 casi confermati in 26 Paesi Eu ed Efta. Austria, Ungheria, Romania e Slovacchia confermano un nuovo caso di influenza ciascuno, la Francia ne conferma 10, la Germania 6 e l’Irlanda 2. Grecia e Germania riportano casi che con molta probabilità hanno contratto l’infezione nel Regno Unito.

                Con 84 nuovi casi confermati, la Gran Bretagna rimane il Paese più colpito dell’Eu/Efta con 339 casi confermati. In totale, nei Paesi dell’Ue/Efta, 259 dei 711 casi totali sono l’effetto di una trasmissione locale del virus all’interno del Paese, anche se con differenze piuttosto ampie: per esempio, in Spagna e Regno Unito i casi di trasmissione autoctona sono quasi il 47%, in Germania il 19%, in Belgio il 30% e in Romania il 33%.

                Al di fuori dell'Ue e dei Paesi Efta, il numero dei casi confermati è salito a oltre 19 mila e 803 nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore. La maggior parte dei nuovi casi sono stati confermati in Messico, Australia e Cile. Bermuda, Egitto, Nicaragua e Arabia Saudita confermano i loro primi casi (uno ciascuno). Il caso confermato in Arabia Saudita riguarda un viaggiatore rientrato dalle Filippine.

                Gli Stati Uniti in totale confermano oltre 11 mila casi di influenza provocati dal virus A/H1N1 e 17 decessi. Il Wisconsin è lo Stato più colpito, con 1905 casi, seguito da Texas (1403) e Illinois (1151). Maggiori dettagli sul sito dei Cdc di Atlanta.

                Il Messico riporta oltre 5500 casi confermati e 103 decessi.

                In Canada, infine, confermati 1795 casi e 3 decessi: il punto sul sito dell’Agenzia di sanità pubblica canadese.
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                <cite cite="http://www.epicentro.iss.it/focus/h1n1/4-06-2009.asp">influenza da nuovo virus A/H1N1</cite>

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                • #9
                  Re: ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA': Aggiornamenti e sorveglianza virologica.

                  Influenza da nuovo virus A/H1N1 - Notiziario - 11 giugno 2009 (Epi-Centro, editato)
                  Influenza da nuovo virus A/H1N1 - Notiziario - 11 giugno 2009
                  • L’Oms dichiara il passaggio alla fase di allerta pandemica 6
                  • Passaggio alla fase 6: la dichiarazione del ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali
                  • Passaggio alla fase 6: la dichiarazione dell’Ecdc
                  • Conferenza dei ministri della Salute dell’Unione europea
                  • Aggiornamenti dalla letteratura scientifica
                  • Sistema di sorveglianza sindromica a Genova
                  • Epidemiologi e virologi esperti di influenza a Stoccolma per un meeting Ecdc
                  • La situazione in Messico (marzo-maggio 2009)
                  • Cosa stiamo imparando dall’epidemia in Usa?
                  • La situazione in Italia e nel mondo
                  • Eventuale esportazione dei casi dagli Stati membri dell’Ue
                  • L’Oms segnala nuovi casi in Egitto


                  L’Oms dichiara il passaggio alla fase di allerta pandemica 6

                  Nel corso dell’ultimo meeting dell’11 giugno 2009, il Comitato di emergenza dell’Organizzazione mondiale della sanità dopo aver preso in considerazione le informazioni disponibili sulla trasmissione della nuova influenza A/H1N1 ha concluso che i criteri previsti dalla definizione di pandemia sono soddisfatti. Pertanto, il direttore generale dell’Oms ha deciso di alzare il livello di allerta pandemica dalla fase 5 alla fase 6. Il livello 6 della fase di allerta pandemica corrisponde a un aumento della diffusione geografica del virus, ma non a un aumento della sua gravità. Come precedentemente raccomandato dal direttore generale, i Paesi non dovrebbero chiudere le frontiere o limitare traffici e commerci internazionali. I Paesi dovrebbero valutare le specifiche situazioni e passare tempestivamente dall’attenzione sul contenimento alle misure di mitigazione, compresi appropriati interventi non farmaceutici. L’Oms rimane in stretto contatto con le industrie produttrici di vaccini. La produzione di vaccini per la prossima influenza stagionale sarà presto conclusa, e quindi si potrà partire, nei prossimi mesi, con la produzione del vaccino per la nuova influenza da virus A/H1N1 garantendo un rifornimento per i Paesi più ampio possibile. Leggi il discorso del direttore generale dell’Oms Margaret Chan in cui viene annunciato il passaggio alla fase 6 (in inglese).


                  Passaggio alla fase 6: la dichiarazione del ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali

                  A seguito del passaggio alla fase pandemica, l’Italia mantiene attive le necessarie misure di contenimento già assunte nella fase 5. Il Piano pandemico nazionale (pdf 600 kb) prevede per la fase 6 azioni per: assicurare l’accesso razionale alle risorse di farmaci e vaccini; contenere e ritardare la diffusione della malattia anche mediante il ricorso a interventi non farmacologici; monitorare i casi di malattia e i focolai epidemici per individuare importanti cambiamenti genetici, antigenici o funzionali (per esempio la sensibilità ai farmaci antivirali) e sapere se i livelli di attività dell’infezione sono in aumento o in diminuzione; minimizzare morbosità e mortalità attraverso l’uso appropriato di vaccini e farmaci antivirali; monitorare il funzionamento del sistema sanitario per garantire la continuità dei servizi e un rapido adeguamento alle esigenze di salute della popolazione. Dal punto di vista non strettamente sanitario, sono previste azioni per garantire la continuità dei servizi essenziali e garantire una costante, tempestiva e trasparente informazione. Leggi l’intero comunicato stampa con le dichiarazioni del viceministro Ferruccio Fazio.


                  Passaggio alla fase 6: la dichiarazione dell’Ecdc

                  Anche l’Ecdc conferma che il passaggio alla fase 6 dell’allerta non è stato deciso sulla base della gravità della malattia, ma solo su criteri legati alla diffusione geografica del nuovo virus A/H1N1. La pandemia è stata definita “moderata” dall’Oms. L’Ecdc si aspetta ora che tutti i Paesi Ue/Efta vengano coinvolti. L’annuncio della fase 6 non modifica comunque l’attuale valutazione del rischio (in italiano, pdf 115 kb) messa a punto dall’Ecdc.

                  Al momento, il virus è stato identificato in 26 dei 30 Paesi Ue/Efta, ma nessuno, a parte la Gran Bretagna, ha riportato una trasmissione della malattia a livello di comunità.

                  La fase 6, che potrebbe durare diversi mesi, faciliterà comunque la realizzazione delle misure previste dai piani pandemici nazionali.

                  Nel corso dei prossimi mesi, sarà necessario continuare a tenere alta la sorveglianza epidemiologica, valutare la gravità della malattia e i gruppi a rischio, la sensibilità del nuovo virus A/H1N1 agli antivirali e tenere sotto controllo la circolazione contemporanea del virus pandemico con quelli dell’influenza stagionale e dell’influenza aviaria A/H5N1. Infine, bisognerà determinare le migliori strategie di utilizzo di un vaccino specifico, la cui produzione - secondo l’Oms - sarà presto avviata.

                  “Dobbiamo affrontare una sfida, ma si tratta di una situazione gestibile. La vita va avanti come sempre in Europa e le autorità sanitarie nazionali sono preparate ad affrontare una stagione influenzale potenzialmente più difficile del solito. Ci aspettiamo di registrare nuovi casi in Europa già quest’estate, anche se un aumento del numero di infezioni si verificherà probabilmente a partire dal prossimo autunno”, sottolinea Zsuzsanna Jakab, direttore dell’Ecdc.

                  Leggi l’ultimo report dell’Ecdc (in inglese) e la dichiarazione sul passaggio alla fase 6 (in inglese).


                  Conferenza dei ministri della Salute dell’Unione europea

                  Il 9 giugno 2009 si è tenuto a Lussemburgo il Consiglio dei ministri della Salute dell’Unione Europea. Per quanto riguarda l’epidemia di nuova influenza A/H1N1, il Viceministro Ferruccio Fazio è intervenuto per sottolineare l’esigenza di un’azione coordinata a livello europeo per le strategie vaccinali e gli aspetti regolatori, in modo da assicurare la rapida disponibilità di un vaccino a costi contenuti. I rappresentanti dei Paesi dell’Unione hanno espresso un sostanziale accordo su questa posizione. Sul sito del ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali, leggi il comunicato del 9 giugno 2009 (pdf 328 kb).


                  Aggiornamenti dalla letteratura scientifica

                  Il numero di Eurosurveillance pubblicato il 4 giugno 2009 (in inglese, pdf 3,4 Mb) dedica una serie di approfondimenti alla nuova influenza da virus A/H1N1:
                  • un articolo (in inglese) esamina il potenziale di trasmissione per diverse fasce di età del nuovo virus dell’influenza A/H1N1 in Giappone. Il 16 maggio 2009 nella città di Kobe sono stati confermati i primi tre casi di nuova influenza A/H1N1 in Giappone. I pazienti, tre studenti di una scuola secondaria, non si erano recati oltreoceano. L’1 giugno 2009 i casi a trasmissione secondaria diagnosticati erano 361, 287 dei quali (il 79,5%) erano soggetti giovani tra i 10 e 19 anni. Il tasso di riproduzione (R0) totale stimato è risultato pari a 2,3 (intervallo di confidenza 95%: 2,0, 2,6), mentre l’R0 calcolato tra i minori (sotto i 20 anni di età) è risultato pari a 2,8 e ciò evidenzia che i minori possono sostenere la trasmissione, anche in assenza di adulti. Il tasso di riproduzione effettivo (Re) dal 17 maggio è sceso al di sotto di 1. Tale risultato mette in evidenza come la sorveglianza attiva e gli interventi di sanità pubblica, compresa la chiusura delle scuole, molto probabilmente hanno contribuito a ridurre l’Re al di sotto di 1, riducendo sensibilmente la trasmissione della malattia.
                  • dal 31 maggio 2009, in Gran Bretagna sono stati confermati 252 nuovi casi di nuova influenza A/H1N1. Di questi, 70 (il 28%) sono riconducibili a viaggi in Messico (28) e negli Stati Uniti (42). Dei restanti 182 casi, 178 non hanno dichiarato di aver effettuato viaggi recenti oltreoceano. Dei 178 casi a trasmissione locale, 40 sono secondari (contatto con un caso proveniente dall’estero nei sette giorni precedenti), 125 terziari (contatto con un caso secondario nei sette giorni precedenti) e 13 sporadici (nessun contatto nei sette giorni precedenti). L’articolo (in inglese) fa il punto della situazione in Gran Bretagna e conferma che nel Paese il nuovo virus continua a provocare una sintomatologia lieve che colpisce prevalentemente le fasce di età più giovani con un basso tasso di ospedalizzazione.
                  • un articolo (in inglese) riporta i risultati di uno studio britannico che ha analizzato la sensibilità e la specificità di quattro test Pcr in tempo reale: HPA-A(H1)v, CDC-A(H1)v, HPA-A(N1)v e NVRL-S-OIV. Con i quattro metodi sono stati testati tamponi nasali e faringei: positivi per il nuovo virus dell’influenza A/H1N1v, positivi per i virus dell’influenza stagionale (AH3N2, AH1N1 e B), e campioni negativi ai virus influenzali. La specificità dei test è stata analizzata utilizzando sia diversi sottotipi dei virus influenzali di tipo A che utilizzando virus non respiratori. I quattro metodi di analisi sono risultati simili per sensibilità e specificità e adatti per l’uso diagnostico. I test HPA-A(H1)v e NVRL-S-OIV sono risultati i più sensibili per l’impiego come test di prima diagnosi, anche se il NVRL-S-OIV, meno specifico, ha individuato tutti i sottotipi di virus influenzali A aviari che sono stati testati. I risultati di questo studio dimostrano che l’uso concomitante di test di prima diagnosi e di conferma fornisce una rapida e precisa valutazione dei casi confermati, e permette una gestione adeguata dei pazienti.
                  • un articolo (in inglese) esamina i risultati di due ricerche indipendenti sull’evoluzione genetica del nuovo virus condotte da alcuni ricercatori americani e messicani per cercare di capire le origini del nuovo virus dell’influenza A/H1N1. L’analisi sull’omologia delle proteine di più di 400 sequenze ha dimostrato che il virus della nuova influenza deriva probabilmente da virus suini recentemente diffusi. L’analisi filogenetica di 5.214 sequenze di proteine dei virus della nuova influenza A/H1N1 aviari, suini e umani, indica che questo virus ha caratteristiche evolutive distintive che gli consentono una trasmissione inter-specie dal maiale all’uomo.
                  • il 29 aprile 2009, in Norvegia, è stata condotta un’indagine sull’accettazione da parte dei cittadini delle attività di comunicazione delle autorità per la salute pubblica durante l’emergenza della nuova influenza. Lo studio è simile a quello condotto nel 2005-2006 per l’influenza aviaria. L’articolo (in inglese) fornisce i risultati dell’indagine: mediamente 8 cittadini su 10 hanno dichiarato di non avere paura di contrarre la nuova influenza A/H1N1 e hanno espresso fiducia nella preparazione e nell’attendibilità delle autorità sanitarie. Inoltre, complessivamente, 7 norvegesi su 10 hanno apprezzato le strategie comunicative adottate dalle autorità per la salute pubblica.


                  Sistema di sorveglianza sindromica a Genova

                  È on line il report di giugno 2005 (pdf 269 kb) dell'attività di sorveglianza sindromica nell’area metropolitana genovese. Il rapporto è integrato con i dati di sorveglianza virologica che riguarda il periodo post epidemico. In particolare, gli indicatori di attività delle sindromi simil-influenzali (ILI) continuano a mostrare valori sottosoglia nonostante i valori prossimi al cut-off epidemico registrati nei giorni 26-27 maggio 2009. Dall'ultimo report è stata osservata la circolazione di virus respiratorio sinciziale e di virus influenzali. Virus influenzali A/H3N2 (Brisbane/07-like) sono stati rilevati in 2 pazienti con ILI provenienti da Usa e Francia. Non emergono trend o picchi rilevanti dalla sorveglianza delle infezioni delle basse vie respiratorie (LRTI). Scarica il report (pdf 269 kb).


                  Epidemiologi e virologi esperti di influenza a Stoccolma per un meeting Ecdc

                  Il 3 e il 4 giugno 2009, si è svolto a Stoccolma un meeting, organizzato dall’Ecdc, rivolto a epidemiologi e virologi esperti di influenza provenienti da tutti i Paesi dell’Ue e dell’Eea, per discutere sulla sorveglianza epidemiologica e virologica dell’influenza stagionale e della nuova influenza A/H1N1 nell’Unione europea. L’incontro è servito come un prezioso forum per discutere le esperienze durante la prima stagione di attuazione della sorveglianza influenzale sotto il coordinamento dell’Ecdc e per discutere l’imminente spostamento della piattaforma per le segnalazioni all’infrastruttura Ecdc IT usando il Sistema di sorveglianza europeo (Tessy).

                  Inoltre, sono intervenuti esperti del Cdc di Atlanta e dell’Oms Regione Europea per presentare le loro attività a riguardo, incentrando l’attenzione principalmente sulla situazione della nuova influenza A/H1N1, mentre il Community Network of Reference Laboratories for Human influenza (Cnrl) ha esaminato in dettaglio le attività di preparazione dei laboratori di virologia e le difficoltà, e le relative soluzioni, legate al testare questa nuova variante rispetto ai virus influenzali stagionali tradizionali. È stata, inoltre, considerata e discussa la possibilità di utilizzo di fonti di dati aggiuntive rispetto alla sorveglianza tradizionale. Queste includono iniziative basate sul web come Google Flutrends, Influenzanet project, l’esperienza Svedese di indagini ad hoc nella popolazione effettuate via internet, così come il progetto Euromomo sul monitoraggio della mortalità.

                  Il meeting si è concluso con l’accordo di un ulteriore incontro, più mirato, che sarà organizzato dall’Ecdc in sei settimane per permettere agli Stati membri di condividere le loro esperienze sulla gestione della nuova influenza A/H1N1 nell’Ue. Leggi il testo originale sul sito dell’Ecdc.


                  La situazione in Messico (marzo-maggio 2009)

                  I Cdc e l’Oms hanno pubblicato un aggiornamento sulla situazione in Messico, dove l’epidemia della nuova influenza A/H1N1 sembra essere in fase discendente, anche se continuano a verificarsi focolai circoscritti. L’andamento dell’epidemia in Messico è simile a quello segnalato negli Stati Uniti e in altri Paesi, dove il virus si trasmette da persona a persona al di fuori della normale stagione influenzale e circola tra i bambini in età scolare. Il fatto che le persone con meno di 60 anni siano significativamente più colpite potrebbe essere associato alla protezione crociata dovuta a precedenti vaccinazioni o infezioni, ma l’estensione di questa protezione non è nota. Leggi l’articolo originale (in inglese) sul sito dell’Oms e sul sito dei Cdc americani.


                  Cosa stiamo imparando dall’epidemia in Usa?

                  Il Trust for America’s Health (Tfah), il Centro per la biosicurezza e la Fondazione Robert Wood Johnson (Rwjf) hanno reso noti i primi insegnamenti acquisiti dall’epidemia 2009 di nuova influenza A/H1N1 negli Stati Uniti e i punti chiave che devono essere affrontati. La preparazione alla pandemia ha funzionato, ma i dipartimenti di salute pubblica e i servizi preposti alla distribuzione dell’assistenza sanitaria sono stati sopraffatti. È necessario lavorare su un maggiore coordinamento tra i fornitori di servizi sanitari e il sistema sanitario pubblico, e prendere atto che le misure di sanità pubblica (chiusura delle scuole, restrizioni dei luoghi di aggregazione di massa) sono problematiche da attuare e che una chiara informazione al pubblico è fondamentale per costruire la fiducia e per arginare la paura. Le raccomandazioni prevedono: l’organizzazione di scorte per il trattamento, il progresso nello sviluppo di vaccini, il perfezionamento delle attività di coordinamento, l’implementazione di strategie definite (linee giuda) di sanità pubblica, anche per garantire la capacità d'intervento del personale sanitario. Sul sito del Trust for America’s Health, leggi la presentazione (in inglese) del rapporto e scarica il documento completo (pdf 264 kb).


                  La situazione in Italia e nel mondo

                  Sono saliti a 56 i casi di influenza da nuovo virus A/H1N1 registrati in Italia.

                  Per i dettagli, leggi il notiziario e l’archivio dei comunicati stampa sul sito del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali.

                  Sulla base dei dati ufficiali dell’Ecdc, EpiCentro propone per gli operatori un aggiornamento frequente sul numero dei decessi, dei casi confermati e dei casi probabili in tutto il mondo.

                  La situazione è comunque molto dinamica: secondo il comunicato dell’Oms delle ore 6 del 10 giugno 2009, 74 Paesi hanno riportato casi di influenza A/H1N1, per un totale di oltre 27 mila casi registrati in tutto il mondo e 141 decessi.

                  Nelle ultime 24 ore, secondo il rapporto dell’Ecdc delle ore 17 del 10 giugno, sono 91 i nuovi casi confermati nei Paesi dell’Unione europea e dell’Efta. Questo porta a un totale di 1439 casi confermati in 26 Paesi Eu ed Efta. La maggior parte dei nuovi casi segnalati sono nel Regno Unito (75) ma sono stati segnalati anche da Germania (8), Repubblica Ceca (2), Paesi Bassi (2), Grecia (1), Romania (1), Islanda (1), Irlanda (1).Al di fuori dell'Ue e dei Paesi Efta, il numero dei casi confermati è salito a oltre 26 mila e 1068 nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore. La maggior parte dei nuovi casi sono stati confermati in Cile (804).

                  Gli Stati Uniti in totale confermano oltre 13 mila casi di influenza provocati dal nuovo virus A/H1N1 e 27 decessi. Il Wisconsin è lo Stato più colpito, con 2217 casi, seguito da Texas (1670) e Illinois (1357). Maggiori dettagli sul sito dei Cdc di Atlanta.

                  Il Messico riporta oltre 5700 casi confermati e 106 decessi.

                  In Canada, infine, confermati 2978 casi e 4 decessi: il punto sul sito dell’Agenzia di sanità pubblica canadese. Eventuale esportazione dei casi dagli Stati membri dell’Ue

                  Nell’ultimo bollettino epidemiologico sulla nuova influenza A/H1N1 del 9 giugno, il Brasile ha segnalato che dei 40 casi confermati nel Paese 30 sono stati probabilmente acquisiti in altri Paesi: due di essi riguardano viaggiatori di ritorno dall’Europa, uno dal Regno Unito e uno da un altro Paese europeo non identificato. Per maggiori approfondimenti leggi il report originale (pdf 180 kb). La Grecia il 10 giugno segnala un nuovo caso in una persona tornata da un viaggio in Gran Bretagna il 7 giugno, che ha sviluppato i sintomi il giorno successivo. Il caso è stato poi confermato mediante RT-PCR il 9 giugno. Si tratta del terzo caso confermato in Grecia riconducibile a un viaggio in Gran Bretagna. Su questi casi leggi l’articolo di Eurosurveillance.


                  L’Oms segnala nuovi casi in Egitto

                  Il 9 giugno il ministero della Salute egiziano ha segnalato cinque nuovi casi di nuova influenza A/H1N1 tra stranieri che soggiornano nel campus di amalek della American University del Cairo. I casi sono stati individuati dalle autorità sanitarie e, nei giorni 7 e 8 giugno, sono stati raccolti dei tamponi faringei per le prove di laboratorio i cui risultati sono stati positivi per tutti e cinque i casi. I pazienti sono stati trasferiti all’Abbassia Fever Hospital, dove sono stati trattati con Tamiflu e sono in condizioni stabili. Attualmente, il campus con tutti i suoi abitanti è stato posto in quarantena. Vai sul sito della Regione del Mediterraneo orientale dell’Oms.
                  -
                  <cite cite="http://www.epicentro.iss.it/focus/h1n1/11-06-2009.asp">influenza da nuovo virus A/H1N1</cite>

                  Comment


                  • #10
                    Re: ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA': Aggiornamenti e sorveglianza virologica.

                    Influenza da nuovo virus A/H1N1 - Notiziario - 18 giugno 2009 (Epi-Centro, editato)
                    Influenza da nuovo virus A/H1N1 - Notiziario - 18 giugno 2009

                    • Oms: che cos’è la fase 6
                    • In Scozia il primo decesso per nuova influenza A/H1N1 in Europa
                    • Aggiornamenti dalla letteratura scientifica
                    • Mappe interattive di Oms e New England Journal of Medicine
                    • Sistema di sorveglianza sindromica a Genova
                    • La situazione in Italia e nel mondo
                    • La situazione epidemiologica di New York
                    • In Australia scatta una nuova fase del piano pandemico
                    • La situazione epidemiologica del Messico: dalla fase epidemica a quella endemica


                    Oms: che cos’è la fase 6

                    L’annuncio della fase 6, avvenuto l’11 giugno 2009, indica che è in corso una pandemia globale. La fase 6 è caratterizzata dalla presenza di epidemie nella popolazione in almeno un ulteriore Paese di una diversa Regione Oms, oltre ai criteri già definiti nella fase 5. Per saperne di più sulla fase di allerta 6 il sito dell’Oms rende disponibile un approfondimento su che cos’è la fase 6 e cosa comporta per i cittadini e la loro salute.


                    In Scozia il primo decesso per nuova influenza A/H1N1 in Europa

                    Nel pomeriggio del 14 giugno 2009, a Glasgow, in Scozia, è avvenuto il primo decesso al di fuori del continente americano: si tratta di una donna di 38 anni, con pregressa patologia cronica, ricoverata in ospedale. La donna è uno dei dieci casi da nuovo virus A/H1N1 descritti nella zona di Glasgow, le autorità sanitarie riferiscono che gli altri casi sono in buone condizioni. Scarica il rapporto dell’Ecdc del 15 giugno 2009 (pdf 289 kb).


                    Aggiornamenti dalla letteratura scientifica

                    Il numero di Eurosurveillance pubblicato l’11 giugno 2009 (in inglese, pdf 2,1 Mb) dedica due approfondimenti alla nuova influenza da virus A/H1N1:
                    • un articolo (in inglese) esamina la situazione epidemiologia della nuova influenza nei Paesi Eu ed Efta. All’8 giugno 2009, i casi confermati di influenza A/H1N1 nei Paesi dell’Ue più Islanda, Lichtenstein e Norvegia sono 1128. Gran Bretagna e Spagna registrano insieme il 75% dei casi europei, rispettivamente con il 49% e il 26% dei casi. La fascia di età più colpita è quella tra i 20 e i 29 anni e i sintomi più frequenti sono i disturbi respiratori (79%) e la febbre (78%). Dei 286 casi per cui sono disponibili informazioni, il 2% ha avuto complicazioni, perlopiù di carattere respiratorio (respiro corto in 53 casi e polmonite in 4 casi). Secondo le informazioni al momento disponibili, le caratteristiche epidemiologiche della nuova influenza in Europa sono simili a quelle registrate in America: la malattia ha sintomi moderati, paragonabili a quelli dell’influenza stagionale
                    • gli esperti si aspettano che nei prossimi mesi la nuova influenza A/H1N1 si diffonda nell’emisfero meridionale, dove sta iniziando la stagione invernale. Nell’isola di Réunion (territorio d’oltremare francese situato nell’Oceano Indiano), l’inverno comincia a giugno ed è solitamente seguito da una forte attività dell’influenza stagionale. Un articolo (in inglese) sottolinea la necessità di rafforzare la sorveglianza dell’influenza nell’isola, in modo da poter controllare la malattia fin dalle sue prime fasi. La sorveglianza sarà garantita da una stretta collaborazione tra virologi, epidemiologi e autorità della sanità pubblica. Il monitoraggio del virus sarà di fondamentale importanza, poiché nell’emisfero sud, nei prossimi mesi, il nuovo virus potrebbe sviluppare resistenza all’oseltamivir.


                    Nel numero di Nature dell’11 giugno 2009 (in inglese, pdf 1 Mb) è disponibile un articolo relativo a uno studio condotto da ricercatori di Hong Kong, Regno Unito e Stati Uniti sulle origini genetiche della nuova influenza da virus A/H1N1. Oltre a spiegare che il nuovo ceppo di influenza deriva dagli attuali virus influenzali che circolano nei suini, emerge che la probabile trasmissione di questo ceppo influenzale dai suini all’uomo sia avvenuta alcuni mesi prima dell’individuazione del primo focolaio.

                    In un articolo pubblicato sul bollettino epidemiologico settimanale (Wer) dell’Oms del 12 giugno 2009
                    (in inglese, pdf 506 kb) è analizzata la situazione clinica relativa all’epidemia diffusasi in una scuola di Kobe in Giappone tra l’11 e il 24 maggio 2009. I risultati indicano, per i casi esaminati, affezione delle vie respiratorie superiori preceduta da sintomi di febbre. Ciò suggerisce la riproduzione e la possibile diffusione del virus durante il periodo prodromico. Inoltre, emerge che i test rapidi non identificano correttamente il 50% circa dei casi se effettuati nel giorno in cui insorgono i sintomi. Per questa ragione, per la tempestiva somministrazione di farmaci antivirali in persone a rischio di grave malattia, potrebbe risultare più affidabile l’utilizzo di dati epidemiologici e clinici di casi sospetti.


                    Mappe interattive di Oms e New England Journal of Medicine

                    L’Oms rende disponibile una mappa interattiva dei casi di nuova influenza A/H1N1 nel mondo. Le aree colpite dal virus sono indicate nella cartina con un bollino rosso. I bollini hanno dimensioni variabili, proporzionali al numero di casi confermati in laboratorio. Posizionandosi sul bollino viene riportato il numero totale di casi registrati nel Paese selezionato. Sul sito è anche possibile consultare il numero di nuovi casi confermati in ciascun Paese rispetto all’ultimo notiziario emanato dall’Oms, il numero globale di casi confermati e di decessi e i nuovi decessi rispetto al precedente aggiornamento. La situazione epidemiologica globale della nuova influenza A/H1N1 è, inoltre, fotografata dalla mappa interattiva messa a disposizione dal New England Journal of Medicine e messa a punto nell’ambito di HealthMap, il servizio creato da Google in collaborazione con ricercatori del Boston Children’s Hospital e dell'Università di Harvard, per visualizzare l’andamento delle epidemie nel mondo. Nel riquadro in alto a sinistra si può scegliere se effettuare la ricerca dei casi basandosi sui dati ufficiali (notiziari quotidiani di Cdc e Oms) o su quelli non ufficiali riportati dai media. Sulla mappa sono evidenziati i casi sospetti di contagio o di decesso e i casi confermati di contagio e di morte; cliccando sui singoli Paesi appare il numero di casi registrati. Cliccando in basso a destra, sul pulsante “view progression”, viene visualizzata la progressiva espansione dei casi di infezione da nuovo virus A/H1N1, da aprile sino a oggi, al livello mondiale. Consulta le mappe interattive dell’Oms e del New England Journal of Medicine.


                    Sistema di sorveglianza sindromica a Genova

                    È on line il report di giugno 2005 (pdf 409 kb) dell’attività di sorveglianza sindromica nell’area metropolitana genovese. Il rapporto è integrato con i dati di sorveglianza virologica che riguarda il periodo post epidemico. In particolare, gli indicatori di attività delle sindromi simil-influenzali (ILI) continuano a mostrare valori sottosoglia con un trend in diminuzione nelle ultime settimane. Si è passati da valori medi settimanali dell’indicatore di attività pari a 1,33 e 0,84 (registrati nelle due settimane precedenti) all’attuale 0,75.

                    Dall'ultimo report è stata osservata una modesta circolazione di virus parainfluenzale (rilevato in un campione). Il 5 giugno il virus A/H1N1 è stato rilevato in un paziente genovese con sindrome simil-influenzale. Il caso è stato confermato dal National Influenza Centre (NIC) pochi giorni dopo e si tratta del primo caso confermato in Liguria. Non emergono trend o picchi rilevanti dalla sorveglianza delle infezioni delle basse vie respiratorie (LRTI). Scarica il report (pdf 409 kb).


                    La situazione in Italia e nel mondo

                    Sono saliti a 76 i casi di influenza da nuovo virus A/H1N1 registrati in Italia.

                    Per i dettagli, leggi il notiziario e l’archivio dei comunicati stampa sul sito del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali.

                    Sulla base dei dati ufficiali dell’Ecdc, EpiCentro propone per gli operatori un aggiornamento frequente sul numero dei decessi, dei casi confermati e dei casi probabili in tutto il mondo.

                    La situazione è comunque molto dinamica: secondo il comunicato dell’Oms delle ore 6 del 15 giugno 2009, 76 Paesi hanno riportato casi di influenza A/H1N1, per un totale di quasi 36 mila casi registrati in tutto il mondo e 163 decessi.

                    Nelle ultime 24 ore, secondo il rapporto dell’Ecdc delle ore 17 del 17 giugno, sono 167 i nuovi casi confermati nei Paesi dell’Unione europea e dell’Efta. Questo porta a un totale di 2741 casi confermati in 26 Paesi Eu ed Efta. Il Regno Unito ha segnalato 121 nuovi casi. Al di fuori dell'Ue e dei Paesi Efta, il numero dei casi confermati è salito a oltre 38 mila e a 2159 nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore. La maggior parte dei nuovi casi sono stati confermati in Cile (880). Tre Paesi mediorientali (Giordania, Qatar e Yemen) riportano i loro primi casi.

                    Inoltre, dalla Francia, la notizia di un primo cluster non legato a viaggi: nel notiziario del 17 giugno delle ore 11 dell’Institut de Veille Sanitaire si parla di 14 persone, nel dipartimento dell’Alta Garonna, che non hanno viaggiato o avuto contatti con altri casi precedentemente confermati. L’episodio è ancora in corso di indagine.

                    Gli Stati Uniti in totale confermano oltre 17 mila casi di influenza provocati dal nuovo virus A/H1N1 e 44 decessi. Il Wisconsin è lo Stato più colpito, con 3008 casi, seguito da Texas (2049) e Illinois (1983). Maggiori dettagli sul sito dei Cdc di Atlanta.

                    Il Messico riporta oltre 7083 casi confermati e 113 decessi.

                    In Canada, infine, confermati 856 nuovi casi e 12 decessi: il punto sul sito dell’Agenzia di sanità pubblica canadese.


                    La situazione epidemiologica di New York

                    L’Health Department newyorkese, ha annunciato che la trasmissione locale del nuovo virus A/H1N1 sembra in diminuzione nella città di New York, secondo quanto riferito dai dipartimenti di emergenza che hanno segnalato un numero più basso di consultazioni mediche dovute a malattie di tipo influenzale. All’11 giugno 2009, il dipartimento della salute ha registrato 567 ospedalizzazioni e 16 morti. Leggi l’approfondimento sulla situazione epidemiologica descritta dal dipartimento della salute di New York.


                    In Australia scatta una nuova fase del piano pandemico

                    Il ministro della Salute australiano, Nicola Roxon, previa consultazione con i governi statali e territoriali e in base alle conoscenze acquisite fino a ora sulla nuova influenza A/H1N1, ha annunciato l’ingresso nella fase Protect del piano pandemico. Protect si accosta alle precedenti fasi Contain e Sustain, prestando una maggiore attenzione alle persone più vulnerabili. Sul sito del dipartimento della Salute australiano, leggi il comunicato e le faq (in inglese).


                    La situazione epidemiologica del Messico: dalla fase epidemica a quella endemica

                    In un comunicato dell’11 giugno 2009 il ministero della Salute messicano ha riferito che nel Paese il numero di nuove infezioni da nuova influenza A/H1N1 è in diminuzione. Ciò si deve al fatto che in Messico si è conclusa la fase epidemica, sostituita da una fase endemica, caratterizzata da focolai isolati e di facile controllo. Il Ministro ha inoltre precisato che l’emergere di nuovi casi si deve al fatto che il virus è entrato a far parte della vita quotidiana e che, per questa ragione, non dovrebbe provocare allarme nella popolazione. L’allerta epidemiologica verrà mantenuta per tutto il tempo necessario. Leggi il comunicato originale (in spagnolo).
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                    <cite cite="http://www.epicentro.iss.it/focus/h1n1/18-06-2009.asp">influenza da nuovo virus A/H1N1</cite>

                    Comment


                    • #11
                      Re: ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA': Aggiornamenti e sorveglianza virologica.

                      Influenza da nuovo virus A/H1N1. Notiziario - 25 giugno 2009 (Epi-Centro, editato)
                      Influenza da nuovo virus A/H1N1 - Notiziario - 25 giugno 2009

                      • Evoluzione della pandemia: le diapositive Ecdc in italiano
                      • La situazione in Italia e nel mondo
                      • Genova: i risultati del sistema di sorveglianza sindromica
                      • La situazione in Messico: aree più colpite e decessi
                      • Un’analisi dei dati individuali in Europa
                      • Aggiornamenti dalla letteratura scientifica
                      • Sorveglianza e studi durante una pandemia in Europa


                      Evoluzione della pandemia: le diapositive Ecdc in italiano

                      Dall’Ecdc un set di diapositive organizzate in moduli e destinate ai professionisti che illustrano l’evoluzione della pandemia a professionisti e decisori politici. Tradotte da Claudio Po (Assessorato alla Sanità della Regione Emilia-Romagna), queste slide si basano su una presentazione tenuta l’11 maggio 2009 a Stoccolma all’Ecdc Advisory Forum. Si consiglia di guardare le diapositive leggendo anche le note di accompagnamento (per visualizzare le note è necessario aprire il file ppt dopo averlo scaricato sul proprio computer). Alcune slide cambieranno nel corso del tempo, quindi sono previsti aggiornamenti periodici. Commenti alle diapositive sono benvenuti e possono essere inviati all’indirizzo di posta elettronica influenza@ecdc.europa.eu indicando come oggetto: Pandemic Power Points. Leggi la traduzione in italiano (ppt 1,2 Mb) e consulta le slide originali (in inglese, pdf 256 kb).


                      La situazione in Italia e nel mondo

                      Sono saliti a 102 i casi di influenza da nuovo virus A/H1N1 registrati in Italia.

                      Per i dettagli, leggi il notiziario e l’archivio dei comunicati stampa sul sito del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali. Per avere un quadro aggiornato dei casi nel mondo, clicca nel menù di sinistra su “numero dei casi”.

                      La situazione è comunque molto dinamica: secondo il comunicato dell’Oms delle ore 7 del 24 giugno 2009, 108 Paesi hanno riportato casi di influenza A/H1N1, per un totale di quasi 56 mila casi registrati in tutto il mondo e 238 decessi.

                      Nelle ultime 24 ore, secondo il rapporto dell’Ecdc delle ore 17 del 24 giugno, sono 404 i nuovi casi confermati nei Paesi dell’Unione europea e dell’Efta. Questo porta a un totale di 4844 casi confermati in 26 Paesi Eu ed Efta. La maggior parte dei nuovi casi segnalati sono nel Regno Unito (349), ma sono stati segnalati anche da Grecia (15), Finlandia (13), Svizzera (6) e Danimarca (3). Svezia, Repubblica Slovacca, Paesi Bassi e Austria segnalano 2 nuovi casi ciascuno, Cipro, Germania, Ungheria, Norvegia, Portogallo e Romania confermano 1 caso rispettivamente. Al di fuori dell’Ue e dei Paesi Efta, il numero dei casi confermati è salito a oltre 51 mila e 1155 nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore. La maggior parte dei nuovi casi sono stati confermati in Messico (338) e Thailandia (185).

                      Gli Stati Uniti in totale confermano oltre 21 mila casi di influenza provocati dal nuovo virus A/H1N1 e 87 decessi. Il Wisconsin è lo Stato più colpito, con 3 mila casi, seguito da Illinois (2526), Texas (2519), New York (1300), Massachusetts (1270) e California (1240). Maggiori dettagli sul sito dei Cdc di Atlanta.

                      Secondo il comunicato della Pan American Health Organization del 24 giugno 2009, in Sud America i Paesi più colpiti sono: Messico, con oltre 8200 casi confermati e 116 decessi, Cile (5186 casi confermati e 7 decessi) e Argentina (1294 casi confermati e 17 decessi).

                      In Canada, infine, confermati 6732 casi e 19 decessi: il punto sul sito dell’Agenzia di sanità pubblica canadese.


                      Genova: i risultati del sistema di sorveglianza sindromica

                      Disponibile il report del 19 giugno 2009 (pdf 260 kb) relativo all’attività di sorveglianza sindromica nell’area metropolitana genovese. Il rapporto è integrato con i dati di sorveglianza virologica che riguarda il periodo post epidemico. Gli indicatori di attività delle sindromi simil-influenzali (Ili) continuano a mostrare valori sottosoglia. Il valore medio dell’indicatore di attività nell’ultima settimana di sorveglianza è pari a 0,91, con un aumento dell’8% rispetto alla settimana del 28 maggio-3 giugno 2009 (valore medio dell’indicatore pari a 0,84) e del 21% rispetto alla settimana del 4-10 giugno 2009 (0,75). I valori medi osservati (0,92) nell’ultimo mese (17 maggio-17 giugno) sono sovrapponibili a quelli dello stesso periodo della stagione 2008 (0,97) e circa doppi rispetto a quelli della stagione 2007 (0,58). Dall’ultimo report è stata osservata una modesta circolazione di virus parainfluenzale e di metapneumovirus (rilevati in un campione ciascuno). Il 5 giugno il nuovo virus A/H1N1 è stato rilevato in un paziente genovese con sindrome simil-influenzale. Il 14 giugno è stato confermato il secondo caso di infezione da nuovo virus A/H1N1, il 15 e 16 giugno sono stati confermati il terzo e il quarto caso, entrambi contatti del secondo caso confermato, e il 17 giugno è stato confermato il quinto caso ligure. Non emergono trend o picchi rilevanti dalla sorveglianza delle infezioni delle basse vie respiratorie (Lrti). Scarica il report (pdf 260 kb).


                      La situazione in Messico: aree più colpite e decessi

                      Secondo il bollettino del 23 giugno 2009 emanato dal ministero della Salute messicano, l'epidemia di influenza A/H1N1 in Messico continua a diminuire. Tuttavia, viene sottolineata l’importanza di continuare ad adottare misure di prevenzione, come lavarsi frequentemente le mani e coprirsi il naso quando si starnutisce. La maggior parte dei casi di nuova influenza A/H1N1 è stata registrata nei seguenti Stati: Yucatan, Veracruz, Chiapas, Hidalgo e San Luis Potosi. I 116 decessi registrati nel Paese rappresentano l’1,4% del totale dei casi confermati: il 51,7% sono donne e il 48,3% uomini. Il 70,7% aveva tra i 20 e i 54 anni. Le persone decedute hanno manifestato sintomi come tosse (85,2%), febbre (84,3%), nausea (75,7%), malessere generale (54,8%) ed espettorazione (52,2%). Sul sito del ministero della Salute del Messico, leggi il bollettino originale (in spagnolo).


                      Un’analisi dei dati individuali in Europa

                      I risultati presentati nel rapporto dell’Ecdc del 17 giugno 2009 (in inglese) forniscono alcune informazioni generali su caratteristiche demografiche (età, sesso, Paese visitato), manifestazione clinica, trattamento e profilassi della popolazione contagiata dal nuovo virus A/H1N1 in 22 Paesi Ue ed Eea-Efta tra il 5 maggio e il 17 giugno 2009. I casi legati ai viaggi rappresentano la metà dei casi riportati. Le principali aree verso le quali hanno viaggiato i casi in questione sono stati, in ordine cronologico, Messico, Stati Uniti ed Europa. Il 70% dei casi riguarda bambini e giovani adulti sotto i 30 anni. I sintomi più frequenti sono di tipo respiratorio. Il 21% dei casi riporta almeno un sintomo gastrointestinale. La segnalazione di casi singoli rimane l’unico mezzo per produrre una curva epidemica dalla data di insorgenza. Ulteriori analisi sui rapporti relativi ai singoli casi saranno presentate nelle prossime settimane, in particolare sulle condizioni preesistenti e sulle complicazioni tra i casi ricoverati. Sebbene i rapporti sui singoli casi abbiano breve durata, l’Ecdc intende incoraggiare gli Stati membri dell'Ue a proseguire i propri sforzi per costruire una banca dati che meglio monitori e individui i gruppi a rischio e i fattori che contribuiscono allo sviluppo dell'epidemia. In Europa sono attivi diversi sistemi per la sorveglianza della pandemia A/H1N1 (sistema sentinella di raccolta tramite Tessy, segnalazione di casi aggregati attraverso Ewrs). I sistemi sentinella possono essere utilizzati tutto l’anno. La segnalazione dei casi individuali può essere sostituita da segnalazione di casi aggregati quando il numero dei casi diventa troppo elevato. Le informazioni raccolte attraverso questi differenti sistemi dovrebbero essere interpretate in modo da descrivere e controllare l’epidemia nei Paesi europei. Scarica il documento originale (in inglese, pdf 127 kb).


                      Aggiornamenti dalla letteratura scientifica

                      Il numero di Eurosurveillance pubblicato il 18 giugno 2009 (in inglese) dedica alcuni approfondimenti alla nuova influenza da virus A/H1N1:
                      • a eccezione dei tropici, l’andamento delle infezioni influenzali sembra essere influenzato dalla latitudine, ma non dalla longitudine. L’influenza stagionale si diffonde tipicamente tra novembre e marzo nell’emisfero settentrionale e tra aprile e settembre nell’emisfero meridionale. Un articolo di Eurosurveillance del 18 giugno 2009 segnala che nelle scorse settimane Cile e Australia hanno registrato un sensibile aumento dei casi di nuova influenza A/H1N1. Anche in Europa ci si aspetta che, dopo una diffusione moderata delle infezioni durante i mesi estivi, con l’inizio dell’inverno, il virus si diffonda più velocemente
                      • un articolo descrive i risultati della sorveglianza virologica di laboratorio fatta sui primi 54 casi di infezione da nuovo virus influenzale A/H1N1, segnalati in Italia tra il 27 aprile e il 10 giugno 2009. L’infezione ha coinvolto principalmente giovani adulti. L’articolo, firmato dai ricercatori dell’Iss, del ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali e della rete di sorveglianza virologica dell’influenza Influnet, descrive le caratteristiche virologiche del nuovo virus A/H1N1v isolato in Italia. La sorveglianza di laboratorio ha rappresentato uno strumento utile per il rilevamento tempestivo dei casi tra i viaggiatori e i loro contatti: molti laboratori hanno sviluppato metodologie per una rapida diagnosi dell’infezione di questo nuovo virus, in stretta collaborazione con il Centro nazionale influenza dell’Iss che ha fornito supporto per la diagnosi definitiva e la raccolta dei dati.
                      • tra il 9 maggio e il 4 giugno 2009, in Giappone, da 16 delle 47 prefetture hanno segnalato 401 casi confermati in laboratorio di nuovo virus influenzale A/H1N1. Le due zone più colpite sono state la prefettura di Osaka e la città di Kobe, dove si sono verificati focolai in alcune scuole che ne hanno comportato la chiusura. A oggi, tutti i casi hanno manifestato sintomi coerenti con l’influenza stagionale e non sono stati registrati casi gravi o fatali. Un articolo (in inglese) analizza l’epidemiologia delle infezioni da nuovo virus A/H1N1 in Giappone, tra maggio e giugno 2009
                      • per valutare l’impatto delle strategie di intervento sulla diffusione della nuova influenza A/H1N1 in Europa, sono stati impiegati modelli matematici sui recenti dati del Messico. La chiusura delle scuole è, al momento, la strategia principale per mitigare la diffusione del virus. Un articolo (in inglese) presenta simulazioni di diversi scenari possibili. Rispetto a una condizione di non intervento, la chiusura del 100% delle scuole in una comunità di 2 mila persone, alla soglia dell’1% di tasso di attacco cumulativo, comporterebbe una diminuzione dell’89,3% del numero totale dei casi sintomatici. Quando questa misura è associata al trattamento e all’isolamento domiciliare dei casi che manifestano sintomi, così come la riduzione del 50% dei contatti sociali, è prevista una riduzione del 94,8% del tasso di attacco cumulativo, insieme a una durata più breve della trasmissione influenzale
                      • campioni clinici prelevati da 79 individui sintomatici, con una storia recente di viaggi in Paesi con accertata trasmissione di nuova influenza A/H1N1 (Nord America), sono stati sottoposti a test con la Pcr real-time multipla, il cui bersaglio è costituito da un vasto spettro di agenti che possono causare infezioni respiratorie acute. A parte quattro casi di nuova influenza A/H1N1, in quasi il 60% dei campioni sono stati diagnosticati altri virus respiratori. Queste osservazioni indicano che molte diverse trasmissioni virali avvengono contemporaneamente in Paesi in cui continua la diffusione della nuova influenza A/H1N1. La definizione dei casi sospetti secondo criteri clinici ed epidemiologici sembra avere scarsa capacità di distinguere la nuova influenza A/H1N1 da altre infezioni virali. Leggi l’intero articolo.
                      • Un articolo del numero di Eurosurveillance del 28 maggio 2009 (in inglese) segnala un’epidemia di influenza A/H1N1 su una nave da crociera nei Caraibi con più di 1200 passeggeri a bordo. La nave è stata messa in quarantena al largo dell’isola venezuelana di Margarita. Ai passeggeri e al personale di bordo è stato impedito lo sbarco nelle precedenti fermate di Barbados e Grenada dopo che tre membri dell’equipaggio sono risultati positivi al virus dell’influenza A/H1N1. Si tratta del quinto caso di infezione su navi da crociera a partire dall’inizio della pandemia, il primo dei quali è stato segnalato il 25 maggio. Le misure per la salute pubblica, da adottare in caso di pandemia a bordo di navi destinate a viaggi internazionali, sono contenute nel Regolamento sanitario internazionale. L’autorità competente di un Paese può rifiutare la partenza o lo sbarco secondo la legislazione nazionale o secondo quanto riportato nel regolamento. I progetti Eu Shipsan e Shipsan Trainet (in inglese) prevedono linee guida per la prevenzione e il controllo delle malattie trasmissibili, a bordo di navi passeggeri. Una revisione della letteratura ha evidenziato che, dal 1997 al 2005, sono stati confermati nove focolai di influenza collegati a navi passeggeri, con tassi di attacco fino al 37%.
                      • Un articolo pubblicato il 15 giugno 2009 dal Canadian Medical Association Journal (in inglese) conferma che, come nelle tre precedenti pandemie, anche in quella attuale la gravidanza rappresenta un serio fattore di rischio. Un recente studio di letteratura evidenzia la sicurezza e l’assenza di effetti teratogenici degli inibitori della neuroaminidasi nelle donne incinta. Al momento, il farmaco più adeguato per le donne in gravidanza sembra essere l’oseltamivir, visto che sui suoi effetti sono disponibili più dati. Sia l’oseltamivir sia lo zanamivir sono considerati compatibili con l’allattamento al seno.


                      Sorveglianza e studi durante una pandemia in Europa

                      Dal 2006 l’Ecdc lavora con gli Stati membri e l’Oms per pianificare le attività di sorveglianza da intraprendere in caso di pandemia. Il rapporto tecnico dell’Ecdc “Surveillance and studies in a pandemic in Europe” (in inglese, pdf 410 kb), recentemente pubblicato, contiene le ultime valutazioni degli specialisti degli Stati membri e dell’Ecdc su questo tema. Il rapporto è il risultato di tre pubblicazioni precedenti: “Influenza surveillance in a pandemic paper from Ecdc working group” (in inglese, agosto 2007 - pdf 843 kb); “Stec O157 outbreak in the Netherlands” (in inglese, settembre-ottobre 2007) e “Meeting report. Now-casting and short-term forecasting during influenza pandemics” (in inglese, novembre 2007 - pdf 1,3 Mb). Il rapporto contiene un insieme di raccomandazioni complementari al documento “Global surveillance during an influenza pandemic” (in inglese), la guida provvisoria pubblicata dall’Oms nell’aprile 2009. Il documento descrive la materia, suddividendola in quattro distinte componenti:
                      1. individuazione rapida e indagine;
                      2. valutazione completa e rapida;
                      3. sorveglianza;
                      4. indagine rapida dell’efficacia e dell’impatto delle contromisure (compresa la sicurezza degli interventi farmaceutici) per mitigare la pandemia.

                      Alla luce di quanto successo nel 1968 e nel 1957, e probabilmente nel 1918, è stato stabilito che è raro che una pandemia abbia origine in Europa. Di conseguenza, la fase di individuazione rapida e indagine probabilmente avrà luogo altrove. Ovviamente questo è ciò che è avvenuto nella pandemia del 2009, anche se il virus è emerso in Occidente, la maggior parte degli osservatori tenevano sotto controllo l’Oriente. In ogni modo, sarà di vitale importanza per l’Europa realizzare a pieno le altre tre componenti, che avranno bisogno di essere supportate da studi speciali e sorveglianza (microbiologica) basata su osservazioni di laboratorio. Una valutazione rapida e completa (componente 2) è essenziale e i parametri dei virus responsabili di una eventuale pandemia, che non possono essere previsti, sono molti. Non è necessario che la valutazione avvenga in tutti i Paesi: la cosa migliore sarebbe che avvenisse nei primi Paesi colpiti, con il supporto dell’Ecdc e dell’Oms, e che tutti i risultati venissero condivisi con gli altri Stati. Un buon esempio di questa valutazione rapida è già avvenuto nel 2009, perché non appena il ceppo è stato individuato, il virus è stato messo a disposizione di coloro che ne avevano bisogno per sviluppare i test diagnostici e iniziare la produzione del vaccino. Un’attività di natura più epidemiologica è in corso nei Paesi maggiormente colpiti, non solo in Europa, ma anche in Nord America, dove la pandemia è iniziata prima. Il documento mette in evidenza che tutti i Paesi europei hanno bisogno di realizzare la sorveglianza (componente 3) per dare supporto all’effettiva gestione dei propri sistemi sanitari e degli altri servizi e per comprendere meglio in quale fase della pandemia si trovino i vari Paesi. L’Ecdc sostiene che la sorveglianza internazionale dovrebbe essere semplificata, dal momento che molti Paesi avranno difficoltà a fornire informazioni di routine dettagliate agli organismi internazionali e a mantenere allo stesso tempo i processi interni vitali. L’Ecdc ha aggiunto come componente 4 le indagini dell’impatto delle misure sanitarie pubbliche (e la sicurezza delle contromisure farmaceutiche).

                      Leggi il testo originale (in inglese, pdf 302 kb) sul rapporto dell'Ecdc del 14 giugno 2009 e scarica il rapporto tecnico dell’Ecdc “Surveillance and studies in a pandemic in Europe” (in inglese, pdf 410 kb).
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                      <cite cite="http://www.epicentro.iss.it/focus/h1n1/25-06-2009.asp">influenza da nuovo virus A/H1N1</cite>

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                      • #12
                        Re: ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA': Aggiornamenti e sorveglianza virologica.

                        Influenza da nuovo virus A/H1N1 - Notiziario - 2 luglio 2009 (da Epi-Centro, editato)
                        Influenza da nuovo virus A/H1N1 - Notiziario - 2 luglio 2009

                        • Isolato un ceppo secondario di A/H1N1 resistente all’oseltamivir in Danimarca
                        • La Spagna registra il suo primo caso di decesso per nuova influenza A/H1N1
                        • Diffusione della nuova influenza A/H1N1 tra il personale sanitario negli Stati Uniti
                        • Argentina: dichiarata l’emergenza sanitaria nella città di Buenos Aires
                        • Comunicazione delle strategie di risposta all’influenza A/H1N1: messaggi chiave Ecdc
                        • La situazione in Italia e nel mondo
                        • Genova: i risultati del sistema di sorveglianza sindromica
                        • Realizzato il primo modello tridimensionale della neuraminidasi


                        Isolato un ceppo secondario di A/H1N1 resistente all’oseltamivir in Danimarca

                        Il report sulla valutazione di pericolo dell’Ecdc del 1 luglio 2009 riferisce che in Danimarca è stato isolato un ceppo secondario di A/H1N1 oseltamivir-resistente. I dettagli nell’approfondimento dell’Ecdc e nella traduzione in italiano a cura della redazione di EpiCentro.


                        La Spagna registra il suo primo caso di decesso per nuova influenza A/H1N1

                        Il ministero della Salute e delle Politiche sociali spagnolo il 30 giugno 2009 ha annunciato il primo decesso in territorio spagnolo causato dalla nuova influenza A/H1N1. Si tratta di una donna di venti anni di origine marocchina incinta di 28 settimane, con una storia pregressa di asma. La donna era stata ricoverata in terapia intensiva presso l’ospedale universitario Gregorio Marañón di Madrid il 15 giugno. Dopo alcuni giorni di evoluzione della malattia, la paziente è morta all’alba del 30 giugno, il giorno dopo aver dato alla luce, con taglio cesareo, il proprio bambino. Il neonato è sano e sta ricevendo le cure necessarie. Leggi il comunicato stampa del 30 giugno 2009 del ministero della Salute e delle Politiche sociali spagnolo.


                        Diffusione della nuova influenza A/H1N1 tra il personale sanitario negli Stati Uniti

                        Un articolo del bollettino Usa Morbidity and Mortality Weekly Report (Mmwr) dei Cdc americani pubblicato il 19 giugno 2009 illustra la diffusione della nuova influenza A/H1N1 tra il personale sanitario negli Stati Uniti. Al 13 maggio 2009 i Cdc americani hanno ricevuto 48 segnalazioni relative a probabili casi di infezione da virus A/H1N1 tra gli addetti del personale sanitario e di questi, 26 forniscono dettagli sui fattori di rischio del contagio. Nella metà dei casi (13) la trasmissione si è verificata durante l’attività di assistenza sanitaria: in 12 casi la trasmissione è stata da paziente a personale sanitario, mentre in un solo caso l’infezione è stata da personale sanitario a personale sanitario. Degli 11 casi di probabile trasmissione da paziente a personale sanitario per cui sono disponibili informazioni sulle misure di protezione personale, solo 3 riportano l’uso di maschere chirurgiche o di mascherine respiratorie N95. I dati indicano che le misure adottate dagli operatori sanitari per proteggersi dal contagio andrebbero rafforzate.


                        Argentina: dichiarata l’emergenza sanitaria nella città di Buenos Aires

                        Il capo del governo di Buenos Aires, Mauricio Macri, il 30 giugno ha annunciato l’emergenza sanitaria nella Città di Buenos Aires a seguito della diffusione della nuova influenza A/H1N1 e ha predisposto la proroga delle vacanze scolastiche invernali per motivi di profilassi, dal 6 luglio al 2 agosto. Macri ha inoltre raccomandato alle persone con sintomi di influenza di non frequentare lezioni, luoghi di lavoro o siti con grandi assembramenti di persone. Il decreto di emergenza sanitaria fa sì che ospedali pubblici e privati vengano coordinati dal ministero della Salute della città, che gestirà le risorse disponibili sia in termini di operatori sanitari sia di posti letto per i pazienti che richiedono il ricovero ospedaliero. Leggi il comunicato originale del Governo della città di Buenos Aires (in spagnolo).


                        Comunicazione delle strategie di risposta all’influenza A/H1N1: messaggi chiave Ecdc

                        L’Ecdc ha pubblicato una serie di messaggi chiave sulla mitigazione e sul rinvio, le due modalità per comunicare le strategie di risposta all’influenza A/H1N1. Il documento ha l’obiettivo di fornire alle autorità nazionali una visione generale, con evidenze e consigli per informare i decisori politici e per implementare strategie di risposta, soprattutto quando le infezioni da virus A/H1N1 si diffonderanno nelle comunità dei Paesi Eu e See (Spazio economico europeo). Consulta i messaggi chiave dell’Ecdc sulla mitigazione e sul rinvio (in inglese, pdf 62 kb) e leggi la traduzione del documento in italiano.


                        La situazione in Italia e nel mondo

                        Sono saliti a 130 i casi di influenza da nuovo virus A/H1N1 registrati in Italia. Per i dettagli, leggi il notiziario e l’archivio dei comunicati stampa sul sito del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali. Per avere un quadro aggiornato dei casi nel mondo, clicca nel menù di sinistra su “numero dei casi”.

                        La situazione è comunque molto dinamica: secondo il comunicato dell’Oms delle ore 9 del 1 luglio 2009 sono più di 77 mila i casi di nuova influenza A/H1N1 registrati in tutto il mondo e 332 i decessi.

                        Nelle ultime 24 ore, secondo il rapporto dell’Ecdc delle ore 17 del 1 luglio 2009, sono 711 i nuovi casi confermati nei Paesi dell’Unione europea e dell’Efta (compresi i 601 casi riportati dal Regno Unito). Questo porta a un totale di 8890 casi confermati in 29 Paesi Eu ed Efta, compresi 4 decessi. I casi confermati nelle ultime 24 ore al di fuori dei Paesi Eu-Efta sono 1114.

                        Gli Stati Uniti in totale confermano oltre 27 mila casi di influenza provocati dal nuovo virus A/H1N1 e 127 decessi. Il Wisconsin è lo Stato più colpito, con 4273 casi, seguito da Texas (2981), Illinois (2875), New York (2272), California (1492), Pennsylvania (1483) e Massachusetts (1287). Maggiori dettagli sul sito dei Cdc di Atlanta.

                        Secondo il comunicato della Pan American Health Organization del 1 luglio 2009, in Sud America i Paesi più colpiti sono: Messico, con oltre 9 mila casi confermati e 119 decessi, Cile (7376 casi confermati e 14 decessi) e Argentina (1587 casi confermati e 26 decessi).

                        In Canada, infine, confermati 7983 casi e 25 decessi: il punto sul sito dell’Agenzia di sanità pubblica canadese.


                        Genova: i risultati del sistema di sorveglianza sindromica

                        Disponibile il report del 29 giugno 2009 (pdf 207 kb) relativo all’attività di sorveglianza sindromica nell’area metropolitana genovese. Il rapporto è integrato con i dati di sorveglianza virologica che riguarda il periodo post epidemico. Gli indicatori di attività delle sindromi simil-influenzali (Ili) continuano a mostrare valori sottosoglia stabili rispetto a quanto registrato nelle ultime settimane. Dall’ultimo report è stata osservata una modesta circolazione di virus parainfluenzale (rilevato in un campione). Dal 17 giugno, data in cui è avvenuta la conferma di laboratorio del quinto caso ligure, non sono stati rilevati ulteriori casi di infezione da nuovo virus A/H1N1. Nulla di rilevante emerge dalla sorveglianza delle infezioni delle basse vie respiratorie (Lrti). Scarica il report (pdf 207 kb).


                        Realizzato il primo modello tridimensionale della neuraminidasi

                        I ricercatori dell’Istituto di Bioinformatica (Bii) di Singapore hanno realizzato un modello 3D della neuraminidasi, una delle principali proteine di superficie del virus della nuova influenza A/H1N1 con l’obiettivo di raccogliere informazioni utili a sviluppare strategie per combattere il virus e per mettere a punto cure efficaci per i pazienti. Il modello tridimensionale permette di ottenere la mappa della regione della proteina soggetta a mutazioni e di determinare se farmaci e vaccini indirizzati a specifiche aree della proteina siano efficaci o meno. Il modello della neuraminidasi ha già permesso di scoprire che la proteina ha una superficie suscettibile a mutazione paragonabile a quella del virus dell’influenza aviaria H5N1 e a quella di altri virus del tipo H1N1. Sul sito di Biology Direct, leggi l’articolo originale (in inglese, pdf 775 kb).
                        -
                        <cite cite="http://www.epicentro.iss.it/focus/h1n1/2-07-2009.asp">influenza da nuovo virus A/H1N1</cite>

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                        • #13
                          Re: ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA': Aggiornamenti e sorveglianza virologica.

                          Influenza da nuovo virus A/H1N1 - Notiziario - 9 luglio 2009 (EpiCentro, editato)
                          Influenza da nuovo virus A/H1N1 - Notiziario - 9 luglio 2009

                          • Situazione epidemiologica e sorveglianza in Italia: un articolo di Eurosurveillance
                          • Gli esperti europei a confronto su attività di preparazione e scenari futuri
                          • Riunione internazionale di Cancun: lezioni apprese e prossimi passi
                          • L’Oms conferma l’individuazione di virus resistenti all’oseltamivir
                          • Analisi dei dati individuali nei Paesi Ue ed Eea
                          • Regno Unito: dalla fase di contenimento a quella di trattamento
                          • Aggiornamenti dalla letteratura scientifica
                          • La situazione in Italia e nel mondo
                          • Genova: i risultati del sistema di sorveglianza sindromica
                          • Identificato in Canada un nuovo ceppo di influenza.


                          Situazione epidemiologica e sorveglianza in Italia: un articolo di Eurosurveillance

                          Il numero di Eurosurveillance del 9 luglio 2009 dedica un articolo alla situazione epidemiologica italiana e descrive il sistema di sorveglianza attivo nel nostro Paese. Leggi il rapporto Enhanced epidemiological surveillance of influenza A(H1N1)v in Italy”(in inglese). La traduzione del documento sarà disponibile su EpiCentro nei prossimi giorni.


                          Gli esperti europei a confronto su attività di preparazione e scenari futuri

                          Nella prima settimana di luglio la Presidenza svedese dell’Unione europea ha organizzato in Svezia due importanti meeting sul virus pandemico A/H1N1 del 2009-2010. Il primo, un seminario tecnico, ha avuto luogo il 2 e 3 luglio a Jönköping, in Svezia. In questa riunione gli esperti degli Stati membri hanno esaminato questioni come il passaggio dalla fase di mitigazione a quella di trattamento, i vaccini, le misure di sanità pubblica e le attività di collaborazione tra i diversi Paesi membri dell’Unione. Gli Stati membri, l’Ecdc, l’Oms e la Commissione europea hanno discusso su come collaborare per migliorare la preparazione alla diffusione pandemica dell’influenza A/H1N1 e alla prossima stagione influenzale, esaminando e condividendo le proprie esperienze. Le presentazioni degli esperti, comprese le lezioni imparate dai Paesi colpiti, come il Regno Unito, la Spagna e la Francia sono disponibili sul sito della Presidenza svedese dell’Unione europea.

                          Consulta i materiali relativi agli interventi di Zsuzsanna Jakab, direttore Ecdc, alla conferenza di Jönköping:


                          Il 6-7 luglio, a seguito del workshop tecnico, i ministri della Salute dei Paesi Ue hanno discusso le proprie esperienze e i futuri settori di cooperazione per migliorare la preparazione per la pandemia. Il lavoro per sviluppare una strategia comune continua: i ministri della Salute europei sono chiamati a metterla appunto entro l’autunno. A questo proposito, la Presidenza svedese ha annunciato che agli inizi di ottobre si terrà un ulteriore incontro Epsco (Consiglio economico e sociale dei ministri del Welfare). I ministri hanno discusso dell’importanza di assicurare che tutti i cittadini europei sappiano come proteggere al meglio se stessi e le proprie famiglie dall’influenza. La cooperazione tra i Paesi comprenderà diverse misure in materia di vaccini, farmaci antivirali e altre misure di sanità pubblica ed è stata sottolineata l’importanza a livello comunitario di raggiungere un accordo circa le migliori modalità di comunicazione con i cittadini degli Stati membri. Leggi il comunicato stampa sul sito della Presidenza svedese dell’Ue.


                          Riunione internazionale di Cancun: lezioni apprese e prossimi passi

                          Dall’1 al 3 luglio la città di Cancun, in Messico, ha ospitato un meeting internazionale per fare il punto sulla nuova influenza A/H1N1 e, in particolare, per condividere le diverse esperienze, utili alla programmazione delle prossime attività di preparazione. Durante l’evento, che ha riunito i ministri della Sanità e gli esperti del settore di 43 Paesi provenienti dai cinque continenti, si è discusso di tecniche e strumenti metodologici per la prevenzione, il contenimento e la mitigazione della nuova influenza A/H1N1 nel corso dei prossimi mesi. In particolare, sono state condivise le esperienze maturate dai Paesi e dai diversi settori di sanità pubblica nella risposta all’epidemia. I principali temi dell’incontro sono stati: comunicazione del rischio, vaccini e antivirali, interventi medici e di sanità pubblica in contesti diversi (ospedali, scuole, comuni, aeroporti, luoghi di lavoro), riserva strategica e regolamenti sanitari internazionali.

                          Leggi:


                          L’Oms conferma l’individuazione di virus resistenti all’oseltamivir

                          Dopo l'identificazione di tre casi sporadici di resistenza all’oseltamivir, segnalati da Danimarca, Giappone e Hong Kong, l’Oms conferma che non vi sono prove che indicano lo sviluppo di una diffusa resistenza antivirale nella pandemia di influenza A/H1N1. L’Oms è stata informata dalle autorità sanitarie dei tre Paesi che esami di laboratorio hanno individuato virus H1N1 resistenti al farmaco antivirale oseltamivir (noto come Tamiflu). I virus sono stati rilevati in tre pazienti che non hanno manifestato gravi sintomi e che hanno avuto un completo recupero. Le indagini non hanno rilevato il virus resistente nella cerchia dei contatti stretti di queste tre persone. I virus sono resistenti all’oseltamivir, ma rimangono sensibili allo zanamivir. Circa 1000 virus H1N1 pandemici sono stati esaminati dai laboratori del Global Influenza Surveillance Network: tutti si sono dimostrati sensibili sia all’oseltamivir sia allo zanamivir. L’Oms e i suoi partner continueranno a svolgere un costante monitoraggio dei virus influenzali per la resistenza ai farmaci antivirali. Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, questi casi di resistenza ai farmaci sembrano essere sporadici. Al momento, non vi è alcuna prova di uno sviluppo di una diffusa resistenza antivirale nel virus H1N1 pandemico. Questa valutazione dei rischi non comporta alcun cambiamento nelle indicazioni di trattamento clinico dell’Oms. I farmaci antivirali, se utilizzati come raccomandato, restano un elemento fondamentale di risposta di sanità pubblica. Leggi il comunicato originale dell’Oms (in inglese).


                          Analisi dei dati individuali nei Paesi Ue ed Eea

                          I risultati presentati nel rapporto dell’Ecdc del 2 luglio 2009 (in inglese) forniscono alcune informazioni generali su caratteristiche demografiche (età, sesso, Paese visitato), manifestazione clinica, trattamento e profilassi della popolazione contagiata dal nuovo virus A/H1N1 in 25 dei 28 Paesi dell’Ue/Eea colpiti fino al 29 giugno 2009. I dati cui si riferisce il rapporto sono stati forniti dai punti di contatto nazionali per la sorveglianza e per l’Early Warning and Response System dei Paesi dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo. Scarica il documento originale (in inglese, pdf 124 kb) e leggi la traduzione in italiano.


                          Regno Unito: dalla fase di contenimento a quella di trattamento

                          In seguito al cambiamento di strategia di risposta dal "contenimento" alla "mitigazione", all'annuncio di un numero stimato di 100 mila nuovi casi di malattia alla settimana durante il picco, atteso nel Regno Unito per la fine del mese di agosto, il dipartimento della Salute del Regno Unito pubblica una guida per l’attuazione pratica della nuova strategia. La guida illustra le motivazioni all’origine della decisione di passare alla fase di mitigazione per la gestione di una pandemia influenzale; definisce i ruoli e le responsabilità del National Health Service (Nhs) nel corso dei prossimi mesi e il ruolo del personale di prima linea. Per maggiori approfondimenti e per scaricare la guida, visita il sito del dipartimento della Salute del Regno Unito.


                          Aggiornamenti dalla letteratura scientifica

                          Il numero di Eurosurveillance pubblicato il 2 luglio 2009 (in inglese) dedica alcuni approfondimenti alla nuova influenza da virus A/H1N1:
                          • un articolo riporta i risultati di uno studio relativo all’evoluzione dell’epidemia di nuova influenza A/H1N1 nell’area di Città del Messico con le misure di controllo adottate ad aprile e maggio 2009. Il modello mostra come le misure sanitarie abbiano posticipato il picco dell’epidemia e diminuito la sua intensità. Lo studio evidenzia, inoltre, che le misure sanitarie hanno determinato una riduzione del numero di casi dal 10% a meno del 6% della popolazione totale e che il modello costruito è in grado di predire il periodo di picco e di spiegare gli effetti delle misure di controllo
                          • per determinare adeguate misure di contenimento e di mitigazione dell’influenza pandemica, le autorità sanitarie hanno bisogno di conoscere il tasso di letalità (CFR) per questa nuova infezione. Un articolo illustra quattro diversi metodi per ottenere una stima del range del CFR per l’infezione sintomatica provocata da questo ceppo pandemico nei Paesi sviluppati. Tutti i metodi producono valori sostanzialmente più bassi (range da 0,06% a 0,0004%) della stima precedentemente pubblicata per il Messico (0,4%). Dal momento che questi risultati hanno molti limiti, per ottenere delle stime più accurate è necessario migliorare la sorveglianza e aumentare i controlli sierologici sia nei Paesi sviluppati sia nei Paesi in via di sviluppo
                          • un articolo presenta StatFlu, un nuovo strumento per la modellizzazione statica del carico ospedaliero dovuto all’influenza pandemica di cui possono servirsi i decisori. L'emergere di un nuovo ceppo di virus influenzale può mettere a dura prova le capacità ospedaliere: questo strumento fornisce grafici sul possibile carico atteso dell’epidemia sui reparti ospedalieri e sulle unità di assistenza primaria in funzione del tempo, aiutando chi lo utilizza a prendere decisioni.


                          La rivista Science ha pubblicato due articoli sulle caratteristiche di patogenicità e trasmissibilità del nuovo virus pandemico A/H1N1 nei modelli animali dei topi e dei furetti. I risultati dei due studi, condotti negli Stati Uniti e in Olanda, evidenziano che la trasmissibilità del virus pandemico nei furetti è simile o leggermente superiore a quella dell’influenza stagionale A/H1N1. Sul sito di Science, consulta gli abstract degli studi condotti negli Stati Uniti e in Olanda e leggi il commento dell’Ecdc.


                          La situazione in Italia e nel mondo

                          Sono saliti a 180 i casi di influenza da nuovo virus A/H1N1 registrati in Italia. Per i dettagli, leggi il notiziario e l’archivio dei comunicati stampa sul sito del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali. Per avere un quadro aggiornato dei casi nel mondo, clicca nel menù di sinistra su “numero dei casi”.

                          La situazione è comunque molto dinamica: secondo il comunicato dell’Oms delle ore 9 del 6 luglio 2009 sono più di 94 mila i casi di nuova influenza A/H1N1 registrati in tutto il mondo e 429 i decessi. Nelle ultime 24 ore, secondo il rapporto dell’Ecdc delle ore 17 dell’8 luglio 2009, sono 238 i nuovi casi confermati nei Paesi dell’Unione europea e dell’Efta. Questo porta a un totale di 10.820 casi confermati nei Paesi Eu ed Efta, compresi 4 decessi. I casi confermati nelle ultime 24 ore al di fuori dei Paesi Eu ed Efta sono 1254, per un totale di 89.894 casi. Cinque i nuovi casi mortali in questi Paesi: 4 in Thailandia e 1 in Giamaica.

                          Gli Stati Uniti, in totale confermano quasi 34 mila casi di influenza provocati dal nuovo virus A/H1N1 e 170 decessi. Il Wisconsin è lo Stato più colpito, con 5861 casi, seguito da Texas (3991), Illinois (3166) e New York (2499). Maggiori dettagli sul sito dei Cdc di Atlanta. Secondo il comunicato della Pan American Health Organization dell’8 luglio 2009, in Sud America i Paesi più colpiti sono: Messico, con oltre 11 mila casi confermati e 119 decessi, Cile (9024 casi confermati e 19 decessi) e Argentina (2485 casi confermati e 60 decessi). In Canada, infine, confermati 9429 casi e 37 decessi: il punto sul sito dell’Agenzia di sanità pubblica canadese.


                          Genova: i risultati del sistema di sorveglianza sindromica

                          Disponibile il report del 6 luglio 2009 (pdf 209 kb) relativo all’attività di sorveglianza sindromica nell’area metropolitana genovese. Il rapporto è integrato con i dati di sorveglianza virologica che riguarda il periodo post epidemico. Gli indicatori di attività delle sindromi simil-influenzali (Ili) e delle infezioni delle basse vie respiratorie (Lrti) sono stabilmente baseline. Nel corso dell'ultima settimana non sono stati rilevati né altri casi di infezione da virus A/H1N1 in pazienti Liguri, né altre virosi respiratorie. È stato rilevato un caso di infezione da A/H1N1 in un paziente ricoverato presso l’Ospedale S. Chiara di Trento, per conto del quale si eseguono i test per il rilevamento del virus. Scarica il report (pdf 209 kb).


                          Identificato in Canada un nuovo ceppo di influenza

                          Il governo del Canada sta lavorando in stretta collaborazione con la Provincia di Saskatchewan per valutare il rischio per la salute pubblica causato da un nuovo ceppo di influenza che è stato rilevato nella Provincia. È quanto riferisce l’Agenzia di salute pubblica canadese in un comunicato stampa del 7 luglio 2009. Il nuovo ceppo di influenza è stato individuato in due lavoratori di una fattoria di maiali della Provincia di Saskatchewan ed è il risultato di una ricombinazione di influenza umana stagionale e virus dell’influenza suina. Il ministro della Sanità canadese afferma che i risultati preliminari indicano che il rischio per la salute pubblica è basso.
                          -
                          <cite cite="http://www.epicentro.iss.it/focus/h1n1/9-07-2009.asp">influenza da nuovo virus A/H1N1</cite>

                          Comment


                          • #14
                            Re: ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA': Aggiornamenti e sorveglianza virologica.

                            Influenza da nuovo virus A/H1N1 - Notiziario - 16 luglio 2009 (EpiCentro, editato)
                            Influenza da nuovo virus A/H1N1 - Notiziario - 16 luglio 2009

                            • Situazione epidemiologica e sorveglianza in Italia
                            • Aggiornamenti dalla letteratura scientifica
                            • Patogenicità e pericolosità del nuovo virus: i risultati di uno studio americano
                            • Le raccomandazioni Oms sui vaccini per la pandemia (H1N1) del 2009
                            • Terapia intensiva e casi gravi di infezione da nuovo virus A(H1N1)
                            • Genova: i risultati del sistema di sorveglianza sindromica
                            • La situazione in Italia e nel mondo


                            Situazione epidemiologica e sorveglianza in Italia

                            Il numero di Eurosurveillance pubblicato il 9 luglio 2009 dedica un articolo alla situazione epidemiologica italiana e descrive il sistema di sorveglianza attivo nel nostro Paese. Al 7 luglio 2009, in Italia, metà delle 21 Regioni hanno riportato un totale di 158 casi d’influenza A(H1N1) confermati in laboratorio. Al momento, tutti i casi hanno manifestato sintomi simili all’influenza stagionale e non sono stati segnalati casi gravi o mortali. In Italia è stata organizzata una sorveglianza attiva dei casi così da garantire le appropriate misure per rallentare la diffusione del nuovo virus. Il rapporto descrive la sorveglianza epidemiologica, al momento in atto in Italia. Leggi il rapporto originale “Enhanced epidemiological surveillance of influenza A(H1N1)v in Italy” (in inglese) e la traduzione in italiano.


                            Aggiornamenti dalla letteratura scientifica

                            Il numero di Eurosurveillance pubblicato il 9 luglio 2009 (in inglese) dedica alcuni approfondimenti alla nuova influenza da virus A/H1N1:
                            • un articolo fa il punto sull’epidemiologia descrittiva di un grosso focolaio d’influenza A(H1N1) a maggio 2009 nelle West Midlands, Regno Unito, dove una scuola primaria di Birmingham è stata colpita da un’importante epidemia d’influenza A(H1N1). Tra i bambini e il personale scolastico sono stati registrati 175 casi sintomatici, di cui 64 (37%) sono risultati positivi al test dell’influenza A(H1N1). Escludendo due adulti dello staff scolastico, anch’essi postivi al test, l’età media dei casi, compresi tra i 4 e i 12 anni, è risultata pari a 8,5 anni e la mediana pari a 9 anni. I sintomi riportati sono: stato febbrile (84%), congestione nasale (70%), mal di gola (59%). Nessun caso è stato ricoverato
                            • un articolo riguarda l’epidemiologia e il controllo dei primi 115 casi di influenza A(H1N1) nei Paesi Bassi. Il 30 aprile 2009, nei Paesi Bassi, si registra il primo caso d’influenza A(H1N1). Si tratta di una bambina di 3 anni di ritorno da un viaggio in Messico. Al 24 giugno 2009, i casi d’influenza A(H1N1) nel Paese sono 115, di cui 51 (44%) acquisiti localmente e 64 (56%) importati. Tre i casi sporadici. I casi trasmessi localmente hanno registrato un’età media più bassa dei casi importati, rispettivamente 18 e 31 anni. Mal di gola, tosse e/o coriza (90%), febbre maggiore o uguale a 38°C (88%), mialgia (52%) e diarrea (9%) i sintomi più comuni. Non è stato registrato alcun decesso
                            • a giugno 2009, in una scuola del distretto di Tolosa, si è diffusa un’epidemia d’influenza A(H1N1). Il 12 giugno 2009 il preside della scuola ha notificato che in una classe 11 ragazzi erano assenti per febbre e disturbi respiratori. Degli studenti contagiati, compresi tra gli 11 e i 12 anni d’età, nessuno era stato all’estero recentemente. Tra ragazzi e insegnanti sono 5 i casi probabili e 15 i casi confermati d’influenza A(H1N1), di cui 3 asintomatici. Mal di testa (94%), tosse (88%), febbre (76%), male alla gola (41%) e raffreddore (35%) i sintomi più diffusi. Non è stata riportata alcuna complicazione. Dal 15 giugno la scuola è stata chiusa per una settimana.
                            • epidemia d’influenza A(H1N1) in un collegio nel Sud-est dell’Inghilterra: a maggio-giugno 2009, in un collegio dell’Inghilterra sudorientale, si è manifestata un’epidemia d’influenza A(H1N1) che ha coinvolto 102 ragazzi. Il virus A(H1N1) è stato confermato da analisi di laboratorio in 63 casi, mentre per i restanti 39 non è stato possibile accertare la diagnosi. Il contagio è probabilmente avvenuto durante una partita di tennis svoltasi in un’altra scuola a cui hanno assistito alcuni studenti del collegio. Il collegio è stato chiuso dal 28 maggio al 7 luglio e a tutti gli studenti e al personale scolastico è stata offerta una consulenza per la profilassi antivirale.


                            Patogenicità e pericolosità del nuovo virus: i risultati di uno studio americano

                            L’agente patogeno del virus influenzale H1N1 è più virulento di quanto ipotizzato in un primo momento. È quanto emerge in uno studio pubblicato il 13 luglio 2009 sulla rivista Nature (pdf 700 kb), a cura di un team internazionale di ricercatori guidati dal virologo dell’Università del Wisconsin Yoshihiro Kawaoka. Rispetto ai comuni virus influenzali stagionali, il virus H1N1 è in grado di infettare le cellule in profondità nei polmoni, dove può causare polmonite e, in casi gravi, morte. Tipicamente i virus stagionali infettano solo le cellule delle vie respiratorie superiori. Non sarebbe dunque corretto considerare il nuovo agente patogeno simile a quello dell’influenza stagionale. La capacità di infettare i polmoni, è un meccanismo proprio anche di altri virus pandemici, in particolare del virus del 1918, che ha ucciso decine di milioni di persone alla fine della prima guerra mondiale. Ci sono probabilmente altre analogie con il virus del 1918: lo studio ha evidenziato che le persone nate prima del 1918 possiedono anticorpi che le proteggono contro il nuovo virus A/H1N1v. Per valutare la natura della patogenicità del virus A/H1N1v, Kawaoka e colleghi hanno infettato con il virus pandemico e un virus influenzale stagionale diversi gruppi di topi, furetti e primati non umani - tutti modelli ampiamente accettati per gli studi sull’influenza. Hanno scoperto che il virus A/H1N1v si replica in modo molto più efficiente nel sistema respiratorio di quello dell’influenza stagionale e che provoca gravi lesioni nei polmoni, simili a quelle causate da altri tipi di influenza pandemica più virulenta. Il nuovo studio è stato condotto utilizzando campioni di virus di casi verificatisi in California, Wisconsin, Paesi Bassi e Giappone. Il lavoro ha valutato anche la risposta immunitaria di diversi gruppi al nuovo virus ed è emerso che le persone esposte al virus del 1918, ormai in età avanzata, possiedono anticorpi che neutralizzano il nuovo virus A/H1N1v. Scarica l’articolo originale (pdf 700 kb, in inglese) e consulta la presentazione dello studio sul sito dell’Università di Wisconsin-Madison.


                            Le raccomandazioni Oms sul vaccino pandemico A(H1N1)v

                            Il 7 luglio 2009, lo Strategic Advisory Group of Experts (Sage) dell’Oms, si è riunito a Ginevra per discutere e redigere raccomandazioni relative al vaccino pandemico A(H1N1)v del 2009. Il gruppo di esperti dell’Oms ha riesaminato l’attuale situazione epidemiologica, lo stato effettivo della produzione del vaccino stagionale e la potenziale capacità di produzione del vaccino per la nuova influenza A(H1N1)v. Ha inoltre valutato le possibilità per l’uso del vaccino. Tre gli obiettivi che i singoli Paesi possono adottare come parte della propria strategia di vaccinazione:
                            • proteggere l’integrità del sistema sanitario e delle infrastrutture del Paese
                            • ridurre la morbilità e la mortalità
                            • ridurre la trasmissione del virus pandemico all’interno della comunità.


                            Ogni strategia nazionale dovrebbe riflettere la situazione epidemiologica del Paese, le risorse e le capacità di accesso al vaccino e di implementazione delle campagne di vaccinazione rivolte a gruppi specifici. Tra le raccomandazioni del direttore generale dell’Oms:
                            • tutti i Paesi dovrebbero avere come priorità la vaccinazione degli operatori sanitari, per proteggere le infrastrutture sanitarie essenziali. Visto che il vaccino inizialmente disponibile non sarà sufficiente, sarebbe utile considerare approccio graduale per vaccinare particolari gruppi di persone
                            • dal momento che nella produzione di alcuni vaccini sono coinvolte nuove tecnologie (di cui non è ancora stata fatta una valutazione sulla sicurezza rispetto a determinati gruppi di persone) è importante implementare la sorveglianza post-marketing. Inoltre, è essenziale un rapido scambio tra la comunità internazionale dei risultati dell’immunogenetica e della sicurezza post-marketing, in modo che i Paesi possano correggere le proprie politiche di vaccinazione
                            • in vista della mancanza di disponibilità del vaccino a livello globale e del bisogno potenziale di proteggersi dalla deriva dei ceppi, il gruppo Sage raccomanda la promozione della produzione e dell’uso di vaccini
                            • visto che la produzione del vaccino per l’influenza stagionale 2009-2010 nell’emisfero settentrionale è quasi completa ed è quindi improbabile che influenzi la produzione del vaccino contro la nuova influenza pandemica, il gruppo Sage non ha considerato necessario il passaggio dalla produzione del vaccino stagionale a quella del vaccino pandemico.


                            Per maggiori informazioni, leggi il comunicato originale dell’Oms (in inglese).


                            Terapia intensiva e casi gravi di infezione da nuovo virus A(H1N1)v

                            Uno studio pubblicato il 10 luglio 2009 sulla rivista Morbidity and Mortality Weekly Report (Mmwr) dei Cdc americani, esamina le caratteristiche cliniche di 10 pazienti che si sono ammalati in modo critico a causa dell’infezione da nuova influenza A(H1N1)v in un reparto di terapia intensiva nel Michigan (Usa). Tutti i pazienti hanno manifestato insufficienza respiratoria acuta e sindrome da distress respiratorio (Ards), e ciò ha richiesto la ventilazione meccanica. Il gruppo di pazienti descritto si distingue per la predominanza di uomini; un’alta percentuale (7 pazienti su 10) di obesi, con un indice di massa corporea maggiore o uguale a 40; sindrome da disfunzione multiorgano (Mods) (9 pazienti su 10) e blocco dei vasi sanguigni nei polmoni (5 pazienti su 10). Lo studio, che non è in grado di chiarire se l’obesità sia o meno un fattore di rischio indipendente per le complicanze gravi da influenza A(H1N1), raccomanda di somministrare il trattamento antivirale nel più breve tempo possibile per i pazienti ricoverati in ospedale con sospetta infezione da nuovo virus A(H1N1)v. Consulta l’articolo originale (in inglese).


                            Genova: i risultati del sistema di sorveglianza sindromica

                            Disponibile il report del 13 luglio 2009 (pdf 343 kb) relativo all’attività di sorveglianza sindromica nell’area metropolitana genovese. Il rapporto è integrato con i dati di sorveglianza virologica che riguarda il periodo post epidemico. Gli indicatori di attività delle sindromi simil-influenzali (Ili) è stabilmente baseline. Nel corso dell’ultima settimana non sono stati rilevati né altri casi di infezione da virus A(H1N1)v in pazienti liguri, né altre virosi respiratorie. L’infezione da A(H1N1)v è stata rilevata in due pazienti pediatrici ricoverati presso l’Ospedale S. Chiara di Trento, per conto del quale si eseguono i test per il rilevamento del virus. L’indicatore di attività delle infezioni delle basse vie respiratorie (Lrti) ha raggiunto negli ultimi giorni valori prossimi a 2, che sebbene siano più elevati di quelli osservati nelle settimane precedenti, rimangono nel range dei dati attesi nel periodo estivo. Scarica il report (pdf 343 kb)


                            La situazione in Italia e nel mondo

                            Sono saliti a 224 i casi di influenza da nuovo virus A/H1N1 registrati in Italia. Per i dettagli, leggi il notiziario e l’archivio dei comunicati stampa sul sito del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali. Per avere un quadro aggiornato dei casi nel mondo, clicca nel menù di sinistra su “numero dei casi”.

                            La situazione è comunque molto dinamica: secondo il comunicato dell’Oms delle ore 9 del 6 luglio 2009 sono più di 94 mila i casi di nuova influenza A/H1N1 registrati in tutto il mondo e 429 i decessi. Nelle ultime 24 ore, secondo il rapporto dell’Ecdc delle ore 17 del 15 luglio 2009, sono 157 i nuovi casi confermati nei Paesi dell’Unione europea e dell’Efta. Questo porta a un totale di 14.451 casi confermati nei Paesi Eu ed Efta, compresi 16 decessi. I casi confermati nelle ultime 24 ore al di fuori dei Paesi Eu ed Efta sono 6492, per un totale di 111.542 casi. 78 i nuovi casi mortali in questi Paesi: 43 in Argentina, 15 in Thailandia, 8 in Cile, 3 in Messico e Costa Rica, 2 in Australia e Nuova Zelanda e 1 in Brasile ed Ecuador. Gli Stati Uniti, in totale confermano oltre 37 mila casi di influenza provocati dal nuovo virus A/H1N1 e 211 decessi. Il Wisconsin è lo Stato più colpito, con 6031 casi, seguito da Texas (4463), Illinois (3259) e New York (2582). Maggiori dettagli sul sito dei Cdc di Atlanta. Secondo il comunicato della Pan American Health Organization del 15 luglio 2009, in Sud America i Paesi più colpiti sono: Messico, con poco meno di 12 mila casi confermati e 121 decessi, Cile (10.491 casi confermati e 33 decessi) e Argentina (3056 casi confermati e 137 decessi). In Canada, infine, confermati 10.156 casi e 45 decessi: il punto sul sito dell’Agenzia di sanità pubblica canadese.
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                            <cite cite="http://www.epicentro.iss.it/focus/h1n1/16-07-2009.asp">influenza da nuovo virus A/H1N1</cite>

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                            • #15
                              Re: ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA': Aggiornamenti e sorveglianza virologica.

                              Influenza da nuovo virus A/H1N1 -Notiziario - 3 settembre 2009 (Epi-Centro, editato)

                              [Pagina originale: LINK. EDITATO.]

                              Influenza da nuovo virus A/H1N1 -Notiziario - 3 settembre 2009


                              Primo caso grave di influenza A/H1N1v in Italia
                              È attualmente ricoverato presso l’Ospedale San Gerardo dei Tintori di Monza un uomo di 24 anni affetto da sindrome da distress respiratorio dell’adulto, una rara complicazione dell’infezione da virus AH1N1v. Le sue condizioni sono gravi. Il paziente, ricoverato il 22 agosto presso la Divisione di Malattie Infettive dell’ospedale di Parma con diagnosi di polmonite, il 25 agosto è stato trasferito nell’Unità di Terapia Intensiva dell’Ospedale San Gerardo dei Tintori di Monza, specializzata nel trattamento della sindrome da distress respiratorio. Leggi il comunicato stampa del 29 agosto 2009 del ministero della Salute.

                              La campagna di vaccinazione pandemica in Italia
                              Non appena il vaccino per l’influenza pandemica A/H1N1v sarà disponibile, verrà avviata la campagna vaccinale. In Italia è prevista l'immunizzazione del 40% della popolazione in due tranche: una prima parte presumibilmente nella seconda metà di novembre e una seconda nei primi mesi del prossimo anno. In accordo con quanto indicato a livello europeo e internazionale, la vaccinazione verrà offerta prioritariamente a individui affetti da patologie croniche gravi, personale sanitario, personale di sicurezza (come vigili del fuoco, polizia e protezione civile) e personale a garanzia dei servizi essenziali (acqua, energia, telecomunicazioni, rifiuti, ecc) e secondariamente agli individui di età compresa tra i 2 e i 27 anni. Leggi il comunicato del 26 agosto 2009 del ministero della Salute.

                              Attivazione di un sistema di sorveglianza sindromica dell’influenza A/H1N1v
                              Con nota del 13 agosto 2009 il ministero della Salute informa che per individuare tempestivamente eventuali segnali di gravità del nuovo virus pandemico A/H1N1, come cluster di malattie respiratorie acute, infezioni gravi e mortali e presentazioni inusuali, si rende necessaria l’attivazione di sistemi di sorveglianza basati sulla rilevazione degli accessi ai servizi di Pronto Soccorso (PS) per sindromi riconducibili a quella influenzale. I sistemi sono già attivi in alcune Regioni italiane e con opportuni adattamenti potrebbero essere in grado di fornire informazioni utili per il monitoraggio dell’evoluzione dell’influenza pandemica. Pertanto, il Ministero richiede agli assessorati alla Sanità delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano di individuare nel proprio territorio di competenza almeno un servizio di Pronto Soccorso per la trasmissione settimanale alla Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria e all’Iss-Cnesps dei dati sulla sorveglianza sindromica. La scadenza per comunicare i presidi designati è fissata per la metà di settembre 2009. Tutte le comunicazioni devono avvenire attraverso le autorità regionali competenti. Per maggiori informazioni consulta la nota del ministero del 13 agosto 2009.

                              Influenza stagionale 2009-2010: le raccomandazioni del ministero della Salute
                              Il ministero della Salute ha emanato una circolare per la prevenzione e il controllo dell’epidemia stagionale d’influenza 2009-2010. La composizione del vaccino messo a punto per la stagione 2009-2010 è: antigene analogo al ceppo A/Brisbane/59/2007(H1N1), antigene analogo al ceppo A/Brisbane/10/2007(H3N2) e antigene analogo al ceppo B/Brisbane/60/2008. Il periodo consigliato per la vaccinazione va dall'inizio di ottobre fino a fine dicembre. Per la maggior parte della popolazione si consiglia una sola dose di vaccino antinfluenzale, per i bambini al di sotto dei 9 anni di età, mai vaccinati in precedenza, si raccomandano due dosi di vaccino antinfluenzale stagionale, da somministrare a distanza di almeno quattro settimane. La vaccinazione è raccomandata a: soggetti di età pari o superiore a 65 anni; malati cronici; bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di sindrome di eye in caso di infezione influenzale; donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano nel secondo e terzo trimestre di gravidanza; individui ricoverati presso strutture per lungodegenti; medici e personale sanitario di assistenza; familiari e contatti di soggetti ad alto rischio; addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo; personale a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani. Il ministero della Salute ricorda, inoltre, che il vaccino stagionale è diverso e distinto sia per composizione sia per modalità di somministrazione dal vaccino per la pandemia influenzale da nuovo virus A/H1N1v e che, pertanto, non offre protezione nei confronti del nuovo virus influenzale pandemico. Per maggiori approfondimenti scarica la circolare sull’influenza stagionale 2009-2010 del ministero della Salute.

                              Le misure di profilassi alle frontiere dopo il 31 luglio 2009
                              Sebbene il 31 luglio 2009 siano cessati gli effetti dell’ordinanza del 4 maggio 2009, i punti di frontiera rimangono siti di rilevante interesse strategico, per i movimenti di popolazione, così come per gli ambienti confinati dei vettori marittimi e aerei attraverso i quali questi movimenti avvengono. La circolare ministeriale del 31 luglio 2009 contiene le procedure operative per l’applicazione di misure di profilassi internazionale, che vengono applicate dagli Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera, secondo il Regolamento sanitario internazionale.

                              Oms: tempi del processo di produzione del vaccino per la nuova influenza pandemica
                              Dal momento in cui un nuovo ceppo di virus influenzale potenzialmente pandemico viene identificato e isolato, sono necessari circa 5-6 mesi per avere disponibile le prime scorte di vaccino convalidato. Questo periodo di tempo è necessario perché il processo di produzione di un nuovo vaccino coinvolge molti passaggi sequenziali e ognuno di questi necessita di un certo lasso di tempo per essere completato. L’Oms propone una schematizzazione del processo di sviluppo del vaccino dall’inizio (ottenere un campione del virus) alla fine (disponibilità del vaccino). Le fasi si dividono in tre grandi categorie: attività nei Centri di collaborazione Oms (identificazione del nuovo virus, preparazione del ceppo del vaccino, verifica del ceppo di vaccino, preparazione dei reagenti al test del vaccino); attività dei produttori di vaccini (ottimizzazione delle condizioni di crescita del vaccino, fabbricazione all’ingrosso del vaccino, controllo della qualità, preparazione delle fiale, trial clinici – in alcuni Paesi); attività nelle Agenzie regolatrici (approvazione e distribuzione). Per maggiori informazioni leggi il documento originale (in inglese) sul sito dell’Oms.

                              Le raccomandazioni dell’Oms sull’uso degli antivirali
                              Il 21 agosto l’Oms ha pubblicato linee guida sull’uso di antivirali per il trattamento di pazienti che hanno contratto il virus della nuova influenza H1N1v. Le linee guida sono il risultato dell’accordo fra le opinioni di un gruppo internazionale di esperti che hanno revisionato tutti gli studi disponibili sulla sicurezza e l’efficacia di questi medicinali. Particolare attenzione è stata data all’uso dell’seltamivir e dello zanamivir.
                              A livello globale, molti pazienti che hanno contratto l’infezione continuano a manifestare tipici sintomi influenzali e si ristabiliscono pienamente nel giro di una settimana, anche senza alcun trattamento medico. Pazienti sostanzialmente sani con malattia leggera non devono essere curati con antivirali. Basandosi sul singolo paziente, le decisioni di inizio trattamento dovrebbero essere basate su una valutazione clinica e sull’accertamento della presenza del virus nella comunità. Nelle aree in cui il virus circola largamente, i medici che si trovano di fronte a pazienti con malattia simil-influenzale dovrebbero assumere che la causa sia il virus pandemico. Le decisioni sul trattamento non dovrebbero quindi aspettare conferma di laboratorio e dovrebbero tenere anche conto delle eventuali decisioni di sanità pubblica relative all’utilizzo dell’antivirale per ridurre la trasmissione del virus.
                              Per i pazienti che presentano condizioni gravi o per quelli che cominciano a peggiorare, l’Oms raccomanda trattamento con oseltamivir, il prima possibile. Gli studi in proposito mostrano che un trattamento tempestivo (entro le 48 ore dall’inizio dei sintomi) è fortemente associato a un migliore outcome clinico. Se l’oseltamivir non fosse disponibile, si consiglia di sostituirlo con lo zanamivir. Per quanto riguarda l’uso degli antivirali nei bambini, l’Oms raccomanda un trattamento rapido con questi medicinali per i bimbi che mostrano condizioni gravi o che sono in via di peggioramento e per quelli che sono a rischio di malattia grave o con complicazioni. Altrimenti, per i bambini sostanzialmente sani, maggiori di 5 anni, non è necessario un trattamento con antivirali a meno che la malattia non persista o peggiori.
                              L’Oms fornisce anche un elenco di sintomi che possono essere segnale del passaggio a una fase di malattia più grave:
                              • respiro affannoso, sia durante attività fisica sia a riposo
                              • difficoltà di respiro
                              • colorito bluastro
                              • espettorato con sangue o colorato
                              • dolore al petto
                              • stato mentale alterato
                              • febbre alta per più di 3 giorni
                              • bassa pressione arteriosa.

                              Nei bambini i segnali di pericolo includono respiro accelerato o difficile, mancanza di vivacità, difficoltà a svegliarsi e poca o nulla voglia di giocare. Per informazioni più dettagliate leggi il comunicato ufficiale (in inglese) sul sito dell’Oms.

                              Oms: modelli matematici per spiegare le epidemie
                              I modelli matematici e informatici sono strumenti utili per spiegare le dinamiche di trasmissione delle epidemie, per analizzare i dati epidemiologici e per esaminare l’impatto potenziale delle possibili opzioni di intervento. Subito dopo aver dichiarato che l’emergere di un nuovo ceppo influenzale A/H1N1v in Messico e negli Stati Uniti era un problema di interesse globale per la salute pubblica, l’Oms ha convocato anche un gruppo informale di studio sui modelli matematici composto da matematici e da esperti. Tre gli obiettivi: 1) descrivere e prevedere il comportamento e l’impatto della pandemia di nuova influenza H1N1v del 2009 e dimostrare l’outcome potenziale degli interventi (farmaceutici e non) proposti in diversi contesti; 2) presentare queste analisi in un formato adatto a diversi destinatari, compresi esperti tecnici, decisori politici e gente comune; 3) adattare i modelli e interpretare le esperienze dei Paesi sviluppati in modo che possano essere applicate anche nei Paesi con poche risorse. Il network di esperti si è riunito a Ginevra all’inizio di luglio 2009.
                              Un articolo pubblicato sul Weekly Epidemiological Record dell’Oms il 21 agosto 2009 (vol. 84:341–348) riassume la discussione che si è tenuta in questo meeting e presenta alcuni risultati preliminari dei modelli in discussione della pandemia di nuova influenza H1N1v del 2009. Leggi l’articolo originale in inglese (pdf 314 kb).

                              Nuova valutazione del rischio di pandemia dell’Ecdc
                              Secondo la nuova valutazione del rischio di pandemia di influenza A/H1N1v dell’Ecdc, finchè dura l'estate nei Paesi europei il virus continua a trasmettersi in modo eterogeneo, ma a un livello basso. È probabile, invece, che una vera e propria ondata pandemica avrà luogo in autunno e in inverno. L'esperienza dei Paesi temperati dell'emisfero meridionale, utile anche per l'Europa, indica che anche se l'interruzione totale dei servizi essenziali nei Paesi efficacemente preparati è stata contenuta, la pressione su alcuni servizi sanitari, soprattutto ospedalieri, è stata notevole. Sul sito dell’Ecdc scarica la valutazione del rischio del 21 luglio 2009.

                              Aggiornamenti dalla letteratura scientifica
                              Il numero di Eurosurveillance pubblicato il 27 agosto 2009 (in inglese) dedica alcuni approfondimenti alla nuova influenza da virus A/H1N1:
                              • in un articolo dalla Germania vengono riportati i risultati di un’analisi dei primi 9950 casi, focalizzando l’attenzione sulle informazioni che riguardano i gruppi a rischio, la frequenza di ospedalizzazione e altri fattori che contribuiscono a determinare l’impatto della pandemia di A/H1N1v sul sistema sanitario, con lo scopo di orientare ulteriori misure di sanità pubblica. Lo studio conferma che il virus sta causando malattie prevalentemente miti, che interessano principalmente gli adolescenti e i giovani adulti. Il tasso di ospedalizzazione totale per l'influenza A/H1N1v è stato del 7%, solo il 3% dei casi aveva condizioni cliniche pregresse e i casi di polmonite sono stati rari (0,4%). Fino al mese di agosto 2009, la maggior parte dei casi segnalati di influenza A/H1N1v in Germania è stata importata da altri Paesi europei, tuttavia la proporzione di casi di trasmissione interna è in aumento.
                              • da un articolo sulla situazione relativa all’influenza pandemica A/H1N1v in Nuova Zelanda da aprile ad agosto 2009, emerge che dopo il rilevamento dei primi casi importati di pandemia di influenza A/H1N1v il 25 aprile 2009, il Paese ha attuato misure di contenimento che nel mese di maggio sembravano aver rallentato la trasmissione del virus. La pandemia ha però subito una netta accelerazione nel mese di giugno, raggiungendo il picco in quattro-sei settimane, mentre è in calo dalla metà del mese di luglio. Al 23 agosto sono stati registrati 3179 casi (di cui il 97,8% confermato), tra i quali 972 ricoveri, 114 ricoveri in terapia intensiva e 16 morti. I ricoveri sono stati molto più elevati tra i Maori e le popolazioni del Pacifico piuttosto che tra gli europei. L'apparente declino della pandemia (evidenziata da tutti i sistemi di sorveglianza) non può essere pienamente spiegato. In Nuova Zelanda la stagione influenzale tradizionale è nel suo pieno sviluppo e si stima che solo l’11% della popolazione sia stato infettato dal nuovo virus dell’influenza A/H1N1v.
                              • tra i mesi di maggio e settembre di ogni anno, è attiva la sorveglianza sentinella dell’influenza in medicina generale a Melbourne e nello stato di Victoria nel sud dell’Australia. In questo articolo si descrivono le prime 11 settimane di sorveglianza sentinella nel 2009 (settimane 18-28), durante le quali l'influenza pandemica si è stabilizzata. Analizzando l'effetto protettivo del vaccino dell'influenza stagionale contro il virus pandemico, emerge che per nessuna fascia di età c’è evidenza di protezione significativa dal vaccino stagionale contro l'infezione da virus pandemico.
                              • fino a oggi, ci sono pochi dati sui fattori di rischio, i casi gravi e i decessi associati alla pandemia di influenza H1N1. La stima e l'interpretazione della letalità (proporzione di casi fatali - CFR) è complessa, soprattutto perché è difficile stimare in modo preciso il numeratore (numero di decessi) e il denominatore (numero di casi), in particolare durante una pandemia ancora in evoluzione. A ciò si aggiunge il fatto che molti Paesi hanno abbandonato la conta dei singoli casi e lo screening sistematico di tutti i casi sospetti. Questo articolo sull’epidemiologia dei casi fatali associati all’influenza pandemica descrive le caratteristiche di 574 decessi al 16 luglio, per valutare la CFR e i profili ad alto rischio legati alla malattia pregressa, valutando possibili bias. Come in altre pandemie, i dati disponibili mostrano che i vari gruppi di età non sono ugualmente colpiti. Rispetto ai gruppi più giovani, i dati (eccetto per Canada e Australia) suggeriscono che gli anziani in qualche misura possono essere protetti dalle infezioni, forse perché precedentemente esposti a ceppi simili a quello del virus A(H1N1)v. Altri dati d’altra parte sembrano smentire questa tendenza. In almeno la metà dei casi mortali di tutte le età sussisteva una condizione patologica cronica, come per l’influenza stagionale. Tuttavia due fattori di rischio sembrano essere di particolare importanza per tutti i casi fatali al di sopra dei 20 anni: gravidanza e obesità. Per le donne in gravidanza, in particolare, oltre all’obesità, erano fattori di rischio le malattie cardiache o respiratorie come asma o tubercolosi. Rimane da approfondire il ruolo dell’obesità per valutare se il rischio sia legato a complicazioni durante la terapia intensiva o al diabete frequentemente associato all’obesità, o se l’obesità giochi un ruolo specifico nell’infezione influenzale grave da A/H1N1v, per esempio interferendo con le difese immunitarie dell’ospite. La proporzione di morti con cause pregresse deve essere interpretata con cautela a causa dei molti dati mancanti e della sovrastima di queste cause in quanto più spesso riportate. Stime più attendibili di CFR potrebbero essere prodotte da specifiche indagini, modelli matematici, sorveglianza sindromica e un formato comune di notifica internazionale.
                              • le stime del rischio di trasmissione del virus pandemico A/H1N1v associato all'esposizione in ambienti diversi e durante la fase prodromica sono scarse in letteratura fino a oggi. Questo articolo riporta i risultati di uno studio condotto in Inghilterra nel periodo compreso tra aprile e giugno 2009 ed evidenzia la rilevanza della scuola e delle attività sociali nella trasmissione del virus pandemico A/H1N1v. Lo studio descrive le catene di trasmissione osservate in un piccolo cluster scolastico, molto studiato, nelle prime fasi della pandemia nel Regno Unito, e contribuisce alla comprensione del rischio di trasmissione con l’evolversi della pandemia. L’articolo sottolinea che in fase di contenimento la chiusura delle scuole come unica misura non è sufficiente per interrompere la trasmissione del virus pandemico, poiché oltre alle attività scolastiche vi sono molte altre situazioni sociali ugualmente a rischio di trasmissione (come gruppi sociali e trasporti).

                              Genova: i risultati del sistema di sorveglianza sindromica
                              Disponibile il report del 2 settembre 2009 (pdf 209 kb) relativo all'attività di sorveglianza sindromica nell'area metropolitana genovese. Il rapporto è integrato con i dati di sorveglianza virologica che riguarda il periodo post epidemico. L’indicatore di attività delle sindromi simil-influenzali (Ili) permane al di sotto della soglia epidemica dal 15 agosto, dopo 21 giorni di superamento della stessa. Nella seconda metà del mese di agosto, il valore medio dell’indicatore di attività delle Ili si è attestato su valori quasi 3 volte superiori rispetto a quelli osservati nelle stagioni precedenti nello stesso periodo dell’anno (0,98 rispetto a 0,34, con un incremento del 288%). Nulla di rilevante riguardo la sorveglianza delle Lrti.
                              Si osserva una variazione nel quadro epidemiologico rispetto a quello descritto nel precedente report: aumenta la proporzione di casi confermati fra i casi autoctoni (14,4% rispetto al 9,4%), mentre gran parte (67,6% del campione saggiato dall’entrata in vigore della nuova definizione di caso - circolare del 27 luglio 2009) dei viaggiatori con Ili è positivo per virus pandemico H1N1 2009. Scarica il report (pdf 209 kb).

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